{"id":27162,"date":"2017-02-01T12:38:00","date_gmt":"2017-02-01T12:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/01\/modernismo-e-giudaismo-la-tenaglia-che-sta-spezzando-il-cattolicesimo\/"},"modified":"2017-02-01T12:38:00","modified_gmt":"2017-02-01T12:38:00","slug":"modernismo-e-giudaismo-la-tenaglia-che-sta-spezzando-il-cattolicesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/01\/modernismo-e-giudaismo-la-tenaglia-che-sta-spezzando-il-cattolicesimo\/","title":{"rendered":"Modernismo e giudaismo, la tenaglia che sta spezzando il cattolicesimo"},"content":{"rendered":"<p>Le apparenze, talvolta, ingannano. Guardando le cose come appaiono, nella loro urgenza, nella loro corposit\u00e0 quasi gridata, si sarebbe portati a credere che la grande battaglia oggi in atto sia quella fra le due maggiori religioni monoteiste, il cristianesimo e l&#8217;islam, e, di riflesso, fra le due civilt\u00e0 di cui esse sono l&#8217;espressione: quella occidentale e quella arabo-persiana; la prima, moderna e progressista, la seconda antimoderna e conservatrice.<\/p>\n<p>Ora, che sia in atto uno scontro, non vi \u00e8 dubbio: tuttavia, a ben guardare, si comprende che non \u00e8 fra cristianesimo e islamismo, se non altro perch\u00e9 la civilt\u00e0 occidentale \u00e8 non solo post-cristiana, ma decisamente anticristiana, e dunque non \u00e8 certo il cristianesimo, tanto meno il cattolicesimo, a poter essere protagonista di questo scontro. Oltre a ci\u00f2, il cristianesimo non crede pi\u00f9 in se stesso e la chiesa non \u00e8 pi\u00f9 la Chiesa cattolica, ma una contro-chiesa gnostica, massonica e modernista. Pertanto, l&#8217;Occidente non \u00e8 pi\u00f9 quello del Vangelo, ma quello di <em>Charlie Hebdo<\/em>; e il vangelo non \u00e8 pi\u00f9 il Vangelo, ma una sua mistificazione e una sua contraffazione in chiave progressista e modernista, buonista e relativista. Di conseguenza, se l&#8217;islam \u00e8 all&#8217;offensiva contro l&#8217;Occidente perch\u00e9 cristiano, sta sbagliando completamente bersaglio; e quando i terroristi islamici compiono stragi e attentati contro i &quot;crociati&quot;, adoperano un linguaggio che tradisce la loro completa ignoranza della posta in gioco. Non si pu\u00f2 fare a meno di dedurne che qualcuno li sta usando; che tutto lo scontro ora in atto fra l&#8217;islam e l&#8217;Occidente nasce da una gigantesca opera di manipolazione e di strumentalizzazione. Esistono delle forze, dei circoli di potere, con i relativi carrozzoni mediatici, interessati a far credere che le due grandi religioni monoteiste si stanno combattendo per la superemazia mondiale; invece c&#8217;\u00e8 un terzo che le sta usando e le sta aizzando l&#8217;una contro l&#8217;altra. Si tratta di capire chi sia questo terzo e quale sia il suo disegno globale: perch\u00e9 non vi \u00e8 dubbio che si tratti di una strategia planetaria, avente come posta il controllo dell&#8217;intera umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene, numerosi indizi portano a ritenere che si tratti di alcuni settori del giudaismo talmudico, d&#8217;intesa con l&#8217;alta finanza ebraica e con il sionismo internazionale, di cui lo Stato d&#8217;Israele \u00e8 l&#8217;avamposto, ma le cui mire e i cui disegni si estendono come una rete, sapientemente intessuta da un capo all&#8217;altro del mondo, e che non prevedono niente di meno che il controllo totale del pianeta, con tutte le sue risorse demografiche ed economiche. Le manovre del\u00a0<em>B&#8217;nai B&#8217;rith<\/em>\u00a0hanno permesso la formulazione e l&#8217;approvazione di un documento come la\u00a0<em>Dignitatis Humanae<\/em>\u00a0al Concilio Vaticano II, il 7 dicembre 1965 (quando vi era gi\u00e0 un clima di smobilitazione, e anche, un po&#8217;, di esaltazione, per cui fu pi\u00f9 facile strappare una schiacciante maggioranza: 2.308 favorevoli e 70 contrari); ma i padri conciliari, probabilmente, non si resero conto della portata dirompente di quella