{"id":26902,"date":"2018-09-26T01:25:00","date_gmt":"2018-09-26T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/26\/ma-gli-uomini-sanno-ancora-pensare\/"},"modified":"2018-09-26T01:25:00","modified_gmt":"2018-09-26T01:25:00","slug":"ma-gli-uomini-sanno-ancora-pensare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/26\/ma-gli-uomini-sanno-ancora-pensare\/","title":{"rendered":"Ma gli uomini sanno ancora pensare?"},"content":{"rendered":"<p>Immaginiamo una sala per conferenze e un oratore che sta parlando: in sala ci saranno circa cento persone. Quanti telefonini ci saranno in quella sala? Circa cento. Ciascuno ha il suo. Oppure immaginiamo un treno che sta viaggiando fra due stazioni molto importanti: immaginiamo che ci siano a bordo ottocento persone. Quanti telefonini ci saranno su quel treno? Ottocento, pi\u00f9 o meno; perch\u00e9 qualcuno ne ha anche pi\u00f9 di uno. E cos\u00ec via. In una citt\u00e0 di due milioni di abitanti, si troveranno almeno due milioni di telefonini, probabilmente molti di pi\u00f9. Vent&#8217;anni fa non c&#8217;erano; oggi ci sono. E ci sono anche le onde elettromagnetiche che stanno invadendo e saturando l&#8217;atmosfera. Non sappiamo con certezza quali effetti esse producano sulle persone; possiamo sospettare che siano potenzialmente pericolose e che possano provocare varie patologie, a cominciare dai tumori. Nondimeno, moltissime persone vivono letteralmente attaccate ai loro telefonini, oppure allo schermo del computer; si portano il telefonino anche a pranzo e a cena, anche a letto; lo mettono sotto il cuscino e l&#8217;ultima cosa che fanno prima di addormentarsi, e la prima cosa che fanno al risveglio, \u00e8 di controllare le chiamate o i messaggi che hanno ricevuto, e cominciare a rispondere. Stiamo parlando non solo di adulti, ma anche di giovani e di bambini; perfino di bambini piccoli, in et\u00e0 prescolare.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 anche un atro problema, oltre a quello ambientale e sanitario, provocato dal dilagare della tecnologia elettronica: la paralisi progressiva delle facolt\u00e0 mentali, della memoria, della volont\u00e0, dell&#8217;immaginazione, della progettualit\u00e0, della curiosit\u00e0. Se si spengono queste facolt\u00e0, se le persone cominciano a non ricordare, a non volere, a non immaginare, a non progettare, a non essere curiose verso il reale, si spegne, di fatto, l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale, in ci\u00f2 che essa ha di specificamente umano. Senza di esse, gli uomini continueranno a esistere, ma di umano avranno solo l&#8217;involucro esterno: due braccia, due gambe, una testa, una serie di abitudini e di attivit\u00e0; ma nella sostanza, non saranno pi\u00f9 uomini, non saranno pi\u00f9 umani. Che cosa caratterizza ci\u00f2 che \u00e8 umano? Il pensiero, la facolt\u00e0 di pensare; e il pensare comprende la memoria, la volont\u00e0, l&#8217;immaginazione, la progettualit\u00e0 e la curiosit\u00e0. Le categorie classiche del pensiero stanno vacillando per mancanza di materia prima, cio\u00e8 di persone capaci di pensare. L&#8217;abuso della tecnologia informatica sta provocando questo effetto: il rattrappirsi e l&#8217;intorpidirsi delle facolt\u00e0 razionali. Per smanettare tutto il giorno con il telefonino non occorre essere intelligenti; in compenso, il telefonino assorbe l&#8217;attenzione di chi lo adopera e lo distoglie e lo estranea dalla realt\u00e0 circostante. Ormai le persone camminano per la strada, pedalano in bicicletta e guidano l&#8217;automobile, smanettando incessantemente col telefonino: \u00e8 come se costoro vivessero in una realt\u00e0 parallela; sono accanto a noi, ma non partecipano al nostro mondo, non ascoltano i nostri discorsi, non vedono ci\u00f2 che vediamo noi; dove per &quot;noi&quot; si intende chi, in quel momento, non ha il telefonino acceso sotto mano. Ma ci sono ancora delle persone che sanno fare a meno di questa tecnologia, o, se non altro, che sanno farne un uso moderato e ragionevole? Basta guardarsi intorno: ce ne sono sempre di meno; ormai ce ne sono pochissime. Siamo ormai quasi tutti schiavi; e i pochi che non lo sono, sono perci\u00f2 stesso tagliati fuori, non vengono ascoltati, oppure si guardano bene dall&#8217;esporsi alle rappresaglie del sistema e tengono un profilo basso, cercano di passare inosservati. Come nel mondo del Grande Fratello: quello di Orwell, non quello della tiv\u00f9. \u00c8 una realt\u00e0 da incubo ma sta diventando la nostra realt\u00e0; e, per molti aspetti, lo \u00e8 gi\u00e0.