{"id":26985,"date":"2013-09-30T10:00:00","date_gmt":"2013-09-30T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/09\/30\/qual-e-il-vero-significato-delle-favola-delle-api-di-bernard-mandeville\/"},"modified":"2013-09-30T10:00:00","modified_gmt":"2013-09-30T10:00:00","slug":"qual-e-il-vero-significato-delle-favola-delle-api-di-bernard-mandeville","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/09\/30\/qual-e-il-vero-significato-delle-favola-delle-api-di-bernard-mandeville\/","title":{"rendered":"Qual \u00e8 il vero significato delle \u00abFavola delle api\u00bb di Bernard Mandeville?"},"content":{"rendered":"<p>Il successo, la ricchezza, la potenza degli individui e delle nazioni, si possono ottenere con la pratica intransigente della virt\u00f9; oppure l&#8217;egoismo, l&#8217;inganno e la violenza sono gli ingredienti necessari per raggiungerle e conservarle?<\/p>\n<p>Bella domanda; domanda impertinente. E impertinente, infatti &#8211; anzi, sommamente impertinente, per non dire irritante &#8211; \u00e8 \u00abLa favola delle api\u00bb di Bernard Mandeville (1670-1733), un medico di origine olandese trasferitosi in Inghilterra, che trasse la sua opera filosofica pi\u00f9 famosa da quella che era, in origine, una poesia: \u00abThe Grumbling Hive: or, Knaves Turn&#8217;d Honest\u00bb, che, dopo un processo di gestazione e rielaborazione durato quasi cinque lustri, vide infine la luce a Londra, nel 1729, con il titolo definitivo di \u00abThe Fable of the Bees: or, Private Vices, Public Benefits\u00bb.<\/p>\n<p>Per farsi un&#8217;idea della spregiudicatezza del tono adottato dall&#8217;Autore, baster\u00e0 riportare qui la conclusione (da: B. Mandeville, \u00abLa favola delle api\u00bb, traduzione dall&#8217;inglese di Maria Goretti, Firenze, Casa Editrice Felice Le Monnier, 1969, XXXI, vv. 409-433, pp. 54-55):<\/p>\n<p>\u00abLasciate, quindi, le lamentele! Soltanto gli sciocchi si sforzano di fare del grande alveare del mondo un alveare onesto. Godere delle gioie della terra, essere rinomati nella guerra, e ancora vivere in pace, sena grandi vizi \u00e8 soltanto utopia vana, esistente solo nell&#8217;immaginazione. \u00c8 necessario che la frode, il lusso e la vanit\u00e0 sussistano, se noi vogliamo averne in benefici: allo stesso modo la fame \u00e8 certo un terribile tormento, ma come digerire e prosperare senza di essa? Non dobbiamo il vino alla vigna, magra, brutta, contorta? La stessa, se i polloni sono lasciati stare, soffoca altre piante e diviene solo legna da bruciare; ma se i rami sono pareggiati e tagliati, subito diviene fecondo e ci d\u00e0 la benedizione del suo nobile frutto: allo stesso modo il vizio risulta beneficio, purch\u00e9 sia rattenuto e nettato del superfluo dalla Giustizia; anzi, qualora un popolo voglia essere grande, il vizio \u00e8 necessario in uno Stato come la fame \u00e8 necessaria per obbligarci a mangiare. La sua pura virt\u00f9 non pu\u00f2 rendere mai una nazione celebre e gloriosa; coloro che vorrebbero far rivivere l&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro debbono accettare con la virt\u00f9 il cibo dei porci.\u00bb<\/p>\n<p>Ce n&#8217;\u00e8 abbastanza per mettere tremendamente a disagio il lettore, tanto pi\u00f9 se questi appartiene alla specie degli ipocriti, abituati a predicare bene e razzolare male, ma niente affatto disposti a vedersi smascherati cos\u00ec brutalmente dal primo venuto; e Dio sa se, nella Londra e nell&#8217;Inghilterra dei primi decenni del Settecento, in piena espansione commerciale e finanziaria, e gi\u00e0 in procinto di varare, con mezzo secolo di anticipo sul resto del continente, la propria rivoluzione industriale, una tale specie umana non era ampiamente diffusa e generosamente rappresentata sia nella societ\u00e0 civile, che nelle istituzioni e nel Parlamento.