{"id":26959,"date":"2017-07-31T11:47:00","date_gmt":"2017-07-31T11:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/31\/maggiordomi-certo-pero-tutti-citoyens-perdio\/"},"modified":"2017-07-31T11:47:00","modified_gmt":"2017-07-31T11:47:00","slug":"maggiordomi-certo-pero-tutti-citoyens-perdio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/31\/maggiordomi-certo-pero-tutti-citoyens-perdio\/","title":{"rendered":"Maggiordomi, certo: per\u00f2 tutti citoyens, perdio!"},"content":{"rendered":"<p>Una delle conseguenze pi\u00f9 caratteristiche, pi\u00f9 durature (e probabilmente irreversibili) e pi\u00f9 devastanti della mentalit\u00e0 egualitaria, che ha fatto irruzione in Europa alla fine del XVIII secolo mediante la cultura illuminista, prima, e la Rivoluzione francese, poi, \u00e8 stata l&#8217;assunzione di una falsa coscienza di s\u00e9, da parte di persone che, magari brave nel loro ambito familiare o lavorativo, non possono vantare alcun merito particolare al di fuori di essi, per\u00f2 sono ben decise ad avvalersi, fino al limite estremo, di tutti i diritti e di tutte le garanzie, qualche vola i privilegi, che lo Stato democratico garantisce a tutti, e specialmente ai cittadini, teoricamente (ma non necessariamente) pi\u00f9 deboli e bisognosi di essere tutelati.<\/p>\n<p>\u00c8 nata, in tal modo, una nuova <em>forma mentis<\/em>, una nuova psicologia, una nuova struttura antropologica; e, parallelamente, \u00e8 nata una nuova figura sociale: quella del &quot;cittadino&quot; ben conscio di tutti i suoi dirti, perfettamente edotto di tutte le leggi, di tutti i cavilli, di tutte le scappatoie per esigere, pretendere, estorcere alla societ\u00e0 il massimo vantaggio possibile, in nome di una sua pretesa &quot;debolezza&quot;, o anche, semplicemente, in nome della &quot;democrazia&quot; e dell&#8217;&quot;uguaglianza&quot;, ovviamente intese nel senso pi\u00f9 riduttivo, formale e meschino, cio\u00e8 come sinecura per i pigri, gli incapaci e gli stupidi; e, nello stesso tempo, per dare alla societ\u00e0, in cambio di ci\u00f2, il minimo indispensabile di quanto dovuto, ma sempre invocando, con grandissimo sussiego, la legge, il diritto, l&#8217;umanit\u00e0, la civilt\u00e0, la decenza e, magari, anche l&#8217;etica.<\/p>\n<p>\u00c8 nata anche una quasi professione: quella del cittadino che vive di rendita, sfruttando le tutele sindacali e sporgendo querela a destra e a manca, per estorcere legalmente i contributi degli ex mariti, i risarcimenti di quanti hanno causato (Stato e pubbliche amministrazioni <em>in primis<\/em>), per davvero o nella sola immaginazione delle &quot;vittime&quot;, gravi danni alla salute del cittadino e del lavoratore, se non di tipo materiale, certo morale, e si sa che i danni morali sono incalcolabili, e non c&#8217;\u00e8 miniera d&#8217;oro o d&#8217;argento che li possa adeguatamente risarcire. Vediamo, cos\u00ec, la divorziata che fa la bella vita con i soldi dell&#8217;ex marito, il quale, da parte sua, s&#8217;\u00e8 ridotto a viver come un barbone, dormendo in automobile, lavandosi nel bagno dell&#8217;ufficio e sfamandosi alla mensa dei frati; il falso invalido che si gode la vita senza lavorare, perch\u00e9, per esempio, in qualit\u00e0 d&#8217;insegnante, ha subito un danno alle corde vocali per il troppo parlare nel far lezione in classe, e ha ottenuto dal tribunale un adeguato risarcimento; il bidello svogliato, fannullone, che \u00e8 stato licenziato per scarso rendimento, o l&#8217;impiegato postale sospeso perch\u00e9 beccato a rubare sui risparmi degli utenti, o il vigile urbano che timbrava il cartellino e poi se ne andava al mare, o a sciare, o a fare la spesa al supermercato: ciascuno dei quali \u00e8 stato riassunto a tamburo battente, mentre la pubblica amministrazione \u00e8 stata condannata a ripagare loro i mesi di stipendio persi; e non pochi dei quali hanno poi rilasciato interviste, sono andati in televisione, hanno perfino scritto dei libri (o meglio, se li sono fatti scrivere da qualche giornalista compiacente), per tuonare contro le ingiustizie sociali, la disumanit\u00e0 delle leggi, la disinformazione di cui \u00e8 vittima il pubblico, e per puntare il ditino accusatore contro questo e contro quell&#8217;altro. Impossibile, impensabile, surreale, che uno, uno solo di costoro, si sia preso le proprie responsabilit\u00e0, abbia accettato in silenzio il licenziamento, la sospensione, o la multa, e abbia detto a se stesso: <em>Me la sono cercata, peggio per me; chiss\u00e0 che la lezione m&#8217;insegni qualcosa per l&#8217;avvenire, o la insegni almeno ai miei figli!