{"id":27153,"date":"2016-12-22T05:45:00","date_gmt":"2016-12-22T05:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/22\/il-mito-del-progresso-e-funzionale-al-piu-radicale-assolutismo-che-si-sia-mai-visto\/"},"modified":"2016-12-22T05:45:00","modified_gmt":"2016-12-22T05:45:00","slug":"il-mito-del-progresso-e-funzionale-al-piu-radicale-assolutismo-che-si-sia-mai-visto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/22\/il-mito-del-progresso-e-funzionale-al-piu-radicale-assolutismo-che-si-sia-mai-visto\/","title":{"rendered":"Il mito del Progresso \u00e8 funzionale al pi\u00f9 radicale assolutismo che si sia mai visto"},"content":{"rendered":"<p>La credenza nel Progresso illimitato \u00e8 un mito; \u00e8 il mito fondante della modernit\u00e0; ed \u00e8 un mito malvagio, non benigno, perch\u00e9 funzionale all&#8217;instaurazione dell&#8217;assolutismo pi\u00f9 radicale che si sia mai visto: non per niente la modernit\u00e0 \u00e8 l&#8217;epoca dei totalitarismi.<\/p>\n<p>Questo fatto trova una spiegazione psicologica, prima ancora che ideologica, abbastanza semplice: la caratteristica essenziale del Progresso \u00e8 di essere, per definizione, irresistibile; infatti, davanti a qualsiasi obiezione e perplessit\u00e0, davanti a qualunque orrore e crimine, i suoi fautori, ma un po&#8217; anche tutti gli altri, non sanno fare altro che alzare le spalle e sussurrare: <em>Che volete dunque farci? \u00c8 il progresso!<\/em> Il Progresso, pertanto, non si discute, non si frena, non si pu\u00f2 smentire, non si pu\u00f2 contraddire: il Progresso ha sempre ragione, qualunque volto assuma, qualsiasi cosa faccia. Combattere contro il progresso \u00e8 subire la sorte di Don Chisciotte: non solo la solitudine e la sconfitta certa, ma anche l&#8217;incomprensione, la derisione, il disprezzo. <em>Che pazzo! Cosa credeva di fare: di poter fermare il progresso?<\/em> Dunque, se il Progresso \u00e8 una locomotiva, la sua avanzata irresistibile \u00e8 di per s\u00e9 evidente; non solo \u00e8 moralmente giusta, ma anche necessaria, perch\u00e9 i passeggeri che trasporta non sopporterebbero degli indugi senza una ragione precisa, e comunque temporanea: che si debba andare sempre avanti, \u00e8 cosa che si d\u00e0 per scontata. Ma per andare dove? E, soprattutto: i passeggeri si rendevano conto di quel che stavamo facendo, quando sono saliti a bordo? Oppure, per dir meglio: sono stati avvertiti che quelle poltroncine, erano le poltroncine di un treno; che quel locale, era un vagone ferroviario; e che il loro destino era quello di venir trasportati avanti sempre pi\u00f9 lontano; oppure ci\u00f2 \u00e8 accaduto senza che se ne rendessero conto e senza che qualcuno si degnasse di spiegarlo per tempo, e di dar loro la possibilit\u00e0 di scendere, se il viaggiare a tutta velocit\u00e0 verso una destinazione ignota non fosse stato di loro gusto?<\/p>\n<p>Ora, se il Progresso \u00e8, per definizione, e letteralmente, irresistibile, va da s\u00e9 che chiunque voglia imporre il massimo del proprio potere sugli altri, non dovr\u00e0 fare altro che invocare le nobili ragioni del Progresso, impugnare e sventolare le sue bandiere il pi\u00f9 in alto possibile, far rullare i tamburi e suonare i pifferi delle sue fanfare. In nome del Progresso, tutto \u00e8 concesso: anche imporre sugli uomini la pi\u00f9 spietata forma di assolutismo, il pi\u00f9 feroce e inumano totalitarismo; oh, ma si badi, non certo adoperando simili brutali espressioni, non certo dichiarando degli obiettivi cos\u00ec terribilmente cinici. Giammai: al contrario, baster\u00e0 intonare il peana del Progresso, e ogni cosa diventer\u00e0 giusta e lecita, ogni abuso verr\u00f2 santificato, ogni bruttura verr\u00e0 mondata miracolosamente, e ogni ingiustizia diverr\u00e0 un passaggio forse doloroso, ma sicuramente necessario, verso il compimento delle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>. E cos\u00ec, dopo le meraviglie del capitalismo, del socialismo, del comunismo, del