{"id":27065,"date":"2011-11-25T03:42:00","date_gmt":"2011-11-25T03:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/25\/quellagente-segreto-introverso-e-malinconico-che-si-aggira-per-leuropa-prima-del-diluvio\/"},"modified":"2011-11-25T03:42:00","modified_gmt":"2011-11-25T03:42:00","slug":"quellagente-segreto-introverso-e-malinconico-che-si-aggira-per-leuropa-prima-del-diluvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/25\/quellagente-segreto-introverso-e-malinconico-che-si-aggira-per-leuropa-prima-del-diluvio\/","title":{"rendered":"Quell\u2019agente segreto introverso e malinconico che si aggira per l\u2019Europa prima del diluvio"},"content":{"rendered":"<p>Chi ha detto che il fumetto non pu\u00f2 assurgere al livello di una vera e propria arte?<\/p>\n<p>Le storie dell&#8217;agente segreto Max Fridman, personaggio introverso e malinconico, classico anti-eroe che si aggira stranito in un mondo dove ci aspetteremmo d&#8217;incontrare solo super-eroi alla 007, sia per la qualit\u00e0 della sceneggiatura, sia per quella del segno grafico, appartengono di diritto al genere del fumetto d&#8217;autore.<\/p>\n<p>Sono uscite, nel 1982, dalla fantasia e dalla penna di Vittorio Giardino, bolognese ed ex ingegnere elettronico, che, a trent&#8217;anni passati, ha deciso di piantare il precedente lavoro per dedicarsi interamente alla sua vera passione, il fumetto: passione esigente, che richiede una applicazione continua, da vero perfezionista, almeno per raggiungere i risultati d&#8217;eccellenza cui \u00e8 pervenuto, appunto, con l&#8217;invenzione dell&#8217;agente Max Fridman, dopo che i suoi primi lavori, apprezzabili ma non straordinari, non lasciavano presagire un simile exploit.<\/p>\n<p>Le storie di questo nuovo personaggio sono ormai cinque, ma quella che lo ha rivelato \u00e8 \u00abRapsodia ungherese\u00bb, che si svolge a Budapest (con una coda in Romania e nel Mare Egeo) nel febbraio 1938; del resto, sono tutte ambientate alla vigilia della seconda guerra mondiale, in un&#8217;Europa carica di tensioni politiche e sociali, sulla quale gi\u00e0 incombono funeste le ombre del conflitto imminente, con tutti i suoi orrori.<\/p>\n<p>Max Fridman \u00e8 un uomo schivo e solitario, un ebreo francese dalla barba rossa e dagli occhi azzurri, di quarant&#8217;anni, l&#8217;aria dimessa e un po&#8217; stanca, da uomo disilluso e disincantato; e, in questo senso, richiama vagamente il Bogart di \u00abCasablanca\u00bb, anche nel fisico sottile, non particolarmente atletico.<\/p>\n<p>Un altro elemento, per\u00f2, lo avvicina a tutt&#8217;altro tipo umano, quello del suo celeberrimo connazionale Maigret: la pipa, che fuma incessantemente, a tutte le ore ed in ogni circostanza; invece, a differenza di Maigret, non ha moglie: in compenso, ha quel che l&#8217;altro non ha mai avuto: una figlia, una graziosa bambina di dieci anni, vivace e senza peli sulla lingua.<\/p>\n<p>Reduce da esperienze misteriose e certamente poco allegre &#8211; Oreste Del Buono dice che sembra macerato da un passato impietoso -, Fridman si \u00e8 stabilito a Ginevra, in una bella villa con un vasto giardino, dalla quale viene letteralmente strappato allorch\u00e9 i servizi segreti si ricordano di lui per affidargli una missione pericolosa e difficile; e lo fanno in un modo che sembra, e certamente \u00e8, una imposizione cui egli si sottomette palesemente controvoglia, come se una specie di ricatto lo costringesse a mettersi a disposizione ogni qualvolta, in alto loco, qualcuno decide di non poter fare a meno dei suoi servigi.