{"id":26998,"date":"2012-10-22T08:24:00","date_gmt":"2012-10-22T08:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/22\/nella-mappa-concettuale-delluomo-moderno-e-venuta-meno-la-nozione-dellessere\/"},"modified":"2012-10-22T08:24:00","modified_gmt":"2012-10-22T08:24:00","slug":"nella-mappa-concettuale-delluomo-moderno-e-venuta-meno-la-nozione-dellessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/22\/nella-mappa-concettuale-delluomo-moderno-e-venuta-meno-la-nozione-dellessere\/","title":{"rendered":"Nella mappa concettuale dell\u2019uomo moderno \u00e8 venuta meno la nozione dell\u2019Essere"},"content":{"rendered":"<p>Negli uomini d&#8217;ogni tempo \u00e8 disegnata una mappa concettuale, nella quale compaiono le cose possibili e le cose desiderabili, cos\u00ec come quelle indesiderabili; mentre le cose impossibili non compaiono o sono rappresentate, al massimo, come limite di ci\u00f2 che \u00e8 alla loro portata, come soglia oltre la quale non possono n\u00e9 devono tentare di spingersi.<\/p>\n<p>Nella mappa concettuale dell&#8217;uomo antico erano indicati, forse un po&#8217; ingenuamente, ma con molta chiarezza, il Bene e il Male, cos\u00ec come quei luoghi dell&#8217;anima il cui raggiungimento era da considerarsi fausto e desiderabile; e, per converso, quelli scabrosi e pericolosi, dai quali era bene che egli si tenesse alla larga.<\/p>\n<p>In particolare, vi era la nozione dell&#8217;Essere; non solo: vi era la nozione che tutto proviene dall&#8217;Essere e tutto all&#8217;Essere vuol fare ritorno; che, pertanto, l&#8217;intera geografia delle cose terrene non \u00e8 che preparazione alla dimensione vera, quella dell&#8217;eterno e dell&#8217;assoluto, ove ci\u00f2 che qui appare bello e desiderabile diventa un pallido riflesso della vera bellezza; ed era segnata anche la strada per arrivarvi: la metafisica, dal punto di vista concettuale, e la vita buona, la vita pura e santa, dal punto di vista pratico e quotidiano.<\/p>\n<p>Ma i moderni hanno rifatto di sana pianta le loro mappe concettuali; hanno giudicato che, per secoli e millenni, gli uomini si fossero serviti di carte sbagliate, illusorie, assurde; che tutta la &quot;Philosphia perennis&quot; non fosse che una chimera, una fanfaluca, un gigantesco abbaglio collettivo, perch\u00e9 non si basava sulle idee chiare e distinte di Cartesio.<\/p>\n<p>I moderni, pertanto, a partire da Francis Bacon, Cartesio e, pi\u00f9 tardi, Kant, hanno buttato via la metafisica, nel cestino della carta straccia; hanno negato senso e valore a qualsiasi concetto non presenti i caratteri della chiarezza e della distinzione; hanno messo in dubbio o negato tutto quello che non pu\u00f2 essere esperito con i sensi e dimostrato dalla ragione, secondo le modalit\u00e0 della logica e della matematica.<\/p>\n<p>Le nuove mappe concettuali, pertanto, rappresentano un paesaggio molto pi\u00f9 angusto e limitato di quello che appariva nelle vecchie e i loro autori si vantano di tale riduzione, perch\u00e9 sostengono che essa \u00e8 ampiamente bilanciata e giustificata da un grado di certezza infinitamente maggiore; inoltre, sono carte che hanno un valore e una possibilit\u00e0 d&#8217;impiego esclusivamente quantitativi, servono cio\u00e8 a indicare dove si debba andare, ma nulla dicono a proposito del perch\u00e9.<\/p>\n<p>Quanto alle cose impossibili, ogni senso di rispetto per il limite umano \u00e8 caduto: ora che la tecnologia rende possibili cose fino a ieri impossibili, come la riproduzione degli esseri viventi come altrettante fotocopie, o come la modificazione genetica delle piante destinate ad uso alimentare, perch\u00e9 mai tali cose non dovrebbero essere sfruttate a fondo e reclamizzate come il non plus ultra della intelligenza e della capacit\u00e0 intellettuale dell&#8217;uomo moderno?