{"id":27053,"date":"2015-03-10T11:15:00","date_gmt":"2015-03-10T11:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/10\/la-donna-si-autodistrugge-quando-vede-nella-maternita-una-prigione\/"},"modified":"2015-03-10T11:15:00","modified_gmt":"2015-03-10T11:15:00","slug":"la-donna-si-autodistrugge-quando-vede-nella-maternita-una-prigione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/10\/la-donna-si-autodistrugge-quando-vede-nella-maternita-una-prigione\/","title":{"rendered":"La donna si autodistrugge quando vede nella maternit\u00e0 una prigione"},"content":{"rendered":"<p>Anna Karenina lascia il marito e il figlio e alla fine, in un certo senso, va incontro alla morte, devastata dal senso di colpa, oltre che dalla morbosa gelosia per l&#8217;uomo amato; la protagonista di \u00abUna donna\u00bb di Sibilla Aleramo lascia marito e figlio senza distruggersi la vita, anzi, inseguendo intensamente la ricerca della propria affermazione sociale e affettiva: in entrambi i casi la donna vede il proprio matrimonio come una trappola e i propri figli come lo strumento di un ricatto esistenziale, per spezzare il quale non vi \u00e8 altra strada che abbandonarli.<\/p>\n<p>La donna moderna, emancipata, indipendente, sovente finisce per considerare la maternit\u00e0 come una prigione, responsabile di tutte le insoddisfazioni, le amarezze, le frustrazioni della sua vita: classico esempio di come sia cosa facile e istintiva, piuttosto che guardare onestamente in se stessi, distorcere la realt\u00e0 e raccontarsene una versione deformata, allo scopo di scaricare il peso del proprio fallimento esistenziale su qualcun altro o su qualcosa d&#8217;altro. Si prende la prima cosa che capita a portata di mano: il lavoro, i genitori, i colleghi, i vicini, gli amici; per la donna, la cosa pi\u00f9 a portata di mano sono i figli: non in quanto possano rivelarsi ingrati o deludenti, ma proprio in quanto figli: per il fatto di esistere, sono di ostacolo, perch\u00e9 tarpano le ali alla madre.<\/p>\n<p>Da sempre, i falliti e gli incapaci preferiscono credere che sarebbero diventati dei grand&#8217;uomini, o delle donne assolutamente eccezionali, se soltanto non avessero avuto quel tale fardello da portare sulle spalle; se soltanto fossero stati liberi di seguire la propria strada, di realizzare la propria vocazione; se soltanto non fossero stati scoraggiati, impediti, ostacolati in ogni modo da quelle certe persone o da quella tale situazione. Allora s\u00ec, che avrebbero fatto vedere al mondo di che pasta erano fatti: che grandi artisti o scrittori, che campioni sportivi o capitani d&#8217;industria, che modelle, che attrici stupende, inarrivabili sarebbero potuti diventare! Ma la vita \u00e8 stata ingenerosa, verso di essi; li ha soffocati, li ha disarmati, li ha costretti ad arrabattarsi per le piccole, meschine necessit\u00e0 quotidiane: li ha distolti dalle sublimi altezze cui erano destinati, dai successi travolgenti che avrebbero ben meritato. Oh, \u00e8 stata ben crudele, la vita, nei loro confronti: non li ha capiti, non li ha riconosciuti, non li ha valorizzati; sono stati ben piccoli e meschini i loro genitori, i loro mariti e le loro mogli, i loro amici e i loro vicini, quei filistei dei loro capi-ufficio e dei loro superiori gerarchici!<\/p>\n<p>Per la donna, il fatto di avere dei figli \u00e8 la scusa pi\u00f9 facile e pi\u00f9 a portata di mano di tutte; per la donna con tendenze suicide, il pretesto pi\u00f9 a buon mercato per farla finita con una esistenza grigia e squallida, che le ha negato i meritati riconoscimenti e le gioie dovute. Il mistero di una vita umana, sia ben chiaro, merita comunque rispetto; il mistero del dolore, sempre, merita rispetto e compassione; il mistero del suicidio, merita compassione ed un pensoso, rispettoso silenzio: per\u00f2 non si dovrebbe attribuire il proprio dolore a circostanze che non c&#8217;entrano per nulla, e non si dovrebbe adoperare il suicidio come un&#8217;arma ideologica per rivendicare in faccia agli altri una libert\u00e0 conculcata, una dignit\u00e0 offesa che non c&#8217;entrano affatto. Bisognerebbe sforzarsi di essere onesti, in vita e in morte.