{"id":26950,"date":"2008-04-29T09:30:00","date_gmt":"2008-04-29T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/04\/29\/nella-parabola-del-maestro-e-margherita-lincontro-felice-tra-il-maschile-e-il-femminile\/"},"modified":"2008-04-29T09:30:00","modified_gmt":"2008-04-29T09:30:00","slug":"nella-parabola-del-maestro-e-margherita-lincontro-felice-tra-il-maschile-e-il-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/04\/29\/nella-parabola-del-maestro-e-margherita-lincontro-felice-tra-il-maschile-e-il-femminile\/","title":{"rendered":"Nella parabola del Maestro e Margherita l&#8217;incontro felice tra il maschile e il femminile"},"content":{"rendered":"<p>Da <em>Il Maestro e Margherita<\/em> di Michail Bulgakov (traduzione di Vera Dridso, Torino, Einaudi, 1967):<\/p>\n<p><em>Per un po&#8217; l&#8217;ospite, scosso da un tremito, si chiuse nella sua tristezza, ma infine disse:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Vede che caso strano: sono qui per lo stesso suo motivo, cio\u00e8 per colpa di Ponzio Pilato. &#8211; Si volt\u00f2 impaurito e riprese: &#8211; Il fatto \u00e8 che un anno fa ho scritto un romanzo su Pilato.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Lei \u00e8 uno scrittore ? -, chiese con interesse il poeta.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;ospite s&#8217;incup\u00ec e minacci\u00f2 Ivan col pugno, poi disse:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Io sono un Maestro -. Si fece severo e trasse dalla tasca un berretto nero, lucido dall&#8217;uso, con una \u00abM\u00bb ricamata in seta gialla. Si mise il berretto in testa e si mostr\u00f2 a Ivan di fronte e di profilo per comprovare di essere un maestro. &#8211; Me l&#8217;ha cucito con le sue stesse mani, &#8211; aggiunse con fare misterioso.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Qual \u00e8 il suo nome?<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Non ho pi\u00f9 nome, &#8211; rispose lo strano ospite con un cupo disprezzo. &#8211; L&#8217;ho rifiutato, come del resto ho rifiutato tutto nella vita. Scordiamocene&#8230;<\/em> (p. 133).<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p><em>&#8230;Margherita cadde sul divano ridendo al punto che le lacrime le colavano dagli occhi. Ma quando si calm\u00f2, il suo volto sub\u00ec una profonda trasformazione, essa cominci\u00f2 a parlare con seriet\u00e0 e, senza smettere di parlare, scivol\u00f2 gi\u00f9 dal divano, strisci\u00f2 verso le ginocchia del maestro e, guardandolo negli occhi, si mise ad accarezzargli la testa.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Come hai sofferto, come hai sofferto, mio caro! Questo lo so soltanto io. Guarda, hai fili bianchi nei capelli e una piega incancellabile all&#8217;angolo della bocca. Mio unico, mio caro, non pensare a nulla! Hai dovuto pensare troppo, adesso penser\u00f2 io per te. E ti garantisco, ti garantisco che tutto sar\u00e0 stupendamente bello!<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Io non temo nulla, Margot, &#8211; le rispose all&#8217;improvviso il Maestro, e alz\u00f2 la testa e le riapparve cos\u00ec com&#8217;era quando scriveva ci\u00f2 che non aveva mai visto, ma che sapeva con certezza che c&#8217;era stato &#8211; non temo nulla perch\u00e9 ho gi\u00e0 provato di tutto. Mi hanno troppo minacciato e non c&#8217;\u00e8 minaccia che possa farmi paura. Mi dispiace per te, Margot, ecco il nocciolo di tutto, ecco perch\u00e9 ripeto sempre la stessa cosa. Torna in te! Perch\u00e9 devi rovinare la tua vita con un malato e un miserabile? Torna a casa! Provo pena per te, perci\u00f2 ti dico questo.