{"id":26963,"date":"2016-11-22T03:21:00","date_gmt":"2016-11-22T03:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/22\/litalia-comincera-ad-essere-normale-quando-rifara-di-sana-pianta-la-magistratura\/"},"modified":"2016-11-22T03:21:00","modified_gmt":"2016-11-22T03:21:00","slug":"litalia-comincera-ad-essere-normale-quando-rifara-di-sana-pianta-la-magistratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/22\/litalia-comincera-ad-essere-normale-quando-rifara-di-sana-pianta-la-magistratura\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia comincer\u00e0 ad essere normale quando rifar\u00e0 di sana pianta la magistratura"},"content":{"rendered":"<p>Una banda di tre albanesi, ladri di professione, e che viaggia a bordo di una <em>Audi station wagon<\/em> rubata, viene intercettata, inseguita e bloccata dai carabinieri; a questo punto, i tre, per sfuggire alla cattura, abbandonano l&#8217;auto e si gettano nelle acque del fiume Meduna, da un&#8217;altezza di dieci metri. Vengono ripescati e ammanettati: ma la Procura di Treviso, il giorno stesso, li rimette in libert\u00e0, perch\u00e9 qualche giudice ha deciso che non esistono prove della loro colpevolezza. Passano poche ore e i tre vengono di nuovo arrestati, all&#8217;aeroporto di Milano, mentre stavano per prendere un volo per Vienna e far perdere le loro tracce: la Procura di Pordenone ha valutato in modo ben diverso la loro pericolosit\u00e0 sociale, li definisce &quot;rapinatori seriali&quot;, e non intende lasciarli andar via come niente fosse, dopo che hanno costellato di reati la zona tra Veneto e Friuli, nella quale, alla fine, la loro carriera criminale si \u00e8 interrotta.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 solo uno dei quotidiani episodi di ordinaria follia che contrassegna l&#8217;attivit\u00e0 di una certa magistratura progressista e buonista, il cui unico scopo sembra essere quello di far rispettare all&#8217;inverosimile la lettera della legge, tradendone per\u00f2 lo spirito; e che non paiono avere altra preoccupazione al mondo, se non quella di tutelare i diritti dei criminali, di escogitare per essi mille scappatoie legali, di trovare il pelo nell&#8217;uovo per sottrarli alle mani delle Forze dell&#8217;ordine, le quali li hanno rintracciati con fatica, e arrestati con pericolo della vita, per consegnarli a una giustizia che non \u00e8 tale, almeno quando si tratta di delinquenti e specialmente di stranieri. Infatti, con i cittadini italiani, magari incensurati, magari padri di famiglia che hanno commesso reati insignificanti, allora s\u00ec che quegli stessi giudici di sinistra vanno gi\u00f9 con la mano pesante: perch\u00e9, si sa, il loro dovere \u00e8 stare dalla parte del pi\u00f9 debole. Di quella che loro, secondo i loro superati schemi ottocenteschi, ritengono essere la parte pi\u00f9 debole e meno tutelata. Encomiabile spirito cavalleresco! Peccato che, di fatto, tale spirito cavalleresco abbia trasformato l&#8217;Italia nel paradiso di tutti i criminali d&#8217;Europa e del mondo, attirati dalla facilit\u00e0 con cui si commettono i reati e dalla ancor maggiore facilit\u00e0 con cui ci si sottrae alle loro conseguenze.<\/p>\n<p>Un ispettore di polizia romeno, in visita in Italia presso i suoi colleghi della nostra polizia, dopo aver visto come funzionano, da noi, le carceri, ha commentato: <em>Ma voi siete matti! Trattate i delinquenti come ospiti di un albergo: non li scoraggiate affatto dal commettere crimini. Noi, nelle prigioni del nostro Paese, adoperiamo un sistema ben diverso: facciamo capir loro che non conviene infrangere la legge<\/em>. E questa \u00e8 precisamente la ragione per cui gran parte della criminalit\u00e0 romena, e anche di quella di altri Paesi, si \u00e8 trasferita in massa in Italia: il Paese di cuccagna per i criminali, per gli spacciatori