<\/p>\n<p>La scrittrice statunitense Kate Chopin (Sain Louis, 1851-1904), divenuta in Europa quasi un caso letterario &#8212; mentre in patria era pressoch\u00e9 sconosciuta &#8212; dopo che la cultura femminista si \u00e8 impadronita del suo romanzo \u00abIl risveglio\u00bb, apparso nel lontano 1899 &#8211; offre un buon esempio di tale cattiva coscienza, che non si riconosce come tale e che, al contrario, addossa agli altri, e specialmente alla propria condizione di madre, le delusioni e i fallimenti della propria vita, vedendosi come una eroina e una martire dell&#8217;emancipazione femminile, e venendo riconosciuta come tale da quella cultura che si autodefinisce progressista e libertaria.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il lettore possa farsene un&#8217;idea personale, riportiamo la pagina finale del romanzo di Kate Chopin \u00abIl risveglio\u00bb (titolo originale: The Awakening; a cura di Anna Heiz, Napoli, Esselibri, 1996, pp. 161-3):<\/p>\n<p>\u00abDurante la notte, passata senza dormire, l&#8217;aveva assalita la disperazione. Non c&#8217;era niente che lei desiderava. Non c&#8217;era nessun essere umano che lei voleva accanto a s\u00e9, tranne Robert. Eppure, si rendeva conto che persino lui, e il pensiero di lui, sarebbero svaniti dalla sua esistenza, lasciandola sola. Sent\u00ec che i bambini erano per lei un ostacolo insormontabile: si erano impadroniti di lei e cercavano di trascinarla nella schiavit\u00f9 dell&#8217;anima per il resti della vita. Ma lei sapeva come evitare tutto questo. Comunque, non stava pensando a queste cose, mentre scendeva alla spiaggia.<\/p>\n<p>L&#8217;acqua del Golfo era l\u00ec davanti a lei, scintillante di mille riverberi alla luce del sole. La voce del mare \u00e8 inebriante. Senza tregua, bisbiglia, stordisce, mormora, invita l&#8217;anima a perdersi in abissi di solitudine. Per tutto il tempo che Edna cammin\u00f2 sulla spiaggia bianca, non scorse un&#8217;anima viva. Solo un uccello con un&#8217;ala spezzata, su in alto nel cielo, sbatteva nell&#8217;aria, svolazzava, sbandava stremato, creando lui stesso il vortice che lo trascinava gi\u00f9, sempre pi\u00f9 gi\u00f9, verso l&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Edna aveva ritrovato il vecchio costume da bagno, ormai sbiadito, appeso ancora al solito gancio.<\/p>\n<p>Se lo infil\u00f2, lasciando gli abiti nella cabina. Ma quando fu davanti al mare, da sola, gett\u00f2 via lo sgradevole, fastidioso indumento e, per la prima volta in vita sua, se ne stette nuda al sole, in balia della brezza che la sferzava e delle onde che la invitavano.<\/p>\n<p>Che sensazione strana e terribile stare l\u00e0 nuda sotto il cielo! E com&#8217;era bello! Si sentiva una creatura appena nata, che apriva gli occhi in un mondo che le era familiare e che non aveva mai visto.<\/p>\n<p>Piccole onde spumose si rompevano sui suoi piedi bianchi e le si attorcigliavano attorno alle caviglie come serpentelli. Si immerse. L&#8217;acqua era gelida, ma lei continu\u00f2 a avanzare. L&#8217;acqua era profonda, ma lei sollev\u00f2 il suo corpo bianco, spingendosi al largo con bracciate lunghe e rapide. Il contatto con il mare \u00e8 sensuale. Avvolge il corpo nel suo morbido, intimo abbraccio.<\/p>\n<p>And\u00f2 avanti, sempre pi\u00f9 avanti. Si ricord\u00f2 della notte in cui aveva nuotato verso il largo per la prima volta e le torn\u00f2 in mente il terrore che l&#8217;aveva invasa, di non saper pi\u00f9 tornare a riva. Adesso non guard\u00f2 indietro, ma avanti, sempre pi\u00f9 avanti, pensando al campo della &quot;blue-grass&quot; [erba dal colore blu-verdastro], che aveva attraversato da bambina, credendo che non avesse n\u00e9 principio n\u00e9 fine.