{"id":27134,"date":"2008-10-10T10:00:00","date_gmt":"2008-10-10T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/10\/platone-aristotele-epicuro-scavando-alle-radici-della-misoginia-nel-pensiero-occidentale\/"},"modified":"2008-10-10T10:00:00","modified_gmt":"2008-10-10T10:00:00","slug":"platone-aristotele-epicuro-scavando-alle-radici-della-misoginia-nel-pensiero-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/10\/platone-aristotele-epicuro-scavando-alle-radici-della-misoginia-nel-pensiero-occidentale\/","title":{"rendered":"Platone, Aristotele, Epicuro: scavando alle radici della misoginia nel pensiero occidentale"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 vero che il pensiero occidentale, fin dalle sue radici greche, \u00e8 sempre stato antifemminista, se non, addirittura, violentemente misogino?<\/p>\n<p>Scriveva Jean Duch\u00e9, poliedrico scrittore e giornalista francese, in uno dei suoi libri pi\u00f9 noti, <em>Il primo sesso. Storia della condizione femminile<\/em> (titolo originale: <em>Le premier sexe<\/em>, \u00c9ditions <em>Robert Laffont<\/em>, 1972; traduzione italiana di Maria Grazia Alterchi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1974, pp. 204-207):<\/p>\n<p><em>&#8230;Socrate e i suoi allievi riconoscevano alla donna una uguaglianza morale Ma niente di pi\u00f9: n\u00e9 eguaglianza politica n\u00e9 giuridica, n\u00e9, ancor meno, fisica. La sensualit\u00e0 era solo un ostacolo di cui la ragione doveva sbarazzarsi. Dunque era meglio evitare la donna. (Non molto diversamente la pensava san Paolo). \u00c8 vero che Socrate era spostato, ma con la bisbetica Santippe, come aiuto al conseguimento della virt\u00f9, sapendo bene, come il profeta musulmano Giona, che: \u00abSe potr\u00f2 sopportarla, i miei rapporti con il resto dell&#8217;umanit\u00e0 saranno necessariamente facili\u00bb. La donna spogliata della sua femminilit\u00e0 diventava accettabile. La ricca e nobile Ipparchia,, affascinata dalla filosofia del cinico Cratete di Tebe, che viveva nella povert\u00e0 di rigore presso i cinici, lo spos\u00f2 e insieme mendicarono e filosofarono.<\/em><\/p>\n<p><em>Aristotele pretendeva di essere pi\u00f9 realista, persino da un punto di vista scientifico. Aveva osservato, da buon naturalista, che nel regno animale i maschi sono pi\u00f9 grandi, pi\u00f9 forti e agili e si stupiva che la donna pretendesse l&#8217;emancipazione. Ma si stupiva anche che qualcuno potesse affermare che ella era solo il terreno dove il seme dell&#8217;uomo germoglia, dato che invece, ogni mese, produce \u00abuna semente quasi pronta\u00bb, dunque collabora. L&#8217;uomo \u00e8 l&#8217;artigiano cui la donna fornisce il legno da lavorare; per questo \u00e8 inferiore. Secondo Aristotele la donna \u00e8 pi\u00f9 fredda dell&#8217;uomo e, siccome il calore \u00e8 energia, l&#8217;uomo comanda. Ma rispettando, nella donna, una persona umana. Gli sposi \u00absi impegnano ad aiutarsi reciprocamente e mettono in comune tutti i loro beni; per questo, in tal tipo di affetto, l&#8217;utile e il dilettevole si trovano uniti. Questa unione potr\u00e0 fondarsi anche sulla virt\u00f9, a condizione che i due coniugi siano onesti\u00bb. Sempre secondo Aristotele, i termini della facolt\u00e0 procreativa sono per l&#8217;uomo i cinquant&#8217;anni e per la donna i cinquant&#8217;anni (ci chiediamo se l&#8217;avesse osservato egli stesso o l&#8217;avesse appreso dai cinesi, che infatti, per una curiosa coincidenza, danno le stesse cifre). Di conseguenza consiglia che le fanciulle si sposino verso i diciotto ani e gli uomini verso i trentacinque; prescrive all&#8217;uomo come alla donna la fedelt\u00e0 coniugale: \u00abL&#8217;infedelt\u00e0 dello sposo o della sposa devono essere considerate come un&#8217;infamia finch\u00e9 sussistono i legami del matrimonio\u00bb . Esigendo questo da un marito greco, Aristotele non dimostrava di essere ragionevole. Per quanto riguarda la moglie, egli si cautelava avvertendo il marito di non rivelarle i piaceri della carne. Un borghese benpensante pu\u00f2 talvolta avere simili idee.