{"id":26958,"date":"2016-05-10T07:49:00","date_gmt":"2016-05-10T07:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/10\/solo-in-capo-al-mondo-sotto-un-fosco-cielo-magellano-va-incontro-al-suo-destino\/"},"modified":"2016-05-10T07:49:00","modified_gmt":"2016-05-10T07:49:00","slug":"solo-in-capo-al-mondo-sotto-un-fosco-cielo-magellano-va-incontro-al-suo-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/10\/solo-in-capo-al-mondo-sotto-un-fosco-cielo-magellano-va-incontro-al-suo-destino\/","title":{"rendered":"Solo, in capo al mondo, sotto un fosco cielo, Magellano va incontro al suo destino"},"content":{"rendered":"<p>Arriva il momento della verit\u00e0, nella vita di ogni uomo; il momento in cui le sue forze sono messe alla prova, sino all&#8217;ultima scintilla di volont\u00e0; in cui il suo morale \u00e8 provato sino al limite della disperazione; in cui la sua fiducia in se stesso viene scossa dalla fondamenta, come un fuscello afferrato nel turbine d&#8217;una violenta tempesta. \u00c8 soltanto allora che si vede di quale stoffa egli sia fatto: perch\u00e9 in condizioni normali, nella vita d&#8217;ogni giorno, quando si va avanti con il pilota automatico inserito, non \u00e8 possibile saperlo.<\/p>\n<p>Magellano, con le sue cinque navi e 234 uomini di equipaggio, aveva lasciato Siviglia il 10 agosto 1519 ed era salpato per l&#8217;Atlantico meridionale, da Sanlucar de Barrameda, il 20 settembre: questo ritardo di cinque settimane, solo per discendere il fiume Guadalquivir, dovuto a cause tecniche, ma anche politiche (l&#8217;ostilit\u00e0 delle autorit\u00e0 spagnole verso un ammiraglio portoghese, sospettato di scarsa fedelt\u00e0 al sovrano, Carlo V) fu, probabilmente, decisivo nel vanificare le sue speranze di trovare lo sbocco verso il Mare del Sud &#8212; visto da Balboa il 25 settembre 1513 &#8211; prima del sopraggiungere della cattiva stagione, che avrebbe imposto una pausa forzata di molti mesi.<\/p>\n<p>Dopo aver dovuto fronteggiare un primo tentativo di ammutinamento di una parte degli ufficiali e degli equipaggi, il 6 dicembre Magellano entr\u00f2 nella meravigliosa baia di quella che sarebbe diventata Rio de Janeiro. L\u00ec, trattenuti dal clima favorevole e dall&#8217;ottima accoglienza degli indigeni (che li avevano scambiati per esseri divini), gli Spagnoli persero altro tempo prezioso; quando giunse all&#8217;altezza del Rio de La Plata, Magellano s&#8217;intestard\u00ec a risalire il grande estuario, trovando per\u00f2 che la sua acqua era sempre dolce, fino a dover ammettere, a malincuore, che non era quello il sospirato passaggio illustrato in una carta di cui era giunto misteriosamente in possesso. Altrettanto deludenti furono le ricognizioni dei due grandi golfi incontrati pi\u00f9 a mezzogiorno, di San Matteo e di San Giorgio; finch\u00e9, giunto ormai l&#8217;inverno australe, il 30 marzo prese l&#8217;inevitabile decisione di fermarsi per trascorrere i mesi invernali nel porto di San Julian, a 49\u00b018&#8242; di latitudine Sud.<\/p>\n<p>N\u00e9 lui, n\u00e9 alcuno dei suoi uomini potevano immaginarlo, ma erano giunti vicinissimi alla meta: invece, avrebbero dovuto passare un inverno durissimo, e, con l&#8217;inverno, coi disagi e le privazioni, sarebbe scoppiato un nuovo e pi\u00f9 grave ammutinamento, che l&#8217;ammiraglio riusc\u00ec a domare solo facendo ricorso a metodi spietati. Due capitani vennero giustiziati per le spicce, altri due capi della rivolta furono abbandonati sulla spiaggia. Magellano era sempre pi\u00f9 solo: quel piccolo uomo taciturno, autoritario, che non consultava quasi mai i suoi subordinati e non concedeva la sua confidenza ad alcuno, ora era pi\u00f9 che mai temuto, ma non amato; aveva imposto l&#8217;obbedienza con il terrore e ripreso in mano la situazione, quando gi\u00e0 pareva irrimediabilmente compromessa, con tre delle cinque navi in mano ai ribelli. Ma il lungo inverno pareva non finire mai; le razioni erano state drasticamente ridotte; e, sotto quel cielo cupo e tempestoso, che pareva incombere su tutti loro con le sue ombre sinistre, l&#8217;avvenire non prometteva nulla di buono. E se il passaggio non fosse esistito affatto? E se la spedizione avesse finito per perdersi, laggi\u00f9, verso il regno dei ghiacci e delle tenebre perenni, dove quel pazzo portoghese, chiuso nella sua ostinazione, e illuso dai calcoli dell&#8217;astronomo Ruy Faleiro, avrebbe finito per trascinarli tutti a una morte sconosciuta?