{"id":27059,"date":"2009-07-21T03:11:00","date_gmt":"2009-07-21T03:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/21\/mattino\/"},"modified":"2009-07-21T03:11:00","modified_gmt":"2009-07-21T03:11:00","slug":"mattino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/21\/mattino\/","title":{"rendered":"Mattino"},"content":{"rendered":"<p>Lo spettacolo del nuovo giorno che nasce, in una bella mattina d&#8217;estate, \u00e8 di quelli che lasciano senza fiato, se non si \u00e8 smarrita del tutto la capacit\u00e0 di provare stupore, meraviglia, gratitudine per la bellezza del mondo.<\/p>\n<p>La natura \u00e8 in festa; ovunque s&#8217;incrociano voli di rondini e l&#8217;aria \u00e8 piena del canto di mille uccelli; orti, giardini e boschi brillano di infinite variet\u00e0 di verde, ora tenero e delicato, ora cupo e ammantato di ombre; una brezza fresca e vivificante soffia ininterrotta dalla pianura verso le colline e le montagne vicine, cos\u00ec nitide che sembra di toccarle soltanto allungando una mano; il cielo esce dalla tinta opaca dell&#8217;alba e assume gradualmente un azzurro limpido come cristallo, che pare ancora pi\u00f9 smagliante per il contrasto con alcune bianche nuvole che si librano sulle cime, simili a velieri immobili su di un mare in bonaccia.<\/p>\n<p>Da qualche parte, laggi\u00f9 fra gi orti, si leva il canto del gallo, il canto instancabile che celebra la vittoria della luce sulle tenebre, del giorno sulla notte.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile non aprire il cuore alla speranza, alla serenit\u00e0, alla gioia, in un contesto cos\u00ec incredibilmente soave e affascinante: sembra che il mondo esca di nuovo, fresco ed intatto, come lo era il giorno in cui fu creato; un mondi verginale, seducente, come una dolce sposa vestita di bianco, che si avvia per le nozze tanto attese.<\/p>\n<p>In queste primissime ore del giorno, nella dolcezza della stagione che pi\u00f9 sembra amica dell&#8217;uomo, si direbbe che tutto diventi possibile, che tutto possa avverarsi: anche i sogni pi\u00f9 indistinti, anche le speranze pi\u00f9 segrete e le attese pi\u00f9 inconfessabili. Non ci si sente pi\u00f9 soli: sembra quasi che tutte le cose desiderino guardarci ed accompagnarci con simpatia e benevolenza, che ci vogliano sorridere e incoraggiare.<\/p>\n<p>\u00c8 bello, come abbandonarsi all&#8217;abbraccio della persona amata.<\/p>\n<p>Le preoccupazioni sembrano meno pesanti, i dispiaceri pi\u00f9 sopportabili, le delusioni meno amare e irrimediabili, in questi momenti: perfino le persone stanche, malate, scoraggiate, guardano con un po&#8217; pi\u00f9 di fiducia al futuro che le attende.<\/p>\n<p>S\u00ec, sembra davvero che la natura, vestita dei suoi abiti pi\u00f9 sontuosi, voglia invitarci a metterci in sintonia con lei e con noi stessi; che voglia richiamarci all&#8217;esigenza di essere felici, o, quanto meno, di non chiudere deliberatamente le porte alla possibilit\u00e0 di esserlo.<\/p>\n<p>Sembra volerci dire che dipende da noi, in fondo, volerci un po&#8217; pi\u00f9 bene; e, di conseguenza, volere un po&#8217; pi\u00f9 bene agli altri: perch\u00e9 chi non si ama non pu\u00f2 dare veramente amore, e chi non \u00e8 felice non pu\u00f2 rendere felici gli altri, se non sulla base di una menzogna che, alla lunga, si rivela insostenibile.<\/p>\n<p>Ma noi non siamo fati per vivere nella menzogna: il suo peso, a lungo andare, ci schiaccia. Non possiamo vivere tenendoci sul viso una maschera: perch\u00e9 sappiamo assai bene che, per quanto potremo essere abili nell&#8217;ingannare il prossimo, non riusciremo mai ad ingannare a sufficienza il nostro cuore.