{"id":27076,"date":"2008-03-13T12:27:00","date_gmt":"2008-03-13T12:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/03\/13\/una-medicina-totale-presume-una-concezione-totale-delluomo\/"},"modified":"2008-03-13T12:27:00","modified_gmt":"2008-03-13T12:27:00","slug":"una-medicina-totale-presume-una-concezione-totale-delluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/03\/13\/una-medicina-totale-presume-una-concezione-totale-delluomo\/","title":{"rendered":"Una medicina totale presume una concezione totale dell&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>Possiamo definire la medicina cinese tradizionale come una medicina totale, nel senso che affronta il problema della salute considerando la persona umana come una totalit\u00e0 e non come una sommatoria di organi pi\u00f9 o meno indipendenti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Essa \u00e8, pertanto, una medicina olistica per eccellenza, nel senso che non accetta una visione riduzionistica dell&#8217;essere umano, una visione che lo impoverisce e lo degrada al livello di meccanismo le cui singole parti possano venire mantenute in efficienza, senza badare all&#8217;armonia e al benessere dell&#8217;intero organismo.<\/p>\n<p>\u00c8 medicina totale, inoltre, perch\u00e9 non si limita all&#8217;approccio terapeutico, inteso come tecnica curativa materiale, ma si pone di fronte alla complessit\u00e0 dell&#8217;intera persona, alla sua unit\u00e0 di corpo, mente e spirito, all&#8217;armonia profonda che lega tali sue diverse componenti e alla necessit\u00e0 di conservare o ristabilire l&#8217;equilibrio fra esse.<\/p>\n<p>La medicina tradizionale cinese ha accumulato le proprie conoscenze nel corso di secoli e millenni e le sue radici sono svariate, ma il tronco principale da cui si \u00e8 sviluppata \u00e8 certamente il taoismo, che, prima di divenire una religione (come, del resto, il buddhismo), era una filosofia e aveva elaborato una concezione complessiva dell&#8217;essere umano e del suo rapporto con il Cielo e con la Terra, nonch\u00e9 dei mille fili che lo legano ad ogni cosa esistente nell&#8217;universo, dalle stelle (astrologia) al filo d&#8217;erba (propriet\u00e0 officinali delle piante).<\/p>\n<p>Come si legge nel pi\u00f9 importante testo della tradizione taoista, il <em>Tao Te Ching<\/em>, o <em>Il libro del principio e della sua azione<\/em> (versione a cura di Julius Evola, Roma, Edizioni Mediterranee, 1972, pp. 53-71, <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p><em>&quot;1. Il Tao che si pu\u00f2 nominare<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 il Tao eterno<\/em><\/p>\n<p><em>Il Nome che si pu\u00f2 pronunciare<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 il Nome eterno<\/em><\/p>\n<p><em>(Come il) Senza nome esso \u00e8 il principio di Cielo-e-Terra<\/em><\/p>\n<p><em>Col Nome (ossia: determinato come Cielo e Terra) \u00e8 l&#8217;origine dell&#8217;infinit\u00e0 degli esseri particolari. Cos\u00ec: chi \u00e8 distaccato<\/em><\/p>\n<p><em>percepisce l&#8217;Essenza Misteriosa.<\/em><\/p>\n<p><em>Di chi \u00e8 offuscato dal desiderio<\/em><\/p>\n<p><em>Lo sguardo \u00e8 arrestato dal limite (vede solo le apparenze fenomeniche del Principio).<\/em><\/p>\n<p><em>Ora dei due (il Nominabile e il Non-Nominabile, l&#8217;essere e il non-essere)<\/em><\/p>\n<p><em>Una l&#8217;essenza, diversa solo la denominazione<\/em><\/p>\n<p><em>Mistero \u00e8 la loro identit\u00e0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 l&#8217;insondabile fondo<\/em><\/p>\n<p><em>Di l\u00e0 dalla soglia dell&#8217;ultimo arcano.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;2. Per tutti sotto questo cielo, concepito il bello<\/em><\/p>\n<p><em>Nasce (come correlativo) il brutto<\/em><\/p>\n<p><em>Fissato il bene<\/em><\/p>\n<p><em>Prende forma il non-bene.<\/em><\/p>\n<p><em>Del pari: essere e non-essere si intercondizionano<\/em><\/p>\n<p><em>Possibile e impossibile sono differenziazioni complementari<\/em><\/p>\n<p><em>Grande e piccolo si caratterizzano a vicenda<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;alto si capovolge nel basso<\/em><\/p>\n<p><em>Suono articolato e rumore s&#8217;integrano<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPrima\u00bb e \u00abpoi\u00bb (oppure: \u00abavanti\u00bb e \u00abindietro\u00bb si susseguono a circolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec l&#8217;Uomo Reale<\/em><\/p>\n<p><em>Permane nel non-agire<\/em><\/p>\n<p><em>Insegna senza parlare<\/em><\/p>\n<p><em>Dirige senza toccare (senza comandare)<\/em><\/p>\n<p><em>Forma (fa divenire, conduce a sviluppo) senza appropriarsi<\/em><\/p>\n<p><em>Compie senza fare (senza richiamare l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che fa) (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;3. Potenziando oltre il segno<\/em><\/p>\n<p><em>Si provoca (per reazione) la lotta<\/em><\/p>\n<p><em>Dando risalto a ci\u00f2 che \u00e8 raro avere<\/em><\/p>\n<p><em>Si suscita desiderio colpevole di appropriazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Si veli ci\u00f2 che, nelle cose, attira<\/em><\/p>\n<p><em>E l&#8217;animo rester\u00e0 calmo.