{"id":26955,"date":"2012-11-03T05:33:00","date_gmt":"2012-11-03T05:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/11\/03\/la-rubyfruit-mafia-la-mafia-lesbica-comanda-ad-hollywood\/"},"modified":"2012-11-03T05:33:00","modified_gmt":"2012-11-03T05:33:00","slug":"la-rubyfruit-mafia-la-mafia-lesbica-comanda-ad-hollywood","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/11\/03\/la-rubyfruit-mafia-la-mafia-lesbica-comanda-ad-hollywood\/","title":{"rendered":"La \u00abRubyfruit Mafia\u00bb, la Mafia lesbica, comanda ad Hollywood?"},"content":{"rendered":"<p>Rita Mae Brown \u00e8 una scrittrice americana che, oltre ad essere stata in primissima fila nei pi\u00f9 svariati movimenti per la &quot;liberazione&quot; degli anni Sessanta e Settanta, \u00e8 stata anche acclamata e festeggiata profetessa della &quot;liberazione lesbica&quot;, specialmente con una serie di romanzi, il pi\u00f9 famoso dei quali \u00e8 stato \u00abRubyfruit Jungle\u00bb (\u00abLa giungla di fruttirubini\u00bb, con evidente allusione all&#8217;aspetto dei genitali esterni femminili), apparso nel 1973 e subito andato a ruba come il nuovo Vangelo delle donne omosessuali, americane e non.<\/p>\n<p>Nel corso del romanzo, dichiaratamente autobiografico, a un certo punto la protagonista (che, fra l&#8217;altro, ha definito l&#8217;aborto clandestino come un \u00abgrattar via dalla pancia un po&#8217; di porcheria\u00bb), parlando con una delle sue numerose amanti, si sente dire da quest&#8217;ultima: \u00abUna volta provato cos&#8217;\u00e8 con le donne, gli uomini diventano una barba tremenda. Non sto cercando di denigrarli, cio\u00e8 a volte come esseri umani mi piacciono, ma sessualmente non dicono niente. Direi che se una donna non ha provato altro, si pu\u00f2 anche pensare che non \u00e8 male\u00bb.<\/p>\n<p>Detto, fatto: cos\u00ec come il libro ha letteralmente spopolato, per anni, nelle classifiche dei best-seller pi\u00f9 venduti e pi\u00f9 tradotti all&#8217;estero, anche il suo nuovo Verbo di liberazione ha spaziato e imperversato da un confine all&#8217;altro della Terra; si mormora, ormai da anni, che ad Hollywood detti praticamente legge la Rubyfruit Mafia, la &quot;mafia di fruttirubini&quot;, formata da una sorta di &quot;cartello&quot; o &quot;associazione&quot; (ma alcuni sostengono che non si tratta di un vero e proprio gruppo organizzato, bens\u00ec, &quot;semplicemente&quot;, della forza del numero) di sceneggiatrici, produttrici, registe lesbiche, le quali, dichiaratesi tali e impegnate nella loro furiosa battaglia per la &quot;liberazione&quot; dai ceppi della schiavit\u00f9 eterosessuale, sono attivamente impegnate per diffondere la loro &quot;buona novella&quot;, ossia che il maschio non \u00e8 pi\u00f9 necessario.<\/p>\n<p>Rita Mae Brown, del resto, si \u00e8 spinta ancora pi\u00f9 in l\u00e0; da tempo ella sostiene che tutte le forme di oppressione e di discriminazione hanno un comune denominatore, e che questo consiste nella societ\u00e0 eterosessuale, con le sue regole, le sue repressioni, le sue imposizioni, eccetera; dottrina che consiste non solo nella necessit\u00e0 di &quot;liberare&quot; le donne dall&#8217;odiosa repressione e dallo sfruttamento operati per secoli dal maschio, ma nel negare qualunque legittimit\u00e0, qualunque valore, qualunque significato, bellezza o dignit\u00e0 al rapporto eterosessuale; e nel sostenere che solo nelle braccia di un&#8217;altra donna, la donna pu\u00f2 trovare la propria pienezza esistenziale ed il proprio completo appagamento sessuale.