{"id":27117,"date":"2016-10-24T08:09:00","date_gmt":"2016-10-24T08:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/24\/questo-e-il-migliore-dei-mondi-possibili\/"},"modified":"2016-10-24T08:09:00","modified_gmt":"2016-10-24T08:09:00","slug":"questo-e-il-migliore-dei-mondi-possibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/24\/questo-e-il-migliore-dei-mondi-possibili\/","title":{"rendered":"Questo \u00e8 il migliore dei mondi possibili?"},"content":{"rendered":"<p>A tutti, qualche volta, sar\u00e0 capitato di porsi la fatidica domanda: ma il mondo in cui viviamo, in cui ci \u00e8 stato dato di vivere, \u00e8 davvero il migliore fra tutti quelli che sarebbero stati possibili? Oppure avrebbero potuto essercene uno, o pi\u00f9 di uno, assai migliori di questo? E quando diciamo &quot;il migliore dei mondi possibili&quot;, non ci riferiamo al mondo che gli uomini, se fossero animati da principi di saggezza e da buona volont\u00e0, potrebbero eventualmente realizzare da se stessi, ma al &quot;mondo&quot; nel senso pi\u00f9 ampio del termine, alla natura della realt\u00e0 fisica e della realt\u00e0 spirituale, compresa la natura umana: non questo o quel singolo essere umano, n\u00e9 gli esseri umani in quanto soggetti della storia, ma l&#8217;essere umano nella sua essenza, cio\u00e8 come specie distinta dalle altre, e capace non solo di vivere, ma di riflettere sulla propria esistenza, di porsi delle domande e cercar di trovare delle risposte. In altre parole: Dio, se lo avesse voluto, avrebbe potuto creare un mondo migliore di questo? Per esempio: un mondo nel quale non ci siano la malattia, la vecchiaia e la morte? Oppure un mondo nel quale non ci siano i terremoti, come quello di Lisbona del 1755, cosa che tanto disturbava Voltaire, al punto da considerarla come la &quot;prova&quot; della non provvidenzialit\u00e0 del mondo in cui viviamo? O nel quale non ci siano le eruzioni vulcaniche, gli tsunami, i tifoni, le pestilenze, che sono causa d&#8217;un grandissimo numero di vittime?<\/p>\n<p>La risposta a questa domanda non \u00e8 cos\u00ec difficile come potrebbe sembrare: dal momento che Dio, per definizione, \u00e8 l&#8217;essere pi\u00f9 perfetto che noi possiamo concepire, ne deriva che l&#8217;Essere perfetto non pu\u00f2 pensare, non pu\u00f2 volere, non pu\u00f2 attuare se non ci\u00f2 che \u00e8 perfetto. E quando diciamo &quot;perfetto&quot;, riferendoci non a Dio, ma a qualcosa che sia stato creato da Dio, non intendiamo &quot;perfetto&quot; in senso assoluto, perch\u00e9, evidentemente, perfetto in senso assoluto \u00e8 soltanto e unicamente Dio, con il che non potremmo pi\u00f9 distinguere fra Dio e la sua creazione: dovremmo concludere che la creazione \u00e8 illusoria, e che esiste solamente Dio, oppure che la distinzione fra Dio e l&#8217;universo \u00e8 apparente, e quindi che l&#8217;universo \u00e8 Dio, e Dio \u00e8 l&#8217;universo. Ma la prima eventualit\u00e0 ci si pone come un&#8217;aporia insuperabile, perch\u00e9, se esistesse una illusione cosmica che ci impedisce di percepire il mondo come l&#8217;altra faccia di Dio, tale illusione, evidentemente, sarebbe voluta da Dio stesso, e noi non avremmo alcuna possibilit\u00e0 di oltrepassarla; mentre la seconda eventualit\u00e0, che \u00e8 quella del panteismo, conduce a una impossibilit\u00e0 logica, perch\u00e9, se il mondo \u00e8 Dio, allora se ne dovrebbe inferire che il mondo esiste da sempre e che nessuno lo ha creato, il che va contro la legge di causa ed effetto, alla quale nessuna realt\u00e0 materiale pu\u00f2 fare eccezione (non esistono oggetti che abbiano in se stessi la causa del proprio essere, se non eterni; ma nessun oggetto <em>materiale<\/em> \u00e8 eterno).