{"id":26968,"date":"2017-11-20T07:19:00","date_gmt":"2017-11-20T07:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/20\/maigret-commissario-poeta-fra-la-senna-e-i-canali\/"},"modified":"2017-11-20T07:19:00","modified_gmt":"2017-11-20T07:19:00","slug":"maigret-commissario-poeta-fra-la-senna-e-i-canali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/20\/maigret-commissario-poeta-fra-la-senna-e-i-canali\/","title":{"rendered":"Maigret, commissario-poeta fra la Senna e i canali"},"content":{"rendered":"<p>Nel gennaio del 1955 si trovava sull&#8217;altra sponda dell&#8217;Oceano Atlantico, negli Stati Uniti d&#8217;America, precisamente a Shadow Rock Farm, presso Lakeville, nel Connceticut, allorch\u00e9, preso d&#8217;una autentica frenesia, in soli dieci o dodici giorni Georges Simenon buttava gi\u00f9, sulla carta, uno dei suoi migliori romanzi della serie del commissario Maigret: <em>Maigret et le Corps sans t\u00eate<\/em> (<em>Maigret e il corpo senza testa<\/em>), che venne pubblicato nello stesso anno, a Parigi, dalle Presses de la Cit\u00e9, la casa editrice fonata da Sven Nielsen in un anno decisamente buio della storia francese moderna: il 1943, sotto l&#8217;occupazione militare tedesca, che, dalla fine dell&#8217;anno precedente, si era estesa anche alla Repubblica di Vichy. \u00c8 curioso pensare che \u00e8 nato proprio l\u00ec, nel cuore della Nuova Inghilterra, a diecimila chilometri dalla sua patria, uno dei pi\u00f9 ispirati, dei pi\u00f9 &quot;parigini&quot; romanzi dello scrittore che parigino non era, e nemmeno francese, ma belga, e comunque uno dei pi\u00f9 &quot;europei&quot; scrittori del Novecento, le cui storie sono semplicemente impensabili al di fuori della cornice europea, meglio se francese, o, al massimo, franco-belga, e meglio ancora se ambientati sulle rive della Senna, o lungo qualcuno dei tanti canali navigabili che intersecano, con la loro fitta rete, tutto quel territorio, solcato su e gi\u00f9 da chiatte e imbarcazioni cariche di legname, di carbone, di mattoni e Dio sa di quante altre mercanzie. Si tratta di un paesaggio particolare, con un campionario umano altrettanto particolare; un paesaggio pressoch\u00e9 inimmaginabile in un Paese, come l&#8217;Italia, povero di fiumi navigabili e quasi privo di canali adibiti a vie di comunicazione; un paesaggio di vaste e monotone pianure, di argini fiancheggiati da lunghissime file di pioppi, di vasti cieli per lo pi\u00f9 grigi e nuvolosi, di venti che soffiano dal mare lontano e recano l&#8217;illusione del salmastro, di stormi di gabbiani che, risalendo i fiumi, si spingono molto addentro rispetto alla riva del mare, e di nuvole di fumo che si levano dalle caldaie delle chiatte a motore: un paesaggio, pertanto, che ha qualcosa di lontano, di esotico, e precisamente di nordico, che fa venire in mente le grandi pianure russe, o, quanto meno, la pianura ungherese, anche se non possiede quella profondit\u00e0 sconfinata, e nemmeno quel respiro epico, ma che \u00e8 molto pi\u00f9 ordinato, pi\u00f9 scandito, pi\u00f9 preciso e definito dei paesaggi dell&#8217;Europa orientale, e fa venire in mente, semmai, le nebbie di Amburgo e le distese di erbe e fiori dei Paesi Bassi.