{"id":27101,"date":"2015-07-29T10:44:00","date_gmt":"2015-07-29T10:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/le-tre-forme-della-metafisica-classica-delluno-dellessere-e-della-persona\/"},"modified":"2015-07-29T10:44:00","modified_gmt":"2015-07-29T10:44:00","slug":"le-tre-forme-della-metafisica-classica-delluno-dellessere-e-della-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/le-tre-forme-della-metafisica-classica-delluno-dellessere-e-della-persona\/","title":{"rendered":"Le tre forme della metafisica classica: dell\u2019Uno, dell\u2019Essere e della Persona"},"content":{"rendered":"<p>Nella tradizione filosofica occidentale siamo abituati a pensare alla metafisica e all&#8217;ontologia come concetti press&#8217;a poco equivalenti, ma questo non \u00e8 esatto, n\u00e9 storicamente, n\u00e9 concettualmente. L&#8217;ontologia corrisponde ad una forma della metafisica, precisamente alla scienza dell&#8217;essere in quanto essere &#8212; giusta la famosa definizione aristotelica; ma, prima di essa, nel pensiero greco si era sviluppata la metafisica dell&#8217;Uno, fin da Parmenide e poi, soprattutto, con Platone.<\/p>\n<p>La metafisica greca, dunque, nasce con l&#8217;assolutizzazione dell&#8217;Uno: da qui ha origine tutta l&#8217;impostazione monistica del pensiero occidentale, che si differenzia nettamente dalle filosofie orientali, specialmente dell&#8217;India, basate, invece, sulla scienza della non-dualit\u00e0. Dire che l&#8217;essere \u00e8 l&#8217;Uno e dire che l&#8217;Essere non \u00e8 due sono, evidentemente, cose diverse: potremmo dire che, laddove il pensiero occidentale procede in linea retta, secondo un procedimento rigorosamente logico-matematico, quello orientale si caratterizza per un incedere elastico e duttile, preoccupato pi\u00f9 di aderire all&#8217;essenza della cosa che a produrre definizioni concettualmente limpide e ineccepibili, ma, inevitabilmente, connotate da una buona dose di astrazione.<\/p>\n<p>La sottigliezza orientale vede che definire l&#8217;Essere come ci\u00f2 che non \u00e8 divisibile in parti, non equivale a pensarlo come l&#8217;Unit\u00e0: perch\u00e9 l&#8217;Unit\u00e0, in senso rigorosamente logico-matematico, \u00e8, appunto, ci\u00f2 che si contrappone alla pluralit\u00e0, mentre l&#8217;Essere, in quanto tale, non solo non \u00e8 divisibile, ma non \u00e8 neppure pensabile, a rigor di termini, se non per ci\u00f2 che non \u00e8: non \u00e8 dualit\u00e0, non \u00e8 molteplicit\u00e0; ma non sarebbe esatto definirlo come l&#8217;Uno, perch\u00e9 dell&#8217;Essere nessuna possiede scienza completa ed esaustiva. Se la possedesse, non sarebbe pi\u00f9 un ente, sarebbe esso pure l&#8217;Essere: dal momento che solo l&#8217;Essere ha piena conoscenza di s\u00e9, ma niente che non sia l&#8217;Essere pu\u00f2 arrivare ad afferrarlo concettualmente, tranne che, appunto, in senso negativo, cio\u00e8 nel senso del&#8217;esclusione. Si pu\u00f2 escludere che l&#8217;Essere sia due, o tre, o quattro; ma non si pu\u00f2 dire che l&#8217;Essere sia Uno, perch\u00e9 farlo equivarrebbe ad averlo colto, e l&#8217;Essere, soggetto metafisico per eccellenza, non \u00e8 esperibile, non \u00e8 pensabile in quanto tale, ma \u00e8 pensabile solo e unicamente nei suoi riflessi o nelle sue manifestazioni fenomeniche.<\/p>\n<p>Ma torniamo al pensiero occidentale, che rifugge da tali sottigliezze e che ama procedere, passo passo, mediante dimostrazioni di tipo geometrico e matematico. Spetta peraltro ad Aristotele, generalmente considerato (ma a torto) come il pi\u00f9 rigorosamente razionale dei filosofi antichi, il ruolo storico di aver mostrato la differenza tra i concetti di &quot;metafisica&quot; e di &quot;ontologia&quot;. Perch\u00e9 egli ha fondato una ontologia dell&#8217;Essere, l\u00e0 dove Parmenide e Platone avevano posto una ontologia dell&#8217;Uno. Per Aristotele, l&#8217;essere e l&#8217;uno sono una cosa sola, ma non sono esprimibili alla stessa maniera. Egli fa notare come &quot;uomo&quot; e &quot;un uomo&quot; siano espressioni sintatticamente differenti, ma equivalenti sul piano del significato, in quanto vogliono dire la medesima cosa. Dire &quot;un uomo&quot; non significa dire qualcosa di diverso dal dire &quot;uomo&quot;: e da ci\u00f2 egli conclude che il concetto di unit\u00e0 \u00e8 compreso nel concetto di essere e non \u00e8 affatto qualcosa di distinto da esso.