{"id":27001,"date":"2016-06-06T12:50:00","date_gmt":"2016-06-06T12:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/06\/marco-daviano-mostra-come-si-puo-e-si-deve-difendere-il-cristianesimo-e-leuropa\/"},"modified":"2016-06-06T12:50:00","modified_gmt":"2016-06-06T12:50:00","slug":"marco-daviano-mostra-come-si-puo-e-si-deve-difendere-il-cristianesimo-e-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/06\/marco-daviano-mostra-come-si-puo-e-si-deve-difendere-il-cristianesimo-e-leuropa\/","title":{"rendered":"Marco d\u2019Aviano mostra come si pu\u00f2 e si deve difendere il Cristianesimo e l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>Il beato Marco d&#8217;Aviano (al secolo Carlo Domenico Cristofori, nato a Villotta di Aviano, nel Friuli, il 17 novembre 1631 e morto a Vienna, dove si era recato su ordine del papa, bench\u00e9 malato, il 13 agosto 1699) rappresenta un aspetto della cristianit\u00e0 che oggi si tende a ignorare, e cio\u00e8 la strenua volont\u00e0 di difesa contro un terribile nemico esterno, l&#8217;islam: volont\u00e0 che non solo non contraddice la mitezza del Vangelo, ma si unisce ad una intensa, straordinaria spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Padre Marco fu, tra le altre cose, un celebre predicatore; cappuccino, aveva la semplicit\u00e0, la mansuetudine, la disponibilit\u00e0 del grande fondatore dell&#8217;ordine dei Frati Minori; fu anche un apprezzato diplomatico, alle cui risorse di prudenza, di abilit\u00e0 e di lungimiranza ricorse ampiamente il pontefice; e che ovunque andasse, da un capo al&#8217;altro del continente (solo Luigi XIV non volle, con pretesti, che passasse per Parigi), veniva sempre accolto con il massimo rispetto da parte di sovrani e ministri, ascoltati con attenzione, ammirato per la sua sagacia, che si univa in lui ad uno spirito di totale disinteresse per le cose materiali.<\/p>\n<p>\u00c8 stato soprattutto per merito suo se, l&#8217;11 e il 12 settembre del 1683, Vienna \u00e8 stata salvata dall&#8217;assedio ottomano, e i Turchi sono stati ricacciati per sempre dal cuore dell&#8217;Europa, nella battaglia del Kahlenberg, decisa dal cavalleresco intervento del re di Polonia, Jan Sobieski, che un\u00ec le sue forze al comandante imperiale, Carlo di Lorena, e salv\u00f2 l&#8217;imperatore asburgico, Leopoldo I, da una terribile situazione; furono i suoi sermoni appassionati a spronare i cavalieri cristiani nell&#8217;assalto decisivo, cos\u00ec come fu la sua capacit\u00e0 di mediazione a tenere insieme i discordi comandanti della composita Lega Santa; e fu sempre la sua fede incrollabile a rianimare lo scoraggiato Leopoldo (che si era rifugiato da Vienna a Passavia, in Baviera), di cui era diventato il confessore e il consigliere spirituale. La vittoria fu celebrata con messe di ringraziamento e con immense manifestazioni di giubilo in tutta Europa; il papa Innocenzo XI proclam\u00f2 il 12 settembre festa del Santissimo Nome di Maria.<\/p>\n<p>Dopo di che, padre Marco, che a Vienna era il personaggio del giorno, e sul conto del quale circolavano racconti di guarigioni miracolose, riprese la sua opera diplomatica, sempre su richiesta del papa: si trattava di non sprecare la vittoria, com&#8217;era avvenuto dopo Lepanto, un secolo prima; bisognava incalzare i Turchi, scacciarli dall&#8217;Ungheria, allontanarli definitivamente dal cuore dell&#8217;Europa, in modo che non potessero mai pi\u00f9 minacciarlo. Innocenzo XI mor\u00ec nel 1689, dopo che Buda era stata riconquistata, ma l&#8217;azione gi\u00e0 languiva, perch\u00e9 gli imperiali parevano disposti a una pace di compromesso; tanto pi\u00f9 che dovevano guardarsi le spalle da