{"id":27004,"date":"2011-03-28T07:25:00","date_gmt":"2011-03-28T07:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/03\/28\/nella-prosa-amara-di-marek-hlasko-la-disperata-cattiveria-delluomo-alienato-da-se-stesso\/"},"modified":"2011-03-28T07:25:00","modified_gmt":"2011-03-28T07:25:00","slug":"nella-prosa-amara-di-marek-hlasko-la-disperata-cattiveria-delluomo-alienato-da-se-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/03\/28\/nella-prosa-amara-di-marek-hlasko-la-disperata-cattiveria-delluomo-alienato-da-se-stesso\/","title":{"rendered":"Nella prosa amara di Marek Hlasko la disperata cattiveria dell\u2019uomo alienato da se stesso"},"content":{"rendered":"<p>Salvo errori, non \u00e8 stata riproposta al pubblico italiano, da ormai quasi cinquant&#8217;anni, la raccolta di novelle \u00abL&#8217;ottavo giorno della settimana\u00bb di Marek Hlasko (nato a Varsavia il 14 gennaio 1934 e morto a Wiesbaden, appena trentacinquenne, il 14 giugno 1969), tradotta dalla casa editrice Einaudi nel 1959 e ripresentata nella benemerita collana economica della Mondadori \u00abI libri del pavone\u00bb, nel 1963.<\/p>\n<p>Sono racconti amari, ispirati ad un realismo crudele, che lasciano un sapore acre in bocca, dopo la lettura; tanto pi\u00f9 che i titoli e le stesse atmosfere lasciano sperare in uno squarcio di cieli azzurri che invece, puntualmente, si richiude ancor prima di essersi realmente aperto.<\/p>\n<p>\u00c8 uno sguardo lucido e disincantato quello che l&#8217;autore rivolge alla condizione umana; i suoi personaggi sono accomunati da un medesimo destino e, si direbbe, da una stessa malattia : la perdita della speranza, che ne fa, alla lettera, delle anime perse: perch\u00e9 quando la luce di un raggio di speranza, fosse anche il pi\u00f9 tenue, si spegne nel cuore dell&#8217;uomo, ci\u00f2 che resta non \u00e8 che oscurit\u00e0 e stridore di denti.<\/p>\n<p>Si parte da situazioni in apparenza minimaliste, sospese fra il patetico e il grottesco: ad esempio, il fatto di non avere una casa, un luogo riservato perch\u00e9 due innamorati possano incontrarsi ed amarsi: motivo conduttore del primo e dell&#8217;ultimo racconto del volume, ossia \u00abIl primo passo nelle nuvole\u00bb e quello che d\u00e0 il titolo all&#8217;intera raccolta, ed \u00e8 anche il pi\u00f9 lungo: \u00abL&#8217;ottavo giorno della settimana\u00bb; e da esse si giunge, pi\u00f9 o meno rapidamente, ad una dimensione di sconforto assoluto, di totale delusione esistenziale.<\/p>\n<p>L&#8217;umanit\u00e0 descritta nei racconti dello scrittore polacco, pioniere della cosiddetta \u00abgenerazione del &#8217;56\u00bb (l&#8217;anno delle prime forti proteste sociali in Polonia e della tragica, misconosciuta e calunniata rivoluzione ungherese) \u00e8 una umanit\u00e0 abbrutita dalla noia, dal conformismo, da un orizzonte esistenziale straordinariamente opaco ed asfittico; una umanit\u00e0 incattivita dalla perdita di valori morali indotta da un sistema politico brutale e massificante, il quale, in nome dei lavoratori, perpetra un feroce controllo su ogni aspetto della vita individuale, privandola di ogni legittima aspirazione alla personale felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel racconto \u00abIl primo passo nelle nuvole\u00bb, alcuni adulti di Varsavia, fra i quali un paio di pensionati, si divertono a sorprendere due ragazzi che stavano facendo all&#8217;amore su di un prato, a deriderli, a insultarli, a provocarli; finch\u00e9 il ragazzo, esasperato, reagisce ed essi lo picchiano selvaggiamente, costringendolo ad allontanarsi, insieme alla sua compagna, umiliato e dolorante, in mezzo alle loro risate.