{"id":27160,"date":"2017-02-27T04:45:00","date_gmt":"2017-02-27T04:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/27\/ingredienti-delleresia-modernista-lo-storicismo\/"},"modified":"2017-02-27T04:45:00","modified_gmt":"2017-02-27T04:45:00","slug":"ingredienti-delleresia-modernista-lo-storicismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/27\/ingredienti-delleresia-modernista-lo-storicismo\/","title":{"rendered":"Ingredienti dell&#8217;eresia modernista: lo storicismo"},"content":{"rendered":"<p>Il modernismo, lo diciamo a quei cattolici che, per caso, se ne fossero dimenticati, o, magari non lo sapessero (parliamo di quelli pi\u00f9 giovani, ovviamente, e tenuto conto di quanto sia povera e approssimativa l&#8217;istruzione storica e dottrinale che essi ricevono nelle sedi a ci\u00f2 preposte), \u00e8 un&#8217;eresia; anzi, secondo l&#8217;espressione di san Pio X, che lo condann\u00f2 con l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>, \u00e8 la somma di tutte le eresie. Ci\u00f2 detto, e sperando che tutti i cattolici in buona fede lo tengano sempre a mente e ne ricavino tutte le opportune deduzioni, tanto sul piano teorico che su quello pratico, pu\u00f2 risultare utile scomporre questa eresia, cio\u00e8 questo veleno, nei suoi elementi costitutivi, per saperli riconoscere e per non sottovalutarne l&#8217;altissimo potenziale di tossicit\u00e0. Pu\u00f2 accadere, infatti, che questi elementi, singolarmente presi, possano apparire non poi cos\u00ec pericolosi, se non addirittura innocui; pu\u00f2 accadere, si capisce ai cattolici impreparati e faciloni, emozionali e superficiali, come ce ne sono tanti (come lo sarebbero tutti, se non si affidassero a Dio per compensare le loro umane debolezze!), non solo non vedano e non afferrino tutta la pericolosit\u00e0 del veleno modernista, ma credano di scorgere, in alcuni degli elementi che lo compongono, perfino dei fattori positivi, o, almeno, potenzialmente tali.<\/p>\n<p>Lungo sarebbe l&#8217;elenco di tutti gli elementi che costituiscono il modernismo e che concorrono a farne un veleno cos\u00ec potente, addirittura micidiale, per la fede cattolica e per la sopravvivenza della Chiesa. Al tempo dell&#8217;eresia catara, la risposta del mondo cattolico fu estremamente energica, sia sul piano della repressione, sia su quello dell&#8217;istruzione: in quest&#8217;ultimo campo, sorse addirittura un nuovo ordine religioso, quello dei domenicani, con la speciale missione di formare dei sacerdoti culturalmente e teologicamente preparati, nonch\u00e9 dei predicatori capaci di controbattere gli argomenti degli eretici, punto per punto, dimostrando l&#8217;assoluta infondatezza della loro pretesa di rappresentare la &quot;vera&quot; chiesa di Cristo. Anche l&#8217;eresia modernista avrebbe richiesto un analogo sforzo e una analoga mobilitazione di tutte le energie spirituali e intellettuali del cattolicesimo, perch\u00e9, come ai tempi del catarismo, ci troviamo in presenza di una eresia che, insinuandosi un poco alla volta nel corpo sano della Chiesa e nelle comunit\u00e0 dei fedeli, oltre che nelle coscienze individuali, \u00e8 suscettibile di produrre danni gravissimi, e, forse, irreparabili, se non viene riconosciuta e combattuta per quel che realmente \u00e8: un attacco mortale al cuore stesso della Chiesa cattolica e del Vangelo di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>In cima alla lista delle micidiali componenti del modernismo troviamo, comunque, lo storicismo, il semi-protestantesimo, il semi-pelagianesimo, il razionalismo e (non stupisca la contraddizione, che \u00e8 spiegabilissima) il sentimentalismo. Lo storicismo, perch\u00e9 i modernisti riconducono tutto, anche la verit\u00e0 perenne del dogma, alla mutevolezza dei contesti sociali e culturali, che sono, invece, per loro natura, continuamente mutevoli. Il semi-protestantismo, perch\u00e9 si riservano una lettura autonoma e indipendente delle Scritture, e inoltre perch\u00e9 tendono a vedere i Sacramenti pi\u00f9 come dei simboli che come degli atti efficaci e reali della grazia divina; infine, per la tendenza a sfumare la distinzione fra clero e laicato. Il