{"id":26978,"date":"2010-05-05T04:58:00","date_gmt":"2010-05-05T04:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/05\/rileggere-malthus\/"},"modified":"2010-05-05T04:58:00","modified_gmt":"2010-05-05T04:58:00","slug":"rileggere-malthus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/05\/rileggere-malthus\/","title":{"rendered":"Rileggere Malthus"},"content":{"rendered":"<p>Malthus!<\/p>\n<p>Sembra un insulto&#8230;<\/p>\n<p>In verit\u00e0, sono in pochi ad aver letto il \u00abSaggio sul principio di popolazione\u00bb, apparso a Londra per la prima volta, anonimo, nel 1798; e del quale poi, ristampato e ampliato, si venne a sapere che era l&#8217;opera di un oscuro pastore di campagna, preoccupato dallo spettacolo della miseria crescente della popolazione all&#8217;epoca della prima Rivoluzione industriale.<\/p>\n<p>La persona di media cultura sa, di Malthus, quasi soltanto che egli sostenne che la popolazione umana tende a cresce in progressione geometrica: 1, 2, 4, 8, 16&#8230;, mentre i mezzi di sussistenza crescono in progressione aritmetica: 1, 2, 4, 6, 8&#8230; Ogni 25 anni &#8211; l&#8217;arco di tempo di una generazione &#8211; la popolazione tende a raddoppiare; mentre i mezzi di sussistenza aumentano con un ritmo molto pi\u00f9 lento. Risultato: ogni qualvolta l&#8217;incremento demografico oltrepassa una data soglia, la popolazione piomba nella miseria, poich\u00e9 le risorse non sono sufficienti a sfamare tutti. Di conseguenza, se si vuole evitare che l&#8217;umanit\u00e0 vada incontro a un disastroso impoverimento, \u00e8 necessario che essa impari a regolare il meccanismo delle nascite.<\/p>\n<p>Malthus era stato molto esplicito nell&#8217;esporre le proprie convinzioni, ci\u00f2 che aveva acceso un fervente dibattito intorno al suo libro:<\/p>\n<p>\u00abLa popolazione, quando non \u00e8 arrestata da alcun ostacolo, si raddoppia ad ogni periodo di 25 anni, crescendo cos\u00ec in progressione geometrica. [&#8230;] I mezzi di sussistenza, nelle circostanze pi\u00f9 propizie all&#8217;umana industria, non potrebbero crescere che in proporzione aritmetica. [&#8230;] La forza generativa supera talmente la produzione dei viveri che, per mantenerla ad uno stesso livello in modo che la popolazione esistente trovi sempre gli alimenti indispensabili, occorre che in ogni momenti una legge superiore formi ostacolo ai suoi progressi\u00bb (Malthus, \u00abSaggio sul principio di popolazione\u00bb, traduzione italiana Torino, U.T.E.T., 1953, pp. 6-8).<\/p>\n<p>E ancora:<\/p>\n<p>\u00abIo credo che l&#8217;intenzione del Creatore si \u00e8 che la terra sia popolata, ma credo pure che egli la voglia popolata da una razza sana, virtuosa, felice, non da una razza sofferente , viziosa, miserabile. Se, sotto pretesto di ubbidire all&#8217;ordine del Creatore, noi popoliamo la terra con quest&#8217;ultima specie di uomini, e se perci\u00f2 saremo in preda a tutti i mali ai quali ci siamo volontariamente esposti, non avremo alcun diritto di accusare la giustizia dei comandamenti divini\u00bbnon possiamo attribuire le nostre pene che alla maniera irragionevole in cui avremo eseguito le sue sante leggi\u00bb (Ibidem, p. 561).<\/p>\n<p>Non basta:<\/p>\n<p>\u00abTutto ci\u00f2 che la societ\u00e0 \u00e8 in diritto di domandare a ciascuno dei suoi membri si riduce a non avere una famiglia quando non si sia in gradi di alimentarla.\u00bb (Ibidem, p. 500).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec&#8230;<\/p>\n<p>Molti si sono immaginati Malthus come uno studioso freddo e insensibile, un campione di quel liberismo distaccato e un po&#8217; inumano che non si preoccupa dei costi umani dell&#8217;economia di mercato; immagine che \u00e8 molto lontana dal vero. Ma, al di l\u00e0 del fatto che Malthus era un uomo sinceramente e onestamente preoccupato per la miseria di tanti suoi concittadini e che, teologo pi\u00f9 che economista, ne aveva individuato l&#8217;origine in una sorta di destino biblico (\u00abCrescete e moltiplicatevi\u00bb; ma anche: \u00abTi guadagnerai il pane col sudore della fronte\u00bb), secondo la cultura del suo tempo e con gli strumenti intellettuali e spirituali che le sue letture e la sua formazione di pastore anglicano gli consentivano, resta il fatto che la sua teoria non solo non \u00e8 stata smentita dai fatti, ma, anzi, abbondantemente confermata.