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec: l&#8217;Uomo Reale in veste di capo<\/em><\/p>\n<p><em>Va senza preferenze e appetiti (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(&#8230;) 7. L&#8217;Universale \u00e8 eterno<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 eterno<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 non vive per s\u00e9 stesso.<\/em><\/p>\n<p><em>Perci\u00f2: l&#8217;Uomo Reale indietreggiando avanza<\/em><\/p>\n<p><em>Restando fuori \u00e8 sempre presente<\/em><\/p>\n<p><em>Col non fare di s\u00e9 il centro<\/em><\/p>\n<p><em>Raggiunge la perfezione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(&#8230;) 9. Mantenere quando si sia riempito sino all&#8217;orlo<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 possibile<\/em><\/p>\n<p><em>Conservare una lama estremamente affilata<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 possibile.<\/em><\/p>\n<p><em>Non si pu\u00f2, ad un tempo,<\/em><\/p>\n<p><em>Possedere e conservare.<\/em><\/p>\n<p><em>Beni e potere uniti ad orgoglio<\/em><\/p>\n<p><em>Preparano da s\u00e9 la rovina<\/em><\/p>\n<p><em>Agire e ritirarsi (passare nell&#8217;ombra)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 la via del Cielo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;10. Conservando l&#8217;Uno a che spirito e corpo si congiungano<\/em><\/p>\n<p><em>E pi\u00f9 non si separino<\/em><\/p>\n<p><em>Far circolare (nel corpo) il soffio fresco e sottile<\/em><\/p>\n<p><em>Generando l&#8217;embrione.<\/em><\/p>\n<p><em>Pulire lo specchio segreto escludendo ogni pensiero complicato<\/em><\/p>\n<p><em>A che la mente non ti logori.<\/em><\/p>\n<p><em>Nei rapporti con gli altri e reggendo lo Stato<\/em><\/p>\n<p><em>Seguire il non-agire.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;instabilit\u00e0 (mutevolezza) della sorte (l&#8217;aprirsi e chiudersi della Porta del Cielo)<\/em><\/p>\n<p><em>Valga a sviluppare la ricettivit\u00e0 dell&#8217;anima (= la virt\u00f9 del femminile)<\/em><\/p>\n<p><em>Con la visione essenziale che abbraccia ogni aspetto (le \u00abquattro dimensioni\u00bb)<\/em><\/p>\n<p><em>Eliminare il sapere (discorsivo) (=sembrare ignorante).<\/em><\/p>\n<p><em>Per raggiungere lo sviluppo:<\/em><\/p>\n<p><em>Creare senza possedere<\/em><\/p>\n<p><em>Agire senza appropriarsi<\/em><\/p>\n<p><em>Elevarsi senza forzare.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 la Via.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Dunque la medicina tradizionale cinese, ispirata alle profonde sorgenti del pensiero taoista, \u00e8 un vero e proprio sistema, nel quale trovano posto sia l&#8217;idea dell&#8217;uomo, sia l&#8217;idea del mondo di cui essa fa parte. E questa \u00e8 la base.<\/p>\n<p>Nella medicina occidentale moderna le cose stanno altrimenti. Essa non ritiene necessario, per realizzare i suoi fini, elaborare una propria concezione dell&#8217;uomo e del mondo; o, se lo fa, si accontenta di una visione rozzamente materialistica e utilitaristica. In altri termini, le basta sapere, dell&#8217;uomo e del mondo, quanto ritiene possa servire nell&#8217;ambito ristretto della cura delle singole patologie; non si interessa n\u00e9 si preoccupa di fondare tali terapie su di una visione filosofica generale dell&#8217;uomo e del mondo.<\/p>\n<p>Meccanicistica per scelta, riduzionistica per convinzione, la medicina occidentale moderna non va molto al di l\u00e0 di una scienza meramente descrittiva degli organi del corpo umano (morfologia e fisiologia) e di una serie di <em>tecniche<\/em>, pi\u00f9 o meno invasive (come la chirurgia), pi\u00f9 o meno basate su farmaci di sintesi, atte ad agire sulla parte malata, ad eliminare i sintomi patologici e a ristabilire un buon funzionamento dell&#8217;insieme, senza peraltro curarsi n\u00e9 delle cause profonde del processo degenerativo, n\u00e9 del contesto psico-fisico generale in cui si \u00e8 manifestato.