{"id":26997,"date":"2015-07-28T06:04:00","date_gmt":"2015-07-28T06:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-filosofia-della-storia-di-mao-zedong-strano-miscuglio-di-cinismo-e-moralismo\/"},"modified":"2015-07-28T06:04:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:04:00","slug":"la-filosofia-della-storia-di-mao-zedong-strano-miscuglio-di-cinismo-e-moralismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-filosofia-della-storia-di-mao-zedong-strano-miscuglio-di-cinismo-e-moralismo\/","title":{"rendered":"La filosofia della storia di Mao Zedong: strano miscuglio di cinismo e moralismo"},"content":{"rendered":"<p>Ora che il tristo personaggio e le sue ancor pi\u00f9 tristi imprese (a cominciare dalla sanguinaria &quot;Rivoluzione culturale&quot; che, in nome del &quot;popolo&quot;, ha sterminato alcuni milioni di persone) sono consegnati alla valutazione dei posteri, ci si pu\u00f2 togliere la curiosit\u00e0 di vedere quale fosse la filosofia della storia che animava il Grande Timoniere, Mao Zedong, fin da prima che conquistasse il potere del Paese pi\u00f9 popoloso della Terra, la Cina.<\/p>\n<p>Nel maggio 1938, dopo che era iniziato, da quasi un anno, il conflitto sino-giapponese (ufficialmente il 7 luglio 1937, con l&#8217;incidente al Ponte \u00abMarco Polo\u00bb, presso Pechino, ma senza dichiarazione di guerra da nessuna delle due parti), Mao tenne una serie di conferenze ai militanti del Partito comunista su quell&#8217;argomento, dal titolo \u00abSulla guerra di lunga durata\u00bb; alcuni passaggi ci sono sembrati meritevoli di riflessione, per meglio comprendere quale fosse la filosofia della storia da cui discendevano le decisioni politiche di Mao (da: Mao Tse Tung, \u00abOpere. Teoria della rivoluzione e costruzione del socialismo\u00bb, Roma, Newton Compton Editori, 1977, pp. 257-278):<\/p>\n<p>\u00ab[&#8230;] anche se il Giappone pu\u00f2 ottenere l&#8217;appoggio esterno da parte dei paesi fascisti esso si trover\u00e0 di fronte a una opposizione internazionale maggiore dell&#8217;appoggio internazionale ricevuto. La forza dell&#8217;opposizione internazionale crescer\u00e0 gradualmente e alla fine non solo neutralizzer\u00e0 la forza dell&#8217;appoggio internazionale ma far\u00e0 anche sentore la sua pressione sullo stesso Giappone. Tale \u00e8 la legge secondo cui una causa ingiusta non pu\u00f2 trovare che scarso appoggio, e tali sono le conseguenze che derivano dalla natura stessa della guerra del Giappone. Riassumendo, il vantaggio del Giappone consiste nel suo grande potenziale bellico, e i suoi svantaggi nel carattere retrogrado e barbarico della sua guerra, nell&#8217;insufficienza di risorse umane e materiali, e nello scarso appoggio internazionale. [&#8230;]<\/p>\n<p>La nostra guerra non \u00e8 una guerra qualsiasi, \u00e8 una guerra che si combatte tra la Cina e il Giappone negli anni trenta del XX secolo. Quanto al nostro nemico, il Giappone, esso \u00e8 innanzi tutto un imperialismo moribondo, \u00e8 gi\u00e0 in un&#8217;epoca di decadenza, ed \u00e8 diverso non solo dall&#8217;Inghilterra al tempo in cui questa sottomise l&#8217;India, quando l&#8217;Inghilterra era ancora in un&#8217;epoca di ascesa del capitalismo ma anche da ci\u00f2 che esso stesso era venti anni fa, al tempo della Prima guerra mondiale. La guerra attuale \u00e8 scoppiata alla vigilia del crollo generale dell&#8217;imperialismo mondiale, e in primo luogo dei paesi fascisti; questa \u00e8 appunto la ragione per cui il nemico ha sferrato questa guerra di avventura, che ha il carattere di un ultimo sforzo disperato. \u00c8 qui assolutamente certo che la guerra avr\u00e0 come risultato non la distruzione della Cina ma dei circoli dominanti dell&#8217;imperialismo giapponese. [&#8230;]<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;Abissinia fu asservita? Primo, perch\u00e9 essa non era soltanto un paese debole, ma anche un paese piccolo. Secondo, perch\u00e9 non