<\/p>\n<p>Mano a mano le braccia e le gambe diventavano sempre pi\u00f9 pesanti.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 a L\u00e9once e ai bambini. Anche se erano parte della sua vita, non potevano pensare di poterla possedere tutta, anima e corpo. Come avrebbe riso Mademoiselle Reisz, forse deridendola, se lo avesse saputo. &quot;E voi vi definite un&#8217;artista! Che pretese, Madame! L&#8217;anima dell&#8217;artista deve essere audace, deve sapere osare e sfidare&quot;.<\/p>\n<p>La stanchezza la incalzava e stava per sopraffarla.<\/p>\n<p>&quot;Addio; perch\u00e9 ti amo&quot;. Lui non sapeva, non capiva e non avrebbe mai capito. Forse il dottor Mandelet avrebbe potuto capirla. Ma era ormai troppo tardi per andare da lui. La riva erra lontana e le forze l&#8217;avevano abbandonata.<\/p>\n<p>Si rese conto della distanza e l&#8217;antico terrore divamp\u00f2 in lei per un istante, poi s&#8217;inabiss\u00f2 di nuovo. Edna ud\u00ec la voce di suo padre e quella di sua sorella Margaret. Sent\u00ec abbaiare un vecchio cane., legato al sicomoro. Gli speroni dell&#8217;ufficiale di cavalleria tintinnavano, mentre attraversava il portico. C&#8217;era un ronzio d&#8217;api e il profumo muschiato dei garofani riempiva l&#8217;aria.\u00bb<\/p>\n<p>I bambini, dunque, il pensiero dei propri bambini, non solo non trattiene Edna dal gesto fatale, ma le offre il pretesto per consumarlo: essi la vogliono trascinare nella schiavit\u00f9 dell&#8217;anima per il resto della vita. E il marito (tradito), la famiglia, altro non sono che dei parassiti, dei vampiri bramosi di possederla, di schiavizzarla: nessun rimorso nei loro confronti, quindi, ma un profondo fastidio, un rancoroso disprezzo. Resterebbe l&#8217;uomo di cui Edna \u00e8 innamorata: ma nemmeno il pensiero di lui vale a trattenerla: poco prima, egli ha avuto l&#8217;imperdonabile colpa di confessarle il proprio amore e di dirle addio, per rispetto alla sua condizione di donna sposata e di madre.<\/p>\n<p>Edna lo aveva assillato e quasi perseguitato per dei mesi interi, codesto Robert, per sentirsi dire, alla fine, ci\u00f2 che voleva: per sentirgli dire che l&#8217;amava, come lei amava lui (il che, nel frattempo, non le aveva impedito di darsi a un altro uomo, un notorio cacciatore di donne che l&#8217;aveva aggiunta al suo copioso &quot;carnet&quot; senza alcuna fatica, e anche, per la verit\u00e0, senza il minimo imbarazzo o la minima vergogna da parte di lei, n\u00e9 prima n\u00e9 dopo il rapporto fisico); ma poi non aveva tollerato che la vittoria, cos\u00ec faticosamente conquistata, le si sbriciolasse fra le mani e che Robert, troppo corretto per farne la sua amante, uscisse di scena per sempre.<\/p>\n<p>Come una bambina viziata, a quel punto, Edna sceglie la morte: una morte che viene vissuta come un rito di purificazione e di liberazione, con quel rifiuto del costume da bagno e con quel nuotare nuda lontano, sempre pi\u00f9 al largo, abbandonandosi alla sensualit\u00e0 del contatto con l&#8217;acqua marina, come una ninfa di un quadro di Arnold B\u00f6cklin: bovarismo inconsapevole e tenace, fino all&#8217;ultimo, che getta l&#8217;ombra del kitsch anche su un estremo gesto che vorrebbe essere eroico, ma che eroico non pu\u00f2 essere in alcun modo, visto che non scaturisce da una onesta lettura dei propri sentimenti, ma dalla frustrazione della bambina viziata che si vede sottrarre il giocattolo agognato dalle mani, proprio quando ormai gustava il trionfo d&#8217;averlo tutto per s\u00e9.