{"id":27129,"date":"2008-07-02T05:26:00","date_gmt":"2008-07-02T05:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/02\/la-grande-minaccia-a-una-vita-piena-e-consapevole-e-la-sfiducia-negli-uomini-e-nelle-idee\/"},"modified":"2008-07-02T05:26:00","modified_gmt":"2008-07-02T05:26:00","slug":"la-grande-minaccia-a-una-vita-piena-e-consapevole-e-la-sfiducia-negli-uomini-e-nelle-idee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/02\/la-grande-minaccia-a-una-vita-piena-e-consapevole-e-la-sfiducia-negli-uomini-e-nelle-idee\/","title":{"rendered":"La grande minaccia a una vita piena e consapevole \u00e8 la sfiducia negli uomini e nelle idee"},"content":{"rendered":"<p>Non credere pi\u00f9 negli uomini, ritenendoli tutti degni di disprezzo, e non credere pi\u00f9 nelle idee, giudicandole altrettanto meritevoli di disistima, sono due atteggiamenti largamente diffusi e simili sia nella loro genesi, che nei loro effetti. Entrambi nascono da una imprudente ed acritica sopravvalutazione di <em>alcuni<\/em> uomini e di <em>alcune<\/em> idee; ed entrambi conducono, attraverso la misantropia e la misologia, al cinismo, al pessimismo e all&#8217;amarezza: tutte disposizioni d&#8217;animo nemiche dell&#8217;apertura coscienziale, della serenit\u00e0 e di un atteggiamento grato e positivo nei confronti della vita.<\/p>\n<p>Una esistenza dominata dalla delusione, dal rancore e della frustrazione, \u00e8 uno strumento spuntato che non solo non offre alcun beneficio a colui che lo possiede, ma produce una spirale perversa di dolore e crudelt\u00e0 che si espande tutto intorno, in cerchi sempre pi\u00f9 ampi. In altri termini, il misantropo (e il misologo) non pu\u00f2 che approdare alle spiagge amare del masochismo o del sadismo, dal momento che deve pur sfogare su qualcuno &#8211; sugli altri o su se stesso &#8211; tutta la cupa amarezza che \u00e8 il frutto avvelenato della perdita della speranza. Quando non ci si aspetto pi\u00f9 nulla di buono n\u00e9 dal prossimo, n\u00e9 dalle idee, allora la vita perde ogni attrattiva e diviene un lungo tormento, in cui l&#8217;ingegno affina le sue armi per produrre il massimo della devastazione attorno a s\u00e9.<\/p>\n<p>Allorch\u00e9 ci si infila nel buio tunnel della sfiducia e del disprezzo verso tutto e verso tutti, va perduta per sempre ogni speranza di fare della propria esistenza un trampolino verso il superamento del piccolo io, egoistico e narcisista, onde realizzare un S\u00e9 luminoso e pacificato, capace di irradiare benevolenza, comprensione e calore nei confronti del mondo circostante.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che alcuni dei pi\u00f9 grandi disastri della storia umana si siano verificati allorch\u00e9 il potere \u00e8 stato concentrato nelle mani di individui siffatti, cinici e spregiatori dei propri simili; cosa che non si sarebbe potuta verificare se milioni di individui anonimi, altrettanto disillusi e amareggiati, non avessero trasferito nella figura di un capo carismatico il loro desiderio di rivalsa e di vendetta contro un mondo che li aveva delusi nella sfera della vita intima, sociale e professionale. Dei ciechi non possono guidare una folla di ciechi, se non conducendola al disastro; n\u00e9 la folla si affiderebbe ad essi, se, a sua volta, non avesse smarrito ogni capacit\u00e0 di giudizio sereno e obiettivo e, soprattutto, ogni fiducia in s\u00e9 e nella vita.<\/p>\n<p>I filosofi greci avevano piena consapevolezza di questo concetto e, nel loro sforzo di contribuire a plasmare un essere umano realizzato e armonioso, mettevano in guardia contro il grave pericolo di cadere nel disprezzo degli uomini e nella diffidenza ostile verso ogni ragionamento sulla verit\u00e0, come se non esistessero n\u00e9 uomini degni rispetto, amicizia e amore, n\u00e9 idee veritiere o, comunque, tali da avvicinarci, pi\u00f9 di altre, alla contemplazione della verit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel <em>Fedone<\/em> platonico, ad esempio, Socrate &#8211; che sta discutendo con i suoi amici e discepoli, in atteggiamento distaccato e sereno, nelle poche ore che gli rimangono da vivere, circa il destino dell&#8217;anima dopo la morte -, a un certo punto cos\u00ec li mette in guardia contro tale pericolo (seguiamo la traduzione di Nino Marziano in: Platone, <em>Apologia di Socrate; Critone, Fedone, Convito<\/em>, Garzanti, Milano, 1975, 1991, pp. 130-132; capp. XXXIX-XL del <em>Fedone<\/em>):<\/p>\n<p><em>\u00abPrima di tutto bisogna stare attenti che non ci succeda qualche guaio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE quale?