era tanto progressista come la Cina; era un vecchio paese in fase di transizione dal sistema schiavistico a quello della servit\u00f9 della gleba; un paese dove non esistevano n\u00e9 capitalismo n\u00e9 partiti politici borghesi, per non parlare del partito comunista, n\u00e9 un esercito come l&#8217;esercito cinese, per non parlare di un esercito come l&#8217;Ottava armata. Terzo, perch\u00e9 non fu in grado di attendere l&#8217;aiuto internazionale e dovette combattere nell&#8217;isolamento. Quarto, e questo \u00e8 il punto principale, perch\u00e9 furono commessi errori nella direzione della sua guerra contro l&#8217;aggressione italiana. Cos\u00ec l&#8217;Abissinia, fu soggiogata. Ma esiste ancora in Abissinia una diffusa guerriglia che, se sar\u00e0 continuata, permetter\u00e0 agli abissini di liberare la loro patria nel futuro quando subentrer\u00e0 un cambiamento nella situazione internazionale. [&#8230;]<\/p>\n<p>Queste allora sono le domande e le conclusioni: e le conclusioni: la Cina sar\u00e0 asservita? Risposta: no, non sar\u00e0 asservita e la vittoria finale sar\u00e0 sua. Pu\u00f2 la Cina vincere rapidamente? Risposta: no, non pu\u00f2 vincere rapidamente, e la guerra dovr\u00e0 essere una guerra di lunga durata. Sono giuste queste conclusioni? Io penso che lo siano.[&#8230;]<\/p>\n<p>Se si considera una partita di &quot;weichi&quot; su scala mondiale&#8230; [vediamo che] il nemico accerchia la Cina, l&#8217;Unione Sovietica, la Francia, la Cecoslovacchia e altri paesi con il suo fronte dell&#8217;aggressione, mentre noi contro accerchiamo la Germani, il Giappone e l&#8217;Italia con il nostro fronte della pace. Ma il nostro accerchiamento \u00e8 come la mano di Buddha che si trasforma nella Montagna dei cinque elementi, la quale domina l&#8217;universo; i moderni Sun Wu-kung &#8212; gli aggressori fascisti &#8211; saranno alla fine sepolti sotto di essa per mai pi\u00f9 risorgere. [&#8230;]<\/p>\n<p>La storia dimostra che le guerre si dividono in due categorie: le guerre giuste e le guerre ingiuste. Tutte le guerre progressiste sono giuste e tutte le guerre che impediscono il progresso sono ingiuste. Noi comunisti ci opponiamo a tutte le guerre ingiuste che impediscono il progresso, ma non ci opponiamo alle guerre giuste, progressiste. Noi comunisti non solo non ci opponiamo alle guerre giuste, ma vi partecipiamo attivamente. La Prima guerra mondiale \u00e8 un esempio di guerra ingiusta: le due parti combattevano per interessi imperialistici, ed \u00e8 per questo che i comunisti di tutto il mondo si opposero risolutamente ad essa. Il mezzo per opporsi a una guerra di questo genere \u00e8 fare tutto il possibile per impedirla prima che scoppi, ma una volta scoppiata, bisogna opporsi alla guerra con la guerra, opporsi alla guerra ingiusta con la guerra giusta, ogni volta che sia possibile. La guerra del Giappone \u00e8 una guerra ingiusta che ostacola il progresso, e tutti i popoli del mondo, compreso il popolo giapponese, devono opporsi e di fatto si oppongono ad essa. In Cina tutta la nazione, dal popolo al governo, dal partito comunista al Koumintang, ha innalzato la bandiera della giustizia e conduce una guerra rivoluzionaria nazionale contro l&#8217;aggressione. La nostra guerra \u00e8 sacra e giusta, \u00e8 progressista e mira alla pace. Non alla pace nel nostro paese soltanto, ma in tutto il mondo, non a una pace temporanea, ma alla pace perenne.\u00bb<\/p>\n<p>Il lettore sar\u00e0 forse rimasto colpito dalla frequenza e dalla disinvoltura dei riferimenti etici, e perfino religiosi (come quello alla &quot;mano di Buddha&quot;: lui, il grande nemico della religione, che trasformer\u00e0 la Cina un Paese ateo), a sostegno della &quot;giustezza&quot; della causa cinese durante la guerra contro il Giappone, vista, peraltro, come un tassello di una guerra mondiale molto pi\u00f9 vasta: quella fra le potenze &quot;fasciste&quot; e le potenze &quot;progressiste&quot; (fra le quali, non senza stridente contraddizione, \u00e8 costretto ad arruolare, tacitamente, anche le plutocrazie: Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti) e infine, addirittura, quella fra &quot;causa giusta&quot; e &quot;causa ingiusta&quot;, cio\u00e8 poco meno che tra Bene e Male.