{"id":26974,"date":"2008-08-20T07:29:00","date_gmt":"2008-08-20T07:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/08\/20\/dietro-il-gioco-delleterna-ragazzina-tutto-il-malessere-delle-quarantenni-doggi\/"},"modified":"2008-08-20T07:29:00","modified_gmt":"2008-08-20T07:29:00","slug":"dietro-il-gioco-delleterna-ragazzina-tutto-il-malessere-delle-quarantenni-doggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/08\/20\/dietro-il-gioco-delleterna-ragazzina-tutto-il-malessere-delle-quarantenni-doggi\/","title":{"rendered":"Dietro il gioco dell&#8217;eterna ragazzina tutto il malessere delle quarantenni d&#8217;oggi"},"content":{"rendered":"<p>Quarantenni, cinquantenni e, a volte, perfino sessantenni che giocano il gioco dell&#8217;eterna ragazzina; che non solo vestono e si acconciano come le quindicenni &#8211; le loro figlie e le loro nipoti -, ma cercano di <em>vivere<\/em> come le quindicenni.<\/p>\n<p>Pensano, sperano e sognano come le ragazzine, alle quali cercano di somigliare anche fisicamente, nella camminata e nel parlare; svolazzano qua e l\u00e0, di fiore in fiore, all&#8217;inseguimento di beni suggestivi, ma inconciliabili: il massimo della libert\u00e0 (a senso unico) con il massimo della gratificazione professionale, umana, affettiva e sentimentale. In altre parole, il massimo del profitto con il minimo dell&#8217;investimento.<\/p>\n<p>Se hanno gi\u00e0 un uomo, lo lasciano con relativa facilit\u00e0, deluse di non avervi trovato tutto ci\u00f2 che speravano e insofferenti di una situazione che tarda a correggersi secondo i loro desideri. Se non l&#8217;hanno, ostentano con orgoglio la propria solitudine, che chiamano indipendenza (grazie anche al neologismo inglese <em>single<\/em>, che l&#8217;ha trasformata in un attributo di fierezza).<\/p>\n<p>Ma la realt\u00e0 \u00e8 che, spesso, non vedono l&#8217;ora di potersi togliere dalle spalle un fardello cos\u00ec gravoso, imbarcandosi allegramente &#8211; come ragazzine, appunto &#8211; in qualche avventura che le strappi alla monotonia del quotidiano. Salvo poi collezionare, sempre come inesperte ragazzine, una delusione dopo l&#8217;altra: costantemente impegnate nella caccia affannosa al grande amore &#8211; che non sia cos\u00ec grande, per\u00f2, da minacciare anche solo di un millimetro la loro assoluta autonomia.<\/p>\n<p>Dedicano cure incessanti e spossanti al loro aspetto fisico; sono disposte a spendere un patrimonio in abbigliamento, prodotti cosmetici e cure estetiche (risparmiando, magari, sulla qualit\u00e0 dell&#8217;alimentazione, cio\u00e8 sulla salute); vanno in palestra per spremere dal proprio corpo ruscelli di sudore e rischiano pure qualche infortunio, non pi\u00f9 elastiche e scattanti come amano rappresentarsi nella propria immaginazione; fantasticano, davanti allo specchio, in <em>lingerie<\/em> quanto mai conturbanti, arrampicate in cima a vertiginosi tacchi a spillo: ma non \u00e8 raro che riescano a sedurre nessun altro che se stesse &#8211; e, per di pi\u00f9, con la cattiva coscienza di chi sa di autoingannarsi.<\/p>\n<p>Se hanno figli, non si pu\u00f2 dire che si dannino l&#8217;anima a star loro dietro, con la scusa che, tanto, \u00abdevono imparare a gestirsi da soli\u00bb; e quanto prima ci\u00f2 accade, tanto meglio per tutti. Le maestre o i professori avrebbero molte cose da dir loro, ma ben di rado si fanno vedere ai colloqui scolastici. In compenso, dedicano ore ed ore alle sedute sotto le lampade abbronzanti (rovinandosi irreparabilmente la freschezza della pelle, cui dicono di tenere tanto) e dedicano quantit\u00e0 industriali di tempo allo <em>shopping<\/em> con le amiche ragazzine (quarantenni, cinquantenni e sessantenni come loro).<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non vedono l&#8217;ora che i figli diventino grandi abbastanza da poterli ignorare senza provare pi\u00f9 il minimo senso di colpa. Oppure per giocare a fare le \u00abamiche\u00bb dei propri figli e, magari, dei loro amici; non escludendo, in linea di principio, di sedurre questi ultimi per continuare a sentirsi giovani.