Luigi XIV, il Re Sole, il quale, pur facendosi chiamare anche &quot;il re cristianissimo&quot;, per tutta la durata dell&#8217;assedio di Vienna e, poi, della campagna d&#8217;Ungheria, non solo non aveva mosso un dito in difesa della cristianit\u00e0 minacciata, ma aveva anzi cercato di favorire in vario modo l&#8217;azione politico-militare del sultano Mehmed IV, proprio per indebolire gli Asburgo, suoi eterni rivali. Ma nel 1697 Eugenio di Savoia, il geniale condottiero italiano, riprese l&#8217;avanzata e inflisse ai Turchi la sconfitta risolutiva nella battaglia di Zenta, sul Tibisco (1697), cui sarebbe seguita la pace di Carlowitz (1699).<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo storico Venanzio Renier, cappuccino, ha rievocato questo fondamentale momento della vita e della missione del Beato Marco d&#8217;Aviano nel saggio <em>Padre Marco d&#8217;Aviano. Una vita per la Chiesa e per l&#8217;Europa<\/em> (in: <em>Marco d&#8217;Aviano, Gorizia e Gradisca. Raccolta di studi e documenti dopo il Convegno storico-spirituale del 14 ottobre 1995<\/em>, a cura di Walter Arzaretti e Maurizio Qualizza, Fondazione Societ\u00e0 per la Conservazione della Basilica di Aquileia &amp; Banca Popolare di Trieste, 1998, pp. 29-31):<\/p>\n<p><em>Padre Marco, durante tutta la vita, per quanto gravi ed urgenti fossero gli altri impegni, diede sempre la preferenza all&#8217;evangelizzazione. Il Seicento non fu un secolo felice per l&#8217;oratoria sacra: tuttavia il Nostro, grazie alla scelta degli argomenti e al modo di esporli, seppe adattarsi alla capacit\u00e0 media degli ascoltatori. Voleva essere inteso da tutti e vi riusc\u00ec cos\u00ec bene che nobili e popolani, magistrati e bifolchi, accorrevano ad udirlo. Cos\u00ec lo descrisse il 13 giugno 1690 Antonio Crestani, notaio di Bassano del Grappa, presente al Quaresimale predicato in quell&#8217;anno dal cappuccino: &quot;La gente&#8230; pendeva dalla sua bocca e dai suoi cenni, mentre egli col crocifisso in mano gli andava animando (al bene)&#8230; Io (che) sono vecchio di sessantacinque anni, non ho mai in vita mia sentito n\u00e9 veduto operar dalla presenza e dalla lingua d&#8217;un huomo opere cos\u00ec grandi e meravigliose&quot; (&quot;Positio&quot;, 542-43).<\/em><\/p>\n<p><em>Rimasero memorande, nelle cronache cittadine, fra le sue quaresime, quelle predicate a Venezia (1681, 1684, 1694); a Udine (1683), a Oderzo (1685), a Schio (1686), a Vicenza (1687), a Brescia (1688), a Tolmezzo (1691), a Padova (per volont\u00e0 di san Gregorio Barbarigo ed alla sua presenza, 1697), a Thiene (1698) e l&#8217;ultima a Ceneda, ora Vittorio Veneto (1699).<\/em><\/p>\n<p><em>Padre Marco si impegn\u00f2 anche in opere sociali. Raccomand\u00f2 spesso di essere generosi nel provvedere la dote alle zitelle povere, perch\u00e9 potessero sposarsi onestamente, ovvero entrare nei monasteri. Divent\u00f2 una vera provvidenza nelle parrocchie, nelle quali era invitato, per le abbondanti elemosine che venivano raccolte, utili alle necessit\u00e0 del culto e alle distribuzioni ai poveri. Cos\u00ec avvenne ad Oderzo, Montagnana, Fratta Polesine e a Gambarare, nella terraferma veneziana.<\/em><\/p>\n<p><em>Quaresimalista a Sermide nel Mantovano (1677), durante una carestia, aumentata per il grande afflusso degli ascoltatori, ottenne che venissero aperti i granai a prezzi di favore, per sfamare la popolazione. Per questo &#8212; annota l&#8217;accompagnatore e primo biografo Cosma da Castelfranco &#8212; &quot;li bisognosi&#8230; con mani drizzate al cielo, ringratiavano la Providenza suprema per havere a se concesso un predicatore opportuno nelle penurie per sollevarli dalle loro pressure e necessit\u00e0&quot; (&quot;Positio&quot;, 49).