<\/p>\n<p>Ragionando con l&#8217;accetta, senza la minima sensibilit\u00e0 per le sfumature e senza la minima elasticit\u00e0 concettuale, da bravo comunista che, prima di imporre il lavaggio del cervello al prossimo, lo ha imposto a se stesso, Mao sostiene che vi sono unicamente due generi di guerra, quella giusta e quella ingiusta; e che &#8211; non si capisce bene per quale motivo &#8211; le prime sono destinate a concludersi vittoriosamente (o meglio, lo si capisce benissimo: perch\u00e9 Marx, buon discepolo di Hegel, predice l&#8217;infallibile vittoria finale del proletariato sulla borghesia: esempio di guerra giusta per eccellenza), le seconde a concludersi disastrosamente per chi le ha intraprese.<\/p>\n<p>A differenza dei filosofi medievali, che distinguono fra guerra giusta e guerra ingiusta in base a un principio etico, Mao distingue le distingue in base a un principio economico-sociale (e, nel caso dei Paesi coloniali o semi-coloniali, come la Cina, a un principio nazionale): \u00e8 giusta una guerra che si combatte per l&#8217;affermazione del progresso, ingiusta una guerra che ha per scopo il regresso. La guerra del Giappone contro la Cina \u00e8 regressiva, quindi ingiusta, quindi destinata a sicura sconfitta. Qui, per\u00f2, il futuro Grande Timoniere fa un po&#8217; di confusione, perch\u00e9 dice la guerra di aggressione giapponese \u00e8 regressiva e &quot;barbarica&quot; perch\u00e9 scatenata in un momento in cui l&#8217;imperialismo mondiale, compreso quello giapponese, \u00e8 in declino, e dunque condannato dal progresso della storia (come quella italiana contro l&#8217;Abissinia), ma che \u00e8 regressiva anche per un&#8217;alta ragione, ossia perch\u00e9 ostacola lo sviluppo delle forze &quot;progressiste&quot; sia nel Paese aggredito, la Cina, sia al proprio interno, a danno del proprio popolo: cos\u00ec, di fatto, oscilla fra le due alternative.<\/p>\n<p>Quel che appare chiaro, comunque, \u00e8 che il Progresso, per Mao, prende il posto del principio etico e di quello religioso: \u00e8 giusto quel che lo favorisce, \u00e8 ingiusto ci\u00f2 che lo ostacola. In questo, Mao \u00e8 un perfetto figlio della cultura illuminista europea (altro che leader asiatico del tutto originale), un classico figlio di Rousseau e Robespierre: ingiusta, per esempio, deve essere stata la rivolta della Vandea nel 1793, e giusta la sua terrificante repressione: l&#8217;una, infatti, fu regressiva (figuriamoci: restaurare il trono e l&#8217;altare, nonch\u00e9 il feudalesimo!), l&#8217;altra, progressiva. Alla durezza moralistica giacobina, poi, Mao unisce il cinismo di matrice marxista-leninista: che altro significa, infatti, trasformare una guerra &quot;ingiusta&quot;, come la Prima guerra mondiale, in una guerra &quot;giusta&quot;, se non esaltare la guerra civile del proletariato contro la borghesia (il vero nemico di oggi e di sempre), e, dunque, teorizzare la giustezza della guerra civile, vista come la guerra giusta per eccellenza, perch\u00e9 mirante alla pace? Una pace, si scopre a un certo puto, che sar\u00e0 riservata non solo alla Cina, ma al mondo intero; e che non sar\u00e0 temporanea, ma perpetua: la pace dei cimiteri!