semi-pelagianesimo, perch\u00e9 non amano parlare del peccato, e tanto meno del Peccato originale: non amano, cio\u00e8, ricordare la condizione peccatrice dell&#8217;umanit\u00e0, preferendo una visione pi\u00f9 ottimistica della natura umana; ma, cos\u00ec facendo, rischiano di minimizzare il significato e la necessit\u00e0 stessa della Redenzione di Cristo. Il razionalismo, perch\u00e9 essi pretendono di accostarsi alla Parola di Dio esattamente con lo stesso spirito e con i medesimi strumenti scientifici e filologici con i quali ci si accosta a qualsiasi altro fatto e a qualsiasi altro testo: e la Bibbia, perci\u00f2, diventa parola essenzialmente umana. Il sentimentalismo, infine, perch\u00e9 (come i pre-romantici, che vissero in piena stagione illuminista) i modernisti finiscono per risolvere la fede in un rapporto sentimentale con Dio &#8211; tipico, esempio, la <em>Vita di Ges\u00f9<\/em> di Ernest Renan &#8212; che \u00e8 la manifestazione di un soggettivismo e di un relativismo estremi.<\/p>\n<p>Partiamo, in questa sede, dal primo e forse pi\u00f9 tossico di tali elementi: lo storicismo. Lo storicismo, in generale, \u00e8 un tipo di filosofia, e specialmente di filosofia della storia, che nega l&#8217;esistenza di verit\u00e0 assolute e di valori permanenti, ma riconduce ogni verit\u00e0 (al plurale) e ogni valore alle concrete condizioni storiche, le quali, per loro stessa natura, sono continuamente mutevoli e tendono a evolvere, a trasformarsi, fino al punto di produrre strutture materiali e di pensiero completamente diverse, e perfino opposte, a quelle che esistevano in precedenza, in quel medesimo ambito storico-culturale. In altre parole (e come in tutti gli &quot;ismi&quot;), nello storicismo vi \u00e8 una assolutizzazione della storia: tutto \u00e8 storia, e, dunque, niente si d\u00e0 al di fuori di essa; il mito, il trascendente, il soprannaturale, il divino, sono concetti che, per lo storicista, hanno una sola possibile chiave d&#8217;interpretazione: quella della cultura e della mentalit\u00e0 degli uomini che vissero in questa o quella epoca, in questo in quel luogo, senza margini o residui. E, poich\u00e9 la storia \u00e8 la storia degli uomini, non esiste null&#8217;altro all&#8217;infuori degli uomini e della loro storia: n\u00e9 Dio, n\u00e9 vita eterna, n\u00e9 grazia, n\u00e9 peccato, n\u00e9 inferno, n\u00e9 paradiso. Ora, \u00e8 chiaro che i modernisti cattolici non giungevano, nella maggior parte dei casi, fino a tali estreme conseguenze: si fermavano a mezza strada, pi\u00f9 per un residuo di pudore che per deliberata scelta intellettuale: infatti, date le loro premesse, quel fermarsi e arretrare davanti alle logiche conseguenze non pu\u00f2 essere chiamato in altro modo che debolezza del pensiero e mancanza di coraggio concettuale. Diceva san Pio X: <em>Nella cultura cattolica \u00e8 penetrato il paradigma ermeneutico, in cui ogni nostra conoscenza \u00e8 condizionata dal contesto di partenza<\/em>; mentre \u00e8 chiaro che, per il cattolico, vi \u00e8 una conoscenza, quella della Rivelazione, che non \u00e8 condizionata dal contesto, poich\u00e9 viene direttamente da Dio. S\u00ec, ribattono gli storicisti, ma la Bibbia \u00e8 pur sempre scritta da uomini ed \u00e8 rivolta ad uomini, i quali, gli uni e gli altri, sono vissuti in un certo tempo storico, e ci\u00f2 non ha potuto non condizionare la loro conoscenza di Dio. Ed ecco il grande malinteso: perch\u00e9 le circostanze storiche possono aver condizionato le <em>forme<\/em> della loro conoscenza di Dio, ma non l&#8217;<em>essenza<\/em> di tale conoscenza; proprio come il cielo a tratti nuvoloso pu\u00f2 condizionare la visione del sole da parte degli uomini, ma non ci\u00f2 che quella visione rivela, la sua essenza: cio\u00e8 la consapevolezza che il Sole, ben al di sopra delle nubi, brilla come sempre su di noi. San Pio X disse anche che i dogmi, secondo i modernisti, evolvono nella storia, mentre \u00e8 vero il contrario, cio\u00e8 che <em>i dogmi<\/em> <em>precedono e illuminano la storia<\/em>. La precedono, perch\u00e9 i dogmi non sono creazioni umane, ma acquisizioni umane della verit\u00e0 divina preesistente; e la illuminano, perch\u00e9 indicano la direzione in cui gli uomini devono andare, se non vogliono procedere alla cieca e se non vogliono trasformare la storia stessa in un inferno.