{"id":26938,"date":"2015-07-28T06:30:00","date_gmt":"2015-07-28T06:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-segreto-delle-macchie-solari-si-nasconde-nel-tronco-degli-alberi\/"},"modified":"2015-07-28T06:30:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:30:00","slug":"il-segreto-delle-macchie-solari-si-nasconde-nel-tronco-degli-alberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-segreto-delle-macchie-solari-si-nasconde-nel-tronco-degli-alberi\/","title":{"rendered":"Il segreto delle macchie solari si nasconde nel tronco degli alberi"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di notare come il ciclo di undici anni che caratterizza l&#8217;attivit\u00e0 delle macchie solari eserciti un influsso ormai scientificamente accertato, anche se non sempre ben chiarito in tutti iparticolari, su svariati aspetti della vita terrestre, ivi compresi fenomeni inorganici quali i movimenti tellurici (cfr. il nostro precedente articolo: \u00abLe macchie solari influenzano i terremoti secondo un ciclo di undici anni?\u00bb, pubblicato sul giornale informatico \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb, in data 31\/05\/2015).<\/p>\n<p>Fra gli altri fenomeni della vita terrestre che sono sicuramente influenzati dall&#8217;attivit\u00e0 solare, dopo che le geniali intuizioni di Leonardo da Vinci avevano, in un certo senso, aperto la strada, va segnalato quello relativo alla fisiologia delle piante; e, pi\u00f9 specificamente, alla fotosintesi clorofilliana e quindi, indirettamente, alle modalit\u00e0 di accrescimento dei tronchi degli alberi. Si \u00e8 osservato, infatti, che, ogni undici anni, l&#8217;anello di accrescimento mostra una relazione costante, che non pu\u00f2 dirsi, perci\u00f2, casuale, con il &quot;massimo&quot; ed il &quot;minimo&quot; delle macchie solari. Infatti, se lo spessore degli anelli testimonia la maggiore o minore piovosit\u00e0 dell&#8217;anno in cui ciascuno di essi si \u00e8 formato, \u00e8 stato notato che, ad ogni undicesimo anello, \u00e8 possibile individuare una corrispondenza con il &quot;picco&quot; dell&#8217;attivit\u00e0 solare, come se, all&#8217;interno del tronco, fosse stata scritta a chiare lettere l&#8217;influenza della nostra stella &#8212; la quale, \u00e8 bene non dimenticarlo, proprio come tutte le altre stelle, funziona come una specie di gigantesca bomba a idrogeno: nei processi di fusione nucleare che si svolgono al suo interno, la stella si auto-alimenta, per mezzo della nucleo-sintesi, e genera tutti gli elementi che costituiscono la materia dell&#8217;universo, dall&#8217;elio all&#8217;uranio, tranne l&#8217;idrogeno, che fa da carburante iniziale.<\/p>\n<p>Ricordiamo che le cosiddette macchie solari sono delle regioni della superficie solare, o fotosfera, caratterizzate da una temperatura meno elevata, circa 4.000 gradi Kelvin &#8211; contro i 6.000 delle regioni circostanti -, e da una intensa attivit\u00e0 magnetica; e che il loro numero e la loro estensione sono assai variabili, essendo stato osservato, nell&#8217;ultimo mezzo secolo, un sensibile aumento (mentre il numero minimo, prossimo allo zero, il cosiddetto Minimo di Maunder, si \u00e8 verificato fra il 1645 e il 1715).<\/p>\n<p>Ora, la radiazione solare, ossia l&#8217;energia emessa nello spazio interplanetario dal Sole, generata dalle reazioni termonucleari di fusione, \u00e8 certamente in relazione con il numero delle macchie solari, cos\u00ec come lo \u00e8 con il clima terrestre. Ad esempio, durante il Minimo di Maunder si ebbe un considerevole raffreddamento del clima terrestre, quasi una minuscola et\u00e0 glaciale (l&#8217;ultima nella storia della Terra), anche se non tutti gli scienziati sono d&#8217;accordo nell&#8217;interpretare questi fenomeni e nel riconoscere una relazione diretta di causa ed effetto fra l&#8217;aumento dell&#8217;attivit\u00e0 solare e il riscaldamento del clima terrestre, e viceversa.