di droga, per i gestori del racket della prostituzione, per i rapinatori, per i truffatori, per i falsari, per i mendicanti di professione, i falsi storpi e i falsi ciechi. In tutto il mondo ormai lo sanno; e, grazie alla dissennata politica di accoglienza dei cosiddetti &quot;profughi&quot; provenienti dall&#8217;Africa e dall&#8217;Asia, lo sanno anche in quei continenti. Lo sanno i delinquenti del Gabon, del Senegal, della Nigeria: <em>Venite in Italia, dove qualsiasi criminale pu\u00f2 spacciarsi per un rifugiato, per un perseguitato, per un poveraccio bisognoso d&#8217;aiuto<\/em>.<\/p>\n<p>Naturalmente, non \u00e8 solo per bont\u00e0 che gli Italiani praticano volentieri questa accoglienza indiscriminata; molti ci trovano il loro meschino tornaconto. Ci sono gestori di sudici alberghetti, in Sicilia specialmente, dove nessun turista vorrebbe metter piede, che hanno trovato una insperata maniera di rientrare sul mercato grazie ai prefetti, che sono alla famelica ricerca di alloggi in cui sistemare i &quot;loro&quot; profughi, secondo i quantitativi decisi dal Ministero dell&#8217;Interno. E ci sono amministrazioni comunali, in tutta Italia, che fanno la cresta alle somme stanziate per il mantenimento di zingari e immigrati clandestini, cos\u00ec come erano abituati a farla sullo smaltimento dei rifiuti o su altri pubblici servizi. Poi ci sono le aziende agricole, specie nel Sud, che ingaggiano i clandestini per la raccolta dei pomodori o per altri lavori stagionali, retribuendoli con salari da schiavi, il tutto rigorosamente in nero. Comunque, resta il fatto che le responsabilit\u00e0 della magistratura, in tutta questa situazione, sono enormi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il fatto che il tempo medio per decidere se accogliere o no una domanda di asilo per ragioni umanitarie \u00e8 di due anni almeno, la dice lunga su quali e quanti affari possano prosperare nel frattempo. Due anni durante i quali decine e centinaia di migliaia di baldi giovanotti africani e arabi se ne stanno in ozio tutto il santo giorno, vanno in giro con la cuffia della musica nelle orecchie, fumano, stanno stravaccati sulle panchine e guardano passar la gente. Alcuni escono dai centri di accoglienza per prostituirsi o per spacciare droga: ma in piccole quantit\u00e0, cos\u00ec da poter beffare la legge in caso di fermo. Del resto, la polizia li denuncia a piede libero e poi \u00e8 costretta a lasciarli rientrare nei centri di accoglienza; ed essi continuano ad uscirne come e quando vogliono, di giorno e di notte, praticamente senza alcun controllo. Si permettono anche di protestare se il cibo non \u00e8 di loro gradimento, di gettare a terra la pastasciutta. A volte spariscono e non lasciano traccia di s\u00e9. Magari, dopo aver scroccato il soggiorno gratuito per due anni, se ne vanno in Francia, in Austria, in Gran Bretagna, in Belgio, e ricominciano la vita del richiedente asilo: alloggio sicuro, vitto e sigarette, massima tolleranza, nessun lavoro, nessuna fatica, nessun impegno.<\/p>\n<p>Certo, questo sarebbe lavoro per il parlamento. Possibile che, fra una legge per i matrimoni omosessuali e un&#8217;altra sui reati di omofobia, non si sia potuta impostare una riforma del sistema del diritto d&#8217;asilo, per renderla pi\u00f9 veloce, e, soprattutto, pi\u00f9 certe e immediate le espulsioni, in caso di non accoglimento? Al contrario: coloro che si vedono rifiutata la domanda, fanno appello al giudice: e si va avanti con le procedure burocratiche altri mesi, altri anni. Il tutto a spese dell&#8217;Italia, \u00e8 chiaro, perch\u00e9 costoro non hanno un soldo. E cos\u00ec se guidano la macchina ubriachi o senza patente, magari provocando incidenti; se commettono reati contro il patrimonio; se salgono senza pagare su treni, sugli autobus, magari insultando, minacciando e picchiando