{"id":26940,"date":"2017-10-05T06:06:00","date_gmt":"2017-10-05T06:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/05\/macche-preti-scomodi-sono-comodissimi-e-graditi\/"},"modified":"2017-10-05T06:06:00","modified_gmt":"2017-10-05T06:06:00","slug":"macche-preti-scomodi-sono-comodissimi-e-graditi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/05\/macche-preti-scomodi-sono-comodissimi-e-graditi\/","title":{"rendered":"Macch\u00e9 preti scomodi, sono comodissimi e graditi"},"content":{"rendered":"<p>Si credono perennemente all&#8217;avanguardia, fin da prima del Concilio Vaticano II, e non vedono <em>la contraddizion che nol consente<\/em>: essere perennemente all&#8217;avanguardia significa essere perennemente alla retroguardia, perch\u00e9 il loro dio, la modernit\u00e0, corre comunque pi\u00f9 in fretta di loro, e chi \u00e8 all&#8217;avanguardia oggi, sar\u00e0 un fossile vivente dopodomani. Nel 1965 si credevano e parevano dei rivoluzionari; oggi si credono ancora tali, ma sono semplicemente dei cascami di un passato morto e sepolto in tutto il resto del mondo: solo qui, nella neochiesa catto-progressista di papa Bergoglio, possono illudersi che non sia cambiato niente e che loro siano sempre giovani e ruspanti come lo erano pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni fa. Parliamo dei preti di sinistra, modernisti e &quot;di strada&quot;: gente invecchiata male, come il vino inacidito nelle botti: non hanno capito niente n\u00e9 della Chiesa, n\u00e9 del mondo moderno, tanto \u00e8 vero che hanno creduto di poter unire e mescolare le due realt\u00e0, tranquillamente, come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale e pi\u00f9 giusta, il loro destino e la loro missione storica: ma sono solo dei falliti, sbugiardati dai fatti e cos\u00ec cocciuti e presuntuosi, cos\u00ec malati di superbia e narcisismo, da non voler neppure rendersene conto. Piuttosto, si farebbero ammazzare. Mettiamoci nei loro panni: non \u00e8 facile riconoscere di aver sbagliato tutto, ma proprio tutto, e fin dall&#8217;inizio; non \u00e8 facile ammettere di aver vissuto una vita inutile, o peggio, da pastori infedeli del gregge. Andando dietro a loro, le povere bestie si sono smarrite per la strada: e molte, infatti, sono andate a finire chiss\u00e0 dove. Ma costoro, mai un dubbio, mai una riflessione, mai un ripensamento: eh, no, ci mancherebbe: sono sempre nel giusto, loro, perch\u00e9 sono dalla parte di Ges\u00f9 Cristo e del &quot;vero&quot; vangelo. O, almeno, cos\u00ec credono e cos\u00ec dicono. Per ammettere un fallimento cos\u00ec clamoroso, cos\u00ec totale, cos\u00ec irrimediabile, ci vuole del fegato; ma non ne hanno. Non ce l&#8217;hanno neppure adesso, che giocano sul sicuro perch\u00e9 sono riusciti a impadronirsi, con l&#8217;aiuto di questo papa, di tutte le posizioni chiave in seno alla Chiesa, e quindi hanno la possibilit\u00e0 di proclamare per legge le loro personali e discutibilissime opinioni, sino al punto di spacciare l&#8217;eresia per vera dottrina, e di pronunciare autentiche bestemmie, convinti di meritare l&#8217;applauso dei fedeli. Accecati dall&#8217;orgoglio, sono in ritardo di oltre mezzo secolo: un ritardo che \u00e8 anche di tipo culturale, e che loro soli non riescono a vedere, mentre, dall&#8217;esterno, si vede benissimo: come un ragazzo che se ne andasse in giro con il frontino del berretto girato all&#8217;indietro, la maglietta della Columbia University e lo <em>skateboard<\/em> per far vedere e quant&#8217;\u00e8 bravo: evidentemente, costui s&#8217;\u00e8 accorto che questa era &quot;l&#8217;uniforme&quot; prescritta dalla moda giovanile di qualche decennio fa. E cos\u00ec loro. Sarebbero patetici, se non fossero responsabili di danni spirituali gravissimi nei confronti del gregge che avrebbero dovuto custodire, accompagnare, guidare. Non l&#8217;hanno guidato: l&#8217;hanno spinto in pasto ai lupi famelici.