{"id":26979,"date":"2016-06-24T06:59:00","date_gmt":"2016-06-24T06:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/24\/mamme-ma-che-diavolo-state-facendo\/"},"modified":"2016-06-24T06:59:00","modified_gmt":"2016-06-24T06:59:00","slug":"mamme-ma-che-diavolo-state-facendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/24\/mamme-ma-che-diavolo-state-facendo\/","title":{"rendered":"Mamme, ma che diavolo state facendo?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;espressione interrogativa: \u00abMa che diavolo stai facendo?\u00bb, nell&#8217;uso corrente, non ci appare altro che un rafforzativo di quell&#8217;altra, pi\u00f9 comune, diretta a esprimere stupore, incredulit\u00e0 e una sfumatura, pi\u00f9 o meno esplicita, di contrariet\u00e0 o disapprovazione: \u00abMa che cosa stai facendo?\u00bb; oppure: \u00abSi pu\u00f2 sapere che cosa stai combinando?\u00bb.<\/p>\n<p>Adesso proviamo, servendocene per iscritto (mentre, di solito, la si adopera nel parlare quotidiano), a scriverla cos\u00ec: \u00abMa che Diavolo stai facendo?\u00bb, con la lettera maiuscola per la parola &quot;diavolo&quot;; oppure proviamo a scriverla adoperando, per quella parola, non l&#8217;iniziale maiuscola, ma il carattere corsivo, in modo da evidenziarla e staccarla dal resto: \u00abMa insomma, si pu\u00f2 sapere che cosa <em>diavol<\/em>o stai combinando?\u00bb. Non ci sembra che vi siano dubbi: fa tutto un altro effetto. Ci si accorge che quella parola, &quot;diavolo&quot;, non era stata buttata l\u00ec per caso, come un qualunque rafforzativo, ma sottintendeva un significato molto pi\u00f9 profondo &#8212; e infinitamente pi\u00f9 inquietante. Forse, senza neanche rendercene conto, esprimendoci in quella maniera avevamo dato forma e voce ad un pensiero semplicemente terribile, anche se implicito: e cio\u00e8 che certe azioni, certi comportamenti, anche se possono sembrare abbastanza casuali, e, come tali, tutto sommato, anche innocenti, traggono origine da un abisso di tenebre in cui \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile spingere lo sguardo sino al fondo. Una parte di noi, probabilmente, intuisce, afferra al volo, che, dietro taluni gesti o talune scelte, apparentemente normali, solo perch\u00e9 condivisi da tantissime altre persone, vi \u00e8 qualcosa di oscuro, d&#8217;indicibile, qualcosa che mette paura: una vera e propria ispirazione dell&#8217;Inferno; un vero e proprio affidarsi dell&#8217;anima al Diavolo.<\/p>\n<p>Questa riflessione ci saliva alla mente l&#8217;altro giorno, mentre, guardando distrattamente il telegiornale (e come non difendersi con la distrazione dal quotidiano, metodico lavaggio del cervello?), l&#8217;annunciatrice, di punto in bianco, \u00e8 passata dalle notizie &quot;serie&quot;, drammatiche, inquietanti, a quelle &quot;leggere&quot;: la prima delle quali era una sfilata di moda per l&#8217;estate. Che c&#8217;\u00e8 di strano?, si potrebbe chiedere qualcuno. Nulla, a prima vista; o forse s\u00ec, qualcosa di strano c&#8217;era: perch\u00e9 non si trattava di una filata di moda estiva per adulti, ma per bambini. E, infatti, le immagini che scorrevano sullo schermo, con assoluta normalit\u00e0 e disinvoltura, mostravano dei bambini e delle bambine di pochi anni, pi\u00f9 o meno dell&#8217;et\u00e0 delle scuole elementari, sfilare su e gi\u00f9 lungo le passerelle, fra due ali di pubblico, ancheggiando e dimenandosi &#8212; pi\u00f9 o meno &#8211; come se fossero stati dei modelli o delle modelle di professione: con la stessa andatura dinoccolata e provocante, con la stessa aria (apparentemente) spavalda, e con lo stesso sorriso idiota, assurdo, stampato sulle labbra e nell&#8217;espressione dello sguardo. Certo non avevano improvvisato, n\u00e9 avevano imparato da soli e da sole: senza ombra di dubbio, e gi\u00e0 per il solo fatto di essere l\u00ec, invece che a casa, o a scuola, o con gli amici, a giocare, o con i genitori, a fare la spesa, a recarsi in visita dai nonni, insomma tutto indicava sin troppo chiaramente il cattivo genio che doveva averli trascinati in quel luogo, a fare quelle cose, a guardare verso le telecamere in quella maniera, a sorridere con quella espressione smaliziata, di chi conosce il mondo e non si stupisce pi\u00f9 di nulla (cio\u00e8, esattamente al contrario di come dovrebbe essere la normale espressione d&#8217;un bambino): le loro mamme.<\/p>\n<p>Dio sa quante ambizioni, pi\u00f9 o meno frustrate, quanti sogni di rivalsa, quante veglie, quante pene, quante raccomandazioni, quante telefonate, quante ore di prova, quante pose davanti al fotografo, quanti provini, quanti tentativi; e Dio sa quante tensioni, quanti contrasti, quanti litigi e quanti musi con i mariti che non capiscono, con i nonni che disapprovano, con le sorelle che si mangiano le unghie per l&#8217;invidia, con le amiche che crepano di gelosia perch\u00e9 le loro figlie son rimaste indietro, non hanno avuto la spinta giusta, non sono state apprezzate dalla giuria, eccetera; Dio sa quale strada infernale di sacrifici, di maldicenze, di veleni, di cinismi, di bugie (a cominciare da quella sull&#8217;et\u00e0 dei pargoletti: come far diventare dodicenne una bambina di nove, otto anni; e come truccare una figlia di sette anni, in modo tale che ne dimostri almeno dieci, undici se possibile); insomma, Dio sa quali e quante paranoie, intrallazzi, ammiccamenti, bassezze e offerte sottintese di disponibilit\u00e0 sessuale, insomma di prostituzione, per dir le cose come stanno, beninteso se proprio si rivela necessario, indispensabile: che cosa non farebbe, una mamma di questo tipo, pur di vedere il pargoletto o la pargoletta che calcano la passerella, che incedono conturbanti tra due ali di folla stupita e ammirata, in mezzo ai <em>flash<\/em> dei fotografi, con la musica da spiaggia che scandisce la sfilata e con l&#8217;adrenalina che sale alle stelle perch\u00e9, finalmente, \u00e8 arrivato il momento tanto atteso &#8212; e, mio Dio, tanto meritato! -, il momento della verit\u00e0, dove si fa la conta e buonanotte, chi \u00e8 dentro \u00e8 dentro, e chi \u00e8 fuori, \u00e8 fuori.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, su questo punto, era stato chiarissimo; aveva parlato non per metafore o per parabole, ma in maniera quanto mai esplicita e diretta (Matteo, 18, 3-7 ):<\/p>\n<p><em>&quot;In verit\u00e0 vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei Cieli. Perci\u00f2 chiunque diventer\u00e0 piccolo come questo bambino, sar\u00e0 il pi\u00f9 grande nel regno dei Cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata dall&#8217;asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! \u00c8 inevitabile che avvengano scandali, ma guai all&#8217;uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!<\/em><\/p>\n<p>Mamme, quelle di voi che sono cristiane, che hanno ancora un briciolo di amore e di timor di Dio: avevate mai letto e meditato questo passo? Non vi sembra che faccia proprio al caso vostro? Come: domandate perch\u00e9? Non vi sembra che l&#8217;esporre i vostri bambini, cos\u00ec, a tutti gli sguardi, non sempre casti, non sempre innocenti, degli adulti; non vi sembra che insegnar loro a mostrarsi, a esibire il corpo, ad ancheggiare come modelli di professione, a stuzzicarle fantasie morbosette, da pedofili, degli adulti, sia una maniera pi\u00f9 che mai esplicita di dare scandalo, sia ai vostri figli, sia anche al pubblico presso cui li fate sfilare? Non vi sembra di aver tradito la vostra vocazione di madri: che non \u00e8 quella di far primeggiare i vostri bambini in simili sfilate, di farli fotografare, di farli vede al pubblico televisivo, di farli notare dalle agenzie pubblicitarie per qualche provino, chiss\u00e0, magari per assicurare loro una carriera televisiva come modelli o attori o presentatori o come &#8211; in qualsiasi altro modo e forma &#8211; personaggi di spettacolo, equivalga a perpetrare un vero e proprio tradimento rispetto alla vostra missione educativa, che \u00e8 quella di proteggere i vostri figli dalla malizia degli adulti e fornire loro, semmai, un solido codice di valori e di riferimenti, una norma etica limpida e coerente, una coscienza pulita e trasparente?<\/p>\n<p>Come dite: che non lo avete fatto per vanit\u00e0, per narcisismo, per esibizionismo, n\u00e9 per risarcire voi stesse delle vostre delusioni e dei vostri sogni frustrati e avvizziti, ma, semplicemente, per i soldi, soldi che vi siete affrettate a mettere sul libretto di risparmio dei vostri figli, per assicurare loro un domani, in tempi cos\u00ec difficili? E questa, secondo voi, sarebbe una giustificazione, una attenuante? Non capite che \u00e8 un&#8217;aggravante, e che rende ancora pi\u00f9 sordido, ancora pi\u00f9 squallido quel che state facendo: servirvi dei corpi dei vostri figli ancora piccoli? Li state prostituendo, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno; questo arrivate a comprenderlo? Chiunque adoperi il proprio corpo, o il corpo di un&#8217;altra persona, per raggiungere un guadagno economico, si comporta come una prostituta o una ruffiana, su ci\u00f2 non vi \u00e8 dubbio. E dunque, non capite che <em>de vobis fabula narratur<\/em>?<\/p>\n<p>S\u00ec, stiamo parlando proprio di voi, care signore, care mammine: \u00e8 inutile che vi guardiate in giro, cercando all&#8217;intorno chiss\u00e0 chi o che cosa: vedete qualcun altro, qui, adesso, che si stia servendo del corpo del proprio figlioletto o della propria figlioletta, per stuzzicare il lato inconfessabile della personalit\u00e0 adulta, oltre che per far emergere il lato oscuro delle sue stesse creature, retaggio immancabile del Peccato originale? S\u00ec: perch\u00e9 anche in fondo al cuore di un bambino o di una bambina di sei anni, di nove anni, di dodici anni, vi \u00e8 una oscura, limacciosa attrazione verso il male: una tendenza a esibirsi eroticamente; una perversa, diabolica intuizione che quel corpicino pu\u00f2 essere adoperato in maniera poco casta, per ammiccare, per invogliare, per strappare occhiate di desiderio, sia facendo leva sulla infinita vanit\u00e0 delle mamme, sia sulla smodata ambizione di stilisti e disegnatori di moda, che in quei bimbi vedono solo dei manichini sui quali appendere le loro creazioni. E anche costoro sono delle anime perse, gonfie di vanit\u00e0 e ambizione, totalmente prive di rispetto e di dolcezza verso il mistero dell&#8217;infanzia; anime brutte, che si servono dei bambini con il massimo cinismo, bruciando la loro innocenza, il loro stupore, la loro visione incantata del mondo, per trasformarli precocemente in adulti senz&#8217;anima, in mercenari che badano solo al proprio tornaconto, derubandoli &#8212; cos\u00ec &#8211; della sola cosa di cui sono ricchi tutti i bambini del mondo: la loro stessa infanzia.<\/p>\n<p>Mamme incoscienti e divorate dall&#8217;ambizione, stilisti amorali e pervertiti, organizzatori di eventi mondani che sono impastati di ributtante cinismo: \u00e8 il Diavolo in persona che deve avere ispirato costoro e averli fatti congiurare fra di loro, per inquinare l&#8217;innocenza infantile e per instillare nell&#8217;animo dei bambini sentimenti e atteggiamenti maliziosi, e, nell&#8217;animo del pubblico, sentimenti e passioni ancor pi\u00f9 disordinati, addirittura inconfessabili. Per cui \u00e8 proprio il caso di domandare a quelle madri snaturate: <em>Ma che Diavolo vi siete messe in testa di fare? Quale demonio \u00e8 venuto a tentarvi, per spingervi ad abusare cos\u00ec turpemente della fiducia istintiva dei vostri figli; e, quel che \u00e8 peggio &#8212; se possibile &#8212; a farlo con assoluta disinvoltura, anzi, come se steste facendo qualcosa di bello e di buono, qualcosa che valorizza i vostri bambini e di cui voi e loro dovreste andar tutti fieri e a testa alta, mentre \u00e8 vero il contrario, che dovreste arrossire e rabbrividire di voi stesse e della turpitudine delle vostre ambizioni?<\/em><\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, il caso dei modelli e delle modelle bambini, spinti davanti ai riflettori da mamme (e da padri) snaturati &#8212; ne aveva gi\u00e0 parlato il regista Luchino Visconti in un film impietoso e sarcastico, <em>Bellissima<\/em>, girato nel 1951 &#8212; non \u00e8 che uno dei cento, dei mille volti che assume l&#8217;odierno capovolgimento dei valori nella societ\u00e0 edonista e permissiva, dopo che i cerchioni della morale sono saltati &#8212; pi\u00f9 esattamente, sono stati fatti saltare, scientemente e deliberatamente &#8211; e dopo che una pletora di cattivi maestri e d&#8217;intellettuali eunuchi e cortigiani, stolti o disonesti, ha proclamato le nuove Tavole della Legge, o piuttosto dell&#8217;Anti-Legge, nichilista e relativista: <em>Fa&#8217; ci\u00f2 che vuoi! Non rinunciare a nulla di quel che puoi afferrare senza troppa fatica, e che pu\u00f2 assicurarti un vantaggio! Non badare ai mezzi, punta dritto allo scopo, anche se dovessi calpestare la tua stessa madre o il tuo stesso padre! Tutto \u00e8 lecito, quello che piace! Tutto \u00e8 buono, quel che si ha voglia di fare!<\/em> E tutto questo \u00e8 diventato &quot;normale&quot;, bench\u00e9 equivalga ad una vera e propria follia istituzionalizzata: ma una follia non cessa d&#8217;essere tale, per il fatto che \u00e8 condivisa da un grandissimo numero di persone. Eppure questa \u00e8 la forza, si fa per dire, delle societ\u00e0 democratiche: il numero. La giustizia, la verit\u00e0, non interessano pi\u00f9 a nessuno; l&#8217;importante \u00e8 che si consulti il &quot;popolo&quot; e che la maggioranza esprima le sue preferenze. Un uomo, un voto.<\/p>\n<p>Quando una societ\u00e0 sprofonda in queste tenebre, \u00e8 difficile che ne possa uscire. Il male si diffonde silenzioso e non viene percepito come tale; quel che fanno alcuni viene imitato dagli altri; quel che la televisione o il cinema fanno vedere, diventa il modello da imitare, l&#8217;esempio da seguire; e ben pochi si prendono il disturbo di ragionare con la propria testa o di consultare la propria coscienza. Ma guai a dirlo a voce alta: immediatamente si viene subissati da un coro di fischi e urla; si viene apostrofati come superbi e intolleranti; si viene additati al pubblico disprezzo e al pubblico ludibrio, come persone retrograde e incivili, che non sanno apprezzare le meraviglie della modernit\u00e0 e, pertanto, che meritano di essere isolate, emarginate, ridotte al silenzio. E, se non tacciono, le si fa tacere con una bella denuncia, perch\u00e9 ormai il legislatore \u00e8 tutto dalla parte del &quot;popolo&quot;, della &quot;democrazia&quot;, cio\u00e8 del gregge manipolato e strumentalizzato ad arte dai poteri occulti che controllano l&#8217;informazione, la cultura e la politica stessa.<\/p>\n<p>Un solo esempio, proprio di ieri, varr\u00e0 a chiarire il concetto. In una scuola cattolica di Trento, il contratto di lavoro non \u00e8 stato rinnovato ad un&#8217;insegnante lesbica, che convive con una donna e che, in un colloquio coi dirigenti, ha rifiutato di &quot;ravvedersi&quot;. Certo, era un suo diritto; come era diritto di quella scuola, privata e confessionale, tutelare il codice morale dei suoi insegnanti. E invece no. \u00c8 scattata una denuncia, e la scuola \u00e8 stata condannata a pagare 25.000 euro di multa. Il che, dati i magri bilanci degli istituiti privati, equivale, se non alla chiusura, quasi. Messaggio chiaro: bisogna adeguarsi alla <em>cultura<\/em> del Progresso; e chi si oppone, va trattato come merita: da nemico pubblico&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L_25E2_2580_2599espressione interrogativa_3A /u00abMa che diavolo stai facendo@\u00bb, nell_25E2_258082B5B7D8E\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[246],"class_list":["post-26979","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26979"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26979\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}