fascismo, del nazismo, ora siamo giunti alla meraviglia dei tutte le meraviglie, all&#8217;ultimo stadio del piano per l&#8217;instaurazione della felicit\u00e0 universale: il globalismo, con i suoi corollari del femminismo, del modernismo, del supercapitalismo finanziario, del razzismo (alla rovescia: sono i popoli bianchi a doversi sentire inferiori, oltre che colpevoli), nonch\u00e9 dell&#8217;omosessualismo, grazie al quale potremo godere pure dell&#8217;immenso privilegio di poterci inventare, o reinventare, la nostra identit\u00e0 di genere &#8212; la nostra, e quella dei nostri figli, a seconda dell&#8217;umore e delle inclinazioni del momento; come quei genitori australiani i quali, su consiglio del loro medico (<em>lasciate che sia ci\u00f2 che vuol essere!<\/em>), hanno &quot;accontentato&quot; lo struggente desiderio del loro figlioletto di essere femmina, e si son prodigati affinch\u00e9 il piccolo Seth realizzasse il suo sogno e ora, naturalmente, si adoperano perch\u00e9 la societ\u00e0 lo &quot;accetti&quot;.<\/p>\n<p>Scriveva quel grande pensatore oggi quasi dimenticato, Marcel De Corte, a tale proposito (da: M. De Corte, <em>Fenomenologia dell&#8217;autodistruzione. Saggio sull&#8217;uomo occidentale contemporaneo<\/em>; titolo originale: <em>L&#8217;homme contre lui-m\u00eame<\/em>, Paris, Nouvelles Editions Latines, 1962; traduzione dal francese di Roberto Antonetto, Torino, Borla Editore, 1967, pp. 196-199):<\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo contemporaneo, che sostituisce continuamente la rappresentazione generale e astratta degli esseri e delle cose alla loro e carnale e concreta, considera il progresso come il motore di un mondo del quale gli uomini in carne ed ossa non sono che passeggeri inerti e senza vita. \u00c8 impossibile non riconoscere, dietro queste collettivit\u00e0 nelle quali l&#8217;uomo si disintegra, l&#8217;azione di una forza alla quale &#8216;uomo moderno si abbandona, e che ha battezzato progresso. Lo schema pi\u00f9 generale di tutte le astrazioni collettive che ci divorano ha nome progresso. Il principio che riunisce, impasta e scioglie tutte le presenze concrete, si chiama progresso. Per merito suo tutto passa, niente si ferma, anzi niente gli resiste. La sua caratteristica essenziale \u00e8 di essere irresistibile: trascina l&#8217;uomo sradicato nel suo flusso.<\/em><\/p>\n<p><em>Ne deriva una conseguenza, d&#8217;una gravit\u00e0 estrema e tropo spesso inosservata. Nelle societ\u00e0 del passato, non ancora afflitte dal mito del progresso, il potere, per assoluto che fosse, trovava tuttavia dei limiti, delle realt\u00e0 considerate intoccabili, delle norme ritenute fosse, delle leggi divine e umane immanenti alla natura degli esseri e delle cose; barriere insuperabili, dal momento che il progresso non aveva mobilitato tutto quanto. Oggi \u00e8 diverso: il mito del progresso ha eroso ogni forma di stabilit\u00e0, e la conversione della realt\u00e0 in idea favorisce tutte le manipolazioni, tutti i cambiamenti.<\/em><\/p>\n<p><em>La teoria del progresso universale offre alla volont\u00e0 di potenza questo inestimabile vantaggio: trasformare l&#8217;indeformabile nodo degli esseri in un fantasma malleabile, nel, quale essa s&#8217;imprime senza sforzo, e del quale dirige facilmente il movimento. Per questo l&#8217;hanno adottata e propagata tutti i conquistatori del potere, e non c&#8217;\u00e8 ideologia politica e sociale che non ne faccia uso, in dosi pi\u00f9 o meno massicce. La monarchia in decadenza ne ha fatto la prova nel secolo XVIII con Turgot; la decaduta aristocrazia ha tentato di ritemprarvisi con Madame de Sta\u00ebl, Chateaubriand e Tocqueville; le democrazie borghesi non hanno cessato di attingervi, per mezzo dei loro retori e dei loro sofisti; le democrazie socialiste vi giustificano il loro dispotismo . Le colonie, dal canto loro, vi prendono la legittimazione delle rivolte, i manovali proletari non si stancano di agitarne la bandiera. Perfino la Chiesa cattolica, attraverso certi suoi rappresentanti, vede l&#8217;unico mezzo per rinvigorire la fede nel progressismo, e in &quot;Ges\u00f9 Cristo travestito da meccanico nell&#8217;atto di condurre la locomotiva del Progresso attraverso la foresta vergine&quot; (sono parole di Flaubert, e neppure troppo caricaturali).