<\/p>\n<p>Quella, per Magellano, fu l&#8217;<em>ora<\/em>: l&#8217;ora dell&#8217;agonia spirituale, che precede le grandi disfatte o gli splendidi trionfi. La sua volont\u00e0 indomabile era tesa fin quasi a spezzarsi. Doveva persuadere quegli uomini recalcitranti a non scoraggiarsi, a non rivolgere indietro le vele; doveva convincerli, con le lusinghe o con le minacce, a perseverare, ad andare ancora avanti, non appena la morsa del freddo si fosse allentata e il cielo si fosse un po&#8217; schiarito. Doveva trascinarli con s\u00e9, verso la gloria, oppure verso l&#8217;inferno: ma non si sarebbe mai arreso. Era un uomo dalla tempra di ferro, come ne nascono pochi un secolo: incurante dei consigli alla prudenza, solo contro tutti, aspettava ansiosamente il ritorno della buona stagione per proseguire l&#8217;esplorazione verso il Sud, costeggiando quelle lande inospitali, alla ricerca ostinata dell&#8217;inafferrabile passaggio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Stefan Zweig ha ricostruito quel momento decisivo nella vita del grande navigatore, nella sua magnifica biografia <em>Magellano<\/em> (titolo originale: <em>Magellan, Der Mann und Seine Tat<\/em>, Wien, 1938; traduzione dal tedesco di Lavinia Mazzucchetti, Milano, Mondadori Editore, 1938, pp. 159-162):<\/p>\n<p><em>Dal momento in cui le navi di ricognizione sono tornate deluse, cupi pensiero devono aver gravata l&#8217;anima di Magellano. Come si rattrista il suo cuore, cos\u00ec si oscura anche il mondo esterno. Le coste appaion sempre pi\u00f9 inospiti, sempre pi\u00f9 nude e deserte, il cielo si fa sempre pi\u00f9 fosco. Si \u00e8 spenta la bianca luce del Sud, trasformato l&#8217;azzurro Zenit in un grigio ammasso di nubi. Non pi\u00f9 foreste tropicali dai profumi intensi e capziosi [sic] che giungevano fin sulle navi! Svanita per sempre la terra benigna del Brasile, coi suoi alberi rigogliosi, carichi di frutta, le palme oscillanti, gli uccelli variopinti, gli ospitali indigeni e le loro donne! Qui, sulla spiaggia nuda e sabbiosa, non si scorgono che pinguini, i quali fuggono arrancando ai primi tentativi di avvicinarli, mentre fra gli scogli si sdraiano le pigre foche. Andando avanti ormai non si scorge nessun&#8217;altra creatura viva tutto intorno; uomini ed animali sembrano morti in quell&#8217;opprimente deserto. Un&#8217;unica volta si vedon fuggire disordinatamente degli uomini alti e selvaggi, tutti rivestiti di pelli, come gli eschimesi; ma non si lasciano allettare n\u00e9 dai campanelli, n\u00e9 dalle stoffe variopinti che vengono loro mostrate. Fuggono ostili e diffidenti appena uno cerca di avvicinarli, ed \u00e8 vano ogni tentativo di trovar traccia delle loro dimore.<\/em><\/p>\n<p><em>Il viaggio si fa sempre pi\u00f9 faticoso e pi\u00f9 lento, giacch\u00e9 Magellano conserva inesorabilmente la rotta lungo la costa. Ogni piccola insenatura, ogni minima rada viene scrutata nel modo pi\u00f9 esauriente e misurata collo scandaglio. Magellano non confida pi\u00f9 ormai in quella mappa misteriosa che lo ha allettato all&#8217;impresa e poi tradito durante il viaggio, ma forse potrebbe avvenire il miracolo, il miracolo che all&#8217;improvviso, in un punto inatteso, si schiudesse un passaggio, portandolo, ancor prima che inizi l&#8217;inverno, fino al &quot;Mar del Sur&quot;! Si sente