<\/p>\n<p>Ne renderanno conto, un giorno. Ma, intanto, si godono il &quot;meritato&quot; trionfo. Come se lo gode la signora Agueda Banon, la portavoce del sindaco di Barcellona, Ada Colau (<em>pardon<\/em>, volevamo dire della sindaca: quella che preferisce i migranti ai turisti, sono parole sue); la quale si faceva fotografare a gambe larghe mentre urinava da sotto la minigonna in mezzo alla strada, la pozzetta sotto le scarpe, la sigaretta in bocca, per far vedere che non indossava le mutandine e che non solo i maschietti sanno fare la pip\u00ec stando in piedi, ai tempi in cui militava nel gruppo <em>Donne che amano il porno<\/em>. Sono della stessa pasta: amano la strada, nel senso pi\u00f9 basso della parola: ci\u00f2 che desiderano \u00e8 far parlare di s\u00e9, quella signora con la scusa dell&#8217;arte (ma quale?), i preti di strada con la scusa del vangelo (il loro). L&#8217;importante \u00e8 esibirsi, far parlare di s\u00e9, e, soprattutto, scandalizzare. Vogliono essere delle persone scomode; gi\u00e0, ma scomode per chi? Come mai, se sono davvero scomode, la stampa laicista le corteggia, le televisioni le inseguono, e gl&#8217;intellettuali <em>liberal<\/em> e <em>radical<\/em> si profondono in elogi e complimenti nei loro confronti? Come mai le banche, i politici di peso, il predente della Repubblica, il presidente del Consiglio, i poteri forti, perfino George Soros, tutti simpatizzano con loro e con le loro &quot;battaglie&quot;? Nel caso dei preti di strada, che gongolano a esser considerati preti &quot;scomodi&quot;, e che, se non ricevono tale appellativo da qualcun altro, se lo appendono sul petto da se stessi, come una medaglia: siamo proprio sicuri che tale appellativo sia un titolo di merito e che stia ad indicare un &quot;vero&quot; uomo di Dio, un autentico discepolo di Ges\u00f9 Cristo? Vediamo. Costoro risultano scomodi, semmai, alla Chiesa di cui fanno parte, non ai nemici del Vangelo, non a quelle forze, a quei partiti, a quei movimenti, a quelle culture, che vorrebbero estirpare l&#8217;influsso del cristianesimo dalla societ\u00e0, e farne sparire anche il ricordo; tutto al contrario: con questi ultimi filano in perfetto amore e accordo, tanto \u00e8 vero che, per commemorare un libro sul defunto Marco Pannella, i radicali si sono affrettati a chiamare un monsignore, oh, certo, &quot;scomodo&quot;, molto scomodo: difatti gli hanno messo davanti i microfoni di Radio Radicale e gli hanno gentilmente permesso di tessere un superlativo, iperbolico panegirico del defunto Marco, detto Giacinto, Pannella, esaltandone fino alle stelle le preclare virt\u00f9 morali, definendolo uomo di moralit\u00e0 altissima ed esortando tutti quanti a prenderlo come modello di vita e d&#8217;impegno sociale. Perfetto. Dunque, ripetiamo la domanda: per chi e a chi sono scomodi, costoro, ammesso che lo siano? Non per i nemici della Chiesa; non per i nemici del Vangelo; al contrario, per i cattolici che restano radicato nel Vangelo autentico, e per la Chiesa, prima che questa cadesse in mano ai modernisti e ai progressisti, diciamo pure ai massoni che facciamo prima, cio\u00e8 a partire dal Concilio Vaticano II (compresi i loro amici internazionali, come i massoni ebrei del B&#8217;Nai B&#8217;rith). Ah, questo s\u00ec: scomodi per il Vangelo, non scomodi per il mondo; per il