{"id":27098,"date":"2012-11-04T09:26:00","date_gmt":"2012-11-04T09:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/11\/04\/non-si-mescolano-il-sacro-e-il-profano-se-si-ha-rispetto-per-luno-e-per-laltro\/"},"modified":"2012-11-04T09:26:00","modified_gmt":"2012-11-04T09:26:00","slug":"non-si-mescolano-il-sacro-e-il-profano-se-si-ha-rispetto-per-luno-e-per-laltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/11\/04\/non-si-mescolano-il-sacro-e-il-profano-se-si-ha-rispetto-per-luno-e-per-laltro\/","title":{"rendered":"Non si mescolano il sacro e il profano, se si ha rispetto per l\u2019uno e per l\u2019altro"},"content":{"rendered":"<p>Una nota cantante italiana, gi\u00e0 finalista al concorso di Miss Italia e frequentatrice di reality televisivi &#8211; prove che ha affrontato senza chiedere sconti per la sua cecit\u00e0, salvo poi farsene forte ogni volta che le cose non prendevano la piega da lei voluta -, ha partecipato (e vinto) alle Paralimpiadi di Londra del 2012, esibendo un grande rosario tatuato sul collo del piede e un altro crocifisso metallico, penzolante da una vistosa catenina, che le ballonzolava sullo stomaco generosamente scoperto.<\/p>\n<p>Nessuno ci ha trovato niente da dire, nemmeno il solito \u00abFamiglia cristiana\u00bb e meno ancora il solito salotto televisivo in cui, chioccianti attorno alla solita presentatrice, i soliti, eterni ospiti fissi hanno sproloquiato le solite, immancabili banalit\u00e0 circa l&#8217;indomita forza d&#8217;animo dell&#8217;eroina, capace di affrontare e vincere anche il dolore del tatuaggio per amore dell&#8217;Idea; ascoltandola poi estatici mentre ella magnificava la propria impresa, affermando, peraltro, che doveva tutto ad una benefica Forza superiore.<\/p>\n<p>Peccato che l&#8217;esibizionismo c&#8217;entri poco o niente con il vero rispetto e l&#8217;autentica confidenza in quella Forza, alla quale ci si accosta, semmai, nel religioso silenzio della propria anima, lontano dai microfoni e dai riflettori. \u00c8 gi\u00e0 un fatto discutibile, anche se ormai quasi universalmente accettato. che, per gareggiare in una competizione di atletica leggera, bisogni per forza presentarsi seminudi, tanto pi\u00f9 in una disciplina che non ha niente a che fare con gli sport balneari; ma che su quelle nudit\u00e0 bisogni ostentare il crocifisso, cos\u00ec come altre soubrette lo fanno per mettere in maggiore evidenza le generose curve del seno, \u00e8 decisamente troppo.<\/p>\n<p>Si \u00e8 perso di vista il confine tra il sacro e il profano; nel parlare, nel vestire, nella scelta dei tempi e dei luoghi, si mescolano continuamente le due cose: il che non \u00e8 solamente una mancanza di umilt\u00e0 e di rispetto verso la dimensione del sacro, ma anche verso quella del profano; perch\u00e9 ciascuno dei due ambiti possiede una sua dignit\u00e0, ognuno dei due possiede un proprio statuto ontologico e, di conseguenza, esige di essere accostato tenendo conto della sua autonomia. In altre parole, chi non rispetta l&#8217;ambito del sacro, non rispetta neppure quello del profano: il giusto atteggiamento verso le cose parte dall&#8217;alto e scende verso il basso, a cascata, investendo ogni pi\u00f9 piccolo aspetto o manifestazione del reale.<\/p>\n<p>Oggi, non solo tale rispetto essenziale sembra essere venuto meno; si \u00e8 arrivati al punto che il sacro diventa pretesto di ostentazione, di esibizione, di immodestia, di vanit\u00e0, perfino di provocazione sessuale; non basta vestire l&#8217;immodestia, la vanit\u00e0 e la provocazione con gli abiti profani, bisogna vestirle anche con quelli del sacro: si pretende di strumentalizzare e di piegare i simboli del sacro ad un uso che non \u00e8 solamente profano, ma che appartiene alla sfera pi\u00f9 bassa del profano: quella del narcisismo e della smania di successo.