{"id":26894,"date":"2017-05-30T07:32:00","date_gmt":"2017-05-30T07:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/30\/ma-come-e-potuto-accadere\/"},"modified":"2017-05-30T07:32:00","modified_gmt":"2017-05-30T07:32:00","slug":"ma-come-e-potuto-accadere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/30\/ma-come-e-potuto-accadere\/","title":{"rendered":"Ma come \u00e8 potuto accadere?"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una maniera quasi infallibile di riconoscere uno stupido da una persona intelligente, e consiste nell&#8217;osservare le loro rispettive reazioni davanti a una sconfitta. Lo stupido cercher\u00e0 il colpevole dappertutto, dar\u00e0 la colpa al mondo intero, ma non sar\u00e0 mai sfiorato dal dubbio di poter essere egli stesso il responsabile della propria sconfitta; la persona intelligente, invece, s\u00ec. La persona intelligente riflette, valuta, soppesa, e misura se stessa con l&#8217;identico metro, con l&#8217;identica attenzione oggettiva, con cui osserva e valuta gli altri. Non fa sconti a nessuno, tanto meno al proprio modo di agire; resta sempre aperto alla verit\u00e0, poich\u00e9 il suo obiettivo non \u00e8 quello di giustificarsi, esplicitamente o implicitamente, trovando qualche capro espiatorio sul quale scaricare ogni colpa, ma, pi\u00f9 praticamente e assai pi\u00f9 onestamente, capire quel che \u00e8 successo, in modo da imparare una lezione per il futuro.<\/p>\n<p>Una disfatta militare \u00e8 un tipico esempio di sconfitta. All&#8217;indomani di Caporetto, Cadorna, il grande sconfitto, non aveva capito nulla di quel che era successo, tanto \u00e8 vero che addoss\u00f2 gran parte della colpa alla supposta vilt\u00e0 dei soldati, fin dal comunicato emesso nelle prime ore successive allo sfondamento. Non risulta che abbia mai cambiato opinione, nemmeno in seguito. Per lui, era chiaro che i responsabili del disastro andavano cercati in qualsiasi direzione, tranne che nel suo stesso stato maggiore. Ebbene, anche se questo parallelismo potr\u00e0 non piacere a molti, quel che \u00e8 accaduto nella Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II pu\u00f2 essere paragonato a una vera e propria Caporetto. Come altro chiamare lo svuotamento pressoch\u00e9 subitaneo dei seminari; il disordine liturgico imperversante; la confusione delle linee pastorali; l&#8217;aperta disobbedienza, la polemica e la contestazione di molti sacerdoti nei confronti dei loro vescovi; il distacco clamoroso della massa dei fedeli dalle indicazioni della Chiesa, come si vide in occasione dei due <em>referendum<\/em> abrogativi sul divorzio e sull&#8217;aborto; lo sviluppo di ricerche teologiche sempre pi\u00f9 difformi e sempre pi\u00f9 lontane dalla Tradizione; la graduale, evidente infiltrazione di temi e metodi modernisti e semi-protestanti all&#8217;interno della dottrina; la secolarizzazione sempre pi\u00f9 rapida della societ\u00e0 e di una gran parte della Chiesa stessa; l&#8217;abbandono della pratica cristiana attiva da parte dei giovani, subito dopo la Cresima; la perdita d&#8217;incisivit\u00e0 e di autorevolezza del modello cattolico tradizionale; il proliferare di sperimentalismi, sovente discutibili o francamente azzardati, nella vita delle parrocchie; il diffondersi di una mentalit\u00e0 fortemente ideologica, di un diffuso risentimento di classe, di una sempre pi\u00f9 vasta ammirazione e subalternit\u00e0 psicologica nei confronti della cultura marxista e della psicanalisi freudiana; l&#8217;abbandono delle forme di piet\u00e0 popolare, della preghiera di penitenza, del digiuno, e l&#8217;affievolirsi del senso del peccato; l&#8217;accentuazione esagerata della dimensione orizzontale della fede, a discapito di quella verticale; e, da ultimo, ma non per ultimo, il diffondersi di disordini morali sempre pi\u00f9 scandalosi, sempre pi\u00f9 intollerabili, che toglievano alla Chiesa gran parte del suo prestigio, della sua credibilit\u00e0, della sua capacit\u00e0 di porsi quale modello intrinsecamente superiore a quello della societ\u00e0 profana?