{"id":26930,"date":"2019-06-27T09:29:00","date_gmt":"2019-06-27T09:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/27\/ma-tutto-passa-e-tutto-se-ne-va\/"},"modified":"2019-06-27T09:29:00","modified_gmt":"2019-06-27T09:29:00","slug":"ma-tutto-passa-e-tutto-se-ne-va","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/27\/ma-tutto-passa-e-tutto-se-ne-va\/","title":{"rendered":"Ma tutto passa e tutto se ne va"},"content":{"rendered":"<p>Ciascuno di noi vive come se la vita gli fosse dovuta, come se il tempo gli fosse dovuto: tutto il tempo del mondo, o comunque tutto il tempo di cui dovesse aver bisogno. Pertanto \u00e8 assai diffuso l&#8217;atteggiamento di tenersi strettamente attaccati alla dimensione terrena, d&#8217;immergersi in essa e respirarla a grandi boccate, senza neanche alzare il capo per guardarsi intorno, come il nuotatore che procede bracciata dopo bracciata e respira nell&#8217;incavo creato dal suo stesso movimento sulla superficie dell&#8217;acqua. In altre parole, la stragrande maggioranza delle persone vive come se la vita fosse il suo orizzonte, come se fosse un delitto o una distrazione distogliere lo sguardo, anche solo per un attimo, dalle cose di ogni giorno; come se uscire dal flusso del contingente fosse una specie di diserzione, una mancanza di coraggio nei confronti del presente. Molto incide sull&#8217;uomo contemporaneo l&#8217;insieme dei pregiudizi e degli stereotipi della cultura moderna, con tutto il peso del cinema, della pubblicit\u00e0, dei mezzi di comunicazione di massa. Lo strumento pi\u00f9 recente e pi\u00f9 efficace di questo condizionamento, il telefonino cellulare multiuso, ha fatto in modo che tutti o quasi tutti, sin dall&#8217;infanzia, siano legato alla catena di un <em>qui e ora<\/em> che \u00e8, oltretutto, pienamente ingannevole, poich\u00e9 non si tratta di un <em>qui e ora<\/em> concreto, ma di un <em>qui e ora<\/em> virtuale: qualcosa d&#8217;inafferrabile, di evanescente e d&#8217;illusorio, in cambio del quale si baratta la piena e attuale consapevolezza dei gesti, dei pensieri, delle relazioni con l&#8217;altro e con se stessi. Basta osservare le persone concentrate sul proprio telefonino, per la strada, mentre guidano l&#8217;automobile, o persino al bar e al ristorante: non guardano ci\u00f2 che hanno intorno, non prestano attenzione alle persone, ignorano persino gli amici e la moglie o il marito: tutta la loro attenzione \u00e8 rivolta a qualcuno che sta altrove, a qualcosa che non \u00e8 l\u00ec. Un ragazzino pu\u00f2 mandare un messaggio o chiamare al telefono la sua amichetta che \u00e8 seduta a pochi metri di distanza: si parlano cos\u00ec, in maniera indiretta, anche se sono in vista l&#8217;uno dell&#8217;altra e a portata di voce. Ci\u00f2 significa che il tempo e lo spazio si sono relativizzati, si sono dissolti: ma non per lasciar posto a una visione pi\u00f9 ampia, bens\u00ec per rinchiudersi in una sorta di prigione volontaria, ancorch\u00e9 inconsapevole. \u00c8 una forma suprema di alienazione, una fuga dalla realt\u00e0: altro che oppio dei popoli, questa \u00e8 una droga pi\u00f9 potente dell&#8217;eroina, ed \u00e8 stata creata appositamente per distruggere la coscienza di s\u00e9 e il senso d&#8217;identit\u00e0 e di appartenenza. Da chi? Dalla <em>\u00e9lite<\/em> globale dei super-capitalisti finanziari. Certo che anche loro si servono dei telefonini, ma la differenza \u00e8 appunto questa: loro se ne servono, non ne sono schiavi. Si servono anche di molte altre cose che, per l&#8217;umanit\u00e0 comune, sono fonte di dipendenza e di schiavit\u00f9. La loro forza sta nel fatto che, simili a i puritani di un tempo, passano attraverso i beni del mondo e le meraviglie della tecnologia senza minimamente permettere a tali cose di far presa su di loro. Allo stesso modo, sfruttano la compassione e suscitano sensi di colpa nei confronti dei poveri e degli ultimi, preferibilmente dei Paesi lontani piuttosto che nella propria societ\u00e0, ma essi, da parte loro, non si commuovono affatto: si servono di quella gente per i loro fini. La priva della loro insensibilit\u00e0? Il fatto che non si mescolano mai agli altri; non si sposano e non si frequentano che fra di