<\/p>\n<p>Simenon, che amava le barche e la navigazione, e che aveva percorso, egli stesso, quel dedalo di fiumi e di canali artificiali in lungo e in largo, avanti e indietro, e conosceva bene com&#8217;\u00e8 la vita a bordo, con lo spazio alquanto limitato ma con la vista libera di scivolare, lungo le sponde, e accarezzare quegli alberi svettanti, di abbracciare tutta l&#8217;ampiezza della pianura brumosa, evocando una dimensione quasi illimitata, \u00e8 stato uno scrittore-poeta, che ha saputo trasfondere le sensazioni impalpabili del navigatore fluviale nelle pagine dei suoi libri e trasformare perfino il commissario Maigret, la sua geniale invenzione letteraria (ma quale invenzione<em>?<\/em>, insorgerebbe Pirandello; Maigret esisteva gi\u00e0, ed \u00e8 stato lui ad evocare lo scrittore Simenon, semplicemente per narrare al pubblico dei lettori le sue gesta di eroe dei nostri tempi!) in un commissario-poeta, anche se quasi inconsapevole di esserlo: un poeta che annusa il profumo del mare a centinaia di chilometri da esso, e che si rallegra perch\u00e9 un raggio di sole, in una giornata di primavera, si \u00e8 fermato nel corridoio buio e triste del commissariato, al Quai des Orf\u00e8vres, e, rigirando l&#8217;inseparabile pipa fra i denti, ne gode come un fanciullo uscito da una poesia del Pascoli. Ed \u00e8 sempre quel Maigret che, passeggiando quasi pigramente in cerca di un indizio lungo i <em>quais<\/em> dei quartieri periferici, osserva come l&#8217;atmosfera di certi rioni lungo la Senna, o lungo il canale Saint Martin, somigli stranamente a quella di certi centri di provincia, come se bastasse traversare una strada o svoltare oltre una piazza per entrare, quasi magicamente, in un&#8217;altra atmosfera, e per vedere le strade popolate da un&#8217;altra umanit\u00e0, fatta di marinai, facchini, piccioli borghesi che entrano ed escono dalle osterie e dai <em>bistrot<\/em> con le guance rosse per il freddo, fregandosi le mani e fumando pensierosi.<\/p>\n<p><em>Il sole colpiva in pieno gli edifici del quai de Valmy , ed era un sole cos\u00ec chiaro e cos\u00ec allegro che veniva da chiedersi come mai quel molo avesse una reputazione tanto sinistra. Le case, \u00e8 vero, non erano verniciate di fresco, il bianco o il giallo delle facciate erano sbiaditi, ma, in quel mattino di marzo, avevano l&#8217;aspetto leggero dei paesaggi di Utrillo<\/em> (da: G. Simenon, Il corpo senza testa, traduzione di Marianna Basile; Milano, Mondadori, 1992, p. 14).<\/p>\n<p><em>Lungo il molo si vedavono solo casupole a un solo piano, stabili da affittare, officine e grandi costruzioni in cemento che contenevano uffici.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ci sar\u00e0 pure un bar con una cabina del telefono&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Seguirono il marciapiede e, sull&#8217;altro lato del la strada, videro la bandiera scolorita e la lampada azzurra del Posto di polizia; dietro si scorgeva la massa scura dell&#8217;ospedale Saint Louis,.<\/em><\/p>\n<p><em>Percorsero quasi trecento metri prima di trovare un piccolo bar buio, di cui il commissario apr\u00ec la porta.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisognava scendere due gradini e il pavimento era composto di mattonelle di cotto, come negli interni di Marsiglia.<\/em><\/p>\n<p><em>Dentro non c&#8217;era nessuno, soltanto un gattone rosso sdraiato vicino alla porta, che si alz\u00f2 pigramente, si diresse verso una porta socchiusa e spar\u00ec<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;C&#8217;\u00e8 nessuno?&quot; chiese Maigret.