<\/p>\n<p><em>Aspettavamo una splendida primavera, invece \u00e8 arrivato l&#8217;inverno<\/em>; con queste poche, drammatiche parole, Paolo VI aveva descritto la delusione dei cattolici pi\u00f9 consapevoli negli anni successi al Vaticano II. Essendo mancata una riflessione, e soprattutto una doverosa autocritica, su quel che era accaduto fra gli anni Sessanta e Novanta del &#8216;900, \u00e8 arrivata una nuova tempesta, ancor peggiore della prima; una tempesta violentissima, che, nel giro di pochi anni, ha spazzato via non solo i rami pericolanti e le piantine pi\u00f9 fragili, ma anche gli alberi pi\u00f9 grandi, quelli apparentemente pi\u00f9 saldi e robusti: li ha strappati via dal terreno con una forza spaventosa, ne ha messo a nudo le radici secolari, e infine li ha scaraventati lontano, disperdendo i loro tronchi in cento direzioni. La Chiesa odierna \u00e8 quel che rimane di quel bosco un tempo rigoglioso, di quelle piante possenti e vigorose, alla cui ombra generosa si sono succedute generazioni innumerevoli: un paesaggio sconvolto, desolato, simile a un campo di battaglia dopo il passaggio degli eserciti, che hanno lasciato dietro a s\u00e9 solamente buche, rovine fumanti, macerie d&#8217;ogni genere. E di nuovo \u00e8 mancata l&#8217;analisi critica, e soprattutto autocritica; anzi, stavolta si \u00e8 toccato il vertice della mistificazione: si son volute chiamare le rovine con il nome di splendida fioritura; si \u00e8 descritto questo paesaggio allucinante come se fosse un giardino, ridente di fiori e risuonante del canti d&#8217;uccelli; ci si \u00e8 vantati di tanta rovina, come se fosse qualcosa di cui andare fieri; e, se proprio si \u00e8 voluto rivolgere uno sguardo critico verso qualcosa o qualcuno, si \u00e8 puntato il dito contro quei pochi che son rimasti fedeli alla vera dottrina e al Magistero perenne, contro quei rari sacerdoti e quegli sparuti gruppi di laici che non si sono lasciati confondere dagli sproloqui dei progressisti, e hanno chiesto perdono a Dio e alla Madonna per la desolazione in cui la Chiesa \u00e8 caduta, per sua stessa colpa. Non sono stati, infatti, i nemici esterni a ridurla in tali condizioni: \u00e8 stato il nemico interno, nato dal suo stesso seno: un clero infedele, un laicato bramoso di novit\u00e0 e, soprattutto, impaziente di veder cancellati tutti gli aspetti della dottrina cristiana che suonavano come giusta condanna dei comportamenti moralmente illeciti. \u00c8 stata una vasta operazione di &quot;normalizzazione&quot;, volta ad abolire ci\u00f2 che la dottrina cattolica ha di specifico, ci\u00f2 che l&#8217;ha sempre distinta dalle logiche secolari, per farla rientrare, mediante un accomodamento, con lo spirito del mondo. E questa operazione indegna, perfida, sleale, \u00e8 stata portata avanti da una minoranza di &quot;novatori&quot;, i quali, sfruttando l&#8217;abulia e la pavidit\u00e0 della maggioranza, hanno imposto un vero e proprio colpo di stato: si sono impadroniti di tutte le posizioni chiave, dai seminari alle cattedre episcopali, dalla stampa all&#8217;editoria, e, per finire, della stesa cattedra di san Pietro, nella persona del papa Francesco.<\/p>\n<p>In tal modo, ci\u00f2 che contraddistingue l&#8217;ideale della vita cristiana e la pratica della vita cristiana, \u00e8 stato praticamente abolito: ormai il cristiano somiglia in tutto e per tutto al cittadino del mondo, ha gli stessi gusti, gli stessi desideri, le stesse brame, la stessa prospettiva: non guarda in alto, verso il Cielo, ma in basso, verso la terra; non si preoccupa del peccato, n\u00e9 della vita eterna, perch\u00e9 la sua visione \u00e8 naturalista e immanentista: ci\u00f2 che viene dalla natura \u00e8 buono, perch\u00e9 contrastarlo? E poi, di vita ne abbiamo una sola: perch\u00e9 non goderla? Quanto al cattolico, si pu\u00f2 dire che \u00e8 ormai pressoch\u00e9 scomparso come figura autonoma e ben definita: non \u00e8 che il prolungamento pratico della &quot;svolta antropologica&quot; in teologia, cio\u00e8 un individuo che, pur riservando un omaggio alla Tradizione cattolica, peraltro puramente formale, prega con i luterani e con i musulmani, si vanta della sua apertura e della sua capacit\u00e0 di dialogo, si vergogna di quel che \u00e8 specificamente cattolico, guarda con imbarazzo