<\/p>\n<p>Perfino Marx, che ha sbagliato nel modo pi\u00f9 clamoroso quasi tutte le sue previsioni, conserva un agguerrito manipolo di estimatori e di sostenitori; mentre il nome di Malthus, che ha avuto il torto di aver detto una cosa fin troppo vera, continua ad essere pronunciato con un misto di imbarazzo e di disagio, come quello di un cattivo profeta e di un pensatore politicamente scorretto.<\/p>\n<p>Il suo discorso, oggi anche pi\u00f9 di allora, non piace: nonostante che, dai suoi tempi ad oggi, esso sia stato confermato oltre le pi\u00f9 nere previsioni, essendo la popolazione quasi decuplicata, col risultato che un buon quarto dell&#8217;umanit\u00e0 vive in condizioni di estrema povert\u00e0, e altri due terzi devono accontentarsi delle briciole che cadono dalla tavola del primo quarto.<\/p>\n<p>Il malthusianesimo (un termine che ha acquistato, non si capisce perch\u00e9, una sfumatura neanche troppo vagamente dispregiativa) \u00e8 stato criticato da ogni parte, ma specialmente dalla cultura marxista e da quella cattolica. Da quella marxista, perch\u00e9 \u00e8 stato visto come la tipica teorizzazione egoista del liberalismo, che non si preoccupa delle legittime esigenze dei poveri, ma solo della stabilit\u00e0 sociale; dal cattolicesimo, perch\u00e9 il richiamo alla continenza e al controllo della nascite, come mezzi per limitare la crescita vertiginosa della popolazione, specie nei Paesi del Terzo e Quarto Mondo, \u00e8 sembrato un modo disinvolto per togliere a quelle popolazioni l&#8217;unica ricchezza che tuttora possiedono: la prolificit\u00e0, intaccandone la sfera della libert\u00e0 personale e la stessa dignit\u00e0 della persona umana.<\/p>\n<p>Insomma: non ci si prenda il disturbo di confutarlo; ci si limita a denigrarlo o, se possibile, ad ignorarlo.<\/p>\n<p>Certo, la povert\u00e0 nel mondo \u00e8 anche una questione di distribuzione della ricchezza e, pi\u00f9 in generale, di modelli economici: un modello sviluppista, basato sul continuo sfruttamento delle risorse e delle energie non rinnovabili, non pu\u00f2 che produrre miseria in certe zone del pianeta e in certe classi sociali. Ma \u00e8 davvero solo questione di realizzare una pi\u00f9 equa distribuzione delle risorse? \u00c8 davvero solo questione di rinunciare allo sviluppo, per orientare la societ\u00e0 verso una decrescita armoniosa della produzione e del consumo? Non \u00e8 forse vero che, anche riuscendo a realizzare questi cambiamenti, la situazione non migliorerebbe, o tornerebbe ad aggravarsi entro pochi decenni, qualora non si decida di agire sull&#8217;aumento esponenziale della popolazione, specialmente l\u00e0 dove pi\u00f9 gravi sono gli effetti della miseria?<\/p>\n<p>Il risultato della rimozione dei problemi posti da Malthus ormai pi\u00f9 di due secoli fa \u00e8 che, mentre la miccia della bomba demografica continua a bruciare e si avvicina ormai il momento della catastrofe, gli unici a porsi seriamente il problema di limitare l&#8217;aumento incontrollato della popolazione mondiale sono&#8230; i signori del Gruppo Bilderberg, della Commissione Trilaterale e di altri centri del potere occulto, ancora pi\u00f9 inquietanti. Henry Kissinger, per esempio, aveva fatto preparare, a suo tempo, un piano che prevedeva l&#8217;infezione batterica di milioni di esseri umani nei Paesi del Sud del mondo, per contenerne l&#8217;aumento demografico e prevenire lo sconvolgimento planetario che esso avrebbe provocato, disturbando i lucrosi affari delle multinazionali e della finanza internazionale&#8230;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 bisogno di aggiungere che, a parere di alcuni &quot;cospirazionisti&quot;, tale strategia criminale \u00e8 gi\u00e0 in atto, ad esempio mediante la diffusione della sindrome da immunodeficienza acquisita, che sarebbe il risultato di un preciso disegno di sterminio fra le classi sociali e fra le popolazioni pi\u00f9 misere, come quelle africane: tutte bocche da sfamare sostanzialmente inutili, perch\u00e9 non produttive e non suscettibili di alimentare il mercato?