{"id":26946,"date":"2013-04-17T02:10:00","date_gmt":"2013-04-17T02:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/04\/17\/ricorre-il-centenario-della-decena-tragica-di-citta-del-messico-9-18-febbraio-1913\/"},"modified":"2013-04-17T02:10:00","modified_gmt":"2013-04-17T02:10:00","slug":"ricorre-il-centenario-della-decena-tragica-di-citta-del-messico-9-18-febbraio-1913","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/04\/17\/ricorre-il-centenario-della-decena-tragica-di-citta-del-messico-9-18-febbraio-1913\/","title":{"rendered":"Ricorre il centenario della \u00abdecena tragica\u00bb di Citt\u00e0 del Messico (9-18 febbraio 1913)"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 da poco trascorso il centesimo anniversario della &quot;decina tragica&quot; o &quot;decade tragica&quot; (in spagnolo: &quot;decena tragica&quot;), una fulminea guerra civile e un drammatico colpo di Stato che abbatterono il prino governo liberale del Messico moderno, quello del presidente Francisco Indalencio Madero, succeduto alla lunga stagione del dittatore Porfirio Diaz. Ebbe luogo dal 9 al 18 febbraio 1913 e pass\u00f2 quasi inosservata nel resto del mondo, perch\u00e9, in quel momento, l&#8217;Europa si stava avviando a grandi passi verso la tragedia della prima guerra mondiale, allorch\u00e9 milioni di combattenti si fronteggeranno, dalla Svizzera al Mare del Nord e dal Baltico al confine romeno, in quello che si pu\u00f2 considerare come l&#8217;inizio del declino irrimediabile della civilt\u00e0 occidentale moderna e anche del predominio politico ed economico europeo sul resto del mondo. Si tratta di un episodio non molto conosciuto al grosso pubblico occidentale, comprese le persone di media cultura; e notissimo, invece &#8212; tristemente noto, in verit\u00e0 -, presso quella messicana, che ne custodisce gelosamente la memoria e che la considera inseparabile dalla perfidia dello Zio Sam, lo strapotente vicino americano<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti d&#8217;America, che, per il momento, non mostravano alcuna intenzione di intervenire nel conflitto europeo &#8211; ma che lo avrebbero fatto nel 1917, quando Woodrow Wilson, eletto con la promessa di tenere il Paese neutrale e poi fulmineamente convertitosi alla guerra, anzi, autoproclamatosi banditore di cieli nuovi e terre nuove, per ricostruire il mondo dalle fondamenta &#8212; tenevano d&#8217;occhio con preoccupazione l&#8217;evolvere della situazione oltre le loro frontiere meridionali: essi avevano enormi interessi economici, oltre che strategici, nel Messico (latifondi e miniere), interessi che avevano prosperato sotto il regime corrotto e paternalistico di Porfirio Diaz, abituato a reprimere il malcontento dei &quot;peones&quot;, i contadini poveri, con rappresaglie sanguinose per mezzo dei &quot;rurales&quot;, un corpo di gendarmeria a cavallo, mentre avevano molto da perdere qualora il neopresidente Madero, un liberale timido, ma pieno di buone intenzioni, avesse attuato anche solo una parte delle riforme che la stragrande maggioranza del popolo e della stessa borghesia aspettavano con ansia. Ed \u00e8 per questo che l&#8217;ambasciatore statunitense a Citt\u00e0 del Messico, Henry Lane Wilson, non esit\u00f2 a mettersi al centro di un tenebroso complotto per manovrare le forze ostili a tali riforme, e particolarmente l&#8217;ambiente degli alti comandi militari, in modo da rovesciare lo scomodo Madero, cos\u00ec come avrebbe fatto la C.I.A., nel 1973, con il generale Augusto Pinochet, contro il presidente cileno Salvador Allende e il suo governo, democraticamente eletti. Il ruolo giocato dall&#8217;ambasciatore Wilson nell&#8217;insurrezione militare che diede il via alla &quot;decina tragica&quot; e al successivo assassinio di Madero \u00e8 oggi storicamente accertato al di l\u00e0 di ogni possibile dubbio e rester\u00e0 scolpito nella coscienza dei Messicani, e di tutti i popoli latino-americani, come un tipico esempio del cinismo e della violenza con cui le banche e le grandi aziende statunitensi, sostenute dal loro governo, hanno sempre condotto la loro azione nei confronti delle nazioni a Sud del Rio Grande, in omaggio alla &quot;dottrina Monroe&quot;, dietro la rassicurante facciata democratica e l&#8217;ipocrita pretesa di voler &quot;difendere&quot; tali Paesi dalle ambizioni delle potenze europee.