{"id":27150,"date":"2016-02-24T08:47:00","date_gmt":"2016-02-24T08:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/24\/sara-il-misticismo-a-rinnovare-la-cristianita-e-a-dare-speranza-alluomo-con-la-sua-forza-divina\/"},"modified":"2016-02-24T08:47:00","modified_gmt":"2016-02-24T08:47:00","slug":"sara-il-misticismo-a-rinnovare-la-cristianita-e-a-dare-speranza-alluomo-con-la-sua-forza-divina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/24\/sara-il-misticismo-a-rinnovare-la-cristianita-e-a-dare-speranza-alluomo-con-la-sua-forza-divina\/","title":{"rendered":"Sar\u00e0 il misticismo a rinnovare la cristianit\u00e0 e a dare speranza all\u2019uomo con la sua forza divina"},"content":{"rendered":"<p>Il misticismo \u00e8 sempre stato non solo un &quot;filone&quot; dello sviluppo storico della religione cristiana, ma, anche, un atteggiamento di fondo, diffuso, radicato, presente in tutti i riti, in tutte le comunit\u00e0 parrocchiali, in tutte le famiglie e presso quasi tutti i fedeli. Non c&#8217;\u00e8 solo il misticismo dei grandi contemplativi, di Francesco d&#8217;Assisi o di santa Teresa d&#8217;Avila, che ne hanno fatto la loro modalit\u00e0 specifica di vivere la fede; c&#8217;\u00e8 anche quello dei sacerdoti, delle suore, dei padri e delle madri di famiglia, dei giovani, che si prendevano qualche ritaglio di tempo nell&#8217;arco della giornata per accostarsi a Dio nell&#8217;intimo della preghiera e della contemplazione, nel colloquio personale con Lui, nell&#8217;abbandono fiducioso al Suo amore, al Suo soccorso, al Suo ascolto. Abbiamo adoperato l&#8217;imperfetto perch\u00e9, oggi, questa modalit\u00e0 di vivere la fede cristiana sembra essere in caduta verticale, praticata ormai da pochissimi (anche se, trattandosi del fatto spirituale per eccellenza, \u00e8 difficile dire se le impressioni esterne corrispondano al vero). Almeno in apparenza, il cristianesimo odierno si \u00e8 incardinato quasi esclusivamente sulla dimensione esteriore e visibile, sia della preghiera (comunitaria, appunto; mentre il misticismo \u00e8 un fatto squisitamente individuale), sia dell&#8217;azione sociale (volontariato, attivismo sindacale e politico). In altre parole, la pratica cristiana ha eroso quasi del tutto la propria dimensione interiore, spirituale, per concentrarsi e, in definitiva, per identificarsi, con l&#8217;azione visibile ed esteriore, relegando l&#8217;altra nel ruolo, marginale e sussidiario, di pratica riservata ad alcune anime &quot;elette&quot;, un tempo assai ammirate, oggi, invece, guardate sovente con una certa sufficienza, come un anacronismo.<\/p>\n<p>Ad esempio, il modello ideale di prete sembra essere colui che agisce nel sociale, preferibilmente con una forte carica di contestazione (vedi la \u00abLettera a una professoressa\u00bb dei ragazzi della scuola di Barbiana, ispirati da don Lorenzo Milani; documento carico di risentimento sociale e del tutto sprovvisto di una qualsiasi prospettiva spirituale), e non pi\u00f9, come lo era in passato, il curato d&#8217;anime, il pastore del gregge che confessa e che dirige spiritualmente i suoi parrocchiani, come faceva il santo curato d&#8217;Ars, Jean-Marie Vianney. Il prete che va per la maggiore, oggi, si direbbe che non abbia bisogno di porsi l&#8217;obiettivo della santificazione; basta che sia giovane, dinamico, molto attento ai bisogni dei ragazzi (un po&#8217; meno a quelli degli anziani: tanto, fra qualche anno&#8230;; del resto, si sa, bisogna puntare sul futuro), molto &quot;aperto&quot; in fatto d morale, specialmente sessuale, molto impegnato socialmente e politicamente (a sinistra, si capisce), molto comprensivo sui temi etici (aborto, eutanasia, matrimoni omosessuali), molto tollerante, molto disponibile (nel senso di permissivo: fino al punto di celebrare dei matrimoni religiosi simili a spettacoli circensi), sempre schierato a difesa dei pi\u00f9 deboli (ma non necessariamente quelli &quot;veri&quot;, bens\u00ec quelli che i media e la cultura dominante presentano come tali, a cominciare dagli immigrati, tutti indistintamente presentati come tali, nonch\u00e9 come &quot;disperati&quot;, ovviamente &quot;in fuga da guerra e povert\u00e0&quot;: regolari e irregolari, onesti e spacciatori, miti e aggressivi). Gli ordini religiosi, i monaci, le suore, sono visti, da molti se non da tutti, come dei &quot;relitti&quot; di un vecchio modo, ormai irrimediabilmente superato, d&#8217;intendere la religione. I monaci e le suore di clausura, in particolare, suscitano curiosit\u00e0, ma non ammirazione, anzi, un certo sospetto, una certa qual diffidenza; ci si chiede: \u00abDa che cosa mai staranno fuggendo?\u00bb, e, cresciuti nella scuola del sospetto inaugurata dagli psicanalisti, si tende a vedere in essi i malinconici prodotti di una repressione psicologica &#8212; e, naturalmente, sessuale &#8211; sfociante in una particolare forma di nevrosi: la nevrosi religiosa. Un disturbo da curare, come ce ne sono altri. Quanto alla santit\u00e0, a che serve? Meglio un prete dinamico, che porta i ragazzi a ballare.<\/p>\n<p>Ebbene, bisogna avere chiaro il concetto che questo slittamento, questo sbilanciamento della cristianit\u00e0 verso una pratica prevalentemente, o quasi esclusivamente, comunitaria ed esteriore, della propria fede religiosa, ha rappresentato un enorme impoverimento per il cristianesimo stesso. Il grande serbatoio spirituale della religione \u00e8 situato nella dimensione interiore: \u00e8 l\u00ec che la fede attinge le forze per affrontare le difficolt\u00e0, grandi e piccole, comunque incessanti, della vita quotidiana. Ges\u00f9 raccomandava ai suoi discepoli: \u00abPregate sempre, senza stancarvi mai\u00bb; e \u00a0rimproverava Marta di preoccuparsi troppo del servizio materiale agli altri (in quel caso, a Lui stesso, il Maestro) ma di trascurare &quot;la parte migliore&quot;, quella spirituale, l&#8217;ascolto della Parola e la meditazione su di essa. <em>Il cuore della religione \u00e8 la fede<\/em>: cio\u00e8 la ricerca personale e l&#8217;incontro mistico con Dio.<\/p>\n<p>Cos&#8217;\u00e8 il misticismo? Una maniera di rapportarsi a Dio, che prescinde sia dalla realt\u00e0 sensibile, sia dalla dimensione razionale. Dunque non \u00e8 liturgia e non \u00e8 teologia; \u00e8 qualcos&#8217;altro: qualcosa in pi\u00f9, e non qualcosa di meno. Il mistico \u00e8 colui che ha un immenso privilegio: quello di &quot;vedere&quot; Dio, di udirlo, e di riceverne &#8212; talvolta &#8211; un particolare messaggio, destinato non a lui solo, ma a tutti i credenti. In effetti, vi sono due tipi di esperienze mistiche: spontanee e intenzionali. Sono spontanee quelle in cui un soggetto &quot;vede&quot; il divino senza averlo cercato, almeno in apparenza; e ci\u00f2 pu\u00f2 accadere a dei bambini o a degli adolescenti (La Salette, Lourdes, Fatima); oppure a degli adulti (gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni nell&#8217;episodio della Trasfigurazione di Cristo; san Paolo nell&#8217;apparizione di Cristo sulla via di Damasco). Sono intenzionali le esperienze mistiche nelle quali il soggetto, attraverso una serie di pratiche e anche di &quot;tecniche&quot; (come la &quot;lectio divina&quot;: suddivisa, a sua volta, in &quot;lectio&quot;, &quot;meditatio&quot;, &quot;oratio&quot; e &quot;contemplatio&quot;, o il digiuno, la veglia, la mortificazione della carne, ecc., tende con tutte le forze dell&#8217;anima ad incontrare Dio nelle profondit\u00e0 della coscienza, eventualmente anche con l&#8217;intercessione degli Angeli, dei