chiaramente che egli, fattosi incerto, si aggrappa a quest&#8217;ultima disperata speranza, che le carte ed i navigatori portoghesi abbiano errato soltanto nel determinare la latitudine, e che la via esista un po&#8217; pi\u00f9 al sud di quanto abbiano affermato. Ma quando la flotta il 24 febbraio<\/em> <em>si avvicina ad un&#8217;insenatura ampia e l\u00ec per l\u00ec non chiaramente determinabile, il Golfo di San Matteo, la speranza fiammeggia ancora una volta come una torcia investita dal vento. Subito Magellano manda avanti le navi pi\u00f9 piccole &quot;viendo si habia alguna salida para el Maluco&quot; cercando se l&#8217;agognato passaggio per le Molucche non fosse l\u00ec. Ma invano! Ancora un golfo chiuso! Non meno vanamente vengono esplorate la &quot;Bahia de los Patos&quot;, dal nome dei pinguini, e la &quot;Bahia de los Trabajos&quot;, cos\u00ec detta a ricordo dei travagli soffertivi dall&#8217;equipaggio sbarcativi. Ma gli esploratori, quasi morti dal freddo, riportano solo i corpi delle foche uccise, non la sospirata novella.<\/em><\/p>\n<p><em>Avanti, avanti dunque sotto il fosco cielo, lungo la costa! La solitudine si fa sempre pi\u00f9 orrenda, i giorni sempre pi\u00f9 brevi, le notti sempre pi\u00f9 lunghe. Non pi\u00f9 nel mite azzurro, sospinti da una brezza gentile, scivolano i velieri; gelidi venti investono ora violentemente la velatura, la neve e la grandine frustano i ponti, grigi e minacciosi si accavallano i marosi. Due mesi impiega la flotta per strappare all&#8217;ostilit\u00e0 delle intemperie il breve percorso dal fiume La Plata al porto di San Giuliano. Quasi ogni giorno l&#8217;equipaggio deve lottare contro le tempeste, contro i famigerati pamperos di quelle regioni, folate brusche di vento che spezzano gli alberi e portano via le vele. Di giorno in giorno cresce il freddo, aumentano le tenebre, ed ancora non si presenta un passaggio. Bisogna scontare ora duramente le settimane perdute. Mentre la flotta andava esplorando ogni angolo ed ogni insenatura, l&#8217;inverno la precedeva. Eccolo, ora, il nemico pi\u00f9 tremendo e pericoloso, che chiude ogni via con le sue bufere! Un semestre \u00e8 stato sciupato, Magellano non si sente pi\u00f9 prossimo alla meta di quanto lo fosse il giorno in cui \u00e8 partito da Siviglia.<\/em><\/p>\n<p><em>A poco a poco gli equipaggi cominciano a manifestare apertamente la loro inquietudine. Istintivamente intuiscono che qualcosa non va come deve andare. Non hanno forse dato loro ad intendere, a Siviglia, che il viaggio era diretto alle Isole delle Spezie, verso il radioso mezzogiorno, verso un mondo paradisiaco? Lo schiavo Enrique non ha descritto la sua patria come il paese di cuccagna, dove si raccolgono da terra, senza fatica, gli aromi pi\u00f9 preziosi? Non hanno loro promesso la ricchezza e un rapido ritorno? E invece quel fosco uomo taciturno li trasporta in regioni sempre pi\u00f9 gelide e desolate. Talvolta un pallido sole gialliccio appare attraverso le nuvole, descrivendo un breve giro, ma per lo pi\u00f9 il cielo \u00e8 tutto nascosto e l&#8217;aria odora di neve. Il vento taglia le guance come un rasoio e si insinua gelido fra le vesti sbrindellate; le mani si irrigidiscono appena tetano di afferrare le gomene, ed il fiato diventa fumo all&#8217;uscir dalla bocca. E tutt&#8217;intorno che desolazione, che spaventosa tristezza! Persino i cannibali sono sfuggiti a questo gelo. Quando si approda, non si trovano n\u00e9 bestie n\u00e9 frutti, all&#8217;infuori del pesce e delle foche: nell&#8217;acqua gelida la vita resiste meglio che non sulle deserte rive battute dalla tempesta. Dove li ha trascinati quel pazzo portoghese? Dove li trasciner\u00e0 ancora? Vuol forse portarli fono alle regioni glaciali, fino al Polo Antartico?