<\/em><\/p>\n<p><em>Si udiva il tic-tac martellante di un orologio a cuc\u00f9. L&#8217;aria sapeva di alcol e di vino bianco, pi\u00f9 di alcol che di vino bianco, e regnava un odore acuto di caff\u00e8:<\/em><\/p>\n<p><em>Ci fu del movimento in una stanza sul retro. Una voce di donna disse con tono stanco: &quot;Vengo subito&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il soffitto era basso, affumicato, le pareti annerite e<\/em> <em>la sala, immersa in una semioscurit\u00e0, era trafitta da pochi raggi di sole, come dalle vetrate di una chiesa<\/em> (Idem, pp. 18-19).<\/p>\n<p><em>Maigret infil\u00f2 il lungo corridoio del quai des Orf\u00e8vres e un lampo di gioia brill\u00f2 nei suoi occhi: persino quel corridoio, il pi\u00f9 grigio e il pi\u00f9 tetro del mondo, quel giorno era toccato dal sole, se non altro sotto forma di polvere luminosa<\/em> (Idem, p. 28).<\/p>\n<p><em>I raggi del sole, negli stessi punti del mattino precedente, creavano strani disegni: uno, a forma di animale, sull&#8217;angolo rotondo del banco di ottone e un altro su una stampa a colori dov0era raffigurata una donna vestita di rosso che porgeva un boccale di birra schiumante.<\/em><\/p>\n<p><em>In quel piccolo bistrot, come in molti altri caff\u00e8 e bar di Parigi, Maigret aveva immediatamente sentito l&#8217;atmosfera delle osterie di campagna, vuote per la maggior parte della settimana e d&#8217;improvviso affollate nel giorno di mercato.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli venne la tentazione di servirsi da bere, ma era un desiderio infantile, di cui arross\u00ec<\/em> <em>e, con le mani in tasca e la pipa in bocca, si diresse verso la porta in fondo<\/em> (Idem, p. 88).<\/p>\n<p>Maigret, dunque,\u00a0<em>alter ego<\/em>\u00a0di Simenon, \u00e8 un uomo che possiede occhi per la bellezza, anche nelle pi\u00f9 piccole cose: un raggio di luce che filtra da una vetrata, un viale tappezzato di foglie cadute, un profumo di terra bagnata che sembra venire dalla campagna lontana. \u00e8 un uomo riflessivo, dai gusti semplici, nato e cresciuto in campagna, figlio di un amministratore fondiario; ogni volta che deve condurre un&#8217;inchiesta in provincia, \u00e8 come se tornasse indietro nel tempo e si confrontasse con il se stesso di quand&#8217;era bambino (e una volta gli capita per davvero, nell&#8217;inchiesta sul messale avvelenato della vecchia contessa). Sua moglie lo prende un po&#8217; in giro quando lo vede cos\u00ec&quot;calato nella parte del ragazzo che \u00e8 stato, ma lui non si vergogna affatto delle sue radici e nemmeno della sua ingenuit\u00e0, se tale si pu\u00f2 considerare un rapporto cos\u00ec trasparente con il passato. Da piccolo, serviva anche la Messa come chierichetto: sono cose che non ha dimenticato, e neppure rinnegato. Vi \u00e8 ancora qualcosa d&#8217;infantile, nel suo modo di guardare al mondo, nel senso di puro, d&#8217;innocente (arrossisce perfino con se stesso, quando si becca in fallo da solo!), anche se l&#8217;et\u00e0 e la professione lo hanno, ovviamente, scaltrito, e se non perde mai di vista il filo delle sue inchieste, n\u00e9 si lascia influenzare dai suoi sentimenti personali &#8211; o, almeno, non troppo.<\/p>\n<p>Maigret, come padre Brown, davanti a un delitto non si chiede anzitutto:\u00a0<em>Chi \u00e8 stato?<\/em>, ma:\u00a0<em>Perch\u00e9?