{"id":27140,"date":"2011-03-31T09:07:00","date_gmt":"2011-03-31T09:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/03\/31\/quando-anche-un-semplice-gioco-enigmistico-puo-dischiudere-un-regno-inatteso-e-misterioso\/"},"modified":"2011-03-31T09:07:00","modified_gmt":"2011-03-31T09:07:00","slug":"quando-anche-un-semplice-gioco-enigmistico-puo-dischiudere-un-regno-inatteso-e-misterioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/03\/31\/quando-anche-un-semplice-gioco-enigmistico-puo-dischiudere-un-regno-inatteso-e-misterioso\/","title":{"rendered":"Quando anche un semplice gioco enigmistico pu\u00f2 dischiudere un regno inatteso e misterioso"},"content":{"rendered":"<p>I periodici di carattere enigmistico non sono soltanto lo strumento per passare qualche ora serena, lontano dai pensieri e dalle noie della vita quotidiana; n\u00e9 solo un modo garbato e intelligente per tenere la mente allenata e in esercizio.<\/p>\n<p>Essi sono, al di l\u00e0 delle stesse intenzioni di quanti li stampano e di quanti, appassionati di sciarade e cruciverba, li comprano e li leggono, qualcosa di molto pi\u00f9 notevole.<\/p>\n<p>E lo sono, paradossalmente, proprio per chi, ad esempio un bambino, non sia in grado di utilizzarli come farebbe un adulto, ossia sforzandosi di risolvere i quiz, le parole incrociate e tutti gli altri giochi di tipo logico-matematico.<\/p>\n<p>In essi, infatti, e specialmente nei disegni dei rebus, vi \u00e8 una dimensione strana, inconsueta, fuori del tempo ordinario: che, pur servendosi del linguaggio figurativo e di quello scritto, esattamente come accade nei giornalini a fumetti, proietta per\u00f2 la realt\u00e0 ordinaria verso un piano ulteriore, misterioso, elusivo, dove le cose sembrano acquistare valenze nuove e inattese. Ma, soprattutto, dove appaiono, o s&#8217;intravvedono, relazioni assolutamente sorprendenti tra cose che sono, in apparenza, del tutto diverse le une dalle altre.<\/p>\n<p>In fondo, si tratta di un procedimento che ricorda molto quello dell&#8217;analogia ungarettiana e, in minore misura, del correlativo oggettivo montaliano.<\/p>\n<p>Nella poesia di Giuseppe Ungaretti e, in genere, nella poesia ermetica, un ruolo centrale \u00e8 svolto dalla analogia, ossia dal rapido congiungimento di ordini fenomenici diversi, di immagini fra loro molto lontane, che, secondo il normale ordine di pensieri basato sulla logica e sul principio di somiglianza, non dovrebbero avere niente a che fare le une con le altre.<\/p>\n<p>Prendiamo, ad esempio, nella poesia \u00abIn memoria\u00bb, la penultima strofa:<\/p>\n<p>\u00abRiposa<br \/>\nnel camposanto d&#8217;Ivry<br \/>\nsobborgo che pare<br \/>\nsempre<br \/>\nin una giornata<br \/>\ndi una<br \/>\ndecomposta fiera\u00bb;<\/p>\n<p>oppure, nella poesia \u00abI fiumi\u00bb, le ultime due strofe:<\/p>\n<p>\u00abQuesti sono i miei fiumi<br \/>\ncontati nell&#8217;Isonzo<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la mia nostalgia<br \/>\nche in ognuno<br \/>\nmi traspare<br \/>\nora ch&#8217;\u00e8 notte<br \/>\nche la mia vita mi pare<br \/>\nuna corolla<br \/>\ndi tenebre\u00bb;<\/p>\n<p>se, nel primo caso, si pu\u00f2 ancora intravvedere una relazione logica fra il sobborgo parigino e la fiera che sta smantellando, molto pi\u00f9 arduo \u00e8 riuscirvi, nel secondo caso, fra l&#8217;immagine della corolla, che fa pensare al fiore e, quindi, a qualcosa di vivo e di vivacemente colorato, e il richiamo alle tenebre, che, accostati, formano un vero e proprio ossimoro.<\/p>\n<p>Nella poesia di Eugenio Montale, il cosiddetto \u00abcorrelativo oggettivo\u00bb \u00e8 la tecnica mediante la quale anche i sentimenti e i concetti pi\u00f9 astratti vengono definiti per mezzo di oggetti estremamente concreti. Ad esempio, nella celebre poesia \u00abSpesso il male di vivere ho incontrato\u00bb:<\/p>\n<p>\u00abSpesso il male di vivere ho incontrato<\/p>\n<p>era il rivo strozzato che gorgoglia<\/p>\n<p>era l&#8217;incartocciarsi della foglia<\/p>\n<p>riarsa, era il cavallo stramazzato.<\/p>\n<p>Bene non seppi, fuori del prodigio<\/p>\n<p>che schiude la divina Indifferenza:<\/p>\n<p>era la statua nella sonnolenza<\/p>\n<p>del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.