<\/em><\/p>\n<p><em>A Sal\u00f2, invece, prima di iniziare la quaresima, riusc\u00ec a riconciliare le autorit\u00e0 cittadine ed il popolo con il parroco che il vescovo aveva nominato, ma che molti si erano rifiutati di accettare. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Padre Marco divent\u00f2 molto famoso per le guarigioni prodigiose. Tutto ebbe inizio l&#8217;8 settembre 1676, all&#8217;et\u00e0 ormai di 45 anni. Dopo aver terminato il panegirico sulla Nativit\u00e0 della Madonna, guar\u00ec con la sua benedizione, nel monastero delle Nobili Dimesse di Padova, suor Vincenza Francesconi, che da tredici anni giaceva paralizzata. La notizia si diffuse in tutta la citt\u00e0 e dintorni. Numerosissimi ciechi, storpi, sordomuti ed infermi si affollarono in chiesa ed alla porta del convento dei Cappuccini, implorando la benedizione prodigiosa. Altrettanto avvenne a Venezia, dopo che ebbe guarita suor Anna Maria Dolfini, la patrizia Gritti e molte altre persone. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Si pu\u00f2 affermare che la missione sacerdotale di padre Marco fu tutta imperniata sulla riconciliazione degli uomini con Dio. Compose una formula che spesso recitava in dialogo con l&#8217;uditorio. Le testimonianze sono unanimi nel descrivere il fervore travolgente e la commozione straordinaria manifestata dai gesti e dal tono della voce con cui pronunciava le parole. Strappava le lagrime ai pi\u00f9 ostinati. Durante le tappe dei suoi viaggi in Europa, i penitenti assiepavano i confessionali. I Gesuiti del Belgio e dell&#8217;Olanda, nelle &quot;Littearea annuae&quot; inviate ai superiori di Roma, e i resoconti stesi dalle diocesi della Germani, Austria, Svizzera, Slovenia e Boemia parlano di migliaia e migliaia di confessioni e comunioni generali, quali non si erano mai viste nel passato. Per oltre un quarto di secolo, padre Marco sconvolse e miglior\u00f2 moltissime coscienze.<\/em><\/p>\n<p><em>Per il tedesco padre Agostino Maria Ilg, autore nel 1876 di una galleria di trentasei ritratti spirituali degli uomini illustri dell&#8217;Ordine cappuccino, egli fu il tipico rappresentane dei predicatori: &quot;L&#8217;ordine ne conta molti assai celebri, (ma) difficilmente se ne trover\u00e0 uno uguale, se si considerano i meravigliosi effetti e le meravigliose circostanze ch accompagnarono i suoi sermoni&quot; (cfr. &quot;Positio&quot;, 903. bib. 44).<\/em><\/p>\n<p><em>Ci si potrebbe chiedere il perch\u00e9 di questa insistenza sull&#8217;atto di dolore, che padre Marco voleva perfetto, perch\u00e9 basato sull&#8217;amore a Dio padre ed a Ges\u00f9 crocifisso. Egli sapeva che gli uomini, chi pi\u00f9, chi meno, sono poveri peccatori, poich\u00e9 per debolezza o per malizia, non corrispondono alle grazie e all&#8217;amore infinito di Dio. Devono quindi sempre cercare di ritornare a Lui, come insegna il messaggio del Battista, di Ges\u00f9 e degli Apostoli, che la Chiesa deve sempre proclamare e realizzare. Esortava i suoi ascoltatori a pentirsi sinceramente e poi domandare al Signore tutte le altre grazie, e, se necessario, anche i miracoli, che la divina bont\u00e0 conceder\u00e0, intenerita dall&#8217;umilt\u00e0. Insegnava quindi a passare, dalla purificazione e distacco dal peccato e dalle occasioni di peccato, ad una fiducia illimitata nella potenza di Dio, per arrivare alla perfezione ed alla santit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Questo brano della biografia di padre Marco D&#8217;Aviano ci aiuta a comprendere i motivi della sua straordinaria popolarit\u00e0, del suo carisma, del suo ascendente sugli uomini pi\u00f9 