{"id":26907,"date":"2019-02-02T11:27:00","date_gmt":"2019-02-02T11:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/02\/ma-il-signore-dove-lhanno-nascosto\/"},"modified":"2019-02-02T11:27:00","modified_gmt":"2019-02-02T11:27:00","slug":"ma-il-signore-dove-lhanno-nascosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/02\/ma-il-signore-dove-lhanno-nascosto\/","title":{"rendered":"Ma il Signore, dove l&#8217;hanno nascosto?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;altro giorno ci \u00e8 capitato di entrare nel duomo di una cittadina di medie dimensioni dell&#8217;Italia settentrionale. La chiesa \u00e8 antica, in stile romanico-gotico; gli aggiustamenti dei secoli successivi non ne hanno alterato la fisionomia tardo medievale, n\u00e9 all&#8217;esterno, n\u00e9 all&#8217;interno; inoltre, contiene un discreto numero di opere d&#8217;arte sacra di notevole valore. In particolare, spicca, dietro l&#8217;altar maggiore, una <em>Sacra Conversazione<\/em>, con la Madonna e due gruppi di Santi e Sante, in basso, un gruppo a destra e uno a sinistra: un&#8217;opera meravigliosa, dipinta, a soli trent&#8217;anni, da uno dei massimi artisti vissuti tra la fine del XV e l&#8217;inizio del XVI secolo. La data della pala \u00e8 il 1492: l&#8217;anno della caduta di Granada e della scoperta dell&#8217;America. \u00c8 perfettamente conservata e ci colori brillanti evidenziano la purezza della linea e la bellezza dei volti, dei corpi, delle vesti, dello sfondo, la luminosit\u00e0 e l&#8217;intensit\u00e0 degli sguardi, la toccante atmosfera di raccoglimento e di spiritualit\u00e0 dell&#8217;insieme Per vedere da vicino un&#8217;opera del genere, varrebbe la fatica di venire qui apposta, anche da lontano; eppure la chiesa \u00e8 vuota e silenziosa nel freddo mattino di gennaio. Quello che ci ha colpito, per\u00f2, non \u00e8 il fatto che non vi sia neppure un fedele, e tanto meno che non ci sia neppure un visitatore forestiero, venuto apposta per ammirare la pala dell&#8217;altare maggiore del grande pittore rinascimentale. Una chiesa, dopotutto, non \u00e8 una pinacoteca; e l&#8217;arte sacra serve a celebrare la bellezza della fede, non viceversa. E se neppure i fedeli ci sono, ebbene, \u00e8 una cosa triste, ma \u00e8 in linea con i tempi che stiamo vivendo. No: quello che ci ha lasciati alquanto sconcertati, interdetti, amareggiati, \u00e8 stata un&#8217;altra assenza: l&#8217;assenza del Signore. Non vi era traccia del santissimo, da nessuna parte. Entrando, \u00e8 la prima cosa che si dovrebbe vedere la fiamma del lumino che indica la Presenza Reale di Ges\u00f9 Cristo nel tabernacolo. Tuttavia, conoscendo la (cattiva) abitudine di molti preti di porre il Santissimo non nel suo luogo naturale, sull&#8217;altare maggiore, ma in qualche altare laterale, o perfino in qualche cappella un po&#8217; nascosta, se non addirittura dietro l&#8217;altare, nell&#8217;ombra del&#8217;abside, non ci siamo scoraggiati: abbiamo percorso tutta la navata, siamo saliti sul transetto, abbiamo cercato e frugato con lo sguardo in ogni luogo: ma niente, nessun lumino, nessun indizio della presenza del Santissimo. Proprio non c&#8217;era. Oppure, se c&#8217;era, era stato nascosto chiss\u00e0 dove; magari in sacrestia.<\/p>\n<p>C&#8217;erano varie cose, in quella chiesa. C&#8217;era il Presepio, su un lato del presbiterio; e va bene. Poi c&#8217;era un cassonetto per i vestiti destinati alla <em>Cartitas<\/em>, in un angolo della controfacciata, e questo va assai meno bene. Perch\u00e9 mettere quel cassonetto dentro la chiesa? Non c&#8217;era spazio solo fuori, davanti al portale, ma anche sul lato, dove c&#8217;\u00e8 un ingresso laterale che d\u00e0 su una corte interna, ben riparata da ogni lato e chiusa, la notte, da due cancelli: l\u00ec sarebbe stato perfettamente al sicuro da eventuali malintenzionati. Poi abbiamo visto i soliti banchetti con i giornali; non ci sarebbe niente da dire, su questo, se non che le cosiddette riviste cattoliche, da alcuni anni a questa parte, non sono pi\u00f9 tali, e quindi la loro presenza dentro il