{"id":27156,"date":"2013-06-11T10:46:00","date_gmt":"2013-06-11T10:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/06\/11\/rivedere-i-pregiudizi-scientisti-per-valutare-serenamente-lipotesi-atlantide\/"},"modified":"2013-06-11T10:46:00","modified_gmt":"2013-06-11T10:46:00","slug":"rivedere-i-pregiudizi-scientisti-per-valutare-serenamente-lipotesi-atlantide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/06\/11\/rivedere-i-pregiudizi-scientisti-per-valutare-serenamente-lipotesi-atlantide\/","title":{"rendered":"Rivedere i pregiudizi scientisti per valutare serenamente l\u2019ipotesi Atlantide"},"content":{"rendered":"<p>La cultura scientista oggi dominante ha relegato, una volta per tutte, il racconto platonico dell&#8217;Atlantide, contenuto nei dialoghi \u00abTimeo\u00bb e \u00abCrizia\u00bb, fra le leggende prive di realt\u00e0 storica e ispirato, al massimo, dal ricordo di qualche evento reale, accaduto per\u00f2 in altro tempo e in altro luogo, e non cos\u00ec come il filosofo greco ce lo ha tramandato; per cui, al massimo, sarebbe lecito domandarsi se il racconto platonico non debba riferirsi all&#8217;esplosione del vulcano di Thera (Santorini) e alla conseguente eclisse della civilt\u00e0 minoica.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga la sgradevole circostanza che, al rifiuto dei depositari della scienza ufficiale, si contrappone la fin troppo entusiastica congrega dei dilettanti, degli improvvisatori, dei ciarlatani, degli occultisti da strapazzo e di quanti si sono accorti che commercializzare un prodotto che si vende cos\u00ec bene \u00e8 un&#8217;occasione troppo ghiotta per non coglierla al volo e sfruttarla sino all&#8217;estremo limite della decenza e del buon gusto: tutta una vegetazione infestante di articoli, libri, film e documentari che non hanno altro scopo, se non quello di coltivare le ingenue aspettative di un pubblico tanto grossolano quanto smanioso di sensazionalismo.<\/p>\n<p>Ci siamo sempre domandati se il sorrisetto di superiorit\u00e0 e di commiserazione con i quali i rappresentanti dell&#8217;attuale establishment scientifico discutono &#8211; se pure si abbassano a farlo &#8211; del mito platonico dell&#8217;Atlantide, nasca soltanto da inveterata arroganza intellettuale nei confronti degli studiosi &quot;eretici&quot;, da essi semplicemente considerati non-scienziati, o se non abbia una radice pi\u00f9 profonda: la paura, anzi il terrore, dissimulato appunto dietro il ghigno beffardo della presunzione, di veder incrinato tutto il bel castello della loro scienza accademica, con le cattedre, i privilegi e le generose remunerazioni che su di esso riposano.<\/p>\n<p>Infatti, se esistesse una base storica reale del racconto platonico, non troppo diversa da come appare nei due dialoghi, allora bisognerebbe rivedere tutta una serie di certezze sulle quali sono state costruite, negli ultimi decenni, le scienze della Terra, ma anche la Biologia e, in modo particolare, l&#8217;evoluzionismo darwiniano: eventualit\u00e0 che quei signori non vogliono nemmeno prendere in considerazione, vedendo in essa una minaccia non solo alla Verit\u00e0 che hanno deciso di servire, ma anche alle loro affermate posizioni di potere culturale, dall&#8217;alto delle quali dispensano benevolmente al popolo, ma non senza condiscendenza, nel corso di ammiccanti interviste televisive, le briciole della loro ineffabile e incontestabile sapienza.<\/p>\n<p>Ma siamo proprio sicuri che il racconto di Platone \u00e8 solo una favola e che, tutt&#8217;al pi\u00f9, lo si pu\u00f2 prendere seriamente in considerazione come un&#8217;eco di eventi geologici di tutt&#8217;altra natura e di tutt&#8217;altra localizzazione geografica e storica? \u00c8 proprio vero che una civilt\u00e0 come quella di Atlantide NON POTEVA ESISTERE n\u00e9 all&#8217;epoca, n\u00e9 nel luogo che Platone ci indica, ossia 10.000 anni avanti Cristo e in mezzo all&#8217;Atlantico? Perch\u00e9 questo \u00e8 il punto: la scienza ufficiale odierna non si prende la briga di discutere ed, eventualmente, di accogliere o respingere i contenuti del racconto platonico; essa taglia la testa al toro affermando, puramente e semplicemente, che i presupposti del racconto sono impossibili e che, pertanto, il racconto non pu\u00f2 essere che fantastico.