<\/p>\n<p>Che gusto, per loro, esibire davanti a tutti (e specialmente davanti agli ex mariti, se ne hanno) il proprio amante diciottenne. La classica frase \u00abfa all&#8217;amore con un ragazzo che potrebbe essere suo figlio\u00bb, per questo tipo di donne, suona come un meraviglioso complimento; come la conferma, cio\u00e8, che sono fresche e desiderabili quanto delle ragazzine, ci\u00f2 che appunto vorrebbero essere e si convincono di essere.<\/p>\n<p>Esagerazioni? Non tanto. Si tratta di casi pi\u00f9 frequenti di quel che non si creda; noi stessi ne conosciamo alcuni personalmente<\/p>\n<p>Una volta, la quarantenne o la cinquantenne che si faceva l&#8217;amante <em>baby<\/em> provava qualche disagio e qualche rimorso; quanto meno, non si sarebbe mai sognata di ostentarlo. Ma adesso, in tempi di emancipazione a tutto campo, perch\u00e9 farsene un problema? Anzi, al contrario: \u00e8 una prova di quanto valgono, dato che pensano di valore nella misura in cui le si pu\u00f2 equiparare alle loro figlie o nipotine <em>sul piano dell&#8217;attrazione erotica<\/em>.<\/p>\n<p>E poi, che roba sono gli scrupoli e i rimorsi? Anticaglie del passato dal sapore medievale. Cose da lasciarsi dietro le spalle, perch\u00e9 oggi &#8211; per le donne non meno che per gli uomini &#8211; vige tutt&#8217;altra filosofia di vita.<\/p>\n<p><em>Ogni lasciata \u00e8 persa<\/em>, questo \u00e8 il nuovo ed unico comandamento: e allora, perch\u00e9 privarsi di quel bel grappolo d&#8217;uva che pende a portata di mano? Sarebbe da sciocchi o, peggio, da ridicoli sentimentali.<\/p>\n<p>Non sono tutte cos\u00ec, naturalmente; ci mancherebbe.<\/p>\n<p>Ve ne sono numerose altre che si spendono con generosit\u00e0, con abnegazione per i propri familiari; se non hanno un compagno, per i figli; e, se sono del tutto sole, per un proprio ideale di coerenza e di rispetto di se stesse (cfr. il nostro articolo <em>Donne sole, con dignit\u00e0<\/em>, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Ad esse va tutta la nostra simpatia e la nostra stima. Forte e vivo \u00e8 il contributo che esse danno alla bellezza del mondo; dobbiamo ringraziarle per il solo fatto di esserci. Se non vi fossero, saremmo tutti un po&#8217; pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Ma a noi, in questa sede, interessa ragionare su quelle altre: sulle finte ragazzine che hanno raggiunto, o anche superato abbondantemente, l&#8217;et\u00e0 della menopausa; e che, tuttavia, vivono in una tenace sindrome di Peter Pan al femminile, senza avere il coraggio di chiamarla con il suo vero nome &#8211; immaturit\u00e0 -, ma gabellandola per indipendenza o, addirittura, spacciandola per una sorta di post-femminismo tanto confuso, quanto velleitario.<\/p>\n<p>Ma cosa abbiamo da rimproverare loro, visto che non fanno niente di male, in fondo, se non cercare &#8211; come tutti, del resto &#8211; un po&#8217; di felicit\u00e0 in questa vita?<\/p>\n<p>Niente: tranne il fatto che si rendono ridicole.<\/p>\n<p>\u00c8 uno spettacolo malinconico, quello di una donna matura che potrebbe risplendere nel fascino dei suoi quaranta, cinquanta o sessant&#8217;anni, mentre preferisce buttarsi via per la smania puerile di cancellare la carta d&#8217;identit\u00e0 e di scimmiottare le (malinconiche) \u00abveline\u00bb adolescenti di quella stupida maestra che \u00e8 diventata la televisione.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 uno spettacolo ancor pi\u00f9 malinconico quello delle pseudo-ragioni che esse si danno per giustificare il proprio comportamento patetico, oltre che per convincersi di essere nel giusto, di avere finalmente capito quale sia la maniera migliore di stare al mondo, senza complessi e senza inibizioni.