<\/em><\/p>\n<p><em>Epicuro non scende a patti col nemico. \u00abIl rapporto carnale non ha mai fatto bene a nessuno e si pu\u00f2 gi\u00e0 stimarsi fortunati se non nuoce. Il saggio non si sposer\u00e0 e non avr\u00e0 figli e nemmeno si abbandoner\u00e0 all&#8217;amore\u00bb. Siamo gi\u00e0 agli anatemi dei Padri della Chiesa? Epicuro ammette che il saggio possa prendere moglie se non pu\u00f2 fare altrimenti. Siamo allora vicini a san Paolo, quando scrive ai corinzi che \u00ab\u00e8 meglio sposarsi che ardere\u00bb? Forse, ma non pi\u00f9 che a Maometto, che raccomanda l&#8217;accoppiamento per purificare lo spirito. All&#8217;adolescente sconvolto dal desiderio Epicuro scrive: \u00abAbbandonati senza scrupoli alla tua inclinazione\u00bb. La donna dunque \u00e8 solo una strumento. Gi\u00e0 Aristippo di Cirene diceva: \u00abLei non mi ama? Che me ne importa? Non penso che il vino o il pesce nutrano amore per me e tuttavia mi servo con piacere dell&#8217;uno e dell&#8217;altro\u00bb. Lucrezio, discepolo latino di Epicuro, svilupper\u00e0 questa teoria: \u00abConviene respingere tutto quanto pu\u00f2 alimentare il nostro amore e rivolgere altrove il nostro spirito; \u00e8 meglio gettare nel corpo della prima venuta il liquido ammassato in noi che conservarlo per un unico amore che ci assorba interamente, riservandoci cos\u00ec certamente pene e dolori&#8230; Evitare l&#8217;amore non vuol dire privarsi delle gioie di Venere, al contrario \u00e8 goderne i vantaggi senza pagarne il prezzo\u00bb. No, Epicuro non scende a patti col nemico: lo distrugge col piacere.<\/em><\/p>\n<p><em>Epicuro si opponeva direttamente a Platone, le cui teorie ho tenute per ultime, bench\u00e9 egli sia anteriore, perch\u00e9 il suo approccio alla sessualit\u00e0 \u00e8 il pi\u00f9 antigreco e il pi\u00f9 antifemminista che si possa immaginare, sotto le apparenze di una esaltazione dell&#8217;amore. Nulla di pi\u00f9 greco del suo punto di partenza: : la bellezza e la verit\u00e0 sono una cosa sola. E niente di originale in questa affermazione: \u00abL&#8217;unione della donna e dell&#8217;uomo \u00e8 un atto di generazione e in esso c&#8217;\u00e8 qualcosa di divino; in questa creatura vivente, che \u00e8 mortale, la fecondit\u00e0 e la procreazione hanno un carattere di immortalit\u00e0\u00bb. Ma Platone, che era pederasta, collocava a un livello infinitamente pi\u00f9 alto la fecondit\u00e0 spirituale della sua unione con i fanciulli. Innamorato della bellezza del corpo di un fanciullo (e naturalmente anche della sua anima) il filosofo scopre che essa \u00e8 sorella anche di un&#8217;altra bellezza e cos\u00ec, a gradi ascendenti, l&#8217;amore per le creature gli ispira l&#8217;amore per la conoscenza, \u00abla visione beatificante e divina\u00bb. Gli affetti terreni si risolvono nel distacco celeste.