<\/p>\n<p>Il sole che sorge e il nuovo giorno che nasce, nello splendore della natura estiva, ci esortano perci\u00f2 a guardare meglio dentro noi stessi, a ritrovare la pace con la nostra anima, a non disattendere indefinitamente le sue legittime aspirazioni.<\/p>\n<p>Noi non siamo fatti per accontentarci di quel che capita, come i pesci d&#8217;acque basse: siamo fatti per gli oceani, per le profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Se neghiamo a noi stessi la gioia di tuffarci nelle acque limpide e profonde, ci condanniamo a una vita misera, stentata, insoddisfacente: una vita inautentica, nella quale abbiamo ventiquattro ore al giorno, tutti i giorni, per misurare l&#8217;amarezza del nostro fallimento.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Eppure vi sono persone stanche e sfiduciate che stentano a rialzarsi, persone assetate che si sentono morire di sete, forse a pochi metri dal fiume mormorante.<\/p>\n<p>Vi sono persone che, nella loro vita, non hanno mai assaporato pienamente un solo raggio di sole; persone alle quali i genitori, i parenti, gli amici, hanno negato l&#8217;alimento essenziale per l&#8217;anima: l&#8217;amore.<\/p>\n<p>Persone che hanno sempre dovuto portare sulle spalle il proprio fardello in silenzio, per non turbare e non far soffrire quelli con cui vivono; che hanno dovuto reggere il peso della solitudine, della depressione o di qualche seria malattia, senza che gli altri capissero, vedessero o pronunciassero una parola buona.<\/p>\n<p>Ve ne sono pi\u00f9 di quel che non si creda: persone ferite, impaurite, stremate, che stentano a vedere la bellezza del mondo, perch\u00e9 hanno il cuore pieno di cicatrici non rimarginate, e l&#8217;anima straziata dalla pena delle parole non dette e non udite.<\/p>\n<p>Il caso pi\u00f9 triste \u00e8 quello di coloro i quali, da bambini, non hanno ricevuto l&#8217;amore dei genitori, e che poi, diventando grandi, hanno finito per ricadere nelle stesse dinamiche dalle quali avevano cercato di fuggire, per esempio legandosi a persone sbagliate e imprigionandosi in rapporti senza alcuna prospettiva di arricchimento reciproco. Perch\u00e9 esistono delle leggi misteriose che spingono le anime ferite a ferirsi ancora, le anime non amate a non amarsi, le anime incomprese a non volersi comprendere.<\/p>\n<p>E cos\u00ec trascorrono i giorni, i mesi, gli anni: e vi \u00e8 chi si ritrova alle soglie della vecchiaia, senza aver mai realmente vissuto; senza mai aver potuto essere se stesso; senza aver mai goduto pienamente delle gioie che erano alla sua portata, e alle quali tutti naturalmente aspiriamo, per un retaggio innato ed istintivo.<\/p>\n<p>Anche se la societ\u00e0 consumista post-moderna pu\u00f2 dare l&#8217;impressione, invero assai superficiale, che tutti godano o che tutti, quanto meno, siano strenuamente impegnati nella ricerca del piacere, la verit\u00e0 \u00e8 che un numero elevato di persone non stanno bene con se stesse, non provano alcuna gioia di vivere e sentono in s\u00e9 la presenza di un vuoto enorme, intollerabile, a causa di tutta una serie di condizionamenti e di esperienze negative fatti nell&#8217;infanzia e reiterati in seguito, in parte per una sorta di masochistico bisogno di punirsi.<\/p>\n<p>Questo, infatti, \u00e8 l&#8217;aspetto paradossale, ma frequentissimo, dell&#8217;infelicit\u00e0: che essa genera nelle persone un inconscio bisogno di punirsi, quasi che l&#8217;infelicit\u00e0 fosse vissuta come una colpa e non come un male indesiderato: e le colpe vanno espiate.