dichiarazione, che proclamava il principio della libert\u00e0 religiosa, e, cos\u00ec, contraddiceva frontalmente tutto il Magistero secolare della Chiesa, specialmente quello di Pio XII, Pio X e Pio IX, nonch\u00e9 il concilio ecumenico precedente, il Vaticano I, e soprattutto il Sillabo. La Chiesa, con ci\u00f2, e sia pure implicitamente, riconosceva di essere depositaria di una delle verit\u00e0 che portano a Dio: non la sola e non la sola vera. Nei confronti del giudaismo, essa passava dall&#8217;<em>oremus et pro perfidis judaeis\u00a0<\/em>ai\u00a0<em>nostri fratelli maggiori,<\/em> che ci hanno preceduti nella fede di Abramo.<\/p>\n<p>Il logico corollario di questo primo cedimento \u00e8 stato, oltre alla relativizzazione della fede cristiana, anche la sua subordinazione morale al giudaismo, sotto le specie del riconoscimento di una responsabilit\u00e0 cristiana, e sia pure indiretta, nella Shoah, come era negli auspici del cardinale Kasper e come vide subito, lucidamente, monsignor Lefebvre. Ecco perch\u00e9 il pieno riconoscimento della Shoah diventa un dogma del cattolicesimo, e lo si \u00e8 visto nel caso Williamson. Fino a quel, momento, infatti, si poteva fare una distinzione fra ci\u00f2 che un sacerdote o un vescovo dicono in materia di fede e ci\u00f2 che dicono, magari sbagliando, in materia di storia; per cui poteva anche accadere, talvolta, che un membro del clero cattolico professasse opinioni difformi dalla maggioranza riguardo al genocidio degli ebrei (non al fatto che vi sia stato, beninteso, ma alle cifre e alle modalit\u00e0), mentre ora non \u00e8 pi\u00f9 possibile. Williamson \u00e8 stato cacciato, non solo dalla Chiesa cattolica, ma anche dalla Fraternit\u00e0 sacerdotale san Pio X, sostanzialmente per essersi rifiutato di piegare la testa dinanzi a questo nuovo, improprio dogma cattolico: che i cattolici si devono accollare, almeno in parte, la responsabilit\u00e0 della Shoah, e che, su quest&#8217;ultima, non \u00e8 lecito avere opinioni difformi da quelle stabilite dalla versione &quot;ufficiale&quot;: sei milioni di morti e una piena e deliberata volont\u00e0 di sterminio, da parte dei tedeschi, sin dall&#8217;andata al potere di Hitler.<\/p>\n<p>Da che mondo \u00e8 mondo, non si \u00e8 mai vista una religione che pretende di dettare i dogmi a un&#8217;altra religione: questo \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo nel cattolicesimo dopo il Concilio Vaticano II. Dietro la maschera del dialogo con il giudaismo (e con le altre religioni) vi \u00e8 l&#8217;infeudamento volontario del cattolicesimo al giudaismo. Giovanni Paolo II si \u00e8 profuso in scuse nei confronti del giudaismo, dando a intendere che i cattolici avevano motivo di sentirsi corresponsabili della tragedia del popolo ebreo durante la Seconda guerra mondiale; mentre semmai \u00e8 vero il contrario, e cio\u00e8 che i cattolici possono e devono andare giustamente fieri per esseri prodigati, a cominciare dal clero e dal pontefice Pio XII, per la loro salvezza, quando erano perseguitati a morte dai nazisti. In quest&#8217;ottica &#8211; delirante &#8211; non \u00e8 lecito esprimere, o avere espresso, il minimo dubbio, la minima riserva circa il ruolo storico e religioso svolto dal giudaismo nel corso dei secoli in Europa; non \u00e8 ammissibile avanzare la pi\u00f9 piccola critica alle lobby ebraiche e alla finanza ebraica, n\u00e9, meno ancora, alla politica dello Stato d&#8217;Israele, anche davanti alle evidenti violazioni dei pi\u00f9 elementari diritti umani ai danni del popolo arabo-palestinese. \u00c9 ben questa la ragione della improvvisa, e apparentemente incomprensibile, frenata nella proclamazione della santit\u00e0 di padre L\u00e9on Gustave Dehon: l&#8217;avere egli scritto, a suo tempo, sul giornale <em>La Croix<\/em>, delle cose che non sono piaciute agli Ebrei. A stento \u00e8 &quot;passata&quot; la beatificazione di Massimiliano Kolbe, il quale aveva detto, sul conto degli