<\/em><\/p>\n<p><em>Per individuare in questa posizione una difesa della donna si richiede una forte dose di intellettualit\u00e0. E dubito che i suoi sogni sulla citt\u00e0 ideale, in cui acconsente a porsi il problema del ruolo che vi occuper\u00e0 la donna, siano tali che le donne debbano compiacersene. \u00c8 vero che una militante del movimento di liberazione delle donne, leggendo la<\/em> Repubblica<em>, potrebbe applaudire Platone che riserva alla donna gli stessi incarichi dell&#8217;uomo, compresa la guerra. La sua miopia \u00abplatonica\u00bb non vede in che cosa la donna differisca dall&#8217;uomo, tranne nel fatto che \u00e8 pi\u00f9 debole. In breve, la donna, per Platone, \u00e8 un fanciullo mancato. Difetto ben grave, comunque: ed \u00e8 un femminista molto particolare, che rinnega assolutamente l&#8217;amore dell&#8217;uomo per la donna, che propone, ispirandosi a Sparta, che i migliori, cio\u00e8 i guerrieri e le guerriere, si accoppino per consiglio dei saggi, allo scopo di migliorare la razza, che non debbano conoscere i loro figli (n\u00e9 i figli i genitori); che, quando hanno adempiuto al loro servizio di procreazione, \u00able donne dei nostri guerrieri [siano] comuni a tutti\u00bb. Infine, nelle<\/em> Leggi<em>, prescrive che le donne pi\u00f9 belle siano messe a disposizione, finch\u00e9 dura la guerra, degli eroi che vi si distinguono per valore. Ecco in che cosa fa consistere la liberazione della donna: invece che riposo del guerriero \u00e8 la sua medaglia al valor militare.<\/em><\/p>\n<p>In quest&#8217;ultima affermazione, veramente (e anche in alcune altre di questo testo) l&#8217;Autore commette una forzatura del ragionamento, perch\u00e9 Platone non pensava minimamente alla \u00abliberazione della donna\u00bb, come non ci pensava praticamente nessuno, in Grecia, ai suoi tempi.<\/p>\n<p>E ancora nella duemila anni dopo sua <em>Citt\u00e0 del Sole<\/em>, il filosofo Tommaso Campanella si sarebbe ricordato del modello platonico, prescrivendo gli accoppiamenti di uomini e donne in base a una vera e propria selezione eugenetica; cosa che, se non faceva scandalo nell&#8217;Italia del primo Seicento, non si vede perch\u00e9 avrebbe dovuto suscitarne pi\u00f9 di tanto nella Atene del IV secolo avanti Cristo. Non solo.<\/p>\n<p>Quando riporta il giudizio di Epicuro sull&#8217;amore, Duch\u00e9 evita di ricordare che quel filosofo fu il primo ad aprire il suo Giardino alle donne con la stessa libert\u00e0 che agli uomini; e che il suo giudizio negativo sul fatto di lasciarsi travolgere dalle passioni carnali &#8211; peraltro condiviso dalla totalit\u00e0 dei filosofi antichi, occidentali non meno che orientali &#8211; non implica affatto disprezzo per la donna; cos\u00ec come non lo implicano le osservazioni di tipo naturalistico fatte da Aristotele, circa il rapporto fra il sesso maschile e quello femminile.<\/p>\n<p>Pur con simili forzature ed eccessive semplificazioni (e c&#8217;\u00e8 un livello si semplificazione oltre il quale i termini di una questione risultano stravolti e irriconoscibili), non si pu\u00f2 negare che la rapida panoramica di Jean Duch\u00e9 contenga elementi di verit\u00e0, e che delinei un quadro piuttosto misogino dell&#8217;atteggiamento dei primi grandi filosofi dell&#8217;Occidente nei confronti della donna. E, su tale misoginia, vale la pena di fermarsi e interrogarsi.<\/p>\n<p>Abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto, infatti, che la crescente disarmonia nei rapporti fra uomo e donna \u00e8 una conseguenza della modernit\u00e0 e del suo caratteristico paradigma meccanicista, materialista, razionalista e riduzionista.<\/p>\n<p>Nondimeno, se ci volgiamo agli albori della filosofia europeo, scopriamo che quasi tutti i pensatori hanno manifestato forti sentimenti di incomprensione, diffidenza, disprezzo o indifferenza nei confronti della donna. Certo non sono i filosofi a prescrivere l&#8217;atteggiamento prevalente di una data societ\u00e0 nei confronti di un determinato oggetto; ne sono per\u00f2, quasi sempre, un riflesso e un elemento di misurazione.<\/p>\n<p>Dunque: da che cosa nascono quei sentimenti negativi, quella chiusura, quella distanza, nei confronti del sesso femminile?