{"id":26914,"date":"2017-05-21T09:01:00","date_gmt":"2017-05-21T09:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/21\/ma-litalia-e-ancora-la-patria-degli-italiani\/"},"modified":"2017-05-21T09:01:00","modified_gmt":"2017-05-21T09:01:00","slug":"ma-litalia-e-ancora-la-patria-degli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/21\/ma-litalia-e-ancora-la-patria-degli-italiani\/","title":{"rendered":"Ma l&#8217;Italia \u00e8 ancora la patria degli italiani?"},"content":{"rendered":"<p>Ma l&#8217;Italia \u00e8 ancora la patria degli italiani? E l&#8217;Europa \u00e8 ancora la casa degli europei? Oppure l&#8217;una e l&#8217;altra sono diventate la terra di occupazione di milioni di stranieri, con i cittadini chiusi in casa nei quartieri degradati, e i nuovi arrivati liberi di sbarcare a migliaia ogni giorno, di pretendere accoglienza e lavoro, anche se non ce n&#8217;\u00e8, di spadroneggiare ovunque e di delinquere, rubando, stuprando, spacciando e assassinando? Certo, non tutti si comportano cos\u00ec; per\u00f2 molti: troppi. E, in ogni caso, anche se si comportano da cittadini esemplari, sono pur sempre milioni di stranieri, che fanno molti pi\u00f9 figli di quanti ne facciamo noi, e molti dei quali sono ben decisi a non integrarsi, a conservare tutte le loro usanze, a imporre, semmai, i loro modi di vita, a cominciare dalla religione, rigorosamente e intransigentemente islamica. Si aggiunga che questo fenomeno \u00e8 pilotato dall&#8217;alto, dalle grandi banche, dalle multinazionali: che essi non fuggono alla spicciolata &quot;da guerra e fame&quot;, come ci viene detto, secondo la formula canonica, dai nostri <em>mass media<\/em> completamente asserviti a quelle banche e a quelle multinazionali, ma si stanno spostando in massa, per occuparlo, verso un continente ricco, appetibile, abitato da una popolazione vecchia e decadente, che non fa pi\u00f9 figli, che pratica milioni di aborti, che celebra, come fossero un trionfo della civilt\u00e0, le nozze fra due uomini o fra due donne; e che non ama la vita, n\u00e9 vuol bene a se stesso, n\u00e9 ha rispetto e gratitudine per le proprie radici, la propria identit\u00e0 e per quanto hanno fatto i suoi progenitori in anni, decenni e secoli di duro lavoro e di creazioni dell&#8217;arte, della poesia, della scienza, del pensiero.<\/p>\n<p>Aveva ragione Oriana Fallaci, la quale diceva di non sentirsi pi\u00f9 a casa sua n questa Eurabia ove si costruiscono sempre nuove moschee e ove le massime autorit\u00e0 statali si rivolgono agli africani e agli asiatici dicendo: <em>Venite, venite, che abbiamo tanto bisogno di voi?<\/em> Ove i cittadini italiani ed europei sono discriminati in casa propria; ove i poveri di razza bianca e nati sul posto valgono meno dei poveri di razza nera venuti da chi sa dove, chi sa per fare cosa, e che intanto, nell&#8217;attesa di sapere se otterranno il permesso di restare, non si trattengono dal commettere reati d&#8217;ogni genere, anche sanguinosi. E comunque, reati a parte, resta un fatto: che l&#8217;Europa \u00e8 l&#8217;Europa, l&#8217;Italia \u00e8 l&#8217;Italia, perch\u00e9 sono il frutto dell&#8217;identit\u00e0 fisica e del lavoro, dell&#8217;intelligenza, della sensibilit\u00e0 europea e italiana. Se anche gli stranieri non fossero in maggioranza africani, ma eschimesi, il problema resterebbe: che ci fanno, in Europa e in Italia, milioni di eschimesi? Dire che questa non \u00e8 la loro terra, che questa civilt\u00e0 non \u00e8 la loro, che non l&#8217;hanno costruita loro, equivale a una forma di razzismo? Qualcuno certo direbbe: <em>Ma poverini, lass\u00f9 nell&#8217;Artico c&#8217;\u00e8 stato un grande cambiamento climatico; i ghiacci si stanno sciogliendo, la selvaggina non si trova pi\u00f9, dunque dobbiamo accoglierli, che altro potrebbero fare? Dove altro potrebbero andare?