<\/p>\n<p>A Budapest sta succedendo qualcosa di poco chiaro: gli agenti francesi vengono ammazzati l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, cos\u00ec, senza tante cerimonie: non vengono interrogati, n\u00e9 perquisiti, n\u00e9 derubati dei documenti; e non \u00e8 questo lo stile abituale di alcun servizio segreto, nemmeno di quello tedesco e di quello sovietico, i due principali sospettati. Qualche cosa di molto strano deve bollire in pentola, e Fridman ha l&#8217;incarico di venire a capo della faccenda.<\/p>\n<p>Ancor prima di giungere nella capitale magiara, sul treno che ve lo sta portando, un altro agente della rete di Parigi viene fatto fuori; e, una volta arrivato a destinazione, ben presto viene a trovarsi in pericolo lui stesso. Peggio ancora, si rende subito conto di non poter contare nemmeno sugli agenti francesi presenti in loco, anzi, di loro meno di chiunque altro: pare che il Deuxi\u00e9me Bureau non gradisca molto la sua missione, voluta direttamente dal ministero degli Esteri, per cui, invece di aiuto, tutto quel che riceve sono sospetti e antagonismo.<\/p>\n<p>I due principali responsabili della rete locale di spionaggio, un ex legionario di nome Rigoni e una donna chiamata Cl\u00e9o, si mostrano a dir poco ambigui; lei specialmente, una bellezza che, fra le altre cose, dirige una casa di appuntamento d&#8217;alto bordo, all&#8217;insaputa del suo collega e compagno, che \u00e8 frequentata, guarda caso, anche dal capo dell&#8217;Abwehr tedesco (il quale, scontata concessione a certe aspettative del pubblico, \u00e8 un piccolo degenerato senza scrupoli, il quale, oltre a giocare con la vita altrui senza ombra di rammarico, si abbandona a vizi sessuali violenti e grotteschi, come si intravede in una vignetta che lo mostra mentre si fa praticare una &quot;fellatio&quot; da una donna cui, nello stesso tempo, somministra vigorose frustate sul sedere).<\/p>\n<p>Fin dall&#8217;inizio della sua missione a Budapest, Friedman si trova preso in un gioco degli specchi fra vecchie conoscenze e inquietanti sconosciuti, dove nessuno sembra essere quel che vorrebbe far credere e dove non ci si pu\u00f2 fidare di nessuno: una filosofia che, in lui, diventa addirittura un&#8217;arte, dato che sembra particolarmente abituato a diffidare a trecentosessanta gradi e che ci trovi perfino una certa qual soddisfazione; in una vignetta, quando si decide a fare un&#8217;eccezione per una bella donna, ammette a voce alta: \u00abSto incominciando a fidarmi di te; e non mi piace\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, le donne: questo \u00e8 un capitolo a parte, quasi una storia nella storia; uno psicanalista che ne avesse voglia, potrebbe scriverci sopra un trattato o poco meno, tanto sfuggente e ambiguo appare il comportamento di questo taciturno personaggio nei confronti del bel sesso. In un&#8217;altra storia, \u00abLa porta d&#8217;Oriente\u00bb, ambientata ad Istanbul, pur corteggiato dalla maliosa Magda Witnitz, tutto quel che sa pensare tra s\u00e9 e s\u00e9, \u00e8: \u00abQuella donna mi ricorda qualcuno, ma non ricordo chi\u00bb.<\/p>\n<p>Gli piacciono le donne, al vecchio Max? Difficile dirlo, tanta \u00e8 la riluttanza, quasi la ritrosia con le quali, alla fine, si concede qualche sobria avventura, in una delicata atmosfera romantica, con una tenerezza condita con forti dosi di distacco: un pezzo di ghiaccio sarebbe pi\u00f9 espansivo di lui e, forse, lascerebbe trasparire una qualche minima emozione, cosa che non succede mai al nostro eroe, o piuttosto anti-eroe.