Santi e della Vergine Maria. In effetti, sia nell&#8217;un caso che nell&#8217;altro, ad agire in maniera decisiva \u00e8 la Grazia divina, e non la volont\u00e0 umana: nessuna esperienza mistica \u00e8 possibile su una base puramente volontaristica. Nondimeno, resta il fatto che la mistica \u00e8 il cuore della religione, compresa la religione cristiana. E poich\u00e9 nel cuore della religione cristiana c&#8217;\u00e8 l&#8217;Incarnazione di Dio in un essere umano (che \u00e8 un &quot;mistero&quot;, nel senso teologico del termine: qualcosa che eccede la ragione umana, non qualcosa che sta al di sotto di essa), ecco che la meditazione sul mistero dell&#8217;Incarnazione \u00e8, per cos\u00ec dire, il cuore del cuore della pratica cristiana; e coloro che vi si dedicano, anima e corpo, non sono &quot;in fuga dal mondo&quot;, ma sono, alla lettera, gli intercessori fra l&#8217;umanit\u00e0 e Dio e i collaboratori pi\u00f9 preziosi nel piano della redenzione divina.<\/p>\n<p>Giunti a questo punto, forse possediamo anche gli strumenti per capire le ragioni profonde, e inconfessate, della diffidenza, se non addirittura del discredito, che hanno creato come un diaframma fra il &quot;cristiano medio&quot; e la dimensione del misticismo: il fatto che l&#8217;uomo moderno, e anche parecchi che si credono cristiani, non aspettano pi\u00f9 la redenzione da Dio, ma pensano di potersi redimere da soli, sostituendo la loro azione a quella divina. Resta, semmai, una certa curiosit\u00e0, e anche una certa popolarit\u00e0, nei confronti di quei mistici che operano miracoli, specialmente se &quot;socialmente utili&quot;, come le guarigioni dalle malattie gravissime o incurabili: il che \u00e8 una forma di idolatria ed \u00e8 proprio quel che Ges\u00f9 poneva ogni cura di evitare, per esempio ordinando di tacere ai malati che guariva, ai ciechi che risanava o agli indemoniati che esorcizzava, o allontanandosi subito dopo aver operato simili cose; e ci\u00f2 appunto per evitare che la folla concentrasse l&#8217;attenzione sul miracolo come fatto visibile e materiale, piuttosto che sul mistero di Dio e sull&#8217;ascolto della Sua parola.<\/p>\n<p>Da quanto abbiamo fin qui detto possiamo capire come il cristianesimo odierno abbia quasi smarrito la sua anima religiosa e sia diventato, da un lato, dottrina e pratica sociale, con un orientamento fortemente immanentistico e una prospettiva decisamente storicista, quasi che l&#8217;uomo, e non Dio, fosse il fine e il senso della creazione (ammesso e non concesso che un fine ed un senso esistano, cosa da molti, anche fra i cosiddetti credenti, revocata in dubbio); e, per un altro lato, una ricaduta verso forme e mentalit\u00e0 di tipo superstizioso e &quot;fideistico&quot;, nel senso negativo del termine, ossia nel senso di negazione e disprezzo della ragione (che la sana teologia cristiana non ha disprezzato mai, nel modo pi\u00f9 assoluto) e nella ricerca del soprannaturale, inteso solo come &quot;spettacolare&quot;.<\/p>\n<p>A scopo di ulteriore riflessione, riportiamo una pagina di Giorgio Fedalto, ordinario di storia del cristianesimo all&#8217;Universit\u00e0 di Padova (da: G. Fedalto, \u00abLe porte del Cielo. Il cristianesimo e i segni dell&#8217;Aldil\u00e0: apparizioni, visioni, testimoni\u00bb, Cinisello Balsamo, Milano, 2002, pp. 181-183):<\/p>\n<p><em>\u00abCosa fare per espandere il messaggio che il mistico ha ricevuto, dal momento che &quot;il misticismo deve trasformare l&#8217;umanit\u00e0&quot;? Sempre Bergson risponde che occorre trasmettere il messaggio a poco a poco e i mistici lo sentono, lo sanno. &quot;Il grande ostacolo che incontreranno \u00e8 quello che ha impedito la creazione di un&#8217;umanit\u00e0 divina&quot;. Ci\u00f2 sembra vero anche se un filosofo