<\/p>\n<p>Bisogna inoltre tener presente un fatto: e cio\u00e8 che se l&#8217;energia solare che raggiunge la Terra \u00e8 meno di un miliardesimo del totale &#8212; mentre tutto il resto si disperde in ogni direzione nelle immensit\u00e0 dello spazio cosmico -, in compenso questa minuscola aliquota dell&#8217;energia emessa dalla nostra stella, come ricorda Piero Bianucci, rappresenta la quasi totalit\u00e0 dell&#8217;energia di cui dispone il nostro pianeta: precisamente, il 98,98%, secondo i calcoli pi\u00f9 raffinati. Il restante 0,02% \u00e8 prodotto da tre fattori: dall&#8217;attrito delle maree; dal calore proveniente dall&#8217;interno del nostro pianeta, prodotto, a sua volta, dal decadimento di elementi radioattivi (proprio come avviene, ma in misura ed in proporzione enormemente maggiori, sul Sole); e, infine, dalle sorgenti termali (cfr., a quest&#8217;ultimo proposito, il nostro precedente articolo \u00abDa dove viene il calore delle acque termali?\u00bb, pubblicato sul giornale informatico \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb in data 04\/07\/2015). E, per farsi un&#8217;idea del rapporto di grandezza esistente fra queste tre diverse fonti di energia terrestri, si consideri che il contributo delle rocce radioattive \u00e8 undici volte maggiore di quello delle maree, e ben cento volte quello di tutti i vulcani attivi presenti sulla Terra.<\/p>\n<p>Nonostante che l&#8217;energia ricevuta dal nostro pianeta sia, dunque, una frazione quasi impercettibile di quella complessiva di origine solare, essa costituisce, in ogni caso, poco meno della totalit\u00e0 di tutta l&#8217;energia di cui pu\u00f2 disporre la Terra per innescare i cicli vitali che la caratterizzano, a partire dalla fotosintesi clorofilliana: senza quella minima percentuale dell&#8217;energia solare che il nostro pianeta &quot;cattura&quot;, non ci sarebbe vita, ed esso si presenterebbe morto e desolato. L&#8217;energia solare che raggiunge le piante viene trasformata dagli organismi autotrofi, mediante la fotosintesi, in energia chimica, e da l\u00ec parte l&#8217;intero ciclo virtuoso che rende la Terra quel pianeta meraviglioso, ricco di azzurro e di verde, cio\u00e8 di acqua e di vegetazione, che spicca nell&#8217;arido panorama degli altri pianeti del Sistema solare, e ne fa qualcosa di unico ed eccezionale.<\/p>\n<p>Insomma: se quel miliardesimo di energia solare &#8212; anzi, quel miliardesimo scarso &#8212; non arrivasse fino alla superficie terrestre, non esisterebbe la biomassa, ossia l&#8217;insieme degli organismi viventi, vegetali e animali, che sono quella autentica galleria delle meraviglie, di cui non v&#8217;\u00e8 l&#8217;eguale in alcun altro pianeta della Via Lattea (anche se possiamo sospettare che altri pianeti ospitino la vita, senza per\u00f2 conoscere le forme che essa vi ha sviluppato). Ma la cosa pi\u00f9 straordinaria \u00e8 che, di quel miliardesimo scarso di energia solare che giunge sulla terra, la stragrande quantit\u00e0 va &quot;sprecata&quot;: sia perch\u00e9 un buon trenta per cento viene riflesso nello spazio, senza nemmeno essere assorbito, sia perch\u00e9, del rimanente, una notevole quantit\u00e0 si converte direttamente in calore, poi &quot;restituito&quot; agli spazi cosmici (specie nelle ore notturne). Quindi, tutto l&#8217;insieme delle innumerevoli forme viventi del nostro pianeta si mantiene grazie ad una percentuale veramente irrisoria dell&#8217;energia che, dal Sole, si irradia nello spazio interplanetario e giunge anche al nostro pianeta.<\/p>\n<p>Il fenomeno dell&#8217;influsso solare sulla crescita delle piante \u00e8 stato sintetizzato con molta chiarezza e con un linguaggio semplice e facilmente accessibile dal divulgatore scientifico Piero Bianucci &#8212; torinese, classe 1944 &#8211; nel suo libro \u00abRapporto sul Sole\u00bb, che, sebbene un po&#8217; datato, si pu\u00f2 ancora leggere con indubbio profitto (Milano, Rusconi, 1982, pp. 302-304):<\/p>\n<p>\u00abLa scienza che studia il tronco delle piante si chiama dendrologia. Leonardo da Vinci ne fu un precursore. &quot;La pare meridionale delle piante&quot; scriveva &quot;mostra maggior vigore e giovent\u00f9 che le