ebrei (da lui coraggiosamente aiutati dopo l&#8217;occupazione nazista della Polonia) cose molto simili a quelle che aveva scritto padre Dehon. Ed \u00e8 la stessa ragione per cui non sar\u00e0 mai possibile ridare l&#8217;onore alla memoria di monsignor Tiso, il presule slovacco che si assunse l&#8217;ingrato compito di reggere il destino del suo popolo negli anni drammatici della Seconda guerra mondiale: aver denunciato e combattuto l&#8217;invadenza finanziaria ebraica in Slovacchia. Ed \u00e8 sempre per questo che il culto di san Simonino martire, a Trento, \u00e8 stato abolito, e che \u00e8 stato praticamente imposto ai cattolici di non parlare mai pi\u00f9 del &quot;sacrificio rituale&quot; giudaico anticristiano (anche se gli ebrei possono farlo, come nel caso dello storico Ariel Toaff). \u00c8 evidente che esiste un <em>diktat<\/em>, un ricatto permanente, nei confronti della Chiesa, riguardo a tutto ci\u00f2 che concerne il giudaismo; e che tale ricatto viene esercitato sia dall&#8217;esterno, sia dall&#8217;interno della Chiesa stessa. L&#8217;uomo-chiave di tutta questa operazione \u00e8 monsignor Kasper. In una intervista rilasciata al <em>Corriere della Sera<\/em> il 31 maggio 2010, egli, ricollegandosi alla <em>Dignitatis Humanae<\/em> del 1965, disse che<\/p>\n<p><em>La Shoah \u00e8 stata favorita anche da un tipo di teologia. [&#8230;]. Secoli di teologia cristiana anti-giudaica hanno contribuito alla shoah favorendo [&#8230;] l&#8217;antisemitismo razziale-biologico del nazismo. [&#8230;]. Quel crimine senza precedenti ha costretto le Chiese cristiane a rivedere il loro rapporto con gli ebrei e per i cattolici il tornante decisivo \u00e8 stato il Vaticano II, con le sue scelte irrevocabili. [&#8230;]. Il riconoscimento di una responsabilit\u00e0 cristiana indiretta nella shoah era contenuto gi\u00e0 in un documento epocale della &quot;Commissione per i rapporti religiosi con l&#8217;Ebraismo&quot;, pubblicato nel 1998 con il titolo &quot;Noi ricordiamo&quot;, in vista del &quot;mea culpa&quot; giubilare del 2000.<\/em><\/p>\n<p>Insomma: Auschwitz \u00e8 stata sfruttata per ricattare la Chiesa cattolica, fra l&#8217;altro attraverso l&#8217;infame campagna calunniosa contro Pio XII e il suo preteso &quot;silenzio&quot;; un ricatto permanente, che non \u00e8 stato placato nemmeno dalle umilianti scuse porte da Giovanni Paolo II, e che mai sar\u00e0 estinto, perch\u00e9, ad ogni minima occasione, si pretende dal papa di turno (\u00e8 toccato anche a Benedetto XVI con il caso Williamson, montato ad arte mandando in onda una vecchia intervista di quel vescovo alla televisione svedese, subito dopo che il papa aveva revocato la scomunica a lui e agli altri tre vescovi nominati da monsignor Lefebvre) di rinnovare non solo le scuse al giudaismo e l&#8217;ammissione di una &quot;responsabilit\u00e0&quot; cristiana nella Shoah, ma anche l&#8217;impegno a sanzionare e scacciare qualunque membro del clero cattolico osi esprimere opinioni personali riguardo al genocidio degli ebrei come fatto storico, indipendentemente da ogni dimensione religiosa. Infatti, per coloro che esercitano il ricatto, quest&#8217;ultima distinzione non esiste e non deve esistere: essi vogliono che la Shoah e l&#8217;atteggiamento &quot;antisemita&quot; della Chiesa preconciliare siano considerati come un fatto unico. In effetti, per\u00f2, \u00e8 vero il contrario: ossia che sono costoro a vedere un legame indissolubile fra la Shoah e il giudaismo, precisamente nel senso che, attuando il genocidio degli ebrei, i nazisti (n\u00e9 si sa perch\u00e9 i cattolici, in quanto tali, dovrebbero identificarsi con costoro; ma cos\u00ec \u00e8) tentarono di sterminare gli eletti del Signore, cio\u00e8, in ultima analisi, tentarono di uccidere Dio stesso: il Dio del <em>Talmud<\/em>, beninteso, e non quello del Vangelo.