{"id":27017,"date":"2015-11-05T12:00:00","date_gmt":"2015-11-05T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/05\/marino-moretti-non-crepuscolare-ma-epico-cantore-degli-umili-e-dei-vinti\/"},"modified":"2015-11-05T12:00:00","modified_gmt":"2015-11-05T12:00:00","slug":"marino-moretti-non-crepuscolare-ma-epico-cantore-degli-umili-e-dei-vinti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/05\/marino-moretti-non-crepuscolare-ma-epico-cantore-degli-umili-e-dei-vinti\/","title":{"rendered":"Marino Moretti: non crepuscolare, ma epico cantore degli umili e dei vinti"},"content":{"rendered":"<p>Marino Moretti \u00e8 considerato, insieme a Sergio Corazzini e a Guido Gozzano, come il pi\u00f9 tipico rappresentante della stagione crepuscolare, con riguardo specialmente alla sua produzione lirica; tuttavia, tenuto conto dell&#8217;insieme, assai imponente, della sua opera letteraria, che \u00e8, in gran parte, narrativa, si tratta di un giudizio interamente fondato e senz&#8217;altro condivisibile?<\/p>\n<p>A nostro avviso, se si guarda a romanzi come \u00abGuenda\u00bb (1918), \u00abL&#8217;Andreana\u00bb (1935), \u00abAnna degli elefanti\u00bb (1937), \u00abLa vedova Fioravanti\u00bb (1941), \u00abLa camera degli sposi\u00bb (1958), che coprono un arco temporale di oltre quarant&#8217;anni, bisogna convenire che i personaggi, le situazioni, gli intrecci, le tematiche, la morale, sono improntati pi\u00f9 ad un clima epico e drammatico, che decadentista. Si tratta, beninteso, di una epicit\u00e0 minore, se ci \u00e8 consentita l&#8217;espressione; nondimeno, epica \u00e8 la seriet\u00e0 con cui sia l&#8217;autore che i personaggi prendono la vita, pur se, talvolta, dietro un velo di leggerezza, d&#8217;ironia (come in Gozzano), di scherzosit\u00e0 e quasi di parodia: ma si tratta, appunto, di una facciata, che serve a questi umili eroi per mascherare la loro intima pena. Il fondo della narrativa di Moretti &#8212; cos\u00ec come, del resto, della sua poesia &#8212; \u00e8 sempre serio: spesso malinconico, qualche volta eccentrico, non di rado patetico; ma, ripetiamo, sempre, al suo fondo, serio: nel senso che i caratteri e le vicende ruotano intorno alla seriet\u00e0 della vita, anche se questa seriet\u00e0 \u00e8, talvolta, dissimulata e quasi sdrammatizzata dietro un sorriso bonario o dietro una maschera buffa.<\/p>\n<p>Si prenda, fra tutti, il caso de \u00abL&#8217;Andreana\u00bb &#8211; a nostro parere, la sua opera migliore, il vertice della sua ricerca poetica e della sua maturit\u00e0 di scrittore. Come negare che vi siano elementi tipicamente decadentistici, nel minimalismo di fondo del&#8217;intera vicenda, pur se imperniata sul vecchio espediente teatrale dell&#8217;agnizione &#8212; addirittura uno scambio di bambini nella culla, all&#8217;ospedale, che pretender\u00e0 un ristabilimento della verit\u00e0 quando le rispettive madri sono ormai avanti negli anni, e si sono costruite una vita intera con quei figli che credevano i loro, per poi scoprire che non lo erano, e dai quali si devono separare, per accogliere quelli &quot;veri&quot;? E come negare che nel personaggio di Mondo, come del resto in quello della Filodima, vi siano dei tratti un po&#8217;buffi, da commedia dell&#8217;arte, che alleggeriscono la tensione della vicenda e portano una nota di colore nella monotonia di quelle povere esistenze? E tuttavia, n\u00e9 Anita, la figlia dell&#8217;Andreana, n\u00e9 Mascia, la ballerina che si allea con lei per mandare in rovina Mondo, n\u00e9 la Ballarin, che riesce a strappare all&#8217;Andreana un figlio forte e sano, Fortunato, e gli d\u00e0 in cambio un figlio malato di tubercolosi, Felice, sono personaggi comici: sono molto seri, invece, e ciascuno di essi \u00e8 tormentato da un suo d\u00e8mone, che lo trascina verso una vita insoddisfacente e infelice. Che dire, poi, della protagonista, di questa forte, sfortunata, eroica figura di donna, tenace, paziente, coraggiosa, indistruttibile, che nessuna sventura e nessuna delusione riescono a piegare, e, soprattutto, alla quale niente e nessuno riescono a rubare una innata dignit\u00e0, che ha qualcosa di solenne, da antica tragedia greca?