<\/em><\/p>\n<p>Che se, poi, si va a cercare la radice di questa <em>forma mentis<\/em>, se non ci si accontenta di prendere atto della frequenza di simili comportamenti, della loro ormai quasi perfetta &quot;normalit\u00e0&quot; (e sia pure la normalit\u00e0 della follia), si trover\u00e0 che \u00e8 sempre la stessa: l&#8217;idea egualitaria e democratica insita nell&#8217;illuminismo, spinta molto al di l\u00e0 della sua originaria ragion d&#8217;essere, l&#8217;affermazione di diritti legittimi e il rifiuto di sottostare all&#8217;arroganza e all&#8217;arbitrio di un&#8217;aristocrazia e di un clero ormai corrotti e decadenti, fino ad arrivare a livelli paranoici di auto-affermazione, di narcisismo, di auto-referenzialit\u00e0; e, pi\u00f9 ancora, la negazione aggressiva, implacabile, nei confronti di qualsiasi eccellenza, di tutto ci\u00f2 che spicca al di sopra del grigiore della massa, che si tratti di una eccellenza fisica come nel caso dell&#8217;atleta, o intellettuale, come nel caso dell&#8217;uomo di cultura, o spirituale, come nel caso del mistico, dell&#8217;uomo o della donna che hanno stabilito, con la preghiera, il digiuno, il dono totale di s\u00e9, una relazione privilegiata con la dimensione del divino. E lo possiamo vedere ogni giorno, ogni momento, se vi prestiamo un minimo d&#8217;attenzione. La studentessa che prende la scuola sul serio, che viene a scuola per studiare e non per esibire il tatuaggio originale, o il vestito alla moda, o la bella abbronzature vacanziera, suscita l&#8217;antipatia delle compagne, anche se non si d\u00e0 arie, anche se \u00e8 modesta, riservata, discreta: viene fatta oggetto di frizzi e lazzi, di vere proprie forme di <em>stalking<\/em>; non le perdonano di essere intelligente, di avere buona volont\u00e0, di spiccare al di sopra del pecorume generale. La criticano, la calunniano, le fanno telefonate anonime, scherzi di cattivo gusto, dispetti: se potessero, le caverebbero gli occhi. L&#8217;impiegata, la maestra, il professore, l&#8217;assessore comunale, i quali brillano, hanno delle idee originali, lavorano anche quando gli altri si riposano e si prodigano per il buon funzionamento dell&#8217;ufficio, della scuola o del comune, tutti costoro danno noia ai loro colleghi e alle loro colleghe, li mettono in ombra, li soverchiano con le loro qualit\u00e0 e con le loro virt\u00f9: perci\u00f2 subiscono una guerra silenziosa, ma tenace, incessante, quotidiana, un continuo ostruzionismo, un boicottaggio implacabile, una critica a trecentosessanta gradi, una opposizione rancorosa, una insaziabile brama di vendetta. Ma come si permettono, costoro, di essere pi\u00f9 bravi, pi\u00f9 laboriosi, pi\u00f9 seri, pi\u00f9 competenti, e, magari, anche pi\u00f9 belli, pi\u00f9 simpatici e pi\u00f9 apprezzati? \u00c8 evidente che, se vengono apprezzati dalla gente, ci\u00f2 avviene solo per una gigantesca ingiustizia cosmica, per la loro diabolica abilit\u00e0 nel fingere, e per l&#8217;enorme ingenuit\u00e0 del mondo intero, che non si rende conto del trucco e scambia qualsiasi patacca un po&#8217; brillante per un diamante raro, d&#8217;inestimabile valore. Dunque, \u00e8 necessario punirli.<\/p>\n<p>Queste cose accadono, e sono frequentissime, quando prende il sopravvento la forma altamente maligna di questa mentalit\u00e0; la forma meno aggressiva, ma sempre con una sfumatura di malignit\u00e0, consiste nel rifiuto della correzione da parte di chi \u00e8 pi\u00f9 bravo, pi\u00f9 competente, pi\u00f9 saggio, e, inoltre, nella ostentazione del proprio errore, &quot;sentita&quot; come un diritto inalienabile, come la prova del fatto che siamo tutti quanti dei maggiordomi, per\u00f2, attenzione!, siano anche dei <em>citoyens<\/em>, dei cittadini, tutti uguali davanti alla legge, senza preferenze, senza favoritismi.