{"id":26989,"date":"2016-09-24T05:19:00","date_gmt":"2016-09-24T05:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/24\/mane-tekel-fares\/"},"modified":"2016-09-24T05:19:00","modified_gmt":"2016-09-24T05:19:00","slug":"mane-tekel-fares","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/24\/mane-tekel-fares\/","title":{"rendered":"Mane, tekel, fares"},"content":{"rendered":"<p><em>Mane, tekel, fares<\/em>: una mano misteriosa, uscita da chiss\u00e0 dove, traccia queste oscure parole sul muro, come una indecifrabile minaccia, nella sala del banchetto, a Babilonia; e il re Baldassarre, figlio di Nabucodonosor, appena salito al trono, trasecola e impallidisce. Di colpo, l&#8217;atmosfera di festa si \u00e8 fatta pesante, si tramuta in un senso di oppressione, di angoscia; i convitati non hanno pi\u00f9 alcuna voglia di brindare e di scherzare; i musici e le danzatrici interrompono le loro esibizioni. \u00c8 sceso il silenzio: tutti sentono che si sta avvicinando una grave minaccia; del resto, \u00e8 difficile dimenticare che un potente esercito nemico, l&#8217;esercito del re persiano Ciro, \u00e8 accampato davanti alle mura della capitale, a brevissima distanza. Il re, per primo, sembra paralizzato dal terrore, e vorrebbe che gli indovini e gli astrologhi spiegassero il fatto; nessuno, per\u00f2, sa rendere ragione di quel prodigio, tanto meno decifrare le parole. Allora interviene la regina, che ricorda al figlio come, a Babilonia, vi sia un uomo che sapr\u00e0 forse sciogliere l&#8217;arcano.<\/p>\n<p>Pare che quelle parole sibilline abbiano a che fare con il numerare, il pesare, il dividere. Il <em>Libro di Daniele<\/em> \u00e8 scritto in ebraico, ma contiene una sezione, della quale fa parte l&#8217;episodio in questione, redatta in aramaico; secondo lo storico e studioso polacco Stefan Zawadzki, nato nel 1946, che si \u00e8 occupato dell&#8217;argomento in una specifica monografia, il significato sarebbe riconducibile a un gioco di parole e si potrebbe rendere con: <em>Numerato, pesato, diviso<\/em>; oppure: <em>Numerato, pesato, separato<\/em> (da qualcosa). Il profeta ebreo Daniele, chiamato per interpretare l&#8217;oscuro messaggio, dietro suggerimento della regina madre, nella sua spiegazione tiene conto delle esperienze fatte durante il regno di Nabucodonosor: gli sembra che quelle strane parole siano riconducibili alla mancata riflessione e alla mancata correzione degli errori nel sistema di governo dell&#8217;impero neo-babilonese, da parte del figlio del defunto sovrano, Baldassarre.<\/p>\n<p>Ecco come il <em>Libro di Daniele<\/em> narra questo suggestivo episodio (5, 1-30):<\/p>\n<p><em>Il re Baldass\u00e0r imband\u00ec un gran banchetto a mille dei suoi dignitari e insieme con loro si diede a bere vino.\u00a0Quando Baldass\u00e0r ebbe molto bevuto comand\u00f2 che fossero portati i vasi d&#8217;oro e d&#8217;argento che Nabucod\u00f2nosor suo padre aveva asportati dal tempio, che era in Gerusalemme, perch\u00e9 vi bevessero il re e i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine.\u00a0Furono quindi portati i vasi d&#8217;oro, che erano stati asportati dal tempio di Gerusalemme, e il re, i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine li usarono per bere;\u00a0mentre bevevano il vino, lodavano gli d\u00e8i d&#8217;oro, d&#8217;argento, di bronzo, di ferro, di legno e di pietra.\u00a0In quel momento apparvero le dita di una mano d&#8217;uomo, le quali scrivevano sulla parete della sala reale, di fronte al candelabro. Nel vedere quelle dita che scrivevano,\u00a0il re cambi\u00f2 d&#8217;aspetto: spaventosi pensieri lo assalirono, le giunture dei suoi fianchi si allentarono, i ginocchi gli battevano l&#8217;uno contro l&#8217;altro. Allora il re si mise a gridare, ordinando che si convocassero gli astrologi, i caldei e gli indovini. Appena vennero, il re disse ai saggi di Babilonia: \u00abChiunque legger\u00e0 quella scrittura e me ne dar\u00e0 la spiegazione sar\u00e0 vestito di porpora, porter\u00e0 una collana d&#8217;oro al collo e sar\u00e0 il terzo signore del regno\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora entrarono nella sala tutti i saggi del re, ma non poterono leggere quella scrittura n\u00e9 darne al re la spiegazione. Il re Baldass\u00e0r rimase molto turbato e cambi\u00f2 colore; anche i suoi grandi restarono sconcertati.