\u00bb, domandai.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abChe non diventiamo dei misologi, come certi che diventano misantropi. Non c&#8217;\u00e8 male peggiore che questo di odiare ogni discussione. Misologia e misantropia nascono nello stesso modo. La misantropia nasce quando si \u00e8 riposta eccessiva fiducia in qualcuno, senza conoscerlo bene, ritenendolo amico leale, sincero, fedele mentre poi, a poco a poco, si scopre che \u00e8 malvagio e infido, un essere del tutto diverso. Quando questa esperienza si ripete pi\u00f9 volte, specie con quelli che stimavamo pi\u00f9 fidati e pi\u00f9 amici, si finisce, dopo tante delusioni, con l&#8217;odiare tutti e col credere che in nessun uomo vi sia qualcosa di buono. Non succede cos\u00ec?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abProprio cos\u00ec\u00bb, risposi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE non \u00e8 ingiusto, questo? Non \u00e8 forse vero che chi si comporta cos\u00ec, evidentemente vive tra gli uomini senza nessuna alcuna esperienza? Se, infatti, li conoscesse appena, saprebbe che sono pochi quelli veramente buoni o completamente malvagi e che per la magior parte, invece, sono dei mediocri\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIn che senso?\u00bb feci.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab\u00c8 lo stesso delle cose molto piccole o molto grandi. Credi forse che sia tanto facile trovare un uomo o un cane o un qualunque altro essere molto grande o molto piccolo o, che so io, uno molto veloce o molto lento o molto brutto o molto bello o tutto bianco o tutto nero? Non ti sei mai accorto che in tutte le cose gli estremi sono rari mentre gli aspetti intermedi sono frequenti, anzi numerosi?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMa certo\u00bb, riconobbi io.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE non credi che se si facesse una gara di malvagit\u00e0, pochissimi arriverebbero tra i primi?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab\u00c8 probabile, ammisi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAltro che &#8211; disse. &#8211; Ma su questo punto, non si pu\u00f2 fare un parallelo tra le discussioni e gli uomini. Il fatto \u00e8 che tu hai continuato a discutere ed io ti son venuto dietro. Si pu\u00f2 vedervi, invece, una relazione in questo senso, quando uno presta, cio\u00e8, troppa fede a una tesi e la ritiene buona senza conoscerla a fondo e poi, in un secondo momento, gli sembra falsa, a volte anche a ragione, ma a volte a torto, e quando questo gli capita spesso&#8230; Tu sai bene che quelli che si perdono in discussioni sul pro e sul contro, finiscono per credersi dei sapientoni e di essere i soli ad avere intuito che niente a questo mondo, e tanto meno le discussioni, \u00e8 stabile e sicuro, e credono che tutto, come nell&#8217;Euripo [lo stretto braccio di mare tra l&#8217;Attica e l&#8217;Eubea, percorso da forti correnti per cui si diceva che l&#8217;acqua mutasse direzione sette volte al giorno], vada su e gi\u00f9, senza sosta, senza un momento di tregua\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab\u00c8 proprio vero, \u00e8 cos\u00ec\u00bb, affermai.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abEbbene, Fedone &#8211; riprese &#8211; sarebbe una cosa veramente deplorevole se, con tutte le tesi vere e sicure che vi sono e vengono riconosciute tali, soltanto per il fatto che ci si imbatte in alcune che, pur essendo sempre le sesse, ora ci sembrano vere ora false, si finisse per dare la colpa non a se stessi e alla propria incapacit\u00e0 ma, per la stizza, agli argomenti e si passasse tutta la vita a odiare e maledire ogni discussione privandoci, cos\u00ec, della verit\u00e0 e della conoscenza della realt\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSanto cielo &#8211; esclamai, sarebbe veramente una brutta cosa\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDunque, prima di tutto &#8211; disse &#8211; stiamo attenti che in noi non si insinui la convinzione che ogni tesi sia falsa, ma che, piuttosto, non ci sia proprio in noi qualcosa che non va. Comportiamoci virilmente quindi e cerchiamo, tu e gli altri, per tutti gli anni che vi restano da vivere, io, invece, con la morte che mi sta sopra perch\u00e9, proprio in una questione come questa, data la mia