settentrionali&quot;. Li circuli delli rami segati mostrano il numero delli anni suoi e quali pi\u00f9 umidi e pi\u00f9 secchi secondo la maggiore o minore loro grossezza. E cos\u00ec mostrano li aspetti del mondo dove essi erano rivolti, perch\u00e9 pi\u00f9 grossi sono a meridione che a settentrione, e cos\u00ec il centro dell&#8217;albero per tal causa \u00e8 pi\u00f9 prossimo alla scorza sua settentrionale che non alla meridionale&quot;. Il nuovo strato legnoso che ogni anno si aggiunge formando &quot;li circuli delli rami&quot;\u00e8 il meristema. Nelle sue curve \u00e8 scritta la storia del clima, dell&#8217;ambiente in cui l&#8217;albero \u00e8 cresciuto e persino delle macchie solari.<\/p>\n<p>Lo statunitense A. E. Douglass \u00e8 stato tra i primi a studiare gli anellidi accrescimento di alberi molto vecchi, scegliendo esemplari di sequoia gigantea e di pinus silvestris cresciuti in regioni dal clima estremamente costante, in modo da ridurre al minimo gli effetti meteorologici. [Qui si parla dell&#8217;astronomo statunitense Andrew Ellicott Douglass (1867-1962), fondatore del Laboratorio di ricerca degli anelli, per cui \u00e8 considerato il padre della dendrocronologia; da non confondersi con il botanico inglese quasi omonimo, David Douglas (1799-1834), del quale ci siamo gi\u00e0 occupati in un precedente articolo: cfr. \u00abDavid Douglas o la vita affascinante di un botanico in perpetua ricerca di avventura\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 30\/05\/2012).<\/p>\n<p>Un ciclo un decennale corrispondente a quello dell&#8217;attivit\u00e0 del Sole risulta molto evidente nella larghezza degli anelli di accrescimento, che sono maggiori negli anni di massimo. Ricerche simili sono state fatte in Italia da Buli, applicando un metodo di analisi periodale ideato dal Vercelli, su alberi quasi millenari della pineta di Ravenna: anche qui il ciclo solare ha lasciato il suo segno e sono apparse riconoscibili alcune &quot;armoniche&quot; del periodo fondamentale che fanno pensare ai super-cicli di cui si hanno parecchi indizi.<\/p>\n<p>Una conferma definitiva dell&#8217;influsso dell&#8217;attivit\u00e0 solare sulla crescita delle piante \u00e8 venuta [&#8230;] dall&#8217;analisi del carbonio 14, la cui abbondanza nelle cellule di legno \u00e8 &quot;modulata&quot; indirettamente dal numero delle macchie, in quanto un pi\u00f9 forte flusso di particelle solari attenua l&#8217;effetto dei raggi cosmici, a cui si deve la formazione dell&#8217;isotopo radioattivo carbonio 14 a partire dal bombardamento delle molecole di anidride carbonica [&#8230;].<\/p>\n<p>In che modo le macchie influenzano la crescita delle piante? La risposta \u00e8 tutt&#8217;altro che sicura. Un&#8217;ipotesi \u00e8 che durante i massimi solari arrivi al suolo pi\u00f9 radiazione ultravioletta in quanto i frequenti brillamenti rendono pi\u00f9 sottile la schermatura dell&#8217;ozono. Esperimenti per stabilire quali radiazioni solari siano pi\u00f9 efficaci nel promuovere la fotosintesi della clorofilla sono gi\u00e0 stati fatti da Camille Flammarion nel suo osservatorio di Juvisy, vicino a Parigi: una serra a compartimenti, ognuno coperto da un vetro di colore diverso, gli era servita per verificare l&#8217;efficacia delle diverse radiazioni nel promuovere lo sviluppo della vegetazione. Le radiazioni rosse sono probabilmente le pi\u00f9 utilizzate dalle piante, ma anche le radiazioni violette son importanti in alcune funzioni del ricambio organico dei vegetali. Fotoni solari di specifica energia sono probabilmente necessari per promuovere altrettante specifiche reazioni chimiche nelle piante, e naturalmente non \u00e8 detto che tutte le specie vegetai reagiscono allo stesso modo alle varie lunghezze d&#8217;onda della luce.