\u00a0La regina, alle parole del re e dei suoi grandi, entr\u00f2 nella sala del banchetto e, rivolta al re, gli disse: \u00abRe, vivi per sempre! I tuoi pensieri non ti spaventino n\u00e9 si cambi il colore del tuo volto.\u00a0\u00a0C&#8217;\u00e8 nel tuo regno un uomo, in cui \u00e8 lo spirito degli d\u00e8i santi. Al tempo di tuo padre si trov\u00f2 in lui luce, intelligenza e sapienza pari alla sapienza degli d\u00e8i. Il re Nabucod\u00f2nosor tuo padre lo aveva fatto capo dei maghi, degli astrologi, dei caldei e degli indovini.\u00a0Fu riscontrato in questo Daniele, che il re aveva chiamato Baltazz\u00e0r, uno spirito superiore e tanto accorgimento da interpretare sogni, spiegare detti oscuri, sciogliere enigmi. Si convochi dunque Daniele ed egli dar\u00e0 la spiegazione\u00bb.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Fu quindi introdotto Daniele alla presenza del re ed egli gli disse: \u00abSei tu Daniele un deportato dei Giudei, che il re mio padre ha condotto qua dalla Giudea?\u00a0Ho inteso dire che tu possiedi lo spirito degli d\u00e8i santi e che si trova in te luce, intelligenza e sapienza straordinaria.\u00a0Poco fa sono stati condotti alla mia presenza i saggi e gli astrologi per leggere questa scrittura e darmene la spiegazione, ma non sono stati capaci.\u00a0Ora, mi \u00e8 stato detto che tu sei esperto nel dare spiegazioni e sciogliere enigmi. Se quindi potrai leggermi questa scrittura e darmene la spiegazione, tu sarai vestito di porpora, porterai al collo una collana d&#8217;oro e sarai il terzo signore del regno\u00bb.<br \/>\nAllora Daniele rispose al re: \u00abTieni pure i tuoi doni per te e da&#8217; ad altri i tuoi regali: tuttavia io legger\u00f2 la scrittura al re e gliene dar\u00f2 la spiegazione.\u00a0O re, il Dio altissimo aveva dato a Nabucod\u00f2nosor tuo padre regno, grandezza, gloria e magnificenza.\u00a0Per questa grandezza che aveva ricevuto, tutti i popoli, nazioni e lingue lo temevano e tremavano davanti a lui: egli uccideva chi voleva, innalzava chi gli piaceva e abbassava chi gli pareva.\u00a0Ma, quando il suo cuore si insuperb\u00ec e il suo spirito si ostin\u00f2 nell&#8217;alterigia, fu deposto dal trono e gli fu tolta la sua gloria. Fu cacciato dal consorzio umano e il suo cuore divenne simile a quello delle bestie; la sua dimora fu con gli onagri e mangi\u00f2 l&#8217;erba come i buoi; il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, finch\u00e9 riconobbe che il Dio altissimo domina sul regno degli uomini, sul quale innalza chi gli piace.\u00a0Tu, Baldass\u00e0r suo figlio, non hai umiliato il tuo cuore, sebbene tu fossi a conoscenza di tutto questo.\u00a0Anzi tu hai insolentito contro il Signore del cielo e sono stati portati davanti a te i vasi del suo tempio e in essi avete bevuto tu, i tuoi dignitari, le tue mogli, le tue concubine: tu hai reso lode agli d\u00e8i d&#8217;oro, d&#8217;argento, di bronzo, di ferro, di legno, di pietra, i quali non vedono, non odono e non comprendono e non hai glorificato Dio, nelle cui mani \u00e8 la tua vita e a cui appartengono tutte le tue vie.\u00a0Da lui fu allora mandata quella mano che ha tracciato quello scritto,\u00a0di cui questa \u00e8 la lettura: mene, tekel, fares,\u00a0e questa ne \u00e8 l&#8217;interpretazione:\u00a0Mene: Dio ha computato il tuo regno e gli ha posto fine.\u00a0Tekel: tu sei stato pesato sulle bilance e sei stato trovato mancante. Fares: il tuo regno \u00e8 diviso e dato ai Medi e ai Persiani\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora, per ordine di Baldass\u00e0r, Daniele fu vestito di porpora, ebbe una collana d&#8217;oro al collo e con bando pubblico fu dichiarato terzo signore del regno.\u00a0In quella stessa notte Baldass\u00e0r re dei Caldei fu ucciso:\u00a0Dario il Medo ricevette il regno, all&#8217;et\u00e0 di circa sessantadue anni.