{"id":26970,"date":"2015-07-28T05:59:00","date_gmt":"2015-07-28T05:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-malattia-e-il-frutto-del-peccato\/"},"modified":"2015-07-28T05:59:00","modified_gmt":"2015-07-28T05:59:00","slug":"la-malattia-e-il-frutto-del-peccato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-malattia-e-il-frutto-del-peccato\/","title":{"rendered":"La malattia \u00e8 il frutto del peccato?"},"content":{"rendered":"<p>La malattia, cos\u00ec come la morte, \u00e8 entrata nel mondo come conseguenza del peccato originale commesso dei nostri antichissimi progenitori?<\/p>\n<p>Nessun medico ha mai saputo dare una definizione soddisfacente di che cosa sia la malattia; n\u00e9, a dire il vero, di che cosa sia la salute: quel che \u00e8 certo, tuttavia, \u00e8 che per comprendere l&#8217;una bisogna avere una qualche nozione dell&#8217;altra, e viceversa.<\/p>\n<p>Ora, se la malattia \u00e8 la perdita della salute, ci\u00f2 significa che quest&#8217;ultima \u00e8 la condizione &quot;naturale&quot; &#8211; e non gi\u00e0 ideale, come vorrebbero alcuni &#8211; dell&#8217;organismo umano. Infatti, se non si pu\u00f2 concepire l&#8217;idea stessa della malattia, senza l&#8217;idea della salute, n\u00e9 quella della salute, senza l&#8217;idea della malattia, allora bisogna concludere che stanno in una relazione reciproca simile a quella del bere e della sete: non si pu\u00f2 pensare l&#8217;atto del bere, senza la nozione della sete; ma non si pu\u00f2 nemmeno pensare alla sete, senza pensare al bere, che spegne la sete.<\/p>\n<p>Dunque, se salute e malattia sono dialetticamente interdipendenti, logicamente e cronologicamente una delle due deve aver preceduto l&#8217;altra; non possono essere nate insieme, perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, si eliderebbero l&#8217;una con l&#8217;altra, cos\u00ec come il segno pi\u00f9 elide il segno meno, e dire, ad esempio, pi\u00f9 uno e meno uno, significa dire zero. Una delle due \u00e8 necessaria, l&#8217;altra \u00e8 derivata: ma quale \u00e8 necessaria e quale derivata? Evidentemente, la salute \u00e8 necessaria, la malattia \u00e8 derivata: perch\u00e9 un organismo sano pu\u00f2 cadere in preda alla malattia, ma un organismo ammalato non potrebbe &quot;ritrovare&quot; la salute, se questa non vi fosse mai stata. Allo stesso modo, il segno pi\u00f9 \u00e8 necessario, il segno meno \u00e8 derivato: infatti, si pu\u00f2 sempre aggiungere una quantit\u00e0 ad una quantit\u00e0 preesistente, fosse pure la quantit\u00e0 &quot;zero&quot;; ma non si potr\u00e0 mai sottrarre una quantit\u00e0 qualsiasi alla quantit\u00e0 &quot;zero&quot;, n\u00e9 la si potrebbe sottrarre ad un&#8217;altra quantit\u00e0 qualsiasi, ma sempre e solo ad una quantit\u00e0 maggiore di quella che si vuol sottrarre.<\/p>\n<p>Questo ragionamento ci porta a concludere che la salute deve essere il dato originario, la malattia il dato derivato. Alla salute si pu\u00f2 sempre aggiungere qualcosa, immaginando, per esempio, un organismo sempre pi\u00f9 sano, sempre pi\u00f9 robusto, sempre pi\u00f9 efficiente; ma non si pu\u00f2 immaginare il contrario: non si pu\u00f2 immaginare di sottrargli indefinitamente l&#8217;elemento della salute, perch\u00e9, al di sotto di una certa misura, l&#8217;organismo non riuscirebbe pi\u00f9 a conservarsi e a sussistere: in altre parole, morirebbe. L&#8217;accrescimento della salute di un determinato organismo non conosce, praticamente, limiti (se non quelli propri alla specie cui appartiene: un mammifero, per esempio, per quanto agile e scattante, non potr\u00e0 mai volare come un uccello), invece la sua diminuzione, la sua perdita di salute, non pu\u00f2 oltrepassare una certa soglia &quot;negativa&quot;, senza incorrere nella impossibilit\u00e0 di sopravvivere.