{"id":27132,"date":"2009-04-29T04:04:00","date_gmt":"2009-04-29T04:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/29\/la-seduttrice-e-una-povera-creatura-costretta-a-dissimulare-la-propria-miseria\/"},"modified":"2009-04-29T04:04:00","modified_gmt":"2009-04-29T04:04:00","slug":"la-seduttrice-e-una-povera-creatura-costretta-a-dissimulare-la-propria-miseria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/29\/la-seduttrice-e-una-povera-creatura-costretta-a-dissimulare-la-propria-miseria\/","title":{"rendered":"La seduttrice \u00e8 una povera creatura costretta a dissimulare la propria miseria"},"content":{"rendered":"<p>Nella societ\u00e0 post-moderna lo stravolgimento del senso morale, o anche semplicemente del senso estetico, \u00e8 arrivato ad un punto tale che, nell&#8217;immaginario collettivo, la figura della seduttrice \u00e8 circonfusa da un&#8217;aura gloriosa &#8211; un po&#8217; come lo \u00e8, ma evidentemente in un altro senso, quella dell&#8217;uomo cinico e senza scrupoli, disposto a tutto pur di far soldi e conquistare il successo.<\/p>\n<p>Non solo: la figura della seduttrice si \u00e8 caricata di un languido e irresistibile fascino erotico, come se ella concentrasse in s\u00e9 tutte le delizie della femminilit\u00e0; quasi che lei, e lei sola, incarnasse degnamente il prototipo dell&#8217;eterno femminino, e a lei sola spettasse, nel senso pi\u00f9 pieno della parola, l&#8217;appellativo di donna.<\/p>\n<p>Che le cose stiano in tutt&#8217;altro modo; che la seduttrice sia solo una povera creatura debole e nevrotica, sopraffatta da un perenne sentimento della propria inadeguatezza e miseria, e tormentata da una radicale mancanza di autostima, pare che siano in pochi a sospettarlo; anzi, per dirla tutta, pare che solo pochi abbiano intuito l&#8217;intimo dramma di questo tipo umano: che non \u00e8 affatto quello che vorrebbe sembrare; che non \u00e8 affatto, nel vero senso della parola, una donna, ma piuttosto una caricatura e un tradimento del tipo femminile pi\u00f9 vero ed autentico.<\/p>\n<p>L&#8217;equivoco, del resto, comincia gi\u00e0 dalla parola che adoperiamo per indicarla: troppo nobile e sofisticata la parola \u00abseduttrice\u00bb, che suggerisce qualche cosa di raffinato e di estremamente intelligente, qualche cosa che attira l&#8217;attenzione dei veri intenditori; in breve, qualche cosa che \u00e8 degno di essere ammirato e imitato.<\/p>\n<p>Fino a qualche decennio fa, si usava &#8211; e si usa tuttora, ma ormai quasi a livello dialettale &#8211; una espressione molto pi\u00f9 franca e diretta, assai meno pomposa e letteraria: si diceva, semplicemente, \u00abcivetta\u00bb. Oppure, alla francese, si diceva \u00abcoquette\u00bb: espressione resa celebre dal film omonimo del 1929, diretto da Sam Taylor e interpretato dalla diva del momento, Mary Pickford, tutta fronzoli e sguardi assassini.<\/p>\n<p>Ma il destino delle parole \u00e8 quello di piegarsi al mutare delle ideologie vigenti in una data societ\u00e0; per cui, al plebeo e biasimevole \u00abcivetta\u00bb, che sa tanto di societ\u00e0 pre-industriale ancor legata ai valori forti &#8211; e sorpassati &#8211; della famiglia patriarcale, valori in odore di maschilismo, si \u00e8 gradualmente sostituito il pi\u00f9 mondano ed elegante \u00abseduttrice\u00bb, che fa venire in mente Sharon Stone che siede con le gambe accavallate davanti agli inquirenti di un caso di omicidio, lasciando intravedere che, sotto la minigonna, non indossa proprio niente; e intanto fuma con volutt\u00e0 la sigaretta e provoca con lo sguardo coloro di cui dovrebbe &#8211; in teoria &#8211; aver timore.<\/p>\n<p>Certo sono stati proprio il cinema, e poi la televisione, a contribuire cos\u00ec potentemente al mutamento del clima morale della societ\u00e0 odierna; perch\u00e9 \u00e8 piuttosto evidente che una povera contadina siciliana o polacca, che gioca con l&#8217;eros maschile, non \u00e8 che una misera civetta, una donna da niente, tutt&#8217;al pi\u00f9 una figura patetica, oggetto di una riprovazione sociale generalizzata; mentre una signora di Londra o di Parigi, che fa le stesse cose, ma nell&#8217;ambiente patinato dell&#8217;alta borghesia e vestendo abiti simili a quelli delle dive di Hollywood, ebbene quella \u00e8 proprio una seduttrice, una specie di Cleopatra del mondo contemporaneo: creatura rara e fatale che, se non esistesse, bisognerebbe inventare, per mettere un pizzico di sale nella prosaicit\u00e0 della vita d&#8217;ogni giorno.