<\/p>\n<p>La medicina cinese, rifacendosi alle acquisizioni filosofiche del taoismo e specialmente alla polarit\u00e0 dei due princip\u00ee universali, lo Yin (positivo, luminoso, maschile, secco, attivo) e lo Yang (negativo, oscuro, femminile, umido e passivo), innesta su questa solida base concettuale le proprie tecniche, non come qualcosa di puramente strumentale, ma come applicazioni logiche e perfettamente coerenti dei propri princip\u00ee generali. Cos\u00ec, mediante tali tecniche &#8211; che vanno dall&#8217;agopuntura (ormai ben nota e utilizzata anche nell&#8217;ambito della medicina occidentale, ma avulsa dal suo contesto; cos\u00ec come lo sono certe tecniche yoga), al controllo dei ritmi organici attraverso i &#8216;polsi&#8217; -, vediamo che le azioni di profilassi e le svariate terapie discendono logicamente da una ben precisa visione dell&#8217;essere umano e del posto da esso occupato nel contesto dell&#8217;armonia cosmica.<\/p>\n<p>Nella medicina tradizionale cinese, dunque, non trova applicazione la famosa frase di Deng Xiao Ping (ci si passi questa incursione nel terreno dell&#8217;ideologia politica cinese moderna), pronunciata negli anni Sessanta e, poi, duramente criticata all&#8217;epoca della Rivoluzione culturale, per il suo contenuto &#8216;revisionista&#8217;: <em>&quot;Non importa che il gatto sia bianco o nero, purch\u00e9 acchiappi i topi&quot;<\/em> (riportata in Mao Tse Tung, <em>Opere. Teoria della rivoluzione e costruzione del socialismo<\/em>, Roma, Newton Compton Editori, 1977, p. 766).<\/p>\n<p>Nella medicina cinese, al contrario, \u00e8 di somma importanza sapere se il gatto sia bianco o nero, ossia se i mezzi di cui ci si serve siano idonei non a conseguire quel <em>risultato<\/em>, ma ad agire in profondit\u00e0 su quel tale individuo sofferente, ristabilendo una condizione di equilibrio cosmico che si \u00e8 incrinata, e non certo per ragioni casuali.<\/p>\n<p>Si tenga per\u00f2 presente che, nell&#8217;ottica taoista, la salute \u00e8 un bene prezioso che va gelosamente custodito mediante uno stile di vita sobrio, naturale e salutistico, che va dalla pratica quotidiana di una ginnastica del corpo e della mente, come il <em>Tai chi chuan<\/em>, all&#8217;abitudine a una respirazione corretta e profonda, all&#8217;alimentazione. Pertanto la medicina \u00e8 l&#8217;<em>extrema ratio<\/em> cui si ricorre per ristabilire il bene perduto della salute, non un sostituto di stili di vita idonei. Si tratta, quindi, di una concezione preventiva della medicina; la quale, ad ogni modo, deve uniformarsi a quella regola aurea della medicina occidentale medievale (e, precisamente, della Scuola salernitana) che si esprime nell&#8217;affermazione: <em>Primum, non nocere<\/em>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che i medici taoisti avevano ben presente, centinaia e migliaia di anni fa, una semplice verit\u00e0 che \u00e8 ancor oggi sotto i nostri occhi, ma che noi non vogliamo nemmeno vedere: la paurosa diffusione delle malattie iatrogene, ossia delle patologie provocate dall&#8217;azione stessa dei medici e delle strutture sanitarie.<\/p>\n<p>Apriamo una breve parentesi, citandole parole di Jeremy Rifkin in proposito (dal suo celebre libro <em>Entropia. Una nuova concezione del mondo<\/em>; traduzione italiana Bruno Visentin, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1982, p. 193):<\/p>\n<p><em>&quot;La medicina moderna, al pari di qualsiasi altra attivit\u00e0 della societ\u00e0 contemporanea, prende lo spunto dalla concezione newtoniana del mondo. Questo modo meccanicistico di vedere la medicina ha dominato la professione medica negli ultimi duecento anni. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Vi sono buone probabilit\u00e0 che la maggior parte di noi non abbia mai sentito la parola iatrogeno, ma tutti i medici la conoscono. Se si prova a menzionare questa breve parola di nove lettere di fronte a un medico, \u00e8 probabile che la reazione sia un senso di difesa istintivo con una punta di smarrimento. Le malattie iatrogene sono quelle malattie che vengono provocate proprio dai medici, dagli ospedali, dai farmaci o dalle attrezzature che vengono usate per curare i pazienti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il fatto \u00e8 che un sollievo temporaneo nello stato di salute dopo un trattamento medico \u00e8 spesso accompagnato, a lungo termine, da un problema di salute ancora pi\u00f9 grave per il paziente. Una spiegazione parziale sta nel fatto che \u00abuna percentuale compresa tra il 75 e l&#8217;80% di tutti i pazienti che ricorrono all&#8217;intervento di un medico si trovano in condizioni che si risolveranno comunque o che non possono trovare rimedio, anche con l&#8217;uso del pi\u00f9 potente farmaco conosciuto\u00bb (Dixon,<\/em> Beyond the Magic Bullet<em>, New York, 1978, p. 226). Eppure, i medici eseguono operazioni e prescrivono farmaci di diverso tipo che creano ai pazienti problemi maggiori di quelli che li hanno indotti inizialmente a chiedere l&#8217;intervento medico. Ad esempio ,quasi tutti ci rendiamo conto che quanto di positivo (diminuzione di entropia) riceviamo da una radiografia con raggi X, spesso viene pi\u00f9 che compensato dal danno a lungo termine provocato dall&#8217;esposizione alle radiazioni (aumento di entropia).&quot;<\/em><\/p>\n<p>Questo concetto, di stabilire un ragionevole rapporto costi-benefici in termini di entropia, \u00e8 insito nell&#8217;orizzonte speculativo entro il quale si inscrive la medicina tradizionale cinese. I salernitani raccomandavano ai medici: <em>non nocere<\/em>; Jeremy Rifkin ci ricorda, giustamente, che la medicina, come ogni altra attivit\u00e0 umana, deve fare in modo di non aumentare l&#8217;entropia, ma, per quanto possibile, di diminuirla &#8211; nel corpo umano, cos\u00ec come nell&#8217;ambiente circostante -; il taoismo proclamava la regola d&#8217;oro: <em>Wu wei<\/em>, &quot;non agire&quot;. Ossia: non agire affrettatamente, affannosamente, irragionevolmente: lascia piuttosto fare alla natura.<\/p>\n<p>\u00c8 la natura la nostra prima medicina, ossia &#8211; come sostengono anche i naturopati &#8211; l&#8217;organismo umano, cos\u00ec come quello degli animali, tende naturalmente ad uno stato di salute (cfr. il nostro recente articolo <em>La medicina del buon senso e la medicina della follia<\/em>, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Per chi volesse accostarsi al meraviglioso mondo dell&#8217;antica medicina cinese &#8211; diciamo antica, ma, in realt\u00e0, cos\u00ec come quella indiana, essa \u00e8 oggi ben viva e vegeta, dato che in quel contesto culturale non vi \u00e8 stata la frattura traumatica della cosiddetta Rivoluzione scientifica, di cui noi occidentali andiamo tanto fieri -, consigliamo la lettura di una eccellente monografia degli anni Settanta del secolo scorso.<\/p>\n<p>Si tratta del libro di Jacques Andr\u00e9 Lavier <em>Medicina cinese, medicina totale<\/em> (titolo originale: <em>M\u00e9decine chinoise m\u00e9decine totale<\/em>, Paris, Editions Grasset &amp; Fasquelle; traduzione italiana di Fiorella Pasini, Milano, SugarCo Edizioni, 1974, e Milano, Garzanti, 1976: a quest&#8217;ultima edizione facciamo riferimento).<\/p>\n<p>Un libro chiaro, preciso, sicuro; che, in una veste apparentemente dimessa, introduce il lettore occidentale all&#8217;universo, per noi misterioso, della medicina tradizionale cinese, senza inutili tecnicismi e andando dritto al sodo. Un libro come se ne scrivono pochi, oggi, mentre allora era un modo assai diffuso di fare informazione: con poco fumo e molto arrosto. \u00c8 pur vero che l&#8217;autore \u00e8 francese; e la Francia, proprio in quegli anni, grazie all&#8217;opera pionieristica di Max Benjamin, procedeva all&#8217;avanguardia di quella &quot;rivoluzione copernicana&quot; della medicina occidentale, che \u00e8 consistita nella fondazione (o, meglio, nella rifondazione) della omeopatia.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Lavier, nel primo capitolo del suo lavoro, delineando la concezione globale dell&#8217;uomo e del suo rapporto con il Tutto, nella prospettiva della medicina cinese (<em>Op. cit.<\/em>, pp. 12-20):<\/p>\n<p><em>&quot;Se non avesse i piedi sul Suolo e la testa rivolta verso il Cielo, l&#8217;uomo non potrebbe ricevere alcuna definizione valida, e non \u00e8 il riso, come alcuni hanno preteso, che gli \u00e8 specifico, perch\u00e9 ognuno sa bene che numerosi animali sanno ridere, ma piuttosto la<\/em> verticalit\u00e0. <em>In una prima definizione, l&#8217;uomo tra Cielo e Suolo della Tradizione \u00e8 dunque innanzitutto dotato di una struttura verticale.