<\/p>\n<p>Mai come in questo caso, infatti, per comprendere il senso di uno scritto filosofico &#8212; che pure ci sottopone una questione di portata universale &#8212; \u00e8 necessario contestualizzarlo: perch\u00e9 si rischierebbe di non comprendere i veri termini della questione, o, peggio, di fraintenderli completamente, se non si tenesse presente a quale genere di pubblico aveva l&#8217;ardire di rivolgersi il suo autore; vale a dire, quale razza di farisei ipocriti aveva deciso di prendere di mira e di sferzare senza troppi complimenti.<\/p>\n<p>Un Paese in piena espansione, dunque; un Paese che si stava giocando, e che stava vincendo, niente meno che la grande partita per il controllo dei traffici internazionali, forte della marina pi\u00f9 agguerrita e numerosa del mondo; un Paese governato con un singolare miscuglio d&#8217;intraprendenza, audacia, fortuna e assoluta mancanza di scrupoli, unite a una buona dose d&#8217;improntitudine; le cui banche stavano allungando i loro tentacoli sul mondo, le cui navi stavano saccheggiando le materie prime dei cinque continenti, le cui merci ad alto costo stavano invadendo i mercati del globo terracqueo, e le cui dottrine politiche liberali e costituzionali si stavano diffondendo con pari successo, magari al rombo dei cannoni, e preparavano il terreno per potersi poi imporre, con la calma, ma con piglio sicuro, uno dopo l&#8217;altro in tutti i Paesi del mondo, presentando s\u00e9 stesso come modello inarrivabile di benessere, di progresso, di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma ci piace dare la parola al filosofo Emanuele Riverso, abbastanza recentemente scomparso, per la chiarezza e la lucidit\u00e0 del quadro che sa tratteggiare sia della societ\u00e0 inglese, sia del modo in cui fu accolto il capolavoro di Mandeville (da: E. Riverso, \u00abForme culturali e paradigmi umani. Le tappe del pensiero filosofico e pedagogico nella cultura occidentale\u00bb, Roma, Edizioni Borla, 1988, vol. 2, pp. 304-305):<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;opera suscit\u00f2 un putiferio, perch\u00e9 fu accusata di essere una esaltazione o descrizione cinica del vizio. In realt\u00e0 essa lacerava quel velo di autocompiacimento\u00bbe di auto-approvazione morale che gli scrittori dotti, i pubblicisti politici e gli autori di orientamento religioso distendevano sulla societ\u00e0 del tempo, creando la buona coscienza in quanti spregiudicatamente si dedicavano alle speculazioni ed agli affari, sconvolgendo le antiche strutture rurali, urbane, produttive, commerciali e morali e creando masse di diseredati, di frustrati, di angosciati, che si addensavano intorno ai centri urbani e presso i nuovi centri minerari e industriali.<\/p>\n<p>Mandeville volle soltanto spiegare che l&#8217;enorme prosperit\u00e0 globale dell&#8217;Inghilterra del tempo non poteva essere considerata come un premio o la conseguenza di una benedizione divina (secondo la tesi puritana e calvinista in genere che faceva della prosperit\u00e0 materiale un segno di benedizione e di predestinazione), ma nasceva dal cumulo e dall&#8217;interazione di attivit\u00e0 e intenzioni individuali che, singolarmente prese, e dal punto di vista cristiano,non potevano essere considerate altro che vizi: i vizi privati (avidit\u00e0, egoismo, spregiudicatezza, avarizia, lussuria) nel contesto libertario dell&#8217;Inghilterra dell&#8217;epoca, davano luogo a un dinamismo globale, che nel suo insieme produceva ricchezza e prosperit\u00e0. Era una tesi realistica, l&#8217;esame realistico di una societ\u00e0 che, al di sotto delle dichiarazioni ufficiali conformi ai valori cristiani, si andava adattando a valori nuovi di profitto, di ricchezza, di dominio e di prestigio economico. Non era meglio esaminare il fatto sociale per quello che realmente era anzich\u00e9 utilizzare finzioni ed ipotesi normative? Non era meglio tener conto delle reali intenzioni delle persone, quando si doveva procedere a iniziative pubbliche, e mettere da parte le ipocrisie, per ordinare in modo pi\u00f9 efficace le azioni di governo?