<\/p>\n<p>Fin qui \u00e8 arrivata la speculazione greca. Per il pensiero cristiano, l&#8217;ontologia si arricchisce di una nuova e pi\u00f9 pregnante categoria: quella della persona. L&#8217;uomo, nel pensiero cristiano, diventa la pi\u00f9 alta delle creature, perch\u00e9 Dio si \u00e8 fatto uomo, laddove i filosofi greci, Aristotele compreso, avevano negato che l&#8217;uomo rappresentasse il vertice di ci\u00f2 che esiste in natura (per non parlare della nozione, per loro addirittura ripugnante, di Dio che si fa uomo).<\/p>\n<p>Scrive Giovanni Reale nel suo saggio introduttivo al libro di Karlol Wojtyla \u00abPersona e atto\u00bb (titolo originale: \u00abOsoba i czyn\u00bb, 1969; traduzione dal polacco a cura di G.Reale, Milano, Rusconi, 1999, pp. 15-18; 27):<\/p>\n<p>\u00abIn genere si ritiene che la METAFISICA coincida con l&#8217;ONTOLOGIA e si ritiene che la definizione data di essa da Aristotele, ossia &quot;scienza dell&#8217;essere in quanto essere&quot;, sia paradigmatica in senso assoluto. Ma cos\u00ec non \u00e8: l&#8217;ontologia non \u00e8 LA metafisica, bens\u00ec UNA specie di metafisica. Va sempre pi\u00f9 emergendo dagli studi contemporanei che il paradigma metafisico di base da cui \u00e8 nato e attorno a cui si \u00e8 sviluppato il pensiero greco \u00e8 quello HENOLOGICO, ossia quello della metafisica dell&#8217;UNO, al quale si \u00e8 affiancato quello ONTOLOGICO, ossia quello della metafisica dell&#8217;ESSERE. Questo secondo ha raggiunto i suoi vertici con Aristotele, ma in Grecia non si \u00e8 sviluppato, ed \u00e8 rinato solo con gli Arabi e con la Scolastica e poi sotto varie forme in epoca moderna. In Grecia si pu\u00f2 ben dire che sia rimasto predominante quello HENOLOGICO.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 i Presocratici davano al problema dell&#8217;&quot;Uno&quot; e dei &quot;Molti&quot; grande rilievo (e non solo gli Eleati). Platone e gli Accademici consideravano l&#8217;Uno-Bene &quot;al disopra dell&#8217;essere&quot;, ossia lo intendevano come il Principio da cui deriva l&#8217;essere stesso. Con i Neoplatonici la problematica dell&#8217;Uno diventa centrale a tutti i livelli.<\/p>\n<p>La fondazione della metafisica dell&#8217;essere, in un certo senso, risale a Parmenide, e Platone stesso in parte la sviluppa; ma \u00e8 stato Aristotele a codificarla nella &quot;Metafisica&quot;, un testo che ha avuto una storia di influssi forse senza pari.<\/p>\n<p>Aristotele ha assorbito la problematica dell&#8217;Uno in quella dell&#8217;Essere, ha negato che l&#8217;Uno sia al disopra dell&#8217;essere, e ha costruito la metafisica appunto come &quot;scienza dell&#8217;essere come essere&quot;, formula da cui \u00e8 derivato il paradigma ontologico nella sua imponente statura. [&#8230;]<\/p>\n<p>Come \u00e8 evidente, la radicale negazione della differenza (al limite addirittura concettuale) fra Uno e Essere fatta da Aristotele si impone come la cifra emblematica del nuovo paradigma ontologico, che lo Stagirita contrappone come alternativo a quello platonico.<\/p>\n<p>La filosofia cristiana ha assunto ambedue questi paradigmi: i Padri della Chiesa hanno cercato di operare una loro mediazione, ma mantenendo la superiorit\u00e0 dell&#8217;Uno sull&#8217;Essere; gli Scolastici hanno dato preminenza pressoch\u00e9 assoluta alla metafisica dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Tuttavia, a mio giudizio, proprio nell&#8217;ambito del pensiero cristiano \u00e8 nato un terzo paradigma, quello della METAFISICA DELLA PERSONA.<\/p>\n<p>Si ricordi che la &quot;persona&quot; in quanto tale nel pensiero ellenico NON \u00c8 STATA PORTATA A LIVELLO DI ASSOLUTA SUPERIORIT\u00c0 ASSIOLOGIA NELL&#8217;AMBITO DEGLI ENTI.