<\/p>\n<p>Si obietter\u00e0 che il mondo non \u00e8 <em>solo<\/em> di natura materiale; o che, quanto meno, non lo \u00e8 l&#8217;uomo. L&#8217;uomo, infatti, non partecipa solo alla dimensione materiale dell&#8217;esistenza, ma anche a quella soprannaturale, che gli proviene dalla vita dell&#8217;anima: il che \u00e8 vero. Sta di fatto, per\u00f2, che la dimensione materiale \u00e8 indispensabile all&#8217;esistenza del mondo, cos\u00ec come lo conosciamo, e di qualunque altro mondo, come lo possiamo immaginare; nel senso che noi possiamo immaginare un mondo totalmente spirituale, e quindi eterno, ma non sarebbe un mondo in alcun modo paragonabile a questo, nel quale le cose sono soggette a mutamento. Tutte le cose soggette a mutamento sono materiali; dunque, nessuna cosa materiale pu\u00f2 essere pensata come eterna e come causa di se stessa; da cui l&#8217;impossibilit\u00e0 logica del panteismo. Siamo giunti, cos\u00ec, a una prima importante conclusione: dato il mondo come lo conosciamo e come lo possiamo concepire, non \u00e8 possibile immaginare un mondo migliore di questo, perch\u00e9, se esistesse, allora Dio lo avrebbe creato a preferenza di questo, che \u00e8 stato effettivamente creato, e non a caso, ma come il migliore, cio\u00e8 come il pi\u00f9 perfetto, o, se si preferisce, come il meno imperfetto, rispetto a qualsiasi altro.<\/p>\n<p>Pertanto, quando diciamo che Dio non avrebbe potuto creare un mondo pi\u00f9 perfetto di questo, nel quale noi esistiamo, intendiamo parlare di una perfezione relativa, e non assoluta: della perfezione non rispetto a ci\u00f2 che potrebbe essere migliore in senso assoluto, ma rispetto a ci\u00f2 che potrebbe essere migliore <em>nelle condizioni date<\/em>. E le condizioni date discendono, appunto, dalla natura che \u00e8 propria dell&#8217;universo materiale, cos\u00ec come lo conosciamo e cos\u00ec come noi possiamo arrivare a concepirlo: ossia con la necessit\u00e0 di avere in altro da s\u00e9 la propria causa, e con l&#8217;inevitabilit\u00e0 del mutamento degli elementi che lo compongono.<\/p>\n<p>Probabilmente, ci\u00f2 che provoca una sorta di resistenza psicologica, da pare nostra, ad ammettere una verit\u00e0 cos\u00ec ovvia e intuitiva, come quella che abbiamo enunciato, \u00e8 un fraintendimento circa il significato di &quot;migliore&quot;: vale a dire, la dimenticanza, da parte nostra, che i termini &quot;migliore&quot; e &quot;peggiore&quot;, nel mondo delle cose finite, hanno sempre un valore relativo e non assoluto. Ora, se ha un valore relativo, &quot;migliore&quot; non ha un significato &quot;forte&quot;, ma &quot;debole&quot;: non significa che sia veramente il migliore, ma, piuttosto, che \u00e8 il migliore fra tutti quelli che, <em>nelle condizioni date<\/em>, avrebbero potuto esserci; cio\u00e8, lo ripetiamo, il meno peggiore (cfr. il nostro precedente articolo: ). Se ci \u00e8 concesso un paragone, peraltro inevitabilmente approssimativo, potemmo pensare a un dipinto che si possa definire il migliore, fra tutti quelli che si potrebbero dipingere con quei tali mezzi a disposizione: con quei colori, con quella tela, insomma con quei materiali e con quelle tecniche che sono disponibili. Il miglior dipinto, allora, non sar\u00e0 il migliore in senso assoluto, che sarebbe astratto e, perci\u00f2, irreale, ma in senso relativo, cio\u00e8 in senso relativo e concreto: il migliore fra quanti avrebbero potuto essere dipinti, evidentemente da altri artisti, al posto di quello di cui stiamo parlando.<\/p>\n<p>Tuttavia, si obietter\u00e0 ancora, il mondo era assai diverso innanzi al Peccato originale: i primi uomini erano felici e innocenti, la natura era pacifica, e la morte non esisteva. Rispondiamo: queste cose, il credente le ritiene vere per fede, in quanto attestate dalla <em>Bibbia<\/em>; tuttavia, di quel mondo, noi non possiamo dire o sapere nulla, oltre a ci\u00f2 che la <em>Bibbia<\/em> dice. Di quel mondo, quale effettivamente era, noi abbiamo perso anche il ricordo; pertanto, non siamo in grado di concepire in che modo l&#8217;uomo vi fosse felice e innocente, in che modo la natura fosse pacifica e in che modo la morte non esistesse. Il mondo che conosciamo, e qualsiasi altro mondo che siamo in grado d&#8217;immaginare, nelle condizioni date, e cio\u00e8 in senso relativo e non assoluto, in senso materiale, o parzialmente materiale, e