<\/p>\n<p>Ai nostri giorni, purtroppo, il suicidio ideologico sta facendo sempre pi\u00f9 strada e sempre pi\u00f9 discepoli. Ci si uccide per protestare contro una ingiustizia sociale, vera o presunta, e lo si usa come un&#8217;arma per imprimere le stimmate di fuoco del senso di colpa sui propri &quot;nemici&quot;; si accusa la societ\u00e0 di essere crudele e persecutrice, si punta il dito contro questa o quella forma di intolleranza, che hanno resto impossibile la vita alla vittima. Non si sa riconoscere la vera radice del proprio male, della propria disperazione, che \u00e8 il disamore della vita, la fragilit\u00e0 davanti alle sfide che essa comporta: si preferisce dare tutta la colpa al mondo cattivo e presentare se stessi come le vittime sacrificali di una battaglia per la civilt\u00e0 che, comunque, andr\u00e0 avanti nonostante tutto e finir\u00e0 per trionfare. Non ci si confronta con l&#8217;altro, non lo si interroga: gli si getta in faccia il proprio cadavere per annichilirlo, per farlo sentire indegno, crudele e incivile; si denuncia la societ\u00e0 come ottusa e arretrata, come incapace di riconoscere e rispettare i diritti delle minoranze- il che, sia chiaro, talvolta \u00e8 vero: ma che c&#8217;entra questo con la decisione di togliersi la vita?<\/p>\n<p>Kate Chopin cattiva maestra, dunque: non solo perch\u00e9 non valuta il pericolo di presentare il suicidio come una forma di liberazione, ma soprattutto perch\u00e9 non sa riconoscere quel che accade realmente nell&#8217;anima della sua eroina e bara al gioco, quando presenta la sua condizione di sposa &#8212; alla quale il marito non ha mai fatto mancare nulla &#8212; e specialmente di madre, come l&#8217;origine della sua impossibilit\u00e0 di vivere una vita soddisfacente. E questo \u00e8 tipicamente americano, tipicamente moderno: il male non \u00e8 dentro di noi, \u00e8 sempre fuori; i cattivi sono sempre gli altri; noi siamo buoni, sono loro che ci tormentano e non ci lasciano vivere. Noi siano innocenti, troppo puri per questo mondo basso e sporco: abbiamo il diritto di difenderci, pertanto, con qualunque mezzo e a qualsiasi costo. La natura \u00e8 buona, la societ\u00e0 \u00e8 cattiva: siamo come il buon selvaggio di Rousseau, smarriti in una foresta piena di malizia e di egoismo (altrui, mai nostro).<\/p>\n<p>E sia. A ciascuno le proprie menzogne, il proprio auto-inganno. Guardare dentro di s\u00e9 onestamente e lealmente, sino in fondo, \u00e8 cosa alquanto impegnativa e presuppone un lungo percorso interiore alla ricerca della verit\u00e0, un percorso intransigente e pieno di sacrifici: solo pochi hanno il coraggio di seguirlo per davvero. Le ideologie della modernit\u00e0 sono fatte apposta per eludere questo bisogno di verit\u00e0, per fabbricare miti auto-consolatori e auto-celebrativi. Il femminismo \u00e8 uno di questi. Senza il marito, senza i figli, senza la maledizione della famiglia a cui pensare e di cui occuparsi, la vita della donna sarebbe tutta un&#8217;altra cosa: sarebbe intensa e ricca di soddisfazioni, ed essa, se intellettuale, potrebbe eccellere e far vedere a tutti che le sue capacit\u00e0 non sono per niente inferiori a quelle del maschio. Il guaio \u00e8 che ideologie di questo tipo non solo eludono il vero problema; fanno di peggio: esse sono il problema; creano un circolo vizioso nel quale l&#8217;anima si smarrisce e rimane intrappolata e risucchiata in una spirale auto-distruttiva. Il rifiuto della maternit\u00e0 \u00e8 solo l&#8217;effetto, non la causa del male. Il male, come sempre, \u00e8 la mancanza di verit\u00e0 verso se stessi e verso gli altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna Karenina lascia il marito e il figlio e alla fine, in un certo senso, va incontro alla morte, devastata dal senso di colpa, oltre che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-27053","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27053"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27053\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}