<\/p>\n<p>Cominciamo, invece, con il metter in chiaro che il &quot;mito&quot;, non solo per Platone, ma per tutta la sapienza antica, non \u00e8 affatto sinonimo di &quot;racconto leggendario&quot;, ma di cosa reale, e sia pure narrata in forme simboliche e allegoriche: e questo \u00e8 il primo punto in cui bisogna sgombrare il terreno da possibili equivoci o da deliberati fraintendimenti (ma su ci\u00f2, confronta anche il nostro precedente saggio \u00abPlatone credeva ala realt\u00e0 obiettiva dei miti e li considerava come eventi reali\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 15\/02\/2010).<\/p>\n<p>Il secondo punto da chiarire \u00e8 che i presupposti teorici sui quali la scienza ufficiale respinge la credibilit\u00e0 del racconto platonico non sono, a loro volta, solidamente e definitivamente dimostrati, ma restano al livello delle ipotesi scientifiche: ed \u00e8 evidente a chiunque sia in buona fede, che una ipotesi non pu\u00f2 smentire un&#8217;altra ipotesi, ma che solo dei dati di fatto irrevocabilmente dimostrati e confermati sarebbero autorizzati a farlo.<\/p>\n<p>Dal professor Roberto Fondi, docente di Geologia e Paleontologia all&#8217;Universit\u00e0 di Siena, viene, gi\u00e0 da un trentennio, l&#8217;invito a riconsiderare con pi\u00f9 serenit\u00e0 e obiettivit\u00e0 l&#8217;ipotesi atlantidea cos\u00ec come emerge dal mito platonico, e ci\u00f2 mettendo in discussione i tre capisaldi dei &quot;negazionisti&quot; di matrice scientista: che nessuna civilt\u00e0 evoluta poteva esistere dodicimila anni fa, allorch\u00e9 Platone colloca la distruzione del misterioso continente; che nessun continente \u00e8 mai esistito al centro dell&#8217;Atlantico settentrionale; che nessun evento geologico di tipo catastrofico pu\u00f2 verificarsi all&#8217;improvviso e risolversi in tempi brevissimi.<\/p>\n<p>Ma cediamo la parola allo stesso Fondi (dalla \u00abIntroduzione\u00bb di R. Fondi a \u00abIl mito di Atlantide\u00bb di L. Sprague De Camp; titolo originale: \u00abLost Continents. Atlantis Theme\u00bb, 1954, 1970; traduzione dall&#8217;inglese di R. Rambelli, Roma, Fanucci Editore, 1980, pp. 11-15):<\/p>\n<p>\u00abI) Stando a Platone, Atlantide si sarebbe inabissata circa 12.000 anni or sono &#8212; vale a dire, praticamente, alla fine dell&#8217;ultimo periodo glaciale. Ci\u00f2 \u00e8 assurdo, perch\u00e9 quella descritta nel &quot;Crizia&quot; \u00e8, chiaramente, una civilt\u00e0 di tipo eneolitico (ossia in grado di lavorare i metalli di costruire intere citt\u00e0: come Uruk, Eridu e Tepe Gawrain Mesopotamia ecc. [&#8230;];<\/p>\n<p>II) La geologia moderna (fondata sulla teoria della tettonica a placche &#8212; il cui effetto avrebbe prodotto anche i movimenti di deriva continentale &#8212; ha dimostrato in maniera inequivocabile che, da quando l&#8217;uomo esiste sulla Terra, non c&#8217;\u00e8 mai stato un continente o una terra emersa in mezzo all&#8217;Oceano Atlantico. Esiste, invece, una lunga dorsale sottomarina composta di rocce basaltiche, la quale si presenta longitudinalmente spaccata in due da una profonda fossa [&#8230;]<\/p>\n<p>III) La geologia moderna, basata sul principio attualistico-uniformitario di Charles Lyell (secondo cui \u00e8 illecito cercar di spiegare gli eventi geologici del passato con meccanismi diversi da quelli che abbiamo ogni giorno davanti ai nostri occhi, i quali si svolgono con lentezza e gradualit\u00e0 incessanti) non pu\u00f2 ammettere la realt\u00e0 di eventi catastrofici improvvisi e di portata planetaria [&#8230;]<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che una volta assunte queste posizioni, diviene obbligatorio o rifiutare in blocco il racconto di Platone, oppure alterarlo per costringerlo ad adattarsi ad interpretazioni di tipo ortodosso [&#8230;] Nessuna delle tre suddette assunzioni di partenza, comunque, pu\u00f2 essere accettata ad occhi chiusi e senza le dovute riserve; e ci\u00f2, per i motivi che seguono.