<\/p>\n<p>Scrittori, ecclesiastici, moralisti e letterati reagirono violentemente allo scritto di Mandeville, accusandolo di essere un difensore del vizio. Uno di loro, John Dennis, disse di lui che &quot;il vizio e la lussuria hanno trovato un campione e difensore che mai prima avevano trovato; un altro, William Law, disse che l&#8217;intento di Mandeville era quello di &quot;liberare l&#8217;uomo dalla SAGACIA dei moralisti dal dominio della virt\u00f9 e ricollocarlo nei diritti e privilegi della brutalit\u00e0; di richiamarlo dalle vertiginose altezze della dignit\u00e0 razionale e della rassomiglianza con gli Angeli, per farlo andare nell&#8217;erba o a rotolarsi nel fango&quot; (in &quot;Remarks upon a Late Book, entituled, The Fable of the Bees, London 1726, p. 6).<\/p>\n<p>Come si presenta oggi, l&#8217;opera di Mandeville, che \u00e8 una delle pi\u00f9 significative della storia del pensiero del settecento, comprende una prefazione, una composizione poetica in trenta strofe intitolata &quot;L&#8217;alveare brontolone&quot; o &quot;Gli schiavi divenuti onesti&quot;, in cui descrive la vita inglese del settecento con le assurdit\u00e0, le angosce, gli sconvolgimenti, gli egoismi, la spietatezza tipici del tempo in cui andavano maturando le condizioni per la prima rivoluzione industriale. Segue una breve Introduzione ed una &quot;Ricerca sulla natura della societ\u00e0&quot;. La sua conclusione era che &quot;n\u00e9 le qualit\u00e0 amichevoli e gli affetti gentili che sono naturali agli uomini, n\u00e9 le virt\u00f9 reali che egli \u00e8 capace di acquisire mediante la ragione e l&#8217;abnegazione, sono il fondamento della societ\u00e0; ma ci\u00f2 che chiamiamo Male in questo mondo, tanto morale che naturale, \u00e8 il grande principio che ci rende creature sociali, la solida base, la vita ed il sostegno di tutti i commerci e le attivit\u00e0 senza eccezione: \u00e8 l\u00ec che dobbiamo cercar la vera origine di tutte le arti e le scienze e nel momento in ci il Male cessa, la societ\u00e0 so deve impoverite, se non dissolversi&quot; (Mandeville, &quot;The Fable of the Bees&quot;, Pelican 1970, p. 370).\u00bb<\/p>\n<p>Ammirevole franchezza, dunque; alla quale non ci sentiamo di aggiungere se non che il trionfo del male nelle attivit\u00e0 economiche non \u00e8 una condizione fatale e necessaria, ma il risultato di un certo modello di economia (e di politica): perch\u00e9 una cosa \u00e8, ad esempio, una organizzazione economica, giuridica e sociale che, come quella medievale e pre-moderna, proibisce o scoraggia l&#8217;usura e che fonda, con il Banco dei Paschi di Siena, la prima banca non speculativa del mondo; e un&#8217;altra cosa, e ben diversa, \u00e8 una organizzazione economica, giuridica e sociale, come quella del nascente capitalismo inglese, che innalza la pi\u00f9 spietata concorrenza al rango di legge ineluttabile e universale, che indica il profitto quale unico criterio di misura della bont\u00e0 di una determinata iniziativa, che fonda la prima grande banca speculativa del mondo.<\/p>\n<p>Insomma: non \u00e8 un fatto di natura che lo sviluppo dell&#8217;economia si fondi sull&#8217;egoismo, sulla brutalit\u00e0, sul cinismo: non qualunque tipo di economia porta a tali esiti, o non nella stessa misura; si tratta, invece, di una caratteristica specifica di un determinati modello di economia, quello basato sullo strapotere finanziario, sulla massimizzazione dei profitti ad ogni costo, sulla riduzione e la degradazione dell&#8217;uomo e del lavoro in una merce come qualunque altra. E non \u00e8 certo un caso se, mezzo secolo dopo che era apparso lo &quot;scandaloso&quot; apologo di Mandeville, l&#8217;economista Adam Smith avrebbe teorizzato che dalla somma degli egoismi individuali discende, misteriosamente, anche la prosperit\u00e0 collettiva; e avrebbe tirato