<\/p>\n<p>Tutto questo non pu\u00f2 non lasciare pensosi. Le dottrine biologiche evoluzioniste ci hanno familiarizzato con l&#8217;idea che l&#8217;organismo umano sia in fase di crescita e di espansione, se non altro sul piano cerebrale, e quindi intellettuale; mentre ci\u00f2 che abbiamo appena detto suggerisce che l&#8217;organismo umano sia fatalmente destinato a subire un processo di contrazione, o, se si preferisce, di diminuzione: che esso sia destinato a subire una progressiva perdita di forza, di salute, di perfezione vitale, per l&#8217;azione stessa delle forze entropiche, che procedono da uno stato di ordine del sistema verso uno stato di disordine, e da uno stato di coesione della materia verso uno stato di dispersione.<\/p>\n<p>Originariamente, dunque, c&#8217;era la salute; poi venne la malattia; proprio cos\u00ec come originariamente c&#8217;era la vita, e poi venne la morte. Non di evoluzione, perci\u00f2, dovremmo parlare, ma di involuzione: le cose, gli organismi, l&#8217;uomo stesso, sono destinati a contrarsi, a deperire, e infine a estinguersi.<\/p>\n<p>Riportiamo un passaggi del libro di un medico avventista californiano di Loma Linda &#8212; morto nel 2004, alla bella et\u00e0 di novantasette anni &#8211; che ebbe notevole successo, anche nel nostro Paese, negli anni Settanta del secolo scorso: Harold Shryock, \u00abEmozioni e salute\u00bb (titolo originale: \u00abHappiness and Health\u00bb; traduzione dall&#8217;americano a cura delle Edizioni ADV; Impruneta, Firenze, Falciani, 1971, pp. 26-28):<\/p>\n<p>\u00abUna persona pu\u00f2 essere fatta in modo tale che il suo stomaco \u00e8 il primo organo a soffrire di uno sbagliato atteggiamento psichico. Un&#8217;altra persona pu\u00f2 soffrire, nella stessa situazione, di mal di cuore. E un&#8217;altra ancora pu\u00f2, sempre nelle stesse circostanze, sviluppare dei sintomi a carico degli organi della respirazione. Ma il principio \u00e8 lo stesso, in ogni caso. Sotto la stimolazione di anormali e malsani processi di pensiero, l&#8217;organo del corpo che (in ogni caso individuale) \u00e8 pi\u00f9 sensibile allo squilibrio nervoso diventa il focus di sintomi morbosi.<\/p>\n<p>Non solo l&#8217;odio, l&#8217;ansiet\u00e0 o la paura a produrre malattie funzionali. Un lutto, un dolore, un senso di colpa, la disperazione, una delusione in amore, la frustrazione nella carriera, la minaccia della sicurezza, ciascuno di questi eventi e sentimenti pu\u00f2 avere un effetto dannoso sulla stabilit\u00e0 di quella parte del sistema nervoso che controlla la funzione degli organi.<\/p>\n<p>Le malattie funzionali possono essere cagionate da semplici circostanze e spesso guarite, quando giustamente diagnosticate, con semplici trattamenti. Questo \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 incoraggiante di tutta la medicina psicosomatica. Anche Shakespeare aveva un&#8217;idea della possibilit\u00e0 di un semplice trattamento delle malattie funzionali, perch\u00e9 diceva: &quot;Anche un corpo malato, con un facile accorgimento e una piccola medicina, pu\u00f2 recuperare la sua forza di un tempo&quot;.<\/p>\n<p>La salute \u00e8 qualche volta definita come assenza di malattia. Quando si sviluppa una malattia, la salute s&#8217;indebolisce e si dice allora che l&#8217;individuo che ne \u00e8 colpito ha poca salute o che soffre di una malattia invece di godere di una buna salute.<\/p>\n<p>Se guardiamo alla condizione originaria della razza umana, prima dell&#8217;ingresso del peccato, stando al racconto della Genesi, non vi troviamo alcuna forma di malattia. In condizioni come quella sarebbe difficile definire la salute, poich\u00e9 non c&#8217;era appunto nessuna malattia che potesse contrastarla. \u00c8 interessante speculare sul fatto che nessuno \u00e8 stato mai chiamato a definire la condizione della salute prima che la malattia colpisse la razza umana.