<\/p>\n<p>Quanto al fatto che la &quot;svolta&quot; rappresentata dalla <em>Dignitatsi Humanae<\/em> segni, oggettivamente, una rottura del Magistero, e quindi della sacra Tradizione, nei riguardi dei rapporti con le altre religioni, e particolarmente del giudaismo, lo prova la risposta che diede san Pio X a Theodor Herzl, il fondatore del movimento sionista, il quale gli aveva chiesto di riconoscere sia il sionismo, sia, anticipatamente, il futuro stato d&#8217;Israele: <em>Sino a che Israele non riconoscer\u00e0 Cristo come Messia e Dio, la Chiesa non potr\u00e0 riconoscere il sionismo e Israele<\/em> (cit. da don Curzio Nitoglia nell&#8217;articolo <em>Il caso Krah<\/em> del 25\/07\/2011, consultabile in rete). Pu\u00f2 darsi che gli storici futuri, ma soprattutto i cristiani futuri, domanderanno conto ai padri conciliari, a Paolo VI ed ai suoi successori, di aver spezzato la continuit\u00e0 del Magistero su questo punto fondamentale, rovesciandolo al punto tale da porre la Chiesa sotto scacco da parte del giudaismo, e accettando di addossare su di essa una responsabilit\u00e0 storica che non le appartiene; e di essere passati sopra ai Vangeli stessi, specialmente quelli di Matteo e di Giovanni, per quanto riguarda la precisa responsabilit\u00e0 giudaica nella condanna a morte e nella crocifissione di Ges\u00f9 Cristo. Perch\u00e9, a forza di introiettare l&#8217;idea che i cristiani, e specialmente i cattolici, devono sentirsi in colpa verso gli Ebrei per le loro sofferenze, c&#8217;\u00e8 il rischio concreto che finiscano per dimenticarsi come \u00e8 morto Ges\u00f9 Cristo, e di quanto duramente sia stata perseguitata la Chiesa delle origini dal Sinedrio di Gerusalemme; e che, pur di non fare un torto ai &quot;fratelli maggiori&quot;, si debba fare un torto ai Vangeli, dichiarandoli fasulli e menzogneri, almeno su questo punto. Sarebbe la pi\u00f9 aberrante e inverosimile di tutte le apostasie.<\/p>\n<p>Peraltro, l&#8217;attacco che viene sferrato da oltre mezzo secolo contro la Chiesa non parte solo da settori del giudaismo e dai loro amici presenti (indegnamente) all&#8217;interno di essa, ma anche da quei settori del cattolicesimo che non hanno mai digerito la scomunica del 1907, annunciata nell&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>, e che da un secolo e pi\u00f9 stanno brigando per ristabilire le dottrine moderniste e per farle passare nel Magistero, sostituendolo, e cos\u00ec stravolgendo, dall&#8217;interno, la Rivelazione cristiana ed il volto della Chiesa cattolica. Tali dottrine sono incentrate sull&#8217;idea che il Vangelo pu\u00f2 e deve trovare una &quot;intesa&quot; con la civilt\u00e0 moderna; che pu\u00f2 e deve fare suoi i punti di vista della cultura, della scienza, della filosofia moderna; che deve trattare le Scritture, di conseguenza, come qualsiasi altro documento storico, ossia interpretarle liberamente e &quot;scientificamente&quot;, e ignorare la Tradizione, per ci\u00f2 che riguarda il Magistero; che deve concentrare l&#8217;attenzione non sulla trascendenza e sul regno di Dio, che non \u00e8 di questo mondo, bens\u00ec appunto sul mondo terreno, in una prospettiva terrena, sforzandosi di migliorare le condizioni sociali ed economiche degli uomini (cfr. la &quot;svolta antropologica&quot; di Karl Rahner al Vaticano II); che la fede \u00e8 soprattutto un fatto del sentimento, soggettivo, e non il frutto di un preciso percorso intellettuale, fondato su una verit\u00e0 teologica certa e definita; e che la Verit\u00e0 divina non \u00e8 accessibile a tutti, ma solo a quelli che son capaci d&#8217;intenderla (gnosi). Ahim\u00e8, tutto questo sta diventando realt\u00e0 nei comportamenti pratici di cardinali, vescovi e sacerdoti e nelle tesi di molti teologi, nonch\u00e9, ultimamente, cosa ancor pi\u00f9 grave, in alcuni documenti del Magistero, come la <em>Amoris laetitia<\/em>. La Chiesa, ormai, \u00e8 stretta come in una tenaglia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le apparenze, talvolta, ingannano. 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