{"id":26895,"date":"2018-08-08T05:37:00","date_gmt":"2018-08-08T05:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/08\/ma-costoro-credono-alla-divinita-di-cristo-si-o-no\/"},"modified":"2018-08-08T05:37:00","modified_gmt":"2018-08-08T05:37:00","slug":"ma-costoro-credono-alla-divinita-di-cristo-si-o-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/08\/ma-costoro-credono-alla-divinita-di-cristo-si-o-no\/","title":{"rendered":"Ma costoro credono alla divinit\u00e0 di Cristo, s\u00ec o no?"},"content":{"rendered":"<p>Oggi avevamo accompagnato una persona a fare una terapia in ospedale e abbiano approfittato dell&#8217;attesa per entrare nella cappella deserta. Presso la porta c&#8217;erano ancora i foglietti della santa Messa, rimasti l\u00ec dalla domenica, anzi, dal sabato precedente. Si riferivano alla Messa del 5 agosto 2018; ne abbiamo preso in mano uno per leggere il brano del Vangelo, anche se, dobbiamo confessarlo, con una certa inquietudine, perch\u00e9 da qualche tempo questi foglietti riservano delle sgradevolissime sorprese, come quella di veder stampato il ceffo di Lutero (impossibile qualificarlo diversamente, anche se ovviamente nelle riproduzioni cercano di abbellirlo; ma la bruttezza morale di una persona traspare senza fallo dai suoi tratti fisici), per giunta accompagnato da qualche pistolotto elogiativo, nel quale lo si dipinge come uno dei migliori cristiani che si siano mai visti sotto la volta del cielo, altro che quei bigotti e reazionari dei cattolici, vuoi mettere, nemmeno il santo curato d&#8217;Ars, o san Giovanni Bosco, o san Pio da Pietrelcina possono reggere il confronto con il frate spretato che ha impalmato una suora, dopo aver vomitato le pi\u00f9 atroci sconcezze contro la Chiesa fondata da Ges\u00f9 Cristo e aver proferito le pi\u00f9 grandi eresie per la confusione e la dannazione delle anime. Insomma, un po&#8217; di trepidazione c&#8217;era; nessuna prevenzione, per\u00f2: dopotutto, <em>errare humanum est<\/em>, e non si deve essere troppo diffidenti, bisognerebbe pensar sempre bene di tutti, almeno fino a prova contraria. La liturgia della parola per la Messa del 5 agosto, dunque, la diciottesima domenica del tempo ordinario, prevedeva una lettura dal <em>Libro dell&#8217;Esodo<\/em>, 16-2 e 12-15; una dalla <em>Lettera agi Efesini<\/em> di san Paolo, 4, 17, 20-24; e una dal <em>Vangelo secondo Giovanni<\/em>, 6, 24-35. La prima parla del miracolo della manna che salva gli ebrei dalla morte di fame nel deserto del Sinai; la seconda parla del dovere cristiano di far morire in s\u00e9 l&#8217;uomo vecchio affinch\u00e9 possa nascere l&#8217;uomo nuovo; la terza, la riportiamo qui sotto (Trad. C.E.I., 1974):<\/p>\n<p><em>Quando dunque la folla vide che Ges\u00f9 non era pi\u00f9 l\u00e0 e nemmeno i suoi discepoli, sal\u00ec sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Ges\u00f9.Trovatolo di l\u00e0 dal mare, gli dissero: \u00abRabb\u00ec, quando sei venuto qua?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 rispose: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico, voi mi cercate non perch\u00e9 avete visto dei segni, ma perch\u00e9 avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.\u00a0Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell&#8217;uomo vi dar\u00e0. Perch\u00e9 su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo\u00bb.\u00a0Gli dissero allora: \u00abChe cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?\u00bb.