<\/em><\/p>\n<p><em>Il mito del progresso non dominerebbe la politica e le societ\u00e0 contemporanee se non trovasse nello spirito umano una tacita complicit\u00e0. Non \u00e8 esagerato affermare che l&#8217;idea del progresso si basa essenzialmente sull&#8217;adulazione, e che offre all&#8217;individuo, non solo le possibilit\u00e0 d&#8217;evadere al di fuori del proprio essere, ma anche tutte quelle capaci di trasformare la sua vanit\u00e0 in esibizionismo, in prestigio. Se io mi colloco nell&#8217;irresistibile corrente del progresso, poso diventare senza fatica diverso e migliore, rispetto a quello che sono; posso superare il posto che la mia nascita, la mia natura e i miei doni mi fanno occupare nell&#8217;universo, posso essere quello che non sono e che gli altri sono! Il progresso universale di cui mi inebrio mi incita a fuggire me stesso nell&#8217;illusione e nella posizione sociale. Mi sento capace, grazie al progresso universale, di lasciare indietro gli altri, i ritardatari, i retrogradi, senz&#8217;altro sforzo che mentale. Per poco che mi stabilisca sulla sua sommit\u00e0, che prenda l\u00ec&#8217;ultimo treno, che mi pieghi al conformismo della novit\u00e0, mi convinco facilmente della mia eccellenza. Il mito del progresso provoca cos\u00ec l&#8217;avvento d&#8217;una nuova aristocrazia di &quot;parvenus&quot; senza sostanza, dei quali vediamo il fantasma gesticolare su tutti i palcoscenici del teatro sociale. Ora, in questa corsa ai primi posti, il pi\u00f9 vuoto, il pi\u00f9 sciocco, il pi\u00f9 esibizionista ha tutte le probabilit\u00e0 di arrivare; donde la legge, che possiamo verificare tutti i giorni: pi\u00f9 una societ\u00e0 \u00e8 progressista, pi\u00f9 le sue \u00e9lites sono vuote e strombazzanti. Sono delle astrazioni senza contenuto, dei tipi senza personalit\u00e0: nulla assomiglia di pi\u00f9 a una &quot;vedette&quot; che un&#8217;altra &quot;vedette&quot;, ad un politico che un altro politico, ad un arrivista qualunque, di qualunque settore, che un altro arrivista, ad un pallone gonfiato che un altro pallone gonfiato. Si diversificano solo per colore e dimensione, per gonfiore quantitativo.<\/em><\/p>\n<p>La filosofia dell&#8217;arrivare primi a qualsiasi costo, non sulla base di meriti oggettivi, ma semplicemente perch\u00e9 si possiede un io da esibire, abbastanza sfrontato e narcisista da non provare il sentimento della vergogna (questa sana barriera che trattiene di solito i migliori, mentre lascia filtrare impunemente i peggiori), e abbastanza ambizioso e prevaricatore da ritenere il successo come cosa dovuta, ha innescato, cos\u00ec, una sorta di selezione alla rovescia, che ha prodotti i suoi pessimi effetti in tutti gli ambiti della vita associata, dallo spettacolo all&#8217;arte, dalla cultura alla politica, dalla televisione allo sport, con il bel risultato che la nostra civilt\u00e0, ormai da non pochi anni, \u00e8 praticamente allo sbando per l&#8217;assenza di una vera classe dirigente, al posto della quale abbiamo una trista galleria di ciarlatani, di narcisisti, di buffoni, di demagoghi, e, oltretutto, tanto maldestri e incompetenti, quanto facili alla disonest\u00e0 e alla corruzione. L&#8217;assenza di politica fa s\u00ec che le nazioni dell&#8217;Occidente vadano allo sbando, come naufraghi sui lastroni di ghiaccio alla deriva, ciascuno dei quali si allontana in una diversa direzione, senza che nessuno mostri la bench\u00e9 minima capacit\u00e0, e perfino la volont\u00e0, di coordinare gli sforzi per la comune salvezza, dopo che il transatlantico sul quale viaggiavano si \u00e8 inabissati nelle acque.