situazione, corro il rischio di non comportarmi come un vero filosofo ma come quelli che non capiscono niente e vogliono avere ragione a tutti i costi. Questa gente, quando discute di qualche cosa, non si preoccupa affatto di stabilire la verit\u00e0 ma solo di fare apparire come vero ai presenti, quello che sostiene. La differenza tra me e loro \u00e8 che io non cerco di far passare per vero, a voi qui presenti, quello che dico (cosa questa del tutto secondaria) ma che appaia tale soprattutto a me stesso&#8230;\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Difficilmente si sarebbe potuto dire di pi\u00f9 o di meglio, e in uno spazio cos\u00ec breve; ed \u00e8 secondario, ai fini del nostro discorso, invischiarci in una disquisizione su quanto del vero Socrate vi sia in queste parole &#8211; pronunciate, nel corso di una discussione molto pi\u00f9 ampia, nel carcere di Atene, e in assenza del giovane discepolo Platone &#8211; e quanto, invece, non sia frutto di una personale rielaborazione da parte dello stesso Platone, sulla base di un racconto altrui.<\/p>\n<p>Il concetto chiave \u00e8 di una validit\u00e0 perenne: se alcune amicizie risultano deludenti, non per questo bisogna prendere in odio l&#8217;intero genere umano; e, se alcune idee appaiono incerte e confutabili, questa non \u00e8 una buona ragione per concluderne che non esistono idee veritiere o, addirittura, che non esiste la verit\u00e0 in quanto tale.<\/p>\n<p>Il primo aspetto, quello della misantropia, riguarda una dimensione tipica della vita privata, quella degli affetti, e non \u00e8 possibile trarne indicazioni d carattere generale, se non &#8211; forse &#8211; questa: che in una societ\u00e0 utilitaristica e produttivistica, come la nostra, vi \u00e8 la tendenza a confondere con l&#8217;amicizia delle forme di relazione umana che nascono da tutt&#8217;altre esigenze; e, quindi, \u00e8 pi\u00f9 facile che in passato, incorrere in fraintendimenti e cadere nella delusione. Vi \u00e8 un autentico abuso della parola &quot;amicizia&quot; (come, del resto, della parola &quot;amore&quot;), per cui aumenta in progressione esponenziale il numero di coloro i quali si avventurano incautamente in rapporti affettivi dai quali, poi, si sentono profondamente traditi.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 non esistono altri rimedi che quello di restituire alle relazioni umane il loro autentico significato, e comprendere che una piena fiducia non pu\u00f2 essere accordata a coloro che si conoscono da troppo poco tempo, ma che essa \u00e8 frutto di un rapporto costruito con pazienza, disponibilit\u00e0 ma anche fedelt\u00e0 verso se stessi. Non potr\u00e0 trovare amici, chi non \u00e8 amico di se stesso e chi non sa che la vera amicizia \u00e8 una pianta estremamente rara, che va coltivata con dedizione e che non ammette scorciatoie n\u00e9 piccole furberie.<\/p>\n<p>E tutto questo non \u00e8 ancora abbastanza.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una vera amicizia si instauri e sussista, \u00e8 necessario un altro elemento, che altrove abbiamo cercato di chiarire (cfr. il nostro articolo <em>\u00c8 il tradimento dell&#8217;amicizia il peccato che non verr\u00e0 perdonato<\/em>, sul sito di Arianna) e che qui ricordiamo molto velocemente. In estrema sintesi, si tratta di questo : che <em>l&#8217;amicizia non \u00e8 una relazione a due, ma a tre<\/em>: oltre all&#8217;io e al tu, \u00e8 presente in essa anche un terzo, che \u00e8 il silenzioso ma supremo garante della relazione stessa: l&#8217;amore di Dio, per i credenti; il riconoscimento di un valore normativo di verit\u00e0, per tutti quanti, credenti e non credenti. Una istanza superiore all&#8217;umana, che fonda lo statuto ontologico della persona nello stesso momento in cui sopperisce alla fragilit\u00e0 dell&#8217;animo umano, dei sentimenti di cui \u00e8 capace, delle sue generose ma, a volte, instabili disposizioni.<\/p>\n<p>Il secondo aspetto, quello relativo alla misologia, \u00e8 oggi particolarmente evidente, dato che il destino ha voluto farci vivere nell&#8217;epoca del tramonto delle ideologie. Non che le si debba rimpiangere troppo, visto tutto il male che hanno provocato nella storia mondiale recente; d&#8217;altra parte, sarebbe ingiusto e ingeneroso addossare alle ideologie tutte le colpe del disgraziato XX secolo e tutti i pericoli del futuro prossimo.