<\/em> Una logica astratta, illuminista, da veri <em>philosophes<\/em> del XVIII secolo. Non ci si chiede se costoro siano compatibili con la nostra civilt\u00e0 e con i nostri valori; non ci si chiede nemmeno se la loro presenza massiccia muterebbe per sempre il volto della nostra civilt\u00e0, se le imprimerebbe una identit\u00e0 completamente nuova, nella quale noi stessi ci troveremmo spaesati ed estraniati: no, si dice solo che, in nome dei sacri diritti dell&#8217;uomo e del cittadino, chi fugge da una situazione di difficolt\u00e0 ha il diritto di essere accolto, ospitato, alloggiato, sistemato, e, perfino integrato (anche se magari non lo vuole affatto): che si stia parlano di dieci persone o che si stia parlando di dieci, di venti milioni, di cento milioni, \u00e8 lo stesso. In nome dei diritti astratti, della ragione illuminista e dei sacri principi della laicit\u00e0, del filantropismo, del cosmopolitismo: che bello, una societ\u00e0 multietnica e multirazziale! Che bello, una societ\u00e0 senza pi\u00f9 barriere, senza pi\u00f9 muri, senza pi\u00f9 pregiudizi!<\/p>\n<p>Sembra di assistere a una processo di rimbambimento, d&#8217;incretinimento collettivo. La popolazione di un intero continente, che un tempo fu attiva, dinamica, industriosa, intelligente, intraprendente, si \u00e8 completamente liquefatta il cervello e si \u00e8 del tutto rincretinita. Milioni di giovani rincretiniti marciano per un&#8217;Europa, per una Italia senza pi\u00f9 &quot;muri&quot;. Nessuno ha spiegato a quei figli di pap\u00e0 dei centri sociali che, senza muri, una casa non esiste; che, senza muri, d&#8217;inverno si morirebbe di freddo, d&#8217;estate di caldo; e, soprattutto, che, senza muri, chiunque potrebbe entrare, anche i male intenzionati, anche gli stupratori e gli assassini: cosa che, di fatto, accade. Chi non chiude a chiave la porta di casa sua, la sera, prima di andare a dormire? E, se pu\u00f2, mette anche il paletto alla spranga, o attiva l&#8217;impianto d&#8217;allarme elettrico. S\u00ec o no? E dunque: come la mettiamo con questa colossale stupidaggine, con questa macabra pagliacciata di un&#8217;Italia senza muri, di un&#8217;Europa senza muri, che accoglie tutti, che vuol bene a tutti, anche ai peggiori delinquenti evasi dalle carceri dei Paesi pi\u00f9 lontani, venuti qui apposta per delinquere e con maggiori margini di profitto e molto minori rischi per la loro nobile attivit\u00e0?<\/p>\n<p>Nel &#8217;68 i giovani incretiniti dai loro professorini di sinistra, stalinisti, maoisti, trotzkisti o castristi, si ribellavano contro la societ\u00e0 dei padri, proclamavano che essa fa schifo, che la famiglia fa schifo, che la scuola fa schifo, che il lavoro &quot;borghese&quot; fa schifo (ma, in realt\u00e0, era proprio il lavoro in se stesso che faceva loro schifo), che solo la rivoluzione \u00e8 bella, la rivoluzione, e, naturalmente, anche la droga e il sesso facile, con tutti, scambiandosi partner sessuali, spinelli e, poi, anche siringhe. I duri e puri, poco pi\u00f9 tardi, hanno cominciato a scambiarsi anche le pistole e l&#8217;esplosivo, per distruggere materialmente tutto quel mondo che fa schifo, e per togliere di mezzo i suoi infami, luridi rappresentanti: magistrati, poliziotti, politici, intellettuali scomodi. Non sono riusciti a distruggere tutto, ma sono arrivati abbastanza vicini al risultato, almeno sul piano morale: hanno definitivamente imposto la dittatura culturale del caos, dell&#8217;ideologia cialtrona, del relativismo etico, del disordine eretto a valore supremo. Hanno definitivamente imposto, anche come modello educativo nelle famiglie, il loro <em>Proibito proibire<\/em>, il loro <em>Vogliamo tutto, e lo vogliamo subito<\/em>. I loro figli, infatti, son cresciuti cos\u00ec, mentre loro, o almeno una buona parte di loro, si sono meravigliosamente sistemati in quella societ\u00e0 &quot;borghese&quot; e decadente, in quella societ\u00e0 schifosa e rivoltante, che avrebbero voluto vedere distrutta su due piedi. Son diventati politici, giornalisti, avvocati, magistrati di grido. E hanno insegnato ai loro figli il nulla: l&#8217;ambizione senza sacrificio, la carriera senza merito, la promozione assicurata, il regaluccio a prescindere, il mantenimento gratuito assicurato, la logica del vitalizio e della rendita permanente. Hanno tirato su una generazione d&#8217;imbecilli arroganti e sfaticati, peggiori di loro.