<\/p>\n<p>Chi si sente colpevole della propria infelicit\u00e0, senza rendersene conto cerca ancora di procurarsi della ulteriore infelicit\u00e0; chi \u00e8 stato ferito, cerca di ricevere altre ferite; chi \u00e8 stato deluso e ingannato, cerca di mettersi nelle condizioni di subire nuove delusioni e nuovi inganni. E, come se non bastasse, tende a riprodurre tale perverso meccanismo attraverso le persone con cui vive, a cominciare dai propri figli.<\/p>\n<p>Vi sono genitori che hanno sofferto da bambini, e che fanno soffrire ai propri figli le stesse cose che hanno rovinato la vita a loro: strumenti di una Nemesi implacabile, di un cerchio infernale dal quale \u00e8 difficilissimo uscire.<\/p>\n<p>Per uscirne, infatti, sarebbe necessario un aiuto esterno, ma non solo: perch\u00e9 le cose ci accadono solamente quando noi siamo pronti ad accoglierle. E se le cose positive ci vengono incontro, ma noi non sappiamo vederle, le lasceremo andare senza neanche rendercene conto: perch\u00e9 chi \u00e8 infelice vorrebbe saziarsi di sempre nuova infelicit\u00e0, e chi non si vuole bene, non riesce neppure ad immaginare che potrebbe capitargli qualche cosa di bello nella vita.<\/p>\n<p>S\u00ec: l&#8217;infelicit\u00e0 e lo scoraggiamento ci rendono i peggiori nemici di noi stessi. Non solo ci offuscano la vista e ci impediscono di vedere le cose positive, ma ci spingono ad accanirci contro di noi, ci rendono diabolicamente astuti ai nostri danni, fino al punto che saremmo capaci di procurarci del male perfino nelle situazioni pi\u00f9 accoglienti e benevole.<\/p>\n<p>L&#8217;infelicit\u00e0 \u00e8 una malattia perversa, nella quale il malato fa di tutto per rimanervi.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Tale la fatale contraddizione in cui viene a trovarsi l&#8217;anima che sia presa nell&#8217;ingranaggio crudele dell&#8217;infelicit\u00e0: sa che cosa le occorrerebbe per uscirne, ma non lo fa; fa tutto il contrario: si procura, da se stessa, nuovo dolore e nuova solitudine.<\/p>\n<p>Eppure&#8230;<\/p>\n<p>Eppure, nella vita si pu\u00f2 sempre imparare, si pu\u00f2 sempre capire, si pu\u00f2 sempre aprire gli occhi: non esiste una legge fatale per cui, arrivati ad un certo punto, dobbiamo rassegnarci a non sperare pi\u00f9; se lo facciamo, \u00e8 solo perch\u00e9 ormai amiamo troppo la nostra sofferenza, e vogliamo concludere la nostra vita con la stessa volont\u00e0 punitiva con la quale l&#8217;abbiamo trascinata.<\/p>\n<p>Sempre, fino all&#8217;ultimo momento di respiro, fino all&#8217;ultimo istante di luce, ci \u00e8 data la possibilit\u00e0 di capire, di vedere, di aprire gli occhi. Non \u00e8 un destino, quello di dover procedere come buoi bendati condotti al macello: facciamo tutto da soli.<\/p>\n<p>La vita ci offre sempre delle occasioni: degli incontri, degli sguardi, delle parole che le cose ci rivolgono, purch\u00e9 noi le sappiamo ascoltare, purch\u00e9 siamo disponibili ad aprirci e a metterci in gioco, con umilt\u00e0 e con coraggio.<\/p>\n<p>Non possiamo compatirci all&#8217;infinito: e coloro che ci amano non dovrebbero mai compatirci troppo, se ci amano davvero. Dovrebbero prenderci a schiaffi, piuttosto, quando vedono che ci sdraiamo sulla nostra sofferenza come su un soffice tappeto per la nostra stanchezza. Prenderci a schiaffi e costringerci ad alzarci in piedi: come si fa con l&#8217;uomo semiassiderato che vorrebbe sedersi sulla neve, dalla quale non si rialzer\u00e0 mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>L&#8217;anima infelice \u00e8 un&#8217;anima semiassiderata. Se le permettiamo di sdraiarsi sulla neve, non si alzer\u00e0 mai pi\u00f9. Dobbiamo prenderla a calci, se \u00e8 necessario, ma impedirle ad ogni costo di sdraiarsi nella neve. Questo vale per coloro ai quali vogliamo bene; e vale, ovviamente, e a maggior ragione, per noi stessi.