<\/p>\n<p>Scriveva il dottor I. Klug nel suo strano, a volte irritante, ma nel complesso ricchissimo libro \u00abLe profondit\u00e0 dell&#8217;anima\u00bb, che tanti boriosi psicologi odierni, magari di tendenza freudiana, farebbero bene ad andarsi a leggere e a meditare a fondo (titolo originale: \u00abDie Tiefen der Seele\u00bb; Torino, Marietti, 1951, p. 159):<\/p>\n<p>\u00abUna forma differenziata particolare di erotismo femminile \u00e8 quella che si incontra nel tipo della &quot;coquette&quot;. La coquette \u00e8 la donna che gioca con l&#8217;eros e, coscientemente o incoscientemente, eccita nel suo avversario non soltanto l&#8217;eros ma anche il sesso, ed accade certo assai pi\u00f9 spesso che lo faccia coscientemente che non incoscientemente. Il Simmel distingue tre specie di &quot;coquette&quot; la lusingatrice, l&#8217;intrigante e quella che al tempo stesso eccita e disprezza il suo avversario nel gioco d&#8217;amore. La lusingatrice lascia intendere: &quot;Tu potresti vincermi, ma io non mi lascio prendere&quot;. Quella che eccita e ad un tempo disprezza pare che dica: Io vorrei lasciarmi vincere, ma sei tu che non ci riesci, non sei uomo da tanto&quot;. L&#8217;intrigante mette in gara l&#8217;uno contro l&#8217;altro tutti i suoi spasimanti, nel segreto compiacimento o, forse meglio, pregustando la gioia di poter dire: &quot;Voglio vedere chi di voi sapr\u00e0 vincermi, ma in ogni caso io non vi render\u00f2 facile questa vittoria&quot;. Nessuna &quot;coquette&quot; merita l&#8217;onorevole qualifica di &quot;vergine&quot; o di &quot;donna&quot;, per quanto possa essere rispettivamente l&#8217;una e l&#8217;altra in senso fisiologico. La &quot;coquette&quot; \u00e8, se si vuol essere sinceri, sempre in pericolo di diventare una prostituta della fantasia.\u00bb<\/p>\n<p>Tre sottotipi, dunque, caraterizzano la donna che ama giocare con l&#8217;eros maschile: la lusingatrice; l&#8217;intrigante; e (se cos\u00ec vogliamo chiamarla) la sadica sostanzialmente frigida e, forse, con una grossa componente di omosessualit\u00e0 inconscia; tipi che &#8211; \u00e8 quasi superfluo aggiungere &#8211; possono trovarsi di frequente variamente mescolati.<\/p>\n<p>Al primo tipo appartiene Angelica dell&#8217;\u00abOrlando Furioso\u00bb: eterno oggetto del desiderio, che sfugge continuamente ai suoi corteggiatori; e che, quando smette di fuggire (perch\u00e9 s&#8217;innamora nel modo pi\u00f9 banale di un fante qualsiasi, Medoro) esce di scena, perch\u00e9 non potrebbe pi\u00f9 svolgere l&#8217;unico gioco di cui era maestra, n\u00e9 pi\u00f9 incarnare quel tipo di miraggio.<\/p>\n<p>Al secondo tipo appartiene la protagonista de \u00abLa locandiera\u00bb goldoniana, che ama mettere in competizione i suoi spasimanti e non tollera che alcuno si sottragga al suo gioco monotono e ossessivo; ne abbiamo gi\u00e0 parlato in un recente articolo (cfr. \u00abMirandolina \u00e8 il prototipo della donna moderna: fredda, calcolatrice e priva di bont\u00e0\u00bb, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Al terzo tipo appartiene la protagonista del romanzo di Pierre Lo\u00fcys \u00abLa donna e il burattino\u00bb; ma vi appartengono anche numerosi personaggi femminili di una galleria ideale che va da Baudelaire a Dostojevskij, a Ibsen, a Strindberg.<\/p>\n<p>Si tratta del sottotipo femminile pi\u00f9 complesso e pi\u00f9 patologico (tutto il tipo della civetta \u00e8 patologico, come dicevamo all&#8217;inizio, per quanto lo si voglia adornare di orpelli letterari o cinematografici); e, quel che pi\u00f9 conta, del sottotipo che oggi &#8211; a nostro parere &#8211; si sta maggiormente diffondendo, a scapito dei primi due e anche, probabilmente, di molte donne che, in un diverso contesto culturale, avrebbero saputo gestire diversamente la propria femminilit\u00e0 nelle relazioni con l&#8217;altro sesso.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che ci troviamo dinanzi a una patologia grave, e pi\u00f9 precisamente del tipo schizoide; non occorre essere esperti psicologi, infatti, per rendersi conto, di primo acchito, che un individuo il quale strutturi la propria vita sociale e affettiva intorno a una doppia esigenza assolutamente contraddittoria, quella di eccitare e quella di respingere &#8211; anzi, di respingere disprezzando &#8211; soffre di una pronunciata distorsione della struttura psichica ed \u00e8 destinato ad infliggere continuamente le pi\u00f9 gravi sofferenze a se stesso e agli altri (per quanto possa camuffare un tale tormento dietro la facciata di \u00abvittorie\u00bb strepitose).