<\/p>\n<p>Colpisce particolarmente che al mito del Progresso abbia finito per aderire, almeno in parte, anche quella forza morale che, sola, aveva sempre resistito alle sue seduzioni e gli aveva contrapposto la sua saggezza, la sua spiritualit\u00e0 e la sua cultura: la Chiesa cattolica. Invece, come gi\u00e0 aveva visto Gustave Flaubert poco dopo la met\u00e0 del XIX secolo, e come ha denunciato Marcel De Corte ancor prima del Concilio Vaticano II (con il quale tali tendenze sarebbero addirittura esplose, e avrebbero finito per impadronirsi, pezzo a pezzo, di gran parte dell&#8217;organismo della Chiesa), anche i cattolici, e specialmente quelli di tendenza liberale e progressista, hanno finito per abbassare le armi e per arrendersi al fascino discreto (e malvagio) del Progresso, lasciandosi docilmente arruolare nelle armate del progressismo democratico, laicista e secolarizzato, e facendo propri, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, tutti gli slogan, tutte le parole d&#8217;ordine, tutte le sciocche formule magiche delle fallite ideologie che si sono succedute nel corso degli ultimi tre secoli, e ripetendoli con ridicola convinzione, dimostrando, cos\u00ec, di non aver imparato nulla, e di volersi sbarazzare della propria tradizione, che mai li aveva traditi o ingannati, per farsi discepoli di tradizioni profane, che hanno mostrato la loro inconsistenza e che si sono rivelate d&#8217;immenso danno nella vita dei popoli.<\/p>\n<p>\u00c8 penoso, ad esempio, sentire preti e perfino vescovi, e ora lo stesso papa Francesco, esprimere concetti politici e sociali molto vicini al marxismo, ripetere come dei mantra il soliti ritornelli contro lo sfruttamento capitalistico, i quali, giusti in gran pare, acquistano un suono falso e ipocrita se branditi come delle chiavi universali per risolvere tutti i problemi, per dare sempre e comunque ragione ai <em>poveri<\/em> (ma bisognerebbe poi vedere chi sono i <em>veri<\/em> poveri, nell&#8217;era della globalizzazione) e per nascondere quella parte della realt\u00e0 che non rientra nei facili schemi neomarxisti e che metterebbe a nudo anche le colpe e le responsabilit\u00e0 di quanti alimentano la mala pianta del rancore sociale con la scusa della giustizia, creando aspettative illimitate e moltiplicando diritti il cui esercizio \u00e8 impossibile, perch\u00e9, se realmente lo fosse, ci\u00f2 segnerebbe la fine di qualunque forma di societ\u00e0 organizzata. Un tipico esempio di questo abuso dei &quot;diritti&quot; \u00e8 la crociata per l&#8217;accoglienza dei migranti in Europa, presentata come un dovere inderogabile del buon cristiano, mentre non \u00e8 altro che l&#8217;abdicazione alla propria civilt\u00e0 e ai propri valori e la resa di fronte a un nemico insidioso, astuto, spregiudicato, che fa leva sui sensi di colpa e sul ricatto morale che paralizza l&#8217;istinto di conservazione e il naturale impulso alla difesa di se stessi.<\/p>\n<p>Il mito del Progresso, dunque, \u00e8 il motore della civilt\u00e0 moderna, e, per la sua natura intimamente distruttiva e nichilista, \u00e8 anche l&#8217;elemento che permette di caratterizzare quest&#8217;ultima come una <em>anti-civilt\u00e0<\/em>. L&#8217;Occidente moderno ha dunque il &quot;vanto&quot; di aver creato e insediato la prima, compiuta, e, nel suo genere, quasi perfetta, anti-civilt\u00e0 della storia. E la sta esportando in tutto il mondo, come una metastasi di cellule tumorali. <em>Questa<\/em>, dunque, \u00e8 la globalizzazione &#8212; e non altro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La credenza nel Progresso illimitato \u00e8 un mito; \u00e8 il mito fondante della modernit\u00e0; ed \u00e8 un mito malvagio, non benigno, perch\u00e9 funzionale all&#8217;instaurazione dell&#8217;assolutismo pi\u00f9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[202],"class_list":["post-27153","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27153"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27153\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}