\u00a0Ges\u00f9 rispose: \u00abQuesta \u00e8 l&#8217;opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora gli dissero: \u00abQuale segno dunque tu fai perch\u00e9 vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo\u00bb. Rispose loro Ges\u00f9: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: non Mos\u00e8 vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi d\u00e0 il pane dal cielo, quello vero;\u00a0il pane di Dio \u00e8 colui che discende dal cielo e d\u00e0 la vita al mondo\u00bb.\u00a0Allora gli dissero: \u00abSignore, dacci sempre questo pane\u00bb.\u00a0Ges\u00f9 rispose: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avr\u00e0 pi\u00f9 fame e chi crede in me non avr\u00e0 pi\u00f9 sete\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ebbene: l&#8217;occhio ci \u00e8 caduto sul brano introduttivo del curatore del foglietto, nel quale si riassume il senso della liturgia della Parola per questa domenica, e, quasi meccanicamente, ci siamo messi a scorrerne le righe. Arrivati alla fine, ci \u00e8 sembrato necessario leggerlo una seconda, infine una terza volta, ma sempre con lo stesso risultato: i conti non tornavano, il discorso non filava. Quel che doveva esserci, non c&#8217;era; e quello che c&#8217;era, sarebbe stato meglio che non ci fosse. Affinch\u00e9 il lettore possa farsi una sua opinione, riportiamo integralmente quella introduzione:<\/p>\n<p><em>Il Vangelo di oggi riferisce il discorso che parla dell&#8217;importanza della fede in Ges\u00f9 Cristo. Ges\u00f9 Cristo \u00e8 l&#8217;inviato di Dio, egli porta l&#8217;ultima rivelazione ed apre la via che conduce a Dio. Chi segue Ges\u00f9 con fede, chi entra con Ges\u00f9 nella comunit\u00e0 mediante il battesimo, chi prende Ges\u00f9 come modello e lo ascolta, trover\u00e0 attraversi di Lui la verit\u00e0 che calma la fame di vita. Perch\u00e9 questa verit\u00e0 \u00e8 Dio stesso<\/em>.<\/p>\n<p>Ci vuole una buona dose di abilit\u00e0 per riuscire ad essere supremamente ambigui in un cos\u00ec breve spazio di parole, eppure chi ha scritto questa introduzione c&#8217;\u00e8 riuscito in pieno. Da un lato si parla <em>dell&#8217;importanza della fede in Ges\u00f9 Cristo<\/em>, ma subito dopo si dice che <em>Ges\u00f9 Cristo \u00e8 l&#8217;inviato di Dio<\/em>, cosa che non pu\u00f2 non lasciare pi\u00f9 che perplesso il fedele che si accinge ad ascoltare, in chiesa, nella Santa Messa, la Parola di Dio, e che dl foglietto che tiene in mano si aspetta di ricevere un aiuto, un chiarimento, un sostegno. <em>Ges\u00f9 Cristo \u00e8 l&#8217;inviato di Dio<\/em>? Ma quando mai? Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il Figlio di Dio, ed \u00e8 Egli stesso Dio incarnato: questo dice la dottrina cattolica, e questa \u00e8 l&#8217;affermazione fondamentale, sulla quale si incardina tutto il resto. Non un &quot;inviato&quot;, ma la seconda Persona della Santissima Trinit\u00e0. <em>Egli porta l&#8217;ultima rivelazione<\/em>? Niente affatto: egli non <em>porta<\/em> la rivelazione, ma <em>\u00e8<\/em> l&#8217;ultima rivelazione. L&#8217;ultima rivelazione \u00e8 Lui, \u00e8 la Sua persona, e lo \u00e8 la Sua vita, morte e resurrezione. Ges\u00f9 <em>apre la via che conduce a Dio<\/em>? Nossignori: perch\u00e9 Ges\u00f9 <em>\u00e8<\/em> Dio; quindi, semmai, si deve dire: Egli \u00e8 la via che conduce al Padre, concetto del resto da Lui stesso affermato esplicitamente: <em>Chi ha visto me, ha visto il Padre<\/em> (Gv 14, 6); <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me<\/em> (id 14,6); e, viceversa: <em>Nessuno pu\u00f2 venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciter\u00f2 nell&#8217;ultimo giorno<\/em> (Gv 6, 44). Dunque, si arriva a Dio Padre per mezzo di Ges\u00f9 Cristo; ma per arrivare a Ges\u00f9 Cristo, \u00e8 necessaria una speciale grazia di Dio Padre. Dire, pertanto, che Ges\u00f9 <em>apre la via che conduce a Dio<\/em>, d\u00e0 l&#8217;impressione che Ges\u00f9 non sia Dio, che sia un semplice uomo, uno che apre la via, come Giovanni il Battista ha aperto la via a Lui stesso.