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale si pu\u00f2 supporre che l&#8217;attivit\u00e0 del Sole influenzi il clima, e di conseguenza gli alberi. Certo gli anelli di accrescimento, specie nei primi decenni di vita di una pianta, in alcuni anni possono anche essere due o te volte pi\u00f9 larghi se in corrispondenza a massimi solari ed \u00e8 difficile supporre oscillazioni climatiche cos\u00ec vistose, ma la reazione della pianta potrebbe amplificare di molto variazioni apparentemente trascurabili. Qui per\u00f2 il discorso si allarga ad uno dei temi pi\u00f9 controversi: fino a che puto il Sole \u00e8 stabile e regolare nella sua generosa emissione di luce e di calore? La cosiddetta &quot;costante solare&quot; con cui si indica la quantit\u00e0 di energia che piove su una certa superficie, \u00e8 davvero costante?<\/p>\n<p>Le misure [&#8230;] sono tutt&#8217;altro che semplici.\u00bb<\/p>\n<p>La costante solare \u00e8 la quantit\u00e0 di energia radiante che, per unit\u00e0 di tempo e di superficie, arriva fino al nostro pianeta, ove pu\u00f2 essere misurata, su un piano perpendicolare ai raggi solari, presso il limite superiore dell&#8217;atmosfera terrestre; precisando che si tratta della somma delle energie di tutte le frequenze dello spettro solare, e non soltanto di quelle della banda visibile.<\/p>\n<p>Ebbene, la domanda \u00e8 questa: siamo sicuri che la &quot;costante solare&quot; sia veramente tale? Non potrebbe darsi che l&#8217;aver denominato la quantit\u00e0 di energia radiante che ci giunge dal Sole come &quot;costante solare&quot;, sia stato un po&#8217; come mettere il carro davanti ai buoi, ovvero come dare per acquisito proprio quello che, in effetti, si trattava e si tratta di dimostrare? Che la quantit\u00e0 di energia radiante sia costante, non pu\u00f2 essere dato per presupposto, perch\u00e9 non \u00e8 stato realmente dimostrato: e l&#8217;attivit\u00e0 delle macchie solari, come abbiamo visto, che varia secondo un ciclo di undici anni, ma che si inserisce in un quadro di variabilit\u00e0 molto pi\u00f9 ampio ancora, come \u00e8 dimostrato dal Minimo di Maunder, valutabile sull&#8217;arco delle decine o delle centinaia di anni terrestri, influisce sulla quantit\u00e0 di energia che il Sole irradia nello spazio. Ed eccoci di nuovo tornati al punto da cui eravamo partiti: alla domanda, cio\u00e8, se il processo di accrescimento degli anelli delle piante sia soggetto, non solo al ciclo undecennale, ormai accertato, delle macchie medesime, ma anche ad un ciclo pi\u00f9 vasto, del quale, evidentemente, solo le piante che possiedono un ciclo vitale pi\u00f9 lungo, come gli alberi secolari, potrebbero, eventualmente, recare traccia.<\/p>\n<p>In ogni caso, per giungere a dei risultati convincenti, sono necessari ancora moltissimi studi, raffronti, compilazioni di tabelle statistiche, sia da parte degli astronomi, che dei botanici. Cos\u00ec come alcuni studiosi eterodossi hanno teorizzato una &quot;geo-biologia&quot; (i cui rami principali sarebbero la rabdomanzia e la radioestesia), dobbiamo ipotizzare che possa e debba esistere anche una &quot;elio-biologia&quot;? Fin dove pu\u00f2 arrivare l&#8217;influsso dell&#8217;energia solare sulle manifestazioni della vita terrestre? Non lo sappiamo: ma \u00e8 giusto che seguitiamo a interrogarci e a cercare, senza pregiudizi&#8230;<\/p>../../../../n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di notare come il ciclo di undici anni che caratterizza l&#8217;attivit\u00e0 delle macchie solari eserciti un influsso ormai scientificamente accertato, anche se<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30172,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[92],"class_list":["post-26938","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-natura-e-ambiente","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-natura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26938","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26938"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26938\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30172"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26938"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26938"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26938"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}