{"id":27021,"date":"2015-12-19T08:43:00","date_gmt":"2015-12-19T08:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/19\/la-filosofia-terapeutica-di-lou-marinoff-o-e-una-tecnica-banale-o-un-malinteso\/"},"modified":"2015-12-19T08:43:00","modified_gmt":"2015-12-19T08:43:00","slug":"la-filosofia-terapeutica-di-lou-marinoff-o-e-una-tecnica-banale-o-un-malinteso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/19\/la-filosofia-terapeutica-di-lou-marinoff-o-e-una-tecnica-banale-o-un-malinteso\/","title":{"rendered":"La \u201cfilosofia terapeutica\u201d di Lou Marinoff o \u00e8 una tecnica banale, o un malinteso"},"content":{"rendered":"<p>Lou Marinofff, canadese, nato a Montr\u00e9al nel 1951, professore di filosofia al City College di New York, \u00e8 un pioniere della cosiddetta &quot;pratica filosofica&quot;, nata in Germania nel 1980, e presiede l&#8217;Associazione Americana dei Terapisti Filosofici; tale pratica si \u00e8 ormai diffusa in tutto il mondo, mentre si assiste ovunque al moltiplicarsi degli studi di <em>counseling<\/em> filosofico.<\/p>\n<p>Come afferma il titolo del suo libro di gran lunga pi\u00f9 noto, studiare il pensiero dei filosofi \u00e8 cosa migliore che imbottirsi di farmaci antidepressivi: \u00e8 la filosofia, infatti, la vera guaritrice dei mali dell&#8217;anima (egli non adopera la parola &quot;anima&quot;: lo facciamo noi, sotto la nostra responsabilit\u00e0); e sviluppare un minimo di consapevolezza speculativa significa, anche, mettere al riparo il proprio equilibrio interiore e rafforzare le difese contro la malattia.<\/p>\n<p>L&#8217;idea \u00e8 buona, anzi buonissima, purch\u00e9 inserita nel contesto giusto; peraltro, non \u00e8 affatto nuova, ma vecchia quanto la filosofia stessa: si tratta solo di riscoprire una antica verit\u00e0 e di ripristinare le forme di saggezza che hanno guidato per secoli e millenni i nostri progenitori, prima che la <em>hybris<\/em> scientista e illuminista gettasse i germi della pazzia fra gli uomini.<\/p>\n<p>Per Marinoff, scopo e significato sono paragonabili a una mappa: lo scopo \u00e8 quello di guidare il viaggiatore a destinazione, il significato \u00e8 la rappresentazione del territorio. Egli fa anche il paragone del men\u00f9 al ristorante: lo scopo di esso \u00e8 aiutare il cliente a scegliere che cosa mangiare, il significato \u00e8 quello di fornire delle informazioni relative alle scelte.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Marinoff nel suo ormai celebre libro \u00abPlatone \u00e8 meglio del Prozac\u00bb (titolo originale: \u00abPlato, not Prozac!\u00bb, 1999; traduzione italiana di Francesco Saba Sardi, Casale Monferrato, Editrice Piemme, 2007, pp.281-88):<\/p>\n<p><em>\u00abBisogna innanzitutto distinguere tra significato e scopo, parole che di solito sono usate come intercambiabili. Ritengo opportuno operare una distinzione per aiutarti a reinserirle nella tua esistenza. Scopo \u00e8 un oggetto o finalit\u00e0 da raggiungere. \u00c8 una meta. Significato ha a che fare con il tuo modo di comprendere la vita nel suo svolgersi. Significato \u00e8 il modo con cui le cose accadono, non necessariamente la loro risultanza; la comprensione dipende dall&#8217;esperienza e il significato- al apri dell&#8217;esperienza &#8211; \u00e8 personalissimo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Se hai gi\u00e0 uno scopo, comprendere i significati delle cose pu\u00f2 aiutarti a raggiungerlo. Ma se non hai uno scopo o non sei in grado di individuarne uno, i significati ti saranno meno utili. La mappa pi\u00f9 precisa che ci sia \u00e8 inutile se non devi andare da nessuna parte. D&#8217;altra parte, non sempre desideri una mappa n\u00e9 hai bisogno di sapere dove stai andando. Fare dello shopping in una citt\u00e0 straniera senza una guida, oppure esplorare una zona selvaggia senza una mappa, pu\u00f2 essere rischioso ma anche remunerativo. Il tuo scopo pu\u00f2 essere semplicemente quello di esplorare e poi assegnare un significato a tutto ci\u00f2 che incontri strada facendo. E cos\u00ec torniamo alle disposizioni filosofiche individuali: significato e scopo dipendono in larga misura da te. Cose semplici possono essere assai significative; cose inspiegabili possono proporsi come altri scopi. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Noi siamo molto pi\u00f9 contenti se crediamo di avere uno scopo, anche se ignoriamo cosa esso sia o possa essere. Ma siamo ancora pi\u00f9 lieti se conosciamo quale sia lo scopo, perch\u00e9 questo ci aiuta a trovare significato. Molte cose significative non rientrano nel nostro scopo, sebbene ci\u00f2 non le renda meno significative. Possiamo anche trovare significato tutt&#8217;attorno a noi senza sapere quale sia il nostro scopo (e cos\u00ec ignorando quel che al nostro scopo si adatta). Ti pu\u00f2 anche succedere di essere certo del tuo scopo fondamentale, ma di essere quotidianamente alle prese con l&#8217;insignificanza. Sicch\u00e9, lo scopo non garantisce affatto che senta ricca di significato la tua vita, casomai tu creda che ti basti affidarti a qualcuno che ti offra uno scopo bell&#8217;e fatto.<\/em><\/p>\n<p><em>Puoi avere un unico scopo che informa di s\u00e9 l&#8217;intera vita o, pi\u00f9 probabilmente, una mutevole serie di scopi in diversi momenti della tua esistenza. A lungo puoi credere che la condizione di genitore sia il tuo supremo scopo. Ma, una volta cresciuti i tuoi figli, ti pu\u00f2 capitare di sostare l&#8217;accento sulla tua carriera o sul tuo personale sviluppo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Senza la flessibilit\u00e0 necessaria per perseguire diversi scopi durante la tua vita, ti pu\u00f2 capitare di finire come la &quot;popolarissima&quot; animatrice delle feste studentesche che vent&#8217;anni dopo continua a vivere di gloria passata senza avere una nuova visione personale. Non siamo fatti per dedicarci a un&#8217;unica cosa, bens\u00ec per fare una cosa alla volta. Non aggrapparti ad un&#8217;unica cosa, stiracchiandola oltre la sua stagione.<\/em><\/p>\n<p><em>Se hai realizzato uno scopo, nessuno potr\u00e0 portartelo via. Ma lo scopo non durer\u00e0 per sempre. Nulla dura in eterno. Puoi gustartelo, riviverlo, ma devi essere disposto ad abbandonarlo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Lo scopo non \u00e8 qualcosa che puoi trovare semplicemente perch\u00e9 aspiri ad averne uno. Nessuno e niente pu\u00f2 darti uno scopo: devi trovarlo da solo. Un vero scopo pu\u00f2 non essere ovvio e pu\u00f2 darsi che ci voglia molto tempo perch\u00e9 sbocci, ma ci\u00f2 non significa che non esiste. Finch\u00e9 strada facendo trovi significato, il tempo dell&#8217;attesa non sar\u00e0 sprecato. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Pu\u00f2 essere difficilissimo, a volte, comprendere le nostre esistenze. Vorremmo trovare un modello, qualcosa di pi\u00f9 che non un accumulo di abitudini o una spinta a trasmettere i nostri geni. Quel modello ci serve per spingerci verso pi\u00f9 ampi orizzonti. Un simile punto di vista ottimistico \u00e8 il balsamo migliore quando qualcosa ci tormenta. Cose tristi possono accadere, ma almeno esperirle pu\u00f2 contribuire a fare di noi persone migliori. I filosofi da Eraclito a Lao Tzu concordano nel ritenere che il cambiamento \u00e8 l&#8217;unica cosa costante della vita, e tutti quanti abbiamo i nostri alti e bassi. Sarebbe opportuno convincerci che ci\u00f2 che stiamo attraversando (soprattutto se \u00e8 di malo conio) \u00e8 destinato a impartirci una lezione e a permetterci di essere meglio di come avremmo potuto essere altrimenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Non so dirti se qualcuno o qualcosa ci ha imposto quelle esperienze con una qualche intenzione circa l&#8217;insegnamento che semmai ne ricaviamo. Ma, come individui dotati di libero arbitrio, possiamo certamente decidere di servirci di ci\u00f2 che ci capita come alimento della nostra personale evoluzione.