{"id":26999,"date":"2015-07-28T06:06:00","date_gmt":"2015-07-28T06:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/marcel-lefebvre-una-voce-che-la-chiesa-cattolica-forse-non-ha-ascoltato-abbastanza\/"},"modified":"2015-07-28T06:06:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:06:00","slug":"marcel-lefebvre-una-voce-che-la-chiesa-cattolica-forse-non-ha-ascoltato-abbastanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/marcel-lefebvre-una-voce-che-la-chiesa-cattolica-forse-non-ha-ascoltato-abbastanza\/","title":{"rendered":"Marcel Lefebvre: una voce che la Chiesa cattolica forse non ha ascoltato abbastanza"},"content":{"rendered":"<p>Domenico Del Rio, scrittore e vaticanista di fama, spentosi nel 2003, a 76 anni di et\u00e0, ha tracciato questo ritratto, non troppo benevolo, ma, nella sostanza, abbastanza onesto, di monsignor Lefebvre, nel suo libro \u00abKarol il Grande. Storia di Giovanni Paolo II\u00bb, Milano, Edizioni Paoline, 2003, pp. 160-163):<\/p>\n<p>\u00abOra, Marcel Lefebvre, figlio di un industriale di Lilla, ottantatr\u00e9 anni, era il vescovo pi\u00f9 desolato che esistesse nella Chiesa cattolica. La desolazione di Lefebvre era cos\u00ec profonda che si esprime con frasi suggestive: &quot;La rivoluzione \u00e8 entrata nella Chiesa&quot;; &quot;Viviamo in una Chiesa occupata: l&#8217;ha conquistata il mondo&quot;Poich\u00e9 consacrava quattro vescovi, tutti dicevano che provocava uno scisma. Ma per lui era vero il contrario. Quel vecchio e sconsolato vescovo diceva di essere lui ad avere davanti una Chiesa scismatica, ed era lui che era rimasto solo, abbandonato, cavaliere della triste figura della vera religione di Cristo. &quot;Questa Chiesa conciliare \u00e8 una Chiesa scismatica&quot;, affermava, &quot;perch\u00e9 essa rompe con la Chiesa di sempre&quot;. Ed era anche eretica. Perci\u00f2 questa Chiesa conciliare non era cattolica. L&#8217;afflizione di Lefebvre era tale che egli prospettava per se stesso la solitudine totale dentro la Chiesa: &quot;Se tutti i vescovi sono contro di me, ci\u00f2 prova che essi sono contro la Chiesa&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>La grande amarezza di Lefebvre era cominciata con il Concilio Vaticano II. Quando l&#8217;11 ottobre 1962, papa Giovanni inaugurava il Concilio biasimando i profeti di sventura, che annunziavano eventi sempre pi\u00f9 infausti, quasi sovrasti la fine del mondo, Lefebvre, padre conciliare, era gi\u00e0 nel pieno dell&#8217;amarezza da tre mesi. Nell&#8217;agosto, aveva rinunziato per protesta alla diocesi di Dakar, nel Senegal, dove era vescovo missionario. Non sopportava che preti negri potessero diventare vescovi. Aveva dovuto consacrare per forza il suo successore, il senegalese Giacinto Thiandoum, divenuto poi cardinale. Lasciata l&#8217;Africa, era diventato superiore generale degli Spiritani, cio\u00e8 della sua Congregazione del Santo Spirito. Gli occhi azzurri di Lefebvre cominciarono a venarsi sempre pi\u00f9 di sangue. Vedeva la massoneria, i comunisti, gli infedeli entrare nella basilica di San Pietro, dove si tenevano le sedute conciliari. Vedeva la congiura dei cardinali: il tedesco Frings, il francese Li\u00e9nart, il belga Suenens, il bavarese Doepfner, l&#8217;italiano Lercaro. Soprattutto scorgeva il tradimento dei tedeschi, influenzati dai protestanti. &quot;\u00c8 il complotto dei porporati della Valle del Reno&quot;, diceva; &quot;\u00e8 il Reno che si getta nel Tevere&quot;. Organizz\u00f2 allora l&#8217;opposizione in pieno Concilio. Fond\u00f2 il &quot;Coetus internationalis patruum&quot;, Comitato di padri conciliari tradizionalisti. Diceva