\u00bb<\/p>\n<p>non si dice che il male di vivere era RAPPRESENTATO dal rivo strozzato, dalla foglia riarsa e dal cavallo stramazzato, o che la divina Indifferenza era SIMBOLEGGIATA dalla statua, dalla nuvola e dal falco, bens\u00ec che il rivo, la foglia e il cavallo ERANO il male di vivere, cos\u00ec come la statua, la nuvola e il falco ERANO la divina Indifferenza.<\/p>\n<p>Ebbene, nel disegno di un rebus contenuto in un settimanale enigmistico viene adoperata una tecnica analoga a questi due procedimenti: l&#8217;accostamento di oggetti diversi e fra loro incongruenti, dovuto alla necessit\u00e0 di suggerire una opportuna associazione di parole, crea effetti decisamente surreali, quali nemmeno la pittura di un Ren\u00e9 Magritte o quella di un Salvador Dal\u00ec, troppo scopertamente rivolte a produrre un doppio senso, saprebbero evocare.<\/p>\n<p>\u00abEvocare\u00bb \u00e8, infatti, la parola giusta per definire l&#8217;effetto che i singolari accostamenti di cose eterogenee, talvolta decisamente bizzarri, produce nell&#8217;osservatore; non parliamo, poi, se questo osservatore \u00e8 un bambino che si \u00e8 messo a sfogliare, per caso, il giornale di suo padre.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 vedere, ad esempio, un amo da pesca posato su un tavolo, o una tela di ragno tesa sul muro di un campanile; una coppia di anatre in un ruscello o un gatto su un tetto, proteso verso un merlo in volo; una ragazza che sorride tenendo in mano dei fiori e, alle sue spalle, una antica statua greca.<\/p>\n<p>Il tutto \u00e8 collocato in un paesaggio che non si saprebbe definire se urbano, paesano o rurale, fatto di alberi, case dalle finestre aperte, muretti coperti d&#8217;edera, nuvole, montagne lontane; e in un tempo astratto, indefinibile, che, in fondo, \u00e8 assenza di tempo, proprio come avviene nella pittura metafisica di De Chirico o nella dimensione onirica e fantastica.<\/p>\n<p>Forse solo il grande Dino Buzzati ha la straordinaria capacit\u00e0, nei suoi dipinti non meno che nei suoi romanzi e racconti, di mettere in scena un mistero cos\u00ec fitto e cos\u00ec affascinante, partendo da ingredienti in apparenza talmente semplici e quotidiani: tutta la sua bravura consiste nell&#8217;alchimia degli accostamenti, nella segreta e intraducibile parentela nascosta che si intuisce fra essi, oppure che non si intuisce affatto, ma che bisognava solamente accettare con un atto di fede, cos\u00ec come si accetta un fenomeno naturale del tutto inatteso e imprevisto, eppure assolutamente spontaneo.<\/p>\n<p>Nei disegni dei rebus il lettore, e specialmente il lettore inesperto, come pu\u00f2 esserlo un bambino, intuisce di trovarsi al cospetto di un mistero arcano e grandissimo: il mistero che lega le cose alle parole, sul quale, da sempre, si affatica la mente umana per tentare di comprenderlo.<\/p>\n<p>\u00c8, a ben guardare, il mistero della Kabbalah, per la quale tutte le cose possiedono un nome segreto, un \u00abnome di potere\u00bb, diverso da quello ordinario; ragion per cui conoscere il vero nome delle cose significa, anche, acquistare un potere nei confronti di esse: mistero immenso, affascinante, antico quanto l&#8217;uomo stesso.<\/p>\n<p>E poco importa che il disegnatore de \u00abLa Settimana Enigmistica\u00bb a tutto pensasse, allorch\u00e9 delineava quegli strani accostamenti di oggetti e vi intervallava quelle sillabe, quelle vocali e quelle consonanti, per suggerire e, al tempo stesso, per celare o, almeno, per rendere non troppo facile il riconoscimento della giusta chiave di lettura.<\/p>\n<p>Infatti, i misteri pi\u00f9 affascinanti sono quelli che scaturiscono dalla realt\u00e0 quotidiana; quelli che emergono, per cos\u00ec dire, da una improvvisa incrinatura nella dimensione ordinaria dell&#8217;esistenza, al di l\u00e0 di qualunque intenzionalit\u00e0, nostra o altrui: in breve, i misteri che ci vengono incontro all&#8217;improvviso, e non quelli di cui noi andiamo deliberatamente alla ricerca.<\/p>\n<p>\u00c8 nella natura dell&#8217;uomo andare alla ricerca del mistero; ma \u00e8 nella natura del mistero non rivelarsi a chi lo vuole acchiappare per il lembo della veste, a chi pretende di servirsene a proprio piacere, come s fa con la merce esposta sugli scaffali del supermercato.