sacro edificio non \u00e8 pi\u00f9 giustificata, come poteva esserlo un tempo. Si trattava comunque di un abuso, ma di un abuso tollerabile: forse Ges\u00f9 non si sarebbe sdegnato e non avrebbe rovesciato quei banchetti, fino a qualche anno fa; ma adesso, il discorso \u00e8 diverso. Adesso le riviste che si fregiano del nome di cattoliche, diffondono eresie e cattivi insegnamenti d&#8217;ogni genere, anche sul piano morale: c&#8217;\u00e8 da vergognarsi a leggerle, per un cattolico che sia davvero tale. C&#8217;\u00e8 il quotidiano dei vescovi che per lungo tempo si \u00e8 fregiato delle vignette di un noto disegnatore ateo, che raffigura Ges\u00f9, la Vergine Maria e i Santi in una maniera, sia grafica, sia ideologica, semplicemente inaccettabile per un cattolico; e questo \u00e8 solo un esempio. Non stampa cattolica, ma spazzatura travestita da stampa cattolica: eppure, questa farsa va avanti da anni, e ormai non si sentono quasi pi\u00f9 voci di protesta. Neppure quando il maggior settimanale cattolico, ma cattolico ormai per modo di dire, dedica tutta la copertina a bollare come &quot;satana&quot; un noto politico italiano, reo di non voler sottomettere l&#8217;interesse del popolo italiano alla Nuova Religione dei Migranti, fondata dal signore argentino sulle rovine della vera religione cattolica. Ad ogni modo, dopo aver fatto due o tre volte il giro completo delle navate laterali e delle cappelle, abbiamo dovuto arrenderci all&#8217;evidenza: il Santissimo non c&#8217;era. Nel duomo di quella citt\u00e0, nella chiesa pi\u00f9 antica, pi\u00f9 centrale, pi\u00f9 significativa da tutti i punti di vista, la matrice di tutte le altre chiese costruite in seguito, il parroco aveva ritenuto non necessario porre in qualche luogo in vista il Santissimo Sacramento. Ora, la chiesa \u00e8 la casa di Dio; non la casa del popolo. Perci\u00f2 pu\u00f2 stare anche senza vistiamo, senza fedeli (purtroppo), senza turisti, e naturalmente senza opere di pregio; pu\u00f2 essere ridotta a quattro pareti disadorne, nelle quali il sacerdote celebra la santa Messa perfettamente da solo: ma tanto basta perch\u00e9 vi sia la Presenza del Signore. Ma se il Signore non c&#8217;\u00e8, che razza di chiesa \u00e8 quella? E che ci andranno a fare i fedeli? Ad ammirare le statue e i dipinti? Ma per questo, ripetiamo, non c&#8217;\u00e8 bisogno di costruire una chiesa; basta disporre di un museo. In chiesa si va per pregare, certo; ma soprattutto per incontrare Dio. Per incontrarlo fisicamente, oltre che spiritualmente, perch\u00e9 Egli si \u00e8 incarnato, si \u00e8 fatto Carne e si \u00e8 fatto Sangue; e non un Dio qualsiasi, ma Ges\u00f9 Cristo, morto per noi sulla Croce, e che rinnova il suo Sacrificio ogni volta che viene celebrato il mistero della Presenza Reale. Anche senza la santa Comunione, la Presenza Reale \u00e8 gi\u00e0 sufficiente a riempire tutta la chiesa: l&#8217;adorazione di essa \u00e8 la cosa pi\u00f9 preziosa che il cattolico pu\u00f2 fare, quando entra in una chiesa.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;episodio che abbiamo raccontato non ha, purtroppo, nulla di straordinario, nel senso che rientra ormai in un quadro di apparente normalit\u00e0. Apparentemente, \u00e8 divenuto normale entrare in una chiesa e non trovare il Signore; e chiedersi, istintivamente: <em>Ma dove l&#8217;hanno messo, dove l&#8217;hanno nascosto<\/em>, e soprattutto <em>perch\u00e9?<\/em> Gi\u00e0: perch\u00e9? Come mai il parroco o il cappellano, sempre pi\u00f9 spesso, non ritengono importante, anzi, indispensabile far s\u00ec che il fedele, entrando, trovi e veda immediatamente il Signore, e sappia dove rivolgerle le sue preghiere? Eppure, da sempre, i sacerdoti hanno saputo questo; lo hanno sempre considerato un loro dovere preciso, diciamo pure scontato: come si sarebbe potuta trascurare la cosa essenziale? Ecco, questo \u00e8 il punto: i sacerdoti di questi ultimi tempi paiono essersi scordati &#8211; se di dimenticanza si tratta, e non di qualcos&#8217;altro &#8211; di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale alla