<\/p>\n<p>Aristotele afferma che l&#8217;intelligenza \u00e8 la cosa pi\u00f9 elevata, e che la vita secondo l&#8217;intelligenza \u00e8 vita divina, e scrive addirittura quanto segue: &quot;Non bisogna seguire quelli che consigliano che, in quanto noi siamo uomini, dobbiamo attendere a cose umane, e che, in quanto siamo mortali, a cose mortali; invece, per quanto \u00e8 possibile, dobbiamo farci immortali, de fare di tutto per vivere secondo la parte pi\u00f9 elevata che \u00e8 in noi&quot; (&quot;Etica Nicomachea&quot;, X 7, 1177b 31-1078 a 2). E in tale testo Aristotele raggiunge un vertice di straordinaria elevatezza. Tuttavia vi scrive: &quot;Vi sono cose pi\u00f9 divine dell&#8217;uomo per natura, come, per restare alle pi\u00f9 visibili, gli astri di cui si compone l&#8217;universo&quot; (Ibidem, VI 7, 1141 a 34-.b 2).<\/p>\n<p>Solo sulla base del messaggio cristiano l&#8217;uomo ha scoperto di avere valore assoluto come persona: Cristo, il Figlio di Dio che si incarna nell&#8217;uomo, conferisce all&#8217;uomo stesso come persona una sacralit\u00e0 in senso totale.<\/p>\n<p>E in Agostino, come anche in Tommaso, tutta la problematica metafisica gira attorno all&#8217;uomo, assumendo di conseguenza una &quot;sporgenza&quot; di notevole consistenza rispetto a quella dei Greci. Riporteremo [&#8230;] un passo di San Tommaso, in cui si afferma in modo ben preciso che la persona, come realt\u00e0 razionale, \u00e8 &quot;ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 perfetto in tutta la natura&quot;, capovolgendo, in questo modo, l&#8217;affermazione di Aristotele che abbiamo sopra letto. [&#8230;]&quot;Persona significat id quod est perfectissimum in tota natura scilicet subsistens in rationali natura&quot; (&quot;Summa Theologiae.&quot;, I q. 29 a.3).\u00bb<\/p>\n<p>Ci sembra, tuttavia, di cogliere un aspetto non condivisibile nella ricostruzione che Giovanni Reale fa dell&#8217;evoluzione storica del concetto di metafisica nella tradizione speculativa dell&#8217;Occidente. Se ci sembra esatto che i Greci hanno sviluppato due categorie metafisiche, quella monista (scienza dell&#8217;Uno) e quella ontologica (scienza dell&#8217;Essere), e se \u00e8 pure vero che il pensiero cristiano ha introdotto una terza e rivoluzionaria categoria della metafisica, quella personalista, quest&#8217;ultima nozione non va intesa nel senso che il pensiero cristiano abbia fatto ruotare la metafisica intorno alla persona umana, bens\u00ec intorno alla Persona divina.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, di per s\u00e9, non pu\u00f2 essere pensato come l&#8217;oggetto della metafisica, ma solo come il soggetto che la pensa: la metafisica \u00e8 la scienza dell&#8217;assoluto e pertanto l&#8217;uomo, anche se viene innalzato &#8212; rispetto alla concezione greca &#8212; al disopra di tutti gli altri enti, resta pur sempre ente, dunque separato dall&#8217;Essere da una distanza infinita. E ben vero che questa creatura \u00e8 stata fatta a immagine di Dio e che Dio stesso si \u00e8 incarnato in questa creatura, nobilitandola al massimo grado; ma il fatto che nell&#8217;uomo vi sia un riflesso o una scintilla dell&#8217;essenza divina non equivale ad affermare che l&#8217;uomo sia, di per se stesso, di natura divina. Una simile affermazione ci porterebbe fuori del terreno del cristianesimo, verso il pensiero gnostico: il cristianesimo ha innalzato la creatura umana al massimo grado della dignit\u00e0 creaturale, ma non l&#8217;ha equiparata al suo Creatore, tutt&#8217;altro; dunque, non ha abolito la distanza fra gli esseri finiti e l&#8217;Essere infinito. Se lo avesse fatto, si sarebbe concettualmente suicidato, vanificando sia la Redenzione, sia la tensione dell&#8217;uomo verso Dio: perch\u00e9 l&#8217;uomo dovrebbe solo scoprire di essere, egli stesso, Dio, e a quel punto non dovrebbe pi\u00f9 nemmeno auto-redimersi, dovrebbe solo attuare la propria natura divina.