<\/p>\n<p>Le ideologie &#8211; e non solo quelle politiche &#8211; sono state il frutto inevitabile dell&#8217;avvento, contemporaneo, della societ\u00e0 di massa e di una particolare ideologia politica, quella democratico-borghese. La societ\u00e0 di massa ha fatto di ogni individuo un produttore e un consumatore, di beni e servizi non meno che di idee prefabbricate (con la Rivoluzione industriale); il democraticismo ha diffuso la convinzione che ogni individuo \u00e8 anzitutto un cittadino, soggetto ad alcuni doveri e di moltissimi diritti (con la Rivoluzione francese).<\/p>\n<p>Perfino le ideologie totalitarie &#8211; comunismo e fascismo &#8211; hanno fatto leva su tali acquisizioni culturali, cercando il consenso delle masse per espropriarle del proprio potere decisionale. Non si dimentichi che tanto Mussolini quanto Hitler sono andati al governo mediante le forme della democrazia borghese; e che Lenin non ha mai affermato di disprezzare la democrazia, ma di voler sostituire alla democrazia formale della borghesia quella effettiva del socialismo: come quando fece sciogliere l&#8217;Assemblea Costituente, regolarmente eletta dal popolo, ma in cui i bolscevichi erano risultati una esigua minoranza (cfr. il nostro saggio: <em>La Rivoluzione d&#8217;Ottobre era inevitabile? E, soprattutto, fu una vera rivoluzione?<\/em>, sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Le ideologie moderne si sono diffuse in presenza di un vuoto spirituale che si era venuto a creare con l&#8217;avvento della concezione meccanicistica e materialistica del mondo e con la conseguente, inevitabile &quot;morte di Dio&quot;. Tanto \u00e8 vero che la prima ideologia moderna \u00e8 stata quella della scienza galileiana, che, nel corso di tre secoli, ha scalzato il credo religioso ed \u00e8 sopravvissuta a tutte le altre ideologie laiche, restando oggi padrona incontrastata del campo. A dispetto del fatto che gli scienziati, oggi, abbiano superato la visione galileiana e newtoniana e, da almeno un secolo, siano andati elaborando una visione del mondo fisico completamente diversa, l&#8217;ideologia scientista \u00e8 oggi la religione popolare di gran parte dell&#8217;umanit\u00e0 e la sola che, in Occidente, goda ancora del prestigio di non essere stata (apparentemente) smentita n\u00e9 confutata.<\/p>\n<p>Con l&#8217;orrore di Auschwitz e con le macerie del Terzo Reich, \u00e8 caduta l&#8217;ideologia fascista; con gli orrori di Pol Pot e, poi, con l&#8217;abbattimento del muro di Berlino, l&#8217;ideologia comunista; quella capitalista ha cominciato a scricchiolare almeno dal crollo della Borsa di Wall Street, nel 1929; quella della tecnica ha ricevuto dei fieri colpi, in particolare con l&#8217;esplosione del reattore nella centrale atomica di Chernobyl, nel 1986. Ma l&#8217;ideologia scientista \u00e8 sempre saldamente in sella: viene insegnata nelle scuole e nelle universit\u00e0, osannata sulla stampa e alla televisione, adottata dagli Stati quale ideologia ufficiale imposta per legge (cfr. i nostri saggi: <em>Ma \u00e8 sempre l&#8217;arroganza la molla dello scientismo<\/em> e <em>L&#8217;\u00abanarchismo metodologico\u00bb di Feyerabend per spezzare la funesta alleanza tra Stato e scienza<\/em>, entrambi sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>Comunque, a parte ci\u00f2, se \u00e8 vero che la crisi delle ideologie ha gettato il discredito su tutti i ragionamenti che presuppongono il conseguimento della verit\u00e0, il pericolo della misologia, di cui parlava Socrate, \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 sottile e insinuante. Esso consiste nella convinzione che non valga la pena di ragionare e di confrontarsi con gli altri per stabilire cosa sia la verit\u00e0, perch\u00e9 ogni principio di verit\u00e0 \u00e8 illusorio; e, dunque, che ciascuno ha il diritto di ritagliarsi la propria verit\u00e0 su misura, in dispregio di ogni ricerca e di ogni discussione. Non \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 vero, ma \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 vero per me; e anche ci\u00f2 che \u00e8 vero per te, fosse pure di una verit\u00e0 lontanissima e opposta alla mia: tutte verit\u00e0 a pari titolo, con un pari grado di dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa, evidentemente, \u00e8 una sciocchezza. Ma \u00e8 una di quelle sciocchezze che, a forza di sentirle ripetere da tutti, e specialmente da coloro che passano per specialisti del pensiero &#8211; i sedicenti intellettuali &#8211; finisce per sembrare vera e per essere universalmente accettata, a dispetto della sua palese assurdit\u00e0. Non possono esistere <em>le<\/em> verit\u00e0, al plurale, se non in quanto contraffazioni <em>della verit\u00e0<\/em>; ma \u00e8 tale il timore di essere accusati di dogmatismo e autoritarismo, che praticamente tutti si fanno paladini irriducibili di questa bella scoperta (cos\u00ec come, in politica, <em>delle<\/em> libert\u00e0, altra manifesta contraddizione in termini).