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non \u00e8 che Madero, giunto al potere nel 1911, dopo essersi candidato alle elezioni presidenziali contro Diaz e dopo aver vinto una prima, breve guerra civile contro il dittatore recalcitrante ad abbandonare la poltrona, si fosse mostrato sollecito nella realizzazione delle riforme sociali contenute nel suo &quot;Piano di San Luis Potosi&quot;. Temendo il contraccolpo che esse avrebbero potuto provocare, sia a livello interno che a livello internazionale, egli si mostr\u00f2 estremamente prudente, per non dire esitante, tanto da conservare al loro posto gran parte dei collaboratori dl deposto dittatore Diaz e di riporre la sua fiducia, quale capo di Stato Maggiore dell&#8217;esercito, nel generale Victoriano Huerta, un indio alcolizzato e forse pazzo, affidandogli, per di pi\u00f9, l&#8217;incarico di condurre una spedizione punitiva contro i due capi rivoluzionari Pascual Orozco ed Emiliano Zapata.Questi, in un primo tempo, avevano appoggiato Madero contro Diaz; ma poi, delusi dal mancato avvio della riforma agraria, invece di deporre le armi, avevano proseguiti la lotta armata contro le forze governative, occupando le terre dei latifondisti; i quali, pi\u00f9 che mai preoccupati, avevano preteso da Madero che desse prova della sua affidabilit\u00e0, conducendo una energica azione repressiva contro i &quot;peones&quot; insorti; ci\u00f2 che, peraltro, non era bastato a rassicurarli interamente, perch\u00e9, in cuor loro, essi erano convinti che le loro propriet\u00e0 non sarebbero mai state al sicuro sotto il governo del debole Madero, che aveva commesso l&#8217;errore di fare appello ai contadini per costringere Diaz ad abbandonare il Paese. Soltanto Pancho Villa, che da Huerta stava per essere fucilato e che era stato salvato dall&#8217;intervento personale di Madero, era rimasto fedele al presidente, mentre le masse contadine si erano allontanate da lui; la fedelt\u00e0 di Villa rimarr\u00e0 legata alla memoria del presidente assassinato anche in seguito, quando, insieme a Zapata, il 6 dicembre 1914 occuper\u00e0 Citt\u00e0 del Messico, e si trover\u00e0 sostanzialmente d&#8217;accordo su tutto con il capo contadini del Morelos, tranne che su una cosa: il giudizio politico e umano su Madero, fortemente negativo per Zapata, riconoscente e commosso da parte di Villa.<\/p>\n<p>Huerta, dunque, dopo aver marciato contro Orozco nel Chihuahua e averlo sconfitto, rientra a Citt\u00e0 del Messico, rafforzato dal successo militare; ma nel Sud rimane in armi Zapata, che ha lanciato il suo Piano di Ayala e le cui truppe, al grido di &quot;Terra e Libert\u00e0&quot; e con lo stendardo della Vergine di Guadalupe, non demordono. Huerta si prepara a marciare anche contro Zapata, ma prima prende accordi con l&#8217;ambasciatore americano Wilson e con alcuni capi dell&#8217;esercito: ormai ha deciso di sbarazzarsi di Madero e di puntare egli stesso ad autoproclamarsi presidente.