<\/p>\n<p>Il mondo, a quel punto, diverrebbe un puro gioco di apparenze; la natura, una mascherata o uno scherzo; la vita e la morte, un sogno divino, dal quale l&#8217;uomo, ridestandosi, realizzerebbe automaticamente il radicale superamento, scoprendosi Dio. Ma Dio, a quel punto, non sarebbe pi\u00f9 Persona: perch\u00e9 &quot;persona&quot; \u00e8 ci\u00f2 che di pi\u00f9 perfetto esiste in natura; ma Dio non esiste in natura, egli \u00e8 il creatore della natura, e la natura \u00e8 un prodotto della intelligenza, della sua volont\u00e0 e del suo amore. Dunque, dire che il pensiero cristiano ha introdotto la metafisica della persona non significa affatto che il cristianesimo ha assolutizzato, o magari divinizzato, l&#8217;uomo: perch\u00e9 \u00e8 chiaro che al disopra dell&#8217;uomo, persona finita, si pone Dio, la Persona infinita: Lui solo capace di offrire sostegno ontologico a tutto ci\u00f2 che esiste, Lui solo degno di essere caratterizzato come ci\u00f2 di cui non si pu\u00f2 dire se non che \u00e8 Altro dalle sue creature, pur se egli le chiama a s\u00e9 e se esse tendono a ritornare a Lui con tutte le loro forze.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che al pensiero greco rimane del tutto estranea l&#8217;idea di un Dio creatore: esso non si spinge oltre l&#8217;idea di un Demiurgo che d\u00e0 ordine al mondo, ma senza averlo creato; e questo perch\u00e9 un Dio creatore \u00e8 anche un Dio che ama le sue creature e che le innalza verso di s\u00e9, attraendole nel suo piano infinitamente saggio e infinitamente buono, ma ci\u00f2, al pensiero greco, sarebbe parso una imperfezione, una degradazione, una corruzione del concetto di Dio. Il pensiero greco, pertanto, rimane profondamente naturalistico: vista la distanza infinita che separa la divinit\u00e0 dal mondo terreno, non resta che divinizzare la natura; e, in una natura divinizzata, non \u00e8 detto che l&#8217;uomo sia la creatura pi\u00f9 alta. Gli astri, per Aristotele, che sono esseri vivi e intelligenti, sono alquanto pi\u00f9 perfetti dell&#8217;uomo, forse perch\u00e9 splendenti di luce immortale, anzi, sono addirittura delle divinit\u00e0, anche perch\u00e9 collocati nella sfera eterea, la pi\u00f9 sottile e sempre in movimento.<\/p>\n<p>\u00c8 pur sempre una visione quantitativa degli enti, nella quale non compare la nozione di &quot;persona&quot;, perch\u00e9 non compare la nozione di &quot;atto&quot;. L&#8217;atto \u00e8 solo l&#8217;atto della persona, e l&#8217;atto di Dio \u00e8 la creazione: gli animali non compiono &quot;atti&quot;, perch\u00e9 non agiscono secondo ragione e libert\u00e0. Neppure gli astri, per Aristotele, compiono &quot;atti&quot;, nemmeno il Demiurgo: perch\u00e9 libert\u00e0 implica possibilit\u00e0 di errore e perch\u00e9 amare implica possibilit\u00e0 di amore mal diretto; mentre la divinit\u00e0, per i Greci, \u00e8 infallibile non perch\u00e9 \u00e8 perfetta nell&#8217;amore, ma perch\u00e9 non ama; ed \u00e8 incorruttibile non perch\u00e9 crea, ma perch\u00e9 non crea; ed \u00e8 perfetta non perch\u00e9 \u00e8 Persona, ma perch\u00e9 \u00e8 impersonale.<\/p>\n<p>Dunque, la metafisica cristiana \u00e8 una metafisica della persona: ma lo \u00e8 perch\u00e9 la Persona divina fonda, nobilita e redime la persona umana; e, attraverso di essa, nobilita e redime l&#8217;intera creazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella tradizione filosofica occidentale siamo abituati a pensare alla metafisica e all&#8217;ontologia come concetti press&#8217;a poco equivalenti, ma questo non \u00e8 esatto, n\u00e9 storicamente, n\u00e9 concettualmente.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,199,217,221],"class_list":["post-27101","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-metafisica","tag-parmenide","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27101","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27101"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27101\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}