<\/p>\n<p>Sono, semplicemente, il riflesso di un generale atteggiamento maschilista diffuso nell&#8217;intera societ\u00e0 greca classica; oppure sono la spia di qualcosa di pi\u00f9 profondo, di un malessere dalle radici pi\u00f9 antiche? E non si dice (come sembra suggeriure Duch\u00e9) che la pederastia di Platone ci aiuta a comprendere meglio il fenomeno; del resto, non \u00e8 detto che la pratica della omosessualit\u00e0 con i fanciulli debba, necessariamente, accompagnarsi a una propensione al disprezzo o al misconoscimento delle qualit\u00e0 della donna.<\/p>\n<p>E allora?<\/p>\n<p>La disarmonia nel rapporto fra i due sessi, nell&#8217;ambito della cultura occidentale, parte da lontano. Nonostante la presenza di personaggi femminili altamente ammirevoli nella letteratura greca e latina, da Andromaca a Penelope, da Nausica a Didone, da Creusa a Camilla, si ha l&#8217;impressione che manchi sempre qualcosa; che l&#8217;incontro felice tra uomo e donna sia piuttosto l&#8217;eccezione che la regola. Si ha l&#8217;impressione che un poeta greco o latino non avrebbe mai potuto comporre un&#8217;opera come il <em>Cantico dei cantici<\/em>, dove l&#8217;amore tra un ragazzo e una ragazza \u00e8 celebrato nella maniera pi\u00f9 sublime, come fosse un pietra preziosa; e, al tempo stesso, con una scioltezza, un abbandono, una semplicit\u00e0 assolute.<\/p>\n<p>Eppure, non si potr\u00e0 certo dire che la societ\u00e0 ebraica fosse pi\u00f9 liberale, nei confronti della donna, di quanto lo fossero quella greca o romana.<\/p>\n<p>Che cosa possiamo dedurre da questa constatazione?<\/p>\n<p>Contrariamente a quello che noi moderni saremmo portati a pensare, \u00e8 probabile che non esista una relazione immediata ed univoca fra il grado di predominio patriarcale esistente in una data societ\u00e0, e la naturalezza dei rapporti fra i due sessi; e, meno, ancora, che esso influisca direttamente sul grado di indifferenza o di disprezzo del genere maschile nei confronti di quello femminile.<\/p>\n<p>In altri termini, bisogna ammettere che una societ\u00e0 &#8211; come lo era quella ebraico-palestinese &#8211; pu\u00f2 essere, nel medesimo tempo, molto maschilista e, tuttavia, anche capace di concepire l&#8217;incontro uomo-donna come una esperienza felice, preziosa ed insostituibile nell&#8217;ambito della vita umana. Viceversa, ci sembra inevitabile riconoscere che una societ\u00e0 pu\u00f2 anche essere relativamente liberale nei confronti dell&#8217;emancipazione femminile &#8211; come lo era quella di Sparta e, pi\u00f9 tardi, quella romana della tarda Repubblica e dell&#8217;Impero (per non parlare della utopica <em>Repubblica<\/em> di Platone) -, senza per questo nutrire un generale sentimento di stima verso la donna e senza arrivare a concepire la bellezza intrinseca di un sentimento profondo tra i due sessi, ma vendendo, anzi, nell&#8217;<em>eros<\/em> poco pi\u00f9 di una pura e semplice esigenza fisiologica.<\/p>\n<p>L&#8217;amara satira di Giovenale contro le donne, di cui ci siamo recentemente occupati (cfr. il nostro articolo <em>Dietro la satira antifemminista di Giovenale l&#8217;amarezza sconsolata di un cuore ferito<\/em>, consultabile sul sito di Arianna Editrice), sembra andare in direzione di una conclusione del genere. E lo stesso ordine di riflessioni si potrebbe svolgere, crediamo, a proposito di Strindberg e dell&#8217;atteggiamento maschile degli Europei moderni verso le donne, specialmente nelle societ\u00e0 &#8211; come quelle scandinave &#8211; ove queste ultime hanno ottenuto per prime il riconoscimento della parit\u00e0 giuridica e professionale con l&#8217;uomo (cfr. il nostro articolo <em>Quando la donna \u00e8 il cattivo genio dell&#8217;uomo &#8211; e di se stessa<\/em>, anch&#8217;esso consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Del