di avere quattrocento adesioni. Diede il via alle contestazioni contro il Concilio. &quot;Io accuso il Concilio&quot;, intitoler\u00e0 pi\u00f9 tardi un suo libro. Argomentava cos\u00ec: &quot;Con il pretesto della fraternit\u00e0 rivoluzionaria, si abbracciano tutti, buoni e cattivi. La libert\u00e0 religiosa apre la strada alla libert\u00e0 di pensiero, di morale e cos\u00ec via. Tutto \u00e8 equivoco: i protestanti possono celebrare la nuova messa, il catechismo \u00e8 sconvolto e le conseguenze si cominciano a vedere con il cedimento al marxismo, a tutte le idee rivoluzionarie. L Chiesa, spinta dalla massoneria, ha deciso di eliminare tutti gli stati cattolici. Pu\u00f2 dirsi ancora cattolica questa Chiesa che si adopera perch\u00e9 nostro Signore non regni pi\u00f9 nella societ\u00e0?&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il lamento di Lefebvre, dopo il Concilio, si era trasformato in azione. Il 1\u00b0 novembre 1970, festa d&#8217;Ognissanti, fondava la Fraternit\u00e0 sacerdotale di San Pio X e apriva a \u00c9c\u00f4ne, in Svizzera, un seminario destinato a protegger ei candidati al sacerdozio dalle nuove eresie che, secondo lui, infestavano la Chiesa. Prima di quel giorno, si era dimostrato soltanto un petulante accusatore contro ogni tipo di aggiornamento ecclesiale, ora si rivelava anche un abile organizzatore. Il suo seminario, in tempi di magra vocazionale per la Chiesa, si andava stipando di giovani fervorosi, tutti in veste talare, dediti ai rosari, alle giaculatorie, agli Esercizi spirituali di sant&#8217;Ignazio e all&#8217;ascolto delle messe in latino. La fabbrica di sacerdoti di Lefebvre funzionava talmente bene che nacquero presto delle filiali. Il vescovo compr\u00f2 un vecchio seminario presso Digione, messo in vendita dalla diocesi, e apr\u00ec una casa ad Albano, alle porte di Roma, che affid\u00f2 alla sorella suora, Marie Gabrielle. Le sue case si spandevano per l&#8217;Europa. I suoi preti varcavano gli oceani e si stabilivano negli Stati Uniti, in Argentina. Lefebvre cominci\u00f2 il suo lento andare verso la rottura totale con Roma, Paolo VI, mite pontefice, si spazient\u00ec. Dichiar\u00f2 Lefebvre fuori dall&#8217;obbedienza e dalla comunione con il successore di Pietro. Lo sospese &quot;a divinis&quot;. Voleva dire che il vescovo non poteva n\u00e9 celebrare la messa n\u00e9 amministrare i sacramenti n\u00e9 predicare. Per risposta, Lefebvre and\u00f2 a Lilla, sua citt\u00e0 natale, e sotto un tendone da circo celebr\u00f2 una grande messa solenne. E tutta in latino. Gir\u00f2 tutto il mondo e trov\u00f2 fedeli ovunque. In Italia, venne due volte solennemente. Il 7 giugno 1977, nel palazzo della principessa Pallavicini, accanto al Quirinale, celebr\u00f2 una messa per nobildonne e aristocratici romani. Ne centro della cattolicit\u00e0, nella cappella di un palazzo patrizio, lanci\u00f2 il suo lamento: &quot;La Chiesa cattolica \u00e8 ridotta a uno stato pietoso. Non \u00e8 pi\u00f9 la Chiesa della verit\u00e0. Il mio dolore \u00e8 immenso nel vederla cos\u00ec.&quot; La seconda volta and\u00f2 a Venezia. il luned\u00ec di Pasqua, 7 aprile 1980, a celebrare una messa nella chiesa di San Simeon Piccolo, in abiti pontificali dorati, con tutte le cerimonie, le genuflessioni, gli inchini, i turiboli di incenso, le torce accese della vecchia liturgia. Dopo il canto del Vangelo il vescovo parl\u00f2. Parl\u00f2 in italiano, con quel suo modo suadente e tremendo di dire le cose, con quel suo discorso, che era sempre uguale e che portava in giro dovunque andasse: &quot;Come vanno le cose nella Chiesa oggi? \u00c8 una