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che questa caratteristica, questa introversione, questa freddezza, non si limitano alla sfera sessuale e affettiva, ma investono tutto il suo personaggio; per esempio, impossibile dire se provi paura nel corso delle sue avventure, avventure che sembrano pi\u00f9 grandi di lui e nelle quali si muove come un pesce fuor d&#8217;acqua, e tuttavia assistito da una fortuna che non \u00e8 solamente quella del giocatore dilettante, ma cui egli stesso d\u00e0 un grosso aiuto, rivelandosi, alla fin fine, pi\u00f9 scaltrito e pieno di risorse di quel che non si crederebbe.<\/p>\n<p>Insomma, tutto in lui \u00e8 diverso da quello che sembra: dietro la sua mediocrit\u00e0 borghese, la sua maschera tragicomica da Buster Keaton che non ride mai, sembrano esserci dieci, cento maschere pirandelliane; come Fernando Pessoa, Fridman non \u00e8 un uomo, ma una specie di legione; eppure, al tempo stesso, noi continuiamo a sospettare, fino all&#8217;ultimo, che in lui non vi sia propria nessun segreto, che la sua natura sia davvero cos\u00ec piatta e ordinaria, come l&#8217;aspetto porterebbe a credere: e proprio in ci\u00f2 sta il suo mistero.<\/p>\n<p>Dicevamo delle donne di Vittorio Giardino: da esse si sprigiona un erotismo discreto, ma sottile e di gran classe; e non finiscono mai di stupirci, non sono per niente scontate o prevedibili; non si limitano a fare da elemento decorativo di storie sostanzialmente al maschile.<\/p>\n<p>In \u00abRapsodia ungherese\u00bb assistiamo alla stupefacente trasformazione della co-protagonista da brutto anatroccolo a bellissimo cigno: si tratta di Etel, una pedina del tutto secondaria, che per\u00f2 viene a trovarsi in grave pericolo perch\u00e9 legata ai servizi segreti francesi e quindi coinvolta nella catena di omicidi ai loro danni. All&#8217;inizio della storia la vediamo, occhialuta, lentigginosa e paffutella, decisamente bruttina, morire di paura a bordo dell&#8217;autobus dal quale assiste, per caso, all&#8217;assassinio di un collega; poco dopo la vediamo gettarsi dalla finestra della sua casa, in accappatoio, per non cadere sotto i colpi di due sicari che hanno suonato alla sua porta.<\/p>\n<p>Ci aspetteremmo di non vederla pi\u00f9; invece veniamo a sapere che si \u00e8 salvata per miracolo, poich\u00e9 un tendone ne ha attutito la caduta; e Fridman, giunto a Budapest, entra subito in contatto con lei, dalla quale spera di risalire al bandolo della matassa.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 cos\u00ec, ma intanto fra i due nasce una simpatia, che resta inespressa per un certo tempo; lui le trova una sistemazione segreta e si accontenta di dormire in poltrona, nella stanza accanto, quando la sua stessa camera d&#8217;albergo \u00e8 fatta oggetto di attenzioni indesiderabili; solo pi\u00f9 tardi, dopo essere scampati a diversi pericoli mortali, i due finiscono a letto, con estrema naturalezza, in una camera d&#8217;albergo fra le nevi dei Carpazi.<\/p>\n<p>Ma lei, nel frattempo, \u00e8 sbocciata in modo incredibile: tagliati i capelli alla &quot;gar\u00e7onne&quot; (formalmente per sfuggire alle ricerche dei suoi sconosciuti persecutori) e indossato un vestito da sera azzurro, che ne valorizza a meraviglia gli occhi verdi, \u00e8 divenuta una &quot;femme fatale&quot; e, chi sa come, improvvisamente si rivela perfino snella: evidentemente, come esistono le false magre, ci sono pure le false grasse; quanto agli occhiali, \u00e8 quasi inutile dire che spariscono improvvisamente, come se non ne avesse mai avuto alcun bisogno.<\/p>\n<p>Non vogliamo raccontare come la storia va a finire; diciamo soltanto che Fridman giunge sulla pista di una nave che trasporta, lungo il Danubio e poi nel Mediterraneo, un carico misterioso, destinato ai franchisti in Spagna; e che si pone al suo inseguimento, sempre accompagnato dalla bella Etel, che ormai lo segue non per necessit\u00e0, ma puramente e semplicemente per amore.