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Oh, tu, tu&#8230; &#8211; sussurrava margherita scuotendo la testa spettinata, &#8211; uomo di poca fede, infelice! &#8230; Io per te ieri ho girato nuda tutta la notte, ho peso la mia natura umana e l&#8217;ho sostituita con un&#8217;altra, ho passato vari mesi in uno stanzino buio a pensare a una cosa sola, al temporale su Jerushalajim, ho pianto da non poterne pi\u00f9, e adesso che \u00e8 caduta su di noi la felicit\u00e0, tu mi scacci! Va bene, me ne andr\u00f2, andr\u00f2 via, ma sappi che sei un uomo crudele! Ti hanno svuotato l&#8217;anima!<\/em><\/p>\n<p><em>Un&#8217;amara tenerezza nacque nel cuore del Maestro, e, non si sa perch\u00e9, egli scoppi\u00f2 a piangere affondando il viso nei capelli di margherita. Essa, singhiozzando, mentre le sue dota si muovevano sulle tempie del Maestro, gl sussurrava:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; S\u00ec, fili, fili&#8230; sotto ai miei occhi la tua testa si copre di neve&#8230; oh, povera mia testa, che ha tanto sofferto! Guarda che occhi hai! In essi c&#8217;\u00e8 il deserto&#8230; e le spalle, le spalle col fardello&#8230; ti hanno rovinato, rovinato&#8230; &#8211; Le parole di Margherita diventavano slegate, Margherita era scossa dal pianto.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora il Maestro si asciug\u00f2 gli occhi, fece alzare dalle ginocchia Margherita, si alz\u00f2 pure lui e disse con voce sicura:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Basta. Mi hai fatto vergognare. Non mi permetter\u00f2 mai pi\u00f9 di essere pusillanime, e non ritorner\u00f2 su questo argomento, stai tranquilla. So che siamo tutti e due vittime della nostra malattia psichica che forse io ti ho trasmessa&#8230; Va bene, la sopporteremo insieme.<\/em><\/p>\n<p><em>Margherita gli avvicin\u00f2 le labbra all&#8217;orecchio e sussurr\u00f2:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Ti giuro sulla tua vita, ti giuro sul figlio dell&#8217;astrologo che tu hai intuito, tutto andr\u00e0 per il meglio!<\/em> (pp. 357-358).<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p><em>&#8230; Il Maestro e Margherita videro l&#8217;alba promessa. Essa cominci\u00f2 subito, immediatamente dopo la luna di mezzanotte. Il maestro camminava con la sua compagna nello splendore dei primi raggi mattutini attraverso un muschioso ponticello di pietra. Lo attraversarono. Il ruscello rest\u00f2 alle spalle dei fedeli amanti., ed essi andarono lungo una strada sabbiosa.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Ascolta la quiete -.diceva Margherita al maestro, e la sabbia frusciava sotto i suoi piedi nudi, &#8211; ascolta e godi ci\u00f2 che non ti hanno mai concesso in vita: il silenzio. Guarda, ecco l\u00e0 davanti la tua casa eterna, che ti \u00e8 stata data per ricompensa. Gi\u00e0 vedo la trifora e la vite che s&#8217;attorce e s&#8217;alza fino al tetto. Ecco la tua casa, la tua casa eterna. So che alla sera ti verranno a trovare coloro che tu ami, che ti interessano e che non ti inquieteranno. Suoneranno per te, canteranno per te, vedrai che luce ci sar\u00e0 nella camera quando saranno accese le candele. Ti addormenterai, col tuo berretto consunto ed eterno, ti addormenterai col sorriso sulle labbra. Il sonno ti rinforzer\u00e0 e saggi saranno i tuoi pensieri. E mandarmi via ormai non potrai. Il tuo sonno lo protegger\u00f2 io.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec parlava margherita, seguendo il Maestro verso la loro casa eterna, e al Maestro parve che le parole di Margherita fluissero come fluiva e bisbigliava il ruscello lasciato alle spalle, e la memoria del maestro, l&#8217;inquieta e martoriata memoria del maestro cominci\u00f2 a spegnersi. Qualcuno lo lasciava libero, come poco prima egli aveva lasciato libero l&#8217;eroe da lui creato. Questo eroe era scomparso., era scomparso irrevocabilmente, perdonato nella notte tra il sabato e la domenica, il figlio del re astrologo, il crudele quinto procuratore della Giudea, il cavaliere Ponzio Pilato.<\/em> (pp. 373-374).