<\/p>\n<p>Si tratta, dunque, di un povero essere, miseramente insicuro e intimamente incompleto, perfino mutilato; un essere sciagurato il quale, come il cane idrofobo, brama ardentemente, con tutto se stesso, proprio quel sollievo del dissetarsi che gli \u00e8 negato da una invincibile ripugnanza nei confronti dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 proprio niente di romantico, a guardarlo da vicino; non c&#8217;\u00e8 niente di ammirevole o di invidiabile in una persona che cerca di realizzarsi solo al prezzo di far soffrire gli altri e che gode soltanto dello sterile piacere di misurare la propria potenza, di cui alla fine non sa che farsi, dato che ella \u00e8 la prima e pi\u00f9 tormentata prigioniera di se stessa.<\/p>\n<p>Vale la pena di chiedersi da dove provenga il dilagare di questa infezione, di questa patologia, di questa folle maniera di dissipare nell&#8217;infelicit\u00e0 il tesoro della propria anima.<\/p>\n<p>Le cause del fenomeno sono certamente varie e complesse, n\u00e9 ci sarebbe possibile, in un spazio cos\u00ec angusto, esaminarle tutte in maniera adeguata. Riteniamo, tuttavia, che due spicchino sulle altre; e su di esse vogliamo soffermarci a riflettere.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 l&#8217;estrema frustrazione con cui l&#8217;uomo e la donna vivono la relazione reciproca nella societ\u00e0 odierna; conseguenza, a sua volta, di fattori sociali, economici e culturali sempre pi\u00f9 invasivi e spersonalizzanti, tipici della societ\u00e0 di massa.<\/p>\n<p>L&#8217;individuo alienato non riconosce i termini della realt\u00e0 in cui si muove e non \u00e8 in grado di elaborare strategie costruttive per uscire dal proprio disagio; tutto quello che sa fare \u00e8 di prendere a bersaglio un nemico illusorio e di prendere a modello un amico altrettanto illusorio. Cos\u00ec, l&#8217;uomo e la donna alienati, frustrati e infelici, tendono a riversare la propria aggressivit\u00e0 l&#8217;uno contro l&#8217;altra, anzich\u00e9 unire le forze nella lotta comune per liberarsi.<\/p>\n<p>In questo modo, la dialettica fra i due sessi (che da sempre, intendiamoci, \u00e8 fatta anche di competizione e di lotta) si impoverisce e si appiattisce su di un&#8217;unica dimensione, quella del gioco per il potere, in cui ciascuno dei due fa a gara per sottomettere l&#8217;altro, per ridurlo all&#8217;impotenza, per averlo alla propria merc\u00e9 e trarne un misero surrogato di quel benessere interiore, che solo la liberazione effettiva da ci\u00f2 che comprime e avvilisce le potenzialit\u00e0 dell&#8217;anima, \u00e8 in grado di arrecare.<\/p>\n<p>Nel caso della donna, ella si sente spinta ad accentuare e ad esasperare oltre ogni limite quella componente aggressiva, sadica e sprezzante che, nella donna normale, esiste, ma viene mantenuta entro limiti accettabili da altri fattori; e che, soprattutto, non diviene mai una forza autonoma e fine a s\u00e9 stessa, ma rimane costantemente al servizio di altre e pi\u00f9 nobili funzioni (ad esempio, mettere alla prova il reale valore del maschio, per verificare fino a che punto la donna possa trovarvi un compagno che sia degno di lei).<\/p>\n<p>La seconda causa crediamo abbia a che fare non con il potere (di un sesso sull&#8217;altro), ma con la paura.<\/p>\n<p>In un mondo che corre sempre pi\u00f9 in fretta, al puto che alcuni psicologi parlano apertamente, e ormai da anni, di un vero e proprio \u00abshock da futuro\u00bb, gli esseri umani si sentono sempre pi\u00f9 scavalcati dalla fatalit\u00e0 di un preteso progresso che va per la sua strada, senza guardare in faccia a nessuno e che demolisce, dall&#8217;oggi al domani, stili di vita, certezze consolidate, valori e punti di riferimento d&#8217;ogni genere.<\/p>\n<p>Come nel caso dei passeggeri di una nave che, sballottata dai marosi, appaia in procinto di affondare, cos\u00ec i membri della societ\u00e0 post-moderna cercano istintivamente qualche cosa cui afferrarsi, qualche cosa che serva ad esorcizzare, e sia pure solo in forma immaginaria, i pericoli reali contro i quali le loro vite paiono destinate ad infrangersi. Ci\u00f2 li rende spasmodicamente bisognosi di identificarsi con qualcosa che li faccia sentire un po&#8217; protetti, che conferisca loro un senso di sicurezza, e sia pure relativa.