<\/p>\n<p>I) Ad un esame pi\u00f9 attento ed approfondito, dei fatti reali, l&#8217;evoluzione biologica risulta essere non una realt\u00e0 scientificamente dimostrabile, ma solo un&#8217;ipotesi non convalidata da oltre un secolo di intense ricerche. \u00c8 perci\u00f2 un concetto gratuito asserire che nella pi\u00f9 lontana preistoria non abbiano potuto esistere civilt\u00e0 come quella descritta da Platone. D&#8217;altra pare, gli &quot;out-of-place-artifacts&quot; (OOPART) che, di tanto in tanto, vengono riportati alla luce, suggeriscono in maniera quasi irresistibile l&#8217;idea di civilt\u00e0 tecnologicamente progredite, vissute in tempi remotissime quindi scomparse in seguito a catastrofi naturali o prodotte dall&#8217;uomo. [&#8230;]<\/p>\n<p>II) Per quanto concerne la geologia moderna, \u00e8 vero che oggi la teoria della tettonica a placche risulta essere quella generalmente pi\u00f9 accettata &#8212; anche per via dello zelo quasi missionario con cui essa viene propagata. Tuttavia bisogna tener presente che non mancano affatto i geologi che si dichiarano apertamente insoddisfatti delle capacit\u00e0 esplicative di questa teoria e che preferiscono proporre interpretazioni alternative come S. W. Carey, R. W. van Bemmelen, M. L. Keith e soprattutto V. V. Belussov. Secondo quest&#8217;ultimo, ad esempio, tutti i cambiamenti avvenuti nella fisionomia della crosta terrestre durante l&#8217;intera sua storia trovano la loro spiegazione pi\u00f9 semplice e naturale non in traslazioni orizzontali, bens\u00ec in movimenti verticali prodottisi nei 100-150 km. del mantello superiore. \u00c8 allora chiaro che, in base a questo punto di vista, nulla si oppone ala possibilit\u00e0 che nell&#8217;Oceano Atlantico abbia potuto formarsi &#8212; in corrispondenza della dorsale sottomarina e, soprattutto, nella regione delle Azzorre &#8212; una grande isola costituita prevalentemente da rocce basaltiche; e che quest&#8217;ultima, in seguito a qualche particolare ed improvviso evento catastrofico (Braghine, Boneff e Muck propendono per la caduta di un asteroide) abbia finito per fondersi in corrispondenza del suo piedistallo, e quindi abbassarsi e sprofondare sotto il livello del mare per molte centinaia di metri.<\/p>\n<p>III) Lyell, il padre della geologia moderna, fu troppo precipitoso allorch\u00e9 volle istituire la sua dottrina dei cambiamenti impercettibili. Molto giustamente &#8211; ma su questo erano interamente d&#8217;accordo con lui anche i geologi catastrofisti suoi contemporanei &#8211; egli sostenne che era necessario postulare l&#8217;invarianza, o uniformit\u00e0, delle leggi naturali nel corso del tempo, se si voleva studiare scientificamente la storia passata del nostro pianeta. Egli, per\u00f2, applic\u00f2 infelicemente lo stesso termine &#8212; uniformit\u00e0 &#8212; anche allo studio empirico dei fenomeni geologici, postulando che questi ultimi dovevano necessariamente svolgersi in modo lento, continuo e graduale, e che anche gli effetti pi\u00f9 macroscopici e grandiosi potevano solo derivare dall&#8217;accumularsi progressivo di piccoli cambiamenti. Ma, in realt\u00e0, l&#8217;uniformit\u00e0 di leggi naturali non comporta affatto che non possano esistere catastrofi naturali, su scala sia locale che planetaria; ed oggi, anzi, sono sempre pi\u00f9 numerosi i geologi disposti a tener conto di questa drammatica possibilit\u00e0 Inoltre \u00e8 gi\u00e0 stato possibile dimostrare in modo inequivocabile che la Terra, nel passato, \u00e8 stata ripetutamente e violentemente bombardata (esattamente come tutti gli altri corpi planetari del Sistema Solare) da grossi meteoriti ed asteroidi, alcuni dei quali di diametro veramente terrificante &#8212; uguale o superiore ai 100 chilometri.<\/p>\n<p>Alla luce delle considerazioni che precedono, ci sembra che la creduta &quot;favola&quot; dell&#8217;Atlantide finisca per assumere sempre pi\u00f9 i connotati di una possibile e cupa realt\u00e0, e non \u00e8 da escludere che, in futuro, le vestigia di una gigantesca Pompei sommersa a circa 3.000 metri nelle buie profondit\u00e0 di un fondale oceanico, possano almeno in parte venire riportate alla luce&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Degli oggetti paleontologici e archeologici fuori posto, ossia risalenti ad epoche nelle quali non avrebbero dovuto esistere, abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di parlare pi\u00f9 volte; cos\u00ec come della fallacia dei metodi di datazione al radiocarbonio, in base ai quali, per esempio, la scienza ufficiale sostiene che i dinosauri si sarebbero estinti sessantacinque milioni di anni fa, mentre \u00e8 possibile che tali animali fossero ancor vivi e vegeti appena poche migliaia di anni fa (e che fossero, quindi, contemporanei dell&#8217;uomo).