resto, \u00e8 chiaro che misoginia e femminismo non sono affatto due termini inconciliabili, nonostante che lo siano, probabilmente, nell&#8217;immaginario di noi moderni. Cos\u00ec come facciamo fatica a immaginare una societ\u00e0 che sia al tempo stesso democratica e imperialista (ma non facevano alcuna fatica ad immaginarsela gli Ateniesi dell&#8217;et\u00e0 di Pericle, meno ipocriti degli odierni governanti statunitensi e dei loro ammiratori di questa sponda dell&#8217;Atlantico), ugualmente facciamo fatica a immaginare una societ\u00e0 che sia al tempo stesso misogina e femminista. Ma \u00e8 un errore di prospettiva puro e semplice; e basta leggere le tragedie di Euripide &#8211; tanto per fare un esempio &#8211; per rendersi conto che i due elementi possono benissimo coesistere nella stessa ideologia e nella medesima cultura.<\/p>\n<p>Dunque, anche se la cosa appare molto sospetta e politicamente scorretta, la verit\u00e0 sembra essere che l&#8217;uomo pu\u00f2 disprezzare la donna anche quando si d\u00e0 le arie di difendere la causa della sua emancipazione; e, viceversa, pu\u00f2 ammirarla, desiderarla e stimarla al suo giusto valore, anche se ritiene che l&#8217;emancipazione femminile sia una pura e semplice sciocchezza.<\/p>\n<p>Jean Duch\u00e9 (Chabanais, 1915 &#8211; Cognac, 2000), eclettico giornalista francese e collaboratore culturale del generale De Gaulle, nonch\u00e9 autore di moltissimi libri di successo, pare abbia commesso proprio questo errore di prospettiva; spiegabile, del resto &#8211; almeno in parte &#8211; guardando alla data di composizione del libro <em>Le premier sexe<\/em>: il 1972. Erano gli anni del femminismo ruggente, e quasi tutti gli intellettuali di sesso maschile facevano a gara, pi\u00f9 o meno in buona fede, nel mostrarsi pi\u00f9 realisti del re, ossia pi\u00f9 femministi delle stesse femministe. Allora si sentivano tutti un po&#8217; come dei nipotini di Simone de Beauvoir, e non volevano essere da meno di nessuno in quanto a rivendicare l&#8217;assoluta parit\u00e0 fra uomo e donna, sotto qualsiasi punto di vista.<\/p>\n<p>Ebbene, anche se il discorso non piace, bisogna per\u00f2 avere l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di riconoscere che non \u00e8 sempre oro quello che luccica; e che, sbollito il furore di quella moda culturale, si pu\u00f2 valutare in modo pi\u00f9 sereno il fatto che il modo migliore, per l&#8217;uomo, di riconoscere alla donna i pregi che possiede (e non quelli immaginari) non passa necessariamente attraverso la negazione della specificit\u00e0 del principio femminile.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, molto, moltissimo ci sarebbe da dire su tutto un filone del cinema e della letteratura contemporanee che, esaltando &#8211; ad esempio &#8211; le virt\u00f9 aggressive e l&#8217;attitudine guerriera della donna (il <em>Soldato Jane<\/em> interpretato dall&#8217;attrice Demi Moore, tutto muscoli e anche sex-appeal) viene generalmente presentato come un fattore di \u00abliberazione\u00bb della condizione femminile, mentre a noi pare piuttosto un modo di esportare, nella met\u00e0 femminile della societ\u00e0, vizi e stupidit\u00e0 che sono propri di quella maschile.<\/p>\n<p>Ma torniamo ai filosofi greci e al loro rapporto problematico con il sesso femminile; che, a detta di Duch\u00e9, sembra anticipare quello che sar\u00e0 di san Paolo e, in seguito, di molti Padri della Chiesa (e anche questo, cos\u00ec come viene presentato, appare piuttosto come un facile stereotipo che un elemento di chiarezza storica).