<\/p>\n<p>Ebbene, nel caso della donna, questo bisogno nevrotico di sicurezza si riduce, sovente, alla misura dell&#8217;indice di apprezzamento che gli altri le riservano nella sfera sociale e affettiva; e quale maniera pi\u00f9 certa ed evidente di verificare un tale indice, che mettere alla prova il proprio potere di seduzione sull&#8217;altro sesso?<\/p>\n<p>L&#8217;etimologia di \u00absedurre\u00bb non viene, come si potrebbe pensare, da \u00abcondurre con s\u00e9\u00bb, ma da \u00absviare\u00bb e ha quindi, fin dall&#8217;origine, una forte componente negativa. Significa innanzitutto condurre fuori strada, cio\u00e8 condurre al male; in secondo luogo, attrarre in senso sessuale, ma con l&#8217;ausilio di allettamenti e lusinghe, cio\u00e8 &#8211; ancora &#8211; in maniera non limpida e onesta; e solo da ultimo attrarre e basta, senza implicazioni di valore.<\/p>\n<p>Pertanto, chi seduce persegue deliberatamente una strategia fondata sul male dell&#8217;altro; e chi si lascia sedurre facilmente, o addirittura lo desidera con tutto se stesso, non \u00e8 che un&#8217;anima persa, in attesa del primo padrone che lo voglia comprare.<\/p>\n<p>Ma la cosa pi\u00f9 triste \u00e8 che la donna seduttrice &#8211; o la donna civetta, come forse \u00e8 il caso di tornare a chiamarla, spogliandola di una gloria che non le compete &#8211; non mira a sedurre per esercitare un potere effettivo, ma solo per inebriarsi di un potere teorico: rimane, cio\u00e8, inappagata ella stessa dopo ogni \u00abconquista\u00bb, come un miliardario che si ostini a vivere in completa povert\u00e0, pur dopo ogni nuovo acquisto di ricchezza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo una cosa triste, ma una cosa demoniaca: demoniaca \u00e8 la condizione di chi impiega ogni suo tempo e ogni energia per combattere una battaglia che, oltre ad arrecare molto male al prossimo, non potr\u00e0 mai recare un sollievo effettivo a se stesso.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la condizione della civetta con tendenza sadica: si eccita mediante la capacit\u00e0 di eccitare il maschio; ma poi \u00e8 respinta dai suoi stessi demoni nella propria solitudine, in uno sterile regno senza luce e senza gioia, perch\u00e9 impossibilitata a realizzare la comunione con l&#8217;altro e l&#8217;armonia con il proprio autentico s\u00e9.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 nulla di ammirevole, nulla di grande nella sua condizione; al contrario, vi \u00e8 molto da compatire.<\/p>\n<p>Ma senza disprezzo: questo tipo di donna \u00e8, in primo luogo, una vittima, e sia pure di se stessa: delle sue frustrazioni e delle sue paure. La sua salvezza sarebbe quella di trovare un uomo che le faccia capire quanto sia sbagliata la strada che ha deciso di percorrere, credendo di trovarvi un sollievo al proprio disagio esistenziale.<\/p>\n<p>Un tipo d&#8217;uomo del genere, per\u00f2, non \u00e8 oggi frequente da incontrare; molto pi\u00f9 frequente \u00e8 il tipo meno nobile, meno virile, che non ha alcun sostegno da offrire alla donna, perch\u00e9, in fondo, \u00e8 lui che segretamente aspira ad essere dominato, sottomesso e perfino umiliato.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che le due solitudini e le due frustrazioni, quella femminile e quella maschile, invece di incontrarsi e di donarsi aiuto reciproco, finiscono per alimentare la spirale perversa che le allontana sempre di pi\u00f9 l&#8217;una dall&#8217;altra; visto che non basta un letto disfatto per creare unione, ma \u00e8 necessaria la profonda intesa di due anime che non abbiano smarrito l&#8217;incanto del mondo, oltre che il rispetto dovuto a se stesse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella societ\u00e0 post-moderna lo stravolgimento del senso morale, o anche semplicemente del senso estetico, \u00e8 arrivato ad un punto tale che, nell&#8217;immaginario collettivo, la figura della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27132","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27132\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}