{"id":27079,"date":"2012-12-12T11:39:00","date_gmt":"2012-12-12T11:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/12\/ma-e-proprio-vero-che-solo-il-rinascimento-ha-riscoperto-la-bellezza-della-natura\/"},"modified":"2012-12-12T11:39:00","modified_gmt":"2012-12-12T11:39:00","slug":"ma-e-proprio-vero-che-solo-il-rinascimento-ha-riscoperto-la-bellezza-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/12\/ma-e-proprio-vero-che-solo-il-rinascimento-ha-riscoperto-la-bellezza-della-natura\/","title":{"rendered":"Ma \u00e8 proprio vero che solo il Rinascimento ha \u201criscoperto\u201d la bellezza della natura?"},"content":{"rendered":"<p>La vulgata storiografica oggi dominante tramanda l&#8217;idea che il Medioevo, et\u00e0 &quot;buia&quot; e fanatica quant&#8217;altre mai, non abbia avuto occhi per vedere e ammirare la bellezza della natura; che, in esso, la natura sia stata guardata sempre con sospetto, diffidenza, se non con aperta ostilit\u00e0, in quanto occasione di peccato e, addirittura, come luogo di presenze diaboliche.<\/p>\n<p>Solo nel Rinascimento, secondo tale vulgata, sarebbe avvenuta la riscoperta della bellezza della natura: seguaci, anche in questo, degli antichi greci e romani, gli umanisti avrebbero restituito al mondo quel valore, dando un taglio netto con secoli e secoli di disprezzo e di svalutazione in cui esso sarebbe stato tenuto a causa dell&#8217;oscurantismo di matrice religiosa.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto si continua a ripetere in tutte le sedi possibili, non solo del cinema e della televisione, ma anche e soprattutto della scuola e dell&#8217;universit\u00e0: viene insegnato fin dai banchi delle elementari, ribadito alle medie e alle superiori, ripetuto innumerevoli volte dai professori, fino al punto da diventare un riflesso condizionato, una pseudo-verit\u00e0 di cui nessuno si sogna mai di dubitare, perch\u00e9, per dubitarne, bisognerebbe immaginare o una cospirazione globale, cosa improbabile, o un immenso conformismo intellettuale e una immensa ignoranza collettiva, cosa non meno difficile da prendere in considerazione, e sia pure per alti motivi. E cos\u00ec, il lavaggio del cervello \u00e8 compiuto e ogni ipotesi critica si spegne prima ancora di trovare spazio.<\/p>\n<p>Prendiamo in mano un teso scolastico qualunque ad uso dei licei, per esempio \u00abStoria\u00bb di A. Giardina, G. Sabbatucci, V. Vidotto, (vol. 1, Bari, Laterza, 1994, 2011, pp. 233, 239), teso, peraltro, tutt&#8217;altro che cattivo, anzi, ricco di pregi, primo dei quali la semplicit\u00e0 e la chiarezza espositiva, doti oggi piuttosto rare:<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abLa rivalutazione dell&#8217;attivit\u00e0 umana si accompagn\u00f2 a una nuova visione dell&#8217;universo: il matematico e astronomo\u00a0 tedesco Niccol\u00f2 Cusano (1401-1464), molto legato ad ambienti umanistici italiani elabor\u00f2 una costruzione metafisica e cosmologica che rivoluzion\u00f2 le concezioni medievali. Cusano neg\u00f2 che lo spazio fosse finito e che esistesse un unico centro dell&#8217;universo. Tra l&#8217;infinito (Dio) e il finito non c&#8217;\u00e8 proporzione; Dio sfugge quindi alla conoscenza dell&#8217;uomo, cui non resta altro che riconoscere la propria ignoranza. Si tratta, per\u00f2, di una &quot;dotta ignoranza&quot;, niente affatto passiva e rinunciataria.\u00a0 Riconoscendo i propri limiti, l&#8217;uomo si evolve attraverso\u00a0 un costante processo di approssimazione &quot;che tende all&#8217;infinito mediante la progressiva acquisizione di valori finiti. [&#8230;]<\/p>\n<p>Tramont\u00f2, con la cultura umanistica e con le grandi realizzazioni dell&#8217;arte e della scienza rinascimentali, l&#8217;idea, tipicamente medievale,\u00a0 della natura come regno del peccato, della materia corrotta e opposta alla purezza della realt\u00e0 spirituale. Poche culture, nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, hanno avuto cos\u00ec vivo il culto della bellezza,\u00a0 dell&#8217;armonia, dell&#8217;ordine naturale: la natura fu intesa come una splendida immagine