<\/p>\n<p>Della geologia basata sul dogma di Lyell ci siamo del pari occupati (fra l&#8217;altro nell&#8217;articolo \u00abAttualismo geologico contro catastrofismo: una mancata lezione di umilt\u00e0 per gli scienziati\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 21\/09\/2012): tutto il problema sta nel fatto che lo scienziato inglese ha commesso il tipico errore filosofico di trarre conclusioni arbitrarie rispetto alla premessa. La premessa \u00e8 che, se si vuol studiare scientificamente il passato della Terra, non si pu\u00f2 mettere in dubbio l&#8217;invarianza delle leggi naturali; l&#8217;indebita conclusione \u00e8 che i fenomeni naturali sono sempre stati gli stessi che possiamo osservare oggi. Il che \u00e8 assurdo: perch\u00e9 &#8212; ad esempio -, se oggi non possiamo osservare la caduta di un grosso asteroide sulla Terra, perch\u00e9 si tratta di un evento statisticamente molto raro (per nostra fortuna), ci\u00f2 non significa che non possa essere accaduto, magari in un passato ben pi\u00f9 vicino a noi di quel che ci piace immaginare.<\/p>\n<p>Qui siamo in presenza di un duplice errore di ragionamento: aver fatto coincidere il campo del reale con il campo della ricerca scientifica e aver ipostatizzato, per cos\u00ec dire, il concetto di legge; che non \u00e8 una realt\u00e0 esistente al di sopra della natura, ma la formulazione di quei principi e l&#8217;interpretazione di quei fenomeni che nella natura \u00e8 stato possibile osservare e, in una certa misura, studiare. In parole ancora pi\u00f9 semplici: non \u00e8 possibile negare la possibilit\u00e0 di un fatto, perch\u00e9 esso va contro una &quot;legge&quot; naturale: le leggi naturali servono appunto a spiegare i fatti, e non viceversa. Quando ci\u00f2 avviene &#8211; e avviene spesso -, i professori trionfano, ma la scienza viene sconfitta: viene sconfitto, cio\u00e8, il sano desiderio dell&#8217;uomo di comprendere e spiegare il mondo intorno a lui, in nome di un &quot;sapere&quot; che non cerca la verit\u00e0, ma piuttosto tende ad aggrapparsi alle proprie provvisorie acquisizioni, imbalsamandole e trasformandole in dogmi indiscutibili.<\/p>\n<p>La conclusione? Nessuna conclusione certa: abbiamo solo cercato di mostrare che il rifiuto pregiudiziale della realt\u00e0 storica del mito platonico dell&#8217;Atlantide non \u00e8 scientificamente fondato, anche se a sostenerlo sono proprio i campioni della scienza ufficiale. Non abbiamo nemmeno provato a dimostrare che esso \u00e8 veritiero, cosa che richiederebbe un discorso molto pi\u00f9 ampio e complesso e che comunque, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non potrebbe essere sostenuta con argomenti inoppugnabili. Ci siamo limitati a mostrare che la storicit\u00e0 &#8211; o, se si preferisce, la veridicit\u00e0 &#8211; di quanto Platone racconta nel \u00abTimeo\u00bb e nel \u00abCrizia\u00bb non \u00e8 impossibile, non \u00e8 qualcosa di assurdo, di cui si possa sorridere con aria beffarda.<\/p>\n<p>Cari scienziati accademici, un po&#8217; di umilt\u00e0, per favore. Siete come quei (cattivi) maestri i quali, davanti alle domande difficili dei bambini, imbastiscono sempre delle risposte qualsivoglia, magari capziose e fumogene, ma sciorinate con grande sussiego e con aria di estrema sicurezza, perch\u00e9 non hanno il coraggio e l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di ammettere: \u00abNon lo sappiamo; proviamo a cercare insieme&#8230;\u00bb Chi ha paura di ammettere la propria ignoranza \u00e8 qualcosa di peggio d&#8217;un mezzo-sapiente; \u00e8 il contrario del vero sapiente: \u00e8 uno che preferisce arroccarsi nella cittadella del falso sapere, per vanit\u00e0 e per pigrizia intellettuale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cultura scientista oggi dominante ha relegato, una volta per tutte, il racconto platonico dell&#8217;Atlantide, contenuto nei dialoghi \u00abTimeo\u00bb e \u00abCrizia\u00bb, fra le leggende prive di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30138,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[65],"tags":[110,221],"class_list":["post-27156","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia","tag-civilta","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-archeologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27156","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27156"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27156\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30138"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}