<\/p>\n<p>Il 9 febbraio 1913 un reparto dell&#8217;esercito, al comando del generale Manuel Mondragon, insorge contro Madero e il generale a lui fedele, Lauro Villar; vengono liberati a viva forza due generali ribelli, che il presidente aveva fatto arrestare: Bernardo Reyes e Felix Diaz; sono prese d&#8217;assalto alcune postazioni strategiche della capitale messicana e viene proclamato lo stato d&#8217;assedio. A questo punto le truppe ribelli marciano sul Palazzo Nazionale, ma vengono respinte da truppe fedeli al governo; poco dopo il generale Reyes muore crivellato di colpi, mentre tenta di spingere alla sedizione le truppe lealiste. Il primo giorno di combattimenti \u00e8 costato la vita a pi\u00f9 di 800 persone, di cui circa 150 militari delle due parti, e il resto civili. Sarebbe troppo complicato seguire, giorno per giorno, l&#8217;andamento della &quot;decina tragica&quot;, con i combattimenti strada per strada; le mitragliatrici che spazzano case e cortili, appostate sui balconi e dietro le finestre; le granate dell&#8217;artiglieria che piovono su tetti, esplodendo; il quotidiano tributo di sangue della popolazione; le trattative e le congiure che s&#8217;intrecciano alle spalle dei combattenti, le perfide manovre, gli accordi inconfessabili. Huerta, incaricato personalmente da Madero di por fine al massacro con un attacco decisivo, promette e continua a rimandare, accampando scuse: in realt\u00e0, sta perfezionando il suo voltafaccia, sta pattuendo il prezzo del tradimento.<\/p>\n<p>Il 18 febbraio terminano, praticamente, i combattimenti, che hanno provocato qualcosa come 5 o 6.000 morti in totale. L&#8217;accordo fra i congiurati \u00e8 stato raggiunto, Huerta si \u00e8 inteso con Felix Diaz: Madero verr\u00e0 deposto e lo stesso Huerta former\u00e0 un governo provvisorio, teoricamente allo scopo di indire nuove elezioni; Reyes gli d\u00e0 il benestare, puntando a candidarsi egli stessi per farsi eleggere nuovo capo dello Stato. Il 19 febbraio, Huerta si proclama presidente, mentre le truppe della Cittadella uccidono il fratello di Madero, Gustavo, dopo averlo crudelmente torturato e avergli cavato l&#8217;occhio di vetro con la baionetta. Verso la mezzanotte del 22, Madero e il vicepresidente Pino Suarez, ai quali \u00e8 stata estorta una rinuncia legale alle loro cariche con la promessa di aver salva la vita, vengono trasferiti dal Palazzo, in automobile, verso un&#8217;altra destinazione; a un certo punto vengono fatti scendere e uccisi sul posto dalla scorta. L&#8217;ambasciatore Wilson, a conoscenza di tutto, non ha cessato per un solo momento di intrigare e complottare, esercitando anche pressioni sul corpo diplomatico europeo per isolare e screditare Madero e presentando al presidente William Howard Taft una versione addomesticata di quanto stava accadendo a Citt\u00e0 del Messico.<\/p>\n<p>Ed ecco la testimonianza della vedova di Madero, Sara P\u00e9rez, rilasciata al giornalista Robert Hammond Murray, sul colloquio avuto con l&#8217;ambasciatore Henry Lane Wilson il 20 febbraio, mentre Madero era prigioniero di Huerta ed ella cercava di far recapitare al presidente Taft un telegramma in cui chiedeva aiuto per salvare la vita di lui (da: Jesus Silva Herzog, \u00abStoria della rivoluzione messicana\u00bb; titolo originale: \u00abBreve Historia de la Rivoluci\u00f2n Mexicana\u00bb, traduzione dallo spagnolo di mariano de Angelis, Milano, Longanesi &amp; C., 1975, vol. 1, pp. 210-11):<\/p>\n<p>\u00abD. Cosa accadde dopo che lei ebbe consegnato all&#8217;ambasciatore il telegramma diretto al presidente Taft?<\/p>\n<p>R. L&#8217;ambasciatore mi disse: &quot;Sar\u00f2 sincero con lei, signora. La caduta di suo marito \u00e8 dovuta al fatto che egli non volle mai consultarmi&quot;. Non potei rispondere nulla, poich\u00e9 ero andata a chiedere un favore e a sollecitare l&#8217;intercessione per la vita di mio marito e non a discutere di politica e della condotta di chicchessia.<\/p>\n<p>D. Che altro disse l&#8217;ambasciatore?