<\/p>\n<p>Abbiamo riportato questi tre passaggi del capolavoro di Bulgakov, terminato nel 1940 &#8211; pochi giorni prima della sua morte -, perch\u00e9 ci sono sembrati altamente emblematici nel delineare quello che potrebbe essere un incontro felice tra il principio maschile e quello femminile, nella realt\u00e0 della vita di ogni giorno.<\/p>\n<p>Certo, la storia del Maestro e di Margherita &#8211; che \u00e8 solo uno dei temi centrali di questo complesso e bellissimo romanzo del Novecento &#8211; non \u00e8 affatto una storia ordinaria, bens\u00ec una storia eccezionale; eppure ogni esistenza quotidiana pu\u00f2 diventare un&#8217;avventura unica e speciale, se un prospero destino consente all&#8217;uomo e alla donna di unire le loro forze e la loro parte migliore nel cammino della vita, sostenendosi a vicenda, invece di graffiarsi e mordersi a sangue &#8211; come spesso avviene &#8211; per ignoranza della missione che sono chiamati ad assolvere.<\/p>\n<p>Questo, infatti, \u00e8 il punto centrale, dal quale scaturisce ogni altra considerazione: gli esseri umani non nascono a caso, ma sono chiamati all&#8217;Essere da una precisa vocazione &#8211; cui possono, beninteso, dare ascolto oppure no.<\/p>\n<p>Il secondo punto \u00e8 che uomo e donna non esistono per una semplice &quot;divisine del lavoro&quot; a livello riproduttivo, ma per una ragione assai pi\u00f9 profonda e sublime: completarsi a vicenda e donarsi forza e gioia l&#8217;un l&#8217;altra, in modo da alleviare, con la loro sollecitudine, la fatica del vivere di ogni giorno, fatta spesso di incombenze sgradevoli e di opprimenti contingenze.<\/p>\n<p>Mettere al mondo una prole felice e crescerla nel modo migliore \u00e8 la conseguenza di questa intesa profonda, di questo mutuo appoggio che scaturiscono da una sincera comprensione. Nessun dubbio sul fatto che quasi qualunque coppia possa fare dei bambini, ma che solo una copia affiatata e armoniosa possa avviarli nel modo giusto sul sentiero della vita.<\/p>\n<p>La ragione per la quale sollecitudine, comprensione e mutuo appoggio non sono poi cos\u00ec frequenti nel rapporto fra uomo e donna \u00e8 che entrambi, sempre pi\u00f9 spesso, hanno smarrito la propria specificit\u00e0 di genere. La donna si \u00e8 via via mascolinizzata e, al tempo stesso, si \u00e8 esasperatamente erotizzata (al punto da voler erotizzare anche i propri bambini: e poi ci si stupisce per il proliferare della pedofilia!); l&#8217;uomo si \u00e8 effeminato. Incerti e frastornati circa la propria verit\u00e0 interiore, essi non sono pi\u00f9 in condizione di sostenersi a vicenda, di offrirsi ci\u00f2 di cui avrebbero bisogno. E reagiscono, sempre pi\u00f9 spesso, facendosi del male, magari usando i figli come campo di battaglia e luogo di rivalsa.<\/p>\n<p>Ma che cosa dovrebbe trovare l&#8217;uomo nella donna, e che cosa la donna dovrebbe aspettarsi di trovare nell&#8217;uomo?<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, nella donna, aspira a trovare dolcezza, incoraggiamento, sostegno per realizzare il proprio fine trascendente. Il vero uomo non restringe i propri orizzonti entro la sfera dell&#8217;utile immediato; e nemmeno vuole idolatrare la propria donna. Il suo sguardo \u00e8 proteso verso le altezze: \u00e8 un figlio della luce, che della luce serba una inestinguibile nostalgia e che, sempre, torna ad alzare lo sguardo oltre la dimensione del contingente. \u00c8 come un capitano di mare: non pu\u00f2 vivere senza l&#8217;odore del salmastro nelle narici, senza lo schiaffo del vento sul viso. Ha bisogno di sentirsi ballare il ponte della nave sotto i piedi; e quanto pi\u00f9 forte \u00e8 la tempesta, tanto meglio!