importanti del suo tempo: basti dire che, al suo capezzale di moribondo, fu vegliato amorevolmente dall&#8217;imperatore in persona e da sua moglie, Eleonora (gli verr\u00e0 poi accordato l&#8217;onore straordinario di essere sepolto nella Cripta dei Cappuccini, riservata alla dinastia regnante austriaca); e che il comandante imperiale al tempo della battaglia di Vienna, Carlo di Lorena, era un suo personale e devoto ammiratore, tanto \u00e8 vero che solo per merito della sua paziente opera di persuasione, quegli accett\u00f2 di porsi sotto il comando del re polacco Sobieski. Padre Marco era ugualmente stimato, ammirato e venerato sia dal popolo che dalle personalit\u00e0 eminenti, e ci\u00f2 dipese dal fatto che la sua spiritualit\u00e0 appariva evidente, profondissima, commovente. Le sue parole erano autorevoli, perch\u00e9 non solo sapeva tenere delle prediche edificanti e fiorite, nel migliore stile barocco, ma anche perch\u00e9 da esse traspariva la sincerit\u00e0, e nel suo sguardo, nei suoi gesti, si poteva cogliere l&#8217;intima coerenza di un personaggio che gi\u00e0 in vita ere in odore di santit\u00e0 (anche per via delle sue doti di taumaturgo) e che aveva suscitato una impressione fortissima su tutti quelli che lo avevano visto e udito. A Venezia, a Belluno, a Udine, a Padova, a Oderzo, a Vicenza, a Ceneda, a Bassano, a Brescia, ovunque folle strabocchevoli si erano assiepate per ascoltare i suoi quaresimali, nei quali egli aveva fatto rivivere lo spirito di crociata e trasmesso non solo ai suoi compatrioti, ma a gran parte degli Europei, lo slancio e l&#8217;ardore necessari per fronteggiare un pericolo che si profilava di una gravit\u00e0 estrema, quale forse mai la cristianit\u00e0 intera aveva vissuto, dai temi della caduta di Costantinopoli e, poi, dello sbarco ottomano a Otranto, con il relativo massacro della popolazione che non aveva voluto convertirsi alla religione della mezzaluna.<\/p>\n<p>Marco d&#8217;Aviano era un frate pieno di amor di Dio e del prossimo; un uomo umile, privo di ambizioni personali o di secondi fini; un francescano innamorato della povert\u00e0, della carit\u00e0, di Cristo e di Maria Vergine, il quale, pur amando la pace, non si tir\u00f2 indietro quando i nemici del Vangelo portarono la guerra, mediante il ferro e il fuoco, sin nel cuore del nostro continente. Se Vienna fosse caduta, noi, oggi, forse saremmo gi\u00e0 islamici, come lo sono tante popolazioni balcaniche, che vissero per secoli sotto il (pessimo) dominio ottomano (cfr. il nostro articolo: <em>L&#8217;Impero Ottomano \u00e8 decaduto perch\u00e9 privo di un&#8217;idea e di un&#8217;etica<\/em>, pubblicato su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> in data 25\/10\/2015; e anche <em>La rivincita della Mezzaluna tre secoli dopo l&#8217;11 settembre del 1683<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice l&#8217;11\/09\/2009). E se Vienna non \u00e8 caduta, una buona pare del merito va proprio al frate friulano, il quale non disper\u00f2 quando tanti disperavano, non perse la testa, non cess\u00f2 mai di aver fede nell&#8217;aiuto di quel Signore che aveva detto ai suoi discepoli: <em>Bussate e vi sar\u00e0 aperto; chiedete e vi sar\u00e0 dato.