<\/em><\/p>\n<p>Le tre parole misteriose, dunque, erano un monito e una profezia nello stesso tempo: significavano che Dio aveva calcolato la durata del regno di Balsdassarre, e aveva deciso di porvi la parola fine; che il re e le sue opere erano stati pesati sulla bilancia, e che erano stati trovati troppo leggeri; infine, che il regno neobabilonese sarebbe stato invaso, conquistato e diviso fra i suoi nuovi signori, i Medi ed i Persiani. Baldassarre vide le parole, cos\u00ec come le video tutti gli altri cortigiani e i commensali; ma nessuno seppe leggerle e spiegarle, finch\u00e9 non fu chiamato a palazzo il profeta Daniele, uno straniero, un ebreo. Solo lui fu in grado di comprenderne il significato: ma ormai era troppo tardi; Baldassarre non ebbe il tempo di fare alcuna cosa, perch\u00e9 quella notte stessa (il giorno del banchetto o quello in cui avvenne la spiegazione?; non \u00e8 del tutto chiaro: noi, personalmente, propendiamo per la seconda ipotesi) venne ucciso, i nemici entrarono in citt\u00e0 e il suo regno venne diviso fra i conquistatori, secondo la profezia.<\/p>\n<p>Che cosa ha da dire questo misterioso episodio biblico, a noi uomini d&#8217;oggi, cittadini dell&#8217;inizio del terzo millennio? Molte cose, crediamo. E la prima \u00e8 questa: anche il nostro impero sta per cadere, insieme alla nostra civilt\u00e0; anche noi non siamo stati capaci d&#8217;imparare qualcosa dagli errori di chi ci ha preceduto; e anche noi stiamo banchettando e gozzovigliando, mentre le ombre minacciose della fine gi\u00e0 si addensano ed incombono sopra le nostre teste. Eppure i segni premonitori della fine del nostro mondo ci sono, eccome, cos\u00ec come erano nitidamente tracciate le parole tracciate dalla mano misteriosa sul muro, nella stanza del banchetto: pare che nessuno di noi, tuttavia, li sappia interpretare. Se pure, fra noi, c&#8217;\u00e8 qualcuno che possiede la saggezza e la lungimiranza di Daniele, se c&#8217;\u00e8 qualcuno che ha la sua acutezza ed il suo discernimento, sta di fatto, per\u00f2, che nessuno ha voglia di ascoltarlo: le profezie di sventura non piacciono a nessuno, e meno che mai a chi si \u00e8 ormai abituato a sprofondare sempre di pi\u00f9 in un&#8217;atmosfera di sfrenato edonismo, di sfrontata dissolutezza e di sconfinata superbia intellettuale.<\/p>\n<p><em>Mane<\/em>: i giorni della nostra civilt\u00e0 sono stati numerati e, forse, sono giunti alla fine. \u00c8 da un secolo almeno, con <em>Il Declino del&#8217;Occidente<\/em> di Oswald Spengler, che si parla di una prossima fine, di un imminente tracollo della nostra civilt\u00e0; e oggi, al principio del terzo millennio, i segni premonitori sembrano essere infinitamente pi\u00f9 numerosi che non al principio del XX secolo. Allora l&#8217;Europa non stava affatto vivendo una fase di crollo demografico; non si parlava neppure di una questione ambientale; e, se la corsa agli armamenti era un motivo d&#8217;inquietudine e di allarme, non esistevano ancora armi cos\u00ec potenti da distruggere l&#8217;intera specie umana. Non c&#8217;era la minaccia inquietante della manipolazione genetica; non c&#8217;erano l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia legalizzati; non c&#8217;era l&#8217;incubo quotidiano del terrorismo: l&#8217;assassinio di Francesco Ferdinando d&#8217;Asburgo, nel 1914, e del re jugoslavo Alessandro I, nel 1934, fecero sensazione, ma rimasero episodi isolati. E non c&#8217;era una migrazione\/invasione di massa dalla sponda sud del Mediterraneo di tale entit\u00e0, da mettere in forse la stessa identit\u00e0 occidentale e cristiana del nostro continente: semmai, erano i pochi immigrati africani o mediorientali a sentirsi sradicati e infelici: si pensi alla poesia <em>In memoria<\/em> di Giuseppe Ungaretti, in cui egli ricorda l&#8217;amico egiziano Mohammed Sceab, suicida a Parigi perch\u00e9 &quot;non aveva pi\u00f9 patria&quot;, anche se aveva cercato d&#8217;integrarsi e assunto un nome francese.