<\/p>\n<p>\u00c8 scomparsa la nozione dell&#8217;Essere, \u00e8 stata rafforzata a dismisura quella dell&#8217;Io: dovunque si volga lo sguardo, ci si imbatte nella volont\u00e0 dell&#8217;Io, nelle passioni dell&#8217;Io, nelle sue brame e nei suoi timori, e perfino nel suo inconscio; pare che il Tu non esista pi\u00f9, o se pure esiste, che altro non sia se non il gioco di rifrazioni provocato da infiniti specchi nei quali l&#8217;Io si contempla, narcisisticamente e ossessivamente.<\/p>\n<p>L&#8217;Io \u00e8 diventato legge a se stesso e da ci\u00f2 \u00e8 derivato un estremo soggettivismo a livello conoscitivo e uno smaccato utilitarismo a livello pratico: non interessa pi\u00f9 quello che \u00e8, ma quello che l&#8217;Io pensa, quello che l&#8217;Io vuole, quello che l&#8217;Io crede; e non interessa pi\u00f9 quello che \u00e8 giusto, ma quello che torna utile all&#8217;Io, puramente e semplicemente. Inutile aggiungere che il solo criterio dell&#8217;utile \u00e8 quello materiale e quantitativo, non certo quello morale e spirituale.<\/p>\n<p>Essendo scomparsa la nozione dell&#8217;Essere, \u00e8 scomparsa anche la terminologia che ad esso si riferisce (tranne che per pochi addetti ai lavori, i quali ne fanno comunque un uso quasi unicamente archeologico) e sono scomparsi i pensieri e i sentimenti, nonch\u00e9 le pratiche della vita quotidiana, che da esso discendono. Di conseguenza, sono scomparsi, o stanno scomparendo, anche i pensieri veri, i sentimenti veri e gli autentici modi di agire, perch\u00e9 la nozione dell&#8217;Essere non \u00e8 una sovrastruttura falsa e illusoria, come vorrebbero quasi tutte le correnti della filosofia moderna, ma il perno e il fondamenti di tutto ci\u00f2 che esiste, tanto nella sfera del pensiero e del sentimento, quanto in quella della vita pratica.<\/p>\n<p>L&#8217;essere delle cose, infatti, deriva dall&#8217;Essere in s\u00e9: niente Essere in s\u00e9, niente essere nelle cose; e allora non resta che l&#8217;esistente, ossia la mera nozione dell&#8217;accidentale, del casuale, del fortuito. L&#8217;evoluzionismo darwiniano, per fare un esempio, non \u00e8 che un caso particolare di questa impostazione concettuale: venuta meno la nozione del&#8217;Essere, l&#8217;essere degli enti non \u00e8 pi\u00f9 veramente un essere, ma solo una parvenza di essere; un esistere fortuito e temporaneo, un vagare a casaccio fra il nulla dell&#8217;origine e il nulla della fine.<\/p>\n<p>Se si chiede a un evoluzionista che senso abbia avuto l&#8217;avvicendarsi di innumerevoli forme di vita, tutte nate dal caso e tutte destinate a scomparire nel nulla, egli non avr\u00e0 cosa rispondere; dir\u00e0, probabilmente che una tale domanda \u00e8 priva di senso. Curioso circolo vizioso: la domanda sul senso della vita \u00e8 priva di senso; eppure essi ci dicono che la vita umana \u00e8 una vita originatasi dal caso, come quella di ogni altra specie, e destinata a finire nel nulla, come quella di ogni altra specie. E tuttavia non dovremmo domandarci il perch\u00e9, dovremmo accontentarci di questa larva di esistenza cieca e inconsapevole, di questa caricatura della vita vera, dell&#8217;essere vero, che sono invece fatti di pienezza, di consapevolezza, di significato.<\/p>\n<p>A questo proposito, osservava acutamente E. F. Schumacher nel suo interessante volume \u00abGuida per i perplessi\u00bb (titolo originale: \u00abA guide for the Perplexed\u00bb, 1977; traduzione dall&#8217;inglese di Giuseppe Bernardi, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979, pp. pp. 16-21):<\/p>\n<p>\u00abCartesio, che \u00e8 il padre del razionalismo moderno, insist\u00e9 sul fatto che &quot;noi non dovremmo mai permetterci di essere convinti di qualcosa se non attraverso la priva della nostra ragione&quot;, e mette bene in evidenza che sta parlando &quot;della nostra ragione, e non della nostra immaginazione o dei nostri sensi&quot;. Il metodo della ragione \u00e8 di ridurre complesse e oscure proposizioni via via in proposizioni pi\u00f9 semplici, e poi, partendo dalla comprensione intuitiva di tutte quelle