<\/p>\n<p>Ma ascoltiamo i grandi saggi del passato; prendiamo in mano, per esempio, il buon vecchio Aristotele, il maestro laico della civilt\u00e0 occidentale &#8212; il maestro spirituale \u00e8 Ges\u00f9 Cristo; e la civilt\u00e0 cristiana \u00e8 l&#8217;incontro del Vangelo di Ges\u00f9 e del pensiero greco, specialmente di Aristotele; prendiamo la sua opera fondamentale, <em>La metafisica<\/em>, e vediamo quale definizione d\u00e0 di quello che \u00e8 specificamente umano, nell&#8217;inizio del primo libro (da: Aristoele, <em>La metafisica<\/em>; traduzione a cura di Giovanni Reale, Milano, Rusconi, 1978, 1992, pp. 71-73):<\/p>\n<p><em>Tutti gli uomini per natura tendono al sapere. Segno ne \u00e8 l&#8217;amore per le sensazioni: infatti, essi amano le sensazioni per se stesse, anche indipendentemente dalla loro utilit\u00e0, e, pi\u00f9 di tutte, amano la sensazione della vista. In effetti, non solo ai fini dell&#8217;azione, ma anche senza avere alcuna intenzione di agire, noi preferiamo il vedere, in certo senso, a tutte le altre sensazioni. E il motivo sta nel fatto che la vista ci fa conoscere pi\u00f9 di tutte le altre sensazioni e ci rende manifeste numerose differenze fra le cose.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli animali sono naturalmente forniti di sensazione; ma, in alcuni dalla sensazione non nasce la memoria, in altri, invece, nasce. Per tale motivo questi ultimi sono pi\u00f9 intelligenti e pi\u00f9 atti ad imparare rispetto a quelli che non hanno capacit\u00e0 di ricordare. Sono intelligenti, ma senza capacit\u00e0 di imparare, tutti quegli animali che non hanno facolt\u00e0 di udire i suoni (per esempio le api e ogni altro genere di animali di questo tipo); imparano, invece, tutti quelli che, oltre la memoria, posseggono anche il senso dell&#8217;udito.<\/em><\/p>\n<p><em>Orbene, mentre gli altri animali vivono con immagini sensibili e con ricordi, e poco partecipano dell&#8217;esperienza, il genere umano vive, invece, anche d&#8217;arte e di ragionamenti. Negli uomini, l&#8217;esperienza deriva dalla memoria: infatti, molti ricordi dello stesso oggetto giungono a costituire un&#8217;esperienza unica. L&#8217;esperienza, poi, sembra essere alquanto simile alla scienza e all&#8217;arte: in effetti, gli uomini acquistano scienza e arte attraverso l&#8217;esperienza. L&#8217;esperienza, infatti, come dice Polo, produce l&#8217;arte, mentre l&#8217;inesperienza produce il puro caso. L&#8217;arte si genera quando, da molte osservazioni di esperienza, si forma un giudizio generale ed unico riferibile a tutti i casi simili.<\/em><\/p>\n<p><em>Per esempio, il giudicare che a Callia, sofferente di una determinata malattia, ha giovato un certo rimedio, e che questo ha giovato anche a Socrate e a molti altri individui, \u00e8 proprio dell&#8217;esperienza; invece il giudicare che a tutti questi individui, ridotti ad unit\u00e0 secondo la specie, sofferenti di una certa malattia, ha giovato un certo rimedio (per esempio ai flemmatici o ai biliosi o ai febbricitanti) \u00e8 proprio dell&#8217;arte.