<\/p>\n<p>Il mistero \u00e8, per definizione, qualcosa che \u00e8 pi\u00f9 grande di noi: pi\u00f9 grande non in senso quantitativo, ma qualitativo. Pertanto, il vero mistero \u00e8 quello che non si lascia decifrare facilmente, o piuttosto che non si lascia decifrare affatto: ecco perch\u00e9 la risoluzione di un rebus, in un giornale di giochi enigmistici, produce un senso di soddisfazione e di benessere, mentre, per il bambino, produrrebbe solo un senso di delusione e di disincanto.<\/p>\n<p>L&#8217;incanto del mondo, per il bambino, \u00e8 il suo mistero: togliete quel&#8217;aura di mistero che avvolge le cose, che rende possibile l&#8217;impossibile, e avrete estirpato l&#8217;essenza stessa dell&#8217;infanzia. Il poeta, \u00e8 gi\u00e0 stato osservato, \u00e8 il bambino che non vuole arrendersi al disincanto del mondo, che non vuole ripiegare le sue magnifiche ali di albatro, che gli consentono di vedere le meraviglie del mondo dall&#8217;alto, a volo di uccello.<\/p>\n<p>Romanzi come \u00abAlice nel paese delle meraviglie\u00bb e \u00abAlice attraverso lo specchio\u00bb, di Lewis Carroll, colgono molto bene questa dimensione del mondo infantile, o, per meglio dire, questa straordinaria facolt\u00e0 dell&#8217;anima infantile: il poter passare dal piano della realt\u00e0 ordinaria al piano della realt\u00e0 &quot;altra&quot;, con assoluta naturalezza, cos\u00ec, da un momento all&#8217;altro, senza preparazione e senza alcun preavviso.<\/p>\n<p>Si dice che i bambini siano naturalmente sensitivi e che possiedano poteri telepatici e d&#8217;altro genere, compresa la capacit\u00e0 di vedere cose che sono precluse allo sguardo degli adulti: e si tratta sempre dello stesso ambito di fenomeni, scaturenti dalla facolt\u00e0 di spalancare una finestra sull&#8217;altrove, nel bel mezzo della routine quotidiana.<\/p>\n<p>Anche il volo di Peter Pan con Wendy, sopra i tetti della citt\u00e0 addormentata, verso l&#8217;Isola che non c&#8217;\u00e8, esprime il medesimo concetto: a patto di accettare l&#8217;idea che quello che \u00e8 un non-luogo per la mente razionale dell&#8217;adulto, pu\u00f2 essere, al contrario, un luogo estremamente concreto per la vivida fantasia del bambino; fantasia che non \u00e8 sinonimo di irrealt\u00e0, ma, semmai, di una realt\u00e0 nascosta e parallela a quella del mondo adulto.<\/p>\n<p>Molti giochi di carattere logico-matematico, come i rebus, nonch\u00e9 quelle geniali e grandiose fantasie che sono le geometrie non euclidee (sempre attribuendo alla parola &quot;fantasia&quot; il significato sopra indicato) ci portano su un terreno contiguo al Paese oltre lo specchio di Alice o all&#8217;Isola che non c&#8217;\u00e8 di Peter Pan; e non \u00e8 certo un caso che Lewis Carroll fosse un notevole matematico, prima che uno scrittore e un valente fotografo.<\/p>\n<p>Dunque i rebus, cos\u00ec come le speculazioni delle geometrie non euclidee, possiedono la propriet\u00e0 di condurci improvvisamente, come per magia, dal piano della realt\u00e0 di tutti i giorni a quello di una realt\u00e0 nuova e inattesa, dove tutte le cose appaiono caricate di una valenza misteriosa e inafferrabile, come se celassero una natura enigmatica, diversa da quella esteriore e apparente che mostrano di solito.<\/p>\n<p>Entrare in quel mondo parallelo, in quella realt\u00e0 &quot;altra&quot;, \u00e8 un dono e un privilegio: nessuno che non sia stato invitato, lo pu\u00f2 fare. Tutti coloro i quali si dedicano allo spiritismo e, pi\u00f9 in generale, alle arti magiche, dovrebbero tener presente questa semplice verit\u00e0: raggiungere l&#8217;altra dimensione non \u00e8 questione di tecnica, n\u00e9 di strumenti, ma un dono e un privilegio.<\/p>\n<p>Per il bambino, \u00e8 un dono assolutamente gratuito e naturale.<\/p>\n<p>Per l&#8217;adulto, \u00e8 una nostalgia che morde il cuore; e un sottile presentimento d&#8217;infinito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I periodici di carattere enigmistico non sono soltanto lo strumento per passare qualche ora serena, lontano dai pensieri e dalle noie della vita quotidiana; n\u00e9 solo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27140","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27140"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27140\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}