<\/p>\n<p>I giovani dei centri sociali che hanno sfilato a Milano sabato 20 giugno 2017, portando centomila persone in piazza per la manifestazione &quot;contro i muri&quot;, cio\u00e8 a favore dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;integrazione (dicono loro) di qualunque straniero, al suon dello slogan: <em>Nessuno \u00e8 illegale<\/em>, ricordano molto da vicino, aggravate, l&#8217;imbecillit\u00e0 e la presunzione dei loro padri. Era stato chiesto agli organizzatori di rinunciare, o, almeno, di spostare la manifestazione, visto che il giorno prima un giovane sbandato italo-tunisino, islamico forse radicalizzato, comunque pieno di droga fino agli occhi, aveva tentato di uccidere, ferendoli seriamente, tre ragazzi delle Forze dell&#8217;ordine, due militari e un agente della Polizia ferroviaria (uno si \u00e8 salvato per puro caso; due centimetri pi\u00f9 in l\u00e0, e avrebbe avuto recisa la vena giugulare). Niente da fare: hanno risposto che, se si fosse domandato a quei soldati e a quel poliziotto, loro di certo sarebbero stati d&#8217;accordo. Sta di fatto che nessuno l&#8217;ha chiesto loro. Puntualmente, nella stessa giornata di sabato, a Napoli si \u00e8 verificato un altro episodio molto simile a quello della Stazione centrale milanese: un immigrato del Gambia ha aggredito, e ferito, due giovani italiani, a colpi di bottiglia. Era clandestino, se ancora \u00e8 consentito di pronunciare questa parola: perch\u00e9, in base alla logica geniale del <em>Qui nessuno \u00e8 illegale<\/em>, a rigore non si dovrebbe neanche fare cenno a un dettaglio cos\u00ec trascurabile (come, su un altro versante della follia ideologica odierna, non si dovrebbe neanche azzardarsi a chiedere a un bambino chi siano suo padre e sua madre; \u00e8 lecito solo domandargli chi sia il suo genitore uno e chi il genitore due; altrimenti si tratta di bieca omofobia). E fatti cos\u00ec, ormai, accadono tutti i santi giorni che Dio manda: trecentosessantacinque l&#8217;anno, trecentosessantasei se l&#8217;anno \u00e8 bisestile. Se qualcuno dice di non saperlo, \u00e8 perch\u00e9 vuol girare la testa dall&#8217;altra parte; se qualcuno dice che non \u00e8 vero, non \u00e8 solamente un imbecille, \u00e8 un mascalzone che mente sapendo di mentire. Questa \u00e8 la realt\u00e0, questa \u00e8 l&#8217;Italia di oggi: un Paese allo sbando, dove i cittadini sono a rischio perfino dentro le loro case, ma dove ci si preoccupa sempre di tutelare chi crea i problemi, non chi li subisce.<\/p>\n<p>Centomila persone a Milano, in queste condizioni, con la Stazione centrale ridotta a un bivacco, a una <em>kasbah<\/em>, a un luogo altamente pericoloso, dove perfino gli uomini delle forze dell&#8217;ordine rischiano quotidianamente la vita per un semplice controllo a una persona sospetta (figuriamoci cosa rischiano i cittadini pacifici e disarmati, i vecchi, i bambini); centomila persone a dire che va bene cos\u00ec, che bisogna continuare ad aprire le porte, a spalancare le coste e le frontiere, a far entrare chiunque, in qualsiasi quantit\u00e0, con qualunque motivazione, o assenza di motivazione &#8212; sarebbe da indelicati chiedere a un individuo che non ha documenti e non vuol dare le sue generalit\u00e0, per quale ragione sia venuto in casa nostra! &#8212; sono tante o poche? Tante, gridano gli organizzatori della &quot;marcia contro i muri&quot;, esultanti: e agiungono: <em>Vedete? Vedete che avevamo ragione noi? Che la gente \u00e8 dalla nostra parte?