{"id":26911,"date":"2018-08-26T12:41:00","date_gmt":"2018-08-26T12:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/26\/ma-in-che-senso-il-cristiano-non-deve-giudicare\/"},"modified":"2018-08-26T12:41:00","modified_gmt":"2018-08-26T12:41:00","slug":"ma-in-che-senso-il-cristiano-non-deve-giudicare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/26\/ma-in-che-senso-il-cristiano-non-deve-giudicare\/","title":{"rendered":"Ma in che senso il cristiano non deve giudicare?"},"content":{"rendered":"<p>Da quel famoso, e malaugurato, <em>Chi sono io per giudicare?<\/em>, del signor Bergoglio, rilasciato per la gioia dei giornalisti sull&#8217;aero ad alta quota, come sua abitudine, la Chiesa cattolica \u00e8 squassata da un vero e proprio tormentone: il cristiano non deve mai giudicare? Aveva ragione Caterina Caselli, che nessuno mi pu\u00f2 giudicare, nemmeno tu? E, in tal caso, quel che ci hanno insegnato al catechismo, per secoli, generazione dopo generazione, era sbagliato? Perch\u00e9 ci hanno insegnato a giudicare, questo \u00e8 certo: non fingiamo che le cose stiano altrimenti, non giriamoci attorno. Non ci hanno insegnato a giudicare il peccatore, nella sua persona fisica; ma il suo peccato, quello s\u00ec. E se le due cose sono inseparabili, e inevitabilmente lo sono, giudicare il peccato facendo finta che non ci sia nessuno a commetterlo, non \u00e8 possibile, specialmente quando si tratta di un comportamento pubblico, che si svolge all&#8217;interno di una parrocchia e che \u00e8 di scandalo a tutta la comunit\u00e0. Questo, beninteso, se si \u00e8 cristiani e si \u00e8 cattolici; se invece si \u00e8 relativisti, o scettici, o agnostici, o atei, non c&#8217;\u00e8 nessun problema: si fa quel che si vuole. Ma se si \u00e8 cristiani e cattolici, no; non si pu\u00f2 fare quel che si vuole, per coerenza e per decenza. E il sacerdote non pu\u00f2 far finta di nulla, non pu\u00f2 dare la santa Comunione come se niente fosse: sarebbe la stessa cosa che gettare nell&#8217;immondizia il Corpo e il Sangue di Cristo. La Comunione non \u00e8 solo per i santi, non \u00e8 solo per i puri, ma certamente \u00e8 per i <em>riconciliati<\/em>; per i peccatori pentiti che si sono riconciliati con Dio e che, almeno in quel momento, sono ritornati puri, perch\u00e9 hanno lasciato la macchia dei loro peccati dentro il confessionale. Niente pentimento, n\u00e9 proponimento di non pi\u00f9 peccare, n\u00e9 riconciliazione: in tal caso, niente Comunione. In tali situazioni, voler separare arbitrariamente la persona del peccatore dal peccato che commette pubblicamente e senza vergogna, sarebbe una follia, oltre che una grande ipocrisia. Quando un cristiano della chiesa di Corinto ebbe la bella pensata di prendersi la moglie di suo padre <em>more uxorio<\/em>, san Paolo non rimase in silenzio, non finse di non vedere e non gir\u00f2 la testa dall&#8217;altra parte davanti all&#8217;enorme scandalo (1 Cor. 5, 1-13; 6-1-10):<\/p>\n<p><em>Si sente da per tutto parlare di immoralit\u00e0 tra voi, e di una immoralit\u00e0 tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre.\u00a0E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti, in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale azione!\u00a0Orbene, io, assente col corpo ma presente con lo spirito, ho gi\u00e0 giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto tale azione:\u00a0nel nome del Signore nostro Ges\u00f9, essendo radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Ges\u00f9,\u00a0questo individuo sia dato in bal\u00eca di satana per la rovina della sua carne, affinch\u00e9 il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore.\u00a0Non \u00e8 una bella cosa il vostro vanto. Non sapete che un po&#8217; di lievito fa fermentare tutta la pasta?\u00a0Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poich\u00e9 siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, \u00e8 stato immolato!