loro, all&#8217;interno della loro minuscola cerchia. Favoriscono in ogni modo il cosmopolitismo, il pacifismo e la filantropia, perch\u00e9 li usano come mezzi per scardinare l&#8217;unit\u00e0 e la saldezza delle nazioni, ma loro non mescolano il loro sangue e non sprecano il loro tempo con chi \u00e8 estraneo al loro mondo, a meno che ci\u00f2 serva alla (loro) causa. Possiedono una freddezza veramente rettiliana: esibire il corpo di un bambino, morto annegato sulla spiaggia, \u00e8, per loro, cosa del tutto normale: non si turbano certo per cos\u00ec poco, il turbamento lo vogliono provocare negli altri. Ed \u00e8 logico che non si turbino: non provano alcuna empatia verso gli altri, la massa dei <em>goyim<\/em>, che disprezzano dal profondo del cuore. Molti di loro appartengono a societ\u00e0 segrete di satanisti nelle quali si praticano sacrifici umani, preferibilmente di bambini o di ragazze vergini: pertanto, figuriamoci se la vista del sangue \u00e8 un problema per loro. Sono animali a sangue freddo che sfruttano le violenze emozioni e gl&#8217;impulsi irrazionali degli animali bipedi a sangue caldo.<\/p>\n<p>L&#8217;interesse delle <em>\u00e9lite<\/em> globaliste \u00e8 che le persone non si destino, non acquistino coscienza di s\u00e9, non escano mai dalla bolla virtuale nella quel si sono confinate, anzi, che vi si rinchiudano e vi si sprofondino sempre di pi\u00f9. L&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;uomo moderno viene colpita al cuore e sempre pi\u00f9 indebolita, rimpicciolita, relativizzata: si discioglie nella massa e tende a scomparire, sostituita da comportamenti automatici, indotti, artificiali. Per la prima volta nella storia, l&#8217;<em>homo tecnolgicus<\/em> \u00e8 sempre meno <em>homo<\/em> e sempre pi\u00f9 succube della sua stessa tecnologia, sempre pi\u00f9 lontano da se stesso e dal suo vero centro. Logico: il vero centro dell&#8217;uomo non \u00e8 l&#8217;uomo, ma Dio. L&#8217;uomo \u00e8 realmente centrato quando vede, riconosce e privilegia la propria relazione con Dio; ed \u00e8 tanto pi\u00f9 remoto e alienato da se stesso, quanto pi\u00f9 si rinchiude nella prigione del proprio io. La relazione con Dio conferisce un alto significato alla vita umana e innalza l&#8217;uomo al di sopra di se stesso, dei limiti e delle miserie della sua mortalit\u00e0, mentre la prigione dell&#8217;io fa dell&#8217;uomo un essere incompleto, mancato, insensato. Aborto, eutanasia, cambiamento di sesso, oltre ad essere cose malvagie in se stesse, sono anche gli strumenti dei quali si serve l&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> globalista per far sentire l&#8217;uomo totalmente padrone di se stesso, totalmente libero di auto-determinarsi, escludendo cos\u00ec dal proprio orizzonte Dio e rinsaldando le sbarre della prigione narcisista. I radicali, sostenitori della totale auto-determinazione dell&#8217;uomo, sono, alla lettera, il partito dell&#8217;inferno. E il fatto che uno dei pi\u00f9 grandi partiti politici italiani sia diventato, come aveva profetizzato mezzo secolo fa il filosofo Augusto del Noce, un partito radicale di massa, mentre allora era, o passava per essere, il partito dei lavoratori e dei ceti pi\u00f9 deboli, fa comprendere quanta strada abbia fatto il progetto della globalizzazione, e fino a che punto la percezione del reale da parte delle persone sia stata sovvertita e stravolta, per essere sostituita dal una visione virtuale, frutto del martellamento mediatico e del ricatto ideologico buonista.<\/p>\n<p>Ecco: il ricatto. Esiste un gigantesco meccanismo mediatico il cui scopo \u00e8 far sentire le persone colpevoli, meccanismo al quale danno il loro volonteroso contributo quei miseri personaggi stipendiati e senza onore che passano per intellettuali e che, in cambio di un po&#8217; di visibilit\u00e0, di qualche cattedra universitaria e di qualche privilegio editoriale o giornalistico, fanno del loro meglio (o del loro peggio) per accentuare tale disagio interiore nelle persone comuni. Prendiamo, a titolo di esempio, le dichiarazioni di Carola Rackete, la donna tedesca di trentun anni che comanda la nave <em>Sea Watch<\/em>, quella che ha forzato le acque territoriali italiane