non puramente spirituale, \u00e8 un mondo nel quale non si pu\u00f2 prescindere n\u00e9 dalla infelicit\u00e0 e dalla malizia degli esseri intelligenti, n\u00e9 dalla lotta per la vita esistente in natura, n\u00e9 dalla mortalit\u00e0 di tutte le creature viventi. E, di nuovo: in un mondo concepibile all&#8217;interno di queste condizioni generali, nel quale non esistono n\u00e9 la perfetta innocenza e felicit\u00e0, n\u00e9 l&#8217;armonia cosmica, n\u00e9 la perennit\u00e0 dell&#8217;esistenza, questo, nel quale ci troviamo, deve essere considerato, senza dubbio, come il migliore fra tutti i mondi possibili. Se ve ne fosse un altro, migliore di questo, perch\u00e9 mai Dio non lo avrebbe creato? Se avesse creato un mondo gravemente imperfetto, potendone creare uno pi\u00f9 perfetto (ma sempre in senso relativo: perch\u00e9 stiamo parlando qualcosa che non \u00e8 l&#8217;Essere, ma che riceve la sua esistenza dall&#8217;Essere), allora anche Dio sarebbe imperfetto, il che \u00e8 assurdo: infatti, in tal caso, non sarebbe Dio, ma un dio &quot;minore&quot;, un falso dio.<\/p>\n<p>Scriveva Leibniz ne<em>I principi razionali della natura e della grazia<\/em>\u00a0(<em>Les principles de la nature et de la grace fond\u00e9s en raison<\/em>, II, \u00a7\u00a7 7-10; traduzione di S. Cariati, Milano, Rusconi, 1997, pp. 47-49):<\/p>\n<p><em>\u00a7 7. LA DOMANDA METAFISICA FONDAMENTALE E IL PRINCIPIO DI RAGION SUFFICIENTE.<\/em><\/p>\n<p><em>Fin qui abbiamo parlato come semplici FISICI.<\/em><\/p>\n<p><em>Adesso \u00e8 necessario elevarsi alla METAFISICA, e perci\u00f2 ci serviremo del GRANDE PRINCIPIO, in genere poco impiegato: NIENTE ACCADE SENZA RAGION SUFFICIENTE &#8211; vale a dire: Niente avviene senza la possibilit\u00e0, per chi conosce abbastanza le cose, di rendere una ragione che sia sufficiente a spiegare perch\u00e9 avviene cos\u00ec e non altrimenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Una volta \u00a0stabilito questo principio, la prima domanda che si ha il diritto di porre sar\u00e0: PERCH\u00c9 ESISTE QUALCOSA PIUTTOSTO CHE NULLA? Il Nulla, infatti, \u00e8 pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 facile di Qualcosa.<\/em><\/p>\n<p><em>In secondo luogo, ammesso che debbano esistere delle cose, bisogna allora che sia possibile rendere ragione del PERCH\u00c9 ESSE DEVONO ESISTERE COS\u00cc e non altrimenti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a7 8. DIO COME ESSERE NECESSARIO E RAGION SUFFICIENTE ULTIMA DELL&#8217;UNIVERSO.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, questa ragion sufficiente dell&#8217;esistenza dell&#8217;universo non \u00e8 possibile trovarla nella serie delle cose contingenti, cio\u00e8 dei corpi e delle loro rappresentazioni nelle anime.<\/em><\/p>\n<p><em>In se stessa, infatti, la materia \u00e8 indifferente al movimento e alla quiete, come pure a questo o a quel movimento particolar, ed \u00e8 perci\u00f2 impossibile trovare in \u00a0essa la ragione del movimento e, ancor meno,di un movimento specifico. E sebbene nella materia il movimento attuale derivi da un movimento precedente, e questo a sua volta da un altro precedente, tuttavia, per quanto lontano si vada [nella regressione], non si fa nessun passo avanti nella questione, la quale cos\u00ec resta ancora senza risposta.<\/em><\/p>\n<p><em>Pertanto, la RAGION SUFFICIENTE che non ha pi\u00f9 bisogno di un&#8217;altra ragione deve essere al di fuori di questa serie di cose contingenti e trovarsi in una Sostanza che ne sia la causa: e tale \u00a0Sostanza occorre che sia un Essere necessario recante in s\u00e9 la ragione della sua Esistenza. Diversamente, non si avrebbe mai una ragion sufficiente presso cui arrestare la regressione.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa ragione ultima delle cose \u00e8 ci\u00f2 che chiamiamo Dio.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a7 9. DIO COME ESSERE ASSOLUTAMENTE PERFETTO.