<\/p>\n<p>Un tempo, a partire dal 1971, un famoso marchio italiano di jeans, denominato \u00abJesus\u00bb, mandava a spasso le ragazze con la scritta \u00abChi mi ama mi segua\u00bb stampata sulle natiche, le cui forme venivano sottolineate dall&#8217;aderenza dei pantaloni: era una parodia del sacro, una dissacrazione del religioso; ma almeno era esplicita, franca, inequivocabile nella sua volgarit\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi la volgarit\u00e0 ha fatto un ulteriore salto di qualit\u00e0: le persone non acquistano gi\u00e0 bello e pronto il capo &quot;blasfemo&quot;, si abbigliano da se stesse in maniera blasfema, per\u00f2 convinte &#8212; in buona o in mala fede, non si sa &#8212; di rendere onore a Dio, di manifestare con franchezza il loro credo religioso in un mondo desacralizzato. E lo fanno in una maniera tale che rivela la totale scomparsa, in loro, non solo del buon gusto, ma anche del senso del limite, del confine tra sincerit\u00e0 e menzogna, tra narcisismo e devozione.<\/p>\n<p>E proprio questo \u00e8 l&#8217;ultimo stadio raggiunto dalla pornografia della vita quotidiana, nel senso letterale del termine &#8212; pornografia \u00e8 l&#8217;ostentazione della parte rispetto all&#8217;intero, avulsa dal resto, brutalmente decontestualizzata-: lo stadio nel quale non si vede pi\u00f9 il confine tra cose totalmente diverse; dove si mescolano malizia e spiritualit\u00e0; dove si riesce a introdurre una nota sensuale e provocante, ma con simulata naturalezza, perfino l\u00e0 dove ci dovrebbero essere soltanto pudore, sobriet\u00e0, raccoglimento.<\/p>\n<p>Intendiamoci: non c&#8217;\u00e8 nulla di male nella sensualit\u00e0 e nemmeno nella provocazione; a patto che esse siano sfoggiate a casa loro, nell&#8217;ambito che \u00e8 di loro pertinenza. Che una bella donna ami mettersi in mostra, non \u00e8 certo cosa innaturale; quanto ai limiti del buon gusto e della opportunit\u00e0, si tratta di questioni che hanno a che fare con l&#8217;educazione, con il rispetto dovuto agli altri ed a se stessi, insomma con il mondo dei valori; e la nostra epoca, che \u00e8 una tipica epoca di trapasso, sta attraversando una crisi di valori abbastanza consistente da spiegare la gran confusione che regna anche in fatto di buon gusto e di opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma che quella bella donna voglia mettersi in mostra in un ambito che non \u00e8 profano, ma sacro; sfruttando simboli che non sono profani, ma sacri; approfittando di un tempo che non \u00e8 profano, ma sacro &#8211; pensiamo a certe ragazze della pubblicit\u00e0 vestite, o per meglio dire svestite, da Babbo Natale: tutto ci\u00f2 ha a che fare non solo con la confusione dei valori, ma anche con la distruzione delle barriere fra ambiti radicalmente diversi, come lo sono il sacro e il profano.<\/p>\n<p>Quando si tengono aperti i centri commerciali tutte le domeniche, Natale e Pasqua compresi; quando, per pubblicizzare un determinato prodotto, si inondano i giornali e i cartelloni murali con le fotografie di giovani suore che baciano giovani preti, sulle labbra, con sensuale abbandono; quando si trasforma la notte che precede la commemorazione dei defunti, nella notte delle streghe e del Diavolo, sostituendo pensieri e pratiche di &quot;pietas&quot; verso le anime dei trapassati con pensieri e pratiche pagani, sguaiati, radicalmente irreligiosi: allora la mescolanza dei due ambiti \u00e8 totale, e rispecchia l&#8217;inversione dei valori caratteristica delle epoche di materialismo e di edonismo sfrenato, come lo \u00e8 la nostra.