<\/p>\n<p>Tanta cattiveria gratuita nasce in modo quasi inconsapevole, partendo da una situazione di noia, per poi degenerare ed esplodere, al di l\u00e0 &#8211; forse &#8211; delle stesse intenzioni dei personaggi. Si ricava, anzi, la netta sensazione che, mettendo alla gogna i due sfortunati ragazzi, quegli uomini maturi abbiano voluto sfogare la disperazione nei confronti di se stessi, delle loro vite ormai irrimediabilmente tristi e vuote, nelle quali non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 posto per i sogni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, sporcando il sogno d&#8217;amore di quei due adolescenti, i quali, probabilmente, per la prima volta si aprivano al mistero della sessualit\u00e0, e facendo in modo che la bruciante vergogna di quella giornata si rifletta sull&#8217;intera loro vita futura, quegli uomini, in fondo, hanno voluto punire se stessi e annegare nella crudelt\u00e0 il senso di frustrazione e di amarezza per il fatto che il sogno d&#8217;amore e di poesia della loro giovent\u00f9 si \u00e8 spento da un pezzo, nel grigiore di una vita insulsa.<\/p>\n<p>Al termine della scena cattiva e umiliante con cui si conclude la &quot;spedizione&quot; ai danni dei due ragazzi, gli uomini, incrociando alcune battute per tentare di scaricarsi l&#8217;un l&#8217;altro la responsabilit\u00e0 del loro indegno comportamento, lasciano trasparire un rimorso soffocato e persino un&#8217;ombra di piet\u00e0 per quel sogno d&#8217;amore cos\u00ec brutalmente infangato:<\/p>\n<p>\u00ab&quot;Tempo pesante, non piover\u00e0&quot;, disse Heniek. Poi sospir\u00f2: &quot;Era una bella ragazza. Perch\u00e9 le hai dato della puttana? Non lo sai mica? Come potevi saperlo?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Non sono stato io a dirglielo, sei stato tu&quot;, disse Maliszewski.<\/p>\n<p>&quot;Io? Ma se non la conoscevo!&quot;<\/p>\n<p>&quot;Io la conoscevo&quot;, disse Maliszewski. &quot;Non era la prima volta che li vedo da queste parti. Si vogliono bene davvero&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Cosa faranno adesso?&quot;, chiese il signor Gienek.<\/p>\n<p>&quot;Non lo so, ma so che andavano insieme da un bel po&#8217;, e che oggi era la prima volta&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Come fai a saperlo&quot;, chiese stancamente il signor Gienek.<\/p>\n<p>&quot;Ho sentito che lui la pregava: avevano paura tutti e due, e cercavano di rassicurarsi uno con l&#8217;altro. Avevano paura di avere un bambino, dicevano. Ma forse era piuttosto per tutto il resto. Lui, poi, le diceva delle cose cos\u00ec strane&#8230;&quot;.<\/p>\n<p>&quot;\u00c8 sempre cos\u00ec, la prima volta&quot;, disse Heniek. &quot;Anch&#8217;io avevo paura&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Tutti hanno paura la prima volta&quot;, disse Maliszewski. &quot;Ma perch\u00e9 l&#8217;hai conciato cos\u00ec?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Sei tu che l&#8217;hai voluto.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Non sapevo che sarebbe finita cos\u00ec&#8230; Proprio strano, quello che le diceva.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Ma che cosa?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Non ricordo.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Si annuvola&quot;, disse il signor Gienek.<\/p>\n<p>&quot;Ah, ecco&quot;, disse il signor Maliszewski. &quot;Ho sentito che le parlava delle nuvole. Forse una poesia. Ve lo dico io, quei due si amano davvero&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Adesso non si ameranno pi\u00f9&quot;, disse il signor Gienek. &quot; Ne avranno abbastanza per sempre. Dopo una storia cos\u00ec non oseranno pi\u00f9 guardarsi in faccia. Non avrebbe dovuto finire cos\u00ec&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Lui&quot;, continu\u00f2 Maliszewski, &quot;le diceva che sarebbe stato il loro primo passo nelle nuvole, se lei avesse voluto; e lei piangeva e diceva soltanto: &quot;Ho paura, paura.