i controllori che osano chieder loro di mostrare il biglietto. I cittadini italiani pagano le multe, loro no, perch\u00e9 sono nullatenenti. Ricevono una notifica di reato e la stracciano in dieci pezzi, magari sotto il naso di chi glie l&#8217;ha consegnata. Se ne fregano: sono garantiti, non hanno niente da temere. C&#8217;\u00e8 sempre un giudice di sinistra pronto a combattere la buona battaglia contro le discriminazioni, contro il razzismo, contro i pregiudizi degli Italiani cattivi nei confronti dei &quot;profughi&quot; buoni. Perch\u00e9 sono i pi\u00f9 deboli, loro. Anche se non \u00e8 cos\u00ec. Anche se hanno mandato all&#8217;altro mondo una vecchietta che tornava dal supermercato, facendola cadere a terra per rubarle la borsa. Anche se hanno terrorizzato una famiglia dopo essersi introdotti in casa per rapinare, e, magari, per picchiare e per stuprare gli inquilini. Di fatti cos\u00ec, nella provincia italiana, ne succedono ogni giorno: basta leggere le cronache locali. Ma i quotidiani nazionali non ne parlano quasi mai, e cos\u00ec i telegiornali di tutte le maggiori reti televisive, a meno che proprio non ci scappi il morto, che non sia accaduto un crimine particolarmente odioso. Se no, silenzio: si fa finta che vada tutto bene, pi\u00f9 o meno. Siamo arrivati al punto che, se qualche straniero commette un reato suscettibile di provocare una speciale indignazione dell&#8217;opinione pubblica, si tace la nazionalit\u00e0 del delinquente. Per carit\u00e0: bisogna evitare che si diffondano sentimenti di razzismo fra la popolazione. E non capiscono, questi giornalisti servi e questi magistrati progressisti, che, cos\u00ec facendo, altro non fanno che esasperare sempre pi\u00f9 l&#8217;animo degli Italiani. Li stanno facendo diventare razzisti, loro che razzisti non erano mai stati, in tutta la loro lunghissima storia, pur avendo avuto sempre a che fare con popoli e individui stranieri, per le ragioni pi\u00f9 varie, dal commercio alla religione.<\/p>\n<p>Con gli Italiani, per\u00f2, massima severit\u00e0. Conosciamo personalmente un sacerdote, un santo uomo di oltre settant&#8217;anni, che, poco tempo fa, \u00e8 stato arrestato, insieme a una suora della sua congregazione, e tenuto in galera per diversi giorni, sotto l&#8217;accusa &#8212; classica &#8212; di circonvenzione d&#8217;incapace, solo per l&#8217;avidit\u00e0 meschina di un nipote, che non poteva rassegnarsi all&#8217;idea che suo zio, perfettamente capace d&#8217;intendere e di volere, avesse lasciato una cospicua eredit\u00e0 alla Chiesa. Li hanno arrestati e tenuti in galera come pericolosi delinquenti, laddove non si mettono in galera, ormai, nemmeno i veri delinquenti, che hanno sulla groppa fedine penali lunghe cos\u00ec e che realmente costituiscono un pericolo per la comunit\u00e0. Poi sono stati rilasciati, ma senza una parola di scuse, mentre tutto il personale della prigione, dal direttore all&#8217;usciere, imbarazzatissimi e quasi vergognosi, si erano prodigati per rendere meno penosa la detenzione a quelle due persone, palesemente innocenti e palesemente vittime di un arbitrio giudiziario. Uno dei tanti, dei mille, dei diecimila che avvengono nelle nostre aule di giustizia. Magistrati che partono a lancia in resta per difendere la legalit\u00e0 violata, contro un prete di settant&#8217;anni e una suora buona e mite, che non saprebbero fare del male ad una mosca: ma si sa, sono uomini di Chiesa, dunque esponenti di una conventicola sospetta, e, soprattutto, nemica del popolo: come ha insegnato la cultura marxista su cui si sono formati questi giudici di sinistra e questi avvocati marxisti. Per loro, il povero ha sempre ragione e gli altri, i &quot;ricchi&quot; (anche se ricchi non sono), hanno sempre torto. Sono rimasti al &#8217;68, non hanno capito niente, nemmeno la caduta del muro di