<\/p>\n<p>Del resto, di che cosa meravigliarsi? Se la cultura &quot;ufficiale&quot; \u00e8 cos\u00ec ipocrita da fingere di non vedere che il problema demografico \u00e8 ormai, agli inizi del terzo millennio, il problema dei problemi, il pi\u00f9 urgente, il pi\u00f9 drammatico, il pi\u00f9 improcrastinabile: ebbene, allora non c&#8217;\u00e8 tanto da stupirsi se a prenderlo sul serio sono simili centrali del potere occulto, che lo studiano senza porsi alcuna remora morale e si preparano ad affrontarlo nel modo pi\u00f9 disumano e brutale.<\/p>\n<p>Scrivono J., M. Poursin e G. Dupuy in \u00abMalthus\u00bb (titolo originale: \u00abMalthus\u00bb, \u00c9ditions du Seuil, 1972; traduzione di Gabriella Nebbia Menozzi, Roma, 1974, pp. 32-36):<\/p>\n<p>\u00abLa dottrina a cui il pastore Malthus ispira la sua teoria e su cui fonda le sue regole morali pi\u00f9 rigide \u00e8 una dottrina teologica elaborata molto prima di lui: la pressione della popolazione sulle risorse, la tendenza a moltiplicarsi oltre misura &#8211; con la precariet\u00e0 dei mezzi individuali che ne risulta e la lotta per l&#8217;esistenza che ne \u00e8 la conseguenza &#8211; sono situazioni legate allo svolgersi della vita, dipendenti da leggi della natura; l&#8217;equilibrio che nasce dal gioco di queste leggi rappresenta un certo ordine, valido sempre e dovunque, e ogni trasgressione di questo ordine non pu\u00f2 essere che provvisoria, portando ala catastrofe. Ma queste leggi, dette naturali, sono in realt\u00e0 le leggi create da Dio e costituiscono i mezzi attraverso cui si realizzano i fini assegnati dalla Provvidenza alla specie: l&#8217;accettazione di queste regole \u00e8 indispensabile sia per la salvezza del singolo individuo che per la prosperit\u00e0 dell&#8217;interra specie umana.<\/p>\n<p>La dura legge del bisogno \u00e8, in questo senso, essenziale per l&#8217;evoluzione dell&#8217;umanit\u00e0:<br \/>\n&quot;Tutto ci porta a credere che l&#8217;intenzione del Creatore sia stata quella di popolare la terra, ma appare chiaro che fine non avrebbe potuto essere raggiunto altro che dando alla popolazione un accrescimento pi\u00f9 veloce di quello delle risorse alimentari&#8230; Se, infatti, queste due quantit\u00e0 aumentassero secondo un rapporto identico, non vedo quale ragione avrebbe potuto vincere la naturale indolenza dell&#8217;uomo e spingerlo a coltivare sempre pi\u00f9 terre: la popolazione del territorio pi\u00f9 vasto e pi\u00f9 ferule si sarebbe potuta arrestare indifferentemente a 500 abitanti, a 5.000, a 5 milioni o a 50 milioni: questo rapporto, dunque, non poteva corrispondere ai disegni del Creatore.<\/p>\n<p>Qualsiasi mezzo artificioso e contrario alla legge di natura messo in opera per contenere la popolazione sopprimerebbe anche la spinta al lavoro e alla creativit\u00e0&quot;(Malthus, cit., pp. 450-51).<\/p>\n<p>Proprio per l&#8217;implacabilit\u00e0 del suo potere di moltiplicarsi, l&#8217;uomo \u00e8 sempre stato condannato al lavorio e grazie a questo ha potuto costruire attraverso i tempi quella civilt\u00e0 che gli ha permesso di espandersi su tutta la terra, secondo io comandamento espresso da Dio nel primo libro del &quot;Genesi&quot;: &quot;Crescete e moltiplicatevi. Coltiverete la terra con il sudore della vostra fronte&quot;. Su questa doppia esigenza si \u00e8 fondato il processo della presa di possesso della terra da parte dell&#8217;uomo, secondo gli ordini del Signore.