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quest&#8217;uomo verticale (<\/em>Jen<em>) osservando dunque il suo ambiente naturale ne trarr\u00e0 conclusioni essenziali circa la propria situazione: guardando il Suolo (<\/em>Ti<em>), abbassandosi per tastarlo, constata che questo \u00e8 solido, concreto, materiale, misurabile, dunque finito, cio\u00e8 dotato di limiti. Ne far\u00e0 il simbolo della sostanza (<\/em>Hsing<em>:<\/em> substat<em>,ci\u00f2 che \u00e8 al di sotto), e per estensione della quantit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Poi, guardando sopra lui, nella direzione opposta a quella del Suolo, trova il Cielo (<\/em>T&#8217;ien<em>), le cui caratteristiche, nel quadro dell&#8217;osservazione precedente, gli sembrano perfettamente inverse. Infatti, cercando di prenderlo con le mani, si rende conto di non afferrare niente, che questo ambiente non \u00e8 solido e materiale, ma al contrario impalpabile e sottile, che non gli si pu\u00f2 applicare la misura a causa dell&#8217;assenza di punti di riferimento fisi, e che, quindi, non gli si possono attribuire limiti: il Cielo sar\u00e0 il simbolo dell&#8217;essenza (<\/em>Tching<em>) in opposizione alla sostanza, della qualit\u00e0 in rapporto alla quantit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma si tratta solo di una prima presa di contatto, e a queste nozioni di<\/em> consistenza <em>si sovrapporranno delle corrispondenze di ordine<\/em> dinamico<em>, perch\u00e9 se il Suolo, per il fatto di servire da punto d&#8217;appoggio all&#8217;osservatore \u00e8 di per s\u00e9 immobile e stabile, il Cielo contrariamente, appare perpetuamente mobile, le nuvole vi viaggiano, delle luminarie vi si spostano in una ronda incessante. Nei confronti del Cielo mobile, il Sole \u00e8 inerte. Inoltre, poich\u00e9 calore e luce vengono dal Cielo, questo pare comportarsi come una sorta di emittente attivo e il Suole, per contrasto, come un ricevitore, per via della sua passivit\u00e0, Ciascuno di questi due termini diviene dunque assolutamente necessario all&#8217;altro, e non si giustifica se non attraverso l&#8217;esistenza dell&#8217;altro, perch\u00e9 quale sarebbe l&#8217;utilit\u00e0 di un emittente senza un ricevitore, e viceversa? Alla<\/em> opposizione <em>dei due ambienti si aggiunge dunque la<\/em> complementariet\u00e0<em>, che si unisce inoltre a una<\/em> gerarchia, <em>in cui quello che d\u00e0 \u00e8 in alto, quello che riceve \u00e8 in basso; in una certa misura, si pu\u00f2 quindi concepire il Cielo come nobile e, in opposizione, il Suolo come volgare.<\/em><\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 vive tra questi due ambienti e partecipa di essi, tra le sue diverse funzioni, l&#8217;uomo ne possiede alcune che sono in accordo con il Cielo, e altre legate al Suolo, sul piano simbolico, s&#8217;intende. In altri termini, e per prendere esempi precisi di ordini fisiologico, il pensiero o il dolore, che non possono in alcun modo essere quantificati da una misurazione, dipendono dall&#8217;essenza e sono in rapporto con il Cielo, mentre gli organi delimitati che sono incaricati del nutrimenti e della escrezione, ben quantificabili, sono evidentemente in rapporto con il Suolo. Si constata come in questi esempi si sovrapponga la nozione di gerarchia, menzionata pi\u00f9 sopra, perch\u00e9 \u00e8 incontestabile che il pensiero \u00e8 l&#8217;espressione di una funzione certamente pi\u00f9 nobile di quelle, pure altrettanto necessarie, che assicurano il trattamento degli alimenti e il rifiuto dei residui del metabolismo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Grazie a questo si pu\u00f2, per un verso, spiegare la verticalit\u00e0 dell&#8217;uomo, che non \u00e8 soltanto effettiva, ma anche e soprattutto simbolica, grazie a questa<\/em> qualificazione <em>dei diversi piani della fisiologia , ed \u00e8 qui che si presenta una spiegazione della costituzione dell&#8217;organismo che, per quanto ne sappiamo, la scienza moderna non ha mai tentato. Eppure, questa \u00e8 la questione primordiale che dovrebbe porsi colui che, come il medico, cerca con tutti i mezzi possibili (tranne questo, appunto) di comprendere e di spiegare i fenomeni della fisiologia, i cui incidenti costituiscono la patologia.