fede. L&#8217;essenziale non sono i migranti, n\u00e9 i poveri, n\u00e9 l&#8217;ambiente, n\u00e9 il clima. Il fedele non entra in chiesa per sentire il prete che parla di queste cose, proprio come non accende la televisione per sentire il papa parlare di queste cose. No, non sono quelle cose l&#8217;essenziale; anche se preoccuparsi del prossimo bisognoso, e anche del creato di Dio, sono cose in se stesse buone, purch\u00e9 non siano sovrapposte ideologicamente alla fede cattolica, al preciso scopo di strumentalizzarla e snaturarla; come accade, per esempio, se si trasforma una chiesa in una pizzeria o in un dormitorio per i poveri e i migranti, o come accade se il Vaticano autorizza che la facciata della Basilica di San Pietro, a Roma, sia trasformata in uno schermo per uno spettacolo di luci notturne, sul quale scorrono le immagini delle belve della foresta, dei gorilla, degli squali e dei cannibali. No, questo non \u00e8 bene; questa \u00e8 una inqualificabile forzatura del vero amore per il prossimo e del vero amore per il creato di Dio. Se proprio si vuol prendere a modello un essere umano, e non Ges\u00f9 Cristo, che dovrebbe essere il solo e unico modello per i fedeli, allora si pensi a san Francesco d&#8217;Assisi (e non a quell&#8217;altro individuo che ha preso un tal nome per fare il papa, ma che non somiglia minimamente al Poverello di Assisi): san Francesco sapeva bene che quel che \u00e8 di Dio \u00e8 di Dio, e quel che \u00e8 dei poveri, o della natura, appartiene alla sfera delle cose umane. San Francesco non metteva a mangiare e a dormire le persone in chiesa: sapeva bene che la chiesa non serve a questo, non \u00e8 per questo che viene costruita dalla piet\u00e0 dei fedeli; e che vi sono altri luoghi per sfamare gli affamati o per dare riposo a quanti sono stanchi e non hanno un tetto sopra la testa. San Francesco sapeva anche che gli animali sono creature di Duo, parlava con loro, predicava perfino ai pesci e agli uccelli, secondo la tradizione: ma non avrebbe prestato, o meglio affittato, dietro lauto compenso, una chiesa, neppure all&#8217;esterno, per mettere in scena uno spettacolo in cui la natura viene celebrata in se stessa. Per san Francesco, la bellezza della natura \u00e8 un riflesso dello splendore infinito del Creatore: gli animali, le piante, gli elemento della natura, sono belli e preziosi perch\u00e9 rappresentano la sapienza e la maest\u00e0 dell&#8217;Onnipotente, e non perch\u00e9 abbiano un valore in se stessi, in quanto prodotti del mondo naturale. <em>Laudato si&#8217;, mio Signore, per tutte le tue creature<\/em>: questo pensava e questo diceva san Francesco. Non diceva: <em>siano lodate le creature<\/em>. Non dimenticava mai che tutto, tutto, tutto, \u00e8 opera del Signore, e che tutto serve a ricordarci la magnificenza del Creatore.<\/p>\n<p>Del resto, la naturalizzazione della Creazione, di cui \u00e8 un esempio l&#8217;incredibile enciclica <em>Laudato si&#8217;<\/em>, pi\u00f9 simile a un parto della galassia New Age che a un documento del Magistero della Chiesa, si accompagna logicamente con la storicizzazione della Rivelazione. La Natura e la Storia diventano valori assoluti; l&#8217;opera d Dio e la sua Rivelazione, le variabili secondarie, che devono adeguarsi alla mentalit\u00e0 degli uomini. Bergoglio lo ha detto chiaro e tondo: <em>Il Vaticano II \u00e8 stato una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea<\/em>. Giusto il contrario di quel che la Chiesa, attraverso il suo Magistero, ha insegnato per millenovecento anni: che \u00e8 il Vangelo a imporre al credente una rilettura del mondo e della sua cultura. E poi che vuol dire, <em>contemporanea?