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Aveva forse paura che le facesse male&#8230;&quot;<\/p>\n<p>&quot;Non credo&quot;, disse Maliszewski. &quot; Di certe cose se ne ha paura pi\u00f9 tardi: della vita, della gente, dei pettegolezzi. Ma la prima volta \u00e8 proprio come nelle nuvole. Gli innamorati non vedono pi\u00f9 nulla.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Neppure noi&quot;, disse Heniek.<\/p>\n<p>&quot;Adesso non si ameranno pi\u00f9&quot;, disse il signor Gienek.<\/p>\n<p>&quot;Gi\u00e0&quot;, disse Heniek. &quot;Adesso non si ameranno pi\u00f9. Anche a me \u00e8 successa una cosa del genere, una volta, e poi non ho pi\u00f9 amato la ragazza.&quot;<\/p>\n<p>&quot;A tutti \u00e8 successo qualche cosa del genere&quot;, disse Maliszewski. &quot;Ma perch\u00e9 gliele hai suonate cos\u00ec forte?&quot;<\/p>\n<p>&quot;\u00c8 stato lui a picchiare per primo. Andiamo a berci una birra?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Andiamo. Credo che quella ragazza non verr\u00e0 pi\u00f9 qui.&quot;<\/p>\n<p>&quot;No, non verr\u00e0 pi\u00f9&quot;, disse il signor Gienek. &quot;Ma perch l&#8217;avete chiamata a quel modo?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Anche la mia ragazza, una volta, la chiamarono a quel modo&quot;, disse Maliszewski, &quot;e parola d&#8217;onore, non ho mai capito perch\u00e9&#8230;&quot;<\/p>\n<p>&quot;Che storia stupida&quot;, disse Heniek. &quot;Si rannuvola&quot;, aggiunse guardando il cielo. &quot;Come diceva, quello?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Mi pare che parlasse di due passi sotto la pioggia, o qualcosa di simile. Pioggia o burrasca, non ricordo&#8230; Andiamo a bere questa birra?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Andiamo&quot;, disse Heniek. &quot;credo proprio che domani piover\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>&quot;La domenica piove sempre&quot;, disse il signor Gienek&quot;, e d&#8217;un tratto si ritrov\u00f2 a pensare alla bruttezza della moglie, al tedio della giornata di domani, alla bella ragazza dalle lunghe gambe abbronzate e dai piccoli seni, dalla bocca fresca, dagli occhi verdi spaventati. Fece una smorfia e ripet\u00e9 balbettando, tanto per dire qualcosa: &quot;La domenica piove sempre&#8230;&quot;\u00bb<\/p>\n<p>Nelle parole e nelle riflessioni del signor Gienek si rivela una intima disperazione, che, per essere quieta e quotidiana, non \u00e8 per\u00f2 meno straziante, e che pu\u00f2 aiutare a comprendere l&#8217;invidia, la cattiveria che lo hanno spinto, insieme agli altri, a comportarsi a quel modo verso i due ragazzi: in una vita totalmente senza sole, anche l&#8217;accanirsi su degli innocenti pu\u00f2 dare una forma i sollievo, per quanto illusorio.<\/p>\n<p>E poi, se il primo incontro d&#8217;amore di due adolescenti \u00e8 stato sporcato per sempre, questo pareggia i conti della vita: anche nel passato di Heniek c&#8217;\u00e8 stata una simile umiliazione, una simile profanazione ad opera degli adulti. Strappare il velo della poesia a una giovanissima coppia di innamorati, cos\u00ec, diventa una rivalsa contro la vita, che ha strappato il velo della poesia anche a loro, in anni ormai lontani; che lo strappa a tutti e a ciascuno, spietatamente, senza rimorso, in un perenne circolo vizioso.<\/p>\n<p>Una volta Ges\u00f9 disse che sarebbe meglio, per chi d\u00e0 scandalo a un bambino, se si legasse una pietra da macina al collo e si gettasse nel mare: parole durissime, quali non aveva mai adoperato nemmeno contro i peccatori pi\u00f9 incalliti. Ma strappare l&#8217;innocenza a dei bambini \u00e8 davvero imperdonabile; e, in un certo senso, ci\u00f2 che hanno fatto quegli uomini alla periferia di Varsavia \u00e8 quasi altrettanto grave.