{"id":26994,"date":"2017-02-27T10:24:00","date_gmt":"2017-02-27T10:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/27\/manuale-di-sopravvivenza-nellera-post-umana\/"},"modified":"2017-02-27T10:24:00","modified_gmt":"2017-02-27T10:24:00","slug":"manuale-di-sopravvivenza-nellera-post-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/27\/manuale-di-sopravvivenza-nellera-post-umana\/","title":{"rendered":"Manuale di sopravvivenza nell&#8217;era post-umana"},"content":{"rendered":"<p>Che noi siamo la prima generazione condannata a vivere nell&#8217;era post-umana, pu\u00f2 darsi che in parecchi non se ne siano neppure accorti, ma \u00e8 cos\u00ec; e i libri di storia, fra cinquanta o cento anni, non avranno dubbi in proposito (probabilmente mettendo un segno positivo accanto alla definizione). Non sarebbe la prima volta che ci\u00f2 accade: ossia che la maggioranza delle persone non afferri il senso delle trasformazioni sociali in atto. Questa volta, per\u00f2, siamo di fronte a un <em>unicum<\/em> (s\u00ec, lo sappiamo; lo hanno gi\u00e0 creduto in tanti, in troppi, e se ne potrebbe fare l&#8217;elenco: a forza di gridare: <em>Al lupo! Al lupo!<\/em>, Pierino si \u00e8 mangiato tutta la sua scorta di credibilit\u00e0, e ormai nessuno farebbe una piega neanche se il gregge venisse assalito non da un lupo, ma da un orso, o magari da un leone affamato).<\/p>\n<p>S\u00ec, sappiamo che nei laboratori di bio-ingegneria si stanno facendo delle ricerche e degli esperimenti vagamente satanici; sappiamo che, oltre alla clonazione alla manipolazione genetica, si stanno creando delle chimere, dei mostri veri e propri, realizzati mescolando il DNA di specie diverse (altro che l&#8217;isola del dottor Moreau di H. G. Wells: la realt\u00e0 finisce <em>sempre<\/em> per superare la fantasia!), tuttavia pensiamo che la cosa, in fondo, non ci riguardi troppo da vicino; che riguardi solo una piccola <em>\u00e9lite<\/em> di discutibili scienziati e di spregiudicate autorit\u00e0 pubbliche e private, finanziatrici di quei progetti; dopo di che, giriamo la pagina del giornale e passiamo alla partita di calcio o alle previsioni meteorologiche per la nostra gita domenicale.<\/p>\n<p>Eppure, il problema della post-umanit\u00e0 non si colloca solo negli ambienti, invisibili e super sorvegliati, dei laboratori di qualche istituzione militare o di qualche multinazionale particolarmente priva di scrupoli; non si colloca solo nella cornice di una casistica spaventosa, s\u00ec, ma tutto sommato ristretta, almeno per il momento, se non altro per i costi enormi che richiedono simili ricerche e sperimentazioni: il problema \u00e8 ormai diffuso a tutti i livelli della societ\u00e0, nelle manifestazioni delle perone comuni e della vita quotidiana: perci\u00f2, esso riguarda anche noi, tanto che non esiste pi\u00f9 un osservatore neutro e spassionato, che possa osservare il fenomeno dall&#8217;esterno, perch\u00e9 siamo tutti immersi nel clima di sperimentazione antropologica, della quale noi siamo le cavie, in gran parte inconsapevoli. Diceva Pirandello che noi uomini siamo tutti dei burattini inconsapevoli di una gigantesca commedia, che si chiama vita; ebbene, a maggior ragione si potrebbe dire che noi siamo le cavie della odierna sperimentazione sull&#8217;uomo, tanto inconsapevoli quanto lo sono le scimmiette, i cani o i ratti utilizzati per gli esperimenti scientifici di laboratorio.