<\/p>\n<p><em>Chi segue Ges\u00f9 con<\/em> fede; benissimo. Ma che fede, la fede in che cosa? Se si tratta di seguire Ges\u00f9 con fede, la fede a cosa \u00e8 rivolta? Perch\u00e9 non dire: la fede in Lui? E poi: <em>chi entra con Ges\u00f9 nella comunit\u00e0 mediante il battesimo<\/em>&#8230; Di nuovo: la funzione di Ges\u00f9 non \u00e8 quella di farci entrare nella comunit\u00e0, ma di metterci in unione con Lui, che \u00e8 Dio. E poi, perch\u00e9 chiamare la Chiesa &quot;la comunit\u00e0&quot;? Non che sia sbagliato; ma \u00e8 riduttivo, laico, suona quasi come un tentativo di ridimensionare, minimizzare, la dimensione del soprannaturale. La Chiesa non \u00e8 solo quella visibile, \u00e8 anche, e soprattutto, quella invisibile; \u00e8 la comunione dei Santi. La comunit\u00e0, invece (con la lettera piccola) \u00e8 la comunit\u00e0 e basta: \u00e8 una cosa umana, formata da uomini mortali, che oggi ci sono e domani non ci saranno pi\u00f9. Perch\u00e9 dare l&#8217;impressione che Ges\u00f9 sia venuto solo per farci entrare in una comunit\u00e0 umana, mortale, moritura? Non ci ha forse spalancato le porte dell&#8217;eternit\u00e0? <em>Tu solo hai parole di vita eterna<\/em>, gli dice san Pietro; ed \u00e8 vero: le parole di Ges\u00f9 sono Parole di vita eterna, perch\u00e9 Egli stesso \u00e8 la Vita. Altro che &quot;comunit\u00e0&quot;. E perch\u00e9 scrivere &quot;battesimo&quot; con la minuscola? Perch\u00e9 col Battesimo si entra nella comunit\u00e0? No: col Battesimo, che \u00e8 un sacramento, si riacquista lo stato di figli di Dio, si torna in comunione con Lui; <em>di conseguenza<\/em> si entra a far parte della Chiesa. Questo \u00e8 il giusto rapporto, svolta antropologica e Karl Rahner permettendo: prima viene il fatto di diventare figli di Dio, poi viene il fatto di entrare a far pare della Chiesa, e non solo di quella visibile ma anche di quella invisibile.<\/p>\n<p>Questa impressione, cio\u00e8 che si voglia minimizzare l&#8217;aspetto soprannaturale della fede e del rapporto dell&#8217;uomo a Dio, viene rafforzata dalla considerazione conclusiva: <em>chi prende Ges\u00f9 come modello e lo ascolta, trover\u00e0 attraversi di Lui la verit\u00e0 che calma la fame di vita.<\/em> Qui ci sono almeno tre cose che non quadrano. Primo, Ges\u00f9 non \u00e8 un tramite per la verit\u00e0, ma <em>\u00e8<\/em> la verit\u00e0: lo abbiano gi\u00e0 visto. Secondo, la verit\u00e0 rappresentata da Ges\u00f9 non \u00e8 una verit\u00e0 qualsiasi, ma quella suprema e assoluta, dunque \u00e8 la Verit\u00e0, e si scrive con la maiuscola, non solo come segno di rispetto, ma cos\u00ec come si scrive l&#8217;Essere con la maiuscola, quando si intende l&#8217;essere assoluto: \u00e8 una cura del linguaggio che riflette la chiarezza e la correttezza del pensiero. Qui non stiamo parlando poeticamente, stiamo parlando di dottrina, e ci\u00f2 esige un modo di esprimersi teologicamente preciso e inappuntabile. Terzo, la verit\u00e0 di cui il cristiano \u00e8 alla ricerca non \u00e8 un