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ci\u00f2 che \u00e8 nobile \u00e8 prezioso, ed \u00e8 per questa ragione che quanto nell&#8217;uomo \u00e8 in alto, il cervello, \u00e8 solidamente protetto da quella vera e propria cassaforte che \u00e8 la scatola cranica. Al contrario, gli organi inferiori sono relativamente abbastanza volgari, perch\u00e9 non venga accordata loro una tale protezione: la parete muscolare dell&#8217;addome \u00e8 ampiamente sufficiente ad assicurarla. Tra la regione &#8216;celeste&#8217; del cranio e la regione &#8216;terrestre&#8217; addominale, una zona intermedia, in un certo modo a mezza strada tra Cielo e Suolo, il torace, contiene i polmoni e il cuore. Questo organi sono meno nobili dell&#8217;encefalo; ci \u00e8 sufficiente come prova l&#8217;assenza di riproduzione nella cellula nervosa (la riproduzione \u00e8 una funzione volgare e d&#8217;ordine inferiore), ma al tempo stesso meno volgari degli organi addominali che trattano gli elementi materiali, perch\u00e9 sangue e aria, bench\u00e9 &#8216;materiali&#8217; (Suolo) sono materiali nobili (Cielo) ed \u00e8 per questo che al torace viene conferita una protezione relativa, sotto forma di cassa toracica: le costole proteggono, ma sono separate da intervalli dove ogni protezione scompare. \u00c8 una via di mezzo tra la cassaforte del cranio e l&#8217;involucro addominale.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Oltre a queste incidenze sulla sua organizzazione anatomo-fisiologica, l&#8217;inserimento dell&#8217;uomo ra il Cielo e il Suolo determina in lui un comportamento specifico legato alle caratteristiche funzionali di emissione e di ricezione di questi ambienti. Questo comportamento \u00e8 la conseguenza della divisione della umanit\u00e0 in due<\/em> categorie sessuate<em>, a seconda che gli individui siano pi\u00f9 strettamente in contatto con l&#8217;uno o con l&#8217;altro dei due ambienti, senza, tuttavia, perdere il rapporto con questo ultimo. L&#8217;individuo maschile \u00e8 emittente ed esteriorizzato, sia per i suoi organi genitali prominenti e la sua funzione di fecondatore, che per la sua tendenza profonda a lavorare fuori di casa, e utilizzandola propria forza muscolare; perfettamente all&#8217;opposto, l&#8217;individuo femminile \u00e8 interiorizzato, da un lato a causa dei suoi organi genitali interni e riceventi, dall&#8217;altro per la sua vocazione a restare in casa senza spendere energia muscolare.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Legato, come abbiamo precisato, al Cielo e al Suolo alo stesso tempo, ogni essere umano ha dunque un&#8217;affinit\u00e0 particolare e specifica con uno o con l&#8217;altro di questi due termini; da ci\u00f2 deriva la differenziazione dei sessi; ma soprattutto non bisogna vedere in questo una ragione per giustificare un&#8217;ipotetica lotta concorrenziale dei sessi, perch\u00e9, come Cielo e Suolo, bench\u00e9 opposti, non potrebbero esistere l&#8217;uno senza l&#8217;altro, essendo al contrario l&#8217;uno per mezzo dell&#8217;altro, l&#8217;opposizione dei due ambienti determina<\/em> immediatamente <em>la complementariet\u00e0, come abbiamo spiegato prima. Quindi, piuttosto che ricercare un&#8217;illusoria uguaglianza dei sessi, ci\u00f2 che \u00e8 puramente e semplicemente impossibile, \u00e8 meglio insistere, al contrario, sulle differenze fondamentali che li distinguono e sviluppare queste, che sono giustamente le sole basi possibili, di una necessaria complementariet\u00e0. Cos\u00ec, la copia non deve in alcun modo venir concepita sotto l&#8217;aspetto di una coesistenza pi\u00f9 o meno tollerabile e tollerata di due ereditari nemici, ma piuttosto come un&#8217;autentica associazione, si potrebbe dire un&#8217;<\/em>\u00e9quipe<em>, in seno alla quale ciascuno apporta ci\u00f2 che manca all&#8217;altro, nella misura in cui la &#8216;polarizzazione&#8217; sessuale \u00e8 sufficientemente sviluppata nel contesto definito in precedenza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma questa \u00e8 solo una parte dei molteplici aspetti del rapporto dell&#8217;uomo con il Cielo e con il Suolo, dal punto di vista simbolico: modo qualitativo o quantitativo delle funzioni il cui insieme forma la fisiologia, differenziazione degli individui in emittente maschile e ricevitore femminile, in realt\u00e0 si riferiscono soltanto a un uomo del tutto teorico, il quale, d&#8217;altra parte, esiste nel tempo e nello spazio. In questo quadro, a causa del suo carattere di universalit\u00e0, il simbolismo del Cielo e del Suolo interverr\u00e0 ancora, a atto, tuttavia, che siamo ben definiti tempo e spazio, che sono in realt\u00e0 tutt&#8217;altra cosa di quanto i fisici confondono sotto il termine generale di &#8216;parametri&#8217; e mescolano in formule matematiche come se si trattasse di termini della stessa natura, il che significa pretendere di trovare l&#8217;et\u00e0 del capitano combinando matematicamente l&#8217;altezza del mastro della nave e il numero dei membri dell&#8217;equipaggio!