Berlino ha aperto loro gli occhi: sono sempre gli stessi di sessant&#8217;anni fa: la libert\u00e0 viene dal comunismo ed \u00e8 per il proletariato; per gli altri, per i borghesi, per i preti, non ci sono che il disprezzo e i rigori della legge. Bisogna punirli del fatto di esistere. Come si permettono di avere qualche soldo in pi\u00f9, o di indossare l&#8217;abito religioso? Non lo sanno che Dio \u00e8 morto e che la religione \u00e8 l&#8217;oppio dei popoli? Nemici del popolo, sfruttatori, parassiti sociali: \u00e8 giusto adoperare, con essi, la massima severit\u00e0. Non certo con i &quot;poveri&quot; africani, con i &quot;profughi&quot; che fuggono, come recita tutti i giorni la televisione, &quot;da guerra e povert\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>\u00c8 da un pezzo che la magistratura, in Italia, si ritiene onnipotente. Voleva ottenere di scavalcare definitivamente il potere esecutivo; c&#8217;\u00e8 riuscita: pu\u00f2 mettere agli arresti anche i parlamentarti, anche i membri del governo: ha in mano i destini del Paese. Peccato che, per molti magistrati (non tutti, sia chiaro), le lenti con cui interpretano la realt\u00e0 siano completamente deformate da una ideologia sbagliata e socialmente pericolosa. Una ideologia disumana e demagogica, che mette in gattabuia i galantuomini e rimette in libert\u00e0 i delinquenti, gi\u00e0 arrestati con tanto rischio e sacrificio da carabinieri e poliziotti. Cittadini in uniforme che rischiano ogni giorno di prendersi una coltellata nello stomaco per uno stipendio di 1.000 euro al mese. Ma che importa? L&#8217;importante \u00e8 che la legge stia dalla parte degli &quot;ultimi&quot;, anche se sono avanzi di galera. In un certo senso, \u00e8 lo stesso paradigma buonista e irresponsabile dei cattolici di sinistra, dei cattocomunisti, e dei teologi della liberazione: il popolo \u00e8 buono, il popolo ha ragione, \u00e8 vittima, \u00e8 la parte debole della societ\u00e0; bisogna stare con lui; e bisogna castigare i suoi &quot;nemici&quot;, i suoi sfruttatori. I magistrati di sinistra, cresciuti leggendo Marx e Toni Negri, o, pi\u00f9 di recente, i romanzi di Tabucchi e di De Luca, si vendicano ora di non aver saputo fare la rivoluzione nel &#8217;68, di non aver saputo liquidare la societ\u00e0 &quot;borghese&quot; negli anni &#8217;70 (che essi credevano moribonda, sbagliando anche in questo giudizio). Si vendicano come sanno e come possono: facendo aprire le manette dei delinquenti gi\u00e0 arrestati, specie se stranieri, e sbattendo in cella i perfidi &quot;borghesi&quot;.<\/p>\n<p>L&#8217;altra sera, alla televisione, c&#8217;era un edificante duetto fra un notissimo scrittore progressista ed un ancor pi\u00f9 noto conduttore televisivo, progressista pure lui. Facevano a gara nel pontificare, con quell&#8217;aria complice da frammassoni che s&#8217;intendono a meraviglia e che sanno quel che i comuni mortali ignorano. Il tutto sul canale progressista per eccellenza, Raitre. A un certo punto, con aria ispirata, lo scrittore si \u00e8 messo a deprecare che, ormai, nella societ\u00e0 contano solo i soldi, il successo, il potere. Il conduttore strapagato, che prende per una puntata quotidiana il corrispettivo del salario mensile di un operaio, assentiva con aria compunta. Parevano due mistici, due asceti, che si fossero incontrati nel deserto e che lamentassero la peccaminosit\u00e0 del mondo. Grazie alla complicit\u00e0 ideologica di simili intellettuali e di simili giornalisti, i magistrati di sinistra si sentono sempre a casa loro, in qualunque situazione. Si sentono infallibili, si sentono i nobili vendicatori dei torti sociali; si sentono moralmente al di sopra di tutti gli altri, dei Robin Hood in diritto di far pesare le tavole della legge sui &quot;nemici del popolo&quot;. Se in Italia non avessimo una classe d&#8217;intellettuali di sinistra arroganti e presuntuosi, e di giornalisti di sinistra avidi e lecchini, anche i loro amici della magistratura di sinistra si darebbero una calmata. Calerebbero un po&#8217; le arie. Ma finch\u00e9 sanno di avere dalla loro sia la stampa e la televisione, sia i salotti buoni della cultura, o di ci\u00f2 che viene fatto passare per cultura, andranno sempre avanti per la loro strada, senza mai farsi attraversare la mente dal pi\u00f9 debole lampo di autocritica.