<\/p>\n<p>La sua autentica compagna \u00e8 colei che riconosce ed accetta il destino trascendente dell&#8217;uomo, la sua tensione verso l&#8217;infinito, e &#8211; non che appesantirlo con un buon senso dozzinale o con i capricci di una vanit\u00e0 che vuol essere sempre al centro della scena &#8211; lo aiuta per quanto sta nelle sue forze, lo incoraggia, lo sostiene nei momenti difficili. Ma non cerca di tarpargli le ali, non lo angustia con meschine querimonie; anzi, \u00e8 fiera del suo amore per le vette.<\/p>\n<p>E la donna, che cosa avrebbe il diritto di trovare nell&#8217;uomo che le si pone accanto?<\/p>\n<p>Innanzitutto, non uno spirito angusto e narcisista; non uno zerbinotto preoccupato solamente di fare bella mostra di s\u00e9; non una brutta copia di un certo, deteriore esibizionismo femminile: ma una natura virile, che disprezza le apparenze e tira dritto verso la sostanza delle cose. Certo, anch&#8217;ella si aspetta di trovare un compagno che la capisca e la sostenga, ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec; ma, in fondo al cuore, ella non pu\u00f2 che provare disprezzo per un bel bambolotto che cerchi solo l&#8217;altrui ammirazione o che, peggio, si faccia schiavo di lei, sottomettendosi a tutti i suoi capricci.<\/p>\n<p>La donna \u00e8 una creatura della terra. Lo esige la sua vocazione alla maternit\u00e0. Non sente, con la stessa forza dell&#8217;uomo, il richiamo delle altezze; tuttavia pu\u00f2 intuirlo per merito di lui, e pu\u00f2 dare un prezioso contributo perch\u00e9 il suo compagno lo possa seguire. L&#8217;uomo, se \u00e8 fiero, \u00e8 fiero della missione che si sente chiamato a compiere; la donna, si sente fiera di aver collaborato al raggiungimento di questo fine.<\/p>\n<p>Ogni anima di donna calda e generosa ha avvertito la nobilt\u00e0 di questo compito, e si \u00e8 prodigata ad aiutare il suo uomo a divenire fiero di se stesso. Perci\u00f2, dietro molti grandi uomini ci sono la dedizione, il calore, la profonda amicizia di una donna che ha saputo essere la compagna ideale. Se l&#8217;uomo manca questo obiettivo, non rimane che un uomo incompleto, frustrato e insoddisfatto; e la donna che abbia il triste vanto di aver contribuito a tale fallimento, divider\u00e0 con lui l&#8217;inferno dell&#8217;amarezza e della rabbia impotente.<\/p>\n<p>Nella donna, pi\u00f9 che nell&#8217;uomo, sono sviluppate le tendenze sadiche e masochiste che la spingerebbero a imporre il proprio dominio tirannico sull&#8217;uomo, oppure a lasciarsene maltrattare, umiliare e calpestare. Ci\u00f2 fa parte della sua natura terrestre. Spesso ella sceglie il compagno sbagliato e si rovina la vita con le sue stesse mani, perch\u00e9 n\u00e9 l&#8217;uomo sottomesso, n\u00e9 l&#8217;uomo padrone potranno darle ci\u00f2 di cui ha veramente bisogno, se non in misura banalmente superficiale. Anche se il suo io chiede di tiranneggiare o di essere schiavizzato, la sua natura profonda desidererebbe ben altre cose: un uomo che, pur imponendosi a lei, non abusi della sua forza, ma le trasmetta ci\u00f2 ch&#8217;ella desidera sopra ogni altra cosa: il sentimento di essere amata cos\u00ec com&#8217;\u00e8, per se stessa, e non per la sua bellezza o per la sua giovinezza o per altre circostanze esteriori.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;uomo, ovviamente, vorrebbe essere amato per quello che \u00e8; ma l&#8217;amore della donna, per lui, non \u00e8 mai un fine, bens\u00ec un trampolino verso le altezze. \u00c8 questo, se si vuole, il concetto stilnovistico e dantesco della donna-angelo. La donna \u00e8 un dono del Cielo che aiuta l&#8217;uomo ad innalzarsi a sua volta; proprio come Platone insegnava che la bellezza sensibile \u00e8 solo una prima tappa verso il divino.