<\/p>\n<p>N\u00e9 si creda che la sfera del sacro sia esclusivamente quella che attiene alla dimensione religiosa. L&#8217;arte, la filosofia, la scienza &#8212; la vera scienza &#8212; possiedono, ciascuna, una dimensione sacrale, alla quale sarebbe doveroso accostarsi con umilt\u00e0, rispetto, devozione. Vi \u00e8 una sacralit\u00e0 dell&#8217;opera d&#8217;arte, cos\u00ec come vi \u00e8 una sacralit\u00e0 del pensiero e cos\u00ec come vi \u00e8 una sacralit\u00e0 della ricerca scientifica: e il profano dovrebbe avvicinarsi a queste cose trattenendo il fiato e camminando in punta di piedi. Si osservi, invece, come si comportano moltissime persone durante un concerto di musica classica, una rappresentazione teatrale, una conferenza filosofica o scientifica; si osservino il parlottare e l&#8217;agitarsi scomposto del pubblico, lo squillo dei telefonini cellulari lasciati distrattamente accesi, lo sbadigliare, l&#8217;alzarsi prima del tempo.<\/p>\n<p>E ora si trasportino queste osservazioni nell&#8217;ambito che \u00e8 proprio del sacro per eccellenza, ossia nella dimensione religiosa. Anche qui vi sono sguardi e gesti d&#8217;impazienza; telefonini che squillano fuori luogo; abbigliamenti e atteggiamenti inadatti e inopportuni; commenti a voce alta che disturbano la concentrazione e il devoto raccoglimento. Le funzioni religiose, gi\u00e0 largamente permeate di spirito secolare e ridotte, sovente, a poco pi\u00f9 che delle semplici assemblee civili, non incutono quel senso reverenziale di timore e tremore che corrisponde al loro intimo significato: un elevarsi dell&#8217;anima a Dio, un discendere dello spirito divino tra i fedeli. Nelle parole delle omelie, non di rado, si sente parlare di tutto, tranne che del bene e del male, del lecito e del&#8217;illecito, delle cose di Dio e delle cose del mondo.<\/p>\n<p>Oppure si osservi il comportamento delle persone nei cimiteri, specialmente in occasione della ricorrenza dei defunti. Quasi nessuno si fa pi\u00f9 il segno della croce quando entra o quando esce; quasi tutti parlano a voce alta, alcuni ridono e scherzano come se fossero in piazza; i bambini corrono qua e l\u00e0, come ai giardini pubblici: tutto l&#8217;insieme si riduce a uno stanco rito borghese, che consiste nel cambiare i fiori sulle tombe e davanti ai loculi, cos\u00ec come si potrebbe cambiare l&#8217;olio del motore quando si porta la macchina dal meccanico o dal benzinaio.<\/p>\n<p>La mancanza di propriet\u00e0, di maturit\u00e0, di buon gusto, si nota anche in quegli ambiti che, pur non essendo di pertinenza del sacro, dovrebbero, nondimeno, godere di uno statuto socioculturale &quot;alto&quot;, pur all&#8217;interno della societ\u00e0 profana: scuole, ospedali, palazzi di giustizia, uffici pubblici, sale d&#8217;aspetto di medici o dentisti. Invece, gi\u00e0 a cominciare dall&#8217;abbigliamento, si vede quotidianamente che ben pochi entrano in simili luoghi con un atteggiamento rispettoso; la maggioranza si veste, d&#8217;estate specialmente, quasi come se dovesse recarsi in spiaggia; parla come se si trovasse in strada o al mercato; molti si portano la musica da ascoltare con l&#8217;Ipod e se ne vanno per i corridoi di un liceo o per le scale di un ufficio pubblico con la stessa disinvoltura con cui si muoverebbero per le stanze di casa loro, ciabattando e urtando le altre persone, magari anche esibendo generose superfici del proprio corpo, cos\u00ec, tanto per seguir la moda.<\/p>\n<p>Che ci siano dei tempi e dei luoghi, oltre che delle modalit\u00e0 precise, per regolarsi in una maniera piuttosto che in un&#8217;altra, nelle varie circostanze della vita; che non tutto si possa fare in qualunque momento e in qualunque luogo; che una mamma che deve allattare il proprio bambino farebbe cosa educata evitando di scoprirsi il seno in piena sala d&#8217;aspetto ferroviaria, anche se nessuna legge esplicitamente lo proibisce, o che un giovane che entra nel cortile della scuola con la moto dovrebbe rallentare e dare la precedenza ai pedoni, anche se non vi sono gli appositi cartelli stradali a ricordarlo: tutto questo sembra ormai dimenticato.