<\/p>\n<p>E allora? E allora, bisognerebbe ripartire da zero. Questa classe di magistrati, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 nel suo complesso, andrebbe rifatta di sana pianta. Per cominciare, si dovrebbe introdurre un criterio di responsabilit\u00e0: se un magistrato commette uno sbaglio evidente, dovrebbe renderne conto, anche lui, davanti alla legge, come chiunque altro. Per esempio, se un giudice fa rilasciare un delinquente gi\u00e0 arrestato, e poi costui torna a delinquere &#8212; a rapinare, a stuprare, a uccidere &#8212; quel giudice dovrebbe essere processato per aver creato le condizioni del delitto. Come \u00e8 possibile che quei signori non debbano mai render conto di nulla? Possono sbattere in galera un prete inoffensivo, ma nessuno li pu\u00f2 giudicare se hanno rilasciato un rapinatore seriale o un violento, pronto ad uccidere. Questo stato di cose li fa sentire onnipotenti, al di sopra della legge. Ma \u00e8 assurdo. Al contrario, essi, che sono i servitori della legge, dovrebbero essere d&#8217;esempio alla societ\u00e0 anche nel sottoporsi al giudizio dei tribunali, se sbagliano per dolo o ignoranza. Proprio come un chirurgo che, se uccide il paziente durante l&#8217;operazione a causa della sua imperizia, dovrebbe essere sottoposto a giudizio e, se risultasse la sua incompetenza, radiato dall&#8217;ordine dei medici.<\/p>\n<p>Ma la casta, si sa, \u00e8 intoccabile, e non giudica mai, n\u00e9 mai condanna, i suoi stessi membri. \u00c8 come una massoneria; e ne ha anche l&#8217;arroganza e il senso d&#8217;impunit\u00e0 assoluta. Che fare, dunque? Per prima cosa, cambiare le regole del gioco; e, poi, cambiare la cultura della classe dirigente: facendole fare un bel bagno di umilt\u00e0, sia intellettuale che umana. Bisogna far abbassare la coda a tanti piccoli reucci che, al centro del loro minuscolo feudo, si sento onnipotenti, per il fatto che, in pratica, godono di una totale immunit\u00e0. Bisogna cancellare questo stato di cose, spazzar via i feudi, distruggere quel senso d&#8217;impunit\u00e0 e di onnipotenza. L&#8217;Italia torner\u00e0 ad essere un Paese normale, o, piuttosto comincer\u00e0 ad esserlo &#8212; giacch\u00e9, in effetti, non lo \u00e8 mai stata &#8212; quando un giudice che ha arrestato un innocente, gli chieder\u00e0 scusa e gli far\u00e0 versare un risarcimento; e quando un giudice che ha fatto rilasciare un delinquente pericoloso, che si era macchiato di gravi reati, verr\u00e0 messo prontamente sotto inchiesta, e, se del caso, condannato a risarcire la societ\u00e0, anche finanziariamente, per il danno che ha contribuito a provocarle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una banda di tre albanesi, ladri di professione, e che viaggia a bordo di una Audi station wagon rubata, viene intercettata, inseguita e bloccata dai carabinieri;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30147,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[178],"class_list":["post-26963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritto","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-diritto.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26963"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26963\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30147"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}