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo una sperimentazioni biologica e genetica, o chirurgica e ormonale (si pensi, per fare solo un esempio, alla relativa facilit\u00e0 e disinvoltura con cui si procede al cambio di sesso di un essere umano, tanto che la societ\u00e0 ha accettato senza batter ciglio la &quot;nascita&quot; di un nuovo orientamento sessuale, chiamato <em>transgender<\/em>, e l&#8217;ha salutata come una conquista di civilt\u00e0, in quanto amplierebbe la sfera di auto-determinazione degli individui); \u00e8 anche, e soprattutto, una sperimentazione psicologica, intellettuale, culturale e morale, mirante a testare fino a che punto si pu\u00f2 rimbecillire l&#8217;essere umano, fino a che punto lo si pu\u00f2 plagiare, fino a che punto se ne pu\u00f2 stravolgere il senso estetico o quello etico: e ci\u00f2 non a livello di qualche caso isolato, ma a livello di massa. Si tratta, pertanto, di vedere fino a che punto, in quanto tempo, e con quali strumenti e metodologie &#8212; vedi la classica &quot;finestra di Overton&quot; &#8212; si pu\u00f2 condurre non solo qualche persona, ma l&#8217;intera societ\u00e0, o la stragrande maggioranza di essa, a mutare radicalmente la propria opinione ed il proprio atteggiamento pratico riguardo a ci\u00f2 che si ritiene essere vero, giusto, buono, sano, bello, eccetera, e ci\u00f2 proprio in cose che riguardano direttamente la nostra esistenza e le scelte di vita delle persone comuni.<\/p>\n<p>Dire che moltissime persone fanno disinvoltamente, oggi, cose delle quali, fino a pochissimi anni fa, si sarebbero vergognate, e non per antiquati pregiudizi o stereotipi irrazionali, ma sulla base di valori consolidati e tramandati da parecchie generazioni, \u00e8 ormai dire una cosa perfino ovvia. Il fatto che questo cambiamento, o, per dir meglio, questo capovolgimento di prospettiva, sia stato preparato, accompagnato e minuziosamente rafforzato, non solo dalla pubblicit\u00e0 e dai mass media, ma da tutto l&#8217;insieme della cultura dominante, intellettuali <em>in primis<\/em>, ovviamente non ha fatto altro che smorzare o annullare la percezione che un ribaltamento c&#8217;\u00e8 stato: il che \u00e8 la condizione necessaria affinch\u00e9 non si torni pi\u00f9 indietro: infatti nessuno si lamenter\u00e0 mai di quel che gli sta accadendo, se non si rende conto che sta accadendo.<\/p>\n<p>Del resto, basta guardare i bambini, e, in misura meno clamorosa, ma pur sempre evidente, gli adolescenti. I genitori e quanti lavorano nella scuola non possono non aver notato &#8212; ma <em>vedere<\/em> e <em>capire<\/em> sono due cose diverse &#8212; quanto i bambini e gli adolescenti, a forza di dipendere dalla realt\u00e0 virtuale della rete, siano &quot;disconnessi&quot; dalle situazioni della vita reale, e, quindi, sempre pi\u00f9 in debito di capacit\u00e0 di osservazione, di fantasia, di memoria, di ragionamento critico, di realismo e concretezza nel loro agire; e, di conseguenza, di quanto essi siano sempre pi\u00f9 manipolabili e disponibili a fare da cavia per qualsiasi tipo di esperimento, tranne quello pi\u00f9 semplice: riappropriarsi della loro identit\u00e0 e costruire un percorso verso l&#8217;autonomia personale e la vera stima di s\u00e9, cosa, questa, che richiede, sempre, un confronto con la realt\u00e0 reale e non con la realt\u00e0 virtuale. Il fenomeno dei <em>nerds<\/em>, ragazzi abilissimi nell&#8217;uso della tecnologia elettronica, e dotati di un alto quoziente d&#8217;intelligenza astratta, ma penosamente goffi e inadeguati nella vita concreta, e, in compenso, pieni di risentimento verso il mondo dei &quot;normali&quot;, tranquillamente inseriti nella vita di ogni giorno, \u00e8 un esempio assai eloquente. Ma se ne potrebbero fare molti altri, come il ricorso precoce alle terapie psicologiche, psichiatriche e psicanalitiche da parte di soggetti di dieci o dodici anni, talvolta anche meno, per l&#8217;insorgere di problemi di dislessia, di autismo, di disagio e insofferenza sociale, di iperattivit\u00e0, di stress e surmenage, di aggressivit\u00e0 e depressione, di disadattamento e di esaurimento nervoso vero e proprio.