<\/em>\u00a0Per arrivare a rispondere a questa domanda, ha bisogno di entrare nella parte dei personaggi: da qui il suo interesse per la vita degli indagati, il loro carattere, il loro modo di porsi, insomma non solo per l&#8217;esistenza che conducono esteriormente, ma per la loro dimensione interiore. Maigret vuol capire che tipi sono, nel profondo, dietro le maschere sociali: perci\u00f2 s&#8217;immerge profondamente nel loro ambiente, ma mille domande ai vicini, alle portinaie, al lattaio, eccetera: ogni elemento di tal genere, anche il pi\u00f9 piccolo, pu\u00f2 rivelarsi determinante. E lui immagazzina tutto, anche le impressioni &quot;a pelle&quot;, non scarta nulla, non butta via niente, tutto potrebbe essere prezioso. In fondo, cerca un&#8217;illuminazione: il suo metodo \u00e8 questo. Fiutare, annusare, far domande, osservare, immagazzinare dati di ogni genere, compresi quelli apparentemente slegati dal crimine, ma pur sempre riconducibili ad esso: si tratta di trovare la chiave giusta per aprire la porta, magari dopo cento tentativi: perch\u00e9 la chiave giusta esiste; le nostre emozioni, le nostre abitudini, le nostre aspettative, le nostre delusioni, tutto lascia un segno, scava un solco nell&#8217;esistenza, e, alla fine, un attento osservatore \u00e8 in grado, mettendo insieme tutte le tessere del mosaico, di ricostruire il disegno che sfugge, che si presenta come un abbozzo incomprensibile. \u00c8 chiaro che, in questa operazione di scavo, Maigret prova delle simpatie e delle antipatie, dire che non ne \u00e8 influenzato, sarebbe troppo: \u00e8 pi\u00f9 giusto affermare che cerca di tenerle a bada e di conservarsi il pi\u00f9 lucido possibile.\u00a0<\/p>\n<p>Qualcosa di assai simile alla simpatia, per esempio, la prova nei confronti di Aline Calas, che \u00e8 la principale sospettata per il delitto dell&#8217;uomo senza testa, tagliato a pezzi che sono stati ritrovati nel canale Saint-Martin, in <em>quai<\/em> de Valmy. \u00e8 una donna sulla quarantina, dai lineamenti fini ma sfiorita, appassita, nonch\u00e9 segretamente (e dignitosamente) alcolizzata, dal modo di fare impassibile, che oppone una sorta d&#8217;impermeabilit\u00e0 al mondo esterno, e anche alle indagini che la stringono sempre pi\u00f9 da vicino. Al punto che la moglie del commissario intuisce, pur non avendola mai vista, l&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;interesse che prova per lei suo marito e glie lo dice scherzosamente:<em>\u00a0Se fossi una donna gelosa, direi che ti sei innamorato di lei<\/em>. Ma lui non ne \u00e8 innamorato, naturalmente; ne \u00e8 attratto: non sessualmente, bens\u00ec psicologicamente. La parola giusta \u00e8 &quot;incuriosito&quot;: fin dal primo istante, ha provato verso di lei una enorme curiosit\u00e0. Ha intuito un dramma in quell&#8217;esistenza solitaria, da moglie sottomessa di un proprietario d<em>i bistrot<\/em>; e, mano a mano che scopre le sue relazioni, i suoi amanti, e li collega con quell&#8217;esistenza spenta, grigia, fatta di tranquilla e rassegnata disperazione, si rende conto di una cosa: che ella ha deciso di punirsi per qualcosa, di auto-umiliarsi, di scendere tutti i gradini della degradazione. Ma perch\u00e9?<\/p>\n<p>Ecco: questo \u00e8 sempre il punto di partenza del commissario Maigret; la sua domanda fondamentale \u00e8:\u00a0<em>perch\u00e9?<\/em>\u00a0Perch\u00e9 una donna non ancora vecchia, non ancora brutta, sicuramente intelligente, si lascia andare a quel modo? C&#8217;\u00e8 qualcosa, nel suo passato, che la porta a quella sorta di lucido, incomprensibile fatalismo? Se \u00e8 cos\u00ec infelice con quel marito rozzo e violento, perch\u00e9, dopo vent&#8217;anni, non l&#8217;ha ancora lasciato? Non certo per amore: si vede che gli \u00e8 totalmente, assolutamente indifferente. Forse \u00e8 addirittura implicata nel suo assassinio, se si arriver\u00e0 a provare che quel corpo tagliato a pezzi \u00e8 proprio quello di Omer Calas. Maigret ha imparato a non escludere nessuna