ragiona con proprie categorie, come anche se scrive che, essendo impossibile una diffusione generale immediata del messaggio mistico, ci potrebbe essere un metodo diverso da seguire, quale \u00e8 quello &quot;di comunicarlo, bench\u00e9 gi\u00e0 indebolito, ad un piccolo numero di privilegiati che insieme formerebbero una societ\u00e0 spirituale; le societ\u00e0 di questo genere potrebbero disperdersi; ciascuna di queste, tramite alcuni dei suoi membri, che sarebbero eccezionalmente dotati, darebbe vita ad una o a molte altre societ\u00e0; cos\u00ec si prolungherebbe lo slancio fino al giorno in cui un profondo cambiamento delle condizioni materiali, imposte all&#8217;umanit\u00e0 dalla natura, permetterebbe, dal lato spirituale, una radicale trasformazione&quot; (Bergson, &quot;Le due fonti della morale e della religione&quot;, p. 171).<\/em><\/p>\n<p><em>Il compito del mistico, sia pure grandissimo e difficilissimo, sarebbe cos\u00ec limitato, in quanto altri, convergenti interverrebbero a prendere e a realizzare quanto \u00e8 stato manifestato. Dal momento che il mistico si rivolge ad uomini che hanno la sua stessa religione, la sua funzione sarebbe di riaccendere la religione portando qualcosa dell&#8217;ardore che lo anima. Chi professa la stessa religione non far\u00e0 fatica ad accettare ad accettare il suo messaggio, che invece non dir\u00e0 assolutamente niente \u00e8 lontano dal suo spirito (idem, p. 173).<\/em><\/p>\n<p><em>A chi obiettasse che vi sono i canali ordinari della grazia e che la religione di per s\u00e9 non ha bisogno dei mistici, Bergson ci\u00f2 pu\u00f2 essere vero, ma dal momento che ci sono stati dati, ci sono, con tutte le loro manifestazioni straordinarie, una volta si se appurato trattarsi di perone e di fatti autentici e attendibili, allora come il misticismo beneficia della religione, cos\u00ec la religione si pu\u00f2 arricchire del misticismo&quot; (p. 174): &quot;In questo modo si spiega il compito che (il mistico) si sente chiamato svolgere all&#8217;inizio, quello di un intensificatore della vita religiosa&quot;. Anche non volendo accettare la concezione di un misticismo attivo, &quot;capace di andare alla conquista del mondo&quot;, in quanto \u00e8 un dono e un compito della grazia di Dio, \u00e8 pur sempre accettabile che i gradi mistici siano stati generalmente &quot;degli uomini e delle donne d&#8217;azione, di un buon senso superire: poco importa che abbiamo avuto per imitatori degli squilibrati, o che qualcuno tra loro abbia risentito, in alcuni momento, di una tensione estrema e prolungata dell&#8217;intelligenza e della volont\u00e0&quot; (p. 178).<\/em><\/p>\n<p><em>Persone di buon senso, dunque, i mistici che hanno percorso un certo cammino , passando per vari stato, che, se possono variare l&#8217;uno dall&#8217;altro, si assomigliano molto in quanto la strada percorsa \u00e8 la stessa Va comunque notato che, se alle spalle hanno una tradizione di cui hanno potuto subire l&#8217;influenza, &quot;i grandi mistici si preoccupano poco di questa tradizione; ciascuno di loro ha la sua originalit\u00e0, che non \u00e8 voluta, che non \u00e8 stata desiderata&quot; (p. 180). Pu\u00f2 anche essere che il loro fondamentale riferimento al Vangelo sia sufficiente per loro, come anche l&#8217;accettare &quot;con docilit\u00e0 assoluta&quot;l&#8217;insegnamento della Chiesa o l&#8217;obbedire al proprio confessore, cui saranno istintivamente indirizzati.