<\/p>\n<p>Certi, vi sono molte donne che sembrano puntare esclusivamente a soggiogare l&#8217;uomo mediante la seduzione sessuale. Ma perfino costoro, in fondo alla propria anima, sperano e vorrebbero trovare, finalmente, un uomo che, invece di cadere in ginocchio davanti alla loro sensualit\u00e0, imponga loro un livello di esistenza pi\u00f9 alto: che le faccia vergognare di aver riposto ogni loro ambizione nelle lusinghe del sesso, e le richiami al senso della loro autentica vocazione: quella di essere le fedeli compagne di un uomo che vuol levare i suoi occhi verso le altezze. Perfino le donne di strada avvertono, d&#8217;istinto, questa sorta di rispetto quasi involontario per l&#8217;uomo virile, che attrae ma non chiede; che \u00e8 forte senza arroganza; e che procede con decisione lungo la sua strada, senza avvoltolarsi nel fango come un bruto.<\/p>\n<p>La donna non vuole solamente essere amata; vuole anche essere ammirata. \u00c8 nella sua natura; anche se molte donne, oggi, hanno portato questo loro istinto fino all&#8217;esasperazione e alla volgarit\u00e0. Nella parte pi\u00f9 segreta di se stessa, per\u00f2, la donna &#8211; bench\u00e9 sia lusingata dagli sguardi di desiderio del maschio &#8211; non tiene in gran conto coloro che la bramano solo in quanto oggetto di concupiscenza. Solo la donna intimamente depravata e solo l&#8217;uomo intimamente effeminato si appagano reciprocamente di un tale giochetto. La vera donna e il vero uomo hanno bisogno di ben altro cibo da gustare: e, fra i due, dev&#8217;essere l&#8217;uomo a rompere il cerchio perverso della seduzione fine a se stessa, del guazzare in acque basse come pesci d&#8217;acqua dolce; dev&#8217;essere l&#8217;uomo a ricordare a se stesso, e, indirettamente, alla donna, che altro \u00e8 il destino dell&#8217;essere umano: quello di spingersi verso le acque profonde, di andare sempre oltre se stesso.<\/p>\n<p>La cosa, per\u00f2, nella societ\u00e0 attuale si sta facendo sempre pi\u00f9 difficile. Uomo e donna sembrano aver smarrito il senso profondo del loro viaggio esistenziale e troppo spesso, invece di aiutarsi e completarsi, si fanno una guerra spietata per il potere sul sesso opposto. Da questa guerra, comunque finisca, non emergerebbe alcun vincitore, ma solo degli sconfitti: uomini svirilizzati e donne sempre pi\u00f9 nevrotiche e infelici.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, un consiglio: leggere e meditare un romanzo come <em>Il Maestro e Margherita<\/em>. Margherita che ama cos\u00ec tanto il suo compagno, da cucirgli un berretto con la \u00abM\u00bb di Maestro in seta gialla. Maestro, in russo, \u00e8 chi eccelle nel proprio campo; per indicare l&#8217;insegnante elementare si usa un&#8217;altra parola. Il Maestro eccelle per quel suo essere cos\u00ec com&#8217;\u00e8: povero, idealista, intrepido e assetato di raggiungere le altezze. Nemmeno nel manicomio, ove gli uomini ottusi lo rinchiudono per tarpare i suoi sogni, egli abdica al suo ruolo e alla sua profonda dignit\u00e0, ricevuti dalle mani amorevoli di lei.<\/p>\n<p>Una vera donna ha bisogno di amare un uomo cos\u00ec: anche se non \u00e8 elegante, anche se non ha fatto i soldi, anche se non \u00e8 &quot;furbo&quot;, nel senso che si d\u00e0 comunemente a questa parola.<\/p>\n<p>E un vero uomo ha bisogno di amare una donna cos\u00ec: che lo avvolge in un soffice mantello di delicatezza, ma senza soffocarlo; che si preoccupa della sua stanchezza; che consola i suoi affanni e le sue delusioni, e lo incoraggia a puntare sempre in alto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov (traduzione di Vera Dridso, Torino, Einaudi, 1967): Per un po&#8217; l&#8217;ospite, scosso da un tremito, si chiuse nella<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-26950","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26950","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26950"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26950\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26950"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26950"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26950"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}