in ballo, con pochissimo rigore logico, una non meglio specificata &quot;mano invisibile&quot; per illustrare tale concetto. Perch\u00e9 nella cultura inglese, e specialmente in quella di matrice calvinista, \u00e8 sempre stata vivissimo il bisogno di drappeggiare il nudo e crudo perseguimento dell&#8217;interesse individuale, squisitamente egoistico, di belle formule miranti a dimostrare che non c&#8217;\u00e8 alcuna contraddizione con l&#8217;esigenza del bene comune. Non aveva John Locke posto la propriet\u00e0 privata fra i diritti NATURALI dell&#8217;uomo? Ogni azione egoistica dell&#8217;individuo, purch\u00e9 questi sia formalmente timorato di Dio (il Dio dei puritani), trova sempre la sua giustificazione e perfino la sua glorificazione, in nome del progresso e del benessere collettivi. Cos\u00ec, ad esempio, gli &quot;Highlanders&quot; scozzesi, e con loro gli ultimi giacobiti, venivano massacrati fino all&#8217;ultimo sangue, perch\u00e9 anche le aree pi\u00f9 &quot;arretrate&quot; delle Isole Britanniche si aprissero agli incomparabili vantaggi della modernit\u00e0, del commercio e dell&#8217;industria; cos\u00ec i Pellerossa del Nord America venivano irretiti in trattati menzogneri, ingannati e, infine, braccati come bestie feroci, a maggior gloria dei Padri pellegrini e del manifesto destino civilizzatore dei coloni britannici.<\/p>\n<p>La cultura nordamericana ha ereditato in pieno questa tendenza all&#8217;autocompiacimento ipocrita e non ha saputo nemmeno sbarazzarsi dell&#8217;ormai logoro paravento religioso: basta ascoltare il discorso di insediamento di un qualsiasi presidente degli Stati Uniti; basta udire le invocazioni a Dio affinch\u00e9 benedica l&#8217;America, nel momento in cui essa si appresta a perpetrare delle ingiustificabili guerre di aggressione, con la scusa di voler diffondere la democrazia e la libert\u00e0 di commercio (cio\u00e8 la libert\u00e0 d&#8217;imporre un commercio ineguale, a tutto svantaggio degli altri), per udire la stesa nota falsa e stridente, per avvertire immediatamente la stessa sfacciata ipocrisia che si nascondeva dietro i bei discorsi di un William Pitt il Vecchio durante la guerra dei Sette Anni.<\/p>\n<p>Non la sfrontatezza di Mandeville nel celebrare il vizio, dunque, ma la sua aspra sincerit\u00e0 nel mostrare \u00abdi che lacrime grondi e di che sangue\u00bb la formula del successo economico e politico, \u00e8 la cifra giusta per comprendere la \u00abFavola delle api\u00bb; anche se permane &#8212; perch\u00e9 negarlo? &#8212; una vaga sensazione di ambiguit\u00e0 circa le sue reali intenzioni. Cos\u00ec come ci si \u00e8 chiesti, infatti, sino a che punto George Berkeley aborrisca da quel libero pensiero che aggredisce con argomenti cos\u00ec pericolosamente simili a quelli dei suoi avversari, ci si pu\u00f2 chiedere &#8211; e la domanda non \u00e8 indiscreta &#8211; fino a che punto Mandeville abbia voluto davvero indossare i panni severi del moralista. Tuttavia, perch\u00e9 fare il processo alle intenzioni? \u00c8 pi\u00f9 importante che almeno una voce, nell&#8217;Inghilterra del XVIII secolo, abbia avuto la franchezza di scoprire gli altarini d&#8217;una classe dirigente cinica e falsa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il successo, la ricchezza, la potenza degli individui e delle nazioni, si possono ottenere con la pratica intransigente della virt\u00f9; oppure l&#8217;egoismo, l&#8217;inganno e la violenza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-26985","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26985","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26985"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26985\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26985"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26985"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26985"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}