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa Sostanza Semplice originaria deve racchiudere eminentemente le perfezioni contenute nelle sostanze derivate, \u00a0che ne sono gli effetti: cos\u00ec essa avr\u00e0 Potenza, Conoscenza, e Volont\u00e0 perfette, cio\u00e8 avr\u00e0 Onnipotenza, Onniscienza e Bont\u00e0 sovrane.<\/em><\/p>\n<p><em>E poich\u00e9 la GIUSTIZIA, intesa in senso assai generale, \u00e8 la bont\u00e0 conforme alla saggezza, occorre che in Dio vi sia anche una Giustizia sovrana.<\/em><\/p>\n<p><em>La ragione [sufficiente] che ha fatto esistere le cose da Lui, inoltre, le fa ancora dipendere da Lui sia nell&#8217;esistere sia nell&#8217;operare: in effetti, \u00e8 da Dio che le cose ricevono in modo continuo ci\u00f2 che consente loro di avere qualche perfezione, mentre le imperfezioni derivano dalla limitazione essenziale e originaria della creatura.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a7 10. LA CREAZIONE DEL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, dalla Perfezione suprema di Dio segue che, nel creare l&#8217;universo, Egli ha scelto il miglior piano possibile, in cui c&#8217;\u00e8 la massima variet\u00e0 col massimo ordine, il terreno il luogo e il tempo pi\u00f9 adeguati, la massima quantit\u00e0 di effetti prodotta nei modi pi\u00f9 semplici; le creature, inoltre, sono state dotate del massimo di potenza, di conoscenza, di felicit\u00e0 e di bont\u00e0 possibili nell&#8217;universo.<\/em><\/p>\n<p><em>Infatti, poich\u00e9 tutti i Possibili pretendono l&#8217;Esistenza nell&#8217;Intelletto divino in proporzione al loro grado di perfezione, il risultato di tutte queste pretese non pu\u00f2 non essere il mondo attuale come il pi\u00f9 perfetto possibile. Senza di ci\u00f2, non si potrebbe affatto rendere ragione del perch\u00e9 le cose sono andate cos\u00ec piuttosto che altrimenti.<\/em><\/p>\n<p>Una ulteriore obiezione potrebbe essere portata da un punto di vista ateistico: quel che abbiamo detto finora, \u00e8 valido solo a condizione di presupporre l&#8217;esistenza di Dio; ma se Dio non esistesse? Questa obiezione sembra del tutto logica e legittima nel contesto della cultura <em>moderna<\/em>, che \u00e8 un contesto materialista e ateista: per\u00f2, a ben guardare, non \u00e8 logica, n\u00e9 legittima, e tale \u00e8 sempre stata considerata in tutto il corso della storia della filosofia, gi\u00e0 molti secoli prima del cristianesimo, con poche e rare eccezioni. Infatti, senza Dio, cadrebbe il principio di ragion sufficiente e ogni cosa, compreso il nostro interrogarci sui grandi misteri dell&#8217;esistenza, diverrebbe assurdo e gratuito, nel senso di totalmente superfluo. E tuttavia, proviamo ad ammettere, solo per amore di discussione, che l&#8217;ipotesi ateistica non sia tale da screditare il senso stesso della domanda filosofica, e poniamo di nuovo la domanda: in un mondo senza Dio, potremmo immaginare un mondo migliore di questo? Non lo potremmo, e per due ottime ragioni. La prima: perch\u00e9, se Dio non esistesse, allora nulla esisterebbe; altrimenti, da dove trarrebbe la sua esistenza, ci\u00f2 che esiste? La seconda (facendo una ulteriore violenza alla logica): perch\u00e9, allora, tutto proverrebbe dal caso; ma come immaginare che dal caso possa scaturire un mondo perfetto? Tanto varrebbe ammettere che gettando le carte a caso (dopotutto, sono solo 40 e non infinite) si disporrebbero in perfetto ordine, come nel mazzo nuovo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A tutti, qualche volta, sar\u00e0 capitato di porsi la fatidica domanda: ma il mondo in cui viviamo, in cui ci \u00e8 stato dato di vivere, \u00e8<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117],"class_list":["post-27117","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27117","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27117"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27117\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27117"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27117"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27117"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}