e sfidato il nostro governo per costringerlo a far sbarcare l&#8217;ennesimo carico di migranti sull&#8217;isola di Lampedusa, in questo fine giugno 2019: <em>La mia vita \u00e8 stata facile, ho potuto frequentare tre universit\u00e0, mi son laureata a 23 anni. Sono bianca, tedesca, nata in un Pese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto, ho sentito l&#8217;obbligo morale di aiutare chi non aveva le mie stesse opportunit\u00e0<\/em>. Ora, a parte l&#8217;ipocrisia di dichiararsi disinteressati mentre si intasca uno stipendio dai duemila euro in su, oltre tutto pagato da filantropi alla George Soros i quali, a loro volta, i soldi li hanno fatti speculando sul debito pubblico di Paesi come l&#8217;Italia, e dunque colpendo i ceti pi\u00f9 poveri europei (i quali per\u00f2 non destano altrettanta compassione dei poveri migranti, forse perch\u00e9 hanno la pelle bianca), quel che colpisce \u00e8 il nesso semplicistico, banale, ideologico nel senso peggiore della parola, fra la miseria altrui e il proprio senso di colpa. Tu sei bianco, tu sei nato in Europa, tu hai avuto tutte le possibilit\u00e0, perci\u00f2 sei in debito coi poveri di tutto il mondo, devi fare della tua vita una bandiera della lotta contro le ingiustizie, anche se non pagherai nulla di tasca tua ma farai pagare la tua lotta ad altri poveri, per esempio ai pensionati italiani che vivono con poche centinaia di euro al mese e che non riceveranno alcun aumento, n\u00e9 le case popolari come i rom, n\u00e9 i telefonini e i pasti gratis come i falsi profughi, appunto perch\u00e9 il governo italiano dovr\u00e0 sobbarcarsi il mantenimento di centinaia di migliaia di africani che gentili signorine come Carola Rackete si sentono in diritto e dovere di andare a prelevare sulle coste della Libia e poi, scansando i porti pi\u00f9 vicini e quindi pi\u00f9 sicuri, come Malta o Tunisi, ci scaricano direttamente in casa, a spese nostre. Non \u00e8 affatto chiaro, peraltro, cosa c&#8217;entrino i cittadini italiani, o qualunque altro abitante dell&#8217;Europa, con i sensi di colpa dei rampolli ricchi e viziati che si annoiano e che a ventitr\u00e9 anni fanno le spedizioni al Polo Nord e a venticinque, per evitare le terapie psicanalitiche onde curare la depressione incipiente, abbracciano l&#8217;ideologia vegana, pacifista, ecologista e terzomondista di <em>Greenpeace<\/em>. Qui entra in gioco un&#8217;altra dinamica, assolutamente tipica di questi ultimi anni: dopo aver creato e alimentato i sensi di colpa dei cittadini occidentali verso i poveri del mondo intero, li si induce a riversare sui propri compatrioti quegli stessi sensi di colpa, perpetuando l&#8217;arma del ricatto morale: se tu non mi dai il permesso di sbarcare, allora ci\u00f2 significa che sei egoista, razzista, inumano; sei un nemico dei Buoni Sentimenti (i Buoni Sentimenti comprendono la rivendicazione del diritto all&#8217;aborto, all&#8217;eutanasia, alle unioni omosessuali con relative adozioni di bambini, fecondazione eterologa e utero in affitto) e quindi meriti d&#8217;essere trattato alla stregua d&#8217;un nemico dell&#8217;Umanit\u00e0. La dialettica amico\/nemico viene presa a prestito dal pensiero di Carl Schmitt e riattualizzata in versione <em>radical chic<\/em>, nonch\u00e9 catto-comunista (ma ormai che differenza c&#8217;\u00e8 fra le due cose?), per escludere chi si oppone al ricatto buonista dallo statuto antropologico, privandolo della qualifica di essere umano. \u00c8 la stessa mentalit\u00e0 per cui gli aviatori americani scrivevano sulle bombe destinate a massacrare la popolazione inerme di Brema, di Amburgo, di Dresda, di Berlino, di Roma, di Tokyo, delle frasi inneggianti all&#8217;allegro sterminio dei nazisti e dei fascisti: evidentemente, per quei piloti seppellire sotto le bombe centinaia di migliaia di vecchi, di donne e di bambini non era poi cos\u00ec terribile, anzi era un&#8217;azione meritoria, perch\u00e9 si trattava solo di &quot;fascisti&quot;, cio\u00e8 di belve assetate di sangue, a causa delle quali era scoppiata la guerra e senza le quali sarebbe tornata la pace. Molto semplice e molto facile da imparare a memoria: cos\u00ec come \u00e8 molto semplice e facile la lezioncina che la maestra Carola Rackete impartisce, tramite i giornali &#8212; che sono quasi tutti dalla sua parte, coi loro direttori e i loro proprietari &#8212; a chiunque la voglia o non la voglia ascoltare, cio\u00e8 ai cittadini dei Paesi indegni, sovranisti e populisti.