che sono estremanebte semplici, cercare di salire alla conoscenza di tutte le altre facendo via via il percorso inverso&quot;. Si tratta di un programma concepito da una mente insieme poderosa e paurosamente limitata.. [&#8230;]<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 nessuna garanzia che il mondo sia fatto in modo tale per cui la verit\u00e0 indubitabile sia tutta la verit\u00e0. E di quale verit\u00e0 si tratterebbe, di quale apprendimento? Quello dell&#8217;uomo. Di qualsiasi uomo? Sono tutti gli uomini &quot;in grado&quot; di afferrare tutta la verit\u00e0? Come Cartesio ha dimostrato, la mente del&#8217;uomo pu\u00f2 mettere in discussione qualsiasi cosa essa non afferri con facilit\u00e0, e alcuni uomini sono pi\u00f9 inclini di altri a dubitare.<\/p>\n<p>Cartesio ruppe con la tradizione, fece piazza pulita e si incaric\u00f2 di partire da capo, scoprendo ogni cosa da solo. Questo tipo di arroganza divenne lo &quot;stile&quot; della filosofia europea.&quot;Ogni filosofo moderno&quot; osserva Maritain&quot; \u00e8 un cartesiano nel senso che guarda s\u00e9 come a chi parte da un assoluto, come chi avesse la missione di portare agli uomini una nuova concezione del mondo&quot;. [&#8230;] Lo scetticismo, una forma di disfattismo filosofico, divenne la principale corrente della filosofia europea, che insistette, non senza plausibilit\u00e0, che la portata della mente umana era rigorosamente limitata e che non c&#8217;era scopo a interessarsi minimamente in questioni che sono al di l\u00e0 della sua capacit\u00e0. Mentre il giudizio tradizionale aveva considerato la mente umana debole, ma di confini aperti, in grado cio\u00e8 di spingersi al di l\u00e0 di s\u00e9 verso livelli sempre pi\u00f9 alti, il nuovo pensiero assume l&#8217;assioma che il raggio d&#8217;azione della mente aveva limiti precisi e ristretti, che potevano essere chiaramente determinati, bench\u00e9 all&#8217;interno di questi limiti essa potesse contare su capacit\u00e0 praticamente illimitate. Dal punto di vista della mappa filosofica questo signific\u00f2 un impoverimento davvero notevole: intere regioni di speculazioni umane, che avevano impegnato nei pi\u00f9 intensi sforzi le generazioni precedenti, smisero semplicemente di comparire sulla mappa. Ma ci fu un altro e anche pi\u00f9 significativo depauperamento: mentre il pensiero tradizionale aveva sempre dato una rappresentazione tridimensionale del mondo (simboleggiata dalla croce), dove era non solo significativo da di fondamentale importanza distinguere, sempre e dovunque, tra livelli d&#8217;essere &quot;superiori&quot; e &quot;inferiori&quot;, il nuovo pensiero si \u00e8 sforzato con precisa determinazione, per non dire con fanatismo, di liberarsi della DIMENSIONE VERTICALE. Perch\u00e9 si sarebbero dovuti conseguire chiari e precisi concetti su nozioni quale &quot;superiore&quot; e &quot;inferiore&quot;? Compito urgente della ragione non era forse l&#8217;ordinamento delle misurazioni quantitative? [&#8230;] N\u00e9 la matematica n\u00e9 la fisica possono includere le nozioni quantitative di &quot;superiore&quot; e &quot;inferiore&quot;. La dimensione verticale scomparve cos\u00ec dalle mappe filosofiche, che d&#8217;ora in avanti si concentreranno su problemi alquanto improbabili quali &quot;Esistono gli altri?&quot; oppure &quot;Ma \u00e8 davvero possibile sapere qualcosa?&quot; o &quot;Hanno, gli altri, esperienze analoghe alle mie?&quot;, e cessarono cos\u00ec d&#8217;essere di aiuto alle persone cui s&#8217;imponeva l&#8217;arduo compito di scegliere la loro strada nella vita. [&#8230;]<\/p>\n<p>La perdita della dimensione verticale comport\u00f2 che non era pi\u00f9 possibile dare una risposta non utilitaristica alla domanda: &quot;Cosa devo fare della mia vita?