di Dio, che l&#8217;artista ricrea a sua volta. Essa divent\u00f2 oggetto di contemplazione e di studio da parte dell&#8217;artista: la scoperta delle leggi della prospettiva \u00e8 solo la pi\u00f9 evidente delle nuove acquisizioni in campo artistico. Ma l&#8217;interesse per la natura \u00e8 un dato di fondo di tutta l&#8217;attivit\u00e0 intellettuale di questo periodo. Nell&#8217;ambito dell&#8217;architettura la ricerca di un equilibrio tra arte e natura, insieme con la volont\u00e0 di ricreare gli spazi esistenziali dell&#8217;antica Roma, port\u00f2 a una delle pi\u00f9 originali creazioni del Rinascimento, il giardino all&#8217;italiana.\u00bb<\/p>\n<p>Nel primo brano citato, la filosofia di Nicola Cusano sembra contrapporsi alla concezione medievale, il che \u00e8 vero per certi aspetti, ma \u00e8 una verit\u00e0 parziale, perch\u00e9 con altrettanta ragione si potrebbero mettere in risalto gli aspetti di continuit\u00e0 fra il pensiero del filosofo tedesco e quello medievale, specialmente agostiniano. In particolare, il concetto della &quot;dotta ignoranza&quot;, ossia dell&#8217;ignoranza che, tuttavia, non \u00e8 totale, perch\u00e9 in tal caso non si saprebbe nemmeno cosa cercare, ma parziale, perch\u00e9 si possiede almeno un&#8217;idea di quel che si cerca, \u00e8 agostiniano, come Cusano esplicitamente ricorda; e Agostino, a sua volta, lo ha mutuato da Platone, o meglio dal Socrate dei dialoghi platonici (ragionamento che verr\u00e0 ripreso anche da Tommaso Campanella).<\/p>\n<p>Inoltre il pensiero di Cusano trae ispirazione da quello del Pseudo Dionigi l&#8217;Aeropagita e, nel sostenere che Dio \u00e8 al di l\u00e0 del nostro conoscere, sviluppa una teologia negativa che \u00e8 tipica dell&#8217;agostinismo e, dunque, di uno dei grandi filoni del pensiero medievale &#8212; non, \u00e8 vero, di quello aristotelico-tomista. In ogni caso, l&#8217;aspetto propriamente umanistico della concezione di Cusano \u00e8 quello del sapere che tende all&#8217;infinito, mediante la progressiva acquisizione di valori finiti: il che \u00e8, come si vede bene, una contraddizione in termini dal punto di vista logico, perch\u00e9 una quantit\u00e0 anche grandissima di finito non si avvicina di uno zero all&#8217;infinito, ma una contraddizione che bene esprime la contraddizione fondamentale dell&#8217;Umanesimo stesso: quella di rivendicare una autonomia dell&#8217;uomo che non esclude il legame con Dio, mentre poi tale autonomia diviene il punto di partenza per la costruzione di valori puramente immanenti, che rendono Dio una ipotesi non solo incerta, ma soprattutto non necessaria.<\/p>\n<p>Pertanto, sarebbe stato anzitutto opportuno distinguere fra ci\u00f2 che \u00e8 medievale e ci\u00f2 che \u00e8 rinascimentale nel pensiero di Cusano; e, pi\u00f9 ancora, far notare ci\u00f2 che \u00e8 coerente con le premesse speculative e teologiche (l&#8217;uomo non pu\u00f2 conoscere tutto, perch\u00e9 tale conoscenza spetta solo a Dio, e tanto meno pu\u00f2 conoscere Dio razionalmente, perch\u00e9 vi \u00e8 una differenza ontologica insuperabile fra la creatura e il suo Creatore) e ci\u00f2 che non lo \u00e8 (l&#8217;uomo crede di avvicinarsi alla verit\u00e0 accumulando il proprio sapere: ma tale ambizione, valida nell&#8217;ambito della realt\u00e0 naturale, diviene priva di senso nell&#8217;ambito dell&#8217;infinito). Anzi, quest&#8217;ultimo aspetto del pensiero di Cusano, il pi\u00f9 debole concettualmente e il pi\u00f9 caduco, \u00e8 proprio quello che viene sottolineato, presentandolo, implicitamente, come una &quot;conquista&quot; e un &quot;progresso&quot; rispetto alla speculazione medievale; senza, peraltro, evidenziare un&#8217;altra, e pi\u00f9 grave, contraddizione filosofica del nostro. Per Cusano, l&#8217;universo \u00e8 infinito e privo di centro; e questo, va da s\u00e9, viene presentato come un avanzamento rispetto al cosmo chiuso e geocentrico aristotelico-tolemaico, caro anche a Dante e ai filosofi medievali; ma dire che l&#8217;universo \u00e8 infinito significa, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, intendere che l&#8217;universo \u00e8 Dio, e che Dio e la natura sono la stessa cosa, come lo saranno per Spinoza. Solo a Dio, infatti spetta l&#8217;attributo dell&#8217;infinit\u00e0: e porre la natura come infinita equivale a porla come divina.