<\/p>\n<p>E qui viene a galla l&#8217;aspetto pi\u00f9 impressionante, insieme messianico e genocidiario, della filosofia della storia di Mao. Solo chi pensa che il regno dei Cieli sia di questo mondo, ragiona come lui: sterminare i nemici, sradicare il Male e instaurare il Bene, ovunque e per sempre, sino alla fine dei secoli: amen! Ed ecco la necessit\u00e0 della Rivoluzione culturale; ecco la necessit\u00e0 del genocidio di Pol Pot ai danni del suo stesso popolo cambogiano; ecco la sfida di una guerra mondiale nucleare da parte dei dittatori nord-coreani, ultimi veri eredi del pensiero maoista; ecco la necessit\u00e0 delle foibe, delle &quot;pulizie&quot; di classe o etniche, dei gulag, dei manicomi di stato, dei campi di concentramento, del lavaggio dei cervelli, dell&#8217;indottrinamento assillante, ossessivo, sistematico. Quella di Mao \u00e8 una filosofia della storia di matrice religiosa camuffata, in cui il Progresso ha preso il posto del vecchio Dio trascendente, e in cui tutto il Bene sta da una parte, tutto il Male dall&#8217;altra, come nel pi\u00f9 perfetto manicheismo: il che lo porta ad approssimazioni e forzature continue e grossolane, perch\u00e9 lo costringe ad arruolare tra le forze del Bene anche parecchi diavoli, la cui fine ignominiosa e la cui dannazione eterna, peraltro, \u00e8 solo rimandata. Le conferenze del ciclo \u00abSulla guerra di lunga durata\u00bb, abbiamo visto, sono del 1938: chiss\u00e0 cosa avrebbe detto Mao, davanti al patto fra Hitler e Stalin dell&#8217;agosto 1939! Del resto, niente paura: quando ci\u00f2 accadde, il futuro presidente non si sarebbe lasciato turbare da cos\u00ec poco: in nome della preparazione alla &quot;guerra di lunga durata&quot;, anche questo amaro boccone sarebbe stato facilmente digerito, da lui e dai suoi. Stalin non ha fatto altro che prepararsi, guadagnare tempo, in vista dello scontro decisivo con il &quot;fascismo&quot; (Mao, ovviamente, non si prende il disturbo di distinguere tra il fascismo italiano, il nazismo tedesco e il militarismo giapponese: sono solo &quot;fascismo&quot;, tutti quanti, come &#8212; appunto- Stalin insegnava).<\/p>\n<p>Che, poi, Stalin abbia approfittato di quel compromesso per liquidare l&#8217;intellighenzia polacca con un colpo alla nuca, per far sparire dalla carta geografica la Polonia stessa, per attaccare e mutilare la Finlandia, per mettere le mani sui Paesi Baltici e sulla Bessarabia; e che, dopo la conquista tedesca di Parigi, si sia affrettato a mandare al suo &quot;amico&quot; Hitler un caloroso telegramma di felicitazioni, mentre gli forniva tutte le materie prime necessarie alla prosecuzione della sua guerra (&quot;ingiusta&quot;, evidentemente): tutto questo \u00e8 stato solamente tattica. Perch\u00e9, come in tutte le fedi religiose spinte sino al fanatismo, anche la fede nel Progresso illimitato, possiede non solo i suoi dogmi, ma anche il suo \u00abcredo quia absurdum\u00bb: e arriva sempre il momento in cui, piuttosto che dare torto al sommo sacerdote, il credente \u00e8 &quot;invitato&quot; a dare torto ai fatti, con l&#8217;espediente di far passare come &quot;tattico&quot; qualunque voltafaccia politico. In fondo, quel che cerca il credente in un tale idolo, non \u00e8 una fede che lo persuada, ma che lo assorba, che diventi tutt&#8217;uno con lui, finch\u00e9 egli non arrivi pi\u00f9 a pensare la realt\u00e0 se non dall&#8217;interno della sua visione, per distorta che sia.<\/p>\n<p>Si spiega, cos\u00ec, come Mao arrivi a leggere la storia mondiale in termini moralistici e provvidenziali, sia pure d&#8217;un moralismo estremamente grossolano e d&#8217;un provvidenzialismo che fa tremar le vene e i polsi a chiunque appartenga alla categoria degli &quot;infedeli&quot;: perch\u00e9 tali infedeli devono essere convertiti, s\u00ec da non nuocere; oppure eliminati. Era l&#8217;alternativa che i conquistatori bianchi del Nord America avevano posto ai Pellerossa, nel XX secolo: sottomettersi e integrarsi, o altrimenti perire&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora che il tristo personaggio e le sue ancor pi\u00f9 tristi imprese (a cominciare dalla sanguinaria &quot;Rivoluzione culturale&quot; che, in nome del &quot;popolo&quot;, ha sterminato alcuni<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-26997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26997\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}