<\/p>\n<p>Come conseguenza dell&#8217;ingresso del peccato nel mondo, la razza umana \u00e8 andata sempre pi\u00f9 degenerando, generazione dopo generazione. Secondo il racconto della Genesi, le prime numerose generazioni che vissero sulla terra erano composte d&#8217;individui cos\u00ec vigorosi che la durata della loro vita superava spesso i novecento anni. Gli effetti del peccato hanno ridotto questa durata approssimativamente ai &quot;settant&#8217;anni&quot; menzionati pi\u00f9 tardi dalle Sacre Scritture.<\/p>\n<p>Non solo la durata della vita \u00e8 considerevolmente diminuita dal tempo del Giardino dell&#8217;Eden, ma la razza umana \u00e8 diventata soggetta a molte forme di malattia, che hanno portato una grande quantit\u00e0 di sofferenze e di dolore.<\/p>\n<p>\u00c8 stato detto che Adamo, il padre della razza umana, aveva una forza venti volte superiore a quella degli uomini d&#8217;oggi. La notevole riduzione dell&#8217;energia vitale degli uomini moderni rispetto a quelli che sono vissuti nella prima parte della storia di questo mondo, spiega facilmente la ridotta durata della vita e l&#8217;aumentata predisposizione alle malattie. \u00c8 vero che le statistiche fatte dalle Compagnie di Assicurazioni sulla vita indicano che c&#8217;\u00e8 stato un significativo aumento della durata della vita nelle ultime decadi. Questo per\u00f2 si spiega con le accresciute conoscenze nel campo della scienza medica, che hanno portato ad una revisione dei metodi di protezione contro il contagio e la diffusione delle malattie piuttosto che con l&#8217;aumento della capacit\u00e0 dell&#8217;organismo umano di resistere a queste stesse malattie.<\/p>\n<p>Riconoscendo che, in ultima analisi, la malattia \u00e8 il risultato del peccato, non crediamo tuttavia che essa sia una punizione arbitraria imposta da Dio. Piuttosto, le presenti condizioni di malattia sono la logica conseguenza dell&#8217;indifferenza degli uomini per le leggi fisiche determinate da Dio. Un particolare caso di malattia non costituisce un editto della Provvidenza; al contrario, \u00e8 il risultato della violazione delle leggi naturali.<\/p>\n<p>Noi, della presente generazione, naturalmente non possiamo rimediare al malfatto delle generazioni precedenti che, col loro disprezzo dei princ\u00ecpi di una vita sana, ci hanno lasciato un&#8217;eredit\u00e0 inferiore. La forza vitale della razza umana \u00e8 ormai stata ridotta a tal punto che noi ci ammaliamo molto pi\u00f9 facilmente di quanto non si ammalassero quelli dei secoli passati. Rimane comunque il fatto che la legge fisica stabilita da Dio, similmente a quella morale, comporta una promessa per tutti quelli che ubbidiscono, cos\u00ec come sancisce una punizione per tutti quelli che disobbediscono. Questo \u00e8 un semplice ma vitale concetto nello schema di una vita sana. Nei limiti dell&#8217;attuale durata della vita, l&#8217;individuo pu\u00f2 scegliere se vivere in armonia con i princ\u00ecpi che tendono a favorire la salute, o disprezzare questi princ\u00ecpi e pagare la penalit\u00e0 sotto forma di un&#8217;aumentata predisposizione alle malattie.\u00bb<\/p>\n<p>Pertanto, la salute \u00e8 l&#8217;elemento originario, e la malattia, l&#8217;elemento derivato; la salute pu\u00f2 diminuire, cos\u00ec come l&#8217;essere pu\u00f2 diminuire, mentre la malattia non pu\u00f2 &quot;diminuire&quot;, ma soltanto rovesciarsi nel suo contrario, mediante il ritorno della salute, perch\u00e9 la malattia \u00e8 il non essere della salute, e dunque una condizione puramente negativa, che non pu\u00f2 sussistere di per s\u00e9, ma solo in funzione della salute, mentre la salute pu\u00f2 benissimo sussistere in s\u00e9 e per s\u00e9.