<\/p>\n<p>Molti esempi eloquenti di quanto abbiamo detto si trovano, fra l&#8217;altro, nel libro di Shere Hite &#8211; gi\u00e0 autrice del famoso <em>Rapporto Hite<\/em>, che voleva fare il verso all&#8217;ancor pi\u00f9 famoso <em>Rapporto Kinsey<\/em> &#8211; <em>Le donne e l&#8217;amore<\/em>, dal quale riportiamo due paginette a titolo di esempio (titolo originale: <em>Women and Love<\/em>, 1987; traduzione italiana di Paola Frezza e Andrea D&#8217;Anna<em>,<\/em> Rizzoli editore, Milano, 1988, pp. 373-75):<\/p>\n<p><em>Il 93% delle donne single, mai state sposate, ama l&#8217;indipendenza e la libert\u00e0 e conoscere persone diverse, poter disporre pienamente della propria vita, a prescindere dai problemi che ci\u00f2 pu\u00f2 comportare:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Mi piace moltissimo viaggiare e andare in giro per conto mio, senza il peso di un partner: sono libera di andare e venire, senza dover giustificare le mie azioni o fare dei resoconti. Posso fare qualunque cosa! Per ora non ho trovato nessuno che ami e rispetti abbastanza da dedicargli il resto della mia vita.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; \u00c8 stupendo essere responsabili solo di noi stessi; adoro poter flirtare con chiunque mi piaccia, non avere legami, avere una casa esattamente come la voglio e non dover rispondere a nessuno del mio comportamento.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Mi piace essere single; voglio poter controllare la merce.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Adoro essere single, ma non essere sola. Forse \u00e8 per questo che ho due uomini invece di uno. La cosa che mi piace di pi\u00f9 nell&#8217;essere single \u00e8 che non ci sono impegni. Posso andare e venire come mi pare.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Mi piace uscire e frequentare uomini diversi. Anche e poi la storia magari non funziona, \u00e8 comunque un&#8217;esperienza positiva. Mi piace ricevere attenzioni da vari uomini. Svantaggi? I giorni come quello di San Valentino, quando tutte le tue compagne di camera hanno il ragazzo e tu non vedi nessuno, oppure quando per un po&#8217; non vai a letto con nessuno.<\/em><\/p>\n<p><em>La maggior parte delle donne che diventa single in conseguenza di un divorzio \u00e8 molto contenta di stare sola, indipendente:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; \u00c8 un paradosso stare sole. Qualunque sia il problema del giorno, ripenso al passato, e concludo che il giorno attuale \u00e8 un successo fantastico!<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Come mi sento? Bene! Mi piace sentirmi libera, senza i legami psicologici che sempre mi hanno oppresso. Non avrei mai pensato di essere capace di sopravvivere da sola, ma ora mi rendo conto che posso riversare il mio amore su varie persone e ho molte relazioni soddisfacenti.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Dopo aver vissuto quattro anni con mio marito, ho scoperto che non avrei pi\u00f9 sopportato l&#8217;idea di vivere a lungo con un altro adulto. Prima o poi cercano di spadroneggiare, oppure sono io a farlo, e non lo reggo. I bambini (ne ho due) non assumono atteggiamenti da padroni, e poi crescono e vogliono avere una casa e vivere per conto loro. Ma un marito&#8230; solo per smuoverlo susciti una catastrofe! Inoltre, quando ero sposata, mi sentivo rifiutata da tutti: uomini, datori di lavoro e colleghe donne.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Preferisco sicuramente vivere sola piuttosto che par parte di una coppia, anche sono moderatamente infelice! A volte sento la mancanza di una persona su cui contare per fare insieme certe cose, ma comunque il matrimonio non ha mai funzionato in questo senso.<\/em><\/p>\n<p><em>I grandi vantaggi sono tutti in riferimento alla libert\u00e0: adoro mangiare da sola, far la spesa da sola. Penso che il mondo viaggi a coppie, per\u00f2, e le caratteristiche individuali, soprattutto della donna, confondono le cose. Il grande svantaggio \u00e8 l&#8217;enorme numero di uomini sposati che ti stanno addosso, se sei divorziata. E pi\u00f9 sei indipendente e riservata, pi\u00f9 fantasticano su di te; \u00e8 la sfida maschilista.