catastrofe! Hanno cambiato, hanno cambiato tutto. Tutto \u00e8 rovinato. E i seminari sono vuoti. I sacerdoti spargono errori. Ma on solo i sacerdoti, anche vescovi e cardinali spargono errori, il catechismo olandese, quello francese, quello italiano, da dove vegono? Da vescovi e da cardinali. Della messa hanno fatto una cena protestante. No, non \u00e8 possibile. Questi vescovi, questi cardinali modernisti, progressisti, vogliono, invece, far tacere me. Sono andato a Roma dal papa quattro o cinque volte, e gli ho detto: Bisogna ritornare alla tradizione. Hanno condanna tome, ma io ho detto a Giovanni Paolo II: nemmeno i Soviet hanno fatto quello che i cardinali, a Roma, hanno fatto con me, condannandomi senza tribunale. Io mi appello a Pio X, che ha condannato il modernismo. Quello \u00e8 stato l&#8217;ultimo papa santo&quot;. In San Simeon affollato si levavano sospiri. Tutti sentivano il grande peso di persecuzione che la Roma papale, prelati progressisti, cardinali eretici, patriarchi modernisti, gettavano sulle spalle di quel vecchio che era sceso dalle vallate del Rodano, per venire su canali veneziani a incitare la crociata per la salvezza della fede. [&#8230;]<\/p>\n<p>E, a \u00c9c\u00f4ne, sotto la cattedrale di tela, tra fiori, ceri accesi e musiche di Bach, infine si realizz\u00f2 lo scisma. Lefebvre consacr\u00f2 i suoi quattro vescovi: uno inglese, uno spagnolo, uno svizzero e uno francese. Dall&#8217;altare gett\u00f2 su Roma le solite accuse terribili. &quot;Dopo il Concilio&quot;, disse, &quot;tutto quello che si \u00e8 prodotto nella Chiesa non \u00e8 cattolico. Per niente al mondo, accetter\u00f2 di seguire questa Roma. La cattedra di Pietro \u00e8 occupata dall&#8217;Anticristo. Anticristi occupono i posti di responsabilit\u00e0 della Chiesa di Roma. Prosegue rapidamente la distruzione del regno di Nostro Signore, attraverso la corruzione della messa. La corruzione della santa messa ha portato alla corruzione del sacerdozio e alla decadenza universale della fede nella divinit\u00e0 di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo&quot;. A \u00c9c\u00f4ne , la scomunica piomb\u00f2 automaticamente. A Roma, il papa [Wojtyla] rimase nella sua tristezza.\u00bb<\/p>\n<p>Ritratto abbastanza onesto, abbiamo detto: abbastanza, ma non del tutto. Non dice, ad esempio, che Lefebvre, in 11 anni di lavoro come Delegato apostolico nel Senegal port\u00f2 le diocesi esistenti da 44 a 65, e che, a Dakar, le chiese crebbero da 3 a 13, mentre raddoppiava il numero dei cattolici; che lo straordinario sviluppo dell&#8217;Africa francofona, sia in campo economico e sociale, che culturale, in quegli anni, \u00e8 dovuto, per riconoscimento pressoch\u00e9 unanime di amici e nemici, anche alla sua attivit\u00e0. E fa credere che la sola ragione della sua rinuncia alla diocesi di Dakar dipendesse dal fatto che \u00abnon sopportava che preti negri potessero diventare vescovi\u00bb, mentre aveva a che fare con questioni di ben pi\u00f9 ampia portata, prima fra tutte la questione del &quot;dialogo&quot; con l&#8217;Islam: questione nella quale noi, oggi, con il senno di poi &#8211; quando intere comunit\u00e0 cristiane dell&#8217;Africa sub-sahariana e del Medio Oriente sono perseguitate a morte da svariati gruppi fondamentalisti islamici &#8211; potremmo anche dire che egli vide pi\u00f9 lontano di tanti vescovi e teologi che, allora, facevano troppo facile sfoggio di &quot;progressismo&quot; e di ecumenismo.