{"id":27069,"date":"2017-01-05T08:44:00","date_gmt":"2017-01-05T08:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/05\/avventura-amore-coraggio-solidarieta-familiare-in-the-white-squaw-di-mayne-reid\/"},"modified":"2017-01-05T08:44:00","modified_gmt":"2017-01-05T08:44:00","slug":"avventura-amore-coraggio-solidarieta-familiare-in-the-white-squaw-di-mayne-reid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/05\/avventura-amore-coraggio-solidarieta-familiare-in-the-white-squaw-di-mayne-reid\/","title":{"rendered":"Avventura, amore, coraggio, solidariet\u00e0 familiare in The White Squaw di Mayne Reid"},"content":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 darsi che il nome del capitano Thomas Mayne Reid dica poco o niente al pubblico odierno, specialmente al di fuori dei Paesi anglosassoni; eppure ha identificato uno degli scrittori pi\u00f9 prolifici, pi\u00f9 apprezzati e pi\u00f9 amati dal pubblico giovanile di centocinquanta anni fa, tanto che lo possiamo paragonare ad un Salgari nordamericano. L&#8217;accostamento \u00e8 pi\u00f9 che giustificato, sia sul piano del genere letterario da lui praticato, quello del romanzo d&#8217;avventura rivolto a un pubblico di giovanissimi, sia per la mole impressionante della sua produzione, scaturita, per\u00f2, dal tempo libero ritagliato in una vita estremamente attiva, movimentata e avventurosa, simile a quella dei personaggi delle sue storie, e non, come nel caso dell&#8217;italiano, da una vita chiusa e sacrificata, tutta trascorsa al tavolino, fra le pareti domestiche, in un&#8217;atmosfera resa soffocante dalle preoccupazioni di una famiglia da mantenere e di una moglie con gravi problemi psichici. In complesso, si contano pi\u00f9 di sessanta opere, pubblicate nell&#8217;arco di tempo che va dal 1850, con <em>The Rifle Rangers, or Adventures in Southern Mexico<\/em>, ad alcuni anni dopo la morte, quando apparve un gruppo di romanzi postumi, che l&#8217;autore non aveva fatto in tempo a licenziare.<\/p>\n<p>Ma chi era Mayne Reid? La sua stessa vita sembra uscita dalle pagine d&#8217;uno dei suoi romanzi. Era nato a Ballyroney, in Irlanda, e precisamente nell&#8217;Ulster, il 4 aprile 1818, e mor\u00ec a Londra il 22 ottobre 1883, dopo essersi naturalizzato cittadino statunitense. Era figlio di un ministro presbiteriano della Chiesa irlandese, il reverendo Thomas, da cui ricevette il nome di battesimo. Nei suoi sessantacinque anni di vita &#8212; non pochi, ma neppure molti, in fondo &#8212; egli fece in tempo a fare una quantit\u00e0 impressionante di cose, a svolgere una quantit\u00e0 di professioni e attivit\u00e0, e, non certo per ultimo, a scrivere un romanzo dietro l&#8217;altro. Eppure si mise a scrivere piuttosto tardi: la sua fu, come si usa dire, una vocazione tardiva, dato che la sua prima opera fu composta quando aveva gi\u00e0 trentatr\u00e9 anni. Aveva lasciato l&#8217;Irlanda e l&#8217;Europa assai giovane, trasferendosi nella repubblica nordamericana; sbarca, infatti, nel gennaio del 1840, appena ventunenne, a New Orleans, e poi si guadagna da vivere in parte come cacciatore, in parte come esploratore, nella zona semidesertica, aspra e selvaggia, posta a cavallo del confine tra gli Stati Uniti e il Messico. Ma questo \u00e8 solo l&#8217;inizio.<\/p>\n<p><em>The White Squaw<\/em>, pubblicato nel 1868 &#8211; e tradotto poi in italiano con il titolo <em>La sorellina rapita<\/em>, pi\u00f9 esplicativo del contenuto, poich\u00e9 narra la storia di una fanciulla rapita dagli Indiani -, \u00e8 uno dei romanzi &quot;minori&quot; di Mayne Reid, ma non per questo giace su un piano di minor valore letterario; anzi, possiamo dire che, nel suo genere, \u00e8 un piccolo gioiello, anche se oggi un po&#8217; dimenticato. Due volte dimenticato, dunque: perch\u00e9 tale \u00e8 il suo autore, un tempo famosissimo, e tale questa sua opera, appartenente ad un genere, quello esotico-avventuroso per bambini e ragazzi, che, oggi, si pu\u00f2 ritenere quasi scomparso. Si tratta di una storia agile, dal ritmo veloce e nervoso: niente