<\/p>\n<p>Questa totale sottomissione al suo Dio, oper\u00f2, presenta nell&#8217;uomo un carattere particolare perch\u00e9, mentre l&#8217;animale \u00e8 completamente condizionato dalle leggi di natura, l&#8217;essere ragionevole pu\u00f2 &#8211; e pertanto deve &#8211; controllare e guidare la sua riproduzione, pur nel pieno rispetto dei disegni della Provvidenza. Pi\u00f9 di un freno esiste, secondo Malthus, come abbiamo visto, ad un aumento incontrollato del&#8217;umanit\u00e0: la miseria con il suo seguito di carestie, epidemie e guerre, ecc.; il vizio o la continenza dentro e fuori del matrimonio, mas il pastore Malthus si piega rigorosamente ai principi morali della tradizione cristiana e poich\u00e9 crede nella dottrina del peccato originale e della redenzione, si oppone assolutamente alla teoria della perfettibilit\u00e0 della natura umana: l&#8217;uomo \u00e8 quello che \u00e8 sempre stato e tale sar\u00e0 anche in futuro. Segnato dalla colpa originale, con il marchio del male e da una vita che \u00e8 &quot;uno stato di prova e una scuola di virt\u00f9 che prepara a una condizione superiore di felicit\u00e0&quot;, il suo destino in terra sar\u00e0 la miseria, con tutto che ad essa si accompagna, come per tutte le altre specie, se egli ceder\u00e0 alla tentazione di una moltiplicazione incontrollata. Ma se, per contro, decider\u00e0 di sopprimere artificiosamente gli effetti normali dell&#8217;istinto seguendo quelle pratiche che Malthus congloba sotto il nome generico di &quot;vizi&quot; (e che spaziano dalla dalle peggiori deviazioni sessuali al controllo delle nascite), ci sar\u00e0 lo spopolamento totale, perch\u00e9 il vizio significa distruzione, sia nelle sue conseguenze pi\u00f9 immediate, sia nella riduzione di ogni attivit\u00e0 produttiva, perch\u00e9 priva il lavoro del suo stimolo pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>In questo senso Malthus \u00e8 risolutamente popolazionista e sarebbe, per sua stessa ammissione, ignorare deliberatamente i suoi principi considerarlo nemico della popolazione: &quot;I nemici che io combatto sono il vizio e la miseria&quot;. Messa di fronte al doppio pericolo di una popolazione troppo numerosa, frutto della miseria, e di una popolazione troppo ridotta in conseguenza del vizio, l&#8217;umanit\u00e0 pu\u00f2 trovare scampo in un&#8217;unica soluzione, piuttosto malagevole, il gi\u00e0 citato&quot;moral restraint&quot;, che consiste in una stretta osservanza della virt\u00f9. Sappiamo come si esprime, in questo campo, la legge morale: castit\u00e0 assoluta al di fuori del matrimonio; rinvio delle nozze ad epoca in cui si disponga di mezzi sufficienti per mantenere una famiglia; eventuale limitazione delle nascite, nel matrimonio stesso, ottenuta con una rigorosa continenza. La proposta di affidare alla legge morale il compito di regolare il movimento demografico permette di conseguire due scopi nello stesso tempo: sfuggire ad un aumento sconsiderato della popolazione, attraverso la moderazione dell&#8217;istinto e un calcolo ragionevole dei mezzi a disposizione di ciascuno, ad evitare l&#8217;estinzione della specie, dal momento che la limitazione costituisce il compenso del sacrificio e dell&#8217;austerit\u00e0 degli individui. [&#8230;]<\/p>\n<p>Fra la miseria e il vizio, fra questi due mali ugualmente estesi, si deve scegliere il minore: pur ritenendo ideale il regno della virt\u00f9, Malthus indica la soluzione pratica che corrisponde alla realt\u00e0 della natura umana quale ce la mostra la dottrina teologica che ispira il suo pensiero e che lo fa propendere, suo malgrado, verso il vizio piuttosto che verso la miseria.<\/p>\n<p>Portato al pessimismo circa le vie e i mezzi della dinamica della popolazione, Malthus ritiene che tutta la storia della popolazione sia dominata dalla stessa fatalit\u00e0: &quot;\u00c8 chiaro che il momento in cui gli uomini sono di gran lunga pi\u00f9 di quanto consentano i mezzi di sussistenza a loro disposizione \u00e8 arrivato ormai da molto tempo&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>La prolificit\u00e0 dell&#8217;uomo e l&#8217;avarizia della terra sono i dati permanenti del nostro destino: per quanto lontano possiamo spingere la nostra ricerca, vediamo che l&#8217;uomo sempre e dappertutto ha dovuto cozzare contro