{"id":27170,"date":"2016-02-15T10:47:00","date_gmt":"2016-02-15T10:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/15\/la-modernita-e-lepoca-della-secolarizzazione-cioe-dellallontanamento-delluomo-da-dio\/"},"modified":"2016-02-15T10:47:00","modified_gmt":"2016-02-15T10:47:00","slug":"la-modernita-e-lepoca-della-secolarizzazione-cioe-dellallontanamento-delluomo-da-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/15\/la-modernita-e-lepoca-della-secolarizzazione-cioe-dellallontanamento-delluomo-da-dio\/","title":{"rendered":"La modernit\u00e0 \u00e8 l\u2019epoca della secolarizzazione, cio\u00e8 dell\u2019allontanamento dell\u2019uomo da Dio"},"content":{"rendered":"<p>La modernit\u00e0 non \u00e8 solo un dato cronologico e storico, \u00e8 anche, e soprattutto, un insieme di credenze, abitudini, modi di produzione e stili di vita: corrisponde, insomma, in tutto e per tutto, a un nuovo paradigma culturale. Come \u00e8 noto, ogni paradigma culturale, fin dal suo sorgere, si contrappone a quello che lo ha preceduto: se ne vuole emancipare, dapprima in maniera graduale e quasi timida, poi, via, via, in maniera sempre pi\u00f9 decisa, sempre pi\u00f9 arrogante, fino a non riconoscere alcuna legittimit\u00e0, alcuna dignit\u00e0 al vecchio paradigma, fino a relegarlo tra gli &quot;errori&quot; del passato, ove non merita pi\u00f9 nemmeno l&#8217;onore delle armi, nemmeno il riconoscimento di qualche merito, sia pure parziale.<\/p>\n<p>Questo, almeno, \u00e8 lo schema classico con cui si avvicendano i paradigmi nella cultura occidentale. Nelle altre culture, ad esempio in quella indiana, o cinese, pi\u00f9 che di &quot;svolte&quot; si dovrebbe parlare di lentissimi e quasi impercettibili processi di aggiornamento: il nuovo si insinua accanto all&#8217;antico, senza traumi e senza rotture: la tradizione continua ad essere percepita come un bene, come la fonte stessa della civilt\u00e0; il senso della stabilit\u00e0 e della continuit\u00e0 prevale decisamente sul senso del cambiamento e del progresso. Anzi, per dirla tutta, il concetto stesso di &quot;progresso&quot; non ha, nelle culture extra-europee, il significato dirompente e assolutizzante che possiede in quella occidentale; la nozione di &quot;progresso&quot; non \u00e8 carica di valenze ideologiche, indica semplicemente una evoluzione graduale e non un valore autoreferenziale, tanto meno un valore che pretenda di porsi in modo esclusivista rispetto a tutti gli altri valori.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 occidentale, invece,\u00a0come la cultura che la esprime e che la identifica,\u00a0\u00e8 caratterizzata da un vero e proprio culto del progresso; laddove per &quot;civilt\u00e0 occidentale&quot;non intendiamo quella nata nell&#8217;antica Grecia e proseguita fino ad oggi, perch\u00e9 una tale civilt\u00e0 non \u00e8 mai esistita, ma quella nata nel corso del XVII secolo e affermatasi decisamente a partire dal XVIII, sia in Europa che nell&#8217;America Settentrionale e, in seguito, in altri Paesi ove essa si \u00e8 trapiantata (Australia, Nuova Zelanda e anche, ma pi\u00f9 superficialmente, America latina e\u00a0infine\u00a0Giappone). La civilt\u00e0 antica \u00e8 finita con l&#8217;avvento del cristianesimo, e la civilt\u00e0 medievale \u00e8 finita con l&#8217;avvento della modernit\u00e0. Quindi, l&#8217;Europa ha conosciuto tre grandi fasi di civilt\u00e0: quella greca e romana; quella cristiana medioevale; quella moderna. La civilt\u00e0 moderna nasce come reazione contro la civilt\u00e0 cristiana. Questo fatto non \u00e8 stato evidente fin dall&#8217;inizio, anzi, per un paio di secoli, almeno, \u00e8 sfuggito a coloro stessi, o alla maggioranza di coloro stessi, che ne erano gli araldi e i propagatori.