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Se voglio preparare la cena alle sette o alle nove o non prepararla affatto, dipende solo da me. Se non faccio il bucato per due settimane, sono l&#8217;unica a lamentarsene. Posso leggere a letto per met\u00e0 della notte, e se, il sabato, ho l&#8217;aspetto di una strega, e non mi vesto per tutto il giorno, nessuno me lo rinfaccia. Mi piace essere responsabile di me stessa e sapere che posso farcela bene, che devo dipendere solo da me stessa. Gli svantaggi sono il fatto di non avere una persona speciale che mi capisca e mi voglia bene, e il non avere la possibilit\u00e0 di dare tutto l&#8217;amore che ho da dare. Ma la mia vita sessuale \u00e8 splendida: ho tre o quattro uomini che vedo di tanto in tanto, ed \u00e8 piacevolissimo.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; La vita da single ha un unico svantaggio: il non avere una compagnia e una vita sessuale fissa e consistente. D&#8217;altra parte, la vita \u00e8 molto meglio in questa situazione. Posso scegliere i miei amici, programmare la mia vita sociale e privata, faccio e dico ci\u00f2 che voglio, mi creo la mia casa (secondo la mia immagine) e non devo rispondere al telefono o giustificare le mie azioni a nessuno. \u00c8 strano che ci voglia tanto tempo per scoprire che la libert\u00e0 \u00e8 cos\u00ec bella. Perch\u00e9 ci affrettiamo a sposarci? O \u00e8 solo la mia et\u00e0 che mi fa pensare che la libert\u00e0 ha pi\u00f9 vantaggi del matrimonio o di una relazione seria? Ho sperimentato qualche rapporto serio, forse \u00e8 per questo che non ne sento la mancanza. Non voglio influenzare le mie figlie con i miei pregiudizi, ma sar\u00e0 difficile stare a guardare e lasciare che scelgano la loro strada.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Sono aperta ala possibilit\u00e0 di una relazione, ma in questo momento non \u00e8 poi cos\u00ec importante. Al primo posto vengono altre cose: me stessa, il mio lavoro, gli amici. Non ho storie d&#8217;amore: non le trovo necessarie. Indipendenza! Sono libera! Mi piace andare sola alle feste, al ristorante, al cinema, a fare acquisti. A volte mi va d&#8217;andare con altri, cos\u00ec vado con gli amici, altre volte desidero solo stare sola e, visto che quando ero sposata questo non mi era possibile, ancora apprezzo la casa. A volte gli altri mi fanno credere che ci sia qualcosa di tremendamente sbagliato in me, ma \u00e8 un problema solo loro.<\/em><\/p>\n<p>Quello che pi\u00f9 colpisce, nello scorrere queste \u00abconfessioni\u00bb di donne che si dicono felici della propria solitudine, \u00e8 la puerilit\u00e0 degli obiettivi che si pongono e delle ragioni con cui motivano la propria scelta. Non dovere pi\u00f9 rispondere al telefono; non dover rendere conto a nessuno di nulla; stare in disordine tutto il giorno, o non fare il bucato per due settimane di seguito: possibile che tutto questo sia cos\u00ec importante da far passare ogni altra cosa in secondo piano?<\/p>\n<p>Possibile che la libert\u00e0 si riduca a delle mete cos\u00ec minime, cos\u00ec futili?<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe obiettare che la vita \u00e8 fatta di cose minime, e che saperle gustare pienamente \u00e8 il segreto della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Rispondiamo che la vita non \u00e8 fatta di cose massime o minime, ma di cose che acquistano un significato profondo se vissute in coerenza e armonia con un progetto esistenziale pi\u00f9 vasto, che non si riduca alla semplice amministrazione del quotidiano, ma sia aperto a una qualche forma di trascendenza.<\/p>\n<p>Possibile che le donne intervistate da Shere Hite abbiano un&#8217;idea cos\u00ec angusta della libert\u00e0?<\/p>\n<p>Possibile che non conoscano la differenza tra libert\u00e0 e arbitrio, e che nessuno abbia mai detto loro che dal compimento di un dovere si pu\u00f2 ricavare pi\u00f9 gioia che dall&#8217;abbandonarsi, senza freni n\u00e9 regole, alla caccia sistematica del proprio piacere?<\/p>\n<p>E possibile che si meraviglino, come fa la prima di quelle nel brano sopra riportato, di non aver trovato, <em>finora<\/em>, nessuno che meriti abbastanza amore o rispetto, da dedicargli il resto della propria vita?