fronzoli; descrizioni brevi; dialoghi stringati; per delineare un paesaggio, quattro segni, vigorosi ed efficaci; per tratteggiare un carattere, appena una battuta, o uno sguardo; nessuna ricerca di facili effetti, di <em>suspense<\/em> ad ogni occasione. Mayne Reid non \u00e8 uno scrittore che ami tirarla in lungo; non gli piace sfruttare un&#8217;idea per pi\u00f9 di poche pagine; non punta all&#8217;effetto sorpresa, ma a catturare il lettore nel ritmo complessivo della storia. Soprattutto, non si compiace ingenuamente &#8212; come accade sovente a Salgari &#8212; di sfoggiare le sue conoscenze geografiche, storiche e naturalistiche, e meno che meno di stiracchiare un capitolo o due, solo per tenere il lettore col fiato sospeso.<\/p>\n<p>In un certo senso, sono esattamente i romanzi che ci si pu\u00f2 aspettare da un uomo d&#8217;azione, quale egli \u00e8 stato. Aveva fatto un po&#8217; di tutto: oltre che l&#8217;esploratore e il cacciatore, fu tutore dei figli di un piantatore presso Nashville, nel Tennessee, un certo Peyton Robertson, fino alla morte di questi; poi cerc\u00f2 lavoro come commesso o impiegato, si spost\u00f2, si adatt\u00f2, e, per un certo periodo, non si sa bene di che cosa visse; nel 1842 lo troviamo a Pittsburgh, in Pennsylvania, dove intraprende la carriera giornalistica, scrivendo per il <em>Morning Chronicle<\/em>, e intanto comincia a cimentarsi con la letteratura, scrivendo alcune poesie di soggetto storico, <em>Scenes in the West Indies<\/em>. Al principio del 1843 \u00e8 a Filadelfia, dove collabora intensamente a diverse testate giornalistiche, e dove si ferma per tre anni &#8212; un lasso di tempo considerevole, per i suoi standard di eterno vagabondo. Qui conosce Edgar Allan Poe, ne diviene amico e lo frequenta per un certo tempo; senza dubbio, ne subisce l&#8217;influsso, non tanto per i temi narrativi che avrebbe poi trattato, quanto per la passione letteraria in s\u00e9 e per s\u00e9, oltre che per una certa atmosfera romantica che aleggia ovunque. Nel 1846 scoppia la guerra fra Stati Uniti e Messico, e Mayne Reid corre ad arruolarsi, non bastandogli di fare il <em>reporter<\/em> di guerra; entra nel Primo reggimento di volontari di New York, e partecipa, nel 1847, allo sbarco del corpo di spedizione del generale Winfield Scott a Veracruz, cui \u00e8 affidato il teatro di guerra principale: quello ove si giocher\u00e0 la partita per la conquista della capitale nemica, Citt\u00e0 del Messico, mentre sul fronte settentrionale, quello del Rio Grande, le operazioni si trascinano con esito incerto (cfr. il nostro articolo <em>Chi ha vinto la battaglia di Buena Vista?<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 21\/02\/2012, e ripubblicato sul <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> il 15\/04\/2016). Riceve il battesimo del fuoco il 13 settembre nella sanguinosa battaglia di Chapultepec, dopo di che il giovane ufficiale irlandese-americano partecipa al vittorioso ingresso delle truppe di Scott nella capitale messicana, evento che segna, in pratica, la fine della guerra (siglata l&#8217;anno dopo con il trattato di pace di Guadalupe-Hidalgo, ove il Messico si vedr\u00e0 costretto a cedere una buona met\u00e0 del proprio territorio). Nel maggio del 1848, Mayne Reid lascia l&#8217;esercito e torna a New York, dove si fa un nome pubblicando i suoi ricordi della campagna messicana, col titolo <em>War Life<\/em>.<\/p>\n<p>Frattanto, in Europa, sono scoppiate le rivoluzioni del 1848, e lui parte per la Germania, per seguire da vicino gli avvenimenti della Baviera. Poi prende casa nell&#8217;Irlanda del Nord, travolto dall&#8217;onda dei ricordi della sua isola natia; passa a Londra; si sposa, nel 1853, con una nobile fanciulla appena quindicenne, Elizabeth Hyde, la figlia del suo editore; e comincia a scrivere i suoi romanzi avventurosi, con ritmo sempre pi\u00f9 forsennato. Ambientati in tutti i luoghi del mondo, purch\u00e9 remoti e selvaggi, ma specialmente nelle terre quasi inesplorate del Far West, popolate da fieri pellerossa verso i quali