possibilit\u00e0, e quindi a non sorprendersi pi\u00f9 di niente; eppure, per temperamento, sarebbe un uomo che prova stupore davanti alle cose, specialmente davanti alle cose belle, come un bel paesaggio, un bel tramonto e simili. C&#8217;\u00e8 dunque, in lui, come uno sdoppiamento: in quanto poliziotto, e poliziotto onesto e coscienzioso (si ricorda di mettere le monete nella cassa quando si serve da bere nel <em>bistrot<\/em> di Calas, dopo che Aline \u00e8 stata arrestata e lui sta facendo un sopralluogo), sta lavorando per risolvere il caso e cos\u00ec mandarla, forse, alla ghigliottina, lei o uno dei suoi amanti; come uomo, \u00e8 talmente impietosito da quella vita senza luce, che si preoccupa persino di far avere alla donna, in carcere, un po&#8217; di vino o di liquore, sapendola nelle more di una crisi d&#8217;astinenza. E aggiungiamo che si preoccupa di trovare una sistemazione sia per il gatto di Aline Calas, sia per il canarino dell&#8217;amante di lei, allorch\u00e9, piuttosto di malavoglia, deve farli arrestare.<\/p>\n<p>La differenza fra lui e padre Brown \u00e8 che quest&#8217;ultimo vuol capire il perch\u00e9 e vorrebbe anche redimere, o aiutare la redenzione del colpevole, guidandolo alla comprensione del male fatto; cosa che rientra nelle sue facolt\u00e0 e nella sua autorit\u00e0 di sacerdote, e, forse,\u00a0 anche nel suo dovere di ministro di Dio. Maigret non \u00e8 un medico delle anime, non ha la veste, n\u00e9 l&#8217;autorevolezza per fare la morale agli indagati &#8211; anche se qualche volta lo fa, specialmente ai giovanotti che vorrebbe rimettere sulla retta via, prima che sia troppo tardi &#8211; e, del resto, non si fa illusioni circa il problema del male. Sa che il male c&#8217;\u00e8, c&#8217;\u00e8 sempre stato e ci sar\u00e0 sempre. In questo senso, pi\u00f9 che un laico, \u00e8 un uomo immune dal mito del progresso e dalle promesse illuministe sulla felicit\u00e0 universale; la sua visione \u00e8 simile, a questo riguardo, a quella di un cattolico, uno di quelli che oggi, in tempi di cattolicesimo progressista, vengono chiamati, di solito, cattolici tradizionalisti, mentre sono dei cattolici e basta. Il male c&#8217;\u00e8, e la lotta contro di esso \u00e8 destinata a durare fino a che durer\u00e0 il mondo: il male non verr\u00e0 mai sconfitto interamente, fino al giorno del Giudizio universale. A Maigret, per\u00f2, manca la fede di padre Brown: la certezza nella vittoria finale del bene. Simenon non \u00e8 Chesterton. \u00c8 per questo, probabilmente, che, nei gesti, nei pensieri, nelle parole del commissario parigino, c&#8217;\u00e8 sempre, anche nei momenti di distensione, anche davanti a un birra schiumosa in un caldo pomeriggio d&#8217;estate, o a un buon pranzo innaffiato col vino bianco, c&#8217;\u00e8 sempre, un leggero, quasi impercettibile velo di malinconia. Ed \u00e8 ancora per questo, forse, che, pur avendo dei collaboratori fidati e pieni di sincera ammirazione per lui, non ha neppure un vero amico, tranne, probabilmente, sua moglie&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel gennaio del 1955 si trovava sull&#8217;altra sponda dell&#8217;Oceano Atlantico, negli Stati Uniti d&#8217;America, precisamente a Shadow Rock Farm, presso Lakeville, nel Connceticut, allorch\u00e9, preso d&#8217;una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-26968","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26968"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26968\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}