\u00a0Gli umanisti non si sentivano, s\u00ec, i portatori di una nuova civilt\u00e0, ma non antitetica, non in opposizione a quella precedente; o meglio: in contrasto con il Medioevo, s\u00ec, ma con il cristianesimo, no. Era, naturalmente, un colossale errore di prospettiva: perch\u00e9 la civilt\u00e0 medievale era stata tutt&#8217;una con il cristianesimo, con <em>quel<\/em> cristianesimo; non si poteva rifiutare il Medioevo e conservare il cristianesimo. E non lo si pot\u00e9, infatti: ma ci vollero ancora quattro secoli, dal XIV al XVIII, per rendersene conto e svilupparne la piena consapevolezza. A quel punto, alcuni, spaventati, vollero tornare indietro; ma la maggior parte degli intellettuali &#8212; perch\u00e9 \u00e8 di essi che stiamo parlando: sono loro a creare e a disfare i paradigmi culturali, non il &quot;popolo&quot;, se non in seconda battuta, e per semplice adattamento &#8212; proseguirono con decisione e, anzi, si dotarono di tutti gli strumenti necessari, anche legislativi (giusnaturalismo,\u00a0giurisdizionalismo) per operare la rottura completa con la civilt\u00e0 cristiana e per distruggere quel che\u00a0di\u00a0essa ancora restava, nonch\u00e9 per edificare una civilt\u00e0 completamente nuova e intenzionalmente,\u00a0programmaticamente\u00a0anticristiana (Massoneria, laicismo, secolarizzazione, anticlericalismo, filosofie materialiste).<\/p>\n<p>Ha scritto Paolo Nepi, gi\u00e0 allievo di Armando Rigobello, ora docente di Filosofia morale (in: \u00abDizionario delle idee politiche\u00bb, diretto da Enrico Berti e Giorgio Campanini, Roma, Editrice Ave, 1993, pp. 507-508):<\/p>\n<p><em>\u00abLa categoria che meglio sintetizza i caratteri della modernit\u00e0 \u00e8 quella della secolarizzazione, al punto che le due nozioni finiscono spesso per coincidere, nel senso che la modernit\u00e0 si manifesta come l&#8217;epoca in cui si \u00e8 dispiegato in tutta la sua ampiezza e profondit\u00e0 il fenomeno della secolarizzazione. Anche se ci poniamo in una prospettiva esclusivamente storica, la modernit\u00e0 si colloca infatti, cronologicamente, dopo l&#8217;epoca della cristianit\u00e0 medievale, rispetto alla quale rappresenta appunto il passaggio da un&#8217;et\u00e0 sacrale a un&#8217;et\u00e0 secolarizzata (vedere a questo riguardo le ormai classiche analisi di Maritain in &quot;Umanesimo integrale&quot;). Il concetto di secolarizzazione assume tuttavia significato diversi, a seconda che venga inteso come riconoscimento di una legittima autonomia delle realt\u00e0 temporali, oppure come polemica riappropriazione, secondo il modello feuerbachiano, di tutti i valori trascendenti da parte dell&#8217;uomo naturale.<\/em><\/p>\n<p><em>Il passaggio dalla cristianit\u00e0 alla modernit\u00e0, inteso come passaggio da un&#8217;et\u00e0 sacrale a un&#8217;et\u00e0 secolarizzata, (un&#8217;altra categoria spesso usata come sinonimo di secolarizzazione \u00e8 quella di laicit\u00e0, con cui s&#8217;intende una societ\u00e0 fondata non su valori religiosi ma su valori profani), \u00e8 di per s\u00e9 indicativo del fatto che il dati puramente cronologico comporta inevitabilmente un significato assiologico-valutativo. La cultura moderna \u00e8 stata del resto anche il teatro della controversia tra i &quot;modernisti&quot; e gli &quot;antimodernisti&quot;, nel senso che i primi vedevano nella modernit\u00e0 secolarizzata l&#8217;uscita da una condizione di &quot;minorit\u00e0&quot; (tema caro all&#8217;illuminismo), mentre i secondi alla secolarizzazione apportata dalla modernit\u00e0 contrapponevano il ritorno ai valori religiosi della cristianit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>La nozione di secolarizzazione \u00e8 venuta assumendo, in quanto connotativa di alcuni aspetti tipici della modernit\u00e0, due principali accezioni. La prima, anche in ordine di tempo, \u00e8 quella di carattere economico-giuridico. Questo significato di secolarizzazione \u00e8 da porre in relazione alla politica delle confische dei beni ecclesiastici, adottata da molti Stati moderni. Nel corso della cristianit\u00e0 medievale, la Chiesa era diventata nel tempo un vero e proprio soggetto giuridicamente legittimato e protetto, anche attraverso la legittimazione e protezione delle sue propriet\u00e0 materiali, peraltro