<\/p>\n<p>Inoltre il ritratto di Del Rio passa bellamente sotto silenzio alcuni torti evidenti subiti da Lefebvre, come quando, rientrato in Francia dall&#8217;Africa, ove era stato missionario per trent&#8217;anni (dal 1932 al 1962), fu destinato, bench\u00e9 arcivescovo, alla modesta sede episcopale di Tulle, mentre era vacante l&#8217;importante arcidiocesi di Albi: manovra il cui significato apparve evidente allorch\u00e9, subito dopo, l&#8217;Assemblea dei cardinali e degli arcivescovi francesi stabil\u00ec, in maniera arbitraria e tale da escludere lui solo, che un arcivescovo, il quale non fosse insediato in una sede arcivescovile, fosse automaticamente escluso dall&#8217;Assemblea medesima.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che Lefebvre aveva gi\u00e0 molti nemici, non solo nel clero francese, ma anche a Roma, gi\u00e0 da ben prima del Concilio Vaticano II, al quale avrebbe partecipato come superiore dei Padri dello Spirito Santo e in cui avrebbe capeggiato la fazione pi\u00f9 conservatrice, denominata Coetus Internationalis Patrum. E questo perch\u00e9, fin dalla giovinezza, in cui (sotto l&#8217;influenza del padre superiore degli Spiritani, Henri Le Floch) aveva mostrato simpatie per l&#8217;Action Fran\u00e7aise &#8211; il movimento politico antidemocratico e antiparlamentare capeggiato da Charles Maurras, condannato da Pio XI nel dicembre 1926, ma riabilitato da Pio XII nel 1939 &#8212; egli aveva mostrato di non condividere certe &quot;aperture&quot; ecumeniche, in particolare il dialogo con l&#8217;Islam (religione che conosceva bene e da vicino, vista la sua trentennale esperienza pastorale nell&#8217;Africa occidentale) e certe innovazioni liturgiche e sociali: tanto \u00e8 vero che continu\u00f2, poi, a sostenere l&#8217;organizzazione ultra-conservatrice La Cit\u00e9 Catholique di Jean Ousset (ex collaboratore di Maurras).<\/p>\n<p>Lo scontro con Giovanni XXIII era scritto nelle cose: ed \u00e8 interessante il fatto che entrambi provenissero da esperienze pastorali a diretto contatto con la societ\u00e0 islamica (Roncalli era stato amministratore apostolico a Istanbul negli anni della Seconda guerra mondiale), ma che ne avessero tratto delle conclusioni diametralmente opposte circa la possibilit\u00e0 di un dialogo proficuo. Cos\u00ec come era scritto nelle cose lo scontro con le novit\u00e0 introdotte dal Concilio Vaticano II e, pi\u00f9 ancora, da ci\u00f2 che accadde nella tumultuosa fase post-conciliare, quando i vescovi e i teologi &quot;progressisti&quot; cercarono di forzare i tempi, e a volte anche la sostanza, per far passare delle riforme che il Concilio stesso non aveva concepito nella forma drastica in cui essi le volevano, e ci\u00f2 in nome di una supposta interpretazione pi\u00f9 fedele allo &quot;spirito&quot; del Concilio stesso (l&#8217;acuta osservazione \u00e8 del cardinale Siri); cosa che permetteva loro di presentare come dovute e indilazionabili delle &quot;riforme&quot; che, in realt\u00e0, solo una minoranza dei padri conciliari desiderava, e le desiderava in nome di un non meglio specificato &quot;progresso&quot; nonch\u00e9 dello &quot;spirito dei tempi&quot;, ma a dispetto del sentire comune del popolo cristiano, laici compresi. Tipico esempio, l&#8217;abolizione di fatto del latino e, pertanto, la scomparsa della Messa tridentina, provvedimento che non \u00e8 stato previsto, n\u00e9 contemplato, in alcuno &#8211; ripetiamo: in alcuno &#8212; dei numerosi documenti ufficiali uscirti dal Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>La critica di Lefebvre al Concilio era radicale, di fondo: secondo lui, esso era stato inquinato da uno spirito neo-modernista e neo-protestante; poco spazio rimaneva, pertanto, per un eventuale compromesso. Nel 1970 fondava la Comunit\u00e0 