mondo, anzi, comodissimi, addirittura provvidenziali: se non ci fossero, bisognerebbe inventarli. E chi inviterebbe nei suoi melensi e subdoli salotti televisivi, Corrado Augias, se non avesse il prete o, meglio ancora, il vescovo &quot;scomodo&quot; di turno, per esempio l&#8217;arcivescovo di Udine, Mazzocato, debitamente &quot;francescano&quot;, nel senso bergogliano della parola, e progressista, e inclusivo, e immigrazionista, e, se possibile, omosessualista, e misericordioso, ci mancherebbe. E chi andrebbe da David Parenzo, sui suoi salotti televisivi, se non ci fosse il Mos\u00e8 di turno, che salva il suo popolo dalle acque, scaricandolo in massa sulle nostre sponde, il prete eritreo Mussie Zerai?<\/p>\n<p>Strano: questi personaggi, una volta che hanno a disposizione il microfono e la visibilit\u00e0 che radio e televisione garantiscono a chiunque, si guardano bene dal servirsene per parlare di temi veramente scomodi, ma scomodi per il mondo: il divorzio, l&#8217;aborto, il materialismo, il consumismo, l&#8217;eutanasia, le unioni di fatto, l&#8217;utero in affitto, i cosiddetto matrimoni omosessuali. Giammai: parlare di queste cose sarebbe divisivo, e la parola d&#8217;ordine della neochiesa \u00e8: essere inclusivi, unire, unire, unire tutti, cani e porci. Dunque, ci\u00f2 di cui essi parlano \u00e8 sempre e solo quel che piace al mondo: parlano delle cose che mandano in brodo di giuggiole gli Augias e i Parenzo; e la prima delle cose che essi dicono, e per la quale ricevono applausi e complimenti, era parlar male della Chiesa, quanto ancora la Chiesa tentava di resistere alla bufera della massoneria e del modernismo; e parlar male, malissimo, dei pochi preti e vescovi che a quella bufera si oppongono, oggi, e quindi hanno delle riserve, o delle critiche, all&#8217;operato di papa Francesco, il &quot;misericordioso&quot;. Inoltre, si guardano bene dal parlare di Ges\u00f9 Cristo: parlano di problemi sociali, di accoglienza, d&#8217;integrazione, di solidariet\u00e0; parlano di farsi carico dei bisogni dei migranti, dei profughi, dei diversi: ma di Ges\u00f9, niente. Se proprio son costretti a nominarlo, il Ges\u00f9 di cui parlano \u00e8 l&#8217;uomo vissuto in Palestina duemila anni fa, morto e forse, chi lo sa, anche risorto, almeno cos\u00ec dicono i suoi discepoli (ma, come osserva finemente papa Francesco, che sia morto \u00e8 storia, cio\u00e8 un fatto, che sia risorto \u00e8 fede, cio\u00e8 opinione), non il Figlio di Dio, non il Verbo incarnato; novelli ariani, alla divinit\u00e0 di Ges\u00f9, da come parlano, non si direbbe proprio che ci credano molto. E nemmeno all&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima. Quando mai parlano della morte, del giudizio, dell&#8217;inferno e del paradiso? Eh, no: questa non \u00e8 musica per i sensibili orecchi degli Augias e dei Parenzo; questa, per loro, sarebbe una musica terribilmente stonata. Meglio, quindi, molto meglio, sorvolare su tutto ci\u00f2 che potrebbe infastidirli; meglio far finta che il soprannaturale, nella religione cristiana, sia una sorta di opzione facoltativa; meglio lasciare i Santi, Gli Angeli e Maria Vergine alle vecchiette e ai frequentatori di santuari e pellegrinaggi, a quelli che vanno a recitar Rosari: hanno cose ben pi\u00f9 importanti da fare, loro; e, soprattutto, ben pi\u00f9 costruttive. Stanno lavorando per costruire una nuova chiesa e un mondo migliore per tutti: non \u00e8 meraviglioso? Non ci si sente rimescolar le viscere dalla commozione, al solo pensiero?