<\/em> No, non ne siano convinti. Se fosse cos\u00ec, sarebbe da prendere sul serio l&#8217;esempio di Oriana Fallaci: raccogliere le proprie cose e andarsene via da un&#8217;Italia che non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Italia, e che non vuole essere pi\u00f9 l&#8217;Italia; da un&#8217;Europa che ha deciso di farsi invadere e colonizzare da gente che non la ama, che non la stima, che non la rispetta, che anzi la disprezza e che considera debolezza tutta questa incomprensibile generosit\u00e0 all&#8217;ingrosso. Come mai il re dell&#8217;Arabia Saudita, Paese musulmano e ricchissimo, molto pi\u00f9 vicino rispetto all&#8217;Europa, non si prendere in casa sua almeno i profughi provenienti dalla Siria o quelli dell&#8217;Afghanistan? Come mai non si prende in casa i migranti del Pakistan o del Bangla Desh? E come mai George Soros, il miliardario &quot;filantropo&quot; che si preoccupa per i migranti che muoiono in mare, non spende un dollaro per finanziare progetti di sviluppo che inducano gli africani a restare nei loro rispettivi Paesi, invece di finanziare le organizzazioni non governative che li traghettano in Italia, e che lo fanno &#8212; lo si \u00e8 visto, ormai \u00e8 provato, la magistratura ha aperto delle inchieste &#8212; non sempre e non solo per nobili ragioni di umanit\u00e0 e idealismo, ma per un calciolo economico ben preciso, in spregio alla sovranit\u00e0 del nostro Paese, anzi, col preciso obiettivo di destabilizzarlo mediante questa immigrazione selvaggia? Questi concetti non sono stati avanzati da qualche pericoloso <em>leader<\/em> populista e fascista, ma dal Procuratore della Repubblica di Catania, un onesto servitore dello Stato. In cambio, sappiamo che tipo di accoglienza hanno trovato le sue parole.<\/p>\n<p>Dunque, centomila son tanti o pochi? Se fossero tanti, se esprimessero davvero il sentire del&#8217;uomo della strada, se interpretassero realmente i sentimenti dell&#8217;italiano medio, sarebbero anche troppi: abbastanza per vendere la casa, preparare le valigie e comprare un biglietto per un altro continente, il pi\u00f9 lontano possibile. Questa Italia matrigna, che non fa nulla per i suoi poveri, per i suoi vecchi, per i suoi giovani, per i suoi laureati, per i suoi disoccupati; questa Italia matrigna che ha lacrime solo per i clandestini che annegano, che ha soldi solo per i falsi profughi che pretendono, che \u00e8 indulgente solo per spacciatori e rapinatori ai quali il solito magistrato di sinistra diagnostica (neanche fosse un medico o uno psichiatra) un &quot;grave stato di disagio sociale&quot;, e li rimanda liberi e arzilli dopo che hanno tentato di accoltellare un uomo delle Forze dell&#8217;ordine (come \u00e8 successo a Padova a suo tempo, e come succede in continuazione, dappertutto), non merita che si resti qui a bere l&#8217;amaro calice sino alla feccia. Ma abbiamo motivo di credere che la vera Italia sia un&#8217;altra; e che, a fronte di quei centomila, ci fossero milioni e milioni di milanesi e di italiani che non erano e non sono d&#8217;accordo, che la pensano in tutt&#8217;altro modo, che sono stufi di essere invasi e dire ancora &quot;grazie&quot;, che non sono pi\u00f9 disposti a sopportare tutto questo. Forse un&#8217;Italia ancora sana c&#8217;\u00e8: un&#8217;Italia che non \u00e8 stanca di vivere, che non ha voglia di suicidarsi, che ha rispetto di se stesa, delle sue tradizioni, della sua identit\u00e0, dei suoi valori. Valori veri, non ciarpame ideologico o idiozie consumiste; e dunque, innanzitutto, la morale cristiana, frutto di duemila anni di storia, di pensiero, di lavoro, di sacrifici, di buoni esempi, di conquiste, di dedizione, di amore. Amore, guarda un po&#8217;, non sempre e solo per &quot;l&#8217;altro&quot;, per lo sconosciuto, che magari \u00e8 un delinquente, uno zingaro che non ha alcuna voglia di lavorare, un africano che non ha alcuna intenzione di rispettare la legge, ma un fratello bisognoso che ci \u00e8 vicino, un figlio, un vecchio genitore.<\/p>\n<p>Resta la domanda su chi siano, per questa generazione, i cattivi maestri dell&#8217;incretinimento. E qui viene il boccone pi\u00f9 amaro da mandar gi\u00f9: non i professorini marxisti, ma i preti progressisti e modernisti, la neochiesa gnostico-massonica, e un papa che, invece di fare il capo della Chiesa cattolica, ha deciso di fare il gran regista dell&#8217;auto-invasione e dell&#8217;auto-rottamazione sistematica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma l&#8217;Italia \u00e8 ancora la patria degli italiani? E l&#8217;Europa \u00e8 ancora la casa degli europei? 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