<\/p>\n<p>Di che altro ci sarebbe ancora bisogno, perch\u00e9 ci rendiamo conto che \u00e8 in atto una radicale mutazione antropologica, e che i nostri bambini, i quali non hanno mai visto un mucca o un vitellino, ma, in compenso, sanno &quot;navigare&quot; in rete con la consumata abilit\u00e0 di un professionista, e &quot;chattano&quot; sui social network con migliaia di loro coetanei (o forse con adulti e con &quot;orchi&quot; che si spacciano per coetanei) non saranno mai pi\u00f9 capaci di vedere il mondo come lo abbiamo visto noi e come lo hanno visto, pi\u00f9 o meno, tutte le generazioni che si sono finora succedute nel corso della storia, a partire da quando sorsero le prime civilt\u00e0, o, forse, prima ancora, a partire da quanto venne &quot;inventata&quot; l&#8217;agricoltura? \u00c8 evidente che qui si \u00e8 iniziato un processo senza ritorno: perch\u00e9 i futuri figli di questi bambini, per non parlare dei loro nipoti, presenteranno le caratteristiche di &quot;disconnessione&quot; dalla vita reale, e di dipendenza dalla realt\u00e0 virtuale della &quot;rete&quot;, in misura sempre crescente, secondo un ritmo esponenziale. E nessuno, a quel punto, potr\u00e0 farci assolutamente nulla, se non altro per la semplicissima ragione che non ci sar\u00e0 nessuno che giudicher\u00e0 questi comportamenti e queste attitudini come delle patologie, e che si sogner\u00e0 di cercare la maniera di attenuarli o di rimuoverli. La nostra civilt\u00e0 somiglia a una nave che sta filando dritta, dritta, verso il naufragio, ma la banda, nel salone di prima classe, continua a suonare musiche spensierate, e la gente balla e brinda allegramente alla <em>joie de vivre<\/em>.<\/p>\n<p>A questo punto, \u00e8 evidente che dovremmo almeno chiederci cosa si possa fare per sopravvivere in un mondo cos\u00ec disumanizzato, e destinato ad esserlo sempre di pi\u00f9, in tempi sempre pi\u00f9 brevi e in modi sempre pi\u00f9 scioccanti. A meno di fare testamento e spararsi un colpo di pistola alla tempia, noi abbiamo il preciso dovere &#8212; noi che, bene o male, ci stiamo accorgendo che il governo della nave \u00e8 venuto a mancare, e che la prua punta inesorabilmente verso l&#8217;<em>iceberg<\/em>; noi che, gi\u00e0 adesso, ci troviamo continuamente, quotidianamente, in difficolt\u00e0 a far quadrare le nostre idee, i nostri valori, i nostri stili di vita, con l&#8217;impetuosa corrente che sta sommergendo ogni cosa, e che mette in crisi la nostre esistenze &#8212; noi abbiamo il preciso dovere, dicevamo, di elaborare qualche strategia di sopravvivenza, per noi stessi e per i nostri cari, e, se possibile, nella misura in cui ci\u00f2 sia ancora possibile, per i nostri figli, sperando in un miracolo che venga a sottrarli al destino post-umano, vale a dire <em>disumano<\/em>, che incombe minacciosamente su di loro. Saremmo, infatti, dei ben miseri individui, se, dopo aver colto le proporzioni del disastro nel quale siamo immersi, non sapessimo fare altro che levare sterili lamenti o fare sfoggio di una inutile e algida capacit\u00e0 di osservazione, senza tradurla poi in atti e risoluzioni concreti, che possano aiutarci a fronteggiare, in qualche modo, la difficilissima, drammatica situazione in cui ci troviamo, e magari anche dischiudere un orizzonte di speranza ai nostri simili.<\/p>\n<p>Per prima cosa, dobbiamo distinguere la sfera di ci\u00f2 che possiamo fare, che \u00e8 la sfera umana, dalla sfera di ci\u00f2 che pu\u00f2 fare Dio, la sfera del soprannaturale, ossia della vita divina. Colui che crede in Dio ha sempre ben chiara questa distinzione e non perde il coraggio n\u00e9 quando si tratta della prima, n\u00e9, tanto meno, allorch\u00e9 si tratta della seconda. Il credente ricorda sempre le parole di Ges\u00f9 nella similitudine della vite e dei tralci (<em>Gv<\/em>, 15, 1-8):<\/p>\n<p><em>Io sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo.\u00a0Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto.\u00a0Voi siete gi\u00e0 mondi, per la parola che vi ho annunziato.\u00a0Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi se non rimanete in me.\u00a0Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla.\u00a0Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.\u00a0Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sar\u00e0 dato.