<\/p>\n<p>Inutile precisare che, in una simile ottica, si parte dalla tipica concezione edonista, materialista e utilitarista, per cui &quot;felicit\u00e0&quot; \u00e8 sinonimo di &quot;benessere&quot; e, a sua volta, &quot;benessere&quot; \u00e8 l&#8217;appagamento dei sensi; un approccio che nasce con il secolo dei Lumi e con la fiducia illuminista nella ragione e nel progresso; e che tende ad attribuire, con Rousseau e con lo stuolo innumerevole dei suoi nipotini, la colpa di ogni male, storico e metafisico, alla societ\u00e0, mentre l&#8217;essere umano, di per s\u00e9, sarebbe buono, innocente e, appunto, &quot;felice&quot;; senza riflettere che nessuno sa che cosa sia l&#8217;essere umano anteriormente e indipendentemente dalla societ\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;essere umano al puro stato di &quot;natura&quot; \u00e8 una astrazione che non riusciamo neanche ad immaginare, dato che quello che noi conosciamo, e sul quale siamo in grado di svolgere osservazioni e riflessioni, \u00e8 sempre e soltanto l&#8217;uomo sociale.<\/p>\n<p>In un certo senso, questa cultura lesbica, dilagata dagli Stati Uniti in Europa e, sia pure a scoppio ritardato, diffusasi negli ultimi anni con incredibile velocit\u00e0, al punto che ormai non fa pi\u00f9 neppure notizia perch\u00e9 si tende a darla piuttosto per scontata, si \u00e8 spinta anche oltre le frontiere cui da sempre mirava la cosiddetta cultura omosessuale maschile; la quale ultima, infatti, raramente era giunta a teorizzare che il solo rapporto sessuale &quot;giusto&quot; sia quello fra due uomini e che vi sarebbe qualche cosa di intrinsecamente sbagliato e patologico nel rapporto fra uomo e donna, oltre che di socialmente e politicamente reazionario.<\/p>\n<p>Ma tornando alla Mafia lesbica hollywoodiana (cos\u00ec battezzata dalla rivista americana &quot;W&quot;), a proposito della quale si potrebbe fare una quantit\u00e0 impressionante di nomi e di cognomi pi\u00f9 o meno illustri, il fatto che si tratti di una &quot;Velvet mafia&quot;, di una &quot;mafia di velluto&quot;, non dovrebbe portare a sottovalutarne la forza e la capacit\u00e0 di penetrazione capillare: chi controlla Hollywood, infatti, controlla in buona parte l&#8217;immaginario collettivo americano e, di riflesso, l&#8217;immaginario collettivo mondiale: dunque la sua capacit\u00e0 di diffondere nuove mode culturali \u00e8 potenzialmente illimitata. Film, telefilm, sceneggiati televisivi, tutto serve a veicolare l&#8217;immagine della lesbica rampante e felice, della lesbica in carriera che se ne ride delle donne ancora schiave dell&#8217;uomo, ancora schiave &#8212; &quot;horribile dictu&quot; &#8212; dei bambini, dei biberon e dei pannolini da cambiare; per non parlare della letteratura, della stampa, della pubblicit\u00e0, di Internet, insomma di tutto quello che \u00e8 immagine, parola scritta o vocale, comunicazione di massa.<\/p>\n<p>Non si tratta di immaginare chiss\u00e0 quali complotti nell&#8217;ombra, chiss\u00e0 quali tremende cospirazioni pianificate a tavolino da insospettabili poteri occulti; si tratta di persone che hanno dichiarato e sbandierato con fierezza e aggressivit\u00e0 la loro identit\u00e0 omosessuale e che si stanno impegnando, in modo dichiarato ed esplicito, per divulgare il loro punto di vista: che non \u00e8, lo ripetiamo, semplicemente di libert\u00e0 e di tolleranza nei confronti delle minoranze sessuali, ma tende a discriminare gli eterosessuali e a rovesciare il rapporto, numerico e culturale, esistente in passato a vantaggio della maggioranza, presentando il rapporto sessuale e affettivo fra uomo e donna come una forma inferiore, primitiva, intrinsecamente sbagliata e socialmente ingiusta, dalla quale le persone, e specialmente le donne, devono emanciparsi, se vogliono potersene andare in giro a testa alta e considerarsi pienamente &quot;moderne&quot; e &quot;liberate&quot;.<\/p>\n<p>I primi segni di questa mutazione cultuale sono gi\u00e0 evidenti da tempo, anche al di fuori della prospettiva omosessuale. Gi\u00e0 da anni, e specialmente in certi ambienti sociali &quot;progressisti&quot; e benestanti, la donna divorziata tende a guardare dall&#8217;alto in basso le sue amiche sposate, e queste ultime tendono a guardare a lei come a un modello vincente, meritevole di ammirazione e, se possibile, degno di essere imitato. La ragione \u00e8 ovvia (al di l\u00e0 di eventuali componenti psicologiche dettate da un istinto di rivalsa, specialmente per quante hanno subito il divorzio a causa di