\u00a0Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, n\u00e9 con lievito di malizia e di perversit\u00e0, ma con azzimi di sincerit\u00e0 e di verit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi.\u00a0Non mi riferivo per\u00f2 agli impudichi di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idol\u00e0tri: altrimenti dovreste uscire dal mondo!\u00a0Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed \u00e8 impudico o avaro o idol\u00e0tra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme.\u00a0Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate?\u00a0Quelli di fuori li giudicher\u00e0 Dio.\u00a0Togliete il malvagio di mezzo a voi!<\/em><\/p>\n<p><em>V&#8217;\u00e8 tra voi chi, avendo una questione con un altro, osa farsi giudicare dagli ingiusti anzich\u00e9 dai santi?\u00a0O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se \u00e8 da voi che verr\u00e0 giudicato il mondo, siete dunque indegni di giudizi di minima importanza?\u00a0Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto pi\u00f9 le cose di questa vita!\u00a0Se dunque avete liti per cose di questo mondo, voi prendete a giudici gente senza autorit\u00e0 nella Chiesa?\u00a0Lo dico per vostra vergogna! Cosicch\u00e9 non vi sarebbe proprio nessuna persona saggia tra di voi che possa far da arbitro tra fratello e fratello? No, anzi, un fratello viene chiamato in giudizio dal fratello e per di pi\u00f9 davanti a infedeli!\u00a0E dire che \u00e8 gi\u00e0 per voi una sconfitta avere liti vicendevoli! Perch\u00e9 non subire piuttosto l&#8217;ingiustizia? Perch\u00e9 non lasciarvi piuttosto privare di ci\u00f2 che vi appartiene? Siete voi invece che commettete ingiustizia e rubate, e ci\u00f2 ai fratelli!\u00a0O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: n\u00e9 immorali, n\u00e9 idol\u00e0tri, n\u00e9 ad\u00f9lteri,\u00a0n\u00e9 effeminati, n\u00e9 sodomiti, n\u00e9 ladri, n\u00e9 avari, n\u00e9 ubriaconi, n\u00e9 maldicenti, n\u00e9 rapaci erediteranno il regno di Dio.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>I nuovissimi paladini del &quot;non giudicare&quot; si rifanno direttamente a una raccomandazione di Ges\u00f9 Cristo, riportata in <em>Mt<\/em>, 7, 1-5: <em>Non giudicate, per non essere giudicati; perch\u00e9 col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perch\u00e9 osservi la pagliuzza nell&#8217;occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?\u00a0^4^O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell&#8217;occhio tuo c&#8217;\u00e8 la trave?\u00a0Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall&#8217;occhio del tuo fratello<\/em>. Ma \u00e8 lecito prenderla come una proibizione di giudicare, in presenza di un peccato conclamato? Non \u00e8 forse vero che Ges\u00f9 esorta a non giudicare le persone, come se ci si ritenesse migliori del proprio fratello? Tutta la sua vita pubblica reca testimonianza a una simile interpretazione. Agli uomini di Gerusalemme che volevano lapidare l&#8217;adultera, egli non disse: <em>Non avete il diritto di giudicarla<\/em>; ma disse: <em>Chi di voi \u00e8 senza peccato, scagli la prima pietra!<\/em> Sono due cose ben diverse: Ges\u00f9 non ha mai detto che \u00e8 sbagliato giudicare il peccato, tutto al contrario; ha perfino detto di strapparsi l&#8217;occhio che d\u00e0 scandalo, e di tagliarsi la mano o il piede che danno scandalo; ma ha ricordato che non \u00e8 cosa giusta riprendere il proprio fratello per la pagliuzza che ha nel suo occhio, quando si ha una trave nel proprio. E all&#8217;adultera, che le sue parole avevano sottratto alla lapidazione, perch\u00e9 nessuno ebbe il coraggio di scagliare la pietra per primo, non disse: <em>Vai e fai quello che vuoi, segui la tua strada, va&#8217; dove ti porta il cuore<\/em>; ma disse: <em>Vai in pace, e d&#8217;ora in avanti non peccare pi\u00f9<\/em>. Anche queste, sono due cose completamente diverse. E i neoteologi e i neopreti che scusano e giustificano ormai quasi qualunque peccato, o si spingono perfino a sostenere che il peccati non \u00e8 peccato, con la scusa del non giudicare, stanno falsificando deliberatamente la lettera e lo spirito del Vangelo; hanno la pretesa blasfema di arruolare Ges\u00f9 nelle loro file, cio\u00e8 nell&#8217;esercito dei pornoteologi e dei preti di strada i quali, essendo a contatto con gli ultimi, per mostrare quanto sono misericordiosi, autorizzano gli ultimi a far ci\u00f2 che vogliono (da neomarxisti, quali in realt\u00e0 sono, ce l&#8217;hanno solo coi ricchi, come se solo i ricchi siano peccatori).