<\/p>\n<p>Anch&#8217;essi hanno strappato l&#8217;innocenza a due adolescenti che, mentre facevano all&#8217;amore per la prima volta, con trepidazione e struggimento, erano indifesi e innocenti come dei bambini; la delicatezza ed il sublime incanto di quella prima esperienza amorosa avrebbero meritato il massimo rispetto, mentre quegli uomini, per deliberata cattiveria, senza neppure l&#8217;ombra di un pretesto, hanno voluto far s\u00ec che la conclusione traumatica di quella esperienza rimanesse impressa a fuoco nelle loro anime, per tutta la vita.<\/p>\n<p>Un sociologo potrebbe chiamare in causa lo sconvolgimento e il disorientamento morale prodotti dal passaggio forzato da una societ\u00e0 rurale e patriarcale ad una societ\u00e0 urbana e industriale, per di pi\u00f9 sotto la ferrea cappa del socialismo di Stato di marca staliniana; un moralista potrebbe dilungarsi sul compiacimento del male che sa di essere tale, e nondimeno indugia ad infierire quanto pi\u00f9 possibile, \u00ableccando come bestia che si liscia\u00bb, per dirla con il padre Dante.<\/p>\n<p>Restano lo squallore e la bruttezza di un comportamento gratuitamente malvagio da parte di un gruppo di adulti verso due giovanissimi; resta il vuoto desolante di una radicale mancanza di senso, di una vita che cerca nel male altrui un temporaneo sollievo alla noia e alla tristezza.<\/p>\n<p>Eppure, nella pagina di Marek Hlasko si direbbe che il sentimento prevalente, intuibile fra le righe come lo \u00e8 la compassione di Verga verso i suoi &quot;vinti&quot;, non sia lo sdegno, ma la compassione: compassione per tutti, vittime e carnefici: perch\u00e9 anche i carnefici sono, in fondo, delle vittime, oppure lo sono stati.<\/p>\n<p>Quegli adulti che incrudeliscono su dei ragazzi, cos\u00ec, per puro divertimento, sono dei disgraziati e degli infelici; e, se ci\u00f2 non li scusa, n\u00e9 li giustifica (ma chi ha il diritto di scusare o di giustificare?), getta per\u00f2 una luce diversa su di loro, pi\u00f9 umana, per quanto sgradevole.<\/p>\n<p>In fondo, quel giorno era sabato: e, come nel leopardiano \u00abSabato del villaggio\u00bb, essi sapevano bene che la domenica non avrebbe portato alcun refrigerio nell&#8217;arsura delle loro esistenze spente ed alienate: soltanto una pioggia noiosa, deprimente, quasi un preannuncio della nuova settimana di monotona tristezza, come tante altre, come infinite altre.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che i racconti dello scrittore polacco possono offrire uno strumento di riflessione sulle conseguenze dell&#8217;alienazione dell&#8217;uomo moderno rispetto a se stesso; sugli effetti devastanti, forse irreparabili, di una massificazione che \u00e8 anche fonte di deresponsabilizzazione morale: perch\u00e9 a muovere gli adulti, ne \u00abIl primo passo nelle nuvole\u00bb, \u00e8 lo spirito gregario e vigliacco del branco, dove ciascuno si lascia trascinare dalla propria parte peggiore, senza che vi sia una presa di coscienza della propria responsabilit\u00e0 individuale.<\/p>\n<p>E tutto questo, per piccoli passi, impercettibilmente, sprofonda l&#8217;umanit\u00e0 nell&#8217;inferno del male.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salvo errori, non \u00e8 stata riproposta al pubblico italiano, da ormai quasi cinquant&#8217;anni, la raccolta di novelle \u00abL&#8217;ottavo giorno della settimana\u00bb di Marek Hlasko (nato a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27004","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27004","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27004"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27004\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}