<\/p>\n<p>R. Egli continu\u00f2 dicendo: &quot;Lei sa, signora, che suo marito aveva idee molto singolari&quot;. Io gli risposi: &quot;Signor ambasciatore, io marito non aveva idee singolari, bens\u00ec alti ideali&quot;. L&#8217;ambasciatore non rispose, e io continuai dicendogli che sollecitavo la stessa protezione per il vicepresidente Pino Suarez. Allora repentinamente s&#8217;agit\u00f2, e mi disse: &quot;Pino Suarez non \u00e8 nulla di buono e non posso dare nessuna assicurazione a suo proposito. Egli \u00e8 colpevole della maggior parte delle difficolt\u00e0 che ha avuto suo marito. Questa categoria i uomini deve sparire, egli \u00e8 uno dei capi della &quot;porra&quot;. L&#8217;ambasciatore usava il termine con il quale si designava volgarmente il Partito progressista che il presidente Madero aveva fondato durante la campagna elettorale.<\/p>\n<p>D. Cosa voleva intendere l&#8217;ambasciatore affermando che Pino Suarez dovesse sparire?<\/p>\n<p>R. Io capii che si sarebbe dovuta sacrificare la vita del vicepresidente, e perci\u00f2 feci sapere che il signor Pino Suarez aveva moglie e sei figli che sarebbero rimasti nella miseria se egli fosse morto.<\/p>\n<p>D. E cosa disse a riguardo?<\/p>\n<p>R. Alz\u00f2 le spalle. Mi disse che il generale Huerta lo aveva consultato sul come comportarsi con i prigionieri. &quot;E lei cosa gli ha detto?&quot;, domandai. &quot;Gli dissi che facesse ci\u00f2 che era meglio per gli interessi del Messico&quot;, rispose. Mia cognata non pot\u00e9 fare a meno di interromperlo, dicendo: &quot;Come?E lei gli disse questo? Lei sa bene che specie di uomo \u00e8 Huerta e chi \u00e8 la sua gente; essi uccideranno tutti&quot;.<\/p>\n<p>D. Cosa rispose a questo l&#8217;ambasciatore?<\/p>\n<p>R. Non rispose nulla, ma rivolto a me, disse: &quot;Lei sa che suo marito \u00e8 impopolare, che il popolo non condivideva la sua politica&quot;. &quot;Bene &#8212; gli risposi &#8212; se ci\u00f2 \u00e8 vero perch\u00e9 non lo rimettete in libert\u00e0 e lo lasciate andare i Europa, dove non potrebbe arrecare fastidio di sorta&quot; L&#8217;ambasciatore mi rispose: &quot;Non si preoccupi lei, n si spaventi: non faranno nulla di male alla persona di suo marito. So in ogni particolare che cos\u00ec sar\u00e0. Per questo suggerii che suo marito rinunciasse&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>D. Come fin\u00ec l&#8217;incontro?<\/p>\n<p>R. Quando l&#8217;incontro si concluse e lasciammo l&#8217;ambasciata non avevamo ottenuto altro che la promessa dell&#8217;ambasciatore che la persona del presidente non avrebbe subito alcun danno, e che avrebbe inviato al Presidente Taft il messaggio in cui si chiedeva di salvare la vita dei prigionieri.<\/p>\n<p>D. La promessa dell&#8217;ambasciatore fu mantenuta?<\/p>\n<p>R. Due giorni dopo i prigionieri vennero assassinati.\u00bb<\/p>\n<p>Povero Messico, \u00e8 stato detto, cos\u00ec lontano da Dio e cos\u00ec vicino agli Stati Uniti. Ed \u00e8 una storia che si \u00e8 ripetuta con diversi dittatori, anche i pi\u00f9 impresentabili, come Fran\u00e7ois Duvalier ad Haiti. Per capire fenomeni come quello di Chavez in Venezuela, bisogna tener conto della percezione che i Latinoamericani hanno degli &quot;yankees&quot;; e che \u00e8 condivisa anche da molti altri popoli del Sud del mondo. Gli Americani dovrebbero chiedersi perch\u00e9 l&#8217;11 settembre 2001 tanti abbiano festeggiato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 da poco trascorso il centesimo anniversario della &quot;decina tragica&quot; o &quot;decade tragica&quot; (in spagnolo: &quot;decena tragica&quot;), una fulminea guerra civile e un drammatico colpo di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[92],"class_list":["post-26946","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26946","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26946"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26946\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26946"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26946"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26946"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}