<\/p>\n<p>A questo punto non \u00e8 affatto ozioso domandarsi chi o che cosa abbia introdotto la malattia nel contesto della salute: perch\u00e9 non \u00e8 mai inutile, o privo di significato, interrogarsi su quali forze o quali condizioni abbiano favorito il sopraggiungere di un elemento derivato, il quale, proprio perch\u00e9 derivato, \u00e8 contingente: pu\u00f2 esserci, come non esserci; mentre l&#8217;elemento originario non pu\u00f2 non esserci, in quanto, se non vi fosse, non vi sarebbe neppure l&#8217;essere che lo sostiene. Insomma: possiamo immaginare un organismo perfettamente sano, ma non un organismo perfettamente malato: un organismo perfettamente sano svolgerebbe la propria finzione, quella di sostenere la vita, nel modo migliore possibile; mentre un organismo perfettamente malato non pu\u00f2 essere nemmeno pensato, in quanto la &quot;perfetta&quot; malattia corrisponderebbe a qualche cosa di ancora pi\u00f9 negativo della distruzione dell&#8217;organismo: corrisponderebbe, puramente e semplicemente, alla impossibilit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>Ora, se la salute \u00e8 la condizione &quot;normale&quot; e &quot;naturale&quot; dell&#8217;organismo, perch\u00e9 dire &quot;organismo&quot; vuol dire &quot;vita&quot;, e dire &quot;vita&quot; vuol dire vita naturale, vita possibile, vita in quanto essere (l&#8217;insieme delle forze, \u00e8 stato detto, che si oppongono alla morte), mentre la salute \u00e8 una condizione &quot;innaturale&quot; e &quot;anormale&quot; dell&#8217;organismo, perch\u00e9 dire &quot;malattia&quot; significa dire sottrazione di forza vitale e di perfezione dell&#8217;organismo, allora ne consegue che l&#8217;uomo, in qualche maniera, deve essere considerato come il responsabile della propria malattia &#8212; tanto \u00e8 vero che la malattia, fra gli organismi vegetali e animali, \u00e8 assai meno frequente, e deriva, pressoch\u00e9 sempre, da agenti aggressivi esterni, non da una disfunzione interna.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, dunque, \u00e8 l&#8217;organismo maggiormente soggetto alla malattia, fra tutti quelli che conosciamo; ed \u00e8 troppo semplice liquidare la cosa con l&#8217;affermazione che ci\u00f2 deriva dalla sua maggiore complessit\u00e0, cos\u00ec come una macchina o un motore pi\u00f9 complesso va incontro a delle disfunzioni pi\u00f9 di quanto non accada a una macchina o a un motore pi\u00f9 rudimentale: appunto perch\u00e9 l&#8217;uomo non \u00e8 una macchina o un motore, ma un organismo; e un organismo molto particolare: l&#8217;unico &#8212; a quello che ci \u00e8 dato osservare e sapere &#8211; che possa &quot;scegliere&quot; fra la propria salute e la propria malattia.<\/p>\n<p>In effetti, se gli organismi viventi sono &quot;fatti&quot; per la salute, nel senso che solo la buona salute assicura loro le condizioni necessarie per sopravvivere e riprodursi (pi\u00f9 esattamente: per sopravvivere quanto \u00e8 necessario affinch\u00e9 si riproducano in misura sufficiente alla preservazione della specie), l&#8217;uomo, invece, sembra destinato a una finalit\u00e0 pi\u00f9 alta: quella di comprendere la ragione del proprio esserci e di perpetuare non solo i propri geni, ma anche e soprattutto i propri valori, le proprie idealit\u00e0, il proprio universo spirituale. Questo \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 un significato pieno e appagante alla vita umana: tanto \u00e8 vero che una persona priva di prole, ma capace di trasmettere un profondo messaggio etico e spirituale (come potrebbe essere il caso di un santo eremita, di un monaco o una monaca di clausura, oppure di un sommo artista, di un musicista, di un pensatore, i quali non abbiamo creato una famiglia), sente, tuttavia, di non essere vissuta invano e di avere adempiuto, nel grado pi\u00f9 alto, ai suoi doveri sociali riguardo ai propri simili, e non solo per quanto riguarda la generazione presente, ma anche per le generazioni future.