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, l&#8217;interpretazione del misticismo qui esposta \u00e8 quella di Henri Bergson, precisamente nel suo saggio \u00abLe due fonti della morale e della religione\u00bb, pubblicato nel 1932. A dire il vero, \u00e8 un po&#8217; strano &#8212; ma in linea con i tempi &#8212; che un autore d&#8217;impostazione cattolica, e che pubblica un libro sul misticismo con la maggiore casa editrice cattolica italiana, non colga affatto quanto di non cristiano vi \u00e8 nella concezione del misticismo delineata da Bergson: ossia che l&#8217;<em>\u00e9lan vital<\/em>, motore di tutta la sua filosofia, per mezzo di essa arrivi a cogliere se stesso (cosa non molto diversa dallo Spirito hegeliano che crea l&#8217;essere, invece di esserne creato). I concetti-chiave dei pensatori dovrebbero servire a comprendere il reale, piuttosto che le loro rispettive filosofie. Perch\u00e9, in quel modo, l&#8217;Io non uscir\u00e0 mai da se stesso: mentre tale uscita \u00e8 la condizione di ogni misticismo autentico, ossia di ogni autentico tentativo d&#8217;incontro intimo e personale dell&#8217;umano con il divino. Perci\u00f2, anche se possiamo condividere taluni passaggi del ragionamento di Bergson, dissentiamo profondamente dalla sua idea di fondo, che piacque, infatti, ai modernisti, ma non aveva nulla di condivisibile, dal punto di vista di una sana teologia cristiana: cio\u00e8 che la mistica sia, in definitiva, un dono che l&#8217;uomo fa a se stesso. Nossignori: la mistica \u00e8 un dono che Dio fa all&#8217;uomo; quel che pu\u00f2 fare l&#8217;uomo, \u00e8 di collaborare cin Dio, aprendosi a ricevere quel dono preziosissimo, con &quot;timore e tremore&quot;, come direbbe Kierkegaard.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 di questo misticismo &#8212; umile, centrato su Dio, proiettato verso le altezze e non sull&#8217;uomo stesso &#8212; che il cristianesimo, oggi, ha bisogno, per tornare ad essere quello che era: una religione piena di risorse spirituali, e una fede che affascina, seduce e cattura le anime, rendendole totalmente disponibili al disegno di Dio. Se non faranno questo, i cristiani del nostro tempo condanneranno il cristianesimo alla fine, attraverso una pi\u00f9 o meno lenta consunzione, un progressivo inaridimento. Pure, le sfide del terzo millennio, per la civilt\u00e0 europea e per l&#8217;umanit\u00e0 tutta, sono cos\u00ec tante e cos\u00ec gravi, da far vacillare la nozione stessa di ci\u00f2 che si pu\u00f2 considerare umano: un essere creato artificialmente, manipolando il Dna e, magari, mescolandolo a quello di specie animali, sar\u00e0 ancora un essere umano? E che cosa faranno gli uomini del terzo millennio, di fronte a tali sfide decisive, se non potranno pi\u00f9 attingere al serbatoio di risorse spirituali che solo la vera fede pu\u00f2 dare? Ora, la vera fede si riconosce da questo: dal fidarsi interamente di Dio; dal lasciare che sia Lui a guidare i nostri pensieri e i nostri passi; dal rinunciare all&#8217;idea di aver compreso i disegni di Dio, pi\u00f9 di Lui stesso, e di poterli realizzare da soli, senza di Lui e, magari, meglio di Lui. Perch\u00e9 questo non sarebbe cristiano, ma satanico. E tale \u00e8 il grande pericolo che incombe sulla cristianit\u00e0 e sulla Chiesa medesima, in questo nostro tempo: di farsi strumento del Diavolo, traendo in inganno molti e distruggendo gran parte di ci\u00f2 che Dio ha costruito, per il bene dell&#8217;uomo e con la fiduciosa collaborazione dell&#8217;uomo stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il misticismo \u00e8 sempre stato non solo un &quot;filone&quot; dello sviluppo storico della religione cristiana, ma, anche, un atteggiamento di fondo, diffuso, radicato, presente in tutti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,157,267],"class_list":["post-27150","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27150","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27150"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27150\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}