<\/p>\n<p>I dialoghi sono in una lingua colta e raffinata, spesso in un vocabolario internazionale (ma senza traduzione), che va dal tedesco al magiaro, dal greco al francese; i particolari dell&#8217;abbigliamento, delle automobili d&#8217;epoca, dell&#8217;architettura, dell&#8217;arredamento e della musica suonata nei locali, sono curatissimi e perfettamente esatti, cos\u00ec come l&#8217;ambientazione storica, sia pure con qualche concessione ai clich\u00e9 del genere, senza per\u00f2 cadute nel kitsch: neppure quando vi si avvicina pericolosamente, ad esempio nella festa di Carnevale, rigorosamente in maschera, con omicidio in diretta; oppure nel ballo fra le due donne pi\u00f9 affascinanti, la bruna Etel e la bionda Cl\u00e9o, di sapore vagamente saffico (sospetto apertamente insinuato da un innamorato infelice della seconda, che le osserva), che sembra tratto di peso dall&#8217;episodio analogo, avente per protagoniste Dominique Sanda e Stefania Sandrelli, nel film di Bertolucci \u00abIl conformista\u00bb.<\/p>\n<p>Il disegno, minuzioso e preciso, \u00e8 caratterizzata da quella che gli esperti del genere chiamano &quot;linea chiara&quot;: un tratto nitido e deciso, per\u00f2 estremamente dettagliato, che, se sacrifica un poco il senso del movimento nello spazio, in compenso valorizza al massimo le atmosfere, l&#8217;ambientazione, la gestualit\u00e0 dei personaggi, i loro sguardi, i loro sottintesi; in molte vignette non c&#8217;\u00e8 neppure bisogno di parole, tanto chiara appare l&#8217;espressione delle facce; peraltro, i dialoghi sono sempre esaurienti e, quasi ci\u00f2 non bastasse, le didascalie si aggiungono a fugare ogni possibile dubbio, a ribadire i concetti, affinch\u00e9 nulla sfugga all&#8217;attenzione del lettore.<\/p>\n<p>Il sapore di questo insolito fumetto poliziesco, che ha le movenze di uno sceneggiato televisivo vecchia maniera e lo stile piano e levigato di un romanzo alla Simenon, sta tutto nella sapiente interazione fra il testo e il disegno, che fanno a gara l&#8217;uno con l&#8217;altro per creare una atmosfera estremamente evocativa; come nel caso del Corto Maltese di Hugo Pratt, il fatto che scaturiscano entrambi dalla creativit\u00e0 dello stesso autore conferisce compattezza e verosimiglianza all&#8217;insieme, quali difficilmente si potrebbero trovare nella collaborazione fra due diversi autori, per quanto dotati e affiatati.<\/p>\n<p>Del resto, Max Fridman possiede tutte le qualit\u00e0 per piacere a un pubblico esigente, che vuole dal fumetto qualche cosa di pi\u00f9 di un semplice, banale intrattenimento d&#8217;evasione; e infatti piace molto anche all&#8217;estero, specialmente in Francia (sua patria d&#8217;adozione) e negli Stati Uniti; come non di rado accade alle creazioni di casa nostra, con le quali la patria sembra essere un po&#8217; avara di riconoscimenti, se non proprio francamente matrigna. Max Fridman, infatti, \u00e8 il tipico eroe della modernit\u00e0: spaesato, perplesso, chiuso in se stesso, nel cerchio stregato delle proprie angosce e delle proprie insicurezze; un uomo forte e fragile nello stesso tempo, che, a quanto pare, l&#8217;amore di nessuna donna riuscir\u00e0 mai a sciogliere realmente, a indurre a fare pace con se stesso.<\/p>\n<p>Ma lo desidera realmente, poi? Ci sia concesso dubitarne.<\/p>\n<p>La vita da scapolo misterioso, con un passato pieno d&#8217;ombre, gli conferisce quel fascino impalpabile che, altrimenti, non avrebbe affatto: e le donne non gli cadrebbero pi\u00f9 ai piedi, cos\u00ec, senza dover fare neanche la fatica di cercarle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha detto che il fumetto non pu\u00f2 assurgere al livello di una vera e propria arte? 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