l&#8217;Autore nutre sentimenti di ammirazione e simpatia, essi incontrano un successo di pubblico strepitoso, soprattutto negli Stati Uniti; Teddy Roosevelt, da ragazzo, li legge avidamente; il nome di Mayne Red \u00e8 famoso, almeno presso i giovani, quanto quello di Robert Louis Stevenson. Le traduzioni nelle varie lingue si susseguono: in francese, in italiano, in russo, in polacco, segno sicuro di un crescente interesse a livello internazionale. Nel 1866 lascia Londra per riattraversare l&#8217;Atlantico e stabilirsi a Newport, nel Rhode Island; per\u00f2 il momento magico \u00e8 passato, il pubblico, incostante nei suoi umori e nei suoi favori, sembra meno interessato alla sua opera, e lo scrittore scivola in una forma di depressione che rende tristi i suoi ultimi anni, caratterizzati da frequenti ricoveri clinici. Muore a Londra a sessantacinque anni ed \u00e8 sepolto nel cimitero di Kensal Green, ove riposano numerosi artisti, scienziati e altri uomini illustri.<\/p>\n<p>La storia de <em>La fanciulla rapita<\/em> (useremo, d&#8217;ora in poi, il titolo italiano, dato che quello originale non \u00e8 stato adottato nelle traduzioni nella nostra lingua) \u00e8 piuttosto semplice. Il dottor Halberger \u00e8 un naturalista tedesco che ha lasciato la Germania e si \u00e8 stabilito in Sud America, nel Paraguay, per farsi una posizione e mantenere la sua famiglia, composta, oltre che dalla moglie, dal figlio Ludovico e dalla giovane figlia Francesca. Per sfuggire alla tirannia del dittatore paraguayano (forse Jos\u00e9 Gaspar Rodriguez de Francia, o forse Francisco Solano Lopez: il nome non viene precisato), Halberger, amante della libert\u00e0, dopo essere evaso dal carcere di Asunci\u00f3n, si ritira in una fattoria in un territorio selvaggio, sulle rive del fiume Pilcomayo, ai limiti del Gran Chaco, dove la famigliola trascorre una vita serena. Ma un giorno quella serenit\u00e0 viene spezzata in modo drammatico: mentre il dottore si \u00e8 allontanato, a cavallo, per una ricognizione naturalistica, la sua grande passione, insieme a Francesca, una ventina d&#8217;indiani sferrano un attacco improvviso: cosa strana e del tutto inaspettata, perch\u00e9 la trib\u00f9 cui essi appartengono, quella dei Tovas, \u00e8 in rapporto amichevoli con loro. Halberger viene subito ucciso, con un colpo di lancia al cuore, da un individuo che sembra pi\u00f9 un bianco che un indiano, e infatti si sapr\u00e0 poi che \u00e8 Valdez, un sicario del dittatore; mentre il capo della banda \u00e8 il giovane Aguara &#8211; appena succeduto al defunto padre Naguara, vecchio amico di Halberger &#8211; da tempo innamorato di Francesca, che viene rapita e condotta al villaggio, spaventata e piangente, ma non rassegnata, con la prospettiva di diventare sua moglie. Evidentemente, Valdez si \u00e8 accordato con Aguara per prendere due piccioni con una fava: eliminare il tedesco per conto del governo, e catturare la fanciulla bianca, per farne la <em>squaw<\/em> del nuovo capo trib\u00f9.<\/p>\n<p>Mentre la ragazza trascorre i giorni al campo indiano, sotto la sorveglianza della vecchia Shebotha, in attesa che passino le lune destinate al lutto per la morte di Naguara, suo fratello Ludovico si mette alla sua ricerca, accompagnato dal cugino Cipriano e dal <em>gaucho<\/em> Gaspare. Dopo aver trovato il cadavere di Halberger e il cavallino abbandonato di Francesca, Pym, studiando il terreno i tre capiscono quel che deve essere accaduto e si mettono sulle tracce, pur con molta circospezione, dei rapitori. Intanto Francesca \u00e8 osservata con sentimenti contrastanti da una giovane india, Nacena, che in parte sembra ammirarla, in parte odiarla; si scoprir\u00e0 che \u00e8 la figlia di un valoroso guerriero, gi\u00e0 fidanzata di Aguara, ora furibonda perch\u00e9 costui ha rinnegato la promessa di sposarla, per rivolgere tutto il suo interesse alla fanciulla bianca. Nacena dapprima tenta di avvelenare Francesca, poi si accorda con Shebotha, che \u00e8 esperta d&#8217;incantesimi e di pozioni venefiche, per far morire la rivale. Ma