<\/p>\n<p>C&#8217;era un prete veramente scomodo, ma nel senso giusto della parola, il quale, fin dagli ani Settanta del &#8216;900, aveva perfettamente capito quel che stava succedendo dentro la Chiesa, da parte della fazione progressista e modernista, e aveva individuato con matematica esattezza la strategia della &quot;scomodit\u00e0&quot; quale via privilegiata di tutti i narcisisti e progressisti in tonaca e stola; e che, mentre il partito dei preti di sinistra &#8212; i David Maria Turoldo, gli Ernesto Balducci e tutti gli altri, con don Lorenzo Milani quale nume tutelare &#8212; si organizzava e tramava il colpo che poi \u00e8 riuscito a mettere a segno, cio\u00e8 la conquista dei vertici eccelsiastici, lui, con vero coraggio intellettuale, denunciava la demagogia e l&#8217;ipocrisia di tutte queste manovre e metteva a nudo la palese artificiosit\u00e0 di quei personaggi. Si chiamava Francesco Fuschini e non ha fatto carriera; era parroco di un paese qualsiasi, a Porto Fuori, periferia industriale di Ravenna, e scriveva sul <em>Resto del Carlino<\/em>, oltre che su <em>l&#8217;Osservatore Romano<\/em>. Oggi, per\u00f2, l&#8217;<em>Osservatore Romano<\/em> &#8211; ne siamo certissimi &#8211; non gli pubblicherebbe un bel nulla, perch\u00e9 son cambiati i chiari di luna e mentre lui continuerebbe a dire, oggi, quel che diceva allora, la neochiesa ha fatto una inversione a &quot;U&quot; e sta dicendo e facendo tutto il contrario di ci\u00f2 che la vera Chiesa diceva e faceva sino a qualche anno fa, e che sempre ha detto e fatto. In altre parole, don Fuschini era un prete coerente: merce umana assai rara, sul mercato delle vacche pronte a cambiar bandiera e a marciare secondo la direzione del vento. E si noti bene che don Fuschini non era affatto un prete &quot;conservatore&quot;, se, con questo termine, di solito usato spregiativamente, si intende un prete che critica i suoi confratelli di sinistra, standosene comodo e ben caldo nel suo ufficio parrocchiale, vicino alla stufa, mentre quelli si prodigano nell&#8217;azione sciale; no: don Fuschini \u00e8 stato quasi il creatore del quartiere di cui era parroco, e, quando non c&#8217;era proprio nulla, per prima cosa mise su, da zero, un asilo e un cinema-teatro. Insomma,era uno che si rimboccava le maniche e lavorava sodo per i suoi parrocchiani, per i bisognosi: ma senza lasciarsi incantare e strumentalizzare dalle sirene neomarxiste e guardando, anzi, con sconcerto e disapprovazione il proliferare di gruppi che si autodefinivano cattolici e anche, nello stesso tempo, comunisti o socialisti. Era uno che sapeva vedere lontano, molto pi\u00f9 lontano di certi falsi profeti i quali raccoglievano consensi a pi\u00f9 non posso, scimmiottando la retorica delle sinistre e che oggi, da parte della neochiesa, ricevono riabilitazioni e riconoscimenti a non finire. Don Fuschini, al contrario di quelli, dei don Milan e dei don Mazzolari, \u00e8 stato pressoch\u00e9 dimenticato: logico, lui era scomodo per davvero, e non per finta.<\/p>\n<p>Per farsi un&#8217;idea della sua lucidit\u00e0 e della sua schiettezza, ecco, per esempio, quel che scriveva del gran poeta della sinistra ecclesiastica, David Maria Turoldo, quando costui andava gi\u00e0 per la maggiore e i <em>mass media<\/em> si contendevano, quasi azzuffandosi, le sue preziose interviste e le sue impagabili perle di saggezza (da: F. Fuschini, <em>Preti scomodi<\/em>, articolo del 17\/04\/1974; ripubblicato in: <em>Parole poverette. Prediche tra religione e politica<\/em>, Milano, Rusconi Editore, 1981, pp. 39-42):<\/p>\n<p><em>San Giovanni Battista mangiava locuste e predicava nel deserto: ora, in tempo di vacche grasse e di esibizionismi ecumenici, abati, frati, preti e cattolici di nuova osservanza predicano sulle colonne dei giornali.. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Allorquando il referendum sul divorzio marciava alla sua scadenza, \u00e8 entrata in agitazione tutta la confraternita degli &quot;scomodi&quot;. Sono come i soldati di Gedeone: pochi ma chiassosi. Lascio da un canto gli uomini di truppa e chiamo fuori dai ranghi i due sergenti: l&#8217;abate Franzoni e il padre Davide Maria Turoldo. L&#8217;abate Franzoni batte la provincia lavorando i &quot;lotta continua&quot; alla maggior gloria degli onorevoli Fortuna e Baslini e alla maggior confusione del comunicato dei vescovi sul divorzi. Il padre Davide Maria Turoldo &quot; ha sostenuto la sua posizione a favore del divorzio davanti a duemila persone&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Padre Davide Maria Turoldo coltiva il campicello delle muse. Componeva verso dolcemente malati di ermetismo. Ora che non canta pi\u00f9 i mandorli in fiore ma setaccia problematica cattolica, la fama gli \u00e8 entrata in convento dalla finestra. &quot;Gli vengono chiesti interventi, conferenze, partecipazioni a dibattiti&quot;. Il padre David Maria Turoldo si tormenta d&#8217;angoscia. &quot;Non ho tempo&quot;, risponde al telefono. &quot;Sono come un cavallo da tiro al quale non staccano i finimento neppure la notte&quot;. Per\u00f2 (dice) &quot;su queste cose di Dio andrei a parlare anche all&#8217;inferno&quot;. Che \u00e8 indizio di virt\u00f9 eroiche. Veramente, ci sarebbe piaciuto che il poeta Turoldo avesse composto almeno un sonetto per Solzenityn che \u00e8 esule dalla patria come Dante; ma comprendiamo che c&#8221;\u00e8 scomodit\u00e0 e scomodit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Il &quot;Corriere della Sera&quot; \u00e8 il conte zio, cio\u00e8 il natural protettore dei padri divorzisti. Sono a pupilla delle sue pagine. Trattandosi pi di uno &quot;scomodo&quot; del valore i Turoldo, ha aperto l&#8217;ombrello di un tutolo su cinque colonne: &quot;Il prete scomodo che si batte per il divorzio&quot; tra una pioggia di annotazioni agiografiche. Vediamo il padre &quot;in un gelido studio dell&#8217;abbazia di Sant&#8217;Egidio a pochi chilometri da Sotto il Monte, il paese di papa Giovanni. La pioggia batte sui vetri dello studio. Padre Turoldo tiene in testa il colbacco per proteggersi dal freddo, alza due mani enormi, sfoglia fasci di lettere; dice: &quot;Non c&#8217;\u00e8 pace per i preti scomodi&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il padre Turoldo non immagina la mia &quot;scomodit\u00e0&quot; di cattolico che non sa pi\u00f9 dove siano i VERI pastori. La segnaletica dottrinale della Chiesa \u00e8 girata a sensi opposti. \u00c8 un cocomeraio, una babilonia, un cafarnaio di profeti. Accade ci\u00f2 che il Manzoni racconta dei monsignori del duomo di Milano: &quot;che l&#8217;arciprete predicava da una parte e il penitenziere dall&#8217;altra&quot;. Io qui non voglio (n\u00e9 so) fare la punta del problema del pro e del contro la legge sul divorzio: imiter\u00f2 la tiv\u00f9 che si ava le mani come Pilato. Sono cattolico e non mi riconosco la vista pi\u00f9 lunga di quella della Chiesa. Ma avessi la sapienza di Salomone e la Chiesa fosse pi\u00f9 cionca di No\u00e8, il trovarmi diviso da lei sarebbe per me un magone cos\u00ec ritorto e dolente che mi mancherebbe la voglia di proclamarlo in piazza a vantaggio di chi convertirebbe il mio dramma religioso in un motivo di propaganda politica.