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>\u00abPlatone \u00e8 meglio del Prozac\u00bb ha avuto un successo mondiale travolgente: basti dire che \u00e8 stato tradotto in venticinque lingue, e si capir\u00e0 facilmente di quale ordine di numeri stiamo parlando. Quel libro \u00e8 stato come una meteora: \u00e8 passato ed \u00e8 sparito; e non si pu\u00f2 dire che abbia lasciato molto dietro di s\u00e9. In effetti, l&#8217;idea di ridurre la filosofia a pratica terapeutica pu\u00f2 sembrare alquanto originale; ma, come dicevamo sopra, non lo \u00e8; inoltre, e quel che \u00e8 peggio, paragonarla al men\u00f9 di un ristorante dice subito in quale conto Marinoff tenga la filosofia.<\/p>\n<p>Figlio di una tradizione utilitaristica e produttivistica tipicamente anglosassone, che risale alla stagione illuminista, se non prima ancora, Marinoff sembra avere una concezione molto pragmatica e molto limitata della filosofia: anzich\u00e9 l&#8217;<em>arte<\/em> di pensare, si direbbe che essa sia, per lui, la <em>tecnica<\/em> di pensare. Ma l&#8217;arte \u00e8 autonoma quanto al proprio fine, la scienza no: l&#8217;arte sa dove vuole andare, la scienza no. In pratica, egli cade proprio nel circuito chiuso verso il quale mette in guardia i suoi lettori: quello di non riuscire a individuare lo scopo del filosofare. Presenta la filosofia come una maniera per mettere a fuoco i propri scopi e per perseguirli in maniera lucida e razionale; paragona lo scopo alla guida del viaggiatore, e il significato alla mappa del territorio da percorrere: per\u00f2 ammette che il viaggiatore deve sapere dove vuole andare, altrimenti sono inutili sia la guida, sia la mappa. Ma allora, che senso ha presentare la filosofia come una forma di <em>counseling<\/em>? Oltre a essere terribilmente riduttivo, \u00e8 anche contraddittorio: nessuno pu\u00f2 guidare nessun altro alla filosofia, se questi non sa dove vuole andare. La saggezza della vita non si insegna, si apprende in prima persona; se qualcuno volesse insegnarla, la tradirebbe, perch\u00e9 ne farebbe una tecnica mercenaria.<\/p>../../../../n_3Cp>Il <em>counseling<\/em>, infatti, \u00e8 una tecnica professionale, consistente nell&#8217;orientare e sviluppare le potenzialit\u00e0 del cliente, e nel migliorare la sua capacit\u00e0 di operare delle scelte. Ma per fare delle scelte, bisogna avere delle priorit\u00e0, dei valori, dei fini: cose che la filosofia non pu\u00f2 dare, ma, semmai, stimolare. Insomma c&#8217;\u00e8 una sola maniera di fare filosofia, essere filosofi; e c&#8217;\u00e8 una sola maniera di essere filosofi, diventare maestri di se stessi. Nessuno ce lo pu\u00f2 insegnare; se lo potesse, sarebbe il nostro maestro: ma, in tal caso, la filosofia sarebbe quel che pensa Marinoff, e invece non \u00e8: una tecnica (insegnata a pagamento) del pensare. Concepire cos\u00ec la filosofia, significa ridurla a qualcosa di piccolo: in pratica, non si vede quale differenza sostanziale vi sia tra il <em>counseling<\/em> filosofico di Marinoff e la tecnica di eloquenza dei sofisti, pur&#8217;essa venale.<\/p>\n<p>La filosofia \u00e8 la ricerca razionale della verit\u00e0. Non ci si avvicina alla verit\u00e0, n\u00e9 punto, n\u00e9 poco, facendo di essa una tecnica e paragonandola a una guida o a una mappa: essa non \u00e8 n\u00e9 una cosa, n\u00e9 l&#8217;altra. Il filosofo non \u00e8 colui che procede verso la meta in maniera pi\u00f9 veloce o pi\u00f9 abile degli altri; ma \u00e8 colui che ha compreso quale sia la meta. E questo non glielo pu\u00f2 insegnare nessuno: lo deve trovare da s\u00e9. La vera filosofia, pertanto, \u00e8 sia il cammino verso la m\u00e8ta, sia la contemplazione della m\u00e8ta stessa: nel senso che essa \u00e8 premio a se medesima, allorch\u00e9 diviene contemplazione gioiosa e rasserenante della Verit\u00e0. Il filosofo \u00e8 colui che ha compreso che la vita non \u00e8 frutto del caso, e che non \u00e8 indifferente quel che in essa ci viene incontro, e come lo si accoglie; ma che, nello stesso tempo, riesce a trasformare tutte le situazioni, compresi gli errori e le cadute, in occasioni preziose di crescita e di perfezionamento di s\u00e9.