<\/p>\n<p>Le conseguenze sono un rigetto, occulto o palese, nei confronti dell&#8217;idea stessa di verit\u00e0; un disprezzo per tutto ci\u00f2 che \u00e8 ricerca paziente, metodica, responsabile; una pigrizia intellettuale travestita da pluralismo; e un relativismo generalizzato che scade nel cinismo e nell&#8217;opportunismo pi\u00f9 sfacciati. Ma, siccome si sente dire e ripetere che affermare la verit\u00e0 \u00e8 roba da crociati, e che i crociati sono i peggiori nemici della pace, della democrazia e di tante altre belle cose, si fa finta che questo cinico relativismo sia la forma pi\u00f9 nobile e lodevole di rispetto per tutte le opinioni, per tutte le verit\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 regredita, appunto, al livello di <em>doxa<\/em>, di semplice opinione, che i soliti sofisti mercenari sono pronti a tirare di qua o di l\u00e0, secondo la loro convenienza del momento (e di coloro che li pagano e garantiscono loro tutta una serie di privilegi).<\/p>\n<p>Ecco un buon esempio di come, nella filosofia spicciola dell&#8217;<em>usa-e-getta<\/em>, tipica della modernit\u00e0, si sia presa l&#8217;abitudine di buttar via il bambino insieme all&#8217;acqua sporca. Dal fatto che accedere al cospetto della verit\u00e0 \u00e8 cosa ardua e riservata a pochi (non per una forma di altezzoso aristocraticismo, ma perch\u00e9 pochi sono disposti a sacrificare tutto per cercarla), infatti, non consegue che la verit\u00e0 in se stessa sia irraggiungibile o, peggio, che non esista.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto vorrebbero farci credere coloro i quali &#8211; astuti o folli, come direbbe il Leopardi de <em>La ginestra<\/em> (v. 85) &#8211; hanno tutto l&#8217;interesse a distruggere la fiducia nelle idee, nella ricerca, nella discussione, <em>affinch\u00e9 noi siamo pronti a trangugiare, senza difficolt\u00e0, le verit\u00e0 preconfezionate che fanno comodo a loro.<\/em><\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 bisogna difendere il valore delle idee, cos\u00ec come il valore dell&#8217;amicizia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una vita degna di uomini liberi quella di quanti non credono pi\u00f9 a nulla e a nessuno e disprezzano tanto i loro simili, quanto lo spirito di ricerca della verit\u00e0; ma da schiavi intruppati nel gregge: senza onore, senza dignit\u00e0, senza speranza.<\/p>\n<p>Qualcuno, evidentemente, ci preferirebbe cos\u00ec: abbrutiti e disperati &#8211; anche se (o proprio perch\u00e9) &#8211; vestiti all&#8217;ultima moda e accessoriati di tutti i pi\u00f9 recenti gingilli del consumismo tecnologico, dal telefonino dell&#8217;ultima generazione all&#8217;ultimo modello di automobile; e &#8211; si capisce &#8211; abbronzati, palestrati e chirurgicamente &quot;rifatti&quot;.<\/p>\n<p>Ma noi, che cosa abbiamo da guadagnare adottando una simile filosofia di vita?<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: la persona umana, per rimanere tale, anzi per trascendersi ontologicamente in un essere spiritualmente evoluto &#8211; quale \u00e8 il suo destino e la sua ragione di trovarsi al mondo &#8211; non pu\u00f2 vivere senza credere nei propri simili e senza credere nella forza delle idee.<\/p>\n<p>Tutto il resto, non \u00e8 che ansia di autodistruzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non credere pi\u00f9 negli uomini, ritenendoli tutti degni di disprezzo, e non credere pi\u00f9 nelle idee, giudicandole altrettanto meritevoli di disistima, sono due atteggiamenti largamente diffusi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[221],"class_list":["post-27129","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27129","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27129"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27129\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27129"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27129"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27129"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}