nate spesso con finalit\u00e0 caritative e assistenziali. Gli Stati moderni, trovandosi spesso di fronte alla trasformazione del carattere caritativo-assistenziale dei beni e delle propriet\u00e0 della Chiesa, diventate in molti casi delle vere e proprie rendite, confiscano tali beni e tali propriet\u00e0 per fronteggiare le loro crescenti esigenze economiche, politiche e militari. Questo primo significato della secolarizzazione \u00e8 dunque connesso al cambiamento dello &quot;status&quot; dei beni materiali della Chiesa, i quali, diventando di propriet\u00e0 dello Stato, vengono appunto &quot;secolarizzati&quot;. A questo significato economico-giuridico, nei termini del diritto canonico, corrisponde l&#8217;uso del concetto di secolarizzazione per indicare un religioso, o comunque un membro della gerarchia ecclesiastica, che abbandona il suo &quot;status&quot; religioso per ritornare allo stato &quot;secolare&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo significato economico-giuridico (giuridico anche nel senso del diritto canonico) di secolarizzazione, viene quindi esteso a contesti sempre pi\u00f9 ampi, fino a indicare un processo culturale che si caratterizza come rottura rispetto soprattutto all&#8217;universo culturale della cristianit\u00e0 medievale. La cultura del medioevo si esprime infatti in modo completo nelle &quot;Summae&quot;, che sono una sorta di enciclopedie del sapere ordinate alla luce della sapienza teologica. Le scoperte d cui va fiera la cultura moderna sono invece frutto di un sapere e di una scienza di carattere &quot;profano&quot;. Le questioni religiose (Dio, l&#8217;anima, la vita eterna&#8230;) non vengono, almeno inizialmente, criticate, ma sono considerate inutili in relazione ai fenomeni dell&#8217;universo visibile, per i quali le conoscenze scientifiche sono ritenute totalmente autosufficienti. Questa posizione filosofica, fin dal &#8216;600, fu chiamata &quot;deismo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Mentre l&#8217;&quot;homo religiosus&quot;, nell&#8217;Occidente cristiano, ha prodotto la cristianit\u00e0, intesa in tutta a articolazione delle sue dimensioni storico-culturali, l&#8217;&quot;homo positivus&quot; della modernit\u00e0, formatosi intellettualmente sui parametri delle nuove scoperte scientifiche e del nuovo sapere profano, ceca di costruire una societ\u00e0 in cui la religione non sia &#8212; almeno inizialmente &#8212; rinnegata, ma riportata dalla sfera trascendente a quella intramondana.<\/em><\/p>\n<p><em>Il modello in cui si attua in modo radicale la secolarizzazione, intesa come fenomeno di riappropriazione da parte dell&#8217;uomo naturale di ogni valore trascendente, \u00e8 costituito dal pensiero di L. Feuerbach, che ci fornisce lo schema volgarizzato di un modello culturale che si collega a molti motivi illuministici, e che trover\u00e0 in seguito molti altri sostenitori., quali tutto il filone del pensiero marxista e positivista. Per Feuerbach, occorre che l&#8217;uomo si trasformi da teologo in antropologo, da teofilo in filantropo, da cultore dell&#8217;al di \u00e0 in auto sciente cittadino della terra (cfr. &quot;Essenza della religione&quot;, Laterza, Roma-Bari, 1981). Per Feuerbach non ci sono infatti valori che trascendono l&#8217;orizzonte della matura e della storia umana, poich\u00e9 i valori soprannaturali e trascendenti non sono altro che gli stessi valori naturali di cui gli uomini si sono in modo spontaneo, attraverso le proiezioni della coscienza religiosa, espropriati, e di cui devono di conseguenza riappropriarsi.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Insomma, per Feuerbach, e per tutto il successivo paradigma della modernit\u00e0, o si \u00e8 cittadini della terra, o si \u00e8 dei poveri alienati, perch\u00e9 l&#8217;uomo non potr\u00e0 mai essere un &quot;cittadino del cielo&quot;; la cosa &#8212; per la cultura moderna &#8212; \u00e8 assurda in se stessa. Ed \u00e8 assurda per una ragione molto semplice: che avendo decretato, in base al culto del Progresso, che tutto il sapere precedente era un non-sapere, un errore carico di tragiche conseguenze, anche la credenza in Dio e nell&#8217;anima immortale erano parte di quell&#8217;errore, e nessun intellettuale degno di rispetto avrebbe ancora osato ragionare in base ad esse: tanto potente \u00e8 il ricatto intellettuale di un nuovo paradigma.