Sacerdotale San Pio X e il seminario di \u00c9c\u00f4ne, nel quale veniva mantenuto il rito della Messa tridentina; nel 1972, subiva un pesante attacco da parte del clero francese; nel 1975 gli fu ordinato, dal vescovo di Losanna, di chiudere il &quot;suo&quot; seminario, opponendo un rifiuto; nel 1976, fu sospeso &quot;a divinis&quot; da Paolo VI, di nuovo rifiutando di sottomettersi; nel 1986, si oppose pubblicamente al primo raduno interreligioso di Assisi; nel 1988 ordin\u00f2 quattro vescovi, nonostante l&#8217;ammonizione di Giovanni Paolo II a non farlo, incorrendo cos\u00ec nella scomunica &quot;latae sententiae&quot;. Nel 1991 si spegneva, vittima del cancro.<\/p>\n<p>Certo egli si \u00e8 assunto una responsabilit\u00e0 gravissima, aprendo uno scisma che, nel 1975, aveva detto di non volere. Rimane, per\u00f2, una scomoda domanda: sono state davvero ascoltate, le sue ragioni?<\/p>\n<p>La cosa veramente imbarazzante, nella vita e nell&#8217;opera di quest&#8217;uomo criticabile, ma cui non si pu\u00f2 negare la coerenza, \u00e8 che egli si \u00e8 trovato a capeggiare, tecnicamente, uno scisma, rispetto ad una Chiesa cattolica che egli giudicava, di fatto, scismatica. Quando affermava di non aver fatto, dopo il Concilio Vaticano II, nulla, assolutamente nulla, che non facesse anche prima, e che non facessero, con lui, tutti i membri del clero cattolico, metteva veramente il dito sulla piaga; era come se dicesse: \u00abIo non sono cambiato; non ho introdotto alcuna novit\u00e0: mi dicano, dunque, dove sto sbagliando; altrimenti, vuol dire che ad essere cambiata \u00e8 la Chiesa\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, il punto \u00e8 proprio questo: la Chiesa si regge sui due pilastri della Rivelazione, che sono le sacre Scritture e la sacra Tradizione. Non \u00e8 ammissibile, pertanto, che essa cambi il proprio orientamento spirituale, senza contraddirsi; senza divenire altro da ci\u00f2 che era, da ci\u00f2 che \u00e8 stata per secoli e secoli. Di questo Lefebvre accusava la Chiesa cattolica. Lo faceva con foga inusitata, con una carica di estremismo e di &quot;vis&quot; polemica che non conviene a un arcivescovo, a un membro della Chiesa cattolica, e che non riflette la doverosa carit\u00e0 cristiana. Quanto alla sostanza, per\u00f2, il discorso \u00e8 diverso. \u00c8 pi\u00f9 difficile dargli torto, viste anche certe derive degli ultimi decenni, che sembrano confermare molte delle sue intuizioni e delle sue critiche.<\/p>\n<p>Su una cosa, per\u00f2, certamente sbagliava: se \u00e8 vero che \u00abil fumo di Satana \u00e8 entrato in Vaticano\u00bb, cio\u00e8 nel cuore della Chiesa stessa (l&#8217;espressione, come \u00e8 noto, \u00e8 di Paolo VI), e dunque se era pienamente legittima e giustificata la sua preoccupazione rispetto a certe forzature teologiche e a certi stravolgimenti liturgici, egli, per\u00f2, ha commesso il peccato di disperare, dimenticando una esplicita rassicurazione di Ges\u00f9 Cristo ai suoi fedeli (Matteo, 16, 18): \u00abE io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificher\u00f2 la mia Chiesa, E LE POTENZE DEGLI INFERI NON PREVARRANNO SU DI ESSA\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenico Del Rio, scrittore e vaticanista di fama, spentosi nel 2003, a 76 anni di et\u00e0, ha tracciato questo ritratto, non troppo benevolo, ma, nella sostanza,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,236],"class_list":["post-26999","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26999"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26999\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}