<\/p>\n<p>Un saporoso esempio di questo atteggiamento \u00e8 narrato da Proust nel suo capolavoro <em>Alla ricerca del tempo perduto<\/em>, che qui riportiamo (da: Marcel Proust, <em>Il tempo ritrovato<\/em>, traduzione di Giorgio Caproni, Torino, Einaudi, 1951, e Milano, Mondadori, 1962, pp. 149-150):<\/p>\n<p><em>Consigliai a Fran\u00e7oise e al maggiordomo di andare a letto. Ma quest&#8217;ultimo non aveva mai fretta di lasciare Fran\u00e7oise da quando, grazie alla guerra, aveva trovato un mezzo, ancor pi\u00f9 efficace dell&#8217;espulsione delle suore e dell&#8217;affare Dreyfus, per tormentarla. Quella sera, e cos\u00ec ogni altra volta che mi avvicinavo a loro nei pochi giorni che rimasi ancora a Parigi, udii il maggiordomo dire a Fran\u00e7oise spaventata: &quot;Non hanno mica fretta, si capisce, aspettano che la pera sia matura, ma quel giorno prenderanno Parigi, e allora niente piet\u00e0!&quot;.&quot;Signore, Maria Vergine&quot;, esclamava Fran\u00e7oise, &quot;non gli basta d&#8217;aver conquistato il Belgio, poverino? Ha gi\u00e0 sofferto abbastanza lui quand&#8217;\u00e8 stato &#8216;invasato&#8217;&quot;. &quot;Macch\u00e9 Belgio, Fran\u00e7oise, quello che hanno fatto in Belgio sar\u00e0 roba da ridere, a paragone!&quot;. E per giunta, giacch\u00e9 la guerra aveva getto sul mercato della conversazione tra persone del popolo termini da esse conosciuti soltanto con gli occhi leggendo i giornali, ignorandone di conseguenza la retta pronuncia, il maggiordomo aggiungeva: &quot;Ve n&#8217;accorgerete, Fran\u00e7oise! Stanno preparando un nuovo attacco d&#8217;un &#8216;sagliente&#8217; che far\u00e0 scomparire tutti gli altri&quot;. Essendomi ribellato, se non in nome d&#8217;un po&#8217; di piet\u00e0 per Fran\u00e7oise e del buon senso strategico, almeno in nome della grammatica, e avendo affermato che bisognava dire &#8216;saliente&#8217;, ne ottenni soltanto di fargli ripetere la terribile frase ogni volta che entravo in cucina, giacch\u00e9 il maggiordomo godeva, quasi come allo spavento della collega, a far vedere al suo padrone che lui, quantunque ex ortolano di Combray e semplice maggiordomo, ma peraltro buon francese secondo la regola di Sant&#8217;Andrea dei Campi, aveva acquisito il diritto, dalla &quot;Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo&quot;, di dire &#8216;sagliente&#8217; in perfetta indipendenza, e di non lasciarsi mettere il piede sul collo su un punto non inerente al suo servizio e su cui, perci\u00f2, dopo la Rivoluzione francese, nessuno avrebbe potuto trovar da ridire, essendo egli un mio eguale. Ebbi dunque il dispiacere di sentirlo parlare a Fran\u00e7oise d&#8217;un&#8217;operazione dal gran sagliente, con una insistenza destinata a dimostrarmi come tale pronuncia fosse effetto non d&#8217;ignoranza, ma di ponderata e maturata determinazione.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;episodio \u00e8 senza dubbio divertente e inoltre \u00e8 narrato con affettuosa bonariet\u00e0, ma la psicologia che esso descrive \u00e8 maligna, e riflette in pieno la mentalit\u00e0 egualitaria della societ\u00e0 moderna, secondo la quale nessuno deve permettersi di essere pi\u00f9 intelligente, di avere una maggiore cultura, di sapere pi\u00f9 cose o di saperle dire o fare meglio di chiunque altro, perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe un attentato contro la <em>Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo e del cittadino<\/em> e urterebbe i principi fondamentali della Rivoluzione francese, della democrazia, dell&#8217;antifascismo (almeno, per parecchi decenni si diceva cos\u00ec), e insomma di tutto il bagaglio del <em>poltically correct<\/em>, che oggi si declina sul versante ideologico, ma anche linguistico, pi\u00f9 che mai altisonante, del femminismo, dell&#8217;omosessualismo, dell&#8217;immigrazionismo, eccetera, eccetera. Ed \u00e8 una psicologia maligna perch\u00e9 presuppone il rancore sociale e personale come atto fondamentale dell&#8217;io: laddove le persone non cercano di elevarsi, di perfezionarsi, non cercano, per esempio, di correggere un errore della propria conoscenza, o della propria pronuncia; no, pretendono di ribadire