<\/p>\n<p>La crisi, allora, era ancora confinata prevalentemente nell&#8217;ambito morale; solo pochi Paesi, come la Francia, stavano anche vivendo una crisi demografica; politicamente, poi, sebbene in declino dopo la tragedia della Prima guerra mondiale, l&#8217;Europa contava molto nello scacchiere mondiale, e non era evidente che presto quella potenza sarebbe stata un ricordo del passato. Il malessere, per\u00f2, c&#8217;era; c&#8217;erano le discordie intestine, la lotta di classe, la contrapposizione ideologica dei comunismi e dei fascismi; e c&#8217;era una democrazia inefficiente, corrotta, parolaia e velleitaria, che fungeva pi\u00f9 che altro da copertura a interessi finanziari ed economici tutt&#8217;altro che limpidi.<\/p>\n<p><em>Tekel<\/em>: la nostra civilt\u00e0, la civilt\u00e0 del benessere, la civilt\u00e0 dei consumi, la civilt\u00e0 della tecnica, \u00e8 stata pesata, ed \u00e8 stata trovata scarsa. In fondo, lo abbiamo sempre saputo che, se non fossimo stati capaci di accompagnare il progresso tecnico e scientifico e l&#8217;accresciuto benessere materiale con un paragonabile progresso spirituale, con una visione pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 saggia della vita, avremmo finito per danneggiare irreparabilmente noi stessi: ed \u00e8 appunto quello che sta avvenendo. La forbice fra sviluppo materiale e arretratezza spirituale ha raggiunto una tensione insostenibile: ci troviamo a disporre di strumenti estremamente sofisticati di dominio sulla natura, ma non sappiamo neppure come utilizzarli, e, sovente, li rivolgiamo alla soluzione di problemi futili, alla produzione di sempre nuove merci di consumo sostanzialmente inutili: restiamo prigionieri e sempre pi\u00f9 avvinti nel cerchio stregati delle nostre contraddizioni. Stiamo correndo verso il disastro per un eccesso di tecnicismo; per l&#8217;illusione funesta che le macchine, semplici strumenti che prolungano gli arti umani, risolveranno, da sole, gran parte dei nostri problemi.<\/p>\n<p><em>Fares<\/em>: Il potere e la ricchezza di cui disponiamo ci saranno tolti e diverranno bottino di altri popoli, pi\u00f9 giovani, e di altre civilt\u00e0, pi\u00f9 vitali della nostra. Ci stanno gi\u00e0 spogliando di ci\u00f2 che credevamo nostro; si stanno dividendo le nostre spoglie, mentre noi siamo ancor vivi, bench\u00e9 agonizzanti. Dovremo assistere allo spettacolo della nostra spoliazione, del nostro funerale. A tanto ci hanno condotti l&#8217;odio di noi stessi, il disamore o il disprezzo delle nostre radici, il rifiuto della nostra identit\u00e0. I nichilisti, i relativisti, gli scettici di professione, i cinici per interesse, i disperati per noia e per passatempo, possono andar fieri del loro lavoro: la vitalit\u00e0 della nostra civilt\u00e0 \u00e8 stata spezzata, la voglia di vivere \u00e8 stata incrinata, la fiducia nel domani \u00e8 stata infranta. Ora noi stiamo andando velocemente alla deriva, come relitti d&#8217;un naufragio, portati qua e l\u00e0 dal capriccio del mare.<\/p>\n<p>Esistono ancora margini di speranza, prospettive di salvezza? Probabilmente no. Se pure fossimo realmente consci del destino cui siamo avviati, \u00e8 molto improbabile che troveremmo in noi le energie morali e spirituali per reagire, tanto pi\u00f9 che abbiamo demolito e gettato via tutti i valori &#8212; Dio, la famiglia, la patria &#8212; che hanno alimentato la nostra passata grandezza. Ci siamo rimpiccioliti e immiseriti; sguazziamo nel <em>cupio dissolvi<\/em>. Umanamente, \u00e8 la fine. Ma nulla \u00e8 impossibile a Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mane, tekel, fares: una mano misteriosa, uscita da chiss\u00e0 dove, traccia queste oscure parole sul muro, come una indecifrabile minaccia, nella sala del banchetto, a Babilonia;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[92],"class_list":["post-26989","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-antica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-antica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26989","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26989"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26989\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30183"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}