<\/em><\/p>\n<p><em>Orbene, ai fini dell&#8217;attivit\u00e0 pratica, l&#8217;esperienza non sembra differire in nulla dall&#8217;arte; anzi, gli empirici riescono anche meglio di coloro che posseggono la teoria senza la pratica. E la ragione sta in questo: l&#8217;esperienza \u00e8 conoscenza dei particolari, mentre l&#8217;arte \u00e8 conoscenza degli universali; ora, tutte le azioni e le produzioni riguardano il particolare: infatti il medico non guarisce l&#8217;UOMO se non PER ACCIDENTE, ma guarisce Callia o Socrate o qualche altro individuo che porta un nome come questi, al quale, appunto, ACCADE di essere uomo. Dunque, se uno possiede la teoria senza l&#8217;esperienza e conosce l&#8217;universale, ma non conosce il particolare che vi \u00e8 contenuto, pi\u00f9 volte sbaglier\u00e0 la cura, perch\u00e9 ci\u00f2 cui \u00e8 diretta la cura \u00e8, appunto, l&#8217;individuo particolare.<\/em><\/p>\n<p><em>E tuttavia, noi riteniamo che il sapere e l&#8217;intendere siano propri pi\u00f9 all&#8217;arte che all&#8217;esperienza, e giudichiamo coloro che posseggono l&#8217;arte pi\u00f9 sapienti di coloro che posseggono la sola esperienza, in quanto siamo convinti che la sapienza, in ciascuno degli uomini, corrisponda al loro grado di conoscere. E, questo, perch\u00e9 i primi sanno la causa, mentre gli altri non la sanno. Gli empirici sanno il puro DATO DI FATTO, ma non il PERCH\u00c9 di esso; invece gli altri conoscono il PERCH\u00c9 E LA CAUSA<\/em>.<\/p>\n<p>Ora, il problema della civilt\u00e0 moderna \u00e8 che gli uomini stanno perdendo la memoria e, di conseguenza, stanno perdendo la concezione degli universali, dalla quale cosa dipende l&#8217;esperienza organizzata in un sistema di sapere che produce sapienza. Niente memoria, niente conoscenza per universali; niente conoscenza per universali, niente sapienza, cio\u00e8 nessuna intelligenza vera delle cose. Vi \u00e8 conoscenza reale delle cose, cio\u00e8 comprensione di esse, quando vi \u00e8 la conoscenza delle loro cause; ma l&#8217;umanit\u00e0 attuale si sta perdendo sulla superficie delle cose. Vi sono persone che, in tutta la loro vita, non si sono mai poste il problema di conoscere le cause di alcunch\u00e9: neppure le cause degli elementi essenziali della loro esistenza. Non sanno nulla: n\u00e9 perch\u00e9 vivono, n\u00e9 perch\u00e9 lavorano, n\u00e9 perch\u00e9 amano &#8212; o credendo di amare -, n\u00e9 perch\u00e9 odiano, n\u00e9 perch\u00e9 sperano, n\u00e9 perch\u00e9 temono. E non sanno perch\u00e9 acquistano sempre nuovi oggetti di cui non hanno bisogno, n\u00e9 perch\u00e9 cercano i capi pi\u00f9 costosi, quelli firmati, invece di quelli di pari pregio, ma privi di marchio e quindi pi\u00f9 economici. Non sanno perch\u00e9 vanno a votare; non sanno cos&#8217;\u00e8 il voto; non sanno cos\u00ec&#8217;\u00e8 la politica; non sanno che cos&#8217;\u00e8 veramente la cosiddetta democrazia. Non sanno cos&#8217;\u00e8 la politica oggi, n\u00e9 che cos&#8217;\u00e8 la democrazia odierna: non sanno che la politica democratica, oggi, \u00e8 un balocco nelle mani di poche centinaia di persone che stanno giocando sulla pelle di sette miliardi; che stanno caricando di debiti i singoli e le nazioni, sulla base di pezzi di prestiti inesistenti fatti con pezzi di carta, non di denaro reale; non sanno che i &quot;governanti&quot; sono solo dei prestanome, dei burattini; e non sanno che i partiti politici sono, oggi, delle ridicole organizzazioni il cui scopo \u00e8 di fungere da cinghia di trasmissione per il perpetuarsi del potere mondiale di quelle poche centinaia di persone, accanto ad altre cinghie come gli eserciti, i mass media, gli apparati scientifici e tecnologici, i quali a loro volta giocano con cose come la clonazione degli esseri viventi o come i viaggi spaziali. E non si chiedono, tutte quelle persone, perch\u00e9 gli stati spendono somme notevoli per costruire armamenti, che segneranno, se usati, la fine dell&#8217;umanit\u00e0; per pianificare viaggi spaziali, dei quali potr\u00e0 avvantaggiarsi, eventualmente, solo l<em>&#8216;\u00e9lite<\/em> dominante; perch\u00e9 si clonano gli esseri viventi, e forse anche gli esseri umani, o perch\u00e9 si fanno altri esperimenti e altre ricerche ancor pi\u00f9 mostruosi, e che avvengono in grande segretezza, mentre poi il dibattito politico si ferma su cose come il diritto di cambiare sesso e di essere chiamati al femminile invece che al maschile, o viceversa. Queste persone, insomma, non si sono mai accorte di vivere in un mondo che non \u00e8 reale, perch\u00e9 tutti i loro pensieri, i loro sentimenti e i loro interessi sono orientati verso cose che riguardano solo la superficie della realt\u00e0 o, peggio, la sua contraffazione, mentre le cose che riguardano la sostanza delle nostre vite, il nostro futuro e quello dei nostri figli, esse non sanno neppure quali siano, non lo immaginano nemmeno, n\u00e9 se lo sono mai domandato.