<\/p>\n<p>Ognuno trova quello che gi\u00e0 sta cercando, e sia pure inconsapevolmente: questa \u00e8 un&#8217;antichissima verit\u00e0, che gi\u00e0 Socrate e Platone ben conoscevano.<\/p>\n<p>Se noi cerchiamo una libert\u00e0 assoluta che consista nel non dover mai rendere conto di nulla a nessuno, non troveremo facilmente qualcosa o qualcuno che valga la pena di fermarci ad amare, e a cui offrire la nostra dedizione.<\/p>\n<p>Ma, per tornare al nostro assunto iniziale, la rincorsa patetica delle ultraquarantenni al modello dell&#8217;eterna ragazzina, altro non \u00e8 se non una delle forme che assume la sindrome della fuga dalle responsabilit\u00e0 e il crollo esponenziale del livello medio di autostima.<\/p>\n<p>\u00c8 come se molte donne avessero ceduto di schianto, e dicessero che si sono stancate di vivere in funzione degli altri (mariti, figli, eccetera). E che si sono stancate pure di invecchiare, per cui hanno \u00abdeciso\u00bb di non crescere pi\u00f9: di restare delle eterne ragazzine.<\/p>\n<p>Che male c&#8217;\u00e8, in fondo, ad essere delle eterne ragazzine? Si pu\u00f2 godere di un mucchio di diritti -primo fra tutti, quello di divertirsi incondizionatamente -, mentre si \u00e8 soggette a pochissimi doveri, se pure ve ne sono.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 alcun male infatti; a parte quello di divenire patetiche.<\/p>\n<p>E di vivere, per di pi\u00f9, nella menzogna. Perch\u00e9 tutti quei \u00abmi piace moltissimo poter fare questo e quest&#8217;altro\u00bb (ovviamente, come dice sempre la prima intervistata da Hite, senza il <em>peso<\/em> di un compagno) dissimulano malamente un altro ordine di desideri.<\/p>\n<p>\u00c8 come se queste donne volessero autoconvincersi di avere imboccato la strada giusta, di non avere alcun rimpianto per le cose lasciate dietro di s\u00e9.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 come se giocare il gioco delle eterne ragazzine, a quaranta o cinquant&#8217;anni, le risarcisse di quel che non hanno avuto prima, o di cui ritengono di essere state defraudate dagli altri: mariti, figli, amanti, genitori.<\/p>\n<p>Ahim\u00e9, non \u00e8 cos\u00ec che funziona il rapporto tra passato e presente.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che non abbiamo avuto a suo tempo, non pu\u00f2 ritornare: non ci si pu\u00f2 bagnare due volte nella <em>stessa<\/em> acqua; e se non abbiamo goduto a pieno, per una serie di ragioni, la nostra giovinezza, non possiamo riaverla nell&#8217;et\u00e0 matura.<\/p>\n<p>Possiamo avere delle altre cose, magari altrettanto belle; magari perfino pi\u00f9 belle. Ma non quelle che appartengono alla prima giovinezza.<\/p>\n<p>Avere stima di s\u00e9, vuol dire accettarsi: comprese le rughe, i capelli bianchi e i chili di troppo.<\/p>\n<p>Non che bisogni lasciarsi andare e trascurare ostentatamente il proprio aspetto; anzi, \u00e8 segno di rispetto di s\u00e9 quello di curare la propria persona anche nell&#8217;et\u00e0 matura o avanzata.<\/p>\n<p>Ma questo non deve farci dimenticare il senso del limite e il dovere dell&#8217;autenticit\u00e0. Accettarsi e volersi bene, vuol dire anche accettare gli anni che passano, il corpo che si trasforma; e accettare il fatto di non vedere pi\u00f9, cos\u00ec spesso, quella luce di desiderio nello sguardo degli altri, che \u00e8 una prerogativa degli anni giovanili.<\/p>\n<p>Ma una donna matura, se \u00e8 sensibile e intelligente, pu\u00f2 essere ugualmente piacente e ugualmente desiderabile; solo, in una maniera diversa.<\/p>\n<p>Purch\u00e9 abbia abbastanza coraggio da mostrarsi per quello che \u00e8, e da accettare gli altri per quello che sono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quarantenni, cinquantenni e, a volte, perfino sessantenni che giocano il gioco dell&#8217;eterna ragazzina; che non solo vestono e si acconciano come le quindicenni &#8211; le loro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-26974","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26974"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26974\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26974"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}