<\/p>\n<p>Il panteismo, dunque, \u00e8 l&#8217;esito necessario dell&#8217;idea dell&#8217;universo infinito; dopo di che, non \u00e8 che una questione di lana caprina mettersi a discettare se l&#8217;uomo possa avvicinarsi di molto o di poco alla comprensione di un tale mistero e se la sua ignoranza sia &quot;dota&quot; oppure no; perch\u00e9, ripetiamo, davanti all&#8217;infinito la mente dell&#8217;uomo, che \u00e8 finita, non \u00e8 in condizione di comprendere nulla, per quanto abbia l&#8217;illusione, accumulando sapere sopra sapere, di aver costruito una piramide di mattoni capace di avvicinarsi, magari anche di poco, alla meta. \u00c8 qui che il pensiero medievale, specie nel filone platonizzante e agostiniano, riconosceva lo scacco dell&#8217;intelligenza e accoglieva la Rivelazione di quella verit\u00e0 che, da solo, non avrebbe potuto raggiungere; ed \u00e8 qui che si pu\u00f2 valutare se il pensiero umanistico-rinascimentale costituisca un progresso o un regresso.<\/p>\n<p>Quello che non si prospetta agli studenti, \u00e8 che un ragionamento deve essere coerente con le premesse. Nella concezione medievale, l&#8217;uomo \u00e8 completo solo nel suo rapporto con Dio, si attua e si realizza solo riconoscendo il suo legame con Dio, e precisamente ammettendo che il senso della sua vita consiste nel conoscere, amare e adorare Dio e uniformarsi gioiosamente alla sua volont\u00e0. Rispetto a tale premessa, la conclusione \u00e8 coerente. Il pensiero umanistico e rinascimentale, invece, parte dall&#8217;assunto che l&#8217;uomo ha in se stesso la propria dignit\u00e0, la propria eccellenza, la propria ragion sufficiente: per\u00f2 non osa recidere il legame con Dio; esso, pertanto, \u00e8 contraddittorio e incoerente, perch\u00e9 Dio, in tale prospettiva, diventa inutile.<\/p>\n<p>E passiamo al discorso sulla bellezza della natura. Si dice che \u00ab\u00e8 tipicamente medievale l&#8217;idea della natura come regno del peccato, della materia corrotta e opposta alla purezza della realt\u00e0 spirituale\u00bb: cosa che \u00e8 tutta da vedere e che, in ogni caso, rappresenta solo un aspetto della sensibilit\u00e0 e della teologia medievali. Un aspetto tendenzialmente ereticale, peraltro: tanto \u00e8 vero che quegli stessi storici che presentano la crociata di Innocenzo III contro gli Albigesi come una crudelt\u00e0 gratuita, si guardano bene dal dire che era appunto il catarismo a sostenere la peccaminosit\u00e0 irredimibile della natura e la sua inconciliabile opposizione con la realt\u00e0 spirituale; e che, pertanto, combattendo contro di esso, la Chiesa cattolica non faceva che difendere l&#8217;idea che la natura, in se stessa, non \u00e8 affatto il regno del male, e che la salvezza dell&#8217;uomo non si realizza fuori e contro la natura, ma dentro e con la natura, resurrezione dei corpi compresa.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che il corpo sia male, che la natura sia male, che essa sia l&#8217;albergo del peccato e del Demonio, non \u00e8 un&#8217;idea tipicamente medievale, se per medievale si intende cattolica, ma tipicamente eretica e catara; ed \u00e8 un&#8217;idea che, se avesse trionfato, come sembrava sul punto di trionfare, in alcune regioni della Francia, al principio del tredicesimo secolo, ci avrebbe consegnato una visione del mondo ancor pi\u00f9 cupa, pessimistica e sessuofobica di quella che caratterizza la pur tetra concezione luterana e calvinista.