{"id":26991,"date":"2010-11-17T02:23:00","date_gmt":"2010-11-17T02:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/17\/manifesto-antimoderno-di-luigi-iannone\/"},"modified":"2010-11-17T02:23:00","modified_gmt":"2010-11-17T02:23:00","slug":"manifesto-antimoderno-di-luigi-iannone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/17\/manifesto-antimoderno-di-luigi-iannone\/","title":{"rendered":"\u00abManifesto antimoderno\u00bb di Luigi Iannone"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 uscito per i tipi dell&#8217;Editore Rubbettino e con prefazione di Marcello Veneziani il \u00abManifesto antimoderno\u00bb di Luigi Iannone.<\/p>\n<p>\u00c8 un saggio sciolto, essenziale, quasi scabro, che rifiuta ogni fronzolo letterario per andare dritto al cuore del problema, quasi con il pudore di chi non vuol ripetere cose gi\u00e0 dette, ma esternare un intimo cruccio, una pensosa perplessit\u00e0 e, se possibile, individuare delle possibili soluzioni, delle possibili vie d&#8217;uscita.<\/p>\n<p>Non \u00e8 il &quot;solito&quot; malessere dell&#8217;intellettuale conservatore davanti a un mondo che cambia troppo in fretta, e non sempre in meglio; e non \u00e8 neppure la &quot;solita&quot; frustrazione dell&#8217;uomo di lettere e di pensiero davanti a una societ\u00e0 dominata dalla tecnica, che sembra non saper pi\u00f9 che farsene del suo sapere, del suo senso del bello, della sua ricerca del vero e del giusto.<\/p>\n<p>\u00c8 molto di pi\u00f9: una sintesi onesta, lucida, impietosa del &quot;male di vivere&quot; nel clima culturale della modernit\u00e0; un libro, come direbbe Nietzsche, \u00abper tutti e per nessuno\u00bb: quasi un vademecum del pellegrino dai piedi piagati, che continua a camminare sulle strade spinose e assolate di una terra desolata, dalla quale sono fuggite le antiche divinit\u00e0, ma che nessuna delle nuove ha saputo sostituire degnamente, trasmettendo agli uomini un messaggio di speranza.<\/p>\n<p>Con una sintassi nervosa, quasi sincopata, Iannone percorre le vie del disagio della realt\u00e0, della morte della bellezza, del tempo e della storia, del predominio della tecnica, in un itinerario disincantato e, a volte, sconsolato, che spazia dalla filosofia alla letteratura, dal cinema alle arti figurative, dalla sociologia alla parola poetica, sempre alla ricerca del Sacro Graal di una possibile salvezza e non gi\u00e0 con il cupo e sterile compiacimento del pessimista, che vede confermate dalla realt\u00e0 le sue pi\u00f9 fosche previsioni.<\/p>\n<p>In questo senso, e paradossalmente, il libro di Iannone vuole essere anche un libro di speranza: non nel senso, facilmente consolatorio, che pretenda di offrire delle soluzioni gi\u00e0 belle e pronte davanti al vicolo cieco di questa tarda modernit\u00e0; ma in quello di sollecitare nel lettore una personale riflessione su quanto bisognerebbe fare, incominciando probabilmente dal proprio &quot;piccolo&quot;, dal quotidiano, da ci\u00f2 che \u00e8 apparentemente &quot;minimo&quot;, per oltrepassare gli effetti nefasti di un una delirante ideologia del progresso illimitato e recuperare il senso della misura verso noi stessi e verso il mondo che ci sta intorno.<\/p>\n<p>Ci sentiamo, quindi, di consigliarne la lettura a tutti coloro i quali, pensosi della nostra crisi attuale, ma non intimamente rassegnati, non cessano di interrogarsi sulle cause che ci hanno condotti al punto presente e sulle possibili alternative ad un modello di sviluppo senz&#8217;anima e senza lungimiranza, che trae origine da una &quot;hybris&quot; e da un patto faustiano dell&#8217;uomo moderno con delle forze oscure pi\u00f9 grandi di lui, che egli non \u00e8 pi\u00f9 in grado di controllare.<\/p>\n<p>Eloquente la conclusione della intensa, penetrante meditazione di Iannone intorno ai mali della modernit\u00e0, che riassume un po&#8217; tutti i temi da lui toccati nel corso della sua ampia, seppur concisa panoramica storico-filosofica(pp. 162-63):<\/p>\n<p>\u00abLa questione \u00e8 se questo sia un processo governabile: cio\u00e8 se ha senso opporsi o far mutar corso alla globalizzazione che ora raggiunge l&#8217;apogeo dell&#8217;autoreferenzialit\u00e0. Ci\u00f2 pu\u00f2 accadere solo in un quadro identitario forte e soprattutto quando non vi siano migrazioni massicce da un luogo all&#8217;altro della Terra: entrambi, per\u00f2, sono elementi che collidono con il processo di globalizzazione. Sul piano dell&#8217;ingegneria costituzionale e istituzionale, le