e con fastidio a ci\u00f2 che erano i suoi padri, a ci\u00f2 che dovrebbe essere anche lui, se avesse un minimo di coerenza e onest\u00e0. Proprio il papa Francesco ha espresso mirabilmente &#8212; si fa per dire &#8212; tale stato d&#8217;animo, allorch\u00e9, nella omelia del 19 maggio 2017, dalla casa Santa Marta, si \u00e8 espresso, non solo con le parole, ma anche con l&#8217;atteggiamento, con la mimica facciale, con i gesti, con gli sguardi, con il tono della voce, in maniera inequivocabile: la dottrina cattolica \u00e8 una cosa che gli d\u00e0 fastidio, che lo riempie di noia, che lo esaspera. Dalle sue parole e dai suoi gesti traspariva un autentico disprezzo verso quanti osano ancora parlare della dottrina cattolica, e da lui accusati d&#8217;averla trasformata in &quot;ideologia&quot;. Non una parola di condanna verso i nemici della Chiesa, che riempiono di sangue le strade del mondo, e uccidono ogni giorno i seguaci di Cristo, non per altra ragione che per la loro fedelt\u00e0 alla Chiesa; non un sia pur minimo accenno alle proprie responsabilit\u00e0, ai propri errori, al dovere del cristiano di chiedere sempre l&#8217;aiuto di Dio e la preghiera dei fratelli: ma, ancora una volta, bordate impietose contro i &quot;fanatici&quot;, che non sono gli assassini del terrorismo islamico, ma sono, guarda un po&#8217;, coloro i quali stanno ben saldi e radicati nella dottrina cattolica. Quelli, per lui, sono i veri nemici: sono loro, il problema; sono loro che diffondono lo sconcerto e seminano i dubbi: e, a quanti pare, lo fanno senza ragione alcuna, cos\u00ec, per pura malvagit\u00e0, non certo perch\u00e9 \u00e8 proprio lui a scandalizzare le anime. Quanto a s\u00e9, egli non ha bisogno di nulla, neppure d&#8217;inginocchiarsi, qualche volta, davanti al Santissimo, e tantomeno di chiedere perdono se, magari, gli accade di sbagliare, cos\u00ec come accade a tutti i normali esseri umani. No: lui non sbaglia mai; nessuno lo ha mai sentito pronunciare una frase, un accenno alla propria fallibilit\u00e0: quando parla, scandisce le parole con durezza implacabile, e quanto pi\u00f9 le sue parole sono sconcertanti, provocatorie, demolitrici nei confronti della Tradizione, tanto pi\u00f9 le ripete, le scandisce, le martella, un giorno dopo l&#8217;altro, una settimana dopo l&#8217;altra, un mese dopo l&#8217;altro, fin dal primo giorno, fin da quel suo saluto ai fedeli, il 13 marzo del 2013, allorch\u00e9 si present\u00f2 alla folla senza i paramenti pontificali, e si conged\u00f2 con un <em>Buonasera<\/em> che era tutto un programma e una dichiarazione di guerra contro il suo nemico pi\u00f9 esecrato: il &quot;clericalismo&quot;. Fin da allora, cio\u00e8 fin da subito, egli si volle presentare non come il papa dei cattolici, ma come il vescovo di Roma, un vescovo modernista e progressista, che parla a tutti gli uomini, e che ha una spiccata preferenza per i non cattolici e per gli anticattolici: per i protestanti, i giudei e gli islamici, e poi per i massoni, i radicali, gli atei, i fautori del divorzio, dell&#8217;aborto, dell&#8217;eutanasia, delle sconce nozze omosessuali, della droga libera. Se proprio deve parlar bene di qualche cattolico, allora tira fuori personaggi come don Lorenzo Milani, uno dei preti che hanno fatto pi\u00f9 male alla Chiesa negli anni del grande sbandamento, uno dei maggiori responsabili della disfatta presente della Chiesa cattolica. Un cattivo maestro: per lo spirito profondamente non cattolico che lo animava; per le prospettive puramente terrene che indicava ai &quot;suoi&quot; ragazzi; per l&#8217;esempio esiziale della disobbedienza e della ribellione che dava nei confronti dei suoi superiori e della gerarchia; per la disinvoltura con cui prendeva e manipolava le parole e lo spirito del Vangelo, secondo la sua particolare visione semi-marxista, che nulla aveva di spirituale; e perch\u00e9 tanto si gonfiava la bocca con parole quali la giustizia sociale, i diritti, la libert\u00e0, la democrazia, quanto taceva sull&#8217;anima, sulla grazia, sul peccato, sul giudizio di Dio, sulla via eterna, sulla realt\u00e0 del paradiso e dell&#8217;inferno.