il proprio errore, ostentando la convinzione che esso \u00e8 &quot;giusto&quot;, in nome dell&#8217;egualitarismo sancito dalla cultura e dalla legislazione democratiche. E di ci\u00f2 abbiamo degli esempi, pi\u00f9 o meno incresciosi, pi\u00f9 o meno balordi, pi\u00f9 o meno folli, ogni giorno, ogni minuto e in ogni situazione e contesto immaginabili. Logico: se viviamo in una societ\u00e0 di uguali; se abbiamo combattuto per la libert\u00e0 e per la giustizia; se la giustizia consiste nell&#8217;essere uguali e nel poter dire e fare quel che si vuole, come si permette, quel signore l\u00ec, con la sua aria saccente e aristocratica, di correggere una pronuncia sbagliata, una informazione erronea o inesatta? Crede forse di essere da pi\u00f9 degli altri? Ed ecco la radice maligna di questa <em>forma mentis<\/em>: identificare quel che si dice e quel che si fa, giusto o sbagliato, con il proprio essere <em>tout-court<\/em>, e quindi con il proprio valore in quanto persona. Pi\u00f9 o meno come coloro i quali si arrabbiano quando si trovano al volante dell&#8217;automobile e vengono sorpassati: perch\u00e9 ritengono che ad essere sorpassata non sia la loro automobile, ma la loro persona, e giudicano ci\u00f2 un insulto intollerabile, se possibile da lavare nel sangue dell&#8217;ignobile offensore.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire che tutto il mondo moderno \u00e8 una rivolta, rancorosa e vendicativa, contro l&#8217;eccellenza, contro ci\u00f2 che \u00e8 aristocratico, nel senso etimologico della parola: contro le cose e le persone migliori. Tutta la civilt\u00e0 moderna si fonda sopra una gigantesca operazione di abbassamento, d&#8217;impoverimento, d&#8217;involgarimento: \u00e8 una lotta costante, senza tregua e senza quartiere, contro ci\u00f2 che \u00e8 meglio, da parte di ci\u00f2 che \u00e8 peggio: della stupidit\u00e0 contro intelligenza, dell&#8217;ignoranza contro il sapere, del vizio contro la virt\u00f9, del brutto (o dell&#8217;orrido) contro il bello, del dozzinale contro il raffinato, del <em>kitsch<\/em> contro l&#8217;autentico, del volgare contro il distinto; soprattutto, dell&#8217;apparire contro l&#8217;essere, e della menzogna contro la verit\u00e0. E affinch\u00e9 l&#8217;intelligenza, il sapere, la virt\u00f9, la bellezza, la verit\u00e0, non possano neanche tentare una controffensiva, la cultura moderna ha affermato, ribadito, e torna continuamente a ripetere, in modo che entri ben bene in tutti i crani, anche nei pi\u00f9 refrattari, l&#8217;idea che non esistono n\u00e9 l&#8217;intelligenza, n\u00e9 il sapere, n\u00e9 la virt\u00f9 (questa, poi!&#8230;), n\u00e9 la bellezza, n\u00e9 la verit\u00e0, intese in senso assoluto, ma solo in senso soggettivo, cio\u00e8 come personali atteggiamenti e stati d&#8217;animo, peraltro mutevoli (altrimenti, che libert\u00e0 sarebbe?). Per raggiungere questo stupendo risultato, si sono coalizzate tutte le forze della modernit\u00e0: la psicanalisi e la televisione, il marxismo e le discoteche, il decostruttivismo e la letteratura: e, a forza di battere e ribattere, sono ormai giunte quasi al coronamento dei loro sforzi incessanti. Ancora un poco, e la bellezza degli escrementi sar\u00e0 equiparata alla <em>Gioconda<\/em> di Leonardo, lo splendore d&#8217;una discarica a cielo aperto sar\u00e0 proclamato uguale a quello di una sinfonia di Mozart, e la discesa nei gorghi del piacere pederastico avr\u00e0 il medesimo valore catartico del viaggio di Dante nella <em>Divina Commedia<\/em>. Cos\u00ec, finalmente, non ci saranno pi\u00f9 fastidiosi aristocratici che pretendono di correggere la pronuncia di un maggiordomo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle conseguenze pi\u00f9 caratteristiche, pi\u00f9 durature (e probabilmente irreversibili) e pi\u00f9 devastanti della mentalit\u00e0 egualitaria, che ha fatto irruzione in Europa alla fine del XVIII<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-26959","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26959","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26959"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26959\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}