un tradimento o di un abbandono del marito): la donna divorziata, con dei figli ormai grandi che non vivono pi\u00f9 con lei, e per i quali non deve preoccuparsi troppo economicamente, perch\u00e9 la sentenza del giudice ha fissato un consistente assegno mensile da parte dell&#8217;ex marito, \u00e8 infinitamente pi\u00f9 libera di muoversi, di viaggiare, di frequentare amicizie, di assistere a conferenze, di recarsi in palestra o dall&#8217;estetista, insomma di fare tutte quelle cose che le donne sposate non hanno il tempo di fare, di dedicarsi a quegli interessi, a quelle iniziative che quelle possono appena sognare, tutte prese, come sono, negli impegni e nelle responsabilit\u00e0 domestici.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che questa nuova percezione della donna divorziata o separata, libera di dedicarsi al proprio aspetto, al proprio svago, alla propria cultura e, perch\u00e9 no, al proprio piacere, anche in senso specificamente sessuale, sia stata elaborata proprio nelle fasce sociale medio-alte e in quelle culturalmente pi\u00f9 avanzate, fra donne in possesso di un titolo di studio universitario, insomma fra donne intellettuali o che si ritengono tali, e che come tali vengono percepite e giudicate dalle loro amiche e conoscenti, nonch\u00e9 dai loro amici e colleghi di sesso maschile. E anche se tale superiorit\u00e0 culturale consiste solo nel fatto che, invece di leggere \u00abOggi\u00bb o, magari (Dio non voglia), \u00abFamiglia cristiana\u00bb, leggono i libri di Naomi Klein, la pagina di psicologia di Umberto Galimberti e, naturalmente, i romanzi di Umberto Eco, e anche se si riduce nell&#8217;identificarsi in personaggi come Marina Ripa di Meana o nel seguire i salotti televisivi con Alba Parietti o con i soliti psicanalisti e psicanaliste &quot;\u00e0 la page&quot;, per i quali non c&#8217;\u00e8 altro Dio che Freud e non ci sono altri profeti che quelli ufficialmente autorizzati dal Maestro.<\/p>\n<p>Adesso questa cultura &quot;femminista&quot; sta facendo un salto di qualit\u00e0 e sta presentando il lesbismo come il &quot;giusto&quot; orientamento sessuale, quello &quot;vincente&quot; e il solo realmente &quot;liberato&quot;; e, di conseguenza, la condizione della donna eterosessuale, specialmente se sposata, come deprecabile e biasimevole, degna soltanto di una donna sottomessa, pavida, inconsapevole. Sacerdotesse della &quot;liberazione&quot; femminista, come Rita Mae Brown o Germaine Greer (che definiva la donna &quot;naturalmente&quot; portata al lesbismo) non avrebbero osato sperare, quando predicavano simili cose una trentina o anche una quarantina di anni fa, che esse sarebbero uscite dal regno delle parole, della letteratura o del cinema, per divenire realt\u00e0 nella vita d&#8217;ogni giorno.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo un nuovo modello di donna, vincente e in carriera, e soprattutto &quot;felice&quot; (secondo loro), ad aver conquistato le luci della ribalta, ma \u00e8 soprattutto l&#8217;immagine tradizionale della donna eterosessuale, e di riflesso, quella della famiglia basata sull&#8217;unione dell&#8217;uomo e della donna, ad uscirne gravemente compromessa. Ci\u00f2 che viene suggerito, e talvolta apertamente proclamato, \u00e8 che la donna che si unisce con l&#8217;uomo, che si sposa con l&#8217;uomo, che mette al mondo dei figli, \u00e8 una povera creatura meritevole di compassione, un imbarazzante retaggio del passato, destinato ad essere superato; e che la famiglia nata dall&#8217;amore di un uomo e di una donna \u00e8 anticaglia da rottamare, qualche cosa che non trova pi\u00f9 spazio nella realt\u00e0 moderna e che suscita pena e compatimento.<\/p>\n<p>In compenso, vengono rivalutate le unioni di fatto contro la famiglia tradizionale, e le unioni omosessuali contro quelle eterosessuali; vengono esaltate le &quot;famiglie&quot; formate da due donne, o due uomini, che adottano dei bambini, perch\u00e9 &quot;l&#8217;importante \u00e8 l&#8217;amore&quot; &#8212; e, nel caso delle lesbiche, che ottengono dei bambini mediante la fecondazione eterologa (cfr. anche il nostro precedente articolo: \u00abMa il problema \u00e8 l&#8217;omosessualit\u00e0 o l&#8217;omofobia?