<\/p>\n<p>La perdita della memoria si attua mediante l&#8217;assolutizzazione dell&#8217;effimero e del transitorio. Ci stiamo attaccando alle cose che durano poco, che si consumano nello spazio di un battito di ciglia; stiamo concentrando le nostre energie per conquistare oggetti fuggevoli, cose o corpi, passioni e sensazioni, delle quali ci stancheremo subito e che abbandoneremo, stanchi, a volte nauseati, per passare subito alla caccia successiva. Come dei dementi, come dei drogati, come dei posseduti. In verit\u00e0, l&#8217;umanit\u00e0 moderna \u00e8 posseduta: posseduta da mille demoni; e non per modo di dire. I demoni che la possiedono sono anche quelli che essa si prostra ad adorare; ed \u00e8 cos\u00ec lontana dal comprendere la reale situazione in cui si trova, che pensa, al contrario, di trovare in quelle cose, in quei corpi, in quelle passioni e in quelle sensazioni, il rimedio e la cura ai propri mali, alla propria frustrazione e insoddisfazione, alla propria inquietudine lacerante. Ma, naturalmente, non vi trova niente di tutto ci\u00f2; trova solo maggiore inquietudine, maggiore angoscia e maggior disperazione. Ma, senza memoria, l&#8217;umanit\u00e0 si riduce a una mandria di bestiame: sette miliardi di animali con l&#8217;istinto del gregge. Perch\u00e9 la perdita della memoria reca con s\u00e9 la perdita dell&#8217;universale e, quindi, anche della propria consapevolezza: \u00e8 consapevole di s\u00e9 solo chi non perde mai di vista l&#8217;universale; solo chi si ricorda di essere una creatura in mezzo ad altre creature, parte di un universo che ha un significato; ma quel significato sfugge a chi vive nell&#8217;attimo, perch\u00e9 pare che in esso ogni cosa sia casuale, fuggevole e insensata. C&#8217;\u00e8 una regia, una regia infernale, e &#8212; di nuovo &#8212; non per modo di dire, che orchestra questo smarrimento degli uomini moderni; ci sono delle forze infere che li spingono verso questa forma di demenza autodistruttiva. Non solo: quelle stesse forze malefiche vigilano affinch\u00e9 nessuno si desti; e, se qualcuno per caso, o piuttosto per la grazia di Dio, riesce a sottrarsi all&#8217;ipnosi generale e getta l&#8217;allarme, esse si adoperano affinch\u00e9 non venga creduto, ma, al contrario, venga deriso, venga isolato, e, se insiste a dar fastidio, venga perseguitato. Di fatto, la civilt\u00e0 moderna \u00e8 simile a un <em>lager<\/em> nel quale gli stessi detenuti si sorvegliano a vicenda e svolgono le funzioni di aguzzino: non c&#8217;\u00e8 quasi bisogno di custodi, i custodi sono pochissimi; in questo momento, i nostri custodi sono i computer e i telefonini, indi il consumismo, la pornografia, lo stile di vita basato sul modello dell&#8217;avidit\u00e0 e dell&#8217;egoismo. Ci\u00f2 di cui vi \u00e8 bisogno per risvegliarsi dall&#8217;incubo, \u00e8 il senso spirituale della vita; e, come primo passo, il recupero della facolt\u00e0 di pensare. Gli uomini sono creature razionali, e la ragione serve come preparazione al passo successivo, la spiritualit\u00e0. Non solo non vi \u00e8 contraddizione fra esse, ma una perfetta complementarit\u00e0. Ed \u00e8 di questo che le forze del male hanno paura: che si ridesti il pensiero e si riaccenda la luce dell&#8217;anima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginiamo una sala per conferenze e un oratore che sta parlando: in sala ci saranno circa cento persone. Quanti telefonini ci saranno in quella sala? 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