strade da percorrere sono molteplici: Habermas ha ritenuto di superare l&#8217;impasse ravvisando la soluzione in un organismo come le Nazioni Unite con una forza militare considerevole; Paul Hirst, al contrario, crede che gli Stati possano ancora agire nello scenario internazionale come dei &quot;globe elctors&quot;. Ma, in definitiva, la nostra pu\u00f2 essere solo una resistenza cosciente, come l&#8217;ha definita De Turris. Certamente, non \u00e8 utile rimestare nel gioco della utopia ma tentare di condizionare, anche con spirito provocatorio, ci\u00f2 che ci sta pi\u00f9 vicino, il nostro ambente. Ed \u00e8 senza dubbio complesso ritrovare le ragioni di un impegno che parta da chi ti \u00e8 pi\u00f9 vicino, dalla polis e dalle fondamenta della politica e tentare di ricostruire legami di solidariet\u00e0, perch\u00e9 guardare alla tradizione significa rivolgersi a un sapere selezionato mentre la modernit\u00e0 apre al lassez faire&quot; ed \u00e8 totalizzante: delle piccole comunit\u00e0, o piccole patrie, che dovrebbero lentamente mettersi in contatto con il resto, non sa che farne. Di fronte a questo pervadente cosmopolitismo su base individualistica che provoca disgregazione dovremmo reinventarci una nuova cultura partecipativa e, sul tempo medio, le tesi schmittiane di grandi spazi omogenei per storia, tradizioni e cultura possono essere un&#8217;ipotesi condivisibile, anche se i primi vagiti dell&#8217;Europa non segnalano nulla di buono.<\/p>\n<p>Dunque, non sono certo che questo declivio possa essere evitato, n\u00e9 che il nuovo possa passare solo attraverso la dimensione del comunitario perch\u00e9 ci\u00f2 richiederebbe anche una rivoluzione di stili di vita che non \u00e8 pi\u00f9 possibile perch\u00e9, oggi, la realt\u00e0 resta solo quella PERSONALE. Pare avvilente ma condivisibile la tesi di Emanuele Severino, per il quale l&#8217;utopia della politica si \u00e8 gi\u00e0 realizzata visto che la politica non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 e il dominio della Tecnica \u00e8 la realizzazione dell&#8217;utopia della politica. \u00c8 pur vero che la crescita infinita, come ogni frutto umano, ha avuto un inizio e avr\u00e0 una sua fine, e quindi arriver\u00e0 un momento di implosione, ma la questione non \u00e8 il capitalismo o il mercato ma la Tecnica e, di conseguenza, un intellettuale come Habermas pecca di ingenuit\u00e0 quando afferma che per tener sotto controllo la potenza tecnica basterebbe un maggior controllo pubblico. Mi rendo conto che in questo modo si corra il rischio di cadere in uno storicismo di risulta, in un inconsapevole postmodernismo per il quale l&#8217;et\u00e0 della Tecnica \u00e8 irreversibile e dobbiamo adagiarci in essa. Ma la Tecnica non \u00e8 un surrogato: \u00e8 l&#8217;idea. Perci\u00f2, quando Ernest J\u00fcnger, nel massimo gradi di potenza recnica, cio\u00e8 nello spiegamento di tutta la fascinosit\u00e0 della Tecnica che sembra cos\u00ec prossima al niente, insomma nella fase finale, riconosceva un implicito preludio a una nuova spiritualit\u00e0, non fa altro che tentare di attraversare e quindi andare oltre il nichilismo. Perch\u00e9, per dirla con H\u00f6lderlin, &quot;l\u00e0 dove sta il, pericolo, cresce anche ci\u00f2 che salva&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>E con queste parole di speranza, sia pure venate di malinconia e pervase da una dubbiosit\u00e0 che ne rende problematica l&#8217;applicazione, si chiude il saggio di Iannone.<\/p>\n<p>Come la sentinella insonne sugli spalti della cittadella assediata, egli ha voluto lanciare un grido di allarme davanti all&#8217;approssimarsi del pericolo, all&#8217;irruzione minacciosa dei barbari.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 necessario che ciascuno di noi faccia la propria scelta: consapevole che nulla \u00e8 irrilevante, in simili frangenti, di ci\u00f2 che potrebbe contribuire alla comune salvezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 uscito per i tipi dell&#8217;Editore Rubbettino e con prefazione di Marcello Veneziani il \u00abManifesto antimoderno\u00bb di Luigi Iannone. \u00c8 un saggio sciolto, essenziale, quasi scabro,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[202],"class_list":["post-26991","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26991","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26991"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26991\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}