\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 05\/07\/2012).<\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 domandare a chi giovino una tale denigrazione della donna eterosessuale, della sposa, della madre, e una tale deformazione unilaterale della realt\u00e0 della famiglia basata sull&#8217;unione dell&#8217;uomo e della donna; e a questo punto, s\u00ec, \u00e8 difficile immaginare che si tratti di una campagna mediatica puramente spontanea e priva di registi, data la sua capacit\u00e0 pervasiva e la sua martellante insistenza, per non parlar della vastit\u00e0 dei mezzi, anche economici e finanziari, messi in campo per assicurarle la vittoria contro le forze brutte e cattive della tradizione, dell&#8217;immobilismo e dell&#8217;oscurantismo.<\/p>\n<p>Quando si presenta come sbagliata, frustrante e fallimentare la figura della donna che cerca di completarsi e di realizzarsi nell&#8217;unione con l&#8217;uomo e nella procreazione dei figli; quando si presenta l&#8217;uomo come il peggior nemico della donna, un essere subdolo, egoista e meschino, geneticamente incapace di assicurare alla propria compagna amore, tenerezza, comprensione; quando si sminuisce, si denigra, si insulta la famiglia fondata sul legame stabile fra l&#8217;uomo e la donna, mettendone in luce solo gli eventuali aspetti negativi e passando del tutto sotto silenzio tutti quelli positivi, si fa molto di pi\u00f9 che una semplice opera di proselitismo culturale a vantaggio di una certa idea della donna, della famiglia e della societ\u00e0 rispetto ad un&#8217;altra: si conduce una guerra senza quartiere contro ci\u00f2 che di pi\u00f9 bello, di pi\u00f9 nobile e di pi\u00f9 fecondo sta alla base della convivenza umana, vale a dire un&#8217;opera intensa, imperterrita e deliberata di distruzione sociale.<\/p>\n<p>Che si tratti anche, e soprattutto, di un&#8217;opera deliberata di distruzione morale; che non vi sia nulla di casuale in essa, nulla di spontaneo, tranne forse da parte dei soliti utili idioti, i quali si limitano a ripetere frasi fatte, basate sulla cultura dei &quot;diritti&quot; contrapposta a quella dei &quot;doveri&quot; (come se quelli fossero possibili in assenza di questi), \u00e8 una nostra intima convinzione, per la quale non possiamo esibire delle &quot;prove&quot; nel senso abituale del termine, anche se esiste una tale quantit\u00e0 di indizi, da renderla un&#8217;ipotesi tutt&#8217;altro che improbabile.<\/p>\n<p>Deformare volutamente la realt\u00e0; presentare una immagine parziale delle cose, sottolineando solo ci\u00f2 che \u00e8 funzionale alla propria tesi e tacendo, minimizzando, ridicolizzando tutto ci\u00f2 che con essa contrasta, \u00e8 una antica, inveterata prassi dei faziosi, dei disonesti, di quanti vogliono contrabbandare la parte per il tutto e, con ci\u00f2 stesso, l&#8217;apparenza per la sostanza, l&#8217;ingiustizia per la giustizia, l&#8217;errore per la verit\u00e0. A chi abbia occhi per vedere e una testa per riflettere, accorgersi di tutto ci\u00f2&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rita Mae Brown \u00e8 una scrittrice americana che, oltre ad essere stata in primissima fila nei pi\u00f9 svariati movimenti per la &quot;liberazione&quot; degli anni Sessanta e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30173,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[211,237],"class_list":["post-26955","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omosessualismo","tag-omosessualismo","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-omosessualismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26955","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26955"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26955\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30173"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}