<\/p>../../../../n_3Cp>L&#8217;eroismo dell&#8217;Andreana \u00e8 un eroismo epico, ovviamente di una epicit\u00e0 moderna e popolare: la stessa che si trova nei \u00abMalavoglia\u00bb di Verga; una analoga rassegnazione, o, per dir meglio una analoga accettazione della vita, nella sua interezza (Moretti \u00e8 uno scrittore cattolico, e la sua visione cristiana del reale si esprime appunto in questo concetto centrale), vale a dire nella buona e soprattutto nella cattiva sorte, nei &#8212; rari &#8211; momenti felici e nelle lunghe stagioni di avversit\u00e0, amarezza e solitudine.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine finale del romanzo, con l&#8217;Andreana che trova ospitalit\u00e0 nel quartiere dei pescatori e che riparte coraggiosamente da zero, dopo aver conosciuto il benessere materiale, ma anche le pi\u00f9 profonde delusioni affettive e i pi\u00f9 strazianti dolori, come la morte del figlio Felice; con questa donna fiera e indomabile, che, venduta la villa e ridotto Mondo a un relitto umano dal fatale incidente automobilistico, si rimbocca le maniche e, non pi\u00f9 giovane, riprende senza paura il suo vecchio mestiere di pescivendola, \u00e8 una immagine superba, &quot;eroica&quot;, appunto, nel senso verghiano del termine, ma senza la cupezza quasi disperata del siciliano.<\/p>\n<p>Scriveva Giuseppe Ravegnani in \u00abUomini visti\u00bb (Milano, Mondadori, 1955, vol. 1, pp. 290-99):<\/p>\n<p><em>\u00abI &quot;ritratti&quot;, scritti o detti, di Marino Moretti sono molti. Per essi direi che esiste un&#8217;aulica tradizione. Quasi aggiungerei che sopra di lui, sulla sua casa, sul suo studio, su Cesenatico, sul porto di Cesenatico, si \u00e8 creata una leggenda. Una leggenda che tutto rimpicciolisce e tutto ammorbidisce. Siccome si pretende che Moretti sia lo scrittore dei &quot;toni minori&quot;, lo scrittore della &quot;bont\u00e0&quot; e del &quot;sacrificio&quot;, della &quot;malinconia&quot; e della &quot;rinuncia&quot;, lo scrittore dei &quot;vinti&quot; (e vedremo poi come tutte queste definizioni siano soprattutto letterarie, e in s\u00e9 pigre, in quanto rinunciano a mettere in chiaro l&#8217;autentica &quot;posizione&quot; spirituale del narratore), anche l&#8217;uomo Moretti viene a portare sul volto una specie d&#8217;oziosa decalcomania, che evidentemente s&#8217;adegua de partecipa dell&#8217;opinione che si ha di una letteratura piuttosto che di un&#8217;altra: di una letteratura che &quot;grosso modo&quot; si vorrebbe indicare come crepuscolare, quando invece, persino nel suo linguaggio, essa \u00e8 realista. Infatti, a proposito dell&#8217;animo di Moretti uomo, abbiano letto ch&#8217;esso \u00e8 timido, gentile, mite, bonario, remissivo, pieghevole, benigno; cio\u00e8 abbiamo fatto la conoscenza di aggettivi qualificativi che, pur non essendo falsi, sono per\u00f2 esatti e veri soltanto in parte. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Dunque, una volta per sempre, messe da parte le etichette, diamo a Moretti quel che gli spetta. E non dico la cattedra di Maestro&#8230; ma dico l&#8217;esatto riconoscimento delle qualit\u00e0 e del carattere della sua arte, sopra cui l&#8217;equivoco dei toni grigi e crepuscolari pesa tuttora. \u00c8 mio convincimento invece che sin dai lontani giorni delle novelle, sin dal primo romanzo, &quot;Il sole del sabato&quot;, con quella Barberina la cui umilt\u00e0 \u00e8 tutta armata, fino agli &quot;Uomini soli&quot;; marino Moretti altro non sia che un autentico narratore verista, forse il solo e pi\u00f9 forte narratore verista che l&#8217;Italia abbia avuto dopo Verga. Pensate a &quot;La voce di Dio&quot;; pensate a &quot;L&#8217;Andreana&quot;, pensate a certi racconti degli &quot;Uomini soli&quot; (e cito &quot;Dar moglie al cavaliere&quot;). Tutti i &quot;personaggi&quot; morettiani, donne e uomini, molti dei quali altamente drammatici, pur se si muovono