cibo che serve a calmare la fame di vita, bens\u00ec la fame (e la sete) di vita eterna. Se si parla di vita, con la minuscola, s&#8217;intende la vita terrena: almeno se le parole hanno un senso. E ci mancherebbe anche questa: che il cristianesimo fosse una ricetta per calmare la fame di vita terrena. Chi ha fame di vita terrena, ha una fame terrena e vuole le cose della carne; mentre ci\u00f2 che offre il cristianesimo \u00e8 un cibo che spegne la sete e calma la fame delle cose eterne. C&#8217;\u00e8 un desiderio di eternit\u00e0, nell&#8217;uomo, cos\u00ec come c&#8217;\u00e8 un desiderio di assoluto: di bellezza assoluta, di verit\u00e0 assoluta, di giustizia assoluta, di bont\u00e0 assoluta, di pace assoluta. Parlare di una &quot;fame di vita&quot; \u00e8 peggio che fuorviante: \u00e8 l&#8217;esatto contrario di ci\u00f2 che dice la liturgia della Parola. Il brano di San Paolo, tratto dalla <em>Lettera agli Efesini<\/em>, recita infatti:<\/p>\n<p><em>Fratelli, vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi pi\u00f9 come i pagani nella vanit\u00e0 della loro mente,\u00a0Ma voi non cos\u00ec avete imparato a conoscere Cristo,se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo la verit\u00e0 che \u00e8 in Ges\u00f9,\u00a0per la quale dovete deporre l&#8217;uomo vecchio con la condotta di prima, l&#8217;uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l&#8217;uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santit\u00e0 vera.<\/em><\/p>\n<p>E Ges\u00f9 (con il permesso di padre Sosa Abascal, secondo il quale noi non sappiamo cosa Egli disse realmente, stante la carenza di registratori nella Palestina di duemila anni fa): <em>In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: non Mos\u00e8 vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi d\u00e0 il pane dal cielo, quello vero;\u00a0il pane di Dio \u00e8 colui che discende dal cielo e d\u00e0 la vita al mondo (&#8230;). Io sono il pane della vita; chi viene a me non avr\u00e0 pi\u00f9 fame e chi crede in me non avr\u00e0 pi\u00f9 sete.<\/em> Questo \u00e8 un meraviglioso parlar chiaro; non \u00e8 il parlare sghembo, obliquo, allusivo, della neochiesa che oggi tenta lentamente di trascinare i fedeli lontano dalla vera dottrina cattolica. Ges\u00f9 parla con lingua dritta, mentre i neopreti e i neoteologi parlano con lingua biforcuta. <em>Io sono il pane della vita; chi viene a me non avr\u00e0 pi\u00f9 fame e chi crede in me non avr\u00e0 pi\u00f9 sete.<\/em> Visto com&#8217;\u00e8 semplice? Ges\u00f9 \u00e8 il cibo di vita eterna, e infatti ha istituito la santa Eucarestia proprio per questo; e l&#8217;Eucarestia \u00e8 il centro e il cuore della Messa, cos\u00ec come \u00e8 il centro e il cuore della Chiesa. Se, per ipotesi, si abolisse l&#8217;Eucarestia (o se la si riducesse a una semplice commemorazione dell&#8217;Ultima Cena), semplicemente non ci sarebbe pi\u00f9 la Chiesa. La Chiesa serve a questo: a celebrare la santa Messa; tutto il resto &#8212; per quanto importante &#8212; \u00e8 secondario. E chi non ha capito ci\u00f2, e tuttavia si \u00e8 fatto prete, forse ha sbagliato mestiere, perch\u00e9 non ha ascoltato bene la propria vocazione. Dio non inganna, non prende in giro, non gioca sulle aspettative degli uomini; se qualcuno ha frainteso il senso della chiamata, \u00e8 per una ragione sola: perch\u00e9 non ha fatto morire l&#8217;uomo vecchio che era in lui, cos\u00ec che i vecchi organi hanno visto, udito e compreso male; solo l&#8217;uomo nuovo, infatti, che \u00e8 un dono della grazia, ode, vede e comprende nella maniera giusta. Solo l&#8217;uomo nuovo sa amare Dio cos\u00ec come Egli va amato: non di un amore terreno, limitato, come lo sono tutti gli amori umani, ma di un amore infinto, soprannaturale e gratuito. L&#8217;uomo, da se stesso, non \u00e8 capace di un amore del genere, anche se pu\u00f2 arrivare a desiderarlo: lo rende impossibile il suo limite intrinseco, la concupiscenza, triste retaggio del Peccato originale.