<\/p>\n<p>Non dobbiamo essere troppo indulgenti con noi stessi; non dobbiamo commiserarci. Se lo facciamo, vuol dire che non solo non ci vogliamo bene, ma che non abbiamo alcuna volont\u00e0 di uscire dal nostro malessere, dalla nostra malattia. E perch\u00e9 dovremmo aspettarci una mano di aiuto dagli altri, se noi per primi ci neghiamo l&#8217;aiuto necessario, l&#8217;aiuto che potremmo darci?<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 pi\u00f9 facile prendersela con il mondo intero e dare agli altri la colpa della nostra vita infelice: ma a che serve? Non ci avvicina di un passo alla possibilit\u00e0 di star meglio.<\/p>\n<p>Qualcuno, gi\u00e0 avanti negli anni, \u00e8 tentato di domandarsi: \u00abMa a che scopo dovrei cercare di star meglio, di essere un po&#8217; meno infelice? Forse per poter misurare in tutto il suo orrore il vuoto della mia vita trascorsa, adesso che non mi resta pi\u00f9 tempo per darle una svolta? No: meglio seguitare a vivere come ho sempre vissuto: altrimenti sarebbe una beffa\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 un ragionamento sbagliato, perch\u00e9 la vera beffa \u00e8 perseverare nell&#8217;infelicit\u00e0, quando si \u00e8 intravista la possibilit\u00e0 di uscirne. Per un anno, per un giorno: che importa? Quello che conta non \u00e8 la durata del tempo che ci resta da vivere, ma la sua qualit\u00e0. Un giorno vissuto con pienezza non \u00e8 cosa da poco: pu\u00f2 colmare il vuoto di una intera vita.<\/p>\n<p>Viceversa, una vita interamente vuota non ha molto valore, neppure se durasse mille anni. Ma un giorno di pienezza potrebbe riscattare mille anni di vuoto esistenziale: perci\u00f2 non \u00e8 mai troppo tardi per riscuotersi ed aprire gli occhi.<\/p>\n<p>Ce n&#8217;\u00e8 di bellezza, nel mondo, che attende ancora il nostro sguardo!<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 il segreto \u00e8 capire che la bellezza, prima ancora che nel mondo, \u00e8 nell&#8217;occhio che la vede e la sa riconoscere: \u00e8 in noi stessi, nella nostra anima. La nostra anima \u00e8 bella, purch\u00e9 noi non le neghiamo ostinatamente, fino all&#8217;ultimo, il suo alimento necessario.<\/p>\n<p>L&#8217;alimento dell&#8217;anima \u00e8 l&#8217;amore. Noi non possiamo vivere senza amare, amare, amare: a cominciare da noi stessi, per abbracciare il mondo intero.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la nostra natura: perch\u00e9 veniamo dall&#8217;Essere; e l&#8217;Essere, proprio in quanto \u00e8, \u00e8 Amore.<\/p>\n<p>Amare, perci\u00f2, vuole dire ritrovare la strada di casa, la strada dell&#8217;Essere dal quale proveniamo e verso il quale sono attratti i nostri passi, fino all&#8217;ultimo giorno di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spettacolo del nuovo giorno che nasce, in una bella mattina d&#8217;estate, \u00e8 di quelli che lasciano senza fiato, se non si \u00e8 smarrita del tutto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27059","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27059","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27059"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27059\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}