<\/p>\n<p>E i cattolici hanno lasciato fare: hanno ascoltato, e non hanno trovato nulla da ridire; anzi, la maggioranza di essi si \u00e8 spellata le mani ad applaudire il falso pastore, il lupo travestito da agnello, colui che sta trasformando la Chiesa cattolica in una sinagoga di satana, dove si celebrano matrimoni omosessuali, si intonano canti profani, si spara l&#8217;acqua santa sui fedeli con fucili di plastica, si mette in scena la messa con i burattini, o con l&#8217;aperitivo, s&#8217;improvvisano omelie farneticanti, si auspicano i preti gay e i santi gay, nonch\u00e9 le suore lesbiche e le sante lesbiche; e in cui si idolatra il papa al punto da mettere Dio in secondo piano, da nascondere il Santissimo in qualche cappella laterale, si diserta e si scoraggia il culto di Maria, si banalizzano i messaggi di Lourdes e di Fatima, si sgridano le pie donne che osano portare dei fiori freschi davanti all&#8217;altare della Vergine, si guarda con sufficienza e quasi con disprezzo alla pratica del digiuno, alla recita del santo Rosario o alla processione del <em>Corpus Domini<\/em>.<\/p>\n<p>Sorge perci\u00f2 la domanda: come \u00e8 stato possibile essere giunti a tanto? Evidentemente, il male partiva da lontano, e non l&#8217;abbiamo saputo vedere. Se l&#8217;albero fosse stato sano, non si sarebbe ammalato, non sarebbe deperito cos\u00ec in fretta. Se il clero fosse stato sano, non si sarebbe lasciato conquistare da dottrine non cristiane in pochi anni; se la fede dei laici fosse stata profonda, non si sarebbero lasciati sedurre dall&#8217;abbraccio del mondo. Questo, invece, \u00e8 accaduto: che il mondo \u00e8 penetrato nella Sposa di Cristo e l&#8217;ha trasformata in una prostituta svergognata. Alla fiera affermazione di Ges\u00f9: <em>fatevi coraggio: Io ho vinto il mondo<\/em>, \u00e8 subentrata la blasfema affermazione di tanti falsi pastori modernisti: <em>la chiesa si \u00e8 fatta una cosa sola con il mondo<\/em>. L&#8217;opera di Cristo \u00e8 stata vanificata; la sua Passione, svuotata di efficacia; la santa Chiesa da Lui fondata, \u00e8 stata adulterata e inquinata dall&#8217;opera del diavolo. La zizzania, seminata di notte, \u00e8 cresciuta a dismisura e ha soffocato il buon grano. Chi doveva vegliare e vigilare, ha dormito i suoi sonni beati: e, al mattino, era ormai troppo tardi per scongiurare il disastro. Questa \u00e8 la situazione attuale. Si vede che anche prima del Concilio, la salute di cui godeva la Chiesa era solo apparente. Il conformismo, la pavidit\u00e0, la mancanza di coraggio personale, la scarsa assiduit\u00e0 nella preghiera, l&#8217;affievolirsi della fede: tutto questo ha reso facile l&#8217;opera del grande nemico. Gi\u00e0 negli anni Cinquanta, la Chiesa era come un corpo gigantesco, ma consunto, che sta in piedi per forza d&#8217;inerzia, ma che la prima spinta un po&#8217; energica potrebbe atterrare d&#8217;un sol colpo. E cos\u00ec \u00e8 stato, infatti. Quel clero pavido e tiepido, appiattito e conformista, ha detto di s\u00ec a tutte le pessime novit\u00e0 introdotte dopo il Concilio, allo stesso modo in cui, prima, aveva sempre obbedito e riverito lo stile austero e severo di Pio XII, di Pio XI, di Pio X. Valga per tutti il caso dei gesuiti: i pi\u00f9 fieri e intransigenti difensori della dottrina ortodossa, fino al Concilio; ora, le punte avanzate dell&#8217;eresia e dell&#8217;apostasia dilaganti. No, non sar\u00e0 questo clero vile e conformista a segnare la riscossa. Saranno i laici, sostenuti da Ges\u00f9 e da Maria&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una maniera quasi infallibile di riconoscere uno stupido da una persona intelligente, e consiste nell&#8217;osservare le loro rispettive reazioni davanti a una sconfitta. Lo stupido<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[109],"class_list":["post-26894","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26894","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26894"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26894\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26894"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26894"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}