<\/p>\n<p>Scriveva il teologo benedettino Thomas Ohm nel suo libro <em>L&#8217;amore a Dio nelle religioni non cristiane<\/em> (titolo originale: <em>Die Liebe zu Gott in den nichtchristlichen Religionen<\/em>, 1950; edizione italiana a cura di P. Rossano, Alba, Edizioni Paoline, 1956, p. 73):<\/p>\n<p><em>N\u00e9 l&#8217;uomo come tale \u00e8 in grado di amare in modo soprannaturale Dio come autore e fine dell&#8217;ordine soprannaturale. E ci\u00f2 vale tanto dell&#8217;ordine soprannaturale perfetto che di quello imperfetto, Il Concilio Arausicano [di Orange] II spiegava nel 529: &quot;Dobbiamo credere e professare che la libera volont\u00e0 fu cos\u00ec danneggiata e guastata dalla colpa del primo uomo che nessuno in seguito senza la grazia conveniente della misericordia divina pu\u00f2 amare come dovrebbe&quot; (sicut oportuit). Similmente il Tridentino: &quot;Se alcuno afferma che l&#8217;uomo possa, senza preveniente donazione dello Spirito Santo e senza il suo aiuto, credere, sperare., amare e pentirsi cos\u00ec come \u00e8 necessario perch\u00e9 gli venga comunicata la grazia della giustificazione, sia anatema&quot;.Gi\u00e0 per natura, anche prescindendo dal peccato di origine, noi non siamo in grado di amare Dio in modo soprannaturale . Per un tale amore necessita la grazia Un tale amore cio\u00e8 pu\u00f2 soltanto essere donato. Cos\u00ec insegna San Giovanni: &quot;L&#8217;amore \u00e8 da Dio&quot; (1 Giov. 4, 7). Egualmente san Paolo: &quot;L&#8217;amore di Dio \u00e8 infuso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci fu donato&quot; (Rom. 5,5).<\/em><\/p>\n<p>Ma Ges\u00f9, come sempre, \u00e8 stato pi\u00f9 chiaro, efficace e sintetico di quanto possa esserlo qualsiasi lingua umana o penna impugnata dalla mano di un uomo, allorch\u00e9, parlando alla donna samaritana, le dice (<em>Gv<\/em> 4, 13-14):<\/p>\n<p><em>\u00abChiunque beve di quest&#8217;acqua avr\u00e0 di nuovo sete;\u00a0ma chi beve dell&#8217;acqua che io gli dar\u00f2, non avr\u00e0 mai pi\u00f9 sete, anzi, l&#8217;acqua che io gli dar\u00f2 diventer\u00e0 in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Piuttosto una sommessa domanda, ai signori della neochiesa e a quanti redigono i foglietti per la santa Messa domenicale: ma voi, alla divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, ci credete ancora? perch\u00e9, se &#8212; per caso &#8212; non ci credete pi\u00f9, che ci fate ancora nella Chiesa? Non sarebbe pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 onesto se ve ne andaste per la vostra strada, e vi faceste un&#8217;altra chiesa, mettendo le carte in tavola e dicendo, chiaro e tondo, le cose come stanno, invece di prendere in giro milioni di fedeli, che voi state spingendo verso la confusione, il turbamento e una mortale angoscia?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi avevamo accompagnato una persona a fare una terapia in ospedale e abbiano approfittato dell&#8217;attesa per entrare nella cappella deserta. 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