<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;affermazione che \u00abpoche culture, nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, hanno avuto cos\u00ec vivo il culto della bellezza,\u00a0 dell&#8217;armonia, dell&#8217;ordine naturale\u00bb, come quella umanistica e rinascimentale, essa viene fatta in esplicita contrapposizione alla concezione medievale: ma, di nuovo, la cosa andava provata e non, semplicemente, posta come di per s\u00e9 evidente. Basta aver letto una sola volta &#8211; e poche persone in Italia, anche di cultura modestissima, non l&#8217;hanno mai letto &#8211; il \u00abCantico delle creature\u00bb di Francesco d&#8217;Assisi, per rendersi conto di quanto sia gratuita la pretesa che solo l&#8217;Umanesimo abbia scoperto la bellezza della natura, mentre il Medioevo non l&#8217;avrebbe mai vista o l&#8217;avrebbe perfino negata. Semmai, l&#8217;Umanesimo ha matematizzato la natura (con la prospettiva).<\/p>\n<p>Il punto che andava sottolineato era un altro, e cio\u00e8 che, nell&#8217;Umanesimo, \u00abla natura fu intesa come una splendida immagine di Dio, che l&#8217;artista ricrea a sua volta\u00bb: perch\u00e9 \u00e8 in quella pretesa dell&#8217;uomo di ri-creare la creazione di Dio, che gi\u00e0 si scorge nella descrizione del giardino della &quot;lieta brigata&quot; del \u00abDecameron\u00bb di Boccaccio, e che culmina, come giustamente \u00e8 stato detto, nella realizzazione del &quot;giardino all&#8217;italiana&quot;, si ritrova la contraddizione di fondo, di cui gi\u00e0 abbiamo detto. Perch\u00e9 ri-creare la natura vuol dire voler perfezionare l&#8217;opera di Dio, dunque porsi pi\u00f9 in alto di Dio: avere la pretesa di correggere Dio; ma ci\u00f2 senza dirlo esplicitamente e, anzi, senza averne chiara coscienza, dunque in pieno conflitto con se stessi.<\/p>\n<p>La scissione dell&#8217;uomo moderno parte da qui, dalla sua implicita pretesa di farsi Dio, prendendo su di s\u00e9 la responsabilit\u00e0 della creazione e manipolando le cose in maniera illimitata, come, appunto, potrebbe fare solo un Dio (ch\u00e9 altrimenti non si comprende l&#8217;arbitrio di disporre degli enti come di cosa propria, di cui usufruire incondizionatamente, laddove l&#8217;uomo medievale si sentiva non gi\u00e0 il signore assoluto, ma il semplice usufruttuario dei beni di natura); da qui hanno origine le pratiche pi\u00f9 invasive che, ai nostri giorni, si manifestano nella distruzione degli ambienti naturali, nell&#8217;espianto e nel trapianto di organi, nella manipolazione genetica, nella clonazione.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che l&#8217;uomo moderno nasce con la pretesa della creatura di usurpare il ruolo e gli attributi del Creatore, e che il processo degenerativo nel rapporto fra l&#8217;uomo e la natura, che poi \u00e8 anche il conflitto dell&#8217;uomo con se stesso, parte da qui. Esso trae origine dalle premesse filosofiche di un naturalismo tendenzialmente panteistico, che, di fatto, rompe con la tradizione spirituale e con tutti i valori morali riposanti su di essa, anche se la cosa diverr\u00e0 evidente solo molto pi\u00f9 tardi, davanti agli effetti sempre pi\u00f9 devastanti, in senso ecologico e anche in senso sociale, morale e spirituale, di questa usurpazione delle funzioni divine da parte dell&#8217;uomo. La mera &quot;curiositas&quot;, laica e profana, gi\u00e0 condannata da Dante nell&#8217;episodio di Ulisse, ha preso il posto della &quot;virtus&quot; cristiana.<\/p>\n<p>Questa, ci sembra, \u00e8 la cosa che si dovrebbe far capire agli studenti, ovviamente lasciandoli liberi di trarre un giudizio di valore su tale fenomeno: ma il fenomeno \u00e8 quello, e senza di ci\u00f2 non si possono capire n\u00e9 la Rivoluzione scientifica del XVII secolo, n\u00e9 l&#8217;Illuminismo, n\u00e9 la Rivoluzione industriale, n\u00e9 la storia del XIX e del XX secolo, fino ai nostri giorni. Non si pu\u00f2 capire niente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vulgata storiografica oggi dominante tramanda l&#8217;idea che il Medioevo, et\u00e0 &quot;buia&quot; e fanatica quant&#8217;altre mai, non abbia avuto occhi per vedere e ammirare la bellezza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[117,221],"class_list":["post-27079","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-dio","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27079"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27079\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}