<\/p>\n<p>Infatti, la storia umana chiusa in se stessa e sottratta alla luce del divino, \u00e8 l&#8217;inferno, e non pu\u00f2 produrre che errori, ingiustizie, violenze, sofferenze, blasfemie. In fondo, \u00e8 molto semplice: chi non crede questo; chi non crede, cio\u00e8, che Dio non \u00e8 solo il signore della storia, ma \u00e8 anche la luce che la illumina, non \u00e8 cattolico. Ora, chi attribuisce alla storia un valore assoluto, la pone come un qualcosa di puramente umano, e svaluta o nega, implicitamente o esplicitamente, che essa abbia a che fare con Dio, che trovi in Dio la sua <em>alfa<\/em> e la sua <em>omega<\/em>. Ma i modernisti, a ben guardare, credono in questo tipo di storia; non a parole, ch\u00e9, anzi, sprecano le parole per lodare Dio per la sua azione nella storia; ma la negano nella sostanza, perch\u00e9 poi, di fatto, la considerano e la studiano come se rispondesse a dei fattori puramente umani. Si prenda la <em>Storia del cristianesimo<\/em> di Ernesto Buonaiuti; si prenda <em>Storia e mito a proposito di Ges\u00f9 Cristo<\/em> di Alfred Loisy; si prenda un qualunque testo modernista e vi si trover\u00e0, in misura maggiore o minore, questa sopravvalutazione della storia rispetto alla grazia, dell&#8217;opera degli uomini rispetto al piano di Dio; vi si trover\u00e0, in altre parole, questa dimenticanza, o sottovalutazione, del fatto che la storia non gira mai a vuoto su se stessa, ma, specialmente dopo il <em>fatto storico<\/em> della Incarnazione del Figlio di Dio (fatto storico, ripetiamo, e non mito, non credenza, non opinione, non ipotesi teologica e via dicendo!), la storia umana diventa storia della salvezza, cio\u00e8 la storia del <em>s\u00ec<\/em> o del <em>no<\/em> che gli uomini dicono a Dio, dopo il <em>fiat<\/em> che Egli ha rivolto loro e a tutto ci\u00f2 che esiste nel creato.<\/p>\n<p>Sorge, a questo punto, un problema: un grosso problema. Dopo il Concilio Vaticano II, correnti storiciste si sono nuovamente infiltrate nella teologia cattolica e hanno conquistato posizioni su posizioni, anche presso l&#8217;episcopato e lo stessi <em>entourage<\/em> papale, nonch\u00e9, a quanto \u00e8 dato capire, lo stesso pontefice Francesco. Il cardinale Walter Kasper, erede della teologia di Karl Rahner, voce (purtroppo) assai autorevole nella Chiesa odierna, e intimo collaboratore del papa (alla cui elezione ha partecipato, pur avendo superato l&#8217;et\u00e0 canonica degli 80 anni, oltre la quale si diventa automaticamente cardinali non elettori), con il quale appare in stretta sintonia sul piano teologico e dottrinale, sostiene, fin da quando aveva una trentina d&#8217;anni &#8212; ad esempio, con lo scritto <em>Per un rinnovamento del metodo teologico<\/em>, del 1967 &#8212; che il dogma \u00e8 frutto d&#8217;interpretazione, sia della Parola di Dio, sia della situazione storica, e che, di conseguenza, \u00e8 soggetto al cambiamento, come qualsiasi altro fattore della storia umana. Laddove non \u00e8 chi non veda la forzatura concettuale consistente, da un lato, nel mettere la Parola di Dio e la situazione contingente sullo stesso piano, quanto all&#8217;influenza che esse esercitano sulle vicende umane, dall&#8217;altro, nel sostenere che il dogma \u00e8, in se stesso, il frutto di una &quot;interpretazione&quot; e non gi\u00e0 la codificazione di una verit\u00e0 trascendente e assoluta, anteriore alla storia e, comunque, non interamente spiegabile sul piano umano, intellettuale e scientifico. Il grande assente, infatti, nell&#8217;orizzonte teologico di Kasper e di tutti quelli come lui, \u00e8 il Mistero: il Mistero nel senso cristiano della parola, ossia non un qualcosa di fumoso e d&#8217;irrazionale, bens\u00ec qualcosa che non \u00e8 del tutto comprensibile all&#8217;uomo, non perch\u00e9 si collochi al di sotto della ragione, ma per il motivo diametralmente opposto, ossia perch\u00e9 \u00e8 una verit\u00e0 divina, e la verit\u00e0 divina, per definizione, \u00e8 solo parzialmente ed imperfettamente accessibile agli strumenti della ragione umana.