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 prendere la filosofia come una medicina, neppure come una medicina preventiva, tanto meno come un antidepressivo: essere depressi o no, \u00e8 una questione di motivazione alla vita, che nessuna filosofia al mondo potr\u00e0 modificare. Semmai, la filosofia aiuta a trovare la serenit\u00e0 vera, perch\u00e9 la sensazione esaltante di avvicinarsi alla verit\u00e0 moltiplica le forze e accende la speranza: esattamente coma accade all&#8217;alpinista allorch\u00e9, dopo avere affrontato fatiche e pericoli, intravede la vetta della montagna tanto agognata. Ma la vetta \u00e8 la vetta: non il desiderio di essa. La filosofia non \u00e8 la verit\u00e0, \u00e8 l&#8217;avvicinamento alla verit\u00e0. Non qualunque cammino di ricerca \u00e8 un avvicinamento alla verit\u00e0; vi sono cammini che non portano da nessuna parte, e che allontanano dalla verit\u00e0. Vi sono filosofi che impazziscono a causa della loro superbia intellettuale, e che finiscono per identificare se stessi con la vetta della montagna. Desterebbero una profonda piet\u00e0, se non fossero degli orgogliosi che infliggono a se stessi, senza rendersene conto, la meritata punizione.<br \/>\nLa Verit\u00e0 eccede la conoscenza umana; nessun uomo, per quanto intelligente e sapiente, pu\u00f2 arrivare al suo cospetto. Abbiamo bisogno d&#8217;un aiuto. La filosofia deve cedere il passo alla teologia, e quest&#8217;ultima, alla fede. Non si pu\u00f2 attraversare l&#8217;oceano con una barchetta; con una barchetta si pu\u00f2 attraversare un fiume, o &#8212; al massimo &#8211; una laguna. Bisogna essere consapevoli della sproporzione fra il desiderio della verit\u00e0 e lo statuto ontologico della Verit\u00e0 in se stessa. La Verit\u00e0 \u00e8 il Bene, e il Bene \u00e8 l&#8217;Assoluto; dunque, la verit\u00e0 \u00e8 Dio. Davanti a Dio, o ci si presenta nell&#8217;atteggiamento della massima umilt\u00e0, oppure si vaneggia, si farnetica, si impazzisce. Si scambiano i mulini a vento per giganti, come don Chisciotte; si costruiscono le torri di Babele, destinate a restare incompiute, severo monito contro la presunzione umana.<\/p>\n<p>La filosofia \u00e8 preziosa, ma non \u00e8 tutto. \u00c8 uno dei mezzi, non il mezzo, per avvicinarsi alla verit\u00e0. Un altro mezzo &#8212; il pi\u00f9 sicuro, il pi\u00f9 diretto &#8212; \u00e8 l&#8217;amore. Chi ama veramente, \u00e8 gi\u00e0 sulla strada della verit\u00e0: non gli servono libri, meno ancora dei maestri di <em>counseling<\/em> che si fanno pagare un tanto all&#8217;ora. I veri maestri mettono a disposizione il loro sapere gratuitamente, per pura benevolenza, e, pi\u00f9 ancora, perch\u00e9 sanno molto bene di non essere i proprietari del sapere, ma semplicemente gli intermediari: lo hanno ricevuto dall&#8217;Alto e lo offrono, a loro volta, a chi lo cerca con cuore puro. Il solo maestro \u00e8 Dio; e il solo maestro umano, \u00e8 ciascuno di noi, per se stesso. Gli altri possono aiutare, ma ci\u00f2 riesce efficace solo se il discepolo \u00e8 gi\u00e0 impegnato a diventare il maestro di se stesso. Vi \u00e8 una sola strada per riuscirvi: liberarsi dal fardello dell&#8217;Io. L&#8217;Io \u00e8 la maledizione che ci oscura la vista e ci fa strisciare carponi, sotto il peso della nostra stessa vanit\u00e0. Fra tutte le forme di vanit\u00e0, la pi\u00f9 trista \u00e8 proprio quella intellettuale, perch\u00e9 \u00e8 un tradimento nei confronti della Verit\u00e0.<\/p>\n<p>Come disse il solo Maestro autentico: per giungere alla Verit\u00e0, bisogna sapersi fare piccoli e umili&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lou Marinofff, canadese, nato a Montr\u00e9al nel 1951, professore di filosofia al City College di New York, \u00e8 un pioniere della cosiddetta &quot;pratica filosofica&quot;, nata in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[141],"class_list":["post-27021","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27021","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27021"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27021\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}