<\/em><\/p>\n<p>Oggi \u00e8 diffuso uno stranissimo modo di pensare, proprio fra tanti sedicenti cristiani, i quali, tutti infervorati dalla volont\u00e0 di dialogare ad ogni costo e con chiunque, anche col peggior nemico, e tutti ipnotizzati da quella magica parola, <em>ecumenismo<\/em>, che, per loro, \u00e8 diventata una specie di <em>abracadabra<\/em>, poich\u00e9 sembrerebbe voler dire che i cristiani devono rinunciare alla loro identit\u00e0, in favore di una religiosit\u00e0 vaga e generica, imbevuta di gnosticismo e deismo, nella quale possano entrare tutti, nessuno escluso, come se la Verit\u00e0 fosse qualcosa di relativo, e il Cristianesimo avesse lo stesso contenuto di verit\u00e0 di qualsiasi altra religione, e come se l&#8217;importante fosse che tutti gli uomini della terra si riuniscano a pregare insieme, non importa se rivolgendosi al vero Dio o agli <em>dei falsi e bugiardi<\/em> di cui parlava Dante Alighieri.<\/p>\n<p>Per codesti cristiani del terzo millennio, debitamente progressisti e modernisti, la figura di Marco d&#8217;Aviano pu\u00f2 risultare vagamente scomoda e imbarazzante, quasi indisponente. Avrebbero preferito un uomo di Dio che va disarmato incontro ai nemici e che mette dei fiori nei loro cannoni, come recitava il testo di una insulsa e melensa canzonetta dell&#8217;epoca sessantottina, nella quale il pacifismo a senso unico veniva celebrato come un valore assoluto e irrinunciabile; e quando parlare di una &quot;guerra giusta&quot;, come pure hanno sempre fatto fior di teologi, da Sant&#8217;Agostino (che diede personalmente l&#8217;esempio, partecipando fino all&#8217;ultimo respiro alla difesa della sua citt\u00e0, Hippo Regius, assediata dai Vandali), a San Tommaso d&#8217;Aquino (che, nella <em>Summa Theologiae<\/em>, la equipara alla legittima difesa del singolo individuo, qualora venga ingiustamente minacciato e aggredito), era qualcosa d&#8217;inconcepibile per codesti zelatori di un Vangelo remissivo, inerme, pronto a lasciarsi distruggere dal primo che lo voglia fare.<\/p>\n<p>Padre Marco d&#8217;Aviano era pacifico, ma non pacifista; credeva nel dialogo e nella misericordia divina (subito dopo la battaglia del Kahlenberg, volle che i viennesi rendessero grazie a Dio pregando per le anime di <em>tutti<\/em> i caduti, compresi i nemici), ma non nel fatto di lasciarsi ammazzare o sottomettere senza opporre alcuna resistenza, perch\u00e9, di ci\u00f2, i popoli minacciati avevano &#8212; e hanno &#8211; pieno diritto, sia in quanto europei, sia in quanto cristiani.<\/p>\n<p>S\u00ec: in questi tempi di buonismo ideologizzato e di cristianesimo in via di auto-rottamazione, la figura e l&#8217;esempio di padre Marco d&#8217;Aviano, spirito profondamente pacifico e tuttavia magnifico lottatore, possono davvero risultare scomodi, perch\u00e9 appaiono in assoluta controtendenza. Egli ci ricorda che bisogna anche sapersi battere per difendere il Vangelo e la vita stessa, se ci\u00f2 diviene necessario; che c&#8217;\u00e8 un tempo per la pace e un tempo per la lotta, un tempo per parlare e un tempo per misurarsi con la spada; e che il diritto e il dovere alla propria difesa, e alla difesa di ci\u00f2 in cui si crede, non cade mai in prescrizione, anche con il trascorrere dei secoli. Ovunque si ripresentino le condizioni dell&#8217;11 settembre 1683, l&#8217;Europa avr\u00e0 sempre bisogno di una guida spirituale forte e coraggiosa, mite e tuttavia animosa, come lo fu, per i suoi contemporanei, quella di padre Marco d&#8217;Aviano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il beato Marco d&#8217;Aviano (al secolo Carlo Domenico Cristofori, nato a Villotta di Aviano, nel Friuli, il 17 novembre 1631 e morto a Vienna, dove si<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[107,133],"class_list":["post-27001","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-cattolicesimo","tag-europa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27001","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27001"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27001\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}