questa \u00e8 stata avvicinata da un&#8217;altra fanciulla, Fior di Rioccia, fidanzata a un valoroso guerriero, Aquila Nera, attualmente lontano dal villaggio, la quale le promette che l&#8217;aiuter\u00e0 a fuggire, procurandole un cavallo; questo perch\u00e9 \u00e8 amica del fratello di Nacena, e, aiutandola ad allontanarsi, favorir\u00e0 il ritorno di Aguara dalla sua prima fidanzata. Ma il tempo passa veloce, manca appena un giorno alla celebrazione delle nozze, allorch\u00e9, all&#8217;ultimo momento, il consiglio dei Tovas decide di rinviare la cerimonia, per consentire ad Aquila Nera di tornare e prender parte alle decisioni da prendere. Vi \u00e8, infatti, un partito che non \u00e8 favorevole alla successione di Aguara al comando; partito che \u00e8 stato rafforzato dal disdicevole comportamento del giovane, che ha ripudiato Nacena e deciso di sposare una straniera, una bianca, con grande scandalo di molti Tovas, i quali giudicano inadatto al comando un guerriero incapace di dominare le sue passioni e di rispettare le tradizioni.<\/p>\n<p>A questo punto&#8230; Ci consenta, il benevolo e paziente lettore, di non procedere oltre nell&#8217;esposizione della trama; se lo facessimo, forse toglieremmo la curiosit\u00e0 necessaria per andarsi a leggere direttamente questo simpatico e piacevole romanzo per la giovent\u00f9: fermo restando che l&#8217;et\u00e0 del lettore \u00e8 quella ch&#8217;egli sente di avere, non quella anagrafica; e, del resto, non \u00e8 un segreto per nessuno che gli adulti amano i libri d&#8217;avventura, e persino i fumetti western come <em>Il piccolo Ranger<\/em>, <em>Il grande Blek<\/em>, <em>Tex<\/em> e <em>Zagor<\/em>, non meno di quanto li amino i ragazzi. Perch\u00e9 nella natura dei giovani, siano essi tali per l&#8217;et\u00e0 o per lo spirito, vi \u00e8 l&#8217;istinto dell&#8217;avventura, la curiosit\u00e0 per le cose lontane e affascinanti, il desiderio di veder trionfare i buoni sentimenti: l&#8217;amore, l&#8217;amicizia, la lealt\u00e0, l&#8217;onore, il coraggio, la tenacia, la laboriosit\u00e0. Il fatto che oggi la fantasia venga cos\u00ec poco stimolata, specialmente nei giovani, a causa dell&#8217;invasione che la tecnologia ha operato nel nostro mondo interiore, sostituendo i giochi elettronici, e perfino i libri elettronici, ai giochi naturali e ai libri di carta, con le loro belle illustrazioni a colori, contribuisce al generale inaridimento e al sempre pi\u00f9 grave impoverimento della vita interiore, che si nutre, appunto, di fantasia e di emozioni spontanee, e non artificialmente prodotte da videogiochi che si sostituiscono al giocatore. Non \u00e8 stato un bene che i libri per l&#8217;infanzia siano stati quasi abbandonati in favore di altri regali per i bambini e i ragazzi, nessuno dei quali &#8211; si tratti di telefonini, orologi di marca o vestiti costosi (magari a brandelli, come i <em>jeans<\/em> che vanno ora di moda) &#8211; svolge una analoga funzione educativa, ma, al contrario, ciascuno dei quali \u00e8 un incentivo al consumismo, alla superficialit\u00e0 e al narcisismo.<\/p>\n<p><em>La sorellina rapita<\/em> parla di buoni sentimenti; di una famiglia che lotta per riunirsi e superare le pi\u00f9 gravi difficolt\u00e0; e, nello stesso tempo, mette in scena foreste popolate di giaguari, e trib\u00f9 indiane seminomadi, che si spostano a cavallo e guerreggiano sulle rive lussureggianti di fiumi tropicali. Se ci fossero ancora scrittori per i giovani come Mayne Reid, forse il mondo sarebbe un po&#8217; migliore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 darsi che il nome del capitano Thomas Mayne Reid dica poco o niente al pubblico odierno, specialmente al di fuori dei Paesi anglosassoni; eppure ha<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[122],"class_list":["post-27069","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-edgar-allan-poe"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27069"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27069\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}