in un ambiente disadorno e forse monocolore, chiudendo poi con la morte i loro delusi destini (o con la rinuncia o con la sconfitta o con la rassegnazione, le quali equivalgono altrettante morti!), questi &quot;personaggi&quot;, dico, non stanno di fronte alla vita come inerti e ignare vittime, n\u00e9 sono mai degli assenti, degli sprovveduti, degli abulici, cio\u00e8 gente sacrificata in anticipo, senza lotta, senza desiderio di lotta. Al contrario, persino con caparbiet\u00e0, persino con audace rancore, persino con coraggio (un coraggio fatto di silenzio, cio\u00e8, fra i coraggi, il pi\u00f9 difficile e il pi\u00f9 esigente) essi cercano, voglio, perseguono, anelano alla gioia e alla felicit\u00e0, reagendo, difendendosi, resistendo, opponendo proprio cotesto silenzio alle grida e alle offese dell&#8217;esistenza: un silenzio per\u00f2 pi\u00f9 creante di cento parole, pi\u00f9 operoso di cento azioni, pi\u00f9 vivo e vitale di cento gesti. Infatti, dove stiano di casa a proposito di questo Moretti, la malinconia crepuscolare e la noia del vivere, io non so. Il dolore \u00e8 ben altra cosa. Domando quale sia il romanzo di Marino che metta in campo un &quot;personaggio&quot;, il quale sul serio abbia noia della vita, anche se la vita, nella filosofia dello scrittore, si svolga quasi sempre all&#8217;ombra d&#8217;una fatalit\u00e0 arcigna, dura, grassa, violenta, malvagia e soprattutto ingiusta. Non uno; e nemmeno se cerchiamo tra i molti &quot;personaggi&quot; delle novelle e dei racconti. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Dov&#8217;\u00e8 dunque il &quot;vero&quot; Moretti? Io direi che \u00e8 dovunque, nei racconti, nei romanzi, nei libri di memoria, in una fedelt\u00e0 a se stesso e alla sostanza del suo animo che \u00e8 commovente. Per lui, in tanti e tanti anni, non ci sono state mode, tendenze, ismi, salti di generazioni, valica menti di gusti mondani o da caff\u00e8: Mai egli ha abdicato alla sua natura, al suo modo di guardare, al suo cuore; mai egli ha ceduto al denaro degli uomini e alle lusinghe della fama; mai egli \u00e8 montato su una bigoncia da predicatore alla ricerca di applausi e di lettori. Uomo schivo, sensitivo uomo, uomo ripiegato in s\u00e9, forse anche un po&#8217; Cireneo dei suoi umori, egli si \u00e8 soltanto disteso e raccontato nei suoi libri, fedelissimo sempre alla verit\u00e0 e alla realt\u00e0, guardate con attrito pungente, con uno sguardo talora anche irritato, o scanzonato, o ironico, ma uno sguardo che \u00e8 sempre di lui, mai toccato dal variare dei tempi e delle cos\u00ec dette &quot;poetiche&quot;, mai sfiorato dai modi e dai libri degli altri.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Tutto vero e tutto giusto. La grandezza di Marino Moretti \u00e8 proprio in questa indefettibile fedelt\u00e0 a se stesso, in questa coerenza esigente, che ne fa, davvero, quasi un <em>unicum<\/em> nel panorama letterario italiano del Novecento. Dalla prima raccolta di poesie, \u00abIl poema di un&#8217;armonia\u00bb, che esce nel 1903, in pieno clima decadentista, quando l&#8217;autore \u00e8 appena diciottenne, all&#8217;ultima opera in prosa, \u00abIl libro dei miei amici. Ritratti letterari\u00bb, che \u00e8 del 1960, e infine al \u00abDiario senza le date\u00bb, del 1974, cinque anni prima della sua morte, il lunghissimo itinerario creativo dello scrittore passa imperturbabile attraverso numerose stagioni ed esperienze, dominate da questa o quella rivista, da questa o quella avanguardia (e perfino neoavanguardia!), che si snodano e si accavallano con ritmo sempre pi\u00f9 rapido e incalzante, quasi frenetico, dal futurismo all&#8217;ermetismo, al neorealismo, all&#8217;esistenzialismo, al Gruppo &#8217;63. Moretti se ne sta un po&#8217; in disparte, schivo, solitario, chiuso in se stesso; ma non astioso, non cinico, mai beffardo, anche se &#8212; talvolta &#8212; ironico. Moretti non disprezza, n\u00e9 condanna alcuno, ma va per la sua strada, tutto assorto nel suo mondo interiore, nella sua incessante ricerca: la quale a torto potrebbe sembrare centrata soltanto su di s\u00e9, perch\u00e9 nello scavo della propria infanzia e giovinezza, del proprio passato, della propria famiglia, del proprio paese, egli trova l&#8217;umanit\u00e0 intera (ah, quella Cesenatico dei pescatori e dei pescivendoli, quella citt\u00e0 vecchia piena di poesia, quel piccolo porto di mare che \u00e8 come una minuscola finestra, aperta pi\u00f9 verso l&#8217;interno che verso l&#8217;esterno, e cos\u00ec ricca di umanit\u00e0, di figure caratteristiche e commoventi, di piccole tragedie quotidiane e di grandi illusioni perdute: quanto l&#8217;ha amata, quanto l&#8217;ha sviscerata, senza mai idealizzarla, ma, anche, senza mai perdere la tenerezza e la bonariet\u00e0 verso di essa, come un uomo che resta fedele per sempre alla donna amata, per tutta la vita, anche quand&#8217;ella invecchia e mostra le rughe; anche quando lo delude con i suoi capricci e i suoi colpi di testa; e anche se lascia intravedere, di quando in quando, dei tratti di piccineria e di vera e propria meschinit\u00e0!<\/p>\n<p>Lo sguardo di Moretti \u00e8 sempre affettuoso, anche se privo d&#8217;illusioni: egli \u00e8 un grande pessimista che non si aspetta nulla di buono dalla vita, perch\u00e9 sa che ogni felicit\u00e0, se pure arriva, \u00e8 destinata a non durare: radicatissimo, in lui, \u00e8 il senso della precariet\u00e0 delle cose, della fuggevolezza della gioia, della imperscrutabilit\u00e0 del destino, pi\u00f9 avverso che amico degli uomini, pi\u00f9 propenso a spezzare i loro sogni che a sostenerli nelle loro speranze. Eppure Moretti non piomba mai nella disperazione, non cede mai alla sventura: come i suoi personaggi pi\u00f9 caratteristici, che non si arrendono, che lottano, che sono disposti a qualsiasi sacrificio per non perde del tutto i loro sogni, per non ammainare la bandiera del loro idealismo, per non scordarsi del grande segreto della bont\u00e0, che addolcisce le pene e sparge un balsamo sulle ferite pi\u00f9 profonde. E qui viene fuori il fondo cristiano, anzi cattolico, dell&#8217;autore: quell&#8217;esile filo di speranza che, per\u00f2, \u00e8 praticamente indistruttibile, tenace come lo sono le reti dei pescatori, che sempre vengono gettate in acqua e sempre vengono tirate a riva, sia che la pesca sia stata favorevole e abbondante, sia che neppure un solo pesce sia rimasto preso in esse.<\/p>\n<p>Il mondo poetico di Marino Moretti \u00e8 epico, perch\u00e9 epica \u00e8 la forza d&#8217;animo che tirano fuori, quando tutto sembra ormai perduto, i suoi personaggi migliori, i pi\u00f9 rappresentativi della sua filosofia: secondo la quale la vita \u00e8 lotta, ed \u00e8 una lotta incessante, che riserva ben poca felicit\u00e0 agli individui; e, tuttavia, una lotta alla quale non ci pu\u00f2 sottrarre, perch\u00e9 solo attraverso il crogiolo della sofferenza si forgiano i valori, si trasfigurano gli egoismi, si purificano le passioni. E che la vita sia lotta, lo sa bene l&#8217;Andreana: fiera e forte figura di donna che non teme la povert\u00e0, la solitudine, le umiliazioni sociali. E lo sa bene Moretti, il quale, fin da giovanissimo, sceglie lo pseudonimo di Aliosha, come il pi\u00f9 giovane dei fratelli Karamazov di Dostoevskij: l&#8217;unico, fra i quattro, il quale ha compreso che la vita, in definitiva, \u00e8 una vocazione all&#8217;amore, alla benedizione, al perdono, e giammai una discesa nei tenebrosi e sterili deserti dell&#8217;astio, del rancore o della brama di vendetta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marino Moretti \u00e8 considerato, insieme a Sergio Corazzini e a Guido Gozzano, come il pi\u00f9 tipico rappresentante della stagione crepuscolare, con riguardo specialmente alla sua produzione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27017","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27017","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27017"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27017\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}