\u00a0In questo \u00e8 glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dunque, se una via d&#8217;uscita dalla presente situazione ci appare umanamente impossibile, o quasi, dobbiamo sempre ricordare che ci\u00f2 che \u00e8 impossibile all&#8217;uomo, \u00e8 possibile a Dio, perch\u00e9 a Lui niente \u00e8 impossibile. D&#8217;altra parte, Dio non \u00e8 un distributore automatico della sua grazia: Egli ascolta <em>sempre<\/em> le nostre preghiere, e <em>sempre<\/em> viene in nostro aiuti nei passi perigliosi della nostra vita: ma i suoi tempi e i suoi modi rimangono oscuri e si sottraggono al nostro sguardo, perch\u00e9 le sue vie non sono le nostre vie, e noi, d&#8217;altra parte, raramente siamo buoni giudici di ci\u00f2 che \u00e8 bene per noi e di ci\u00f2 che \u00e8 bene in assoluto (le due cose, peraltro, non sono mai in contrasto, se noi le consideriamo <em>con la mente sana<\/em>, come direbbe Dante). Dunque, la certezza del suo aiuto non ci esenta e non ci solleva in alcun modo dalla necessit\u00e0 di rimboccarci le maniche e di impegnarci per realizzare tutto ci\u00f2 che \u00e8 umanamente possibile: <em>ad impossibilia<\/em>, infatti, <em>nemo tenetur<\/em>. L&#8217;importante \u00e8 ricordare che, quando facciamo qualsiasi cosa, la facciamo nel suo spirito e secondo il suo volere, e con la ferma convinzione che non noi stiamo operando, ma Lui, attraverso di noi: altrimenti potremmo montarci la testa e immaginare di poter fare, da soli, chiss\u00e0 che cosa. Mentre Ges\u00f9 ha detto, con estrema chiarezza: <em>senza di me non potete far nulla<\/em>; e non gi\u00e0 <em>senza di me potete fare solo qualcosa<\/em>, perch\u00e9 qualcosa \u00e8 qualcosa, e nulla \u00e8 solamente nulla.<\/p>\n<p>A questo punto, appare evidente che noi abbiamo due sole possibilit\u00e0 che si aprono davanti ai nostri passi: o scegliere di offrirci quali docili e volonterosi strumenti nelle mani di Dio, e combattere, con il suo aiuto, il suo consiglio e il suo sostegno, la buona battaglia per la realizzazione del suo Regno; oppure respingere la sua chiamata, scegliere per noi stessi e contro di Lui, e percorrere la via dell&#8217;orgoglio, della superbia e dell&#8217;avidit\u00e0 (di gloria, di potere, di ricchezza, di piacere), vale a dire la via dell&#8217;inferno. Non esiste una terza possibilit\u00e0, perch\u00e9 la vita \u00e8 una battaglia, e la neutralit\u00e0 non \u00e8 possibile: o si sta da una parte, con Dio, o si sta dall&#8217;altra, contro di Lui. Proprio questo ci aiuta a vedere e a comprendere chiaramente la natura diabolica della civilt\u00e0 moderna: essa non sta con Dio, perch\u00e9 insegue il miraggio di una potenza illimitata dell&#8217;uomo e di un dominio totale di lui sopra le cose; dunque sta contro Dio e con il diavolo, il suo nemico. Ma cosa deve fare, concretamente, colui che si trova a vivere in un mondo sempre pi\u00f9 disumanizzato, e se ne rende conto, oltre a pregare sempre, senza stancarsi mai? Per prima cosa, acquistare consapevolezza, in maniera sempre pi\u00f9 nitida, della reale natura e portata del fenomeno. In secondo luogo, cercare di diffondere tale consapevolezza, mettendo in conto che incontrer\u00e0 incomprensione, fastidio, disprezzo e derisione, se non vera ostilit\u00e0. In terzo luogo, credere sempre nell&#8217;amore, come l&#8217;ha insegnato Cristo e non come lo intende il mondo: perch\u00e9 esso \u00e8 pi\u00f9 forte di tutto ci\u00f2 che il maligno possa mai escogitare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che noi siamo la prima generazione condannata a vivere nell&#8217;era post-umana, pu\u00f2 darsi che in parecchi non se ne siano neppure accorti, ma \u00e8 cos\u00ec; e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[192],"class_list":["post-26994","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-luigi-pirandello"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26994"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26994\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}