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio lettore (e se c&#8217;\u00e8, \u00e8 benevolo) permetta che mi appropri di queste parole del Tommaseo: &quot;Il mio sentire n\u00e9 simulo n\u00e9 dissimulo. N\u00e9 del sentire o del dire fo mercato. Volessi piacere avrei scelta altra strada. A ciascuno la sua. Ad altri il lucro, gli onori, i piaceri, la frequenza, gli applausi; a me la solitudine franca, la povert\u00e0 senza rimprovero, le gioie arcane, i dolori calunniati, qualche affetto possente, qualche parola ispiratrice, qualche lacrima pia&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>E aggiungo di mio che nessuno sentiva il bisogno dello schiamazzo dei preti &quot;scomodi&quot; nel gran mercato italiano del &quot;s\u00ec&quot; e del &quot;no&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Non si poteva dire di pi\u00f9, n\u00e9 meglio. Se i preti &quot;scomodi&quot; non provavano e non provano alcun imbarazzo ad andare contro la dottrina della Chiesa, allora vuol dire che amano di pi\u00f9 piacere al pubblico, che piacere a Dio. Oggi, per\u00f2, le cose sono andate tant&#8217;oltre, che i preti scomodi, non pi\u00f9 scomodi per nessuno, hanno preso il controllo della navicella di San Pietro e continuano ad essere scomodi solo per i veri cattolici, questi ultimi pi\u00f9 che mai confusi e &quot;incomodati&quot;, dal momento che, pur senza presumere di avere la sapienza di Salomone, non ci vuol molto a capire che la chiesa, o meglio la neochiesa modernista che ad essa si sta sostituendo, ha la vista terribilmente corta e terribilmente strabica, e che non \u00e8 possibile in alcun modo andarle dietro, perch\u00e9 si cadrebbe nel fosso tutti quanti. Resta il profondo dolore di dover dire alla propria madre: <em>Stai sbagliando, stai sbagliando proprio tutto<\/em>; ma senza alcuna smania di andare in televisione. Senza contare che in televisione, a disapprovare la neochiesa di Bergoglio, non c&#8217;\u00e8 pericolo che si venga invitati, semmai c&#8217;\u00e8 il pericolo di venir cacciati fuori, com&#8217;\u00e8 capitato a don Minutella, o divenir commissariati quasi come dei delinquenti, o poco meno, com&#8217;e accaduto, prima ancora, ai Francescani e alle Francescane dell&#8217;Immacolata.<\/p>\n<p>Tuttavia, amare la Chiesa significa non lasciarla sola, non abbandonarla in mano a questi signori che, ieri &quot;scomodi&quot;, oggi si sono comodamente insediati nelle facolt\u00e0 teologiche, sulle cattedre episcopali e perfino sul soglio di san Pietro. Significa resistere alla tentazione di andarsene, di mollare tutto, di lasciar campo libero a costoro. Perch\u00e9 il dovere del cristiano \u00e8 quello di stare con Ges\u00f9 Cristo, sempre e comunque; e, se il clero sbaglia, ammonirlo e correggerlo; ma sempre ricordando che a non sbagliare mai \u00e8 uno ed uno solo, il Vangelo di Ges\u00f9, non certo i suoi &quot;scomodi&quot;, o pretesi &quot;scomodi&quot;, interpreti ed esegeti della vulgata progressista e modernista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si credono perennemente all&#8217;avanguardia, fin da prima del Concilio Vaticano II, e non vedono la contraddizion che nol consente: essere perennemente all&#8217;avanguardia significa essere perennemente alla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,157,236,237],"class_list":["post-26940","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-sacerdozio","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26940","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26940"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26940\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26940"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26940"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26940"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}