<\/p>\n<p>Anche se la tesi di Duch\u00e9 appare, come abbiamo gi\u00e0 rilevato, discretamente forzata a fini polemici e un po&#8217; anacronistici (i parametri culturali di una societ\u00e0 non dovrebbero mai essere giudicati sulla base di quelli di un&#8217;altra, completamente diversa), non vogliamo eludere in alcun modo il problema e riconosciamo volentieri che, s\u00ec, \u00e8 evidente che i filosofi antichi, in complesso, non hanno saputo valorizzare, nel contesto dei loro sistemi di pensiero, la presenza femminile e le grandi potenzialit\u00e0 di gioia e di bellezza insite nell&#8217;incontro profondo, e non solo a livello fisico, fra l&#8217;uomo e la donna. E non \u00e8 una lacuna da poco, se si considera che la filosofia greca si \u00e8 occupata praticamente di tutto, ma sembra non aver trovato il tempo per soffermarsi su un aspetto della vita umana che noi tendiamo a considerare &#8211; e, probabilmente, a ragione &#8211; come decisivo per la piena realizzazione della nostra umanit\u00e0, in ci\u00f2 che essa ha di pi\u00f9 intimo e caratteristico.<\/p>\n<p>\u00c8 strano, vogliamo dire, che n\u00e9 Platone, n\u00e9 Aristotele, n\u00e9 Epicuro, abbiano mostrato di accorgersi di quanta verit\u00e0 e di quanta bellezza possa realizzarsi in un incontro felice fra il maschile e il femminile; n\u00e9 basta a spiegare tale stranezza il carattere fortemente speculativo ed astratto del pensiero ellenico; o, meno ancora, riesce a spiegarlo la diffusione della pratica dell&#8217;omosessualit\u00e0 maschile, che spingeva Platone, nel <em>Simposio<\/em>, ad affermare senza mezzi termini che la forma pi\u00f9 alta dell&#8217;<em>eros<\/em> \u00e8 quella omofila.<\/p>\n<p>In questa mancanza, in questo distacco del pensiero greco nei confronti di una seria e approfondita riflessione sulla ricchezza straordinaria che l&#8217;incontro uomo-donna pu\u00f2 realizzare per il completamento di entrambi, sta un elemento di disarmonia che \u00e8 stato poi ereditato da tutto il pensiero occidentale nel corso del suo divenire, dal cristianesimo dei primi secoli, su su, fino al Rinascimento, all&#8217;Illuminismo, al Positivismo. Si direbbe che sia proprio l&#8217;esaltazione del Logos strumentale e calcolante, elemento specificamente maschile, ad aver fatto s\u00ec che la donna venisse vista come un fattore trascurabile nell&#8217;economia generale della riflessione sulla realt\u00e0; lei che, per sua natura, \u00e8 portata ad un&#8217;altra forma di comprensione (o d&#8217;intuizione) del mondo: quella basata sulla sensibilit\u00e0, sull&#8217;immaginazione, sul ricordo, sul sogno, sulla compartecipazione emotiva.<\/p>\n<p>Oppure \u00e8 un caso che la cultura maschile ed il pensiero maschile abbiano riservato pi\u00f9 attenzione e pi\u00f9 considerazione per la donna, in quanto donna (e non, come il <em>Soldato Jane<\/em>, in quanto paracadutista con le tette), nelle congiunture storiche in cui la sensibilit\u00e0, l&#8217;immaginazione, il sogno sono stati rivalutati &#8211; ad esempio, nel Romanticismo &#8211; quali vie maestre per accedere a una comprensione profonda della realt\u00e0, l\u00e0 dove il Logos iper-razionale non avrebbe mai potuto spingersi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 vero che il pensiero occidentale, fin dalle sue radici greche, \u00e8 sempre stato antifemminista, se non, addirittura, violentemente misogino? Scriveva Jean Duch\u00e9, poliedrico scrittore e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[97,127,221,239],"class_list":["post-27134","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-aristotele","tag-epicuro","tag-platone","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27134","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27134"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27134\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}