<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per comprendere bene ci\u00f2 che affermiamo, procediamo a una esperienza elementare: seduti davanti a un tavolo, prendiamo una riga e stabiliamo che sar\u00e0 un campione di misura. Basta dunque porre questa riga sul bordo del suddetto tavolo per sapere che la sua lunghezza \u00e8 uguale a un certo numero (intero o frazionario, poco importa) di lunghezze della riga. Applichiamo cos\u00ec il principio classico della misura delle lunghezze grazie al paragone dell&#8217;oggetto da misurare con un campione. Ugualmente si valuteranno pesi, volumi, ecc. Avendo compreso questo principio evidente, che ogni<\/em> misura <em>implica la coesistenza di due valori da confrontare, lo si pu\u00f2 ora mettere in rapporto con il tempo? \u00c8 possibile, ad esempio, sovrapporre un&#8217;ora a un&#8217;altra, un anno a un altro, per dimostrare la loro uguaglianza? \u00c8 immediatamente comprensibile l&#8217; aberrazione di un tale processo, dato che le frazioni di tempo si succedono, senza mai coesistere in alcun modo. Cos\u00ec lo spazio, sede delle coesistenze, \u00e8 dell&#8217;ordine del Suolo poich\u00e9 vi si pu\u00f2 applicare la nozione di quantit\u00e0 (misura), mentre il tempo, campo della stretta successone, oltre qualsiasi tentativo di misura, corrisponde al Cielo e alla qualit\u00e0. Le cosiddette misure del tempo dei fisici in realt\u00e0 non sono altro che convenzioni, non prive di un certo pericolo, d&#8217;altra parte, dato che si vuole cercare di quantificare ci\u00f2 che non pu\u00f2 esserlo in alcun modo, perch\u00e9 il tempo \u00e8 una &#8216;dimensione&#8217;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La Tradizione non si \u00e8 sbagliata, nel rappresentare il tempo con un cerchio e lo spazio con un quadrato o con i simboli del compasso e della squadra (che permettono rispettivamente di tracciare il circolo e gli angoli retti, quindi il quadrato), e il famoso problema della quadratura del cerchio si rivela senza alcuna soluzione, per la semplice ragione che \u00e8 altrettanto impensabile trasformare un cerchio in un quadrato di uguale superficie che trasformare il tempo in spazio.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nei suoi rapporti permanenti con il Cielo e il Suolo, l&#8217;uomo vive dunque ij due mondi allo stesso tempo (e non in due parametri) tanto diversi quanto complementari, il tempo e lo spazio: per la sua natura spaziale \u00e8 una struttura, che sappiamo verticale, e in cui coesistono un certo numero d&#8217;organi; mentre l&#8217;uomo temporale nel corso dei giorni, degli anni, della vita, passa per una serie di tappe successive. Sapendo che il Suolo dipende dal Cielo, \u00e8 facile capire che la struttura fisiologica si modifica in funzione del tempo, mentre i punti di riferimento temporali percorsi dall&#8217;uomo non dipendono affatto dalla sua fisiologia.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Un altro aspetto della dipendenza dell&#8217;uomo in rapporto al Cielo e al Suolo \u00e8 il suo modo di vivere secondo due stili distinti e opposti: il modo sedentario e il modo nomade.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il sedentario tende a fissarsi in un punto preciso del territorio e, fatto questo, non se ne muove pi\u00f9. Vi costruisce la sua casa in materiali duri, delimita il campo che coltiver\u00e0, e casa e campo sono conformi a una pianta quadrata, o almeno a una pianta stabilita in base all&#8217;angolo retto. Divenuto coltivatore, quest&#8217;uomo stabilizzato \u00e8 evidentemente pi\u00f9 vicino al Suolo che al Cielo e proprio per questo si interesser\u00e0 ad arti i cui componenti coesistono: architettura, pittura, scultura, eccetera. Per le sue attivit\u00e0 agricole, nella sua alimentazione predominano i vegetali, ed \u00e8 lui che, in particolare, procede alla cottura dei cereali (pane). Il Cielo gli appare misterioso, poich\u00e9 \u00e8 lontano, e il sole, agente qualitativo di crescita e maturazione dei vegetali, sar\u00e0 per lui l&#8217;emblema dell&#8217;unico Dio: il sedentario \u00e8 monoteista per natura. Ma \u00e8 curioso notare come, per una sorta di reazione, questo sedentario immobilizzato nello spazio abbia per unico punto di riferimento il sole, astro essenzialmente mobile, sul quale egli fonda non solo la propria religione, ma anche il proprio calendario.