&quot; La risposta poteva essere pi\u00f9 o meno individualistico-egocentrica o pi\u00f9 o meno social-altruistica, ma non poteva evitare di essere utilitaristica: &quot;Cerca di stare a tuo agio pi\u00f9 che puoi&quot; oppure &quot;Opera per la massima felicit\u00e0 del pi\u00f9 alto numero di persone&quot;. E divenne impossibile definire la natura dell&#8217;uomo come diversa da quella dell&#8217;animale. Un animale &quot;superiore&quot;? S\u00ec, forse, ma solo sotto alcuni aspetti; sotto molti altri, infatti, diversi animali potevano essere descritti come &quot;superiori&quot; all&#8217;uomo, per cui la cosa migliore era evitare termini come &quot;superiore&quot; e &quot;inferiore&quot;, a meno di non parlare in termini rigorosamente evoluzionistici. [&#8230;] Niente di tutto ci\u00f2 conduce a una risposta utile alla domanda: &quot;Cosa devo fare della mia vita?&quot; Pascal aveva detto: &quot;Nonostante tutte queste miserie, l&#8217;uomo vuole essere felice, e non pu\u00f2 non voler essere tale&quot;, ma il nuovo pensiero dei filosofi sostenne, con Kant, che &quot;egli non pu\u00f2 mai dire, con sicurezza e precisione, che cosa egli desidera veramente&quot; e non pu\u00f2 &quot;determinare con certezza che cosa lo farebbe veramente felice, perch\u00e9 per far questo dovrebbe essere onnisciente&quot;. La dottrina tradizionale dava invece una risposta positiva e franca: la felicit\u00e0 dell&#8217;uomo sta nell&#8217;elevarsi PI\u00d9 IN ALTO, di sviluppare le sue facolt\u00e0 PI\u00d9 ALTE, di prendere coscienza di cose via via SUPERIORI e, se possibile, di &quot;vedere&quot; Dio. Se si muove verso il basso, egli sviluppa solo le sue qualit\u00e0 inferiori, che ha in comune con gi animali, e si rende profondamente infelice, giungendo fino alla disperazione.\u00bb<\/p>\n<p>Ora, da quando \u00e8 stato detto all&#8217;uomo che egli \u00e8 un animale, che \u00e8 solo un animale, che non c&#8217;\u00e8 nulla, in lui, che non sia frutto di istinti e pulsioni animali o di adattamenti animaleschi del suo pur sviluppato cervello; da quando gli \u00e8 stato detto che non possiede un&#8217;anima, n\u00e9 uno spirito, e che la sua vita, nata dal caso, \u00e8 mortale e priva di senso; che non c&#8217;\u00e8 nessun Dio, perch\u00e9 l&#8217;idea di Dio \u00e8 il frutto del suo delirio d&#8217;angoscia o la rielaborazione nevrotica del suo complesso edipico; e che non \u00e8 possibile alcuna comunione profonda con l&#8217;altro, perch\u00e9 ciascuno \u00e8 chiuso e murato nella prigione solipsistica del proprio Io e nel cerchio stregato dei propri desideri e delle proprie paure: da quando gli \u00e8 stato detto tutto questo da scienziati presuntuosi e da cattivi filosofi, l&#8217;essere umano ha perso la speranza dell&#8217;altezza, del qualitativo, del divino e si \u00e8 ripiegato tristemente sulla sua parte inferiore, oltre alla quale non immagina pi\u00f9 che vi sia altro.<\/p>\n<p>Questo animale triste, mutilato della trascendenza che \u00e8 parte costituiva del suo essere; questa creatura infelice, cui \u00e9 stata interdetta la speranza, presentandola come follia e come aberrazione della mente, e cui \u00e8 stata proibita la preghiera, dichiarata una superstizione o, peggio, una degenerazione e un delirio, \u00e8 ormai una pallida caricatura di s\u00e9, dell&#8217;uomo vero. Trover\u00e0 la forza di rialzare la schiena e di levare gli occhi verso l&#8217;Essere, sua eterna e splendente dimora?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli uomini d&#8217;ogni tempo \u00e8 disegnata una mappa concettuale, nella quale compaiono le cose possibili e le cose desiderabili, cos\u00ec come quelle indesiderabili; mentre le cose<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[142,173,199],"class_list":["post-26998","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-francesco-bacone","tag-immanuel-kant","tag-metafisica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26998","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26998"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26998\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}