<\/p>\n<p>Riassumendo: niente Mistero, niente Verit\u00e0 assoluta; pertanto solo verit\u00e0 relative e contingenti; dunque, solo e unicamente storia, niente trascendenza, niente provvidenza, niente grazia, niente Dio. Non che si arrivi a negare Dio: si arriva a negare un dio che significhi realmente qualcosa nella vita degli uomini e dell&#8217;umanit\u00e0 tutta; un dio che operi in maniera efficace. Il dio che rimane, dopo aver operato questa riduzione in senso storicista, \u00e8 un dio piccolo, limitato, problematico, e anche oscuro; un dio che mostra la strada, ma poi lascia gli uomini nella penombra e nell&#8217;incertezza; un dio che promette molto, ma non sempre \u00e8 in grado di mantenere le sue promesse; un dio di cui si potrebbe anche fare a meno, della cui esistenza si potrebbe anche dubitare, perch\u00e9, all&#8217;atto pratico, poco o niente cambierebbe nella vita del singolo individuo, cos\u00ec come in quella dei popoli e dell&#8217;umanit\u00e0 intera. Chiamiamo le cose con il loro nome: un dogma soggetto ai mutamenti della storia non \u00e8 pi\u00f9 un dogma, cos\u00ec come un dio soggetto agli alti e bassi della teologia modernista non \u00e8 Dio; e una storia abbandonata a se stessa non \u00e8 la storia della salvezza, annunciata dai Profeti e realizzata nell&#8217;Incarnazione del Verbo, nella sua Passione, Morte e Resurrezione. I teologi e i cardinali modernisti e storicisti dovrebbero avere il coraggio di dir le cose come stanno: ossia che, se si pone in dubbio il principio dell&#8217;assolutezza del dogma, si pone in dubbio la Verit\u00e0 stessa; e, a quel punto, credere o non credere in Dio diventa una faccenda di gusti e inclinazioni personali, e non una risposta alla chiamata di Dio stesso, fatta in piena libert\u00e0, ma assistita, in caso affermativo, dagli strumenti s<em>oprannaturali<\/em> della grazia. In pratica, lo storicismo \u00e8 una filosofia della storia che vorrebbe eliminare la presenza del soprannaturale, o relegarla lass\u00f9, sopra le nuvolette, in un cielo talmente lontano, che non ci riguarda affatto: e quindi, inevitabilmente, ci\u00f2 corrisponde a una visione della storia di matrice atea, materialista e anticristiana.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro, a questo punto, quale immenso pericolo sovrasti la Chiesa cattolica. \u00c8 in atto una eresia mortale, che rischia di snaturare completamente la dottrina cattolica e di trascinare la massa dei fedeli verso l&#8217;apostasia generalizzata, non per\u00f2 riconosciuta come tale o non del tutto consapevole, e, perci\u00f2 stesso, ancora pi\u00f9 &quot;facile&quot; e disinvolta; e ci\u00f2 sta avvenendo con l&#8217;incoraggiamento e la benedizione di altissime personalit\u00e0 della Chiesa stessa, come se il verbo modernista, e la sua specifica componente storicista, avessero ormai scalzato la sana teologia cattolica e l&#8217;avessero sostituita con una dottrina nuova, &quot;adatta ai tempi&quot;, &quot;proporzionata alla situazione contingente&quot;, e insomma, per l&#8217;appunto, pi\u00f9 &quot;idonea&quot; ad essere compresa dai cristiani, di quanto non lo fosse quella precedente (o, magari, semplicemente pi\u00f9 comoda, perch\u00e9 assai meno esigente?). E gi\u00e0 questa, per chi sappia giudicare con mente sana, \u00e8 un&#8217;affermazione eretica: infatti la dottrina della Chiesa non cambia, non pu\u00f2 esservi un <em>prima<\/em> e un <em>poi<\/em> nella trasmissione della Verit\u00e0, perch\u00e9 la Parola di Dio \u00e8 Verit\u00e0, e niente o nessuno la potr\u00e0 mai modificare. Non cadr\u00e0 <em>iota unum<\/em>, ammonisce Ges\u00f9 Cristo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il modernismo, lo diciamo a quei cattolici che, per caso, se ne fossero dimenticati, o, magari non lo sapessero (parliamo di quelli pi\u00f9 giovani, ovviamente, e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[129,201],"class_list":["post-27160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-eresia","tag-modernismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27160\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}