<\/em><\/p>\n<p>Nel mese di maggio, ormai in pieno inverno australe, ma prima della rivolta, una delle navi, la <em>Santiago<\/em>, era stata mandata in esplorazione, ma aveva fatto naufragio, e solo dopo mille stenti i suoi uomini erano riusciti a rientrare a Puerto San Julian. Dopo quello sfortunato tentativo, fu necessario aspettare fino al mese di ottobre. Finalmente, con la fine della cattiva stagione, le quattro navi superstiti lasciarono quel luogo di desolazione; e il 21 di quel mese giunsero in vista di un promontorio, che Magellano chiam\u00f2 Cabo Virgenes, Capo delle Vergini (dalla ricorrenza liturgica di sant&#8217;Orsola e delle Sante Vergini), oltre il quale si apriva una via d&#8217;acqua. Dopo una breve ricognizione, giunse la conferma: s\u00ec, il passaggio era aperto e, molto probabilmente, era proprio quello cercato. Un&#8217;immensa speranza di accese nel cuore di tutti, ma specialmente dell&#8217;ammiraglio; il quale, per non doversi guardare continuamente alle spalle, offr\u00ec ai capitani di scegliere se proseguire con lui, o volgere la prua verso la Spagna. Essi decisero di seguirlo; tuttavia, poco dopo, un&#8217;altra nave, la <em>San Antonio<\/em>, disert\u00f2 e fece ritorno in patria, proditoriamente.<\/p>\n<p>Con le tre navi che ormai gli rimanevano, la <em>Trinidad<\/em> (ammiraglia), la <em>Concepci\u00f2n<\/em> e la <em>Victoria<\/em>, Magellano imbocc\u00f2 risolutamente quello stretto passaggio che s&#8217;interna fra due sponde &#8212; la Patagonia e la Terra del Fuoco &#8211; ugualmente ostili, montuose, disabitate, ammantate da tristi boschi piovosi di faggi australi e incorniciate da maestosi ghiacciai che scendono fino al mare: un canale lungo 500 km., disseminato di isole e scogli pericolosissimi, spazzato da venti improvvisi e violentissimi, da grandinate subitanee, che si scatenano perfino nelle rare giornate di sole; dove il clima sembra impazzito e volge dal bello al brutto, pi\u00f9 volte, nell&#8217;arco d&#8217;una sola giornata. Fu necessario procedere con molta prudenza, scandagliare la profondit\u00e0 marina, inviare le scialuppe in avanscoperta ogni qual volta la via acquea pareva biforcarsi e ramificarsi.<\/p>\n<p>Finalmente, il 28 novembre 1520, dopo cinque settimane di navigazione fra quei solitari bastioni di roccia, che avevano qualcosa di alieno e parevano guardare dall&#8217;alto in basso le minuscole sagome delle tre caravelle, gli equipaggi &#8212; formati da spagnoli, portoghesi, italiani &#8212; videro aprirsi, all&#8217;estremit\u00e0 nordoccidentale, oltre il Capo Deseado, l&#8217;immensa, sgombra distesa del Mar del Sud: e tale fu il sollievo e il senso di liberazione, che Magellano, uomo non facile agli entusiasmi, si affrett\u00f2 a battezzarlo &quot;Oceano Pacifico&quot;, a causa della sua ingannevole calma; nome, in realt\u00e0, quanto mai inappropriato, data la furia leggendaria delle sue tempeste. Da l\u00ec, egli calcolava di giungere in non pi\u00f9 d&#8217;un mese alle Molucche, le cosiddette Isole delle Spezie: ci sarebbero voluti, in realt\u00e0, tre mesi per traversare quasi tutta l&#8217;estensione di quell&#8217;oceano smisurato e arrivare non alle Molucche, ma alle Marianne. Una ventina di uomini sarebbero morti; gli altri si ammalarono di scorbuto e si ridussero a bere acqua marcia e a nutrirsi di cibo pullulante di vermi.<\/p>\n<p>Magellano, per\u00f2, aveva vinto la scommessa col destino: la sua fiducia in s\u00e9 era stata premiata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arriva il momento della verit\u00e0, nella vita di ogni uomo; il momento in cui le sue forze sono messe alla prova, sino all&#8217;ultima scintilla di volont\u00e0;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[140],"class_list":["post-26958","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-ferdinando-magellano"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26958"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26958\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}