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il nomade, come gi\u00e0 sospettavamo, ha un comportamento perfettamente contrario: estremamente mobile nello spazio, poich\u00e9 si sposta senza sosta, avr\u00e0 per rifugio una tenda circolare perpetuamente smontata e rimontata. Poich\u00e9 vive cos\u00ec, lontano dal Suolo, e dunque pi\u00f9 vicino al Cielo, le sue arti saranno composte di elementi che si succedono nel tempo: danza, poesia, eccetera. Vista la sua attivit\u00e0 di pastore, la sua alimentazione \u00e8 fatta soprattutto di carne, e, poich\u00e9 durante la notte deve vegliare il suo gregge, osserva il cielo notturno e scopre la luna, le costellazioni e lo zodiaco: il suo calendario non sar\u00e0 solare come quello del sedentario, ma lunare. Per le stesse ragioni, avr\u00e0 tendenza al politeismo, distinguendo tanti dei quante stelle vede nel cielo. Per lui che si sposta, l&#8217;indice principale sar\u00e0 il punto fisso della stella Polare, il nord, contrariamente a quanto far\u00e0 il sedentario, che individua il sole a mezzogiorno, nel sud, per regolare il suo gnomone.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;uomo pensa, e cerca sempre di registrare i propri pensieri allo scopo di conservarli e di trasmetterli; da questo sorge l&#8217;invenzione della scrittura. Orbene, esistono due modi di scrivere, e ciascuno appartiene, \u00e8 evidente, allo stile sedentario o nomade. Il sedentario includer\u00e0 nella sua scrittura tutti gli elementi allo sesso tempo (coesistenza) creando cos\u00ec il pittogramma, l&#8217;ideogramma, il geroglifico; mentre il nomade scriver\u00e0 in successione, inventando gli alfabeti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Mentre in origine gli uomini erano effettivamente ripartiti secondo questi modi di vivere, attualmente essi sono strettamente interconnessi, a tal punto che si pu\u00f2 vedere in ogni essere umano un sedentario e un nomade allo stesso tempo. Chi non viaggia, pur avendo un domicilio fisso? Chi, sinceramente monoteista, non invoca tuttavia questo o quest&#8217;altro santo? Chi pu\u00f2 scrivere un libro didattico senza includervi qualche schema? Anche nelle pi\u00f9 remote lontananze della storia degli uomini, il sedentario \u00e8 costretto a spostarsi, non fosse altro che per recarsi nei campi, e, da parte sua, il nomade deve, prima o poi, fare una sosta e piantare le tenda. Basta a confermare ci\u00f2 che affermavamo pi\u00f9 innanzi, cio\u00e8 che l&#8217;uomo, posto tra Cielo e Suolo, partecipa di questi due mondi da vicino, e, bench\u00e9 in proporzioni variabili, obbligatoriamente di tutti e due: nessuno \u00e8 autorizzato a fare appello a uno solo, perch\u00e9 ci\u00f2 equivarrebbe a perdere la qualit\u00e0 di uomo.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Al lettore non sar\u00e0 sfuggito il fato che i concetti fondamentali della visione antropologica che sta alla base della medicina cinese, pur essendo assai lontani da quelli che fondano la scienza newtoniana e, quindi, anche la medicina occidentale moderna, presentano tuttavia frequenti analogie con i concetti fondamentali dell&#8217;alchimia occidentale e, in generale, del sapere iniziatico. Ci\u00f2 si spiega ammettendo che, secondo i cultori della Tradizione primordiale, il sapere esoterico \u00e8, in origine, unico (e di provenienza superiore all&#8217;umana), e solo in un secondo momento si differenzia, storicamente, nei diversi ambiti culturali e religiosi; non tanto, per\u00f2, che non se ne possa intravedere la comune origine.<\/p>\n<p>Una ragione in pi\u00f9, crediamo, per accostarsi con viva curiosit\u00e0 intellettuale al mondo affascinante della medicina cinese, nel quale finiremo per ritrovare, con piacevole sorpresa, una certa rassomiglianza con nozioni e verit\u00e0 che ci risuoneranno in qualche modo familiari, come se evocassero un tesoro dimenticato, che giaceva in qualche piega della nostra memoria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Possiamo definire la medicina cinese tradizionale come una medicina totale, nel senso che affronta il problema della salute considerando la persona umana come una totalit\u00e0 e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[92],"class_list":["post-27076","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-orientali","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-orientali.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27076","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27076"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27076\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30159"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27076"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27076"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27076"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}