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno, dunque, ritiene di doversi riappropriare di qualcosa che gli \u00e8 stato tolto: della sua ragione, innanzitutto (uscendo dal famoso stato di &quot;minorit\u00e0&quot; di cui parla Kant), ma anche del pieno esercizio e godimento della vita terrena, che la cultura cristiana gli aveva inibito e avvelenato; egli si percepisce, dunque, come chi si renda conto di essere stato lungamente truffato e ingannato, lungamente sfruttato e tenuto in una ignoranza deliberata: da ci\u00f2 una caratteristica psicologica essenziale della modernit\u00e0, il risentimento. <em>L&#8217;uomo moderno \u00e8 risentito<\/em>: si \u00e8 riscosso dal giogo, ma freme e schiuma d&#8217;indignazione al pensiero della sua lunga e umiliante servit\u00f9; vorrebbe vendicarsi, vorrebbe farla pagare a qualcuno. Ma a chi, dal momento che Dio non esiste, ma era solo un&#8217;astuta invenzione dei preti? Non gli resta che scagliarsi sui suoi simili: a cominciare, naturalmente, da quelli che hanno la sfrontatezza di voler restare fedeli al vecchio paradigma, al vecchio modo di pensare e di sentire. La modernit\u00e0 si afferma mediante una guerra civile e un genocidio: quello del popolo della Vandea, nel 1793, reo di non avere accolto gioiosamente la &quot;lieta novella&quot; della modernit\u00e0: che Dio non esiste, che i preti e i signori sono il Nemico, e che bisogna marciare al grido di &quot;Libert\u00e9, fraternit\u00e9, egalit\u00e9&quot;, se necessario a colpi di ghigliottina.<\/p>\n<p>Oggi che il vecchio paradigma \u00e8 stato gettato nella polvere, sono solo pochi &quot;intellettuali&quot; di seconda o terza fila ad infierire ancora contro di esso (i redattori di &quot;Charlie Hebdo&quot; in Francia; in Italia, i vari Odifreddi, e, in maniera pi\u00f9 subdola e strisciante, i vari Augias); ma il grosso non perde tempo, n\u00e9 si attarda in simili esercizi. Ha in mente un obiettivo molto pi\u00f9 ambizioso: <em>stravolgere dall&#8217;interno il vecchio paradigma<\/em>, demolire dall&#8217;interno quel che resta del cristianesimo. Lavoro &quot;sporco&quot; che essi preferiscono lasciare ai volonterosi e utili idioti che si autodefiniscono &quot;cattolici di sinistra&quot; o &quot;cattolici progressisti&quot;. La cosa \u00e8 arrivata gi\u00e0 a buon punto. E quando sar\u00e0 stata completata, che bisogno vi sar\u00e0 di combattere ancora il cristianesimo? Esso avr\u00e0 gi\u00e0 cessato di esistere, senza speranza di resurrezione\u00a0(umanamente parlando): grazie agli Hans Kung, ai Vito Mancuso, ma anche a migliaia di preti, vescovi e laici\u00a0che\u00a0hanno appiattito e azzerato il Vangelo sul metro della modernit\u00e0,\u00a0credendo di &quot;aggiornare&quot; e &quot;modernizzare&quot; il cristianesimo, e &#8212; invece &#8211; tradendone sia la forma, che la sostanza vitale: in nome del dio Progresso. A quel punto, il progetto massonico e totalitario della modernit\u00e0 occidentale non trover\u00e0 pi\u00f9 ostacoli: almeno al suo interno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La modernit\u00e0 non \u00e8 solo un dato cronologico e storico, \u00e8 anche, e soprattutto, un insieme di credenze, abitudini, modi di produzione e stili di vita:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[107,110,202],"class_list":["post-27170","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-cattolicesimo","tag-civilta","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27170","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27170"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27170\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}