<\/em> La cultura odierna sar\u00e0 vecchia fra due secoli, come appare vecchia, ai signori storicisti, quella di due secoli fa: e allora che facciamo, rileggiamo il Vangelo ogni volta che la cultura cambia la sua prospettiva, le sue opinioni, i suoi valori? Bel vangelo davvero, quel che ne verrebbe fuori: un vangelo-arlecchino, buono per tutti gli usi, per tutti gli scopi e per tutte le stagioni. E infatti, \u00e8 proprio quel che sta accadendo: il vangelo della neochiesa non \u00e8 pi\u00f9 il Vangelo, con la maiuscola; non \u00e8 pi\u00f9 la sola Rivelazione e, di conseguenza la sola norma di vita che conti, alla quale ogni altra cosa deve essere subordinata; no: il vangelo degli uomini contemporanei si caratterizza come un vangelo moderno, mentre quello di cinquant&#8217;anni fa \u00e8 &quot;antico&quot;, e infatti il signore argentino e i suoi accoliti fanno il possibile e l&#8217;impossibile per denigrare e mettere fuori della legge canonica la Messa tridentina, la Messa di Pio V, che rappresenta, ai loro occhi, ci\u00f2 che deve essere rimosso e dimenticato. Ma noi non ci stiamo. Noi non accetteremo mai questa sporca operazione. Sporca, perch\u00e9 mirante e sfilare la vera dottrina, e quindi la vera fede, da sotto le ginocchia dei fedeli in preghiera; sporca e blasfema, perch\u00e9 pensata allo scopo di trarre le anime in inganno, di far loro a credere che nulla \u00e8 cambiato, che siamo solo in presenza di aggiustamenti legati alla capacit\u00e0 di comprensione dell&#8217;uomo contemporaneo, mentre siamo in presenza di una manovra di una gravit\u00e0 inaudita: la sostituzione della vera dottrina e della vera fede cattolica con una falsa dottrina e con una fede apostatica, storicista e naturalista, che fa perno sull&#8217;uomo e non pi\u00f9 su Dio. Una cosa di una gravit\u00e0 quasi inconcepibile; e infatti, per arrivare a concepirla, non ci vuole nulla di meno che l&#8217;astuzia del diavolo. Solo il diavolo in persona poteva ideare una cosa del genere; gli uomini, con tutta la loro malizia naturale, non sarebbero arrivati a queste altezze, o a queste bassezze, di perfidia; si sarebbero limitati, come per il passato, ad attaccare la Verit\u00e0 in maniera pi\u00f9 o meno scoperta, pi\u00f9 o meno esplicita. L&#8217;idea di attaccare la Verit\u00e0 dall&#8217;interno della Chiesa, per opera dello stesso clero, servendosi dello stesso papa, non pu\u00f2 essere maturata che nel profondo dell&#8217;inferno.<\/p>\n<p>Sono parole molto gravi, ce ne rendiamo perfettamente conto; ma giustificate dalla eccezionale gravit\u00e0 della situazione. Qui non stiamo facendo una discussione accademica di tipo teorico; qui parliamo della salute della anime e del loro destino eterno. Non ci sono margini per temporeggiare, per cercare dei compromessi che non scontentino troppo nessuno. Qui \u00e8 necessario fare una scelta chiara, irreversibile: o piacere a Dio, o piacere agli uomini. Siamo consapevoli che, in questo momento, la &quot;chiesa&quot; di Bergoglio piace; e tuttavia domandiamoci: <em>a chi piace?<\/em> Non \u00e8 forse vero che piace soprattutto ai non cattolici e ai nemici della Chiesa, e, in secondo luogo, a quei cattolici che si sono arresi al mondo, armi e bagagli, e non cercano altro che una legittimazione per i loro vizi e il loro cedimento morale? Tutti i peccatori impenitenti sentono odore d&#8217;indulto generale: possono continuare a peccare &#8212; i sodomiti possono continuare nel vizio dei <em>mal protesi nervi<\/em>, come diceva Dante; i divorziati, nell&#8217;adulterio; gli affaristi e gl&#8217;intriganti, magari mascherati da filantropi e da misericordiosi, possono continuare coi loro traffici di esseri umani per alimentare l&#8217;industria dei poveri e dei bisognosi, dalla quale traggono proventi e privilegi. Che bellezza, per tutti costoro: una chiesa cos\u00ec, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Una chiesa dove Ges\u00f9 (chi sa come) non dice: <em>Vai, e non peccare pi\u00f9<\/em>; ma solo: <em>Vai e fa&#8217; quel che ti piace.<\/em> Ecco allora che la scomparsa del Santissimo da tante chiese cattoliche non appare pi\u00f9 una semplice dimenticanza, ma come parte di una precisa strategia volta a farci scordare che tutto viene da Dio e tutto a Lui ritorna, ora e sempre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;altro giorno ci \u00e8 capitato di entrare nel duomo di una cittadina di medie dimensioni dell&#8217;Italia settentrionale. 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