<\/p>\n<p>Ci siamo soffermati su questo esempio perch\u00e9 ci sembra quanto mai istruttivo del tipo di mentalit\u00e0 che alimenta milioni di persone, soprattutto giovani, nel &quot;ricco&quot; Occidente, e di come le indirizza psicologicamente e moralmente rispetto alle questioni poste dalla globalizzazione, facendo di loro degli utili strumenti per accelerarne gli aspetti pi\u00f9 discutibili, per non dire criminali (\u00e8 quasi inutile evidenziare che attivisti come la Rackete sono, di fatto se non in linea di riprincipio, i migliori amici degli scafisti, spietati mercanti di carne umana in movimento fra le sponde del Mediterraneo). Ma la verit\u00e0 ultima, la verit\u00e0 che giace al fondo della coscienza di queste persone, \u00e8 che esse odiano l&#8217;Occidente, <em>perch\u00e9 odiano se stesse<\/em>. E si odiano cos\u00ec tanto da aver sublimato il proprio desiderio di morte con l&#8217;iperattivismo umanitario che si traduce, in pratica, nella distruzione progressiva e sistematica della identit\u00e0 occidentale. Non \u00e8 facile convivere col senso di colpa, specie se qualcuno gira continuamente il coltello nella piaga. La tentazione del suicidio \u00e8 forte. E allora, niente di pi\u00f9 facile che trasferire l&#8217;odio di s\u00e9 su qualcun altro, prendersela con i <em>ricchi<\/em>, gli <em>egoisti<\/em>, i <em>populisti<\/em>, versione riveduta e corretta dei <em>fascisti<\/em> e dei <em>nazisti<\/em> degli anni della Seconda guerra mondiale (e anche di parecchi anni successivi, visto che ancora negli &#8217;80 si poteva ammazzare uno studente o un padre di famiglia solo perch\u00e9 rei di essere &quot;fascisti&quot;). Ebbene: chi \u00e8 divorato dai sensi di colpa, chi ha bisogno di odiare qualcun altro per non desiderare di suicidarsi, non si \u00e8 liberato dalle catene dell&#8217;io, ma ne \u00e8 divenuto schiavo in misura intollerabile. Non \u00e8 segno di libert\u00e0 dall&#8217;ipertrofia dell&#8217;ego, ma di schiavit\u00f9 totale, fare quel che fa la signorina Rackete, e che vorrebbero fare milioni di persone in Occidente, specialmente giovani: esprimere tutto il loro odio per la propria civilt\u00e0 riconoscendo ogni sorta di diritti a chi non le appartiene, ma vuol venirci per distruggerla. In questa logica, si comprendono anche i sensi di colpa dei cattolici verso gli ebrei: del tutto ingiustificati, sia sul piano storico che su quello teologico: ma che importa? Dopo Auschwitz, era difficile sottrarsi, tanto pi\u00f9 che il partito ebraico-massonico premeva dall&#8217;interno e trov\u00f2 modo d&#8217;impadronirsi della Chiesa col cavallo di Troia del Concilio. Anche i signori della globalizzazione vogliono sfruttare le morti in mare (ribattezzandole &quot;stragi&quot;: come se la responsabilit\u00e0 fosse di chi vorrebbe impedire quelle partenze e non di chi le incoraggia e le finanzia, pur sapendo quanto sono pericolose) per creare un senso di colpa generalizzato. Bergoglio va a gettare una corona di fiori nelle acque ove \u00e8 affondato un barcone, sibilando <em>Vergogna!<\/em> (ma rivolto a chi?) con lo stesso stile con cui si reca in Israele a rendere omaggio alle vittime della Shoah. Colpa, sempre colpa. Chi si crogiola nel senso di colpa non si \u00e8 liberato dall&#8217;illusione immanentista, n\u00e9 ha capito che la vita terrena \u00e8, s\u00ec, preziosa, ma solo come trampolino verso la vita vera, quella eterna; perch\u00e9, quaggi\u00f9, tutto passa e tutto se ne va&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciascuno di noi vive come se la vita gli fosse dovuta, come se il tempo gli fosse dovuto: tutto il tempo del mondo, o comunque tutto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-26930","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26930","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26930"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26930\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}