<\/p>\n<p>Ma ecco che il teologo benedettino Salvatire A. Panimolle, pi\u00f9 di trent&#8217;anni fa, apriva la strada agli odierni &quot;cattolici non giudicanti&quot;, affermando, nel suo libro su Il <em>discorso della montagna<\/em> (Cinisello Balsamo, Edizioni Paoline, 1986, pp. 171-173):<\/p>\n<p><em>La sesta sezione del Discorso della Montagna \u00e8 aperta da un&#8217;esortazione di Ges\u00f9 a non giudicare il proprio fratello, per non subire il giudizio divino (Mt 7, 1s) In realt\u00e0, continua il Maestro, chi \u00e8 tutto proteso a rilevare le manchevolezze del prossimo, cade in uno stato di ipocrisia, perch\u00e9 diventa insensibile e cieco dinanzi ai suoi grossi difetti e gravi peccati (7,3-5).Per\u00f2, conclude il profeta di Nazaret con una massima sapienziale alquanto enigmatica, in tale atteggiamento di carit\u00e0 non bisogna comportarsi da stupidi, ma bisogna essere oculati (7,6). Quest&#8217;ultimo loghion quindi sembra servire da correttivi per non interpretare in modo falso il pensiero di Ges\u00f9. Perci\u00f2 il brano iniziale di questa sezione \u00e8 formato da tre passi incentrati nella valutazione evangelicamente corretta, del prossimo.<\/em><\/p>\n<p><em>a) Il divieto di giudicare<\/em><\/p>\n<p><em>Il profeta di Nazaret s&#8217;introduce alla sesta sezione del Discorso della Montagna ammonendo severamente di non giudicare. (&#8230;) Paolo di Tarsi riecheggia questo insegnamento di Ges\u00f9, quando polemizza con il &quot;cristiano &quot;forte&quot; che giudica e disprezza il fratello debole (Rm 14,3s); in verit\u00e0, non bisogna giudicare prima della venuta del Signore, il giudice supremo (1 Cor, 4, 4s).Giacomo su tale argomento concorda con Paolo, perch\u00e9 ricorda che uno solo \u00e8 il legislatore e il giudice, Dio; perci\u00f2 il cristiano non deve giudicare il fratello (Gc 4,11 s).<\/em><\/p>\n<p><em>In merito al problema della valutazione del prossimo bisogna rilevare che altrove Ges\u00f9 esorta alla correzione fraterna, quindi ammette un giudizio sul peccato del prossimo (Mt 18,15ss). Evidentemente quet0ultim passo non pu\u00f2 essere in contraddizione con il divieto del Discorso della Montagna (7, 1s) perch\u00e9 l&#8217;ammonimento riportato nel sermone ecclesiale ha per scopo la salvezza del fratello. In questo contesto infatti il profeta di Nazaret esorta la comunit\u00e0 a prendersi cura della pecora smarrita cio\u00e8 del membro che pecca e si allontana dalla chiesa (18,12 ss). In tale luce, la correzione fraterna non deve essere considerata come una forma di giudizio, ma deve essere vista come un&#8217;espressione delle premure per il peccatore con il fine di guadagnarlo ossia di indurlo alla confessione, perch\u00e9 si salvi. La motivazione addotta da Ges\u00f9 in Mt 7,1, nel proibire di giudicare il prossimo, possiamo chiamarla &quot;ragione di convenienza&quot;: per non essere giudicato. Quindi chi si astiene dal giudicare il fratello, non subir\u00e0 la condanna divina. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>b) La motivazione del divieto<\/em><\/p>\n<p><em>In verit\u00e0 l&#8217;uomo nel&#8217;ultimo giorno sar\u00e0 giudicato come egli ha trattato il suo fratello: &quot;con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sar\u00e0 misurato a voi&quot; (7,2). (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>c) La minaccia del giudizio finale<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 il discepolo di Ges\u00f9 non deve giudicare? Per evitare la condanna da parte di Dio, nel giorno del giudizio&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Dobbiamo francamente confessare di non aver compreso cosa voglia dire l&#8217;Autore con questo e altri simili discorsi. A parte il fastidio che si prova nell&#8217;udire un monaco benedettino che chiama Ges\u00f9 Cristo, sistematicamente, <em>il profeta di Nazaret<\/em>, perch\u00e9 tale \u00e8 l&#8217;appellativo che potrebbe dargli un non cristiano, per esempio un islamico, ma non \u00e8 certo la maniera idonea per un cristiano di chiamare il Signore, ci pare che sarebbe stato assai pi\u00f9 semplice mettere in chiaro, semplicemente, che il non giudicare si riferisce alle persone e non alle azioni, perch\u00e9 il cristiano, come egli del resto ammette, <em>deve<\/em> giudicare, e deve farlo su preciso comando di Ges\u00f9. Come potrebbe vivere da ristiano, se non sottoponesse a giudizio il male ed il bene, naturalmente in se stesso innanzitutto, ma poi anche negli altri? E a nulla giova ricordare che Ges\u00f9 raccomanda di evitare il giudizio <em>ipocrita<\/em>; perch\u00e9 il fatto che esistano, e siano sempre esistiti, gli ipocriti, non \u00e8 un argomento sufficiente per mettere in forse la legittimit\u00e0 del giudizio. L&#8217;Autore, del resto, non pretende di metterla in forse; per\u00f2 insiste cos\u00ec tanto sulla raccomandazione di Ges\u00f9 a non giudicare, che d\u00e0, francamente, questa impressione. Anche sottolineare che la correzione fraterna deve avere di mira la salvezza della pecorella smarrita, \u00e8 giusto: ma cosa si intende per <em>correzione fraterna<\/em>? Chi corregge, giudica; lo fa fraternamente: benissimo; ma dove \u00e8 scritto che si devono prendere le cose con tale cautela e diplomazia da aver l&#8217;aria di scusarsi per ci\u00f2 che si deve dire? Al contrario: se lo scopo \u00e8 la salvezza del fratello, \u00e8 necessario scuoterlo, anche con forza: tale \u00e8 la vera correzione fraterna. Essa non vuol piacere agli uomini, ma a Dio; e non si salvano le anime se si evita di correggerle, anche energicamente, se necessario. Come dice san Paolo: <em>questo individuo sia dato in bal\u00eca di satana per la rovina della sua carne, affinch\u00e9 il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore.<\/em> \u00c8 una pessima pedagogia quella che consiste nel chiedere agli uomini il minimo di cui sono capaci, perch\u00e9 essi tenderanno a fare meno del minimo; al contrario, bisogna chiedere loro il massimo, se si vuole che tirino fuori la loro parte migliore. Qualunque maestra elementare lo sa; e la Chiesa, nella sua millenaria saggezza, lo sapeva perfettamente. Poi \u00e8 arrivata la pedagogia della misericordia, e la Chiesa s&#8217;\u00e8 scordata questa semplice verit\u00e0. Ma gli uomini, se non vengono severamente ammoniti, tendono ad adagiarsi nei loro peccati: ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario giudicare. Certo, non \u00e8 una cosa che renda popolari; ma quando mai la Chiesa se n&#8217;\u00e8 preoccupata? Essa non deve piacere al mondo, ma a Dio. Padre James Martin, per esempio, dice alle persone omosessuali: seguite la vostra strada, Dio vi ama cos\u00ec come siete. \u00c8 un travisamento gravissimo del Vangelo. Dio ama tutti gli uomini, ma proprio per questo li vuole salvi; e dunque non li asseconda nel peccato, ma li esorta ad uscirne&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quel famoso, e malaugurato, Chi sono io per giudicare@, del signor Bergoglio, rilasciato per la g0BFCA41D68\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,157,239],"class_list":["post-26911","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26911","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26911"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26911\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26911"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26911"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26911"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}