<\/p>\n<p>Ora, se tutto questo \u00e8 vero, ne deriva che la malattia, per l&#8217;uomo, \u00e8 la perdita o lo smarrimento del giusto orientamento esistenziale: vale a dire di quelle strategie, di quei comportamenti, di quello stile di vita complessivo, grazie ai quali ciascun essere umano avverte, e lo avverte in maniera infallibile, indipendentemente dall&#8217;approvazione o dalla disapprovazione altrui, di stare vivendo la propria vita nella maniera giusta, cio\u00e8 ponendola al servizio della vocazione per la quale egli \u00e8 stato destinato fin da prima della nascita. Quando un essere umano si dimentica dello scopo per il quale egli \u00e8 stato chiamato alla vita, e si attarda lungo sentieri futili o degradanti, che lo allontanano da esso e che umiliano e mortificano le sue migliori qualit\u00e0 interiori, la malattia insorge per &quot;avvertirlo&quot; di quel che sta accadendo e per esortarlo a rimettersi in ascolto del maestro interiore, a riprendere la strada abbandonata.<\/p>\n<p>Tale, almeno, \u00e8 il significato delle malattie &quot;funzionali&quot;, ossia di quelle che non dipendono da una disfunzione degli organi, o che non ne dipendono direttamente: in particolare, le malattie cardiovascolari, legate alla pressione arteriosa, le malattie legate all&#8217;apparato respiratorio e quello digerente, e le varie forme di allergia. A ben guardare, per\u00f2, tutte le malattie, probabilmente, sono di tipo funzionale, anche quelle che crediamo &quot;organiche&quot;: perch\u00e9, sia pure in maniera indiretta, il mal funzionamento degli organi \u00e8 riconducibile a uno squilibrio interiore, a un senso di colpa rimosso, a uno stato di amarezza e frustrazione cronicizzati, tutti stato d&#8217;animo che scaturiscono dal senso di fallimento per l&#8217;indirizzo sterile e insoddisfacente che stiamo imprimendo ai nostri giorni, al nostro progetto esistenziale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un progetto esistenziale esiste, ed \u00e8 inscritto nel nostro statuto ontologico di esseri umani (\u00abfatti non foste a vivere come bruti\u00bb, ammonisce il gran padre Dante), anche se preferiamo disattenderlo o fingiamo addirittura d&#8217;ignorarne l&#8217;esistenza. La malattia, allora, \u00e8 il modo di cui si serve una parte di noi, probabilmente la migliore, per avvertirci che i conti non tornano: che stiamo barando al gioco della vita, e che stiamo tradendo noi stessi.<\/p>\n<p>In senso religioso, questo \u00e8 il concetto del peccato: perch\u00e9 tradire noi stessi e tradire la vita, che ci \u00e8 stata donata per un fine ben preciso, e non gi\u00e0 perch\u00e9 noi la dissipiamo con incosciente leggerezza, significa allontanarci dal disegno divino, tanto sapiente quanto amorevole, e, in ultima analisi, tradendo noi stessi, disattendere anche l&#8217;offerta di bene che ci \u00e8 stata fatta sin da prima che il mondo fosse, e all&#8217;interno della quale ciascuno di noi \u00e8 stato pensato, desiderato, chiamato all&#8217;esistenza, nel rispetto della nostra libera volont\u00e0 di assecondarlo o di rifiutarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La malattia, cos\u00ec come la morte, \u00e8 entrata nel mondo come conseguenza del peccato originale commesso dei nostri antichissimi progenitori? Nessun medico ha mai saputo dare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-26970","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26970","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26970"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26970\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}