<\/p>\n<p>Resta il dubbio fino a che punto le persone siano semplicemente inconsapevoli e maleducate e fino a che punto si nascondano dietro il comodo lasciapassare della spontaneit\u00e0, della spigliatezza, della &quot;modernit\u00e0&quot;. Resta il dubbio fino a che punto ci si trovi in presenza di scarsa maturit\u00e0 e di scarsa consapevolezza e fino a che punto gli esibizionisti, i narcisisti, i malati di protagonismo facciano semplicemente finta di non accorgersi della inopportunit\u00e0 e della cafoneria dei loro comportamenti, per poter occupare sempre maggiori spazi di visibilit\u00e0 e costringere il prossimo a prendere atto che loro ci sono, che si credono belli e interessanti, che hanno il diritto di occupare l&#8217;eterno palcoscenico del mondo, l&#8217;eterna fiera delle vanit\u00e0.<\/p>\n<p>Non lo sapremo mai; non sapremo mai dove finiscano la trasandatezza, l&#8217;esibizionismo, la volgarit\u00e0 e dove incominci una subdola strategia per attirare l&#8217;attenzione su di s\u00e9, in qualunque modo ed a qualunque costo. L&#8217;individualista di massa ha la forza del numero dalla sua: se ostenta, se provoca, se mette gli altri perfino in imbarazzo con i suoi comportamenti, pu\u00f2 sempre respingere qualsiasi critica, dicendo che tutto quel che gli altri devono fare, se non hanno voglia di vederlo, \u00e8 guardare altrove. Facile a dirsi: ma provate a mettervi nei panni, per esempio, dell&#8217;impiegato di un ufficio postale, e a dover trattare con un utente che si presenta al vostro sportello con tre o quattro chiodi infilati sulla lingua, nel naso, sulle labbra, perforandole da parte a parte: non saprete, letteralmente, da che parte guardare. Eppure state bene attenti a lasciarvi sfuggire il pi\u00f9 piccolo segno di disagio, se non vorrete esporvi all&#8217;accusa di essere delle persone retrograde, intolleranti, perfino razziste. Non parliamo poi se quell&#8217;utente si presenta con i pantaloni cos\u00ec bassi da mostrarvi i peli del pube: attenti a dove guardate, se non volete fare la figura del &quot;porco&quot;. E cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Insomma: il sacro e il profano hanno significato in una societ\u00e0 e in una cultura che possiedono il senso del limite, il senso della distinzione, il senso dei valori. Se ci\u00f2 non avviene, allora il sacro e il profano si mescolano in un torbido minestrone dove tutto diventa lecito, tutto diventa giusto e buono, purch\u00e9 si abbia l&#8217;accortezza di invocare il sacrosanto diritto all&#8217;autenticit\u00e0: parola magica, quest&#8217;ultima, che apre tutte le porte, come la formula di Al\u00ec Bab\u00e0. Anche se quei comportamenti sono l&#8217;esatto contrario dell&#8217;autenticit\u00e0, anche se sono nello stile massificato che adottano gli uomini e le donne da nulla, anonimi, insignificanti, e tuttavia smaniosi di riconoscimenti per il loro supposto valore, famelici di notoriet\u00e0, impazienti di strappare sguardi ammirati.<\/p>\n<p>Inversione di valori: quando il falso viene spacciato per vero; il brutto, per bello; il cattivo, per buono. Inversione voluta, programmata, imposta quasi per decreto, con la scusa che nessuno pu\u00f2 ergersi a giudice dei supremi valori e che essi eccedono le capacit\u00e0 umane. Tutto perfettamente logico &#8211; del resto &#8211; in un mondo che ha ucciso Dio, forse per poter meglio infierire sul prossimo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nota cantante italiana, gi\u00e0 finalista al concorso di Miss Italia e frequentatrice di reality televisivi &#8211; prove che ha affrontato senza chiedere sconti per la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-27098","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27098","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27098"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27098\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}