l&#8217;inadeguatezza dei mezzi a sua disposizione. Sar\u00e0 possibile schiudere questa morsa? Ogni conquista di nuove terre, ogni progresso nelle tecniche di coltivazione portano in realt\u00e0 un certo sollievo alla pressione di base, ma, dato lo scarto fra la velocit\u00e0 caratteristica di ciascuna delle due progressioni, questo sollievo non pu\u00f2 essere che temporaneo; la lepre far\u00e0 presto ad arrivare all&#8217;altezza della tartaruga e il numero degli uomini ad arrivare al livello dei mezzi di sussistenza. Il pericolo \u00e8 costante, il danno immediato e oggi, come ieri e domani, la causa \u00e8 una sola &quot;(&#8230;) Questa necessaria oscillazione, questa causa permanente di miseria periodica esiste fin dalle origini della storia umana e continuer\u00e0 ad esistere a meno di un cambiamento decisivo nella costituzione fisica della nostra natura&quot;. Malthus teologo riprende qui la terribile maledizione che insegue l&#8217;uomo dalla notte dei tempi e lo seguir\u00e0 senza posa, mentre Malthus economista ricava da questa base dottrinale delle conclusioni non meno rigorose, ma a tutto vantaggio delle ideologie del suo tempo e del suo ambiente.\u00bb<\/p>\n<p>Una conclusione?<\/p>\n<p>Il rimedio che Malthus proponeva, in accordo con la sua visione teologica cristiana, fa oggi sorridere gli esponenti della cultura &quot;progressista&quot;; eppure sfidiamo chiunque di essi a proporre concretamente qualcosa di meglio. Che una famiglia non dovrebbe crescere oltre i limiti della capacit\u00e0 dei genitori di sfamare la prole e soddisfarne le altre esigenze primarie, \u00e8 cosa talmente ovvia che non dovrebbe necessitare di ulteriori spiegazioni. Sostenere il contrario, vorrebbe dire cadere nella peggior forma di demagogia: quella di promettere tutto a tutti, sapendo benissimo che ci\u00f2 \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p>La polemica di Malthus era diretta essenzialmente contro due avversari: da un lato Condorcet e i teorici della perfettibilit\u00e0 indefinita del genere umano; dall&#8217;altro William Godwin e i propugnatori di riforme sociali a favore dei poveri. Il suo sano buon senso, il suo robusto realismo e la sua istintiva ripugnanza per ogni forma di quello che oggi si chiamerebbe populismo, lo rendevano ugualmente critico e sospettoso sia verso l&#8217;ottimismo razionalista degli illuministi, sia verso l&#8217;ottimismo antropologico degli anarchici e del pensiero protosocialista. Pu\u00f2 darsi che egli non abbia visto con sufficiente chiarezza l&#8217;importanza del fattore della distribuzione della ricchezza; discepolo di Adam Smith, i suoi strumenti culturali e la sua prospettiva filosofica non si spingevano fino alla radice ultima del problema della povert\u00e0, ma si fermavano al livello statistico del rapporto popolazione-risorse.<\/p>\n<p>Pur con questi limiti ben precisi, il pensiero di Malthus \u00e8 un pensiero chiaro, lineare, basato su dati inoppugnabili e non su fumosi ragionamenti; ha la robustezza della &quot;verit\u00e0 effettuale&quot; di Machiavelli e la consequenzialit\u00e0 rigorosa del modo di ragionare tipico di Spinoza, specialmente lo Spinoza dell&#8217;\u00abEthica more geometrico demonstrata\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 una buona lettura, quella del suo \u00abSaggio sul principio di popolazione\u00bb; una lettura stimolante, anche se non tutte le pagine possono trovare d&#8217;accordo il lettore moderno. E tuttavia, \u00e8 difficile non coglierne la tremenda onest\u00e0 intellettuale, che lo rende pi\u00f9 che mai attuale.<\/p>\n<p>Rileggere Malthus, dunque?<\/p>\n<p>